domenica 27 maggio 2012

Set Me Free.

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Set Me Free sono già passati dalle pagine di questo blog. Mi è sembrato giusto intervistarli per conoscerli un pò meglio. Alcune domande effettivamente erano un pò bastarde ma i ragazzi hanno risposto a tono. Ah, cosa suonano i Set Me Free? Un potente old school di matrice straightedge influenzato da mostri sacri come Chain Of Strength e Mainstrike.

La foto è stata realizzata da Valerio.

Allora cominciamo subito col parlare della vostra formazione, che vede alla voce Dan (ex Product e No More Fear) e alla batteria Stizzo (ex Fumbles In Life). Quanto conta la loro esperienza all'interno del gruppo? Voglio dire, essendo ormai dei veterani, hanno effettivamente velocizzato le cose nella stesura dei brani e nel trovare da suonare in giro?
Gianluca. Stizzo, insieme a Gabriele, è entrato nella band a partire dal gennaio 2010, ed entrambi fin da subito hanno dato una "botta di vita" e di creatività ai Set Me Free. Mi sento sicuro di dire che la loro esperienza è stata fondamentale per la scrittura dei pezzi, anche grazie ad una intesa musicale (e non) che gradualmente è andata a formarsi tra noi 3, e che ci ha permesso di essere abbastanza veloci nella stesura delle canzoni. La competenza ormai decennale di Stizzo alla batteria (Half My Time, FIL e The Miracle) ci ha aiutato ad inquadrare meglio il genere verso cui stavamo andando agli inizi, tanto che le basi di alcuni dei nuovi pezzi sono partite proprio da lui con l'aiuto di Gabri. Dan si è aggiunto praticamente un anno dopo di loro, nel gennaio 2011, e pian piano ha dato una voce alle 10 nuove canzoni, senza risparmiarsi anche di consigli dal punto di vista musicale. Per farla breve, l'unico scarso sono io ahahah.
Per quanto riguarda i concerti invece, se guardi un po' i nostri eventi passati noterai che siamo stati meno "in giro" di quanto si possa pensare: le date fuori Milano, per ora, sono pochissime, anche a causa degli impegni famigliari e lavorativi che alcuni di noi devono giustamente tener presente. Diciamo che comunque la ricerca di concerti è stata democratica, ognuno di noi si è sempre impegnato a trovare qualche data e purtroppo, a volte, anche a rifiutare qualche invito.
Dan. Io e Stizzo dimostriamo di essere veterani durante i concerti, ma solo perchè siamo più pagliacci sul palco!

Diciamocela tutta, negli ultimi anni lo straightedge non è che goda proprio di ottima saluta. Molta gente abbandona il giro, altri si convertono al rock and roll, altri ancora lo sono ancora ma spesso hanno dei comportamenti che fanno davvero ridere. Voi che siete un gruppo totalmente straightedge, come vi ponete di fronte a ciò? Trovate delle reistenze quando cercate date in giro per suonare? Ma soprattutto, lo straightedge ha ancora ragione di esistere?
Gianluca. Mah, adesso come adesso ci sono così poche band straight edge in Italia che non credo esista ancora (se mai è esistita) una ragione di discriminazione tra gruppi / persone sxe e non. Quindi in realtà come Set Me Free non mi pare di aver mai trovato resistenze di qualche tipo... se mai ci sono state, nessuno ha giustificato la propria posizione contro di noi solo perchè siamo straight edge.
Per come la vedo io comunque, lo straight edge ha sempre una ragione di esistere. Non ci sono solo i 35enni annioati dalle "solite cose", sai, quelli che disinteressati dalla musica e ormai fuori dal giro restano a rodersi il fegato dietro ad un computer, criticando chi ancora cerca di divertirsi. Esiste una cura, no? Levarsi di torno, farsi una vita e lasciare spazio a nuove generazioni; ci sono ragazzi più giovani che possono sempre estrapolare un messaggio di fondo molto positivo da questo stile di vita. Da come vedo in giro, e non solo nel nostro ambiente, mai come adesso è giusto e utile prendere una posizione contraria all'abuso di droghe e alcool.
Dan. Io lo straightedge lo vedo proprio come scelta personale e pertanto ritengo che anche gli altri debbano fare le proprie scelte e vivere eventualmente lo sxe come meglio ritengono opportuno. E, come scelta, non va imposta a nessuno. Questo sia a livello di persona singola, che come band.
Riguardo chi abbandona il giro, penso che chi si sente annoiato dalle "solite cose" probabilmente ha recepito solo la parte superficiale dello straightedge, se non dell'hardcore in sè, tipo l'atteggiamento macho e il piedistallo su cui recitare la propria parte. C'è la solita scusa: "Ne ho fatto parte a lungo, ma poi mi sono reso conto che era tutto pieno di finzione e ipocrisia"... senza però aver mai fatto nulla per cambiare la situazione, anzi continuando ad essere finti e ipocriti, per sentirsi accettati in quello che veniva percepito solo come un clan esclusivo. Dopodichè magari iniziano a sbronzarsi, a fumare, ecc, e a sputare sentenze contro chi è sxe, mantenendo esattamente lo stesso atteggiamento di arroganza e superiorità che recitavano prima, quando giudicavano chi invece beveva.
Ma sto generalizzando un po' pure io. Ho diversi amici che non sono mai stati straightedge e altri che non lo sono più e che non si comportano da idioti a quel modo.
Per il resto, ammetto che sia proprio ridicolo atteggiarsi a superiori con chi ha in mano un bicchiere di birra, tanto per fare un esempio, ma altrettanto vero che non puoi continuare a fumarmi in faccia, dando per ovvio il tuo diritto di farlo, e poi tacciarmi di intolleranza se ti dico che stai dando fastidio.
Gabry. Io sono l’anima un po’ meno sxe della band... riguardo a ciò, non ne farei una bandiera, finchè rimane una cosa personale può anche avere un senso al giorno d’oggi, ma sbandierarlo come chissà che cosa non fa altro che alimentare l’ennesima moda del periodo. Personalmente non ho mai dato conto a “stili di vita” o “etichette varie” quindi non ci vedo nulla di così diverso nel seguire il giro sxe piuttosto che quello punkrock, per me è tutto punk, e ciò non si basa sicuramente sul binomio assenza/presenza di una birra. Black flag, Sick of it All, Good Riddance sono/erano tendenzialmente band sxe senza che lo sbandierassero ogni 2 secondi eppure nei loro testi e nella loro attitudine trovi tantissimi riferimenti a uno “stile di vita” abbastanza sobrio, messaggi positivi e quant’altro. Per me conta questo tipo di “approccio”, non la scritta sul cappellino.

Ho letto i vostri testi e si distanziano abbastanza dai canoni del genere. Diciamoci la verità, i testi a base di amicizia, pugnalate alle spalle et similia hanno un pò stancato. Voi invece magari toccate argomenti diversi. Vorrei soffermarmi sul pezzo "NWO" che mi pare tratti argomenti molto attuali. Come vi ponete di fronte a questa crisi economica globale che stiamo attraversando?
Dan. Attualmente la situazione politica e economica mondiale è decisamente tragica: ogni buona proposta per migliorare questo pianeta viene immediatamente stravolta da dei politici che vedono solo il lato economico utile a loro stessi. Vedi la stessa unione europea, che oggi è esattamente il simbolo del fallimento: gli stati si sono uniti in un'assemblea nel tentativo di creare questa unione, ma di fatto l'interesse era puntato solo sul piano prettamente monetario, dimenticando fattori più importanti come le realtà locali, coi rispettivi bagagli culturali e i propri problemi, mentre l'unione politica che ne conseguita è stata imposta sulla base di quella economica. Potrei andare avanti per ore a parlare di come credo che l'attuale situazione di crisi sia stata voluta e studiata a tavolino, per creare dipendenza da una struttura ancora più grande che coinvolga anche gli USA, o, quantomeno, la loro classe dominante.
Ma se parliamo dei testi di alcune canzoni hardcore, questi sono solo degli sfoghi gridati, niente di più, purtroppo! Non riusciremo mai a cambiare niente del macromondo là fuori, se prima non cerchiamo di migliorare il micromondo in cui viviamo, come può essere la scena hardcore, per esempio. Nel nostro piccolo ambiente, ci limitiamo a scannarci a vicenda perchè io faccio il precisino indossando la maglietta rara di un gruppo straightedge di vent'anni fa, mentre tu scegli con cura il modo di strappare e sporcare i jeans per apparire più genuino. E per cercare di aver ragione sulle rispettive controparti ci nascondiamo dietro a valori così importanti che nemmeno sappiamo definire. E tutto per cosa?!? Per pura apparenza, per sembrare più importanti con chi si è appena affacciato al panorama hardcore! Noi ci comportiamo esattamente come quelli che contestiamo, siano le invidiate band sotto major o i politici corrotti...
A volte credo che i "soliti" testi a base di amicizia e pugnalate alle spalle abbiano stancato per lo più quelli che si ritrovano descritti in quei testi. Ma forse proprio da lì che si deve ripartire: dall'essere prima di tutto onesti con le persone che frequentiamo. Beh, prima ancora con noi stessi, in realtà...
I miei testi hanno sempre spaziato tra tutti questi argomenti, talvolta con tono speranzoso e talvolta con tono disilluso.
In altri testi, invece, parlo proprio di cartoni animati, anche se forse non si capisce subito.

Molto spesso alcune malelingue hanno associato la scena straightedge di Milano e d'intorni con inflitrazioni nazi/fasciste. Ne siete a conoscenza? Cosa ne pensate? E soprattutto cosa rispondete a queste illazioni?
Gianluca. Non credo di aver mai visto gente con scritto in fronte di essere nazista o fascista, e sicuramente non è la prima cosa che chiedo quando conosco una persona. Mi è quindi un po' difficile dirti quanto reali siano adesso queste "infiltrazioni", ma sicuramente sono meno delle malelingue che ci sono in giro ahaha quelle non sono mai mancate e non mancheranno mai, soprattutto su internet.
Dan. In realtà ho vissuto in pieno un periodo come quello che descrivi. E non so se sia davvero un po' finita questa tendenza, perchè vedo che su internet, in campo hardcore, c'è sempre gente pronta a dare del fascista a qualcun altro solo per il proprio tornaconto.
La scena punk si basa molto su atteggiamenti anarchici o di comunismo, però troppo spesso questo è limitato al solo lato più superficiale e di vera ideologia non ve ho mai vista molta. Da qui la caccia alle streghe: se sei d'accordo con me allora sei un mio degno amico, ma se non sei al cento per cento dalla mia parte allora sei un fascista. Che alla fine è lo stesso identico atteggiamento dei fascisti, se stiamo a guardare. Un bluff, insomma.
Ok, ci sarà nche della gente in buona fede, ma, dai, non puoi vedere ovunque un fascista, un sessista, un antiabortista, un nemico! Che ci si calmi un po', prima di scatenare faide inutili.
Gabry. Le persone che parlano tanto di fascismo sono le prime che si disinteressano di politica, la gente di Milano che va alle manifestazioni e segue il giro hardcore la si può contare sulle dita di una mano. Spesso e volentieri una (finta) posizione politica serve giusto per nascondersi dietro a stereotipi di 100 anni fa, o ad essere maggiormente accettati in un luogo piuttosto che in un altro. Personalmente penso che nel 2012 abbiamo problemi più seri che pensare da che parte stare.

Vi ho visti suonare di spalla ai Civ al Rock Planet lo scorso anno. Come vi siete trovati a suonare in una discoteca? Preferite i centri sociali o situazioni con un minor prezzo di ingresso all'entrata? Ve lo chiedo perchè questi gruppi parlano di hardcore, ma magari non incidono un pezzo nuovo da 15 anni e suonano a 22 euro di ingresso...
Gianluca. Quando abbiamo suonato coi CIV era la prima volta che vedevo il Rock Planet, e l'ho trovato un ottimo locale. C'erano anche un po' di persone... a Milano sono abituato a vederne di meno! Sicuramente il costo dell'ingresso è stato molto proibitivo, e se non avessimo suonato, sommando benzina e il resto, non credo sarei andato. Come saprai molte band riunite che sono in tour chiedono cachet belli pesanti, ma non per questo devo giurare morte o scrivere proclami contro loro, i locali o gli organizzatori. Anche perchè poi mi è capitato di vedere locali vuoti con ingresso gratuito e il Rock Planet pieno con 20/25 euro di ingresso... e qui è difficile dare la colpa solo ai soliti noti, il vero problema è coinvolgere la gente sempre e in ogni situazione.
Quando mi capita di organizzare concerti per band in tour, mi trovo sempre inevitabilmente a contrattare ogni singolo dettaglio: niente cachet, solo doordeal, niente posto per dormire, a volte neanche la cena. I locali, come i centri sociali del resto, si trovano in una posizione in cui non possono rimetterci soldi ed ogni volta c'è da incrociare le dita per raggiungere un rimborso almeno adeguato da dare ad una band che magari il giorno prima era a 500 km di distanza.
Generalmente comunque preferisco situazioni in cui il costo è molto più ridotto, che poi fortunatamente, sono ancora la maggioranza dei casi.
Gabry. Io collaboro con un centro sociale del sud di Milano, e gestisco una sala prove all’interno di esso, quindi ho un rapporto abbastanza stretto con gli spazi sociali, in tutti i casi anche in questi luoghi ci sono i pro e i contro, come da tutte le parti.
Riguardo ai concerti è chiaro che non fa piacere a nessuno pagare 20 euro d’ingresso per vedersi una band, ma se devi sganciare il rimborso (legittimo) a band semi-sconosciute, ai Bad Religion quanti soldi devi dare? La questione è molto difficile da affrontare e penso che bisognerebbe viverla direttamente, non solo subirla “da spettatore”.
Rimango convinto che il problema principale non siano le band ma la poca gente ai concerti. I più si limitano a guardare il concerto su youtube e andare ingiro con la maglia dei Nofx piuttosto che supportare le band “emergenti” o medie. Se ci fosse più gente ai concerti i locali/pub/centri sociali pagherebbero/rimborserebbero a mani basse tutti quanti senza star lì a mettere cifre fuori luogo, sono problemi che sto vivendo direttamente nell’organizzare eventi a Milano.
La verità è che ormai l’hardcore è solo musica e ha perso quel qualcosa di speciale che gli dava una marcia in più (e che univa veramente la gente), con le relative conseguenze: gruppo famoso o in tv = tanta gente al concerto, band non sul pezzo = chi se la caga. Non a caso anche in questa intervista si sta parlando di straight edge come se fosse una cosa completamente slegata da tutto il resto. Ormai è una tendenza che coinvolge tutti, a volte anche il sottoscritto, ma è un dato di fatto che questa attitudine porti solamente a inutili divisioni dettate da mode o scelte temporanee. Le conseguenze sono: poca gente ai concerti, e tanta senza una motivazione reale.

Recentemente ho visto i Terror in Germania e il cantante si è scagliato contro i Refused e la loro recente reuonion. Ha parlato del fatto che non comprano demo dei gruppi ed in generale non supportano la scena. Sinceramente sono rimasto perplesso, anche perchè quella sera ho pagato 22 euro per entrare ed i Terror han più merchandise dei Metallica. Credo che se fosse stato zitto avrebbe fatto più figura... In più non credo che (a parte le solite eccezioni) il pubblico dei Terror sia poi così attento all'hardcore più underground... Cosa ne pensate?
Dan. Bah! Io non c'ero a quel concerto e non esprimo di certo giudizi basati sul sentito dire! Dovresti intervistare loro e, semmai, arrogarti il diritto di chiedere a loro una spiegazione, piuttosto che imboccare a me una risposta che si presume possa venire spontanea!

Come vi siete trovati a suonare con i Gorilla Biscuits al Rock Planet? In tutta sincerità, avete venduto qualche maglietta/cd/7" quella sera?
Gianluca. È stato proprio figo. Ho 21 anni e penso sia una di quelle cose che ti capitano una volta nella vita, quindi l'ho presa molto bene anche se (sempre per tornare al discorso dei soldi) non abbiamo preso mezzo euro e l'ingresso costava un bel po'. I GB comunque hanno spaccato, sono ancora belli carichi... e c'era anche molta gente.
Per quanto riguarda la vendita, speravo meglio, ma al contrario dell'altra volta, questa volta non ci hanno permesso di vendere materiale all'interno del locale dato che teoricamente ci vogliono dei permessi particolari. Così all'1 di notte abbiamo messo fuori la roba insieme a quella dei Gorilla e, viste le premesse, è andata bene lo stesso. Tra l'altro non avevamo ancora i 7" disponibili quindi abbiamo venduto solo maglie e cd.
Dan. Quando Gian dice "abbiamo messo fuori la roba", intende dire letteralmente fuori dal locale. Forse meglio specificare. Non so se sia stato un problema del locale nei contronti dei gruppi o se, come avevo ipotizzato al momento, un problema dell'amministrazione cittadina nei contronti del locale.

Come mai avete deciso di condividere uno split 7" con i Motivation? Non era magari più sensato farlo uscire con un gruppo più famoso per sfruttarne un pò la popolarità?
Gianluca. Abbiamo suonato coi Motivation nell'estate 2010 quando, dopo avermi contattato in cerca di una data, erano venuti qua a Milano. Il concerto era stato parecchio divertente, così a fine serata il loro cantante, Attila, ci ha proposto una collaborazione tra le due band.
Della popolarità sinceramente non ce ne fregava molto.
Dan. Sfruttare la popolaritdi un'altra band?!? Bel concetto, in ambito hardcore!
Gabry. Sfruttare la popolaritdi un'altra band?!? Bel concetto!

Credo che voi tutti siate vegetariani. Ecco, volevo chiedervi se a vostro parere lo straightedge dovrebbe comprendere un stile di vita cruelty free oppure deve rimanere separato? In fin dei conti ok non faccio del male a me stesso... Però farlo ad altre creature potrebbe essere un controsenso...
Dan. Mhm... Credo, invece, di essere l'unico all'interno del gruppo.
Che la si rigiri come si vuole, ma alla fine ognuno deve sentirsi libero di fare ciò che ritiene più opportuno per se stesso, senza obbedire a regole che ti obbligano ad essere anche vegetariano se sei straightedge. Per certi versi trovo più importante il vegetarianesimo, rispetto allo sxe, ma per quanto possa spingere la gente a pensare al modo in cui gli animali vengono tenuti negli allevamenti in batteria, non ci penso minimamente a obbligare qualcuno a diventare vegetariano. Piuttosto divento più pedante quando si parla di vivisezione e della sua palese inutilità.

Parliamo un pò del cd e del 7". Ne siete soddisfatti? Il processo compositivo vi è venuto naturale oppure avete avuto qualche intoppo? Cosa vi rifareste da capo se poteste tornare indietro? Per chi è uscito e come vi siete trovati? Ma soprattutto, perchè fare uscire il cd e non invece un bel vinile magari con qualche copia in edizione limitata?
Gianluca. sì, direi che siamo parecchio soddisfatti! Anche perchè appena messo in vendita il materiale su internet abbiamo ricevuto un bel po' di ordini. La parte compositiva è andata via molto liscia, già a inizio anno scorso stavamo abbozzando roba nuova e poi verso Aprile era tutto pronto per essere registrato. Un paio di pezzi, The Answer e First, li abbiamo scritti direttamente mentre registravamo. Per la voce invece Dan si è preso qualche mese in estate e a Settembre è arrivato con tutti i testi scritti. Il risultato finale comunque lo trovo molto valido, la qualità grazie ad Amen di Cellar Door Studio è ottima e adatta al nostro genere.
Per ricapitolare, Walkin' The Line è un cd con 6 dei dieci pezzi registrati ed è uscito sotto una piccola etichetta belga di nome Open Up Records. Sono state stampate 200 copie nel case di plastica classico e ce ne siamo fatti mandare una cinquantina da vendere qua da noi ai concerti.
Lo split coi Motivation invece è su vinile verde, limitato a 100 copie. Il nostro lato, chiamato anche Respect Me First EP, contiene altri 4 pezzi diversi dal cd. In questo caso è stato completamente autoprodotto, pagato dalle due band, anche se abbiamo voluto mettere il logo della Honest for Truth (l'etichetta del cantante dei Motivation).
In realtà subito dopo aver registrato tutto mi sono trovato a mandare e-mail a qualche etichetta per cercare una collaborazione. La stampa dei vinili è ovviamente molto costosa se fatta da soli, e anche se personalmente l'avrei preferita, ci siamo dovuti accontentare di un cd. Detto sinceramente non mi lamento neanche troppo visto che ormai il più della gente non concepisce manco l'idea di pagare per ascoltare delle canzoni.

Molto spesso la violenza ai concerti è un bel problema. Gente che si muove con sigaretta e birra in mano e magari ha pure l'arroganza di alterarsi se glielo fai notare. Eredità del punk mi viene da dire o semplice ignoranza di chi (magari in un centro sociale) si sente autorizzato a fare ciò che più gli pare incurante degli altri. Ditemi la vostra...
Dan. Il maggior problema di quelli con la sigaretta o la bottiglia di birra ai concerti è quello di stare nel pit con oggetti che risultano pericolosi per gli altri, in quella ressa. Se è questa la noncuranza che intendi, allora sono d'accordo.
Per il resto, se scoppia davvero una rissa è sempre per questioni ormonali, la sigaretta è solo un capro espiatorio, diciamoci la verità.

Siamo giunti alla fine... Mille grazie per il vostro tempo e aggiungete ciò che volete...
Gianluca. Grazie a te e grazie a quelli che ci leggeranno. Quando avete occasione venite a vederci dal vivo, visitate le nostra pagina facebook e bandcamp per rimanere aggiornati sulla roba nuova e se avete voglia compratevi i nostri dischi!
Dan. Già alla fine?!? E a me non chiedi nemmeno delle mie esternazioni durante i concerti dei Product o di quando mi sono rotto la caviglia, dopo aver fatto mesi a imboccare risposte negative nei miei confronti ai tuoi intervistati?!? This is hardcore, non stupiamoci! (Non ti preoccupare Dan, ho già in mente di inviarti un'intervista ad hoc dove sviscereremo questo ed altri argomenti... ndr).

www.facebook.com/pages/Set-Me-Free/227417224586
www.setmefreehc.bandcamp.com

2 commenti:

  1. black flag tendenzialmente straight edge? ahahahah, questa sì che è bella. ma se greg ginn si fumava un'oncia d'erba a settimana (sua dichiarazione)...

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    1. magari guardavano rollins,gli altri dubito comunque che lo fossero...

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