lunedì 19 marzo 2012

Paolo Petralia (Soa Records).

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Vi basti solo questo nome: Soa Records. Leggendaria etichetta romana attiva dal 1989. Paolo Petralia è la mente dietro a tutto questo. Decine e decine di uscite, tra cui Assuck, Ten Yard Fight, Cryptic Slaughter e moltissimi altri. In mezzo a tutto ciò fanzine come Manowar, magliette, concerti, e tantissimo altro. Per me è l'esempio di come dovrebbe essere intesa l'etica hardcore, con un tocco di cinismo e insofferenza che non guasta mai. Il prode Paolo poi insieme alla sua compagna Alessandra hanno messo su pure Vegan Riot, che dimostra a chi ancora è scettico (eh sì, diciamolo pure, rompe pure le scatole) che essere vegan non vuol dire mangiare poco e soprattutto male. Nella sezione link troverete i link ai loro siti web, fatevi un favore, visitateli e cercate di imparare qualcosa. Ma ora bando alle ciance e come dicevano i Rancid, Let's Go!

Soa Records ha ormai tagliato il traguardo dei 23 anni, che per l'età media di un'etichetta dello stivale è un bel traguardo. Tuttavia non sembra che tu sia così impegnato a starci dietro come tempo fa. Come mai?
Perché cambiano un po’ i tempi, e cambio anche io. I tempi cambiano e con loro i fruitori del supporto musicale. Io cambio, magari e semplicemente perché non ho più 18 anni e l’entusiasmo è chiaro che non sia più quello fulgido e frizzante dell’epoca che fu. Adesso che ci penso dovrei rimuginare per quali cose ho ancora entusiasmo…

Negli ultimi anni ti sei dedicato molto a ristampe di vecchio materiale anni 80. I più maligni potrebbero obiettare che il tutto è una mera operazione commerciale per evitare di avere sotto al letto 500 copie di un vinile invendibile. Altri lo vedono come la possibilità di ascoltare materiale altrimenti reperibile a cifre da strozzinaggio. Come la vedi? Come ti muovi quando decidi di produrre gruppi che l'ultima volta che han suonato è stato 30 anni fa? Hai mai ricevuto dei rifiuti? I Negazione si sono risentiti per il fatto che per un certo periodo avevi ristampato le loro magliette? Te lo chiedo perchè dal sito web sparirono quasi subito...
Essendo sempre stata una piccola parrocchia il mondo del punk-hc, le lingue taglienti non sono mai mancate e la presenza di qualcuno che ha sempre qualche cosa che non gli sta bene è comunque stata costante. Il problema di queste piccole nicchie è che non appena sei vagamente più visibile, ma non perché ti stai pavoneggiando o cosa, ma semplicemente stai facendo qualche cosa, ci sarà sempre un Telespalla Mel forcaiolo a darti addosso. È matematico. Ad ogni modo, a me è sempre piaciuto fare dischi. Faccio fatica a star dietro ai gruppi di adesso, un po’ perché pretendono da un etichetta un lavoro che io non posso dare (tour, promozioni, magliette in 13 diversi stili), un po’ perché questo tipo di attività a latere del mondo musicale l’ho sempre detestata. Perciò investo del tempo e denaro sui gruppi stramorti della mia generazione o quasi, che non pretendono chissà cosa e nel maggior parte dei casi è anche contenta che qualcuno li vada a cercare. Francamente continuo a vendere dischi a prezzi oltraggiosamente bassi, a molto meno di quanto non facciano ora i punks dell’epoca che al tempo mi davano addosso. Quindi se qualcuno ravvisa prezzi da strozzinaggio non è colpa mia ma è colpa sua che si è rifornito altrove e non alla S.O.A. Si beh, ogni tanto qualche rifiuto arriva, o qualcuno dell’ambito pseudo-discografico è arrivato prima di te. I Negazione, non che mi abbiano mai rotto le scatole a me direttamente ma quando ho saputo che non gradivano che una maglietta dello Spirito girasse, non l’ho più stampata. Adesso ce ne sono a valanghe su ebay e non, non penso che tutta sta gente abbia avuto la sensibilità mia di capire che magari al gruppo stesse sulle balle. E non stiamo parlando di paura di denunce, beninteso.

Leggendo un vecchio numero di Manowar fanzine parlavi di un report con i Comrades nel quale un noto personaggio della scena italiana era molto contento del fatto che avevate avuto problemi nel raggiungere il posto di un concerto. Non mi ricordo più con chi eravate in tour quella volta (Dropdead?). Ma soprattutto non ho mai capito chi fosse il personaggio in questione. Puoi darci delucidazioni?
Boh, sai che non mi ricordo affatto st’inconveniente? Il minitour con i DD era tutto italiano e mi sembra che le date siano andate tutte a buon fine. Solo quella romana era un po’ a rischio perché la capitale non si trovava proprio sulle rotte del loro tour e loro la volevano far saltare. Poi siamo riusciti in qualche modo a farli arrivare tra treni e non so cosa. Quanto è passato ? 14 anni… magari non piaceva il fatto che non fossimo allineati nel filone punk crust “tout court”, che magari avessimo una nostra individualità fatta di diverse persone che non necessariamente avessero cucita addosso una toppetta dei Disaffect. Ma del resto anche i Dropdead non è che fossero così inquadrati...

Anni fa mi pare avessi avuto degli scazzi col Sardo dei Tear Me Down e uno di voi due si presentò per chiarimenti con un coltello in tasca... O almeno è ciò che sentii all'epoca...
Suppongo che ci vorrebbero lunghe pagine per eviscerare e sviscerare la questione a fondo. Magari anche con lui davanti. Ma suppongo anche che nessuno ne abbia granchè voglia. Per la cronaca ci capita anche di incrociarsi in media una volta l’anno ed interessarsi più o meno sinceramente di cosa fa l’altro. Dopotutto siamo sempre dei romanticoni.
Sempre per la cronaca sono andato in giro spesso più o meno armato in diversi periodi della mia vita: forbici, taglierini, moschettoni da mezzo chilo. Roma non è poi una così bella città. Adesso che non abito a Roma ma a Nettuno, la città del baseball, porto una simpatica mazza del gioco yankee in macchina.

Uscirà mai la discografia dei By All Means?
Qualcuno dovrà pur farla. Sono stati una dei pochi gruppi davvero indimenticabili di quegli anni. Il problema della ristampa è stata l’estesa produzione del gruppo da mettere assieme. Tra me e chi mi doveva aiutare, mea culpa in primis, non è che siamo stati troppo lesti a mettere tutto assieme. Perciò il lavoro si è trascinato per all’incirca 6 anni, arrivando al momento in cui il supporto digitale è qualcosa che trova difficilmente mercato e fare una quadruplo lp del gruppo potrebbe essere una soluzione per “pochi intimi”. L’ultima volta che ne avevamo parlato, qualche altro morto vivente dell’epoca si era riaffacciato con voglie di ristampe, chi vivrà etc etc.

Torniamo ancora indietro nel tempo. Roma straightedge legion. In alcune foto compari pure tu, ma da quello che ho capito te ne sei discostato quasi subito. Cosa non ti convinceva? Sei ancora in contatto con qualcuno di quel giro? A parere tuo cosa ha lasciato quell'esperienza all'interno dell'hardcore?
Non è che la Roma Straight Edge Legion rilasciasse tessere di appartenenza al giro ed io l’abbia bruciata in pubblica piazza dopo l’iniziale appartenenza. Semplicemente il giro di amici cambiava e secondo me quel giro aveva strane idee a riguardo il suonare, l’hc, la politica e non so cos’altro, perciò smisi di frequentare, complice anche il fatto che i rapporti con taluni di questi erano diventati gelidi, gente con cui suonavo compresa. No, ho pochi contatti fondamentalmente. Ogni tanto mi arrivano news di gente, ma giusto così per sentito dire. Paradossalmente, recentemente analizzavo un qualche concerto di vecchie glorie al Forte Prenestino ed in quell’occasione è uscita fuori dalle tombe gente che non vedevo da più di 20 anni ai concerti… Penso che per lasciare qualche strascico dovresti aver fatto più di qualche concerto/disco e temo che la cosiddetta Legion sia stata un po’ presuntuosa su questo. Probabilmente qualcun altro ti dirà tutt’altro…
Con molta probabilità alcune tombe verranno scoperchiate alla prima del documentario sulla Roma hc degli anni che furono, ma in quel caso solo per smania di presenzialismo/protagonismo ed autocelebrazione…

Per un certo periodo i Comrades sono stati veramente il gruppo straightedge più pesante e funesto dell'intera scena hardcore europea. Mi ricordo che ai tempi c'era chi vi temeva veramente. Che impressione ti eri fatto?
In realtà i Comrades sono stati un gruppo sXe per davvero poco tempo, un paio d’anni grossomodo, fino al primo scioglimento. Poi tra chi se ne è andato e chi è arrivato senza grandi connotazioni, il gruppo aveva perso tutto il possibile edge-commie-dark-vegan e non so cos’altro. L’ultima formazione in cui ero presente era una simpatica armata brancaleone bene assortita a cui sicuramente lego degli ottimi ricordi di tour e tempo speso sulle autostrade europee.
Mah, non so che dire. Adesso i gruppi sicuramente suonano molto meglio, riascoltare i Comrades ora mi lascia sempre perplesso, anche e soprattutto per il mio scarso apporto al gruppo.
Poi tornando alla parrocchia hardcore, ogni tanto saltava fuori qualche gag; all’inizio della loro poco onorata carriera i Comrades salivano sul palco partendo, mascherati, dalle spalle del pubblico spintonando gli astanti e lasciando loro in mano fogli stampati deliranti. Parliamo del 1993. 5-6 anni dopo in Europa qualcuno aveva paura a farci suonare perché era arrivata loro la voce che eravamo un gruppo violento che picchiava la gente ai concerti. Storie divertenti, soprattutto perché gli unici che picchiavamo eravamo noi stessi. Nell’ultimo tour in cui c’ero io, ci siamo veramente malmenati tra noi sul palco ed in furgone…
Sicuramente avremmo potuto fare meglio e di più. Ma è andata anche bene così in qualche maniera.

Sempre da Manowar fanzine, mi ricordo di una tua column nella quale parlavi delle gioie e dolori del produrre dischi. Clamorose scoperte come i Ten Yard Fight e altrettante clamoroso inculate tipo gli Splinter che si sono fregati i soldi che gli avevi mandato per registrare. Quali sono i gruppi che sei orgoglioso di aver prodotto e quelli che a conti fatti avresti volentieri evitato?
Si beh le inculate sono un po’ dappertutto. È facile farsi parlare dietro da gruppi del cazzo come è facile farsi inculare da qualche distributore disonesto, chessò il tizio di Mad Driver di Torino che si sarà sparato nel naso i 400 euri di dischi che non mi ha mai pagato, così per elencare il primo che mi viene in mente… “Eh, lo fanno, lo fanno”. Orgoglioso non sono mai troppo orgoglioso di niente in particolare. Probabilmente il basso profilo e l’umiltà punk m’hanno sempre fregato. Soprattutto nel mondo non punk… Così per elencare anche altri eroi che mi sovvengono, il tipo della compilation In Our Blood aveva due opzioni: prendersi tot soldi o prendersi ¼ di tot soldi e dei dischi per i gruppi. Lui optò per i tot soldi e poi comprare di dischi da mandare ai gruppi, cosa che ovviamente non fece mai. Un annetto dopo leggevo i commenti di gente di qualche gruppo che tuonava contro le etichette rip-off italiane… Bah. Tra i rimpiegati i 97A all’epoca gruppo fichissimo secondo me furono un peccato lasciarseli sfuggire così per strada ma erano gente difficile da averci a che fare. Come non elencare i Nasum persi per strada all’inizio della loro carriera ? Vabbeh, sono casi della vita, non mi avrebbe poi cambiato tanto far uscire il primo disco dei Nasum. Probabilmente, col senno di poi, non avrei fatto uscire i Meat Shits sul Master Of Noise. Sul resto non ho rimorsi, se non per la qualità delle registrazioni in alcuni casi o delle grafiche.
In tempo reale: I Lethal Aggression erano in parola da oltre tre mesi per un disco ristampa del classico dell’epoca e mi è giunta la mail due gg fa che il cantante ha preferito farlo con qualcuno che li porterà in Europa a suonare. Grande serietà…

Sei anche un grande appassionato di metal. Quali sono i tuoi preferiti e che cosa avevi pensato quando agli inizia degli anni '90 cominciavano ad uscire questi nuovi gruppi new school?
Di moderno vado bene solo con qualcosa di black metal e di vichingo-pagano. Francamente in quel momento la che dici tu, pur venendo dall’ambito metal ho avuto un certo rigurgito ed ho abbandonato il sacro sentiero per devolvermi anema e core all’hc et simili. Mi sono riavvicinato al metal negli ultimi 10 anni, pur non avendo lasciato mai i gruppi che ho sempre seguito come Slayer o gli Impaled Nazarene. Guardavo con sospetto etichette per me mitiche come la Earache o la Peaceville che improvvisamente avevano tradito lo spirito per buttarsi a capofitto sul death metal. Per non parlare del nu metal che mi ha sempre fatto cagare o del chugga chugga NY hc degli ultimi 20 anni che non ho mai più seguito. Pensa che quando uscirono i Judge per me era già qualcosa di troppo, fortunatamente tornai abbastanza presto in me per apprezzarli, ma già gli Umbroken per me cagavano fuori dal seminato. Ho avuto una certa passione per la primissima scena belga h8000 che fece uscire dei gruppi spaventosi come i Liar o i Congress, gli olandesi Rancor. Ma a dirla tutta non mi sono poi più troppo interessato al genere.

Il fatto che ti piaccia i suono oi! è un dato di fatto. Tramite Oi! Strike avevi dato alle stampe Rough, Duap e come dimenticare i Colonna Infame nel quali canti. In un'intervista ho letto che in passato e sporadicamente avevi avuto contatti con la parte destrorsa della scena oi!. Che impressioni ne hai tratto? Mi ricordo che nell'intervista avevi scambiato le tue produzioni con le loro giusto per farti un'idea. Ecco, volevo chiederti se hai ricevuto qualche giudizio in merito a ciò che producevi da parte loro.
No, mai niente a dir la verità. Non so se per disinteresse o sensibilità o altro. Però temo che sia così a diverse latitudini, nel senso; per tot anni dalla fine degli anni ’80 alla prima metà dei ’90 l’oi! italiano era pressoché destrorso o nel migliore dei casi apolitico. Se volevi sentirti qualche cosa di incazzato probabilmente saresti incappato in qualche Peggior Amico. Suppongo che per curiosità anche dall’altra parte qualcuno si vada a sentire cosa è successo in altri ambiti. Se prima ero curioso, perché comunque non è che c’erano informazioni trasversali a riguardo, adesso che tutto è in chiaro e facilmente abbordabile, ho radicato un certo tipo di disgusto e totale disinteresse.

Come mai ad un certo punto sei uscito dai Colonna Infame? Ad un concerto a Milano il vostro chitarrista si presentò con una croce di ferro al collo e avevo letto che tu non eri stato particolarmente felice della cosa...
No beh, i Colonna si sono sciolti proprio, all’epoca. Il gruppo non andava da nessuna parte, provavamo sempre i soliti pezzi, Damiano ebbe in coraggio di darci un taglio decretando con la sua uscita la morte cerebrale del gruppo. C’è stato un concerto con me un paio d’anni dopo, un benefit da me voluto. Un paio di altri anni dopo ce ne è stato un altro, secondo me senza senso, a cui non ho partecipato ed al quale in realtà nemmeno nessuno mi chiamò. Il personaggio che dici tu, sì, in effetti si divertiva non poco con queste sue simpatiche trovate goliardiche. La croce di ferro ormai sembra sia stata sdoganata non poco. La sua invece era una croce celtica, non quella di un qualsiasi Fronte, ma quella celtica irlandese. In ogni caso quando qualcuno gli ha dato contro per questo, aveva le sue giuste ragioni. Io l’ho sempre criticato per queste sue cazzate e probabilmente parte di quello scioglimento dei Colonna era anche dovuto al mio malumore nel suonare con lui.

Con gli '80's riproponi cover di grandi classici dell'hardcore punk. Come nasce questo progetto? Chi ne fa parte? Mi pare abbiate registrato un cd...
I The 80’s nacquero nel 2003 mi sembra, qualche prova, un concerto e poi defunti. All’epoca ero io, Angelfuck (Colonna, P38 punk, Bloody Riot, Totally Pissed e non so quanti altri…), Andrea (Comrades, Die, Antiyou) e Diego (Permanent Scar, Burning Defeat, Corpoparassita). Diego se ne tornò ad Alessandria ed il gruppo rimase nel congelatore per qualche anno. Nel 2008 ci siamo rimessi a suonare, io, Angelfuck e 2/3 dei Plakkaggio HC di Colleferro, due ragazzi con cui ci si trova particolarmente bene, i cui gusti musicali si incrociano, black metal incluso. Tra l’altro uno dei due fece anche le mie veci nel concerto dei Colonna in cui non c’ero. Abbiamo fatto un cd che sta anche per uscire su lp, qualche concerto e stiamo lavorando ad un nuovo disco. Fondamentalmente è un gruppo studio nato per la comune passione per l’oi!-punk italiano anni ’80, niente di più niente di meno. Da uno che ha suonato mi sono sempre considerato più fan che “artista” ed un gruppo cover di questo stampo è una delle cose che mi diverte di più in assoluto.

Vegan Riot. Vegano non è sinonimo di mangiare male. Un sito web, un blog, un libro appena uscito. Insieme alla tua compagna Alessandra. Cosa vi ha spimto ad imbarcarti in questo nuovo progetto. Hai anche lavorato in alcuni ristoranti. Ti sei trovato bene? Come ti hanno trattato? Mi pare però che ora tu non ci lavori più...
Alessandra mi ha dato una certa spinta a fare il sito, probabilmente da solo non l’avrei mai cominciato. Altra gente ormai persa nei ricordi ha dato l’input per mettere anche su piazza ed in pratica quello che proponiamo con Vegan Riot; cene, pranzi, buffet di dolci etc etc.
Ci ha spinto fondamentalmente la voglia di affrontare l’animalismo da un’altra angolazione; prendere la gente per la gola, diciamo.
Si ho lavorato in un paio di ristorante per oltre 4 anni. Mi hanno trattato bene fino ad un certo punto. Anche se i ristoranti sono veg* va detto che il mondo del lavoro fa comunque schifo.
All’ultimo, dove sono stato per tre anni, mi hanno fatto fuori per riuscire a far quadrare i conti e pagare loro multe prese prima ancora del mio arrivo li.

Quello che mi piace di Vegan Riot è che proponete piatti anche molto elaborati senza per questo dover accendere un mutuo per prepararli. Questo indubbiamente viene dal fatto che ci mettete passione ma anche etica nel fare le cose. Quanto sperimentate prima di proporre il piatto al pubblico? Lavorate in coppia oppure ognuno ha una sua mansione? Litigate mai?
Generalmente ci siamo divisi in dolci-Alessandra e salati-io, con qualche incursione nel dolce da parte mia, laddove Alessandra non ha folgorazione gastronomica. Sul sito è un po’ “buona la prima” mentre per il libro ci studiamo un bel po’. “buona la prima” sì, ma quando una ricetta non è degna di pubblicazione , lasciamo perdere, non è che dobbiamo timbrare il cartellino a tutti i costi.
Litighiamo certo, sull’organizzazione degli eventi, sulla spese, su queste questioni qua. Temo sia naturale...

Leggendo il blog tu ed Alessandra avete viaggiato molto e potuto visitare molti posti assaggiando prelibatezze vegan. Quali sono i migliori ed i peggiori? Non ti è mai venuto in mente di aprire un tuo ristorante?
Si beh, ogni giorno ci penso. Ho chiesto di affitti, licenze, permessi etc, poi è finita che mi sono sempre depresso e temo che questa sarà una delle tante cose insolute della mia vita su cui rimuginerò per i decenni a venire. New York è stato intenso e molto divertente come location, soprattutto per il numero di posti che hanno una proposta veg*. Mi sarei aspettato qualcosa di più da San Francisco, tuttavia un paio di posti sono stato veramente delle belle esperienze. Persino Stoccolma ha un offerta sicuramente migliore di quella che abbiamo a Roma. Poi magari non si tratta nemmeno di chissà quali prelibatezze; però quel gusto dell’esotico, del fatto che puoi mangiare qualche cosa fuori casa… un ristorante vegan già di per sé è una cosa bizzarra… sono tutti fattori che rendono una situazione, magari “nientedichè”, tuttavia memorabile.

Torniamo per un attimo all'universo musicale. Anni fa stampavi i dischi da Luca S. Mi ricordo che ai tempi ti eri incazzato a morte con i ragazzi della Cane Records, rei di aver fatto fare un migliaio di vinili e non di averli mai pagati ne esserseli venuti a prendere. Puoi darci la tua versione dei fatti?
Mah, anche qua toccherebbe avere di fronte loro per sentire pure questa campana. Tuttavia posso tranquillamente dire che il mondo del punk o quello alternativo si sono comportati con medesime dinamiche del mondo “normale” con il compianto Luca, fregandolo, negandosi, non ritirando dischi commissionati. C’è poco da fare. Ci riempiamo di belle parole, di grandi progetti, di positività, poi… solite inculate a raffica. Il bel mondo del punk-hc…

Passano gli anni passano le persone ma il Moscarelli rimane sempre fedele a Soa Records. Secondo te come mai funziona ancora fra di voi dopo tutti questi anni?
In realtà il Moscarelli ha elaborato l’ultimo sito S.O.A., quello di Vegan Riot e poi le nostre strade hanno preso direzioni piuttosto differenti. O meglio, le avevano già prese tanto tempo fa ma ho pensato che la qualità del nostro tempo condiviso non raggiungesse chissà quali picchi e quindi ho tagliato un po’ i ponti. Sono uno stronzo? Può anche essere. Ma è il problema di quando conosci gente da tanto e tanto ci hai condiviso; ad un certo punto si può verificare che non hai più granché da dirti e secondo me tornare indietro è deleterio.

Stessa domanda ma questa volta riguarda Robertò di Hellnation.
Robertò continuerò a frequentarlo finché rimarrà su piazza, anzi strada come sempre faccio da quasi 20 anni. Minaccia da un bel po’ di chiudere baracca e burattini, come se dice a Roma e quel giorno probabilmente cambierà aria perdendosi volutamente, lasciandosi alle spalle doloranti l’universo musicale. Ne ritroveremo tracce sulla cronaca nero-sportiva, in cui si racconteranno le gesta di un solitario ultrà brizzolato che tenterà un attacco eroico alla curva del Capistrello o la tribuna del Mosciano…

Pazuzu come se la passa?
Pazuzu vive e lotta insieme a noi! Passa il tempo imbacuccato come un eschimese e gioca a fare l’investigatore privato. Purtroppo il suo raggio d’azione arriva solo a cento metri lontano da casa, cosa che lo rende poco efficiente, povero. E’ decisamente il re dei rejetti, povero cristo. Malgrado qualche vicissitudine di ordinaria non sopportazione tra vicinato, ha ripreso ogni tanto a placcarmi ed attaccarmi delle pezze di quarti d’ora di fila. Ultimamente ho anche perso la mia proverbiale pazienza nei suoi confronti…

Come si compone una tua giornata tipo?
Da quando non lavoro più la sera ho più tempo a disposizione (ed ovviamente meno soldi), sono anche ritornato ad uscire la sera ogni tanto per una magnata od un concerto. Però dirti se c’è una giornata tipo, no, in realtà non c’è. C’è molto computer, mettere assieme dischi ed impacchettarli, andare spesso dell’urbe a spedirli/consegnarli, salutare gente, intrattenere rapporti in mezzo ad una strada. Niente di sconvolgente, oserei dire anche un po’ noiosamente normale.

Quando hai capito che ormai non avevi quasi più nessun rapporto con la scena hardcore e di conseguenza la tua presenza ai concerti si era ridotta a zero?
Non è un fatto di capire, è solo una constatazione. Per me l’ambiente punk-hc come lo vuoi chiamare andava bene fino a che c’era una aggregazione in qualche maniera positiva, di gente che aveva piacere di stare assieme. Adesso per questioni di età non ho questo piacere e nemmeno ne sento la necessità. Quindi anche andare spesso ai concerti è diventato un peso, perché il concerto senza quell’insieme di buoni sentimenti, rimane solo un concerto ed il più delle volte magari preferisco starmene a casa.

Riguardando la tua prima produzione Masters Of Noise del 1992 avresti mai immaginato che dopo 23 anni saresti stato ancora qui?
Francamente no, ma non per colpa del Masters of Noise. Già sembrava una cosa senza speranza fare dischi nel 1992, adesso è anche peggiorata. “Stare qua” è sì anche un lusso, ma all’epoca non è che ci si pensava granché al domani. In ogni caso è stato anche una cosa facile, comoda, lo starci. Certe volte sarebbe stato meglio fare anche altro, andarsene da qua, invece che rendersene conto magari tardi.

Non molti si ricordano che per un certo periodo sei stato coinvolto in Banda Bonnot. Cosa ricordi di quell'esperienza? Chi eravate e perchè è finita?
Haha, il mio è stato un apporto scarso alla Banda Bonnot, in termini lavorativi. In termini di soldi invece la Banda ha beneficiato un minimo della mia presenza… Mah, il mondo del supporto musicale organizzato è quello che è; gente che si barcamena e ne ricava poco, solitamente amarezza e depressione, nel peggiore dei casi anche debiti. Questo è ciò che mi porto dietro da quell’esperienza e temo anche un po’ i miei compari. In quegli 8 mesi di Banda Bonnot ho maturato una certa propensione per la transumanza dal posto di lavoro al bar, cosa che prima non avevo assolutamente… questa è l’eredità più evidente.
C’era Robertò, Emilio, Vittorio e Pepo (poi Gridalo Forte). Io e quest’ultimo subentrammo a Carmelo del Forte (Manimal) che saggiamente se ne andò per la sua strada. In quel periodo, diciamo “punk” dell’etichetta, uscirono i dischi dei Colonna, Nabat, Klasse. Correva grossomodo il 1997.

Negli anni in cui ti occupavi dell'etichetta a tempo pieno, hai avuto lavori alternativi per tirare sù un pò di soldi extra?
No, niente di serio, solo qualche cosina correlata al mondo musicale come portare in giro i gruppi o fare l’attacchino ai concerti, cosa che per qualche intenso mese fu anche particolarmente redditizia. Ma niente di più. Se la faccenda dischi non andava così a gonfie vele, tiravo un po’ la cinghia, non sono stato mai un grande spendaccione…
Per un anno ho fatto da spalla a mio suocero per un lavoro domenicale alle 4 del mattino, in una lurida fabbrica di copertoni, che però mi ha fatto guadagnare discreti soldi…

La convivenza ti ha cambiato come persona? Soprattutto il fatto che ti sei sposato in comune ha modificato il tuo approccio nei confronti della vita in generale?
No, convivo con donzelle da oltre 15 anni, il matrimonio non è che ha cambiato chissà cosa. E se sono una testa di cazzo non penso sia nemmeno colpa delle donzelle, a dirla tutta.

Un vecchio catalogo Soa Records citava un gruppo, gli Yakuza, nei quali tu cantavi. Io sinceramente non ho mai trovato nulla di loro. Un gruppo fantasma?
Ma ravani nel torbido eh?!? Sono stati un gruppo meteora, 4-5 prove, non di più. Io e Mustafa dei Comrades, er Troso dei Grievance e Luca che all’epoca suonava con i Nagant. Forse mi son perso qualcuno. Tentavamo di fare roba grind pestona e tecnica, un ibrido tra Cryptopsy e Discordance Axis. Roma è una città dispersiva e mettere assieme gente che abita a km di distanza è cosa ardua. All’ennesima mancanza di Luca, non preannunciata, il gruppo è finito nell’oblio. Penso corresse il 1998 all’incirca. Avrebbero dovuto fare lo split cd con gli Agathocles, ed alla de funzione del gruppo i Comrades da poco riformati ne presero il posto.

Molti ancora si chiedono chi fossero gli XgasmaskX...
E giusto che se lo chiedano, quando si è di fronte a gruppi così influenti nel panorama hc-politico militante degli anni ’90. Ed i molti rimarranno comunque con le loro domande, inevase.

Leggendo il tuo vecchio blog, traspariva un pò di amarezza per lo stato delle cose che ti circondavano. Questa percezione è cambiata o è rimasta tale e quale? Come mai non ci scrivi più?
Mancanza di ispirazione? Stitichezza da blog ? In realtà ho sopperito ai miei bisogni scrittori parzialmente con il sito di ricette ed il libro. Il vedere tutto nero è comunque una cosa comica secondo me; non aspettarsi niente di particolarmente positivo dalla vita ti fa apprezzare maggiormente una giornata in cui sei andato alla posta, hai mangiato qualcosa di decente, ti sei fatto una doccia…
Il Valentini anche lui è fondamentalmente un po’ così. Forse lui di più. Minacciamo napalm ma poi in fondo in fondo, tra il pancreas e la cistifellea siamo dei teneroni…

C'è qualcosa che rimpiangi di non aver fatto? E qualcosa che ti rende orgoglioso?
Fortunatamente ho una memoria assai breve e sono una persona scarsamente riflessiva, quindi se avevo qualche rimpianto grazie al cielo me lo sono anche scordato. Come SOA si beh, tante cose ma anche li non c’ho da recriminare niente, mi sono divertito, ho fatto quello che mi pareva per tanti anni. Magari poco riconoscimento, quello sì, ma ammetto di non aver fatto nemmeno troppo per guadagnarmelo, antipatia inclusa. No, non sono orgoglioso di niente in particolare, sono uno fondamentalmente umile. Paradossalmente non ho picchi negativi né positivi… ecco, potrei quasi essere orgoglioso della mia mediocrità.

Del periodo in cui hai lavorato per Green Records cosa mi dici? Come è stato vivere in una città del nord? Giulio mi diceva che eri stupefatto dai soggetti che frequentavano il negozio...
Si beh, lavorare in un negozio di dischi ti porta giocoforza ad impegnare il tuo tempo con una serie di personaggi problematici, solitamente maschi. E’ successo in tutte le occasioni in cui sono stato dietro un bancone di un negozio simile, temo sia una dinamica che non si riesca ad evitare questa. “L’ultimo disco dei moicani” è una buona descrizione, magari edulcorata, di cosa succeda in questi posti. Leggetelo.
Da Giulio ero stato un paio di settimane perché il fratello, impiegato nel negozio, era andato altrove, mi sembra a suonare assieme a Geoff Farina in America. Non avevo un cazzo da fare e perciò andai su in quel del fu negozio Green Records su via S.Francesco, la via in cui fu arrestato Giusva Fioravanti ferito, se non erro. Un negozio piccolo, diciamo di quartiere, con un 50% di dischi hardcore, poco metal, molto indie e qualcosa di musica nera rilevato dalla precedente gestione. I più matti in senso buono erano un paio di fratelli locali impegnati sull’oi!-punk, sicuramente noti al pubblico patavino. Il pubblico indie non era da meno, gente con la bava alla bocca per le recensioni su Rumore per gruppi da sciorinare in salotti radical chic con una flute di prosecco tra le dita… In realtà non è che mi sia mai piaciuto stare al pubblico, l’ho sempre trovata una perdita di tempo; di contro ho sempre pensato di essere io una perdita di tempo per chi sta dietro al bancone quando vado a trovare qualche negoziante conosciuto in veste di cliente scassa-cazzo. Un giusto contrappasso. Penso che Giulio sarà andato visibilmente sotto quelle due settimane, soprattutto per tutto quello che mi sono mangiato a casa sua…

Ad un recente concerto dei Suffocation, parlando con Marco Morosini (bassista Eversor e Miles Apart), è venuto fuori del tour delle Baby Gopal in cui tu hai fatto da autista... Mi diceva cose non troppo lusinghiere sulla cantante. Vuoi raccontarci un pò la tua esperienza in tal senso?
Ho fatto il roadie diverse volte a vari gruppi (tra cui i Miles Apart – post Eversor dei Morosini bros…) ed i Baby sono stati l’unica esperienza in cui venni pagato per questo lavoro. Però si trattava di una cosa fatta con tutti crismi, non proprio hardcore come ero abituato io, ma orari da rispettare, posti grossi, alberghi, aperitivi/cene/colazioni alla mattina, tutto molto professionale. La Banda Bonnot aveva un certo intuito, poi hailoro non è che quagliassero troppo in termini monetari, ma comunque licenziarono sto gruppo all’epoca da Victory Records solo per il fatto che la tizia fosse la ragazza di Ray Cappo. Non erano un gruppo hardcore, ma indie ed anche i loro background erano non sempre hc-punk. Il classico gruppo nato per essere un gruppo, non certo un insieme di amici che vogliono suonare. Lei, la frontwoman era simpatica come un calcio negli zebbedei, gli altri erano già più divertenti. Sì, lei era decisamente acida, convertita khrisna dell’ultima ora, con passati drogherecci alle spalle. Al termine del tour la bassista li cannò senza dire nulla. A distanza di qualche anno, il batterista tornò a suonare con un gruppo surf a Roma e parlando con qualcuno della Banda disse di vergognarsi platealmente dei comportamenti di lei e quindi averli lasciati. Lei fece una bizzarra apparizione in un tour tristissimo degli Shelter nel 2001 e poi non ne ho saputo più nulla, ed in quell’occasione non andai nemmeno a salutarla. Ho un ricordo nitido del chitarrista, un nerd brufoloso secco secco, che ad ogni stazione di servizio scendeva dal van e tornava con 10 barrette di snack assortite… Esperienze comunque divertenti. Grazie a tutto questo movimento a basso costo posso dire di aver percorso in lungo ed il largo l’Europa, cosa che probabilmente non sarei mai riuscito a fare con i miei soli mezzi.

Sacra Sindone. Un 7" dei Catacomb (che poi diverranno i meno estremi e più mainstream Novembre) e poi silenzio totale. Come mai? Avevi in mente una sottoetichetta metal come Oi Strike! per l'oi? Come è stato lavorare con loro? Anche qui sei stato un vero talent scout...
Mah, gli Orlando Bros sarebbero emersi comunque, Sacra o non Sacra Sindone. Erano e sono dei musicisti talentuosi oltre che delle persone alla mano. Suonarono anche diverse volte in ambiti molto punk senza farsi problemi alcuni (con tanto di cover dei Terrorizer!) quando già il loro nome era particolarmente gettonato.
In pratica frequentavamo gli stessi posti di onanismo musicale al sabato pomeriggio, i negozi di dischi. Quindi era naturale frequentarsi tra gente con una passione per la musica estrema death metal-grind. Ed il 7” venne fuori così, senza chissà quale parto difficile; loro sapevano bene come muoversi, registrazioni, flyers, cover, io stampai tutto e mi occupai della distribuzione. Fu anche un discreto risultato, se non erro 1700 copie. Non ci sono stati più sequel con Sacra Sindone perché, malgrado la buona esperienza con gli Orlando Bros, ho sempre pensato che il mondo metal necessiti di più raffinatezza lavorativa ed io sono stato sempre troppo punk, in un’accezione assimilabile con “alla cazzo di cane”. Perciò i mondi non si sono più incontrati, peccato probabilmente.

33 domande... Bhè mi sembrano abbastanza. Grazie ancora e aggiungi pur ciò che vuoi...
Grazie a te Paso, quanto tempo che non ci si vede, saranno 10 anni almeno. Rimorchi sempre come un tronista? (Ahahahahah... Ormai sono alla frutta ahahaha... Comunque tranquillo ho intenzione di passarti a trovare ora che vivi nella ridente Nettuno ndr).

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1 commento:

  1. grande petralia.
    è sempre bello sapere che ci sei!

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