domenica 26 marzo 2017

Cheetah Crome Motherfuckers.


Bhè, io non credo che i CCM abbiano bisogno di grandi parole introduttive. Sono stati uno dei gruppi più selvaggi e importanti dell'hardcore degli anni '80, e quello che hanno lasciato in eredità rimarrà per sempre impresso nelle orecchie e nelle menti di molti. Di seguito trovate una chiaccherata che ho fatto con Antonio Cecchi (che mi ha risposto con un certo taglio umoristico che ho apprezzato assai), chitarrista e fondatore del gruppo pisano. Area Pirata ha ristampato di recente tutta la loro discografia in doppio vinile e cd, facendo un lavoro semplicemente superlativo. Per completare il quadro è ucito pure un libro intitolato "No More Pain" scritto da Antonio Cecchi, che parla del gruppo e di tutto ciò che gli ruotava attorno. Edito sempre da Area Pirata. Vorrei ringraziare di tutto cuore Riki "Flash" Signorini del blog Ribelli A Vita per aver gentilmente orchestrato il tutto. Buona lettura.

Comincio subito col chiederti se sei rimasto soddisfatto della ristampa fatta da Area Pirata del vostro materiale? Come ma il demo "(We Are The) Juvenile Delinquency" non è stato incluso?
Beh, il demo era appunto "un demo", registrato in presa diretta nella sala prove dei WarDogs e tutti i brani in esso contenuti – eccetto una cover – sono presenti nella ristampa finale. Non abbiamo mai avuto nessuna intenzione di registrare una cover. E comunque, neppure volendo sarebbe stato possibile includere altri audio nei due lp senza comprometterne l’ottima qualità sonora.

I CCM sono un gruppo che in un certo senso ha sempre travalicato i confini del punk hardcore in senso stretto. A mio avviso siete stati anche molto sperimentatori, inglobando nel vostro suono diverse influenze... Sei d'accordo?
Sono pienamente in accordo con ciò che dici ed anzi, col passare del tempo ne sono anche divenuto fiero. Mi preme però evidenziare che non facevamo una scelta aprioristica per la composizione dei brani, ma che in sostanza QUELLA era la nostra musica, la NOSTRA anima era così. Ecco perché, ad esempio, io non avverto alcun cambiamento fra la prima “versione” di CCM e la "seconda". Per me rimane la stessa musica. Avevamo tutti e quattro dei back up musico-culturali ben assortiti e la nostra espressione sonora lo comprovava.

I vostri primi due 7" vedono alla chitarra Dome La Muerte, che poi è stato anche uno dei fondatori della band se non sbaglio. Ad un certo punto lui se ne va e si unisce ai Not Moving. Come mai? In un'intervista ho letto che era perchè si sentiva "legato" a certi schemi e voleva evadere... Credi che dopo la sua dipartita il suono dei CCM sia cambiato e si sia evoluto?
Domenico aveva/ha una propria sensibilità musicale e gusti ben precisi, Not Moving gli diede più possibilità di esplorare il proprio versante RnR dannato. Io e Syd invece avevamo invece un carattere più spostato "sull’acceleratore". Fu la scelta giusta nel momento giusto: per tutti noi. L’amicizia che ancora oggi ci lega ne è la prova. Nel genere di band in cui militavamo noi, era impensabile essere in disaccordo su qualcosa, eheheh!

"400 Fascists" prende il nome dalla calata in un bar di 400 parà della Folgore che erano in caccia dei rossi. Tu mi pare che fossi presente, giusto? Cosa ti ricordi? Come erano visti questi soggetti in una città come Pisa? La polizia poi non fece assolutamente nulla per fermarli... Non è cambiato poi molto ai giorni nostri, concordi?
Ero presente, esatto. Eravamo io e Syd e ci riparammo dentro il Bar Garibaldi. La situazione era tutt’altro che rosea... Eravamo terrorizzati. La polizia avrebbe potuto fare qualcosa se avesse avuto dei... carri armati! 400 persone esagitate non sono uno scherzo, e quindi non fece un bel nulla. Cos’è cambiato? Fai una ricerca in Rete (come ho fatto io mentre scrivevo il mio libro) e scoprirai che per quelli di loro (dei 400, intendo) l’episodio è MOTIVO DI ORGOGLIO e ancora si elogia il Comandante della SMIPAR che riunitili il giorno successivo, dopo una blanda reprimenda dal palchetto, iniziò stringere le mani “ai suoi ragazzi”. Cos’è cambiato? Adesso sono meno… I “Rossi” sono scomparsi e danno la caccia agli Immigrati. A proposito... Ecco qua il link Buona lettura...

Il vostro unico lp, "Into The Void" è stato registrato durante il vostro tour negli Stati Uniti nel 1986. Quando siete partiti, era già stato pianificato, oppure è stata una cosa imprevista? Come ti sei trovato a lavorare con uno studio americano e che tipo di differenza hai riscontrato con quelli italiani dell'epoca?
Non fu cosa improvvisata bensì orchestrata dall'Italia, e fu un’esperienza meravigliosa. Purtroppo avevamo a disposizione poco tempo e ZERO soldi, ragion per cui nell'lp non mancano errori (che solo noi però ravvisiamo). La cosa fantastica fu che conoscevamo Paul Mahern solo tramite i suoi dischi: e se non ci fosse andato a genio? Che avremmo fatto? Invece fu superlativo ed accettò anche di fare i cori in uno dei nostri brani. Per noi tutti fu un onore.

Il vostro unico tour in America è durato svariati mesi. Avevate pianificato già tutto, oppure in alcuni casi avete "improvvisato"? Cosa ti ricordi di quei concerti? Quando siete arrivati eravate già conosciuti? A San Francisco Jello Biafra disse che di non aver assistito ad un concerto del genere dai tempi dei Germs... Un bel complimento, non ci sono dubbi…
Questa ti sembra "un'unica domanda"? Ahah, ci vorrebbero ancora più pagine di quelle che gli ho dedicato sul libro (al quale rimando per i dettagli) e sarò giocoforza telegrafico. La situazione mutava di giorno in giorno, "improvvisare" era la parola chiave (specie per raccattare il denaro necessario per arrivare al gig successivo). MRR ci dedicò la copertina di agosto e ciò ci diede visibilità, ma salvo a SF e Philly dove avevamo amici di lunga data, eravamo in sostanza sconosciuti. Se come i Raw Power fossimo tornati una seconda o magari una terza volta negli USA, allora tante cose sarebbero andate alla grande... Ma al karma non si comanda: lo si accetta e basta.


Voi siete diretta emanazione del Gran Ducato Hardcore e del Victor Charlie. Cosa ti ricordi di quelle esperienze? Come vi rapportavate con le altre realtà presenti in Italia ai tempi? Hai mai sentito un senso di rivalità e invidia, oppure era lo spirito collaborativo a prevalere? Il Victor Charlie ebbe poi parecchi problemi col vicinato, giusto? Era anche legalizzato?
L’invidia e la rivalità – senza sembrare naive – mi pare non esistessero. Il bello stava proprio nel fatto che tentavamo di aiutarci l’un altro, specie con le band emergenti. Veniva NATURALE al tempo. Poi – ovviamente – c’erano le prese di culo ma non ti dirò mai di chi perché sarebbe del tutto privo di senso. La chiamavano PMA...

Come era percepita la vostra presenza in una città come Pisa e anche in altre città italiane in cui vi trovavate a girare e a suonare? Voglio dire: era difficile camminare per strada senza essere importunati da fasci, polizia et similia? Com'era vivere in un paese come l'Italia in quegli anni? Credi che sia migliorata la situazione oppure è peggiorata?
All’inizio, più che difficile era IMPOSSIBILE: venivi fermato in continuazione. Una volta, in piena notte di ritorno da un concerto, mentre correvamo con il basso sotto la pioggia torrenziale, "Manetta" (così si chiamava lo Sceriffo pisano del momento) fermò me e Syd e ci tenne mezz’ora sotto l’acqua con domande tipo "Come mai correte? Dove state andando?". Poi ci fu il periodo dei Fogli di Via Obbligatori: a me per fortuna non capitò ma a Syd ben da due città, a Sandro da Firenze, eccetera. Erano scatenati perché capivano che eravamo "pericolosi" per il loro punto di vista... Non ci nascondevamo alla realtà iniettandoci merda nelle vene ma chiedevamo spazi e rivendicavamo diritti sacrosanti... Cos’è cambiato? Adesso c’è chi lavora e a fine lavoro ottiene un voucher anziché denaro contante. Dimmi te se è migliorata o peggiorata la cosa...

Ho letto che Syd è bilingue. Questo fattore vi ha aiutato nello scrivere testi senza incappare in errori e soprattutto nell'esprimere meglio ciò che volevate dire?
Non saprei che dirti, se non che per me e per lui la lingua inglese era/è qualcosa di speciale... Non pensammo mai a testi in italiano (a parte in un caso, ma il brano non era nostro bensì di Giancarlo Bianco e lo eseguivamo come cover: sto parlando di “Il Fighetto”).

Che tipo di reazione ti provocava vedere Syd tagliuzzarsi sul palco e colare sangue? Credi che fosse il suo modo di buttar fuori fisicamente il vostro suono?
Mi procurava sempre sgomento, perchè era imprevedibile. Accadeva quando il climax del concerto in questione “lo esigeva”. Era un tributo che quel brano chiedeva con forza. "Tagliuzzarsi" è un eufemismo...

Non sono molti i gruppi italiani ad aver pubblicato un intero lp live, registrato per giunta all'SO36 di Berlino. Come nacque la cosa? Ho sentite dire che mentre suonavate, davanti allo storico locale di Kreuzberg erano in corso degli scontri molto pesanti. Che tipo di sensazioni hai provato nel suonare mentre fuori si era scatenato l'inferno? E' vero che Syd una volta terminato in concerto si è catapultato fuori per partecipare agli scontri?
La cosa avvenne a nostra insaputa. Forse Syd ne era al corrente, ma ne dubito. Fu opera di David della Destiny Records che ci organizzò il gig. Sicuramente attaccò un registratore al mixer, e dopo lo scioglimento si ritrovò questa OTTIMA registrazione. Senza farsi tante seghe mentali, anzi andandoci parecchio nel culo, lo mise sul mercato. In un brano rompo una corda e si sente la folla rumoreggiare per 3-4 minuti, poi ci sono due brani inediti ma senza titolo e abbastanza "mosci". Secondo te avremmo mai permesso una cosa del genere? Comunque si distingue perfettamente Syd che dice all'inizio di un brano “We'll keep on playin... until THEY get in... It’s gonna be a massacre” quindi quanto hai sentito a riguardo è tutto vero.

Vi siete sciolti nel 1987, dopo lo storico concerto al Casalone di Bologna. Per molti quell'evento ha segnato la fine di un certo modo di concepire l'hardcore, aprendo le strade a contaminazioni con il metal, hip hop, reggae, eccetera. Tu che opinione ti sei fatto? Quando hai staccato il jack dall'amplificatore, hai avuto una seppur minima percezione che un'epoca si fosse chiusa?
Non ho avuto quella sensazione, ma la CERTEZZA a riguardo. Per me ERA terminata un’era... Caso volle che avessi pienamente ragione! Per come lo concepivamo noi poi, l’HC non poteva accettare contaminazioni.

Una delle perle di quel concerto è la registrazione ad opera di Stefano Ballini di Trippa Shake che racchiude l'inedito "Naymiorenggekkio"... Presente se non erro solo sulla versione cd della ristampa... Come mai avete deciso di accluderla solo in quella versione?
...Perchè per me quel brano rimane non solo uno dei migliori in assoluto della nostra band, ma riproduce esattamente il mio stato d’animo di quel momento. Inizia con un crescendo di rabbia e furore, poi sopraggiunge la calma e infine la pace interiore, con me stesso ed il mondo circostante. Impossibile includerlo sul doppio vinile: dura 14 minuti.

Sempre a proposito di "Naymiorenggekkio": se il gruppo avesse continuato, ci sarebbe stato un cambiamento del suono in quella direzione?
Non credo, sai? Non credo sarebbe stato possibile comporre altri brani in generale. CCM era oramai un malato terminale. Per fortuna "Nay-myho" è arrivato poco prima, a ricordarmi quando fossimo stati grandi ed importanti nella mia crescita personale come essere umano.

L'hardcore italiano degli anni '80 è sempre stata grande fonte di curiosità e di una sorta di venerazione. Nel corso degli anni sono fioccate ristampe, bootleg, reunion, eccetera. Cosa ne pensi? Anche la ristampa del materiale dei CCM è stata fatta anche per contrastare questo fenomeno, che porta a pagare cifre spropositate vinili realizzati frettolosamente e per razziare più soldi possibili nel minor tempo possibile...
Sono contro le reunion – come detto più volte – ma d’altronde se la gente vuole divertirsi... Che male c’è? C’è una richiesta ed un interesse ENORME per ciò che facevamo. È normale: sono passati molti anni ma troppo pochi per averci cancellato, quindi chi non c’era, adesso è curioso a riguardo. Lo eravamo anche noi verso la psichedelia o i primi Mothers (nel mio caso). Ciò che mi pare invece INELUDIBILE è: non fingiamo di essere ancora ciò che eravamo... Non lo siamo PIU’. Si scaderebbe nel pietoso! Abbiamo ristampato tutto semplicemente per fare sentire il nostro cuore a chi non aveva ancora avuto occasione di farlo (e con una qualità – per una volta – superiore all’originale).

Dei gruppi che dividevano le assi del palco con voi, chi ti è rimasto maggiormente impresso?
Cito solo i "fratelli" italiani: Negazione, Kina!, Indigesti, IRI!, WarDogs, SenzaSterzo, Lanciafiamme ecc. Ma il mio rispetto va anche a tutti quelli che ci hanno anche una sola volta, messo a disposizione un piatto, una cassa, un microfono...

Picture: Smurfpunx | Wordpress

Questa è una domanda che mi frulla per la testa e che riguarda i Negazione. Dal tuo punto di vista, come li vedevi all'interno del panorama hardcore italiano? Voglio dire: forse erano l'unico gruppo in grado di stare in tour per mesi, di registrare con continuità, eccetera. In più erano molto organizzati sotto tutti i punti di vista... Ad un certo punto suonano pure al Monsters Of Rock, tentando magari di passare allo step successivo, ma poi si sciolgono... Tra parentesi erano il gruppo più conosciuto ed amato da gente che non frequentava spazi autogestiti et similia, come i metallari per esempio... Cosa ne pensi?
I Negazione erano "il lato positivo" dell'Hc. Ma bada bene: erano FENOMENALI, sopra ed ai piedi del palco. Per me, ma parlo solo PER ME, fuori dal palco davano il meglio di sé. Al contrario di noi mettevano d’accordo tutti: il Monsters? Ci suonarono DOPO il Casalone, e non a caso. Provarono "altre strade" e per loro era la cosa giusta da fare.

Che tipo di aria si respirava ai concerti hardcore anni '80? Ogni tanto capitava qualche metallaro capitato per curiosità, o c'era una rigida distinzione di ruoli? Ti è mai capito di partecipare a qualche concerto metal o hard rock in quegli anni? Se sì, che tipo di differenze riscontravi?
Per fortuna che capitavano metallari e "creature" simili! Sennò come avrei conosciuto Heinz Zaccagnini che per primo mi ha incalzato a pubblicare il mio libro, e tanti, tanti altri amici? Da noi in Toscana - forse perché provinciali? - le distinzioni di ruolo forse erano meno marcate che nel resto d’Europa. Non ho mai partecipato ad alcun concerto metal, non ne sono mai stato entusiasta, e purtroppo a NESSUN concerto hard rock! MAGARI, eheh! Quello è invece un genere che ho sempre adorato, ma che oramai volgeva alla fine quando iniziammo a suonare noi.

Sempre da un'intervista che ho letto per preparare queste domande, viene fuori che ascolti solo i dischi della tua collezione e che sei un fan di Frank Zappa. Da cosa nasce questa passione? Zappa è sempre stato un personaggio fuori dagli schemi, concordi? Non ti piace proprio nulla di ciò che esce oggigiorno?
Zappa mi catturò in "tenera età", assieme per l’appunto a Deep Purple, Bowie e Reed. Non lo ho mai “abbandonato” perché secondo me è stato il Leonardo da Vinci della Musica del 1900. Almeno 200 anni avanti nella storia, in termini di idee, sperimentazioni, look ed altro. Ma per mia fortuna non faccio "classifiche" musicali, ed adoro Lui come l'Hc, i Minutemen e tanti, tantissimi altri artisti.

Come mai secondo te i CCM sono sempre stati ammantati da un alone di mistero?
Ahahahahahah... Beh, questo lo dici te, eheheh! Io invece i CCM li conosco benone... Scherzi a parte credo sia – sostanzialmente – perché non esistevano cose tipo Internet a farti scoprire ogni singola cosa su chiunque... Ed anche perché non essendo "un gruppo di simpatici" c’era sempre qualcuno che si inventava una leggenda su di noi.

Finito. Se vuoi aggiungere qualcosa... Grazie!
Per chiudere, prima di ringraziarti per l’opportunità che mi hai offerto, vorrei dire che se dovessimo pubblicare un live di CCM, quello dell’inaugurazione del Victor Charlie, o del farewell show al CBGB, o magari di quando suonammo a Philadelphia o SF avrebbero per me la precedenza assoluta!

Area Pirata | Web Site

martedì 21 marzo 2017

OxCx/XABORTIVEX | Autoprodotto | Tape/Digital.

Due belle realtà hardcore che si incontrano su questa tape split. Da una parte gli xOhxCristox passati già su queste pagine, con il loro power violence violentissimo e molto umoristico. Da un lato gli XABORTIVEX con un fast core molto ispirato (tributano pure un gruppo assai famoso sul finale). La cospirazione do it yourself si fregia di un altro importante tassello...




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lunedì 20 marzo 2017

Valgrind | Seal Of Phobos | Everlasting Spew Records | MiniCd.

La migliore uscita di tutto il catalogo Everlasting Spew, ecco cos'è questo minicd dei Valgrind. Death Metal di scuola americana di inizio anni '90. Oscuro, pesantissimo, suonato in maniera ineccepibile. In alcuni momenti mi sembra di ascoltare i Morbid Angel del capolavoro "Covenant" (ma con anche una bella spruzzata di Incantation). Assoli che spuntano fuori all'improvviso e completamente malati, drumming maniacale ed una registrazione perfetta. Long live death metal!

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Stupid Karate | Punk Is A Free Pricing Corpse | Autoprodotto | Ep.

Secondo Ep per i francesi Stupid Karate. Il tiro non cambia: furioso hardcore suonato alla velocità supersonica della luce, il tutto con il solito taglio umoristico. Anche questa volta, davvero consigliati.

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giovedì 16 marzo 2017

Scornthroats.


"Misfortune" degli Scornthroats è entrato di diritto nella mia top list dei dischi perferiti di questa primavera 2017. Il gruppo sardo, prosegue con gli stessi membri ed attitudine il discorso aperto con i Rise After Defeat. Oscuro hardcore venato di crust e black metal, caotico e nefasto. Ho rivolto qualche domanda a Carl, cantante e fondatore. Buona lettura.

Il primo album degli Scornthroats uscirà tra qualche mese, ma ho avuto già modo di ascoltarlo e di recensirlo. Bhe, in tutta onestà ha davvero una bella pacca. Ne sei soddisfatto? Puoi parlarci del processo creativo che ne portato alla nascita? Cosa ti soddisfa di più?
"Misfortune" nasce dal processo evolutivo che ha portato i RAD a cambiare nome in Scornthroats. Era una cosa che avevamo in mente di fare già per Adrift nel 2013 ma che alla fine abbiamo continuato a rimandare. Una volta trasferito oltre mare, la band ha preso una sottospecie di pausa dall’intensa attività live (chiamiamolo anno sabbatico) e abbiamo iniziato a scrivere "Misfortune" a distanza (i ragazzi in italia ed io in UK). Una volta ultimate le pre-produzioni abbiamo deciso che la band sarebbe tornata in campo sotto un altro nome perchè come detto prima era una cosa che era nell’aria sin dal 2013. Stesse persone, Stessa band, stessa attitudine, semplicemente nuovo nome. Tornando al discorso di quel che mi soddisfa di più personalmente di questo disco è che è totalmente prodotto diy, l’abbiamo scritto, registrato, mixato, impacchettato, stampato e promosso totalmente noi quattro. L’unica cosa non curate totalmente da noi è stata la fase di mastering che è stata curate da Giuseppe Melis al Solid Music Studio che è un caro amico e supporter della band nonchè collega di Simone al DIY. Ovviamente c’è da menzionare qualche co-produzione ed aiuto consistente ricevuto da Andrè di Anchors Aweigh, Manuel di Shove e Antonie di East Rain, ma sì, è nostro al 100%.

Il suono del gruppo è ciò che io amo definire blackned hardcore, che poi è anche la mia tipologia di hardcore preferito. Sei d'accordo con questa mia definizione? Gli Scornthroats però incorporano anche un certo gusto metallico per il crust e il black... Sei d'accordo?
Le etichette le lasciamo ai critici e alla stampa ma comunque sì, in linee generali è una definizione appropriata: per semplificare quando ci viene chiesto definiamo il tutto come "Chaotic Hardcore/Crust". A noi piace pensare che siamo punk che ascoltano tanto gli Slayer e metalhead che ascoltano tanto i Black Flag ed i Wolfbridage perchè d'altronde è ciò che siamo.

La copertina del vostro debutto sulla lunga distanza mi è piaciuta molto nella sua immediatezza e semplicità. Puoi spiegarmi il concept che sta dietro ad essa ed il significo del simbolo che avete utilizzato?
L’artwork l'ho curato io stesso per questioni logistiche, tempistiche e di budget a disposizione in cassa della band. Ci tengo a specificare che NON sono un graphic designer ma comunque sono pratico nell’utilizzo dei software del pacchetto di Adobe. L'artwork in se è stato concepito per essere una cosa semplice e di impatto, qualcosa che ti ricordi e che volendo puoi metterti e rielaborare tu stesso come quel simbolo che ormai ci portiamo dietro da tempo sempre concepito da me. Credo che al giorno d’oggi sia andata perduta un po' quella semplicità diretta che stava dietro questa musica e modo di essere, gli album ed il merch hanno grafiche super elaborate che alla fine dopo qualche anno passano nel dimenticatoio appunto perchè nonostante siano bellissime sono troppo complesse per essere ricordate, quindi esattamente come hai detto tu stesso alla lunga la semplicità se creata bene ripaga ed è stato concepito esattamente per essere un immagine che ti rimanderà sempre alla band.

"Misfortune" è il titolo che avete dato al vostro album. Come mai lo avete scelto? Può in qualche modo riflettere i tempi in cui ci troviamo a vivere? Credi esplichi il tipo di testi e di suono che la band ha?
Anche qui vale lo stesso discorso che ho fatto per l’artwork, nomi lunghissimi alla lunga annoiano, abbiamo sempre preferito la parola "giusta" piuttosto che una frase elaborata. Il nome "Misfortune" nasce principalmente dal contenuto delle lyric, che come hai già avuto modo di visionare sono molto nichiliste, incentrate sui fallimenti e sfortune personali e/o sull'attuale situazione sociale del mondo in cui viviamo (siano essi di natura anti-politica, anti-religiosa etc) ed anche dal fatto che le tracce all'interno siano tredici.

Ti va di raccontarmi pezzo per pezzo tutti i brani che compongono "Misfortune"?
Lo farei molto volentieri se potessi riassumere il tutto in due parole, ma dietro ogni pezzo c’è la sua storia e potremmo dilungarci troppo.

Quali sono le principali influenze degli Scornthroats? Non solo musicali, ma anche letterarie, culturali, eccetera...
Tutti e quattro facciamo parte di altre band, ascoltiamo diversi generi musicali oltre a quello che suoniamo e abbiamo una visione pragmatica, nichilista, anti-politica del mondo che ci circonda molto simile. Le influenze che ci accomunano di più tra tutte sono senza dubbio l'hardcore di stampo americano, il crust punk, il thrash e il black metal.

A maggio vi imbarcherete in un mini tour che vi vedrà suonare anche al Venezia Hardcore Festival. Che tipo di aspettative hai? Suonerete con una band molto ben rodata come gli Implore. Ti piacciono? Del Venezia Hardcore festival e della scena veneziana che tipo di opinione ti sei fatto?
Con il Veneto abbiamo sempre avuto a che fare sin dagli albori di questa band. Conoscemmo gli Step On Memories e andammo in tour con loro nel 2011. Fu il primo tour europeo di entrambe le band e si creo tanta sintonia e da li è stata pura amicizia e collaborazione fino ad ora, che comunque ci ha portato a collaborare e stringere solidi rapporti anche con i Discomfort (con cui siamo veramente tanto amici oltre le rispettive band), tutti i ragazzi di Padova, gli Slander da Venezia, eccetera. Nutriamo grande stima per tutta la scena veneta e un pò di sana invidia se posso permettermi di dirlo, perchè cazzo diciamocelo chiaramente, SPACCA, ed è esattamente come dovrebbe essere in tutto resto dell'Italia. Per quanto riguarda gli Implore, tanta stima anche per loro, grande hardworking band, sarà un piacere dividere il palco per qualche data assieme a questo giro.

Gli Scornthroats provengono dalla Sardegna. Puoi parlarci un pò della scena locale? Che tipo di difficoltà incontrate nell'organizzare date all'interno dell'isola? Il provenire da lì rende le cose più difficili a livello di spostamenti, anche solo per suonare nel resto dell'Italia?
La scena locale è florida di nuove leve, nuove bands e band rodate da tempo e spazia in tutti i sotto generi dell'hardcore punk, da quello di stampo americano, punk rock, garage punk, crust punk, all’emo violence, al metal core, metal estremo e sludge non ci si può sicuramente lamentare che non ci sia una scena locale per tutti i gusti e di un certo livello. Per nominarne alcune, realtà che meritano sicuramente attenzione: Stigmatized, My Own Prison, Charun, Coma, Abduction, Mexoff, The Moorays, Raw, Bosozoku, Iato, Ubiquity, Abysso, Second Youth, Every Saturday Punches, i Padrini, Il Mare Di Ross, Tigershot, Drought, The Rippers, The Oops, e tantissime altre che sto sicuramente dimenticando.

Leggendo le info sul vostro profilo Facebook, ho notato che originariamente siete conosciuti come Rise After Defeat, che ho apprezzato in passato. Posso considerare gli Scornthroats come i nuovi Rise After Dead (stesso suono, stessa line up), oppure sono una band totalmente nuova? Come mai hai deciso di porre fine al progetto precedente? Rimpianti?
Nope. NO REGRETS, NO SHAME. Come detto prima gli Scornthroats, vanno semplicemente considerati come i Rise After Defeat con un nome nuovo, non rinneghiamo gli album fatti in passato e continuiamo a suonarli pure in live. Il nome "Rise After Defeat" non ci è mai piaciuto, ma, un po' per paura, un po' per pigrizia non prendevamo mai la decisione di farlo, e alla fine lo abbiamo fatto.

La filosofia Do It Yourself è da sempre parte integrante del tuo essere e del tuo modo di fare. Che tipo di significato ha assunto secondo te nel 2017? Per esempio tu ti ti muovi tramite la tua etichetta Strikedown Conspiracy. Che tipo di difficoltà incontri nel portarla avanti? Ti va di parlarcene un po'?
La label è in uno hiatus a tempo indeterminato, devo ancora decidere se posso continuare o meno a fare dischi dando la dovuta promozione e considerazione ad ogni band nel rooster e ad ogni release se no non ha senso. Nel frattempo uso il nome per la promozione e organizzazione di eventi o collaborazioni che includono la mia persona in questo ambito. E per rispondere alla prima domanda, non so che significato ha per la gente nel 2017, ma per me DIY vuol dire TUTTO, vuol dire te stesso, i tuoi sforzi, i tuoi fallimenti, le tue vittorie ed è un concetto a cui mi sento molto legato.


Leggo che la formazione degli Scornthroats si divide tra l'Italia e l'Inghilterra. Ho letto bene? Se sì, come riuscite ad organizzarvi per provare, registrazioni, concerti, eccetera?
Sì, io risulto ancora residente in UK, nonostante sia tornato per un periodo determinato in Sardegna principalmente per dedicarmi alla band. Ora che sto qui è tutto regolare, prima era un po' un casino ma nonostante la distanza abbiamo scritto e registrato "Misfortune" con me oltremare che scendevo per registrare, provare o fare concerti. Alla fine il discorso è sempre lo stesso, se le cose le vuoi fare, trovi la maniera di farle, no matter what no matter how.

Il vinile è stato prodotto (oltre che da tua Strikedown Conspiracy) anche da altre realtà, come la consolidata Shove Records. Sei soddisfatto di come sono state organizzate e portate avanti le cose? E' stato difficile mettere insieme questo manipolo di etichette?
Beh direi proprio di sì, l’aiuto di Andrè di Anchors Aweigh che è un amico di vecchia data nonchè persona rodata nel settore che ci aiuta a seguire la promozione eccetera, Manuel di Shove e Antonie di East Rain che faranno girare il tutto tramite i loro canali ha sicuramente fatto la differenza nelle tempistiche, modalità di uscita e nella promozione che avrà questo disco, lasciando comunque a noi la totale libertà di gestire il tutto a modo nostro.

La prima tiratura è prevista in duecentocinquanta copie. Come mai proprio questa cifra? Credi di ristamparlo nel caso andassero esaurite?
Nessuna cospirazione in particolare, non volevamo stamparne troppi e nemmeno troppo pochi, e sì, speriamo di esaurirli e ristamparli.

Progetti per futuro?
Tour e ancora tour, perchè d’altronde è quello che abbiam sempre e solo voluto fare, suonare il più possibile ovunque.

Finito. Grazie e se ti va aggiungi ciò che vuoi...
Grazie mille per lo spazio che mi/ci hai concesso Marco, spero di non essere stato proprio noiso. A tutti i lettori italiani; siamo in tour a maggio per qualche data in italia per presentare e promuovere “Misfortune” nello stivale (Roma, Bologna, Cesena, Venezia e Milano). Trovate i dettagli dei prossimi shows, news, la nostra musica in streaming, video, merch e tutto nelle nostre pagine web.

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mercoledì 15 marzo 2017

Common Eider, King Eider | Shrines for the Unwanted, Respite for the Cast Aside | Sentient Ruin Laboratories | Tape/Digital.

Recensire un gruppo come i Common Eider, King Eider non è affatto semplice. Cinque pezzi lunghissimi (si va dai 10 ai 32 minuti) di suoni rarefatti, melanconici, soffusi ma allo stesso tempo violenti. Voci lontane, sussurri, atmosfere dilatate. Gli spiriti chiamano, le voci rispondono. Benvenuti.

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giovedì 9 marzo 2017

Skalp | Murung Records | Tape.

Altro giro altra corsa, per la giovanissima Murong Records. Questa volta tocca agli Skapl, con il loro rutilante d-beat punk. Suono spigoloso e senza via d'uscita, un ultimo rantolo prima di veder sprofondare nell'abisso questa società fatta di subumani. Questo è il suono degli Skalp: nessuna luce, solo cieca violenza contro cieca violenza. Apocalittici.

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