venerdì 10 febbraio 2012

Holy.

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Holy, un nuovissimo gruppo di Milano in cui suona Tadzio, già nei The End Of 6000 Years, To Kill, Scena! ed altri. Colgo l'occasione a poche settimane dall'uscita del loro 12" su Hell Yes! Records per scambiarci due chiacchere via email e aspettando di vederli dal vivo il 3 marzo in Valverde a Forlì. Tengo a precisare, in riferimento alla mia seconda domanda, che non c'era cattiveria in quello che ho scritto. Anzi, massimo rispetto per Marco Rapisarda (che spero a breve di poter ospitare su questo blog) e la sua Hell Yes Records. Ed ora fiato alle trombe e partiamo!
P.s.: a fine intervista troverete il video del pezzo "The Wrong Side" tratto dal loro 12".
P.p.s.: la foto sopra è stata scattata da Emanuela Giurano.

Partiamo subito a razzo. La scena hardcore fa effettivamente schifo oppure c'è ancora un barlume di speranza?
Bella domanda, il problema non è se la scena hardcore faccia schifo o no, il problema è se questa fantomatica scena esista realmente o meno…sinceramente ho passato gli ultimi anni nella disillusione e abbandonando le speranze su quello che poteva essere il futuro di questo paese dal punto di vista musicale, devo dire però che ultimamente mi sono un pò ricreduto. Ho notato che iniziano a spuntare un pò di gruppi nuovi di ragazzini che sembrano volersi sbattere per costruire qualcosa di valido. Certo, la maggior parte delle volte si può parlare di vari gruppi che suonano per i fatti loro più che di una vera e propria scena, però vedo un leggero miglioramento della situazione. Essendomi trovato in prima persona ad organizzare concerti, ho notato in generale che in Italia mancano fisicamente le band da far suonare, e che tendenzialmente la qualità media si è abbassata molto rispetto al resto dell'Europa…Le mode ci saranno sempre, le persone cambieranno e i gruppi si scioglieranno, ma voglio sperare che qualcosa possa migliorare…

Il vostro primo 12" è uscito su Hell Yes! Records, che è un'etichetta che ha prodotto gruppi distanti a parer mio anni luce dalla vostra attitudine e soprattutto dal vostro suono. I più maligni (tipo me per esempio) potrebbero obbiettare che si tratti di una bieca manovra commerciale per raggiungere una quelle persone (tipo me per esempio) che mai e poi mai comprerebbero un disco Hell Yes! Records. Cosa ne pensate?
Ahahah Paso polemico come sempre! Hell Yes! è un'etichetta sicuramente distante dal nostro genere musicale per i gruppi che ha fatto uscire prima di noi, ma non lo è sicuramente dalla nostra attitudine e dal nostro modo di vedere il punk e la musica in generale. Voglio ricordare che per quanto il roaster sia composto da gruppi pop, indie e affini, si tratta comunque di un'etichetta indipendente, che viene dal punk e lavora con una logica prettamente DIY. Marco ed io siamo grandi amici da tanti anni, da quando lui suonava con i suoi vecchi gruppi (ohuzaru,l'amico di martucci e la piovra), il suo modo di vedere le cose non è cambiato da quando faceva i dischi con Sly Actions (la sua vecchia etichetta). Sono cambiati sicuramente i gruppi, i generi musicali, gli ambienti, le persone, ma il concetto di base rimane sempre lo stesso, ovvero spingere e produrre i gruppi che gli piacciono con i mezzi che si hanno a disposizione.
Uscire su Hell Yes! non è stata una mossa commerciale da parte nè nostra nè sua, è nato tutto fondamentalmente per caso. Dopo aver registrato un demo l'estate scorsa, ho mandato a marco un paio di pezzi, come ho sempre fatto con i demo dei vecchi gruppi in cui ho suonato (e come lui manda spesso a me quelli dei suoi), semplicemente per avere una sua opinione, avendo più o meno gli stessi gusti (perlomeno in ambito hc-punk, visto che molte delle sue frociate non riesco proprio a mandarle giù, e lui lo sa bene!). L'ultima cosa che mi passava per la testa era che ci facesse uscire un disco, a maggior ragione vedendo che gruppi stava facendo uscire…invece dopo aver sentito i pezzi si è gasato, e pian pianino si è concretizzata l'idea che ha trasformato un demo nel nostro 12".

Vegan straightedge. Ormai l'epoca d'oro è tramontata da un bel pezzo. Sedicenti santoni che una volta propugnavano diete e base di seitan e succo al mirtillo, ora invece si sparano dei bei panoni con cotoletta di tacchino al Mc Donald's (la mia zona per esempio è un fulgido esempio di tale pratica). Cosa vi spinge ancora a propugnare certe idee all'interno di una scena che il più delle volte ha dimostrato di essere solo un fallimento totale se si cercava di andare un pò più a fondo di Vans, macchinine digitali e pose da duro e puro?
In generale sono il primo che si incupisce ripensando a quello che è stata la scena hardcore anni fa, anche solo avendola vista sul finire non essendo abbastanza vecchio da averla vissuta nel pieno e vivendo fino alla maggiore età in una piccola città che non aveva molto da offrire dal punto di vista musicale. Vedere un vecchio volantino o una vecchia fotografia, riporta alla memoria sentimenti che ormai stento a provare andando ad un concerto. Andare ad un concerto ed avere riunite tante persone che credono nel cambiamento è sicuramente rassicurante, fa sperare che si possano davvero cambiare le cose, e permette all'individuo e al singolo utente di essere parte di qualcosa, sentendosi partecipe e in un certo senso "forte". Il problema è che invece che provare a cambiare il mondo, molti col tempo dal mondo sono stati cambiati…La sicurezza dell'essere spalleggiati da tanti amici e conoscenti negli anni si è trasformata in moda. I cori e le parole ai concerti si sono trasformati in ricordi da deridere e da considerare "errori di gioventù". Rileggendo alcuni comunicati che giravano nei primi '00 mi sono reso conto che certe persone è meglio perderle che averle a fianco a propugnare gli stessi ideali…
Per noi HOLY è sicuramente importante avere qualcosa da dire, il fattore estetico/musicale ormai fa da padrone e sono pochi i gruppi che mi comunicano effettivamente qualcosa che vada oltre all'aspetto prettamente sonoro. La musica è uno degli strumenti di comunicazione più efficaci e ci interessa poterla utilizzare anche in questo modo. Sinceramente non credo che smetterò mai di provare a cambiare una cosa che ritengo sbagliata, o perlomeno di tentare di non peggiorare la situazione.

Milano per me è sempre stata una piazza molto strana per l'hardcore. Da un lato tutti quei gruppi old school straightedge youth crew, vestiti tutti perfettini e col suono alla Chain Of Strength ma che stringi stringi, al di là dell'avere tutti i vinili degli Youth Of Today coi colori dell'arcobaleno non andavano; mentre dall'altro la scena crust/grind/hardcore politicizzata, che sì si vestiva peggio e molto spesso manco si lavava, ma che almeno un minimo più in profondità era andata... Voi dove vi collocate?
Eheheh… Sinceramente è difficile collocarsi da qualche parte nello specifico, soprattutto per un gruppo come il nostro che bene o male trae ispirazione da generi e ambiti musicali molto diversi fra loro. Tutti e 4 siamo grandi "fan" del punk dei gruppi classici (italiani e non) degli anni '80, così come amiamo l'hardcore new school dei '90, e ascoltiamo allo stesso tempo un bel po di punk, powerviolence, crust e simili. Non sono mai andato d'accordo con l'hardcore da NIKE e X-watch, per cui sicuramente prendo le distanze da quel tipo di utenza, nonostante magari abbia comunque amici che vedono nel collezionismo e nel feticismo di questi ed altri oggetti una filosofia di vita, riuscendo a far convivere idee apparentemente distanti fra loro, senza sentirsi con la coscienza sporca…I concerti a cui vado più volentieri sono sicuramente quelli della "scena che puzza", che tu hai riassunto in due parole, sinceramente sono gli unici concerti dove riesco ancora a vedere un minimo di sentimento delle persone attorno a me, sopra e sotto il palco. Vedo molte lacune anche in questo ambito, dove spesso gli slogan e l'autoreferenzialità tendono ad essere eccessivi (come lo erano i pipponi di molti gruppi negli anni '90 alla fine)...Devo dire che milano è effettivamente un posto strano, quando mi ci sono trasferito anni fa avevo grosse speranze ed aspettative a riguardo, l'avevo idealizzata credendola una città con un fermento culturale e musicale molto più sviluppato di quello che poi ho riscontrato…

Ormai anche i gruppi più piccoli si affidano ad agenzie succhia soldi che ti organizzano il concertino nella discoteca, col catering, l'alberghetto e se fai il bravo poi alla fin fine ci scappa pure il rimborso (ma solo se ti sei comportato bene). Voi in questo caso come vi muovete?
Ora come ora ci stiamo organizzando tutto da soli perché è sicuramente il modo più semplice ed immediato per trovare date, suonare, divertirsi e farsi conoscere. In linea generale non ho nulla contro le agenzie di booking, anche perché sono il primo ad andare a vedere un concerto in un locale se il gruppo mi interessa. Quello che trovo ridicolo è il sistema di organizzazione tipo "matriosca", ovvero agenzia di booking grossa che vende ad agenzia di booking media, che vende a sua volta al promoter (o ad un'ulteriore agenzia) la data del gruppo X. Questo passaggio tra agenzie e promoter mi sembra uno dei problemi più evidenti nel punk dei giorni nostri, una guerra fra poveri che rasenta il ridicolo. Tutti che cercano di lucrare (il più delle volte prendendosela nel culo tra l'altro) su gruppi che valgono 2 lire, cercando di venderli a cifre folli. Gente mai vista che si spaccia come agente, promoter e affini…vedo spuntare situazioni di questo tipo molto spesso, e non mi sembra che facciano bene nè ai gruppi (che il più delle volte ci perdono soldi perché la data viene promossa male e magari l'ingresso costa pure un botto), nè al pubblico (che il più delle volte al concerto manco ci va). Sembra preistoria, ma negli anni '80 i tour ce li si organizzava da soli con le lettere, o addirittura con il telefono…da un certo punto di vista la tecnologia non credo che abbia necessariamente migliorato la situazione.

Io ormai ho 33 anni e per gli standard sono un vecchio babbeo, per nulla nostalgico dei tempi andati, ma che comunque si diverte ancora ad andare ai concerti, compra i dischi e le magliette... Ho notato che in giro l'attitudine da rockstar del sò/faccio/conosco tutto io è molto in voga anche tra chi dovrebbe solo star zitto e smettere di impestarci le orecchie con gruppi musicalmente e visivamente orripilanti... Voi nelle scena hc ci siete da un pò e credo che un'idea ve la siate fatta...
Essendo quello dell'hardcore-punk un ambiente molto variegato, i casi umani di certo non mancano. Fortunatamente il più delle volte si tratta di elementi che durano poco. Credo comunque che l'età media ad alcuni concerti si sia tragicamente alzata, non c'è il ricambio generazionale che ci si aspetterebbe…mi è capitato di essere andato a dei concerti in cui io ero il più giovane (ho 27 anni, i 30 si avvicinano pure per me…), e questa cosa mi ha fatto sentire ancora più vecchio! Il fatto che gruppi che ieri erano sconosciuti oggi siano gruppi mainstream, ha fatto sì che il punk sia diventato da un lato più alla portata di tutti, e quindi un mezzo di comunicazione più sviluppato, ma dall'altro meno appetibile, meno di nicchia e, se vogliamo, meno affascinante. Essendo una sotto-cultura è per questo sicuramente terreno fertile per alcune teste di cazzo che hanno voglia di apparire facilmente, ma la cosa devo dire che non mi tocca più di tanto.

Siamo giunti a metà e le domande stronze le ho esaurite... Ora rilassiamoci un pò... Chi sono gli Holy?
Gli HOLY sono quattro amici che si conoscono da anni e hanno deciso di fare un gruppo assieme, un pò per noia, essendo tutto partito l'estate scorsa quando non avevamo nulla da fare e Milano era semi-deserta, un pò per caso, essendo stata un'idea per nulla progammata. Noi tutti abbiamo vari gruppi paralleli, e ricordo che una sera ad un concerto ci siamo chiesti proprio perchè mai non avessimo mai suonato assieme, nello stesso gruppo. Così ci siamo trovati in sala prove per vedere cosa potesse venir fuori. L'intento era quello di fare qualcosa di diverso dai gruppi in cui suonavamo e suoniamo. Ora sta per uscire il 12" su Hell Yes! ma siamo già concentrati sulla scrittura dei pezzi nuovi per il disco che ci piacerebbe riuscire a registrare entro l'estate.

Politicamente ed economicamente in Italia siamo messi un po' male (non che prima fossimo meglio comunque...). Questo si riflette nei vostri testi, in ciò che fate e dite? Oppure avete una visione più globalizzata dei problemi?
Buona parte del tempo che trascorriamo assieme dentro e fuori la sala prove è spesa a parlare proprio della situazione di merda che sta vivendo il mondo in questo momento. Così come dal mio punto di vista che anche solo organizzare un concerto o andare ad una manifestazione sia fare politica. Credo che sia impossibile dividere e settorializzare per stati o regioni i problemi, nei nostri testi riflettiamo quella che è la nostra visione del mondo che ci circonda, che sia Milano, Cinisello Balsamo o Haiti non importa. Come ho già detto non credo sia facile riuscire a risolvere un problema, forse parlarne perlomeno aiuta a non peggiorare la situazione. Anche solo far riflettere una persona è già una conquista.

Parliamo un pò del disco... Sò che una parte del ricavata delle vendite andrà a favore di associazioni animaliste... Ecco io volevo chiedervi questo: cosa ne pensate di chi si sbatte per i nostri piccoli amici nel rispetto delle leggi e chi invece lo fa senza andarci tanto per il sottile? E poi magari qualcuno potrebbe obiettare che forse quei soldi era meglio darli alla Congreazione del Buon Pastorello di Gesù per io bambini bisognosi...
Credo che l'ultima cosa di cui hanno bisogno le congregazioni religiose in generale siano i soldi delle nostre e vostre tasche, ma su questo siamo tutti d'accordo! Abbiamo scelto di donare ad Animal Equality parte dei soldi derivati dalla vendita delle nostre magliette perchè la consideriamo al momento una delle associazioni più attive sul territorio nazionale ed internazionale. Mi è capitato di recente di vedere una campagna sul miglioramento delle condizioni degli animali da allevamento intensivo, promossa dalla LAV. Mi chiedo tuttora come sia possibile che un'associazione come la LAV, che è forse la più grossa in Italia, possa definirsi animalista, facendo campagne per ingrandire le gabbie, e non per abbatterle. E' come se un'associazione promuovesse l'abolizione della schiavitù, facendo firmare petizioni per migliorare le condizioni degli schiavi, per far loro avere alloggi più comodi o pasti più saporiti…Abbiamo deciso di supportare un'associazione come Animal Equality proprio per questo, perchè prende posizioni dirette riguardo a tematiche che tante altre associazioni considerano scomode, perchè nel suo piccolo ognuno di noi può fare qualcosa e contribuire alla lotta per i diritti animali. Invito tutti a visitare il loro sito per maggiori informazioni http://www.animalequality.it/collabora/

Ho finito. Grazie del vostro tempo!
Grazie a te per lo spazio! E' stata una delle interviste più interessanti a cui abbia mai risposto! GO forthekids GO!


HOLY - The Wrong Side (Official Video) - Hell Yes Records

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