sabato 7 aprile 2012

Marco Morosini (Eversor | Miles Apart).

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I dischi degli Eversor (e poi dei Miles Apart) non dovrebbero mancare in nessuna collezione. Sono stati tra i primi gruppi con cui sono venuto a contatto nei primi anni '90 (mi ricordo che l'lp "Friends" l'avevo ordinato alla Blu Bus di Aosta per telefono) e da allora li ho sempre seguiti. Sono partiti dal death/thrash, per poi sviluppare il crossover ed infine approdare ad un hardcore melodico dal gusto molto pop. Buona lettura!

Marco l'ultima volta che ti ho intervistato è stato nell'inverno del 1996 dentro all'allora tua automobile parcheggiata di fronte a Quadrare Il Circolo a Rimini dopo un vostro concerto come Eversor. Direi che ne è passata di acqua sotto i ponti... Ok, cominciamo pure. Allora, puoi spiegarci cosa ha portato la fine degli Eversor e la nascita dei Miles Apart e poi la fine di questi ultimi. Il suono tra i due gruppi era mutato. Come mai avete dovuto cambiare batterista? Sei soddisfatto dell'esperienza Miles Apart? Credi di aver raggiunto più obbiettivi rispetto agli Eversor?
Gli Eversor si sono sciolti perchè alla fine del '99 Valentino non riusciva più a suonare a causa di una tendinite al polso molto acuta della quale soffriva già da tempo e che non gli permetteva più di reggere i concerti nonostante cure ed infiltrazioni di cortisone al polso, ricordo l'ultimo concerto che facemmo a Milano; finì il bis quasi tra le lacrime dal male. Fu una decisione soffertissima da parte sua, ma ovviamente non poteva andare avanti così e noi tre eravamo come una famiglia quindi io e Lele decidemmo di cambiare nome al gruppo cosa che anche Vale apprezzò molto nonostante ci disse di continuare pure come Eversor. Non era giusto, con lui avevamo passato sei anni irripetibili, dovevamo cambiare pagina. Con Luca (che suonava in una band locale indie, gli Ossessione) ci conoscevamo già ed accettò con entusiasmo di unirsi a noi, durante la prima prova scegliemmo il nome Miles Apart che era il titolo omonimo del primo 7" dei Mega City Four gruppo feticcio totale di tutti noi. Luca era un batterista perfetto, una vera macchinetta ed in soli 4 mesi registrammo un album uno split-7" e facemmo una manciata di date prima di partire in tour solo sette mesi dopo. Il suono forse si era fatto un pò più rockeggiante se mi passi il termine, un pò più pop in alcune ultime fasi, ma non credo abbiamo mai snaturato le nostre radici hc. Gli obiettivi erano sempre gli stessi, suonare e divertirci, andare in posti nuovi come in Inghilterra dove facemmo due tours da cappottarsi dal ridere. Forse con i Miles abbiamo cercato di essere un poco più professionali riguardo ai tour, ma fondamentalmente siamo sempre stati fedeli al diy che per me almeno era un aspetto primario. Nell'ultimo anno e mezzo entrò nel gruppo Stefano degli Sprinzi che portò una vena ancora più indie come si può sentire su "Arm me for sunday", ma le cose attorno a noi stavano cambiando troppo e decidemmo di chiudere la storia.

Parliamo un po' degli Eversor. Il vostro primo 7” era prettamente metal, anche se nel retro copertina ti si può vedere indossare una felpa degli Snfu. Cosa vi ha spinto a modificare così radicalmente il suono proposto? Quando suonavate metal avete avuto dei riscontri positivi? Hai qualche aneddoto particolare da raccontarci su quel periodo?
Quello era il secondo lavoro metal il primo fu il mini-lp "The Cataclysm" nell'89 più deaththrash (mea culpa me lo sono proprio perso ndr), "Psychpathic intentions" invece era già thrash crossover per come si intendeva ai tempi. Maximum RcR lo recensì come un ottimo mix fra Metallica e Cro Mags, pensa un pò. Il 7” in questione vide alla batteria Eric Lumen, a te e a chi segue hc non dirà niente (e invece lo conosco ehehehe, ndr), ma era uno dei migliori batteristi rock dell'epoca, ex Revenge (storica leggendaria band metal pesarese), Death SS (formazione originale), PaulChain VT, Boohoos (5 stelle su Kerrang)... Gli fecero il filo una vita i Litfiba ed i Raw Power, ma diciamo che era un pò fuori controllo all'epoca e non sfondò mai. Ci aiutò per qualche mese incise il disco e fece un concerto fino a che trovammo un altro per "Uomini contro". Lui era, è tuttora, un musicista vero, spaccava letteralmente il culo e fu un onore suonarci assieme. Era un bel periodo comunque, Paul Chain e i Kina che non avevano paraocchi ci presero sotto le loro ali e a loro (come ai ragazzi della Chansons d'amour dist. di Rimini) dobbiamo moltissimo. Poi era l'epoca del tape trading, ci scrivevano dei pazzi dal Sud America, nord Europa, Polonia, ecc. e finimmo su molte tape comp. di mezzo mondo assieme ad Invocator, Pedifile, Mutilator e via dicendo, nomi storici della scena underground metal estrema dell'epoca. Suonammo bei concerti con Deathrage, Creepin Death e altri, ci divertivamo un sacco come sempre. Però ascoltavamo già moltissimo Hc specie Nyorchese che scoprimmo grazie alle t-s che indossavano Slayer e Anthrax, ma quello italiano Negazione, Kina, CCM, Wretched, Impact era speciale ed ebbe un impatto emotivo devastante su di me e penso anche su Lele, incarnava alla perfezione la carogna di rabbia che avevo dentro al tempo (e che spesso ho ancora). Ascoltando punk arrivammo ai Bad Religion, al punk rock e tutta la scena Cruz Rec. (All, Descendents, Big drill car) e ce ne innamorammo perdutamente. Visto che suonavamo ciò che ci piaceva provammo anche quello e non cambiammo più poichè ci veniva molto spontaneo e le melodie diventarono sempre più importanti nel nostro modo di comporre!!!

Ad un certo punto incontrate Giulio della Green Records e da lì in poi date il via ad un sodalizio che vi porterò a numerose uscite sull'etichetta di Padova, a vari tour giapponesi ed in giro per l'Europa. Rapporto che poi si è protratto anche con i Miles Apart. Puoi elencarci le uscite che avete avuto per essa? Giulio si ricorda molto bene dei vostri tour assieme. Hai qualche ricordo in particolare? Dei tour giapponesi che mi sai dire invece?
A Giulio (che non aveva mai cagato i nostri dischi precedenti) piacque molto "Friends" e ricordo che ne prese prima una decina di copie per pietà (pensando che era il vecchio sound), dopo due settimane ne voleva 40. Ci telefonammo, ci organizzò un paio di date e ci offrì di fare uscire il 7" "Time goes by", nel frattempo la Day After ci aveva organizzato un tour nell'Europa dell'Est e chiedemmo a Giulio se gli andava di accompagnarci... Accettò subito, ma onestamente eravamo un pò (scioccamente) intimoriti da fatto che era sxe e veniva da un background hc completamente diverso dal nostro. Dopo pochi km un paio di scorregge e qualche rutto capimmo che eravamo sulla stessa lunghezza d'onda e non ci lasciammo più (violini zigani in pista, please). L'anno dopo ripartimmo ancora insieme per l'Europa con anche Manuel "Shove" a fare da roadie. Giulio è stato per me un membro effettivo degli Eversor e Miles, ci sentiamo ogni volta che possiamo e lo ritengo un amico vero. Il top del divertimento con lui comunque fu in Inghilterra coi Miles nel 2001, 9 date noi e i Dina di Liverpool su un furgone senza finestrini ne sedili con la backline e il merchandise che volavano giù a ogni frenata, se ci penso adesso mi chiedo come abbiamo fatto a fare dieci giorni così, però ripeto fu incredibile.
Capitolo Giappone: andarci nel '98 era come sbarcare su Marte per noi, fu un massacro da l punto di vista fisico, ma avevamo una adrenalina allucinante. Mi terrorizzava il fatto che quando finivi un pezzo c'erano gli applausi e poi silenzio di tomba sino al pezzo dopo con le prime file che canticchiavano i brani con le telecamere in mano, oppure tutti in riga educatamente alla fine per autografi o foto, pazzesco. Il tour coi Braid fu più lungo e con spostamenti più brevi. Inizialmente ci cagavamo un pò addosso perchè eravamo co-headliner, una sera loro una sera noi, e suonarci dopo non era facile, tenevano il palco in maniera assolutamente professionale, però ce la cavammo più che bene. Coi Miles schiodammo invece un pò perchè Yoichi (il santo promoter boss della Snuffy Smile) per risparmiare sui costi saltava tutte le autostrade prendendo statali che allungavano i viaggi all'infinito finchè una sera gli dicemmo che anche se ci perdevamo qualcosa non ce ne fregava nulla però volevamo salvare il culo da sicure emorroidi... Prese in un nanosecondo la calcolatrice e ci fece vedere quanto avremmo perso pagando i pedaggi... Lui era così, marziale come tutti e tutti gli obbedivano, ma non finirò mai di ringraziarlo per le opportunità che ci ha dato.

Il rapporto con Giulio è così forte che vi ritrovate pure a suonare nei Sender, con un 7” uscito sempre per Green Records. Come è nato il tutto? Che ruolo avevano gli Eversor nel progetto? Il 7” ti aveva soddisfatto? Mi pare però che non suonaste mai dal vivo...
L'idea nacque in tour assieme per suonare qualcosa di diverso un pò alla Still Life tanto in voga in quel periodo. I pezzi dei Sender li aveva composti Giulio, aveva delle basi di basso che ci spedii in cassetta e noi ci lavorammo sopra e incidemmo nello studio di Paul Chain in una domenica, mentre il sabato provammo qualche ora tutti assieme. Ricordo che minacciavamo Giulio di farlo dormire a casa di Catena nella stanza di Mephisto, il suo gatto mummificato e Giulio si cagava sotto e in padovano frignava"...ma no dai ragassi, dèmo...", ma poi come tutti rimase molto colpito dalla gentilezza, simpatia e competenza di Paolo. Non suonammo mai dal vivo e non facemmo niente altro perchè i rispettivi impegni non ce lo permisero, resta però una bella esperienza e un dischetto non fondamentale, ma di sicuro sincero e onesto!!!

La tua passione per la musica ti portò pure ad avere un negozio a Pesaro, mi pare si chiamasse Quasar. Come era organizzato? Ti è piaciuta come esperienza? Qualche aneddoto sui clienti che lo frequentavano? Come mai è finito?
Ho gestito il Quasar dal '94 al 2000 sei anni davvero belli, ma con l'avvento dei masterizzatori avevo previsto la catastrofe e lo vendetti appena in tempo. Trattavo al solito indie, brit pop, punk, hc, metal (era quello che dava da mangiare) e molto usato. Divenne la base in pratica della compagnia degli Sprinzi, Altro insomma di quella che si definiva la Indie Love crew di Pesaro che durò non molto, ma che mi portò a conoscere ragazzi in gamba. Organizzavamo concerti a Fano e Pesaro, c'era un bel giro. Tra i personaggi più curiosi impossibile non ricordare un noto professore dei liceo a Pesaro che ogni 6-7 mesi si flippava con un genere e comprava quasi tutto di quel filone, dal pop al metal al math rock, tutto poi quando si stancava rivendeva tutto e cominciava con un altro sound, pazzesco. Poi c'era un tizio inquietante che veniva solo per l'usato e prima di sfogliare i vinili si inforcava gli occhiali e indossava guanti di lattice, malatissimo. Indimenticabili anche le telefonate tra me e Giulio al negozio Green nei periodi di magra in gare a chi faceva gli incassi più bassi. Purtroppo i nuovi proprietari durarono meno di tre anni e poi chiusero bottega!!!

I film sono un'altra tua grande passione. Spesso addirittura promuovi serate a tema. Quali sono i tuoi generi preferiti? Sei un collezionista? Cosa ne pensi per esempio del fatto che per anni i film con protagonisti Tomas Milian. Maurizio Merli, Bombolo, ecc. sono stati considerati immondizia dalla critica per poi essere stati riabilitati?
Dunque, da oltre vent'anni colleziono, amo e mi interesso di cinema di genere italiano cioè quel cinema popolare, viscerale e coraggioso che attraverso il western (su quale sto scrivendo da sei anni il dizionario definitivo), l'horror, il thriller, il poliziesco e la commedia scollacciata ha rappresentato dai primi anni '60 alla metà degli '80 l'industria cinematografica più prolifica al mondo (seconda solo agli Usa) e donato al cinema in generale alcuni dei registi che nei loro rispettivi generi hanno fatto scuola ovunque da Bava a Margheriti passando per Corbucci, Tessari, Di Leo, Castellari, Fulci e altri che la critica italiana gretta e snob ha sempre trattato come feccia quando all'estero gli venivano tributati onori e riconoscimenti. Il fatto che in Italia qualcuno si sia interessato a loro solo perchè Tim Burton o Tarantino ne hanno decantato i meriti mi fa vomitare e dimostra se mai ce n'era bisogno ancora una volta quali merde e voltafaccia di critici cinematografici vi siano da noi, pseudo intellettuali specie di sinistra (spiace dirlo ma è cosi) che hanno bollato come cinema fascista i polizieschi e bassa macelleria le poetiche visioni horror di Fulci e ora rettificano i loro dizionari per stare al passo coi tempi, perchè "pulp" fa moderno. Il fatto è che in realtà non gliene frega un cazzo a nessuno di tornare a osare con un cinema con le palle, lo dimostra la totale mancanza di investimenti per un ritorno a pellicole di genere che mentre in Spagna, Inghilterra, Francia e Scandinavia hanno fatto rivivere una industria che sembrava morta da tempo da noi si continua con le pallosissime storie tristi esistenziali e sociali (basta, due coglioni tanto!!!) o il filone bamboccione-adolescenziale, film finanziati con un sistema partitico mafioso pazzesco che nessuno si incula e beccano fischi e pernacchie ai festival internazionali (e spesso nazionali). Qualcosa si sta muovendo, Zampaglione, Zuccon e Sollima e altri ultra indipendenti stanno cercando di risollevare con buoni risultati, specie all'estero (strano vero?), le sorti del cinema tricolore, ma la vedo una impresa abbastanza disperata.

Torniamo ora agli Eversor. Avete avuto anche numerose uscite su Day After Records, etichetta/mailorder ed ora pure negozio dalla Repubblica Ceca. Come è nato questo rapporto? Ne siete rimasti soddisfatti? Credi vi abbia dato maggiore visibilità in Europa?
Semplicemente gli inviammo una copia di "Friends" per distribuirla e Mira ci chiese di fare un 7" e un tour, "cazzo che culo" pensammo...si dimostrò molto professionale, ci stampò il 7" "World of illusion", il cd e k7 con anche "Time goes by" e una cover dei Dag Nasty (uscita in Belgio per un tributo), organizzò un tour di 8 concerti tra Austria, Slovacchia, Polonia, Germania e Rep. Ceca, viaggiando alcune date con noi e si offri di fare uscire "September". Però quando gli inviammo un promo non restò soddisfatto accampò delle scuse e capimmo che non gli piaceva. Lo facemmo ascoltare a Giulio a Genova ad un festival, prese la palla al balzo e ci chiese di farlo uscire per Green e poi divenne una coproduzione con Enphasys di Aosta degli amici Tempo Zero. Con Mira non ci sentimmo più, ognuno prese la sua strada, ma ho un buon ricordo di lui, ci aiutò molto, certo rimanemmo delusi dal fatto che non gli piacesse il lavoro, ma fu onesto anche in questo.

Come mai non siete riusciti mai ad andare a suonare in America?
Credici o no, non ce ne mai fregato più di tanto. L'occasione d'oro comunque ci fu visto che i Braid ci invitarono ad aprire i loro concerti sulla East coast al termine del tour giapponese che facemmo assieme nel '99, avremmo avuto un minimo garantito ecc., avevano anche già delle date fissate, ma poi si sciolsero e addio America. Poi c'era Lenny "Dogprint" che aveva fatto uscire un nostro 7" in Usa con tre inediti che aveva accennato a qualcosa ed era interessato ad aiutarci, ma andare la allo sbaraglio voleva dire perdere dei soldi che non potevamo permetterci.

E veniamo ora a quando avete suonato con le Baby Gopal (per chi non lo sapesse, visto che nell'intervista con Paolo Soa non l'ho specificato, le Baby Gopal furono un gruppo emo pop rock con l'allora moglie di Ray Cappo Youth Of Today/Shelter alla voce, con un disco fuori in America su Victory Records mentre in Europa furono licenziati da Band Bonnot di Roma, ndr). L'ultima volta che ci siamo visti non mi hai parlato molto bene della cantante. Cosa ti ricordi? Qualche gustosa storiella?
Mah, Petralia nell'altra intervista sul tuo blog spiega molto bene chi erano, noi con loro facemmo Rimini, Ancona e Roma. Ad Ancona in uno squat entro nel "backstage" se così poteva definirsi e la cantante mi dice che doveva lisciarsi i capelli e doveva stare sola... Sticazzi avevo li il mio zaino. A Rimini dormirono in hotel, ma l'ascensore era rotto e Robbertò dovette portarsi su le sue valigie su tre piani perchè era stanca, le bestemmie arrivavano fino a Cattolica. Ricordo solo che la cantante era davvero sgradevole, mentre tutti gli altri specie il chitarrista nerd erano dei tranquilloni.

Altro rapporto di collaborazione ed amicizia è quello con Paolo Petralia della Soa Records, culminato in uno split 7” con i Comrades. Come vi siete conosciuti? Paolo nell'intervista mi ha detto che vi ha fatto pure da autista. Quando è stato? Come vi siete trovati in furgone con lui? Anche qui se hai qualche storia da raccontarci...
Conosco Paolo dall'87 quando tramite il mitico Moscarelli pubblicò una nostra intervista su NFZ (Nicefuckinzine), all'indomani del demo "Condition of death", da li in poi ci siamo sempre pigliati bene, scambiato cassette, ecc., a Roma e in giro ci siamo visti e frequentati tante volte. L'ho sempre ritenuto una persona colta, pungente e umile. SOA ha pubblicato dischi molto buoni, ma non si è mai vantato di niente e a parte il fatto di cantare in due gruppi molto noti è sempre rimasto defilato nella scena senza tanti proclami o rotture di palle. Un paio di pacchi a onore del vero li ha tirati pure a noi (un picture 7" mai uscito e un altro tour da roadie annullato due settimane prima della partenza) ma un amico lo prendi per come è. Adoro il 7" coi Comrades perchè amavo quel gruppo, suonammo un gran concerto a Roma insieme per l'uscita del disco. Averlo avuto come autista nel primo tour dei Miles nel 2000 in Europa fu eccezionale, mi piaceva un casino la sua camminata quando si cazzeggiava in giro, una specie di Tony Manero ultra scazzato. Ricordo che dormimmo un paio si sere da Achim della Strange Fruit rec. a Stoccarda che era un pò riservato e Paolo si comportò letteralmente da gran signore a casa sua anche per il fatto che viveva con la madre, poi Achim si accodò a noi per tre date, nel momento che mise piede nel van, Paolo tirò un rutto bestiale poi ci guardò e disse più o meno "mò stà a casa nostra e mò sta alle regole nostre"!!! Visto però che siamo in tema di roadies vorrei ricordare anche Robbertò (proprietario di Hellnation Shop, grande agitatore della scena punk hc romana e soprattutto mega fan del Castel Di Sangro, ndr)(che venne quasi adescato a Ulm da un biondino con baffo in un locale gay, non chiedermi cosa ci facevamo li dopo il concerto), Giuseppe e Andy, gente che ci ha scarrozzato in lungo e in largo rendendo speciali i nostri viaggi.

In tempi recenti avete anche suonato qualche reunion show al quale purtroppo non ho assistito. Che emozioni hai provato a salire nuovamente sul palco? Avete suonato come Eversor o Miles Apart? Ci sarà la possibilità di vedervi nuovamente dal vivo?
Abbiamo suonato come Miles Apart e Milano e Roma, a Milano è venuto anche Vale e abbiamo fatto tre pezzi come Eversor. Intanto permettimi di dire che ci siamo sentiti onorati di essere stati invitati su un palco dopo tanto tempo e l'affetto di chi c'era ha reso le due serate speciali. Inutile dire che è stato bello rivederci in sala prove e personalmente ero parecchio agitato prima di cominciare i concerti specie a Roma dove abbiamo sempre avuto un seguito molto fedele e numeroso, una bella sensazione che mi ha quasi riportato agli esordi. C'erano persino un paio di persone con le mogli, che ci dicevano di seguirci da quando erano ragazzini o gente che non vedevamo da dieci anni che però erano li a salutarci facendosi parecchia strada per essere presenti, sono cose che ripagano molti dei sacrifici che hai fatto negli anni passati per suonare. Non credo che ci esibiremo più dal vivo però ogni tanto si parla di fare una strimpellata assieme in sala prove, mai dire mai!!!

Tuo fratello Lele negli Eversor e nei Miles Apart cantava e suonava la chitarra ed era diciamo il lato intimista del gruppo. Questo si rifletteva nei testi? Li scriveva solo lui oppure era un lavoro collettivo?
I testi sono tutti suoi, (io ho scritto alcune cose per "Cataclysm" stessa sensibilità, no?) e a me piacevano molto, erano storie sue molto personali. Lele era (è?) una persona riservata e più introversa di me, e credo fosse il suo modo di aprirsi agli altri, ecco perchè penso che in tanti si potevano identificare con quello che scriveva e nessuno di noi ci ha mai messo becco. Col passare degli anni sento gli scritti di "September" un pò lontani, mentre i testi di "Breakfast club" e "Storyboard" dei Miles sempre molto attuali anche se penso che le liriche migliori siano sul brano "Sitting on a rainbow" su "Some memories..." dei Miles... Davvero un pezzo ispirato divenuto poi cavallo di battaglia ai concerti!!!

So che ora sei sposato ed hai dei figli. Quando saranno piu grandi gli parlerai delle tue esperienze musicali? So anche che tua moglie è canadese e che spesso vai là. Che differenze noti fra la cultura canadese e quella italiana? E musicalmente parlando?
Dario ha quasi 5 anni e sa già che papà e zio Lele suonavano, tiene una mia foto in concerto in camera, gli ho fatto ascoltare i cd e mettere le manine sul basso, quando sente del rock dice "è la musica che fai tu e i Motorhead?" perchè gli piace la t-s che indosso dei Motorhead. Daniel ha poco più di un anno, ma anche lui verrà svezzato a dovere. Mmm... Cultura canadese vs italiana, ci vorrebbe una vita per citarti le differenze. Sintetizzo dicendoti che il Canada è una vera nazione multiculturale dove le varie etnie e culture diverse convivono senza problemi ed interagendo benissimo, un mio amico di colore di là mi ha detto che non si è mai sentito un "nigger" prima di mettere piede negli Usa. Da diversi anni il governo centrale si è pubblicamente scusato con i nativi (cosa mai avvenuta in Australia) per lo scempio culturale e le terre "rubate" dai padri fondatori, poca cosa certo, ma almeno è stata sincera. E' vero che è un paese molto ricco, ma la ricchezza va valorizzata bene e i profitti vengono costantemente reinvestiti nello sviluppo del lavoro, della famiglia, nell'istruzione e nelle infrastrutture. E questa è la differenza abissale che separa il Canada dagli Usa la cui ricchezza è stata sciupata da oltre vent'anni di guerre in ogni dove. Poi vabbè una parola come meritocrazia li è legge in ogni ambiente e per certo viene premiata, l'esatto opposto che da noi.
La musica è parte integrante della cultura canadese dal country folk al punk, metal, etc.. Ogni forma musicale ha un mercato decisamente vasto ed essendo la musica considerata una industria seria, fin dalla scuola si possono seguire corsi gratuiti di ogni strumento, inoltre il governo canadese ha un dipartimento col quale finanzia gruppi e promoters per tour, dischi etc. I Weakertans per esempio, in Canada sono stati finanziati proprio da questo ente che si occupa anche di aiutare giovani filmakers, ripeto come da noi, hahahaha!!!

Ci sono dei concerti che ricordi in maniera particolare?
Beh, come non potrei... Sicuramente il primo in assoluto all'estero nel '92 a Francoforte con gli Into Another accompagnati alla guida da Sergio dei Kina che ci fece un pò da babbo... Gli Into Another (che stracciammo regolarmente a biliardino) volevano fare un party dopo il concerto, Sergio invece ci fece infilare il pigiama e a letto perchè si ripartiva presto... Rhm, non proprio rock'n'roll life!!! Poi la 2 Days a Pd con By All Means Growing Concern, che giornata e che scena che c'era, gruppi fantastici; Collepiccolo su Rumore scrisse che ricevemmo un 'accoglienza da stadio. La prima volta a Tokyo nel '98 con la scritta "sold out" alla prevendita dei biglietti. Coi Miles ricordo a Londra con gli Ipanema il gruppo di Wiz dei MC4, col quale passammo molto tempo a parlare ed ero sinceramente emozionato in più si rivelò una persona amabilissima. Vorrei anche ricordare i concerti alla Maizza in Puglia, un posto davvero speciale dove la gente dava veramente tutto col cuore!!! Ma ne ricordo anche molti brutti assai come il Vort'n vis fest. con Integrity e All out war dove non c'entravamo un cazzo e in Svizzera co-headliners ad un festival con gli Heaven Shall Burn, dove non c'entravamo nulla pure li e la gente ci guardava come i marziani (Ebbè, Gli Heaven a me piacciono ma il loro pubblico è veramente da tagliarsi le vene ahahahah, ndr).

Hai mai pensato di trasformare gli Eversor o i Miles Apart in un lavoro?
A cavallo tra il '98 e il '99 avevamo davvero moltissime richieste per suonare anche all'estero (che per motivi di lavoro rifiutavamo regolarmente non essendo figli di papà), vendevamo molto bene per essere un gruppo piccolo (solo "September" fu ristampato tre volte più una tiratura in vinile, ma da "Friends" a "Breakfast" abbiamo calcolato quasi 14mila dischi venduti/distribuiti, ovviamente 7" e split compresi) e attiravamo anche un pubblico meno settoriale ai concerti, si in quel periodo se avessimo voluto avremmo potuto provarci, e anche coi Miles Apart ci venne offerta una distribuzione Edel tramite la Wynona rec., la promessa di suonare in grossi club, ecc.. Non nascondo che un pò ci pensammo, ma onestamente non ce n'era mai fregato un cazzo dei soldi e di fare i fighi su un bel palco. Avevamo fatto decine e decine di date visto una infinità di posti e fatto dei dischi coi quali guadagnavamo pure quel tanto che bastava per fare quadrare i conti per i furgoni, le registrazioni, il merchandise e qualche cena, chi se lo immaginava quando cominciammo nell'86? Se fosse diventato un lavoro avrebbe perso tutto il suo fascino. La sensazione di caricare la macchina o il furgone per partire e staccare la spina da tutti i cazzi propri era fantastica e senza prezzo, mi ritengo un privilegiato per quello che ho vissuto, ma l'ho vissuto in quel modo perchè nessuno mi imponeva di farlo e a nessuno avrei permesso di dirmi come e cosa fare della mia musica... Non avrei mai voluto farlo diventare un lavoro e tuttora sono felice di questa scelta!!!

Durante un concerto benefit a Quadrare Il Circolo per Green Records hai avuto un diverbio con un membro dei By All Means. Cosa successe esattamente?
Ebbi una dura discussione con Matteo perchè non volevano suonare a "Quadrare..." in quanto circolo ARCI. Era secondo me una cosa assurda, primo perchè Giulio aveva disperato bisogno di soldi subito per l'avvocato e riuscimmo a tempo record a tirare su il concerto, secondo perchè quelli del locale erano persone davvero stupende; sapendo di sta avversione alla tessera si erano fatti carico di non chiederla a nessuno e di chiudere gli occhi all'entrata, ti rendi conto? A loro interessava aiutare una realtà come Green senza neanche conoscere Giulio, gli raccontai l'accaduto e loro diedero subito il locale facendo pure da mangiare gratis per tutti i gruppi (noi, By All Means, Bruma e Concrete) e non tenendosi una lira dall'incasso. Ricordo ancora quando diedero i soldi a Giulio che li ringraziò davvero commosso e senza parole. Ma Matteo tirava fuori le loro convinzioni politiche che, sia chiaro, rispettavo e apprezzavo, ma in questo caso a me sembravano una inutile prova di forza e purezza nei confronti di nessuno. Alla fine accettarono di suonare a patto che distribuissero un volantino che diceva che suonavano in quel posto solo per il benefit. Tra noi non ci furono ulteriori screzi in quanto eravamo amici e li abbiamo sinceramente sempre stimati (anzi mi piacerebbe da matti rivederli) però io sono un impulsivo e per me in quell'occasione si doveva mettere l'amicizia al primo posto senza tanti cazzi e mazzi e al primo posto c'era da aiutare una persona che per tutti noi aveva fatto tanto!!!

Non credi che ora come ora il livello dei gruppi si sia molto alzato qualitativamente ma allo stesso tempo non esca quasi più nulla che al primo ascolto ti fa sobbalzare sulla sedia e ti porta ad approfondire la faccenda?
Non saprei, per scarto generazionale tendo ovviamente ad essere legato ad un sound meno artificioso delle produzioni odierne. Una volta fare un disco era una cosa seria, c'erano prima i concerti, poi un paio di demo e poi il disco, una lunga trafila insomma che sembra essere scomparsa. Sicuramente i gruppi nuovi hanno più chance di divertirsi saltando diversi passaggi e facendo tour più facilmente, resta da vedere se ci si ricorderà però di qualcuno fra vent'anni.

L'ultima volta che ci siamo visti è stato in occasione del concerto dei Suffocation e dei Cattle Decapitation... Hardcore hardcore ma alla fin fine il metallo è il metallo ahahahah...
Col metal ci sono nato, dai Maiden ai Saxon, Motley Crue, passando per il thrash e il death metal, imitavo col basso davanti allo specchio Steve Harris e Nikky Sixx quando avevo 15 anni, ce l'ho nel sangue; va detto che comunque ascolto band che hanno dai 35 ai 20 anni e rotti di carriera sulle spalle, quindi niente roba nuova tranne qualche eccezione (Warbringer, Cattle Decapitation, Gama bomb...). Il bello è che questi vecchietti fanno ancora concerti incredibili, mi diverte molto andarli a vedere quando posso. Ma seguo tanto anche il crust, grind, il vecchio NYHC, l'HC storico italiano o il punk rock melodico di stampo Samiam e californiano solo che quasi tutti i gruppi si sono sciolti o in Italia passano col contagocce. Comunque se vuoi saperlo sopra tutto e tutti per me c'è solo e sempre Ennio Morricone!!!

Ok, ho concluso. Grazie del tuo tempo e se vuoi aggiungi ciò che vuoi...
Grazie per avermi fatto ripercorrere quegli anni indimenticabili dai quali mi è rimasto l'amore per i viaggi e le avventure ed un pugno di amici che mi manca terribilmente spesso non avere vicino.

2 commenti:

  1. Purtroppo li ho visti solo come miles apart, ma ho tutti gli album come eversor....grandi ragazzi e grazie per tutte le emozioni nel sentire la vostra musica

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  2. i fratelli Morosini veri signori e splendide persone.
    un abbraccio da un amico

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