martedì 19 giugno 2012

Andrea Rigano | Salad Days Magazine.

Photobucket

Il Riga è una presenza fissa ai concerti punk hardcore da ormai molto tempo. Con la sua macchina fotografica ha immortalato centinaia di gruppi sul e fuori dal palco. Inoltre ha fotografato dagli skater agli ultras. Quella che segue è un'intervista al quale il nostro sui è prestato rispondendo con un tocco di ironia.

Innanzitutto grazie del tuo tempo. Comincerei con il parlare un pò di Salad Days Magazine. Come nasce? Come organizzate ogni singolo numero? In un momento di crisi globale, quanto quest'ultima incide su una pubblicazione come la vostra? E' difficile trovare inserzionisti? Siete alla ricerca di un buon equilibrio tra cose più mainstream e cose più underground?
Cazzo inizi proprio bene... SALAD DAYS MAG è nato per un’esigenza personale di percorso formativo: dopo oltre un decennio da reporter di ogni tipo era quasi ovvio pensare che lo step successivo sarebbe stato il creare un qualcosa di mio. Poi mettici che mi ero rotto le palle di servire magazines dove non conta più avere un’identità precisa e fiera ma conta solamente la pagina di pubblicità in più; poi parliamoci seriamente era giusto che venisse alla luce prima o poi un giornale fatto da gente che ha vissuto in prima persona certe scene non credi? Per giunta gratis... a mio avviso, e ti parlo da collezionista feticista di magazines in generale, la credibilità di una rivista è fondamentale, e non puoi essere credibile se non metti mai il naso fuori dal tuo fottuto ufficio andando a parlare con gente che costruisce le scene. Non credi? Lascia perdere la crisi, ci spazzerà via tutti (aspetta che mi tocco i gioiellini di famiglia... ndr), ma chi se ne frega, quello che sentivamo il bisogno impellente di fare l’abbiamo fatto o lo stiamo facendo ed è questo l’importante... chiaro oggi è difficilissimo trovare inserzionisti che ti supportano, non tanto come veicolo di pubblicità, ma quanto come progetto che da spazio ad argomenti e situazioni che normalmente vedrebbero la luce solo in qualche blog sconosciuto. In Italia poi chi sta nella stanza dei bottoni della maggior parte dei brand difficilmente conosce o ha avuto contatti diretti con il mondo che il marchio per cui lavora cerca di accaparrarsi. Oggi come oggi mainstream ed underground sono mescolati, per cui non vedo tutta questa polemica sterile da sottobosco di tastiera: fammi capire va bene che Off! E GB facciano scarpe per Vans ma non va bene che Monster supporti i concerti hardcore? Va bene arrivare in Suv ad uno show dei Comeback Kid (che a sua volta arrivano in bus a 2 piani) e sfoggiare milionate di tatuaggi e vestizione che neanche ad una sfilata di moda, e non va bene che Pushead collabori con Nike? Io ho imparato che non è tanto importante quello che fai ma come lo fai... se sei un vero rimani un vero anche se collabori o cerchi di farti finanziare da una grossa corporation, se sei un marchettaro di bassa lega rimani un marchettaro di bassa lega anche se ti presenti con la maglia dei Black Flag al concerto dei Tragedy. Per cui se oggi leggi su SALAD DAYS MAG del tour americano degli Smart Cops o di Henry Rollins, dei ragazzi della serigrafia Corpoc o dei Boston Strangler devi solo ringraziare chi ti permette di farlo... e per giunta senza scucire un misero euro. Per quanto invece riguarda l’organizzazione di ogni numero, ti dico è molto improvvisata, ci basiamo principalmente su situazioni che potrebbero essere interessanti per il mag, l’importante è avere delle foto inedite, cosa che differenzia principalmente una rivista che incuriosisce e una che invece annoia.

L'ultima pagina del magazine è riservata ai pareri di Giangiacomo, già negli Ivory Cage/Ageing/Summer League/ The Guilt Show e ora produttore di documentari per la sua Sonne Film. Ecco volevo chiederti come nasce questa collaborazione. Mi sembra che i suoi scritti siano sempre venati da un pò di amarezza per ciò che lo circonda. Ti trovi daccordo con ciò che scrive?
Giangiacomo è un amico di vecchia data, mi piaceva molto la fanzine che faceva Widespread, aveva degli ottimi contenuti ed una buona veste grafica per il periodo; l’ho sempre considerato una sorta di Santoro dell’hardcore più politicizzato, purtroppo mi piacerebbe si facesse sentire un po’ di più a livello collaborativo, io non sempre riesco a stare dietro a tutti. Il suo spazio su SaladDaysMag equivale a ciò che per me erano le column sulle fanzine, per cui lo lascio libero di scrivere ciò che vuole, a volte gli riesce davvero bene, alle volte si perde in una retorica che lascia il tempo che trova, ma è come la vede lui quindi va bene così, anche se i lettori spesso e volentieri mi chiedono perchè lo faccia ancora scrivere... io mi chiedo invece perchè mi facciano ancora domande del genere!

Salad Days Magazine copre un pò tutto il mondo dello skateboard. Volevo sapere la tua opinione su grossi marchi come Adidas e Nike che improvvisamente da alcuni anni a questa parte investono milioni in qualcosa che in fin dei conti è nato proprio per rompere certe regole di massificazione imperante. Sinceramente il mio concetto di skateboard è quello che ruota intorno ai piccoli marchi... Anche se ormai c'è rimasto ben poco in giro...
La penso come te... ma siamo nel 2012 dove tutto o quasi è massificato, sono cambiate le regole d’ingaggio come diceva qualcuno, una volta se eri un punk o uno skater rischiavi guai seri con la legge, oggi ti cercano le multinazionali per le pubblicità! Che vuoi che ti dica va così o stai alle regole del gioco e cerchi di sfruttarle al massimo, o rimarrai comunque un outsider a vita, ma sono convinto che anche nel profondo dell’animo dello skater più new school che esista sulla faccia della Terra, rimanga un minimo di orgoglio ed appartenenza. Non vedrai mai nessuno tatuarsi un baffo Nike o un logo Adidas sulla schiena, credo che chiunque, soprattutto i dipendenti di queste grosse aziende, sappia che la loro credibilità in un ambiente come questo è data solamente da quanto sono disposti a sborsare e soprattutto solo in quel periodo circoscritto. Chiediti piuttosto a chi non piace invece la confettura.

La tua altra attività è quella di fotografo. Vuoi parlarcene un pò? Cosa preferisci fotografare? Di quali lavori vai particolarmente orgoglioso?
Che domanda è? Faccio il fotografo da oltre 12 anni ad alti e bassi, mi piace fotografare ciò che sento più vicino al mio pensiero, ma guarda caso solitamente non coincide con quello che mi da da mangiare… scusa ma non riesco a risponderti meglio ad una domanda come questa, più che altro perchè penso che ai lettori del tuo blog interessi davvero poco… (Eh invece no caro Riga, i miei lettori sono molto ma molto curiosi di conoscere anche i minimi dettagli ndr)

Qualche anno fa hai pubblicato ‘Lungo La Strada’ un libro fotografico che ho particolarmente apprezzato. In quel libro si vede la tua evoluzione dietro alla macchina fotografica. Sei soddisfatto? E' stata dura scegliere le foto da inserire? Come mai la scelta del bianco e nero per la stampa? Vedremo mai una parte seconda?
Ma è stata una bellissima esperienza, purtroppo gestita non al meglio dal punto di vista distributivo, il tutto è stato scelto in base al budget che per l’epoca (parliamo di almeno 12 anni fa) era più che impegnativo visto l’argomento trattato. Scegliere le foto è sempre un casino, specie se hai più scatti dello stesso soggetto, so che è stupido e può sembrare pigro ma davvero a volte è meglio avere un solo scatto: quello è e quello puoi inserire. Attualmente non penso che vedremo mai una parte seconda, anche se in archivio ho veramente non so neanche io quante foto, in quel particolare periodo storico aveva un senso, nessuno ci aveva mai pensato e soprattutto mi ero stufato di tutta la gente che mi chiedeva di vedere le foto che facevo ai concerti. E a tal proposito volevo ricordare e ringraziare Enrico di Kob Records che ci ha visto lungo. Mi piacerebbe riuscirne farne uno di hip hop a dire il vero, magari un po’ più semplice, un progetto che da un po’ sto cercando di seguire da vicino tra un impegno e l’altro quindi se qualche editore fosse in cerca di gloria mi contatti qui:
rigablood@gmail.com

Ho visto molte tue foto scattate sui campi da calcio, in particolar modo alle tifoserie. Sinceramente a me il calcio non piace ma invece sono affascinato dal tifo in genere. Secondo te esiste un punto di incontro tra l'attitudine di chi va allo stadio in maniera attiva e chi partecipa ad un concerto? Per maniera attiva intendo preparare gli striscioni, seguire la squadra in curva (e non seduto nella tribuna di Sky Tv) e perchè no, anche un pò di scontro fisico fuori dallo stadio...
La passione è la stessa, il concetto di appartenenza anche. Aggiungici il concetto di banda, che dall’alba dei tempi detiene un fascino irresistibile e il gioco è fatto; l’attitudine forse non è la stessa.
Non so spiegarti a parole la mentalità ultras, è una cosa che o ce l’hai dentro o non la puoi capire, e mi fan ridere tutti quei parolai che cercano di catalogare, analizzare, definire questo fenomeno. Poi è vero le devianze ci sono in ogni campo, per cui esistono anche lì le mele marce. Ma scusa tu hai mai letto ‘A.C.A.B.’? Anche la celere potrebbe benissimo essere un gruppo ultras, solo che sono legali, armati e difesi dalla legge, ma la mentalità rimane la stessa…

Sempre riferito al calcio. In questi giorni è scoppiata ancora calciopoli, che coinvolge a vari livelli squadre di serie A e di serie B. Cosa ne pensi? Stanno ammazzando il vero spirito dello sport più amato dagli italiani? Non pensi che con l'ingresso di potenti sponsor il baricentro si sia spostato più sui soldi che sul sudore? In fin dei conti è da anni che la seria A si chiama seria A Tim...
E la B Bwin... il calcio moderno mi fa schifo al cazzo, le partite si vendono e si comprano come al mercato, se retrocedi ti ripescano se vieni promosso ti tolgono il titolo, è ridicola sta cosa, ma secondo me c’è sempre stata, magari meno sfacciata. Il calcio non lo stanno uccidendo, è già morto da un pezzo basta guardare i risultati di quando usciamo dai confini nazionali; aggiungici che sono finiti i soldi, ti lascio immaginare. Eppure le scuole calcio sono piene, il settore giovanile è sempre in cerca di pastura fresca, è la mentalità nostra che deve cambiare; in Italia se diventi un calciatore di qualsiasi categoria sei considerato un semidio, e finchè sarà così vedremo ripetersi ad ondate cicliche questa melma fetente.

Torniamo alla fotografia. Che strumentazione usi? Con l'avvento del digitale tutto si è semplificato ma allo stesso tempo la magia del rullino per me è ancora su un altro pianeta. Ora scatti e vedi subito. Prima scattavi e dovevi attendere qualche giorno per sapere se almeno una foto era venuta decente. In più ora tutti sono improvvisamente diventati fotografi. Cosa ne pensi? Ti è mai capito ai concerti o in altre occasioni di dover sgomitare per trovare l'angolazione giusta? Oppure di vedere ragazzini con pass scattare foto con una digitale compatta da bordo palco mentre a te magari avevan negato il pass ed eri costretto a faticare per ottenere uno scatto decente?
Ah ah ah ah ah, vuoi sapere la verità? Mi sono rotto il cazzo della pellicola e trovo il digitale molto più pratico ed economico... non scatto più in pellicola da anni anzi colgo l’occasione per mettere in vendita la mia Hasselblad 500 c/M con tanto di magazzino 120, cavo di scatto e 80 2.8; ma non ti preoccupare ne ho fatta talmente tanta di pellicola che proprio oggi non mi interessa davvero più, la lascio volentieri a tutti quei nostalgici e hipster dell’ultima ora che purtroppo per loro han a disposizione solo Instagram e Iphone. Il lavoro di fotografo è morto, in particolare quello di fotoreporter, oggi la news corre sul web con una velocità che basta scattare con il telefono e mandare un tweet e hai il pezzo pronto; chiaro per certi servizi come calcio e sport in generale c’è bisogno d’altro, ma sicuramente non della pellicola... e mi dispiace per voi cari miei appassionati ma anche Kodak recentemente ve l’ha dimostrato. Il discorso concerti è ridicolo e devo essere sincero all’inizio mi incazzavo pure e qualcuno devo averlo anche preso a schiaffi, ma alla fine è gente improvvisata che non ha mai scattato con delle regole precise ad eventi importanti, per lo più fa la foto al gruppetto per poi condividerla su Flicker con la propria ragazza... vuoi togliere loro questa impagabile soddisfazione? Con i promoter non mi arrabbio neanche più, la maggior parte mi conosce bene, sa come lavoro, sa che esisto da una vita e che bene o male le foto escono da qualche parte, ma ad oggi che sono pure direttore di una rivista tra le più interessanti del settore, mi continuano a negare gli accrediti... una volta uno mi disse non è colpa nostra è la policy della band... non ho mai riso tanto in vita mia ti giuro, ma ste cazzate dove gliele insegnano, all’università? Han rovinato più gente gli esami di marketing e management dello spettacolo che le droghe pesanti negli anni’70. Guarda se ci penso veramente mi piscio sotto... Inutile prendersela la maggior parte delle volte sono stagisti rigorosamente non pagati che non hanno la minima idea di come ci si comporti in questi casi... se non quello ovvio di mandarti la news per il blog (perchè quello sì che fa gola), io li chiamo here today gone tomorrow. Come disse una volta a proposito di sti poveracci un mio grande amico ed ex direttore di Metal Hammer e Psycho: “ma come ti facciamo lavorare nel fantasmagorico mondo del rock dove tutto è permesso e qualsiasi cosa può succedere e hai pure coraggio di chiederci i soldi?”…un grande cazzo, un grande davvero!

In passato hai fatto parte di diversi gruppi. Vuoi parlarcene? Come mai si sono sciolti? Hai qualche aneddoto da raccontarci? Ti rivedremo mai impagnato in questo campo?
Eh te la riassumo così: ho iniziato a fare il fotografo perchè così qualsiasi cosa possa succedere nel bene o nel male è solo e soltanto colpa mia. La musica mi manca molto ma le occasioni che ho avuto di divertirmi le ho gettate alle ortiche; in qualche caso sono rimasti i cd (Thoughts To Share su tutti) in qualche altro solo dei rancori ancora oggi digeribili a fatica. Diciamo che preferisco non parlarne, porta pazienza magari te li racconterò a voce un giorno. Ritornare? Mai dire mai…

Nel 2012 abbiamo visto il ritorno dei Refused e dei Gorilla Biscuits sui palchi. Cosa ne pensi delle reunion?
Beh c’è reunion e reunion, chi lo fa per i soldi, e chi invece perchè senza non ne può proprio fare a meno, a voi la scelta. Vuoi sentirti dire che i Gorilla Biscuits sono cento volte meglio oggi di ieri?
Che ritengo quella dei Refused una pagliacciata finalizzata a sistemarsi per un po’ di tempo? It’s up to you, personalmente qualcuna la vado anche vedere (Germs, tra l’altro penosi), qualcun’altra la lascio ai più giovani (quel che rimane degli Youth Of Today), dipende da quello che mi gira in quel preciso momento…

Da quello che ho capito sei pure un appassionato di bicicletta. Se ti va di parlarcene un pò...
Appassionato è una parola grossa diciamo che ogni tanto mi cimento, ultimamente ho scoperto il favoloso mondo dell’enduro mountain bike, fantastico è come snowboardare solo che a volte buchi.
Sono sempre andato in bicicletta, da piccolo la usavo come unico mezzo di trasporto e diciamo che oggi supporto quel tipo di lifestyle, economico (rispetto al motore) e soprattutto ecologico.

Chi sono i fotografi da cui trai ispirazione e che ti hanno avvicinato al mondo della fotografia?
Sicuramente Glen E. Friedman, e tutta la fotografia di concerti in genere, poi Boogie, E. Weston, Diane Arbus, gli street photographer di Life Magazine (che reputo una bibbia dal punto di vista del reportage), Nick Knight periodo skinhead (ora è un pluricelebrato fotografo di moda), Ferdinando Scianna, Sebastiao Salgado, Larry Clarke, Estevan Oriol, Ross Halfin, Vincent Skoglund, Martha Cooper, Filippo Monteforte, tanti altri…

Cosa gira ultimamente sul tuo giradischi?
OFF!...OFF!...OFF! Tutta la vita; Ultimo Hot Water Music che reputo il disco migliore uscito nel 2012, Pharaone Monch, Enforcer e White Wizzard (heavy metal is the law), Armalite, Hostage Calm, Propagandhi, KRS ONE, DE LA SOUL (ultimo molto interessante), Evidence, Cerebral Ballzy, Holy, Kurtis Blow, Rick James, Coven, Buckshot Lefonque, Airesis, Brat Pack, Swayzak.

Ultimamente anche in Italia stiamo assistendo ad una rinascita dello skateboard, trainato anche da marchi come Murder Clothing. Cosa ne pensi? Abbiamo le possibilità per avvicinarci non dico agli standard americani ma almeno a quelli europei per ciò che riguarda l'organizzazione di eventi e tutto ciò che ci gira attorno?
Non credo proprio ci sia una rinascita, stiamo attraversando invece una fase molto cupa e di transizione, sono finiti quei pochi soldi che c’erano, ma di buono pare che in ogni città abbiano capito che quando si parla di impianti sportivi da costruire oggi si parli anche di skatepark. Murder? Ti dice niente Green Records? I nuovi By All Means si chiamano Jacopo Picozza e Filippo Baronelli ah ah ah. Gli standard europei sono ancora un miraggio, non tanto per capacità atletiche dei singoli, quanto per mentalità, se escludiano la World Cup di Roma e il contest di Varazze siamo ancora troppo troppo provinciali e diciamolo una volta per tutte: fighetti. Però dai vedila così: meno soldi per gli skaters professionisti, più possibilità invece di imparare nelle scuole riconosciute dalla federazione... non so cosa sia meglio, ma questo nuovo step non mi dispiace affatto.

Ok ho concluso... Grazie mille e aggiungi pur ciò che vuoi...
SUPPORTATE IN OGNI MODO SALAD DAYS MAG CHE RIMANE COMUNQUE LA VOSTRA UNICA SALVEZZA, CERCATE DI PENSARE SEMPRE CON LA VOSTRA TESTA
E SOPRATTUTTO NON CHIEDETEMI OGNI GIORNO PASS PER CONCERTI, DOPO TUTTI QUELLI CHE HO SCROCCATO IN VITA MIA NON LI FANNO PIU’ NEMMENO A ME…
D’ALTRONDE BISOGNA RISPETTARE O NO LE POLICY DELLE BAND?

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