mercoledì 29 febbraio 2012

Extinguish.

Di seguito potete trovare il link per giungere al canale YouTube del gruppo italiano Extinguish. Gli Extinguish sono un progetto portato avanti da Alessandro Ferri, già impegnato con Face X Reality fanzine. Il gruppo si avvale della collaborazione di vari personaggi provenienti da gruppi come Memories Of Apocalypse e Reprisal. Hanno inciso vari 7" su etichette come New Eden Records. A breve una succosa intervista.

Clicca qui.

martedì 14 febbraio 2012

Mario Lamargese (Miskatonic University).

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Grazie al mio amico Paolo, sono entrato in contatto con Mario, bassista dei ravennati Miskatonic University, gruppo che negli anni '90 si è dato davvero molto da fare. Ho dei ricordi piacevoli legati ai loro concerti (i primi stage diving di quando ero giovane li feci proprio con loro) e ai loro cd, che ho apprezzato davvero molto. Bene, apriamo pure le danze!

Innanzitutto grazie per aver trovato il tempo di rispondere a quest'intervista. Allora, cominciamo subito col parlare dei Miskatonic University. Che ruolo ricoprivi, come ti sei trovato e perchè ad un certo punto avete concluso quest'esperienza.
Ciao Marco e grazie per quest'intervista. Ero il bassista, per spiegare il perchè della fine devo fare il punto su quello che erano i Miska sperando di riuscire a ricordarmi tutto. La storia: nasciamo nel '92,pubblichiamo il primo 7 pollici in vinile per la Mele Marce di Bari nel 93... Iniziamo le prime date fuori regione, alcuni di noi decidono di fondare la Boundless per avere il totale controllo delle proprie autoproduzioni, nel '94 facciamo il primo tour europeo a forza di chiamate a telefoni fissi stiamo via per quasi un mese tra Polonia, Germania, Olanda, Svizzera, Belgio e Austria, nel '95 esce il cd "There will be..." e iniziamo a suonare talmente tanto che devo cambiare lavoro per riuscire a stare dietro al gruppo. Cecondo tour: nello stesso periodo abbiamo avuto la possibilità di suonare con Strife, Sick of it all e Motorpsyco. Nasce una collaborazione con i Crunch di Roma che ci porta a fare altre date e un tour in Francia. All'inzio del '96 partiamo per la Slovenia e la Croazia per 4 date. Nello stesso anno partecipiamo al Superbowl Harcore a Pescara con When Mind Reflects, Growing Concern e Chemical. Esce quello che probabilmente ancora oggi è la produzione più grossa tra etichette indipendenti (almeno in italia): "Get The Usual Suspects Out" coprodotta da Boundless Records, Vacation House, Rumble Fish e Surface Nets Supportings. Nel dicembre dello stesso anno partiamo per un tour in Olanda e Belgio. Nel '97/'98 incidiamo nuovo mini cd e ci imbarchiamo in un nuovo tour, questa volta con Congress e All Out War. Segue un tour italiano con i Battery (non mi ricordo se prima o dopo... mi pare prima). Decidiamo di comune accordo di fermarci. I Miska si sono riformati nel 2000 per tre date con la formazione storica e non si riformeranno, perchè c'è un tempo per tutto e la minestra riscaldata non piace a nessuno.

Anni fa vi ho visti di supporto ad All Out War e Congress in quel di Ravenna. Mi pare che foste anche in tour con loro. Cosa ti ricordi di quel periodo? Come vi trattarono?
Molto bene, il rispetto è tutto! Soprattutto nella convivenza forzata di un tourbus ;D. Un ricordo divertente di quel tour fu la data a Praga ,i Congress non erano più un gruppo totalmente vegan e il fatto che suonassero con gruppi non vegan (il cantante degli All Out War si presentò con bandana dei Bad Brains) indispettì una parte dei ragazzi. Dopo un paio di battibecchi e un discorso sull'unità nell' hardcore, tutto si risolse!

I Miskatonic University a parere di molti non erano propriamente un gruppo hardcore in senso stretto ma un progetto tendente al crossover. In che rapporti eravate con la scena hardcore? Ad un certo punto avete cominciato a suonare con gruppi prettamente di quel giro. Eravate apprezzati? Ti ricordi qualche gruppo in particolare che ti aveva impressionato?
Il fatto che qualcuno non ci considerasse Hardcore IN ITALIA mi pare ovvio ma va bene così. Abbiamo suonato con gruppi di tutti i generi, anche ovviamente con gruppi hardcore. Nessun americano o tedesco o polacco ecc. ecc. ci ha mai definiti crossover... Comunque tutti i gruppi del periodo erano validi.

Improvvisamente salta fuori una definizione per il vostro suono: pulp core. Evidentemente eravate influenzati dall'universo di Tarantino. Come definizione ti piaceva? Questa cosa rifletteva anche i vostri testi?
Il fatto che lo fossimo è sinceramente molto relativo,non più di altri registi o autori. Credo che fosse più legato all'idea di non prendersi troppo sul serio o almeno di dire cose serie senza per forza doversi piangere addosso...

Come gruppo siete sempre stati legati a doppio filo con l'etichetta/distribuzione Boundless Records (di proprietà del vostro chitarrista Christopher). Eri contento del modo in cui venivano gestite le cose? Avete mai ricevuto proposte da altre etichette magari più grosse?
L'etichetta era sia di Emiliano che di Christopher e prima ancora il terzo socio era Lorenzo, quello che poi è diventato il cantante dei Crackdown. Il gruppo è nato prima dell'etichetta e l'etichetta è nata per il gruppo. Senza i Miskatonic la Boundless non avrebbe avuto senso (parere personale ovviamente). Sì, abbiamo avuto proposte ma evidentemente la benzina si era esaurita!

Da quello che ho capito non hai mai smesso di suonare. Puoi illustrarci i progetti nel quale sei stato coinvolto e nei quali continui ad essere coinvolto? Sei soddisfatto?
Sì, continuo a suonare, ho fatto un paio di cd con i Buattitime che sono un gruppo electro indie. Il primo autoprodotto e il secondo uscito nel 2010 per Hot Steel Records di Treviso. Da pochissimo ho un progetto di elettronica Col Paso (Studio73) e Giulia che si chiama Mercato del Vago. Di quest'ultimo progetto sono molto molto contento.

Questa è una domanda un pò pepata, ma te la voglio fare. Circolano delle voci per secondo le quali il noto locale del ravennate Bronson (gestito da Christopher) non si comporti troppo bene con i gruppi italiani (specie quelli più piccoli) quando si tratta di pagarli a fine serata. Cosa ne pensi? Nella tua esperienza di musicista ti sono mai capitate situazioni in cui il tuo gruppo veniva pagato meno del pattuito o non veniva poprio pagato?
Mi pare una cazzata! Ma nessuno è profeta in patria. Sinceramente non mi è mai successo, nel senso che se ti metti d'accordo prima è difficile che il gestore di un locale o un centro sociale non ti paghi a meno che la serata non sia stata disastrosa ovvio.

Hai dei rimpanti per ciò che riguarda i Miskatonic University? Qualcosa che ti sei pentito di aver fatto oppure di cui non ti sei pentito?
No non ho rimpianti. Penso di aver fatto sempre la scelte giuste. Io tendo ad affezionarmi alle cose quindi è stato forse più duro per me che per altri. Probabilmente è per questo che continuo a suonare.

Ravenna ha sempre potuto contare su un buon numero di gruppi. A livello di popolarità mi vengono in mente i Big House Burning. Se da un lato questo era molto positivo, dall'altro piovevano critiche (soprattutto dalla frangia hardcore) sul fatto che voleste cavalcare l'onda hardcore anche se propriamente non lo eravate. Sono passati molti anni, e magari ci starebbe un bel chi se ne frega, ma mi piacerebbe sapere la tua opnione in merito.
Facevo hardcore prima di molti gruppi e prima che molti sapessero cosa fosse l'hardcore... Fai tu quanto possa importarmene.

Sei ancora in contatto con gli altri ragazzi del gruppo?
Poco...

Il noto locale di Pinarella Di Cervia Rock Planet in passato vi ha visto molto volte sul proprio palco. Possiamo dire che in un certo senso vi ha aiutato nel farvi conoscere?
Direi che in zona senz'altro...

Altra domanda un pò pepata. In uno degli ultimi tour degli Earth Crisis, il gruppo spalla sono stati i Crackdown. Al tempo si vociferava di un ingente esborso di soldi per la loro partecipazione al tour. Questa voce è giunta pure a te? Hai un'opnione in proposito?
Sinceramente non lo sò, ma non è una cosa così strana. Ora, a noi non è successo ma perchè abbiamo sempre rifiutato di prendere in considerazione la cosa. E' una prassi normale, l'agenzia ti propone un tour o anche date singole che ti diano visibilità, e questo da sempre. Molti gruppi che poi sono diventati famosi hanno fatto la stessa cosa. Comunque non è una cosa che possa interessarmi.

Mario, ho concluso. Se ti va aggiungi pure qualcosa e grazie ancora!
Ti ringrazio molto Marco, è stato divertente e spero di non averti incasinato troppo, non amo molto le virgole ;D.

lunedì 13 febbraio 2012

Stefano Bosso (Onefineday | Cycle Records).

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Chiunque abbia bazzicato un pò la scena degli anni '90/primi anni 2000 si sarà imbattuto nei Onefineday e nel loro hardcore venato di noise sullo stile dei grandissimi Botch. Ho raggiunto per via telematica Stefano, batterista del gruppo nonchè fondatore e curatore dell'etichetta/distribuzione/fanzine Cycle Records, che ai tempi era ben nota per le sue uscite molto curate e ben distribuite.

Grazie innanzitutto per il tuo tempo. Consciousness, Onefineday e Cycle Records/Fanzine erano i progetti nei quali eri impegnato negli anni '90. Puoi parlarcene un pò? Cosa ti è rimasto e perchè si sono conclusi?
Ciao Marco, e' una vita che non ci si incontra, tra l'altro (lo sò, ma spero un giorno di rivederci, ndr). I vari progetti in cui ero coinvolto appassionavano sinceramente il sottoscritto, che in qualche maniera credeva nell'hardcore, nel "messaggio" e nella carica vitale che questi portavano in sè. Le cose sono finite, come accade spesso nella vita, per vari motivi, ma principalmente perché' i rapporti tra me e Luca, l'altro fondatore di tutta 'sta roba, si sono deteriorati. Siamo cambiati, ci siamo accorti di avere visioni differenti del mondo e della musica, ergo abbiamo chiuso. Per quanto mi riguarda rimane una bella nostalgia, soprattutto se comparata a ciò' che vedo in giro ora. Non ho intenzione di fare l'apologia dei bei tempi, ma ora mi sembra tutto un po' più finto e di facile consumo. I tour, ovviamente, sono i ricordi più' belli, anzi, tra breve metterò' on-line un piccolo canale coi video più' divertenti di quegli anni.

Consciousness (pre Onefineday): mi ricordo una column su Wideapread Magazine nel quale parlavate di aver portato in un negozio di dischi di Milano, gestito da Dario Sartori, il demo del vostro gruppo e lui vi rise praticamente in faccia con fare arrogante. Ti ricordi di questo episodio? Quale fu la tua reazione?
Sei provocatore, a quanto vedo, e la cosa mi piace (il blog è nata pure per questo ahahaha, ndr), ma devo esser sincero, ricordo poco di quell'episodio, ho solo la sensazione di aver avuto l'ennesima conferma di come andavano le cose a Milano, bel posto colmo di buscai. Poi si venne a sapere delle collusioni di quei tizi con lega, fasci vari... Ergo trai tu le conclusioni...

Vort N Vis estate 1999: le toppine che stampavate adornavano le magliette, felpe e zainetti di gran parte del popolo hardcore. Ad un certo punto si avvicinano (dietro soffiata) i membri di un gruppo del quale avevate stampato il logo. Ti ricordi?
Non ricordo quale band fosse, ma son sicuro, avendole fatte praticamente tutte io, di aver passato brutti momenti... Ma cazzo, era DIY, possibile che la gente si comportasse come se avesse dietro legali e copyright? Gli facevamo pubblicità', mica ci arricchivamo!
Mi ricordi di chi si trattava? Ho un pessima memoria, a quanto pare. (Non mi ricordo molto, però rimembro tre tipi un pò accigliati che si avvicinarono al vostro banchetto mentre io stavo facendo la merendina pomeridiana, ndr).

Ti ricordi anche quando Mattia Cabani (Hellfire Booking) sempre in quel festival, si mangiò tutti i cracker di Giulio della Green Records senza chiedere il permesso?
Ah ah! Quel tizio non mi 'e mai piaciuto, secondo me non e' mai centrato nulla con l'Hc, e non lo nascondevo, ma si tratta delle opinioni mie, e son bello critico... Vado molto a naso e ci azzecco spesso, e son modesto......

Come Onefineday avete inciso per numerose etichette. Shove, Green, Householdname e Genet. Che differenze avevi riscontrato nel loro modo di operare e a livello di rapporto umano? Con chi ti eri trovato meglio?
Ci siamo sempre trovati bene con tutti, con Giulio Green, il più' "distratto", forse, ma col cuore grande. Bruno delle Genet e' tuttora un mito, vero business man, ma con un occhio di riguardo per l'arte. Householdname, Lil, e' un bel pezzo di punk, ancora lo sento, e ci ha sempre creduto. Manuel in Shove e' un amico e un sincero gestore di distribuzione ed etichetta, senza dubbio. Ma anche Stephan di Impression, che era un po' pazzo, coi suoi tappetini zebrati dovunque, era un grande! (Mea culpa, totalmente dimenticato di una vostra release su Impression Records, ndr).

Sei ancora attivo musicalmente o ti sei ritirato a vita privata?
Ora son fermo, ho belle proposte di continuo, ma poca voglia, ho suonato un po' di rock'n'roll in giro per il mondo fino a qualche anno fa, fatto qualche tour grosso con band di tutt'altri generi in USA, Giappone ecc...Io amo viaggiare, non c'e' che dire...

Su Facebook gestisci la pagina di John Zerzan. Cosa ne pensi del primitivismo? Pensi che possa essere applicabile in una società come la nostra? Il batterista dei Fall Out Boy (che poi era quello dei Race Traitor e anche dei Vegan Reich) lo è. Pensi che possa essere utile per far avvicinare a certe tematiche chi magari non ne ha mai sentito parlare?
Siamo un bel gruppo eterogeneo di persone, in quel gruppo di Zerzan, ed e' tutto molto stimolante. Mi scrivevo con lui fino al 2009, tra l'altro, e devo dire essere una persona coerente, davvero. Tutto sommato credo sia questa la base di tutta la faccenda, la coerenza. Forse non si tratta di attitudine molto terrena, visto che quasi tutti ci contraddiciamo, prima o poi, ma la tendenza a un po' di coerenza e' fondamentale. Con una base simile non sarebbe necessario parlare di primitivismo, che dal canto mio, e' una sorta di stella polare, una delle tante cui e' possibile riferirsi in questo garbuglio di idee, mode e buffonate chiamato mondo contemporaneo.Chiunque si avvicini al gruppo, agli scritti di Zerzan li trova estremi, ma poi, se minimamente sensibile, riesce a ricavarne un po' di informazioni e motivazioni che aiutino ad essere quantomeno consapevoli di ciò' che accade attorno a noi. E quindi magari un po' più' critici... Cosa fondamentale.

PhotobucketCon Cycle Records avete prodotto molti gruppi. C'è un'uscita alla quale eri particolarmente legato? Ti hanno soddisfatto in generale? Mi ricordo che a livello di grafica erano ben curate...
Le nostre grafiche, quasi sempre concepite assieme e realizzate da Adriano, fratello di Luca, erano belle, si'. Alcuni ci accusavano appunto d'esser fin troppo americani. In parte avevano ragione, ma tant'e'. Il primo settepollici dei Wood, per me, era un capolavoro. Si' si'!

I Onefineday hanno suonato veramente molto in giro. Ti ricordi qualche concerto particolarmente riuscito? Come è stato avere Marco Pecorari come roadie? Come mai non siete riusciti mai a suonare fuori dall'Europa?
Avremmo potuto suonare facilmente in Giappone, ma ci siam sciolti. In USA era ben dura, ma il tempo ce l'avrebbe sicuramente concesso. Ahime' ci siam sciolti. Son ben sicuro che se avessimo continuato ora saremmo decisamente grossi. Chiunque fosse presente all'epoca lo potrebbe sottoscrivere. Marco era un grande e pubblicherò' anche video con lui come protagonista... Gag, idiozie, nonsenses a gogo, gossiping, ma anche una bella dose di intelligenza. Questa cosa mi manca, s'era capito?

Ai tempi non è che ci fossero molti gruppi in Italia che suonavano il vostro genere. Avete mai incontrato difficoltà nell'organizzare concerti. Vi hanno mai criticato per il suono troppo americano ed elaborato che avevate?
Come dicevo, certo ci criticavano, ma faceva parte del gioco. Noi eravamo indubbiamente un po' arrivisti, ne sono conscio, e potevamo stare sulle balle a qualcuno, amen. Qualche difficolta', soprattutto nella capitale l'avemmo, ma nulla di incredibile, tutto sommato non chiedevamo troppo, eravamo puliti, ordinati e un po' di gente veniva... Certo eravamo piemontesi, poco falsi, ma cortesi....

Andrea Ferraris (Ics) entrò a fare parte del gruppo ad un certo punto. Come mai sceglieste lui? Apportò modifiche al vostro suono? Come vi siete trovati a suonare con lui?
Ics, Andrea, fu decisivo. Grande chitarista, bella testa, lingua lunga. Un amico tuttora. Lui era perfetto, amava il genere, era conosciuto (ruffiani), ci conoscevamo bene e... Era piemontese. Ah ah, così' sembro leghista pure io....

Sei ancora in contatto con gli altri del gruppo? Ti piacerebbe suonare
in una reunion?

Siamo tutti in contatto, si'. Io e Luca ci scorniamo da dieci anni. Le reunion idealmente non mi piacciono, ma ogni tanto 'sta nostalgia... Non credo accadrà' mai, comunque, forse Ics potrebbe averne voglia, gli altri decisamente non credo.

Finito. Grazie ancora del tuo tempo e aggiungi pure ciò che vuoi.
Grazie Marco, e' bello vedere che hai ancora la passione, davvero. Vorrei solo dire che non rinnego nulla di quel periodo, a differenza di tanti, ma cerco di aggiungere tasselli alla mia vita e di affacciami ogni tanto a quel mondo che ho amato. Con i suoi pregi e difetti (domani sera mi vedo Rollins.....ah ah!). Un abbraccio.

sabato 11 febbraio 2012

Ed ora un pò di video.

Per la gioia dei vostri occhi ecco qualche video.

Growing Concern - Misconception Of Pride - Blow Out '92 Roma.


CONCRETE - E Poi Piove - Traffic '08 Roma - Ultimo Concerto - Donna Bavosa.


Purification - Holy War - Pressure '03 Essen - XfremenX.

Scena Hardcore Italiana anni 90 su Facebook.

Segnalo questa pagina su Facebook dedicata interamente alla scena italiana hardcore punk degli anni 90. Creata da Pino (Antisgammo e Biba Records) è davvero molto interessante. Foto e poster di concerti la fanno da padrone.

Scena Hc Hardcore anni 90

Errori grammaticali.

Ciao a tutti e a tutte. Ultimamente, e giustamente, mi hanno segnalato alcuni errori grammaticali e di sintassi. Mi scuso inginocchiandomi sui ceci, ma purtroppo non sono perfetto. Se leggendo il blog vi accorgete di questi sbagli e soprattutto se ne avete voglia, segnalatemelo. Grazie.

venerdì 10 febbraio 2012

Marcella Spaggiari (Egotismo | End Of A Season).

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Altro giro altra corsa. Questa volta è Marcella a sottoporsi alle mie domande. Cantante di Egotismo, No Somos Nada e altri progetti (elencati nella risposta alla prima domanda ovviamente), ora si cimenta alla voce con gli End Of A Season, il basso nei Suffering Quota e gestisce l'etichetta The Fucking Clinica. Marcella ha scritto le risposte di getto e la cosa mi è piaciuta molto, infatti le correzioni che ho riportato sono state davvero minime.

Allora Marcella riassumiamo brevemente cosa hai fatto all'interno della scena hardcore nei meravigliosi anni 90. Ah figata mi sembra di tornare alle interviste sulle fanze anni 90….
Allora a parte avere presenziato e sostenuto come si suol dire "la scena locale e non", se intendi col fare qualcosa suonare in gruppi….diciamo ho iniziato con un gruppo powerviolence nel 1996 EGOTISMO con formazione : io: voce, melo: basso, andrea: chitarra, Manfre: batteria, abbiamo circa suonato per un anno e mezzo, allo stesso tempo diciamo collaboravo spesso con gli
Antisgammo (gruppo di Padova con Pibe degli Strage, Pino Biba records e Walter Kelvin) in alcuni live. E' uscito uno split con gli strage e qualche pezzo in alcune compiltion (pasta power violence, go bici go, blllleaaauuuurrrggghhhh 7" a music of war) poi….ci siamo sciolti. Dalle sue ceneri e dalle ceneri dei by all means nasce nel 1998/1999 No somos nada con formazione: io: voce, melo: basso, jacopo e Matteo: chitarre, Adriano: batteria che ci porta all'uscita del 7", contemporaneamente mi sposto, vado abitare a Roma e si formano i Killerkoalagrindcore: gruppo sperimentale casalingo con Diego (si non sedes is- tutti i gruppi di tana delle tigri) e Gregorio (concrete, fucking blood, si non sedes is), uscito un cd con una fanzine animalista curata da me , tutto fatto con macchina da scrivere e un pennarello nero. Formazione: io: basso e voce,
Gregorio: voce, Diego: chitarra 2 basso, sinth, drummachine. Ho collaborato anche in alcune registrazioni: Los Vaticanos 7", Society of jesus (due pezzi inediti, mai usciti) e ho anche collaborato con melo in un gruppo noise dal nome 48 singhing dead con un amico o di Milano "Gigi" (ex cripple bastards, logica di morte). Ecco siamo circa arrivati all'anno 2000.
Negli anni successivi non ho più cantato, nè suonato ma nel 2006 ho sentito la necessità di concretizzare le mie idee, di fare qualcosa di diverso, dove l'autoproduzione e l'attitudine punx fosse emergente in un periodo in cui sentivo già che le cose stavano cambiando e sentivo poca anima negli ambienti che frequentavo…così nasce un etichetta destinata al fallimento :-) the fucking
clinica che produce noise, harsh tutto quello che devasta le orecchie e che non è ascoltabile, ma che si discosta dal noise come dire artistoide. L'attitudine è sempre quella di costruirsi le cose da soli, registrare da soli….e perderci dei soldi….da soli, è ancora attiva ma al momento ferma causa appunto di mancati introiti finanziari ma mi piace pensare che sia una pausa, non una
fine. (co-prodotto anche gerda lp, Mithra/postfataresurgo split 7"). hey..cazzo mi sono dimenticata una cosa ziocan.......oltre agli End Of A Season suono in un nuovo gruppo: Suffering Quota con adriano: batteria (by all means/anna karina), melo: voce, io: basso francesco (lleroy), adam (chitarre) drone sludge...

Nella scena hardcore italiana non è che ai tempi ci fossero molte ragazze, soprattutto impegnate all'interno di essa. Hai mai incontrato dei pregiudizi nei tuoi confronti? Riuscivi a rapportarti in maniera costruttiva con le altre ragazze?
E' vero non c'erano molte ragazze che suonavano ma non dimentichiamo che frequentare certi posti, realtà occupate ed autogestite nelle quali le scelte politiche e musicali sono la stessa cosa,comporta un impegno su vari livelli… magari non c'erano molte ragazze che suonavano ma ce n'erano ad assistere, a cucinare, a presidiare, a manifestare, a volantinare quindi in realtà non mi
sento di dire che eravamo in poche. Tutti queste modalità sono un espressione di un idea, di un dire "io ci sono , sono qua e sto dicendo come la penso". Con alcune di loro ho stretto delle sintonie fortissime come ad esempio Silvia dei Grievance, ma anche con ragazze che facevano altre cose….ci si sente ancoraadesso. Non ho mai incontrato pregiudizi …a volte mi capitava che mi dicessero "cazzo ma sei una ragazza….dal disco sembravi un uomo". Comunque ho sempre
cercato di lottare contro l'idea che gli uomini possono e le donne no, ma questo in generale in tutti i contesti che frequento (lavoro, scuola, concerti….) ovunque. La mentalità non la maturi , non la evolvi e non la dichiari solo in un luogo ma in generale nella tua vita e nelle cose che fai.

Veniamo agli Egotismo. All'interno del libretto c'è una paginetta scritta da te. Riporto la frase: "io non mi sento 'un'ipotetica diversa' all'interno degli Egotismo". L'hai scritta in risposta a qualcuno che ti criticava o non ti prendeva sul serio perchè una ragazza dietro ad un microfono per molti non è sinonimo di serietà oppure per ribadire il tuo ruolo non di comprimaria all'interno del gruppo?
Nessuna delle due... innanzitutto avevo 18 anni, ero giovane, nella completa era della
contraddizione, ero alla forte ricerca di un qualcosa di cui fare parte, di individuare delle persone e dei luoghi in cui potessi esprimermi con libertà, con tranquillità, mi capitava di andare a scuola e di sentirmi sempre diversa ed esclusa, perché in quelli anni eravamo più…come dire una cosa a
parte meno mischiata al resto delle persone come lo è adesso (non vuole essere una critica) , era diciamo un ambiente più chiuso . Quindi dichiarare "non mi sento un ipotetica diversa" significava dire siamo un gruppo di persone che ci accogliamo, che non facciamo sentire escluso nessuno, che ci apprezziamo nei i limiti e nelle ricchezze.

Nel nuovo millennio invece ti ritroviamo alla voce negli End Of A Season (correggimi se sbaglio). Come ti trovi? Le motivazioni sono sempre le stesse oppure c'è qualcosa di nuovo che ti spinge a prestare la tua ugola? I testi che canti sono sempre mkolto piliticizzati come in passato oppure affronti temi più personali?
Da qualche mese ho riniziato a cantare come voce negli end of a season gruppo esistente già da circa 8 anni. Ti rispondo subito, no non è la stessa cosa, innanzitutto perché mi sono diciamo "insidiata" in una cosa esistente con pezzi già esistenti e quindi testi già esistenti, credo che adesso le cose di cui mi va di parlare possano sembrare più personali ma in realtà sono deliri
psicologici che si rifanno al posto che gli essere umani occupano nel globo terreste e il come in genere la realtà che stiamo vivendo ci stia allontanando da quello, che a mio parere, sia importante: le relazioni, gli atteggiamenti, i gesti fra di noi e fra gli altri esseri umani. Lo vedo comunque un atto politico, come credo che sia politico in generale esprimere quello che si pensa con coraggio e forza. E' diverso perché sono passati quasi vent'anni….quindi io sono diversa e anche le persone lo sono.

L'hardcore ti aiuta nel rapportarti alla vita di tutti i giorni?
In parte penso di averti già risposto a questa domanda, la mentalità….la pratichi in ogni dove, in ogni contesto, in quello che fai, ….è in realtà il come produci pensieri.

L'area da dove tu provieni negli anni 90 è stata il fulcro della scena emo/grind/power violence politicizzata della scena italiana. Mi ricordo che il giro vegan straightedge vi ha spesso criticato definendovi un pò degli hippy dell'hardcore, anche se molti di voi era vegan/veggie straightedge. Perchè ce l'avevano tanto con voi?
Guarda, sinceramente ho sempre pensato che queste sono pippe allucinanti e che tutti noi abbiamo problemi più seri a cui pensare…pensavo così anche a 19 anni, ho sempre pensato che ognuno può fare quello che vuole nel rispetto degli altri e anzi ho sempre disprezzato chi utilizza il suo tempo per sentirsi superiore agli altri e per infangare le idee altrui…quindi se la scena straight pensava così….sticazzi, non mi sono mai posta il problema del giudizio altrui, ripeto io ho sempre pensato che ognuno deve avere l'opportunità di scegliere cosa è meglio per lui/lei e che non c'è nessuno che dall'alto può dire se è giusto o sbagliato, sono solo strade diverse. Ho sempre creduto che essre
punx/hardcore significhi questo. (autoproduzione, libertà d'espressione ma anche umiltà/gentilezza/rispetto per il diverso da te).

Non credi che ai tempi ci fosse troppa autocommiserazione e finta sofferenza nella scena emo/power violence?
Ahhaa mitici gli emo… si piangeva un bel po' :-). Se ci pensi anche questa
ondata era stata divertente si faceva una cosa che andava a contrastare assolutamente la scena macho hard core, cioè il fatto di parlare dei sentimenti, di quello che si provava….poi sai la gente teatrale c'è ovunque ma non mi ha mai dato fastidio, se era una cosa troppo smielosa da diabete mi
dicevo solo che non faceva per me. Credo comunque che anche questo momento storico abbia regalato tante perle sia dal punto di vista musicale (ebullition) che dal punto di vista umano.

Credi che l'avvento del metal all'interno dell'hardcore abbia snaturato un pò il concetto stesso di quest'ultimo? Te lo chiedo perchè se da un lato il livello esecutivo è migliorato dall'altro c'è stato un abbassamento del livello attitudinale...
Ooops dopo questa risposta non avrò più amici. Mi capita spesso di incontrarmi con vecchi amici e di tirargli il pippone su questa cosa che hai appena detto, ma che si riferisce maggiormente alle nuove generazioni più che al metal in generale. Sicuramente il metal si trascina altre cose e non
sicuramente un approccio del quale stavamo parlando prima anche se le generalizzazioni non mi sono mai piaciute. Diciamo che ho notato negli ultimi 5 anni un miglioramento quasi pauroso di strumentazioni/watt/ qualità del suono dei gruppi che vedo suonare. Quello che a me spaventa è l'atteggiamento di presunzione, di arroganza che leggo nella maggior parte dei gruppi tanto
concentrati a cercare di "spaccare" a "sfondare"cose che a mio parere fanno spostare di tanto il punto da come è nato. Atteggiamenti che passano anche attraverso piccoli gesti, come ad esempio dare tutto per scontato. Penso che tanti gruppi vengono suonare in posti autogestiti non per scelta ma perché nei locali non li fanno suonare ed invece dovrebbero suonare in posti così……..ma
forse sono io che frequento dei posti sbagliati per me. Credo che ad accentuare questo tipo di atteggiamento sia sicuramente il momento storico che "offre" diciamo una visuale individualista , materialista in cui tutto è basato sull'apparenza, non dico che sia un fenomeno nato adesso
ma sicuramente adesso è accentuato o forse a me da particolarmente fastidio sembra che renda marcio anche quella piccola fetta di luoghi che ci è rimasta. detto questo da adesso in poi nessuno mi saluterà più' (il che non è proprio un male).

Ok ho finito. Grazie del tuo tempo!
Ti volevo ringraziare per questa intervista, mi sono molto divertita e mi sono sentita per un attimo catapultata nel passato, grazie sul serio, apprezzo moltissimo che cerchi di chiedere alle persone di tornare su alcuni concetti o anche solo che ti interessi alle opinoni degli altri. Ho scritto
come se parlassi non ho curato la forma… preferisco scrivere di getto quando credo in quello che provo. grazie ancora. marcella

Holy.

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Holy, un nuovissimo gruppo di Milano in cui suona Tadzio, già nei The End Of 6000 Years, To Kill, Scena! ed altri. Colgo l'occasione a poche settimane dall'uscita del loro 12" su Hell Yes! Records per scambiarci due chiacchere via email e aspettando di vederli dal vivo il 3 marzo in Valverde a Forlì. Tengo a precisare, in riferimento alla mia seconda domanda, che non c'era cattiveria in quello che ho scritto. Anzi, massimo rispetto per Marco Rapisarda (che spero a breve di poter ospitare su questo blog) e la sua Hell Yes Records. Ed ora fiato alle trombe e partiamo!
P.s.: a fine intervista troverete il video del pezzo "The Wrong Side" tratto dal loro 12".
P.p.s.: la foto sopra è stata scattata da Emanuela Giurano.

Partiamo subito a razzo. La scena hardcore fa effettivamente schifo oppure c'è ancora un barlume di speranza?
Bella domanda, il problema non è se la scena hardcore faccia schifo o no, il problema è se questa fantomatica scena esista realmente o meno…sinceramente ho passato gli ultimi anni nella disillusione e abbandonando le speranze su quello che poteva essere il futuro di questo paese dal punto di vista musicale, devo dire però che ultimamente mi sono un pò ricreduto. Ho notato che iniziano a spuntare un pò di gruppi nuovi di ragazzini che sembrano volersi sbattere per costruire qualcosa di valido. Certo, la maggior parte delle volte si può parlare di vari gruppi che suonano per i fatti loro più che di una vera e propria scena, però vedo un leggero miglioramento della situazione. Essendomi trovato in prima persona ad organizzare concerti, ho notato in generale che in Italia mancano fisicamente le band da far suonare, e che tendenzialmente la qualità media si è abbassata molto rispetto al resto dell'Europa…Le mode ci saranno sempre, le persone cambieranno e i gruppi si scioglieranno, ma voglio sperare che qualcosa possa migliorare…

Il vostro primo 12" è uscito su Hell Yes! Records, che è un'etichetta che ha prodotto gruppi distanti a parer mio anni luce dalla vostra attitudine e soprattutto dal vostro suono. I più maligni (tipo me per esempio) potrebbero obbiettare che si tratti di una bieca manovra commerciale per raggiungere una quelle persone (tipo me per esempio) che mai e poi mai comprerebbero un disco Hell Yes! Records. Cosa ne pensate?
Ahahah Paso polemico come sempre! Hell Yes! è un'etichetta sicuramente distante dal nostro genere musicale per i gruppi che ha fatto uscire prima di noi, ma non lo è sicuramente dalla nostra attitudine e dal nostro modo di vedere il punk e la musica in generale. Voglio ricordare che per quanto il roaster sia composto da gruppi pop, indie e affini, si tratta comunque di un'etichetta indipendente, che viene dal punk e lavora con una logica prettamente DIY. Marco ed io siamo grandi amici da tanti anni, da quando lui suonava con i suoi vecchi gruppi (ohuzaru,l'amico di martucci e la piovra), il suo modo di vedere le cose non è cambiato da quando faceva i dischi con Sly Actions (la sua vecchia etichetta). Sono cambiati sicuramente i gruppi, i generi musicali, gli ambienti, le persone, ma il concetto di base rimane sempre lo stesso, ovvero spingere e produrre i gruppi che gli piacciono con i mezzi che si hanno a disposizione.
Uscire su Hell Yes! non è stata una mossa commerciale da parte nè nostra nè sua, è nato tutto fondamentalmente per caso. Dopo aver registrato un demo l'estate scorsa, ho mandato a marco un paio di pezzi, come ho sempre fatto con i demo dei vecchi gruppi in cui ho suonato (e come lui manda spesso a me quelli dei suoi), semplicemente per avere una sua opinione, avendo più o meno gli stessi gusti (perlomeno in ambito hc-punk, visto che molte delle sue frociate non riesco proprio a mandarle giù, e lui lo sa bene!). L'ultima cosa che mi passava per la testa era che ci facesse uscire un disco, a maggior ragione vedendo che gruppi stava facendo uscire…invece dopo aver sentito i pezzi si è gasato, e pian pianino si è concretizzata l'idea che ha trasformato un demo nel nostro 12".

Vegan straightedge. Ormai l'epoca d'oro è tramontata da un bel pezzo. Sedicenti santoni che una volta propugnavano diete e base di seitan e succo al mirtillo, ora invece si sparano dei bei panoni con cotoletta di tacchino al Mc Donald's (la mia zona per esempio è un fulgido esempio di tale pratica). Cosa vi spinge ancora a propugnare certe idee all'interno di una scena che il più delle volte ha dimostrato di essere solo un fallimento totale se si cercava di andare un pò più a fondo di Vans, macchinine digitali e pose da duro e puro?
In generale sono il primo che si incupisce ripensando a quello che è stata la scena hardcore anni fa, anche solo avendola vista sul finire non essendo abbastanza vecchio da averla vissuta nel pieno e vivendo fino alla maggiore età in una piccola città che non aveva molto da offrire dal punto di vista musicale. Vedere un vecchio volantino o una vecchia fotografia, riporta alla memoria sentimenti che ormai stento a provare andando ad un concerto. Andare ad un concerto ed avere riunite tante persone che credono nel cambiamento è sicuramente rassicurante, fa sperare che si possano davvero cambiare le cose, e permette all'individuo e al singolo utente di essere parte di qualcosa, sentendosi partecipe e in un certo senso "forte". Il problema è che invece che provare a cambiare il mondo, molti col tempo dal mondo sono stati cambiati…La sicurezza dell'essere spalleggiati da tanti amici e conoscenti negli anni si è trasformata in moda. I cori e le parole ai concerti si sono trasformati in ricordi da deridere e da considerare "errori di gioventù". Rileggendo alcuni comunicati che giravano nei primi '00 mi sono reso conto che certe persone è meglio perderle che averle a fianco a propugnare gli stessi ideali…
Per noi HOLY è sicuramente importante avere qualcosa da dire, il fattore estetico/musicale ormai fa da padrone e sono pochi i gruppi che mi comunicano effettivamente qualcosa che vada oltre all'aspetto prettamente sonoro. La musica è uno degli strumenti di comunicazione più efficaci e ci interessa poterla utilizzare anche in questo modo. Sinceramente non credo che smetterò mai di provare a cambiare una cosa che ritengo sbagliata, o perlomeno di tentare di non peggiorare la situazione.

Milano per me è sempre stata una piazza molto strana per l'hardcore. Da un lato tutti quei gruppi old school straightedge youth crew, vestiti tutti perfettini e col suono alla Chain Of Strength ma che stringi stringi, al di là dell'avere tutti i vinili degli Youth Of Today coi colori dell'arcobaleno non andavano; mentre dall'altro la scena crust/grind/hardcore politicizzata, che sì si vestiva peggio e molto spesso manco si lavava, ma che almeno un minimo più in profondità era andata... Voi dove vi collocate?
Eheheh… Sinceramente è difficile collocarsi da qualche parte nello specifico, soprattutto per un gruppo come il nostro che bene o male trae ispirazione da generi e ambiti musicali molto diversi fra loro. Tutti e 4 siamo grandi "fan" del punk dei gruppi classici (italiani e non) degli anni '80, così come amiamo l'hardcore new school dei '90, e ascoltiamo allo stesso tempo un bel po di punk, powerviolence, crust e simili. Non sono mai andato d'accordo con l'hardcore da NIKE e X-watch, per cui sicuramente prendo le distanze da quel tipo di utenza, nonostante magari abbia comunque amici che vedono nel collezionismo e nel feticismo di questi ed altri oggetti una filosofia di vita, riuscendo a far convivere idee apparentemente distanti fra loro, senza sentirsi con la coscienza sporca…I concerti a cui vado più volentieri sono sicuramente quelli della "scena che puzza", che tu hai riassunto in due parole, sinceramente sono gli unici concerti dove riesco ancora a vedere un minimo di sentimento delle persone attorno a me, sopra e sotto il palco. Vedo molte lacune anche in questo ambito, dove spesso gli slogan e l'autoreferenzialità tendono ad essere eccessivi (come lo erano i pipponi di molti gruppi negli anni '90 alla fine)...Devo dire che milano è effettivamente un posto strano, quando mi ci sono trasferito anni fa avevo grosse speranze ed aspettative a riguardo, l'avevo idealizzata credendola una città con un fermento culturale e musicale molto più sviluppato di quello che poi ho riscontrato…

Ormai anche i gruppi più piccoli si affidano ad agenzie succhia soldi che ti organizzano il concertino nella discoteca, col catering, l'alberghetto e se fai il bravo poi alla fin fine ci scappa pure il rimborso (ma solo se ti sei comportato bene). Voi in questo caso come vi muovete?
Ora come ora ci stiamo organizzando tutto da soli perché è sicuramente il modo più semplice ed immediato per trovare date, suonare, divertirsi e farsi conoscere. In linea generale non ho nulla contro le agenzie di booking, anche perché sono il primo ad andare a vedere un concerto in un locale se il gruppo mi interessa. Quello che trovo ridicolo è il sistema di organizzazione tipo "matriosca", ovvero agenzia di booking grossa che vende ad agenzia di booking media, che vende a sua volta al promoter (o ad un'ulteriore agenzia) la data del gruppo X. Questo passaggio tra agenzie e promoter mi sembra uno dei problemi più evidenti nel punk dei giorni nostri, una guerra fra poveri che rasenta il ridicolo. Tutti che cercano di lucrare (il più delle volte prendendosela nel culo tra l'altro) su gruppi che valgono 2 lire, cercando di venderli a cifre folli. Gente mai vista che si spaccia come agente, promoter e affini…vedo spuntare situazioni di questo tipo molto spesso, e non mi sembra che facciano bene nè ai gruppi (che il più delle volte ci perdono soldi perché la data viene promossa male e magari l'ingresso costa pure un botto), nè al pubblico (che il più delle volte al concerto manco ci va). Sembra preistoria, ma negli anni '80 i tour ce li si organizzava da soli con le lettere, o addirittura con il telefono…da un certo punto di vista la tecnologia non credo che abbia necessariamente migliorato la situazione.

Io ormai ho 33 anni e per gli standard sono un vecchio babbeo, per nulla nostalgico dei tempi andati, ma che comunque si diverte ancora ad andare ai concerti, compra i dischi e le magliette... Ho notato che in giro l'attitudine da rockstar del sò/faccio/conosco tutto io è molto in voga anche tra chi dovrebbe solo star zitto e smettere di impestarci le orecchie con gruppi musicalmente e visivamente orripilanti... Voi nelle scena hc ci siete da un pò e credo che un'idea ve la siate fatta...
Essendo quello dell'hardcore-punk un ambiente molto variegato, i casi umani di certo non mancano. Fortunatamente il più delle volte si tratta di elementi che durano poco. Credo comunque che l'età media ad alcuni concerti si sia tragicamente alzata, non c'è il ricambio generazionale che ci si aspetterebbe…mi è capitato di essere andato a dei concerti in cui io ero il più giovane (ho 27 anni, i 30 si avvicinano pure per me…), e questa cosa mi ha fatto sentire ancora più vecchio! Il fatto che gruppi che ieri erano sconosciuti oggi siano gruppi mainstream, ha fatto sì che il punk sia diventato da un lato più alla portata di tutti, e quindi un mezzo di comunicazione più sviluppato, ma dall'altro meno appetibile, meno di nicchia e, se vogliamo, meno affascinante. Essendo una sotto-cultura è per questo sicuramente terreno fertile per alcune teste di cazzo che hanno voglia di apparire facilmente, ma la cosa devo dire che non mi tocca più di tanto.

Siamo giunti a metà e le domande stronze le ho esaurite... Ora rilassiamoci un pò... Chi sono gli Holy?
Gli HOLY sono quattro amici che si conoscono da anni e hanno deciso di fare un gruppo assieme, un pò per noia, essendo tutto partito l'estate scorsa quando non avevamo nulla da fare e Milano era semi-deserta, un pò per caso, essendo stata un'idea per nulla progammata. Noi tutti abbiamo vari gruppi paralleli, e ricordo che una sera ad un concerto ci siamo chiesti proprio perchè mai non avessimo mai suonato assieme, nello stesso gruppo. Così ci siamo trovati in sala prove per vedere cosa potesse venir fuori. L'intento era quello di fare qualcosa di diverso dai gruppi in cui suonavamo e suoniamo. Ora sta per uscire il 12" su Hell Yes! ma siamo già concentrati sulla scrittura dei pezzi nuovi per il disco che ci piacerebbe riuscire a registrare entro l'estate.

Politicamente ed economicamente in Italia siamo messi un po' male (non che prima fossimo meglio comunque...). Questo si riflette nei vostri testi, in ciò che fate e dite? Oppure avete una visione più globalizzata dei problemi?
Buona parte del tempo che trascorriamo assieme dentro e fuori la sala prove è spesa a parlare proprio della situazione di merda che sta vivendo il mondo in questo momento. Così come dal mio punto di vista che anche solo organizzare un concerto o andare ad una manifestazione sia fare politica. Credo che sia impossibile dividere e settorializzare per stati o regioni i problemi, nei nostri testi riflettiamo quella che è la nostra visione del mondo che ci circonda, che sia Milano, Cinisello Balsamo o Haiti non importa. Come ho già detto non credo sia facile riuscire a risolvere un problema, forse parlarne perlomeno aiuta a non peggiorare la situazione. Anche solo far riflettere una persona è già una conquista.

Parliamo un pò del disco... Sò che una parte del ricavata delle vendite andrà a favore di associazioni animaliste... Ecco io volevo chiedervi questo: cosa ne pensate di chi si sbatte per i nostri piccoli amici nel rispetto delle leggi e chi invece lo fa senza andarci tanto per il sottile? E poi magari qualcuno potrebbe obiettare che forse quei soldi era meglio darli alla Congreazione del Buon Pastorello di Gesù per io bambini bisognosi...
Credo che l'ultima cosa di cui hanno bisogno le congregazioni religiose in generale siano i soldi delle nostre e vostre tasche, ma su questo siamo tutti d'accordo! Abbiamo scelto di donare ad Animal Equality parte dei soldi derivati dalla vendita delle nostre magliette perchè la consideriamo al momento una delle associazioni più attive sul territorio nazionale ed internazionale. Mi è capitato di recente di vedere una campagna sul miglioramento delle condizioni degli animali da allevamento intensivo, promossa dalla LAV. Mi chiedo tuttora come sia possibile che un'associazione come la LAV, che è forse la più grossa in Italia, possa definirsi animalista, facendo campagne per ingrandire le gabbie, e non per abbatterle. E' come se un'associazione promuovesse l'abolizione della schiavitù, facendo firmare petizioni per migliorare le condizioni degli schiavi, per far loro avere alloggi più comodi o pasti più saporiti…Abbiamo deciso di supportare un'associazione come Animal Equality proprio per questo, perchè prende posizioni dirette riguardo a tematiche che tante altre associazioni considerano scomode, perchè nel suo piccolo ognuno di noi può fare qualcosa e contribuire alla lotta per i diritti animali. Invito tutti a visitare il loro sito per maggiori informazioni http://www.animalequality.it/collabora/

Ho finito. Grazie del vostro tempo!
Grazie a te per lo spazio! E' stata una delle interviste più interessanti a cui abbia mai risposto! GO forthekids GO!


HOLY - The Wrong Side (Official Video) - Hell Yes Records

martedì 7 febbraio 2012

Gianni Bandini (Twilight Records | Widespread Magazine).

Questa volta tocca a Gianni, conosciuto come Bando, di parlarci un pò della sua esperienza in campo hardcore. Bando era infatti impegnato con Twilight Records prima e poi Widespread Magazine dopo, nonchè in un paio di gruppi.

Allora, io direi di iniziare un pò parlando di Twilight Records. Cosa era, cosa fece uscire e perchè il tutto si risolse in una bolla di sapone.
Twilight Records nacque a metà anni 90 dalle menti dei bolognesi Andrea Bassi e Marco Voltani. Solo una volta che il progetto era già ben definito chiesero la mia collaborazione; ed io accettai volentieri. La scelta delle band da pubblicare era prevalentemente la loro, com’era giusto che fosse dato che tra i tre io ero sicuramente quello che teneva meno pubbliche relazioni con il resto della scena (è una questione di carattere, io in genere sono sempre un po’ defilato). Facemmo uscire 4 titoli: il 10” degli AGEING “fragments”, che fu a mio giudizio la cosa migliore del nostro piccolo catalogo; poi il 7” omonimo degli SNOWFALL; il cd degli STELLAR ed in ultimo il 7” d’esordio dei PRODUCT in cooperazione con la GREEN RECORDS. Portare avanti un’etichetta per quanto piccola fosse era un gran impegno e richiedeva tempo e dedizione. I ruoli all’interno della label si definirono in automatico in base alle naturali inclinazioni di ciascuno di noi; per cui io finii ad occuparmi della realizzazione dei prodotti, dalla stampa dei vinili o CD, alla grafica degli stessi. Marco ed Andrea si occupavano, come dicevo prima, dei rapporti con le band, della distro, della promozione ecc. L’esperienza fu breve perché dopo gli entusiasmi iniziali, l’onere finanziario, da cui si riusciva a rientrare a stento, e il sempre maggior tempo necessario da dedicare all’etichetta ci spinsero a fare la scelta di chiudere il capitolo piuttosto che tirare avanti una cosa in cui sapevamo non avremmo messo più il 100%.


Hai nostalgia di quei tempi? Oppure sei uno di quelli che dice: "Sì ok è stato figo ma mai e poi mai ci ripenso".
Sai, dal momento che ho sì allentato la presenza, ma mai nettamente staccato la spina dalla scena hc per me è ancora una cosa che continua da allora senza interruzioni. Quindi il sentimento della nostalgia proprio è forse l’unico che non mi pervade. Certo negli anni 90 il mio coinvolgimento era totale, ora è più da semplice spettatore se escludiamo il mio piccolo impegno a recensire dischi sul blog “Ribelli a vita” di Ricky Signorini. Però dal momento che i tempi maturano, e le persone e le band cambiano fino ad avere un reale avvicendamento generazionale ci si sente naturalmente più distanti dalle nuove situazioni. Ma non a disagio, non per quanto mi riguarda almeno.


Poi venne Widespread Magazine. Stampato in 1000 copie, tipografia, foto e gruppi ultra fighi (almeno per me), Giangiacomo come socio, un'intervista a Rudy degli Indigesti che ancora oggi è leggendaria... Anni fa tu mi dicesti che in certi giri non riuscivate a piazzarla per via di un certo ostracismo verso una pubblicazione troppo professionale e amerrigana... Poi anche li puff, due numeri e finita pure questa esperienza...
Già… il gioco è bello finchè è breve verrebbe da dire… WIDESPREAD MAGAZINE fu un’idea partita proprio da Giangiacomo e da Matteo Di Giulio (che però si ritirò immediatamente dal progetto). Vorrei fare un piccolo passo indietro e ricordare che pochi anni prima, sempre con Giangiacomo ed un altro grande amico, Marco Salieri, avevamo fatto uscire due numeri di una fanzine chiamata DEAR JUSTICE (da un brano dei Fugazi), questa volta fotocopiata, in cui tra le altre pubblicammo un’intervista agli Integrity fatta durante la loro prima tournee italiana del 1992, ed una ai Warzone fatta per posta! Sia con la Twilight che con Widespread c’era come idea di partenza quella di realizzare prodotti più curati e “professionali” possibile, puntavamo cioè a fare proprio come le etichette e le fanzine ultrafighe americane. Perlomeno quelli erano gli intenti. Volevamo quindi fare un salto di qualità all’interno della scena italiana, che era a nostro giudizio poco ”appetibile” al mercato hc americano (che non dimentichiamoci era quello di riferimento assoluto), ma non perché scarsi in proposte musicali, ma perché deboli proprio come immagine. Widespread raccolse da un lato molti consensi, dall’altro molte critiche proprio per questa sua attitudine “esterofila” di presentarsi. Sai allora la scena hc era a compartimenti stagni: c’erano gli emo (screamo), i vegan, gli old school, quelli che ascoltavano solo hc melodico ecc. Ognuno con le proprie idee radicate, e poco accondiscendenti verso le altre fazioni. Era quindi naturale che una fanzine generalista come Widespread suscitasse umori contrastanti. Se prendi ad esempio l’estetica della scena emo dell’epoca, era praticamente l’opposto di come ci presentavamo noi. Anche se, paradossalmente, la finta “arte povera” a base di tutta l’estetica emo era molto più studiata (per inciso, producendo parecchi capolavori) di quanto fosse la nostra. Il nostro tentativo in verità non fu il primo in assoluto: pochi anni prima era uscito l’ultimo numero della fanza milanese “Linea Diritta”, che pure fu stampata su carta patinata e con interviste e contenuti molto interessanti! Quello fu un sicuro riferimento per noi... Comunque l’esperienza non ebbe un prosequio proprio perché il nostro impegno non ebbe sufficiente riscontro. E sai, ad uscire in perdita non vai avanti molto…. Ma tant’è che alla fine una parte del nostro scopo è stato aggiunto, e una piccola rivoluzione all’epoca l’abbiamo fatta se ancora oggi a distanza di tanti anni qualcuno ancora mi chiede di quella fanzine. Mi dispiace non ne sia mai uscito un terzo numero, se non altro per una bellissima intervista che feci ai WITH LOVE, allora forse la band di punta in Italia e non solo della scena emo, e che ancora oggi Nico Vascellari mi chiede di recuperare in qualche maniera. Era una bella intervista perché verteva su tutti quegli atteggiamenti molto criticati di cui la band era accusata, e c’erano delle belle risposte!


Secondo te, con i mezzi che abbiamo oggi ma con un pubblico che francamente molto spesso rasenta il ridicolo, saresti in grado di ricreare ciò che hai fatto in passato oppure è solo figlio del tempo che fu?
Viviamo in questo periodo un paradosso non da poco: di fronte alla moltitudine di opportunità che l’era digitale ci sta regalando, sia in termini di produzione che in termini di diffusione, sembra che l’effetto ottenuto sia il contrario del voluto: c’è una dispersione pazzesca ed una frammentarietà senza eguali. Negli anni 90 quando ancora non c’era internet ma si ragionava con le fanzine, le distro ed alcuni negozi di dischi specializzati (che furono fondamentali per il consolidarsi di una scena), se nel paesino disperso dell’Iowa usciva un 7” valido in tiratura di 500 copie si veniva sicuramente a sapere. Oggi tra Myspace, fb, blog vari nelle cose ci devi incappare quasi per caso. Se qualcuno riuscisse a convogliare ed ottimizzare questi grandi mezzi in un qualcosa di più organico e diretto, allora si riuscirebbe a ricreare ciò che dici tu. Ma al momento sembrano tutte gocce di un oceano. Mancano i network ed i punti di riferimento all’interno della scena hc. Una volta c’erano. Se oggi voglio vedere quali sono le nuove uscite discografiche, o quali nuove band, dove devo guardare? Dove devo cercare??? Questa è una questione fondamentale. Però riguardo ad atteggiamenti ridicoli che tu citi, vorrei puntualizzare che proprio negli anni ’90 toccammo il fondo con la scena vegan, ai cui concerti si assisteva ad un violent dancing da cerebrolesi, con quelle assurde mosse di arti marziali e calcioni volanti… che patetici!!!


L'hardcore si è decisamente evoluto (o involuto, dipendi a chi rivolgi questa domanda) nel corso degli anni. Per te è ancora importante e soprattutto ti ha lasciato qualcosa in come vivi, oppure è solo una serie di dischi da collezione messi in ordine su una mensola?
Beh, innanzitutto sottolineo che sono molto orgoglioso dei dischi della mia collezione… ma venendo alla parte importante della domanda per me l’hc è ancora uno dei motori trainanti della mia vita. Per tante ragioni: la più importante è che è la musica che adoro… ascolto anche altro, ma l’hc è sempre in pole position. Poi mi ha creato una serie di amicizie negli anni che a tutt’oggi sono rimaste e sono ancora solidissime. Persone con bellissime personalità la cui frequentazione è un continuo arricchimento. E l’hc in sé mi ha trasmesso come stile di vita una visione sempre molto critica e personale verso gli eventi della vita e dell’esistenza in genere, una presa di distanza da archetipi precostituiti che siano essi religiosi o sociali. Non penso che il funky o il metal possano avere lo stesso potenziale in questo senso qua.


Verso la fine degli anni 90, molta gente che ascoltava e viveva l'hardcore si è spostata verso altri tipi di suono come l'elettronica. Stessa cosa la visse la scena alla fine degli anni 80 con il passaggio al rap e alle posse. Come giudichi tutto questo? Effettivamente l'hardcore è solo una fase di passaggio?
Per molti sicuramente lo è, ma non per tutti. L’hc è storicamente un fenomeno molto legato all’età adolescenziale (e post) e al periodo della scuola. E quando sei adolescente o post adolescente tendi a vivere le esperienze del momento con tanta enfasi. Poi le fasi della vita si susseguono, i radicalismi si smorzano e a quel punto molti cambiano. Però in tanti di questi soggetti, che nella vita hanno presto o tardi abbandonato l’hc, rimane comunque un’impronta dentro e in genere si tratta di un imprinting positivo, raramente sento di dinieghi o di repulsioni totali per il proprio passato hc. Personalmente nelle mie fasi di vita, senza dovere mai abbandonare l’hc ho parzialmente abbracciato il rap (il brano “Stop al panico” degli ISOLA POSSE ALL STARS fu una folgorazione), la musica elettronica e diversi altri generi. Ma la differenza è che quella è musica che ascolto, non che vivo com’è invece per l’hc.


Ci si vede spesso ai concerti, si comprano ancora dischi ecc. La magia è sempre la stessa o siamo solo degli inguaribili nerd?
La magia si è molto affievolita perché la proposta musicale nell’hc odierno non è molto allettante. Quanti dei concerti che ti sei visto negli ultimi anni li consideri memorabili?? Certo per un ragazzo (o ragazza) che si affaccia nella scena hc per la prima volta oggi lo spirito sarà sicuramente molto più frizzante del mio, e questo si ricollega al discorso del salto generazionale che ti facevo prima. Ma permettimi uno slancio di presunzione da “uomo vecchio” dell’hc: colleziono dischi che vanno dal 1976 ad oggi, in certosina continuità, ed oggi la proposta è decisamente la meno intrigante tra tutte quelle prese in considerazione. L’hc si deve rinnovare. Non chiedermi come, ma è ora di un altro salto. Certo non facendone uno indietro, come va tanto di moda in questi ultimi anni dove si prende il peggio dell’hc anni 80 (mi vengono in mente i mediocri JFA tanto blasonati negli ultimi tempi) e lo si ripropone come fosse la crociata di redenzione per un ritorno alle origini. Bleach! Indietro non si torna. Ma per contro, se il nuovo deve essere rappresentato da una realtà come i FUCKED UP, che con i loro lp di lunghezza astrale fanno venire l’orchite ad un bradipo, e aggiungiamoci a peggiorare il quadro un cantante monocorde ed inespressivo, beh allora nemmeno li ci siamo.
Non mancano comunque le proposte valide, ad esempio l’ultimo lp dei PULLING TEETH “Funerary” rasenta il capolavoro, e realtà minori come GIVE e COLD STARE stanno facendo uscire dei bei dischi. Però sono davvero esempi sparuti.


Negli anni 90 la scena hardcore era fortemente politicizzata e questo dava luogo ad accesi dibattiti e confronti. Ora il tutto si è fortemente ridimensionato in favore di una certa frivolezza e menefreghismo diffuso. Tu come la vedevi negli anni 90 e come la vedi ora?
Proprio come la vedi tu. La domanda contiene anche la risposta. Si è passati da un periodo di forti contrapposizioni ed ideologismi come negli anni 90, dove però esistevano al pari anche importanti filoni creativi nei vari sottogeneri dell’hc, ai tempi odierni dove la cosa importante sembra solo quella di copiare da modelli del passato oramai assurti a semileggende. E’ un periodo di forte stagnazione: o la scena si rinnova, o è la volta buona che tira le cuoia.


Mi ricordo di un concerto al Confino di Cesena, con Product, Tear Me down, Last Man Standing e altri, in cui ad un certo punto il cantante dei Product disse che l'hardcore non era politica, mentre 20 minuti dopo il Sardo dei Tear Me Down espresse parere totalmente opposto. Eravamo presenti tutti e due. Io mi ricordo che dentro di me diedi ragione al Sardo. Tu invece come ti ponesti? E soprattutto, lo pensi ancora?
Bellissimo quel concerto dei TEAR ME DOWN. Allora ero allora totalmente in sintonia con l’affermazione di Sardo, e ancora lo sono. Ma è una mia visione, il che non significa che debba essere un dogma. Il punk e l’hc hanno sempre incorporato svariate anime, quella artistica, quella politicizzata, quella nichilista, quella filoreligiosa ecc. E nella politicizzata anche quella di destra (fortunatamente minoritaria), che piaccia o meno. Quindi pur trovandomi d’accordo con le affermazioni del Sardo per quanto concerne la mia visione personale dell’hc, devo però ammettere che l’opinione espressa dai PRODUCT non era per niente fuori dalla realtà e dalla storia.


Ultimamente si sono riunite un bel pò di vecchie glorie anni 80 e 90. Io generalmente non dò troppo peso alla cosa, vado a vederli dal vivo perchè magari ai tempi ero troppo piccolo. Tu invece che molti di questi gruppi li hai visti, che effetto ti fa?
Mi lascia abbastanza indifferente. Non mi creo mai aspettative, spero solo che suonino bene i loro brani. Ma a parte questo, non mi trasmettono niente di più. Per quanto possa essere stato bello il concerto di reunion dei GORILLA BISCUITS che vidi a Rimini pochi anni fa; oppure quello degli UNBROKEN che io e te abbiamo visto a Londra, una volta uscito dalla sala non mi sono portato dietro niente. Poi sempre meglio una bella reunion che una serata passata davanti a facebook. Se non altro per l’occasione di ritrovarsi con buoni amici. La cosa simpatica delle reunion è che spesso ci incontri personaggi più o meno storici che non vedevi da 15 o 20 anni, che magari stavano smettendo di andare ai concerti proprio mentre noi cominciavamo… quelli sì sono autentici flashback! Una considerazione che però spesso mi è sorta spontanea dopo quei concerti reunion, è un confronto tra quelle bands e quelle attuali, sulla capacità ormai persa di creare brani memorabili da cantare domani.


In un vecchio numero di Emphasys fanzine, redatta dai ragazzi dei Tempo Zero, c'è una tua lunga column riguardante il problema di scambiare dischi oltreoceano. L'ho riletta l'altro giorno e mi pare che le cose siano un minimo migliorate. Cosa mi puoi dire?
Oddio qui ci scappa la figura di merda e confesso che non ricordo di quella column. Ti do una risposta “laterale” dicendoti che oggi internet, ed i servizi ad esso collegati come Ebay e Paypal hanno velocizzato e semplificato notevolmente gli scambi e gli acquisti di materiale discografico e non. Prima di internet ti arrivava una lista a casa; se ti interessava qualcosa scrivevi al tipo indicando le tue richieste. Il venditore (o trader) ti inviava la richiesta di esborso , allora facevi un vaglia internazionale per inviare il denaro (o li spedivi cash in busta, quindi dovevi preventivamente aver scambiato dei dollari dalla banca), e una volta che il venditore aveva ricevuto il denaro (ci voleva anche più di un mese) ti mandava i dischi. In tutte queste fasi dovevi poi affidarti alla buona sorte, visto che non avevi modo di inviare email al venditore per eventuali solleciti. Oggi internet ha azzerato molti di questi noiosissimi passaggi, ma però ha ufficialmente lanciato un mercato, con conseguente aumento dei prezzi. Come sempre ogni novità porta in se pro e contro.


So che per un pò di tempo hai pure cantato in un gruppo...
In due per la precisione: nei primissimi anni ’90 negli X-POINT di Imola, dove Giangiacomo suonava il basso e io appunto cantavo. Eravamo una straight edge band in erba, ma durammo il tempo di un lampo: pochi concerti, nessun demo inciso e ci sciogliemmo davvero in fretta. L’unica cosa notabile di quell’esperienza è che una sera dovevamo suonare a Faenza di supporto agli inglesi LEATHERFACE, che però diedero bidone e non si presentarono. Quindi suonammo solo noi. E facemmo pena.
L’altra band invece fu un po’ più concreta, e parliamo dei COSA NOSTRA. Qui ci spostiamo ai primi anni 2000, e come baricentro Bologna. I C. Nostra erano una cover band che riproponeva in chiave personale i classici hc anni ’80 italiani, rigorosamente cantati in italiano. Eravamo in sette, di cui tre cantanti che ci alternavamo all’interno di ogni brano. I personaggi erano un po’ tutti nomi noti all’epoca, ed anche oggi mi verrebbe da dire. C’era gente degli IVORY CAGE/ SUMMER LEAGUE, altri dei SUMO; poi Marco della Twilight ed Enrico di Atlantide.
Anche in quel caso facemmo pochi concerti, tutti tra Imola e Bologna, ma fortunatamente riuscimmo ad incidere almeno un brano prima di sparire: la cover “Nichilistaggio” dei NABAT per la compilation CD “What the hell we are still doing here” del 2003 su RUMBLE FISH; brano recuperabile da Youtube con una semplice ricerca. L’esperienza dei C. Nostra durò l’arco di qualche mese, ma fu molto positiva. Ricordo in particolare un concerto che tenemmo ad Atlantide con una bella partecipazione di pubblico. Ci sciogliemmo perché mettere insieme sette anime, che vivevano a distanze non proprio trascurabili l’une dalle altre, era diventata impresa impossibile. Non ci si riusciva mai a mettere d’accordo sui giorni delle prove; col risultato poi che quando si andava a suonare in pubblico si facevano troppe stecche clamorose.


Grazie mille per il tuo tempo. Se ti va aggiungi ciò che vuoi.
Un ringraziamento a te per questa bella opportunità è più che dovuto. Detto questo aggiungo un po’ di rammarico nel vedere come oggi ci si ostenta hardcore… pure qui sono saltate fuori le divise, ma non da oggi bensì dai primi anni ‘90: le scarpe di certe marche, così come i jeans… poi i tatuaggi di ruolo, il taglio di capelli cool... Troppo. L’unica estetica caratterizzante dell’hc sono le T-shirt autoprodotte dai gruppi (o dalle labels); quella è un’autentica esternazione dello spirito hc che dalle origini arriva ad oggi, con la sua creatività, i suoi messaggi. Mica le scarpe della Vans

lunedì 6 febbraio 2012

Massimo Meloni (By All Means | Society Of Jesus).

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Bhè, credo che il Melo non abbia bisogno di presentazioni. By All Means, Society Of Jesus, Egotismo, The Legendary Blumergaster fanzine. Ora invece è impegato in progetti elettronici e si occupa dell'etichetta Spina Bifida Records (spinabifidarec.blogspot.com). Ho voluto rispettare il modo in cui Melo ha risposto alle mie domande come punteggiatura, maiuscolo e minuscole, perchè così mi è parso tutto più fluido e sentito.

Allora comincio subito col chiederti cosa fai oggi e in generale se sei ancora addentro alla scena hardcore punk.
allora, cosa faccio oggi? oggi sono abbastanza schifato dalla scena hc punks perche mi sembra , un po come tutto, diventata molto superficiale ,dove tutto non ha piu importanza e dove l importante è diventato solo effere fighi e apparire,( spero non proprio per tutti).comunque si mi sento ancora farne parte, e penso che questo non mi scenderà mai....ora suono da poco tempo in progetto mosh, sludge,doom , con amici tra i quali adriano dei bam, adamennon, marcella no somos nada, e francesco leroy..e da anni ho una assoluta passione per noise drone power eletronics, e ho piu di un progetto con cui provo a fare questo divertendomi un sacco, e una etiche tta con un caro amico, jacopo no somos nada, chiamata spina bifida rec....

By All Means: un gruppo a mio parere molto importante, perchè specie nel secondo disco, introdusse tematiche come l'omosessualità, i diritti umani, animali ecc. che prima magari erano stati trattati con piglio un pò troppo superficiale. Che cosa ti ha lasciato quell'esperienza e perchè è finita? Ti senti mai con gli altri amici con cui hai condiviso quegli anni all'interno del gruppo?
con i bam abbiamo sempre parlato di cose che ci riguardavano da vicino , erano le nostre vite, e tutto quello che è stato trattato ci ha toccato sul serio e ci ha lasciato cio che siamo penso, cioè un modo di vedere il mondo critico, e non proprio usuale,la storia è finita dopo 11 anni di concerti e tour e incisioni, beh penso sia finita come finiscono tutti gli amori prima o poi, cera chi voleva fare altro, chi si era stancato, chi ha cambiato vita...ecc...beh si alcuni di loro li vedo molto spesso come adriano con cui suono, il gallo lo vedo abbastanza , matteo ogni tanto , da to che ha familia e 2 bimbe,e alcuni sono scomparsi nel mondo.

1999: il tour americano con gli Avail, del quale nel frattempo eravate diventati ottimi amici. Vuoi darci qualche impressione in merito? Come è stato sbarcare in una terra che è stata per anni demonizzata da legioni di gruppi hardcore punk? Qualche aneddotto?
il tour con gli avail è stato indimenticabile, e loro si sono rivelate delle persone eccezionali senza le quali non avremmo mai fatto quel tour, e conosciuto gente fantastica, e visto anche un mondo parallelo, come l hc americano che è tutto un altro pianeta da quello europeo,non migliore ma solo diverso, forse piu superficiale o forse no, ma sicuramente diverso,.poi arrivare in america per la prima volta è un po come andare al luna park. e al di la di tutto piacevole, visto cose spregevoli e cose fantastiche, sicuramente una solidarietà non indifferente, una ospitalità eccezionale, e appena sapevano che eravamo italiani la gente impazziva e comperava tuto quello che avevamo in distro, qualcuno mi ha anche chiesto se conoscevo negazione o indigesti , e qualcuno mi ha detto che non sapeva che esistessse il punk anche in italia...hahahaahahahahahahahhahah

The Legendary Blumergaster fanzine: ne sono usciti se non sbaglio due numeri. Ancora oggi mi piace sfogliarla. Chi c'era oltre a te dietro al progetto? Come vi organizzavate il lavoro? Come mai si è conclusa?
blumergaster è stata la nostra prima esperienza in campo fanzine cartacea, e ci piaceva dare voce anche a gruppi italiani della madonna di allora , come concrete, evidence e 1000 altri eravamo sempre noi i bam, e facevamo un po tutto tutti, ogni volta cambiava ....si è conclusa per mancanza di tempo di energia e non so...prima o poi finisce tutto......

La Scintilla: uno dei più vecchi e famosi centri sociali. Da lì sono passati veramente tutti. Tu in che modo eri coinvolto? Quanto ha contato come esperienza? Era veramente un modo diverso di concepire la musica?
la scintilla nella mia vita ha contato davvero tanto..io ci vivevo, e ci ho abitato per 5 o 6 anni, dove ho organizzato e partecipato ad ogni concerto, in quel periodo quella era la mia vita non ho fatto altro perche non mi serviva altro, stavo bene cosi, dove ho conosciuto un mondo intero, dove mi sono avvicinato alla politica( non partitocratica)si la scintilla mi ha formato...ora non c'e piu nulla.

Passiamo all'Arghhh negozio ed etichetta. Purtroppo ai tempi non ho fatto in tempo a visitarla ma i dischi che facevate uscire li possiedo e li custodisco gelosamente. Chi avete fatto uscire? Come è stato lavorare in un negozio? Tu ci lavoravi solamente oppure eri parte integrante della gestione? Come mai dopo un pò di anni questa esperienza si è conclusa?
argh un bellissimo ricordo, io ero semplicemente un commesso e ci alzavo i soldini che mi bastavano per vivere, non facevo parte dell'etichetta o dei titolari, come max che è stato una delle persone piu belle che io abbia mai conosciuto, era autentico e spontaneo, penso che mi abbia influenzatto davvero tanto averlo vicino, poi il tutto fini, per fallimento.

Sò che hai una grande passione: la bicicletta. In una società come la nostra, sempre più votata al possedere auto costose e potenti, la bicicletta può essere un mezzo alternativo per ricongiungersi in maniera più armoniosa con la natura?
certamente si, la bicicletta non inquina e ti permettere di vedere tutto quello che hai intorno, i viaggi tornerebbero ad essere una parte integrante e non solo la metà è importante, ma con questa crisi penso che stia per essere rivalutata molto, io amo la mia bici e tutte le bici da sempre, e adesso è lunico mezzo di trasporto che ho........go bike punk go

Siamo a Pesaro nel giugno del 1998. By All Means e Avail. Ad un certo punto tu fai un discorso contro le banche ed un ragazzo nelle prime file fa una battuta che tu non gradisci proprio e gli rispondi per le rime. Te lo ricordi? Io ai tempi avrò avuto 19 anni e dietro al mio banchetto di dischi pensai che in fin dei conti l'hardcore era soprattutto questo, cioè uno scambio di opinioni. Te lo ricordi?
non me lo ricordo assolutamente, spero di non averlo aggredito visto che sono puttosto impulsivo gia di mio!!!!!!!!!!!!comunque questo succedeva un po a tutti i concerti dei bam, poi dopo anni mi sono accorto che questo non avveniva piu e stavo dicendo sempre le stesse cose alle stesse persone e cio è stato il mio motivo di divorzio dai bam.

Questa volta siamo al Confino di Cesena, luglio 1997, due giorni. Gli Absence sono sul palco, ed ad un certo punto Nico dei With Love e mi pare tu irrompete nella sala brandendo un volantino che parlava dell'essere contro l'aborto facendo sentire le vostre ragioni. Sei ancora di quell'opione o nel frattempo hai mutato un pò l'angolatura di osservazione sull'argomento?
di cio mi ricordo benissimo e penso che non lo dimenticherò mai, perche quel volantino parlava abbastanza di noi, nel senso che era mirato, e dato in quella situazione apposta e parlava diaborto di atteggiamenti sessuali ambigui e promischi. io letteralmante sono impazzito, perche era la prima volta che in italia mi trovavo davanti a persone del genere nel mondo hc,e mi sconvolse molto, si io la penso esattamente ancora cosi, ma fabio il cantante no, hahahaha ora ci scambio anche dischi, che ironia.

Durante gli ultimi tour in Italia, gli Avail suonarono quasi sempre in grossi club (come la data con gli Snapcase al vecchio Estragon di Bologna) con conseguente alto prezzo all'entrata. Quale impressione ti fece ciò? Ne hai mai parlato con i ragazzi degli Avail?
ma loro ad un certo punto hanno deciso di farlo per lavoro, e proprio per questo hanno iniziato a cambiare formazione spessissimo e poi ci siamo persi di vista, ora sento e vedo soltanto erik il batterista che ha 1000 hc, rock& roll, e tim il cantante che tutto ora come passione viaggia saltando su e giu per i treni merci.

Society Of Jesus: grind core in cui tu suonavi il basso se non erro. Cosa ti ricordi di quell'esperienza?
fantastici, eravamo tutti i bam che cambiavamo strumenti, mi sono divertito davvero tanto, e mi piacevano forse piu dei bam, eccezionali,nati per scherzo poi diventati un gruppo vero e proprio

Ti viene mai la voglia di riformare i By All Means e di ricominciare?
assolutamente no, trovo patetiche e scadenti tutte le reunion, sono cose per persone morte che non hanno saputo rinnovarsi o che si sono fermate nel loro percorso musicale e di vita per quanto mi riguarda. petralia continua a dire di si io non ci credo piu, e pensa che abbiamo detto di no a 2 etichette americane che la volevano fare , ma non pareva corretto visto che petra è un amico tuttora e lui distribuiva in tutto il mondo

L'hardcore è molto cambiato. Ora i gruppi molto spesso badano a stampare 5 tipi di maglietta diversa, stampano solo cd, cercano da subito di accasarsi presso qualche promoter che gli garantisca quei tre o quattro concerti al mese di spalla al gruppo americano figo di turno che poi magari manco gli fa fare il sound check. Cosa ne pensi?
tutto questo non mi interessa piu, la scena è cambiata insieme al mondo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ho concluso. Grazie mille per il tuo tempo!
grazie marco mi sono divertito..se vuoi sapere altro dimmi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Andrea Fantini.

Un'altra voce dalla mia città, Cesena. Q"uesta volta tocca ad Andrea, meglio conosciuto come Fanta. Ha fatto parte quasi fino alla fine del collettivo che gestiva il Confino ed anni prima era attivo dietro al microfono degli Evergreen, ottimo gruppo che miscevalava influenze Lifetime ed Eversor, che arrivò ad incidere un demo e a suonare in giro. Da non dimenticare il fatto che Fanta è stato un gradevolissimo compagno di viaggio quando siamo a andati a vedere miriadi di concerti tipo Game Face, Refused, Shelter, ecc. ecc.


Andrea cosa hai provato alla notizia della chiusura del Confino? Ultimamente le cose erano molto cambiate, il tasso di politicizzazione era decisamente più alto che in passato e l'aria che si respirava era decisamente diversa...
E' stato un brutto colpo. Sono stato uno degli ultimi della prima gestione, uno di quelli che ha passato il testimone, per così dire. I ragazzi subentrati erano in gamba e, pur non condividendo tutto e viaggiando parecchio all'estero, ho continuato a frequentare, quando potevo, il posto. Penso che restasse un riferimento dentro la città, un luogo di alterità fondamentale. Con la sua chiusura, se ne sono andati 15 anni di esperienze condivise, di autogestione, di riflessione e pratica politica.


Evergreen: tu ne eri il cantante, vi ho visto parecchie volte dal vivo e conservo ancora il vostro demo. Cosa ti spinse ad imbarcarti in quel progetto e perchè ad un certo punto avete detto basta?
Ahahah! Hai il nostro demo? Pensa che io non me lo trovo più. Comunque, ho un bel ricordo di quel periodo. C'era un grande fermento. Ascoltavamo un sacco di roba straniera, come Still Life, Lifetime, ma anche parecchi gruppi italiani, come Concrete, With Love, Eversor, Kina, gruppi che spesso passavano al Confino, pieni di amici. Tutti, negli Evergreen, suonavamo in altri gruppi, ma volevamo qualcosa di nuovo, che mescolasse in maniera originale queste influenze. Rumore aspro e melodia. Sentimento e politica. Un equilibrio precario, che è durato poco ma credo abbia dato risultati dignitosi. Poi ognuno ha preso la propria strada. Restano ricordi intensi. Era come stare in una grande officina creativa, aperta a mille suggestioni.


Ascoltare musica ai tuoi tempi era un pochino più difficoltoso che adesso. Mi ricordo che si prendeva il treno e si andava anche lontano per acquistare vinili e magliette o più semplicemente per sentire che aria tirava. Hai qualche aneddotto da raccontarci in merito?
A 15-16 anni, comprare dischi era un'avventura. O si andava ai concerti, e si comprava direttamente nelle distro, o si partiva per l'Emilia, il Veneto, Milano. Dalla mitica due giorni di Padova, ad esempio, si tornava sempre con uno zaino di 7” e fanzine (quando c'erano soldi). Oppure si andava all'Aargh, a Modena, dove trovavi parecchie cose e raccoglievi novità, suggerimenti. Spesso ci si chiudeva nei bagni dei treni e si fuggiva dai controllori per risparmiare la spesa del biglietto e aver la possibilità di comprare un vinile o una maglietta in più. Ci divertivamo, insomma.


Ascolti ancora hardcore? Oppure è relegato nell'album dei bei ricordi?
Come no? Certo, i miei gusti musicali sono molto cambiati, ma restano dei gruppi dei quali non potrò mai fare a meno. I Minor Threat, ad esempio. O i Fugazi, i 7 Seconds, i Bad Brains, i primi Negazione, certi pezzi dei Kina. Roba che mi fa ancora saltare di gioia come un ragazzino. Non credo che si possa gettare nell'oblio una stagione così bella e così intensa. Almeno finché si conserva un po' di giovinezza e di vita, dentro.


Ad un certo punto tutto il vecchio giro si è come dissolto. Mi ricordo che una volta entrai al confino e vedendo tutti questi crustoni e borchiati vari mai visti prima rimasi un pò spiazzato. Secondo te cosa ha portato chi frequentava prima il posto a mollare piano piano?
Sì, come ho detto prima, sono stato uno degli ultimi della vecchia gestione e ho sperimentato direttamente il mutamento. Ti confesso che anch'io all'inizio ero spiazzato. Non mi piaceva tutto della nuova gestione. Ma pur criticandone alcune scelte, ho sempre avuto molta stima per i ragazzi subentrati, e credo che senza di loro il Confino sarebbe morto assai prima. Noi “vecchi” eravamo rimasti ben pochi. Dopo anni di grande energia, era arrivata una certa stanchezza e alcuni, comprensibilmente, hanno preso altre strade. Credo che sia fisiologico, quando non si ha un progetto durevole nel tempo o ben definito politicamente. Non che non avessimo idee chiare, da certi punti di vista. L'idea di autogestione, ad esempio, è sempre stata al centro delle nostre attività. Ma non avevamo un'impronta politica così netta, predefinita. E forse questo è stato il limite e il pregio di quella prima esperienza. Ingenua, probabilmente, ma piena di energia, di apertura, di creatività.


Mi ricordo che c'era un buffo personaggio di Cesena di cui adesso non ricordo il nome, che si lamentava del fatto che il Confino dovesse essere aperto tutte le sere così lui ed i suoi amici poteva bersi una birretta in pace senza spendere i milioni in qualche locale del centro. Inutile dire che la vostra reazione fu assolutamente negativa...
Ahahah! Qualcosa mi sembra di ricordare... Ma sì, scaramucce giovanili. Problemi un po' più seri ci furono, invece, quando ci scontrammo con gente che tentava di spacciare dentro o nelle vicinanze del posto. Parlammo loro in maniera piuttosto decisa e, fortunatamente, non fu necessario prenderli a calci nel culo.


Il mondo cambia ad un velocità allucinante. Ciò che ieri davamo per scontato, tra 20 minuti magari non lo sarà più. Come ti rapporti a ciò?
Il mondo muta, la vita ci trasforma. Non sono qui per fare filosofia spicciola, ma effettivamente niente resta uguale nel tempo e non si può parlare sempre la stessa lingua. Però è vero che le esperienze ci restano dentro, e che chi ha cuore e cervello sa metterle a frutto. Non mi spaventa il mutamento. Temo, invece, nel mondo che mi circonda, la paura, l'abbandono, cose che preludono all'amnesia e all'arroganza. La creatività, la voglia di imparare e il coraggio sono peculiarità della giovinezza. Dovrebbero accompagnarci tutta la vita, e aiutare ad affrontare le trasformazioni, a cogliere il senso delle situazioni e quindi a calibrare meglio le nostre azioni.


L'aver frequentato il circuito hardcore ti ha aiutato nel rapportarti con la società in cui volenti o nolenti siamo costretti a vivere ogni giorno?
Certo, è stato fondamentale. Soprattutto mi ha aiutato a capire come sia possibile mettere a frutto le differenze e le sensibilità individuali in un contesto collettivo. È il concetto di autogestione, del “do it yourself”. Una straordinaria idea anarchica che il punk e l'hardcore hanno saputo rivitalizzare e mettere al passo coi tempi, direttamente nella pratica quotidiana. Quando ti trovi di fronte a una società come quella di oggi, tutta tesa alla massificazione, a un potere che isola per appiattire e controllare meglio, ti accorgi di quanto questa idea sia destabilizzante e contagiosa. È un'idea che fa paura e al tempo stesso piace. E che, come tutte le idee sovversive e liberatorie, occorre praticare con sensibilità e intelligenza.


Ho concluso. Grazie mille!
Grazie a te, Paso. È sempre un piacere parlare di queste cose. Spero che questi ricordi non vengano colti come nostalgie, ma come un invito a costruire nuove avventure nel presente.

domenica 5 febbraio 2012

Michele Sapignoli.

Cominciamo con le parole di Michele, organizzatore di concerti al Confino di Cesena (oggi purtroppo non più esistente, o per meglio dire c'è ma il comune lo tiene lì a marcire senza farci nulla), fanzinaro con Taxi Driver, distributore di dischi nonchè a capo dell'etichetta World Too Small. I primi tempi che bazzicavo l'hardcore è stata una delle prime persone che ho conosciuto, anche perchè frequentando la stessa scuola di suo fratello ci si vedeva spesso.

Partiamo dalla fine: qual è stata la tua prima reazione quando hai saputo della chiusura del Confino?
Mi è dispiaciuto, anche se erano anni che non ci mettevo piede e non so bene che piega avesse preso.


Il Confino negli anni 90 era diventato molto popolare come epicentro della scena emo/power violence/hardcore politicizzata italiana e su quel piccolo palco sono passati veramente tutti, dagli His Hero His Gone, ai Kill Holiday per finire con i Karate (me la ricordo ancora la tua faccia stupita quando via email ricevesti le loro richieste, compresa la disposizione degli ampli sul palco ahahaha). Se questo da un lato creò concerti memorabili, dall'altro scontentò quell'ala più oltranzista (specie di Forlì) che vedeva il Confino un posto per zozzoni e falliti vari. Quali erano i tuoi pensieri al tempo? Ti fa ridere un pò questa cosa se ci ripensi?
Come ti muovevi per organizzare i concerti?

Tutto nacque quasi per caso e ci ritrovammo a gestire in poco tempo una specie di agriturismo punk dove tutti i gruppi ci passavano volentieri a suonare per due lire e un piatto di pasta.
Impossibile citarli tutti, ma qualche gig è stato veramente memorabile. La cosa bella è che organizzavamo quello che ci piaceva senza tante paranoie. Abbiamo fatto suonare gruppi di tutti i generi: dal rock italiano al punk zozzone, metal, screamo etc etc...
I ragazzi di Forlì criticavano molto ma erano sempre lì ai concerti... per cui veramente non so cosa dire.


Verso la metà di quegl'anni mi ricordo che cominciasti a scrivere una fanzine, che si chiamava Taxi Driver. Piccola, fotocopiata e ben fatta. Ti ricapita mai di riprenderla in mano? Ti sarebbe piaciuto farla diventare qualcosa di più grosso?
Mi è sempre piaciuto scrivere, per cui scrivere di ciò che mi interessava così tanto
all'epoca (la musica), era molto naturale e divertente al tempo stesso. Era veramente
un passatempo e non ho mai pensato che potesse diventare qualcosa di più grosso.


Dulcis in fundo, la distro. Questo per molti è il culmine del proprio impegno nella scena. Vendere dischi ai concerti e rendere felici le orecchie di qualcuno è una grande soddisfazione. Come ti muovevi nella scelta dei gruppi? Mi ricordo di un fighissimo gruppo australiano che presi da te a suo tempo...
Possiamo dire che la distro è la naturale evoluzione di chi compra dischi e partecipa ai concerti con la frequenza con cui lo facevo io in quegli anni. Si basava in gran parte sugli scambi, si conosceva molta gente che, come me, era appassionata di certa musica... in definitiva direi una bella esperienza. La scelta dei dischi era ovviamente legata ai miei gusti personali e rispecchiava quello che solitamente ascoltavo in ambito HC in quegli anni, cercando anche di recuperare qualche "chicca" insolita tipo il gruppo australiano di cui parli...


Et voilà arrivò pure l'etichetta (e qui dammi una mano perchè il nome non me lo ricordo troppo bene) che mettesti su con una conoscenza in comune: Enrico. Produceste un mini cd degli Aidoru poi l'avventura finì. Come mai? Pensi che quello fu il pinnacolo del tuo impegno a 360 gradi nella scena?
L'etichetta "World too small" è stata una avventura che, una volta partita in maniera un po' "naif", doveva diventare qualcosa di più strutturato. Non lo è diventato per vari motivi, di sicuro siamo stati avveduti, a quei tempi, intuendo che il vento stava cambiando (e parecchio) per quanto riguardava la fruizione della musica. Era il 2000 e ancora qualcuno si illudeva che la rete non potesse cambiare radicalmente l'universo musicale...


Diego, tuo fratello, è il batterista degli Aidoru nonchè apprezzato turnista (suona anche con Vinicio Capossela). Non hai mai pensato anche tu di diventare un musicista a tempo pieno? Una volta in una videocassetta ti ho visto all'opera mentre ti cimentavi alla voce in un pezzo dei Gorilla Biscuits...
Sinceramente no. Mi ritengo un ascoltatore attento di musica ma non mi sono mai immaginato come musicista.


Quando ti guardi indietro, e pensi alle persone che hai incontrato, ai concerti che hai visto, lo fai col sorriso, con un pizzico di nostalgia o liquidi il tutto come un fatto giovanile?
Quello che ho fatto e vissuto lo ritengo molto importante. Il DIY è una scuola di vita fantastica che ti insegna a fare tante cose senza aspettare che altri lo facciano al posto tuo. Sembrano delle frasi un po' retoriche ma con il passare degli anni mi accorgo che sono sacrosante verità.


Credi che l'hardcore ti abbia cambiato un pò nel relazionarti con gli altri e soprattutto nel gestire la tua famiglia, che sò essere abbastanza numerosa?
Vale un po' il discorso fatto sopra, e oltre a quello credo che si possano citare anche altri aspetti positivi, come la genuinità e la sincerità. Questi sono sicuramente degli ottimi alleati per gestire le relazioni con gli altri.


Ai tuoi figli parlerai mai di ciò che hai fatto anni fa? Gli racconterai solo dei bei momenti passati oppure parlerai pure i momenti difficili?

Vuoi scherzare? Certo che gliene parlo, non è mica qualcosa di cui vergognarsi! Anzi!


Ho concluso. Grazie mille!
Grazie a te Paso, domanda mia ora... dove pubblicherai queste mie righe? (curiosità)

Benvenuti!

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L'idea mi frullava in testa già da parecchio tempo, e quando finalmente quelle due falene che ho per cervello hanno finalmente cozzato fra di loro, mi sono finalmente organizzato. XforthekidsX è il nome della mia fu distribuzione/etichetta, attiva fra il 1999 ed il 2002 (prima c'era stata la fanzine Earth Division, poi Have A Nice Day distro). XforthekidsX sarebbe dovuta essere anche un magazine, che purtroppo non uscì mai per causa di tempo, soldi, programmi malfunzionanti. Ecco allora che riparto da qui, un comodo e veloce blog attraverso il quale pubblicherò interviste (realizzate da me, quindi mi scuso sin da ora) a personaggi della scena hardcore punk di ieri e di oggi. Perchè vi chiederete voi vai a rompere le palle a gente che magari ora è sposata e con prole? Perchè fondamentalmente sono un gran curiosone e mi piace indagare su cosa effettivamente è rimasto in loro di quell'esperienza. Comunque ho già messo in conto di essere mandato a cagare un bel pò di volte, non vi preoccupate. Il tutto sarà corredato, quando possibile, di foto d'epoca. L'altro motivo è che si sono sprecate tonnellate di carta, parole, dischi sulla scena degli anni '80 (che io, per fortuna o sfortuna, non ho vissuto direttamente) e manco mezza parola per quella degli anni 90, che forse è stata anche più incisiva (e qui prevedo già insulti alla mia persona). Ma non mi fermerò certo qui. Il blog sarà dedicato anche a sviscerare i nuovi gruppi che sento più affini alla mia concezione di hardcore, con domande che vi faranno conoscere il lato più cinico e stronzo della mia persona. Questo perchè io non sono affatto un nostalgico dei tempi andati, anzi, visto la mole di idioti che ho avuto la sfortuna di conoscere (soprattutto nella mia zona). Detto questo, buona lettura, non dimenticatevi di scrivermi qualche bella email di insulti, cercate di supportare uno stile di vita se non proprio vegan straightedge, almeno un minimo salutare. XpasoX

P.s.: per chi non lo sapesse (smettete pure di ascoltare hardcore), la foto sopra ritrae gli immortali Concrete di Roma, uno dei più grandi gruppi mai apparsi in Italia e sulla faccia delle terra. Comnpratevi il loro cd discografia su Shove Records e imparate due o tre cose