lunedì 23 luglio 2012

Refused | Bologna | 1996.

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Correva l'anno 1996 e facevo il terzo anno alle superiori. Ai tempi ero molto infervorato coi Refused che ai tempi avevan appena pubblicato "Songs to Fan the Flames of Discontent" che si discostava molto dai predecenti lavori (che adoro tutt'oggi) in virtu' di una svolta rock che poi aveva influenzato anche altri gruppi svedesi (vedi Abhinanda) ma che apprezzai lo stesso (poi con quello dopo, ovvero "The Shape Of Punk To Come", li mollai di colpo). Un giorno mentre sfogliavo Rumore (internet era agli albori e l'avrei avuto solo qualche mese dopo) alla solita pagina dei concerti vedo la data Refused e Milleconlin a Bologna al Covo. Niente, dovevo esserci a tutti i costi. Purtroppo ai tempi non avevo la patente e quindi che fare? Niente, l'ho semplicemente chiesto a mio babbo, che non fece una piega e mi ci portò. Grazie a lui ho potuto vedere anche gruppi come Earth Crisis, Slapshot, Down By Law, ecc. Inutile dire che i Refused tirarono giu' tutto, anche se non avevano un chitarrista che si era infortunato. Ancora piu' inutile dire che dopo 2 pezzi dei Millencolin mi incamminai verso l'auto di mio babbo che mi riportò a casa felice e contento. Quello che mi è rimasto impresso a distanza di 16 anni fu il cambio di gente sotto al palco. Con i Refused un tripudio di gente con x sulle mani e magliette pro animalismo. Con i Millencolin invece skaterini e punkettini vari. Inutile dire che io stavo con i primi ahahahahahah!

domenica 22 luglio 2012

Trade Union - One Fine Day | Video.

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Trade Union - Milano Bassano Del Grappa




OneFineDay 2000 - Live @ Underworld - London UK




OneFineDay 2000 @ IeperFest Belgium






OneFineDay on tour 2000 Germany/UK/Belgium

lunedì 16 luglio 2012

Off!Day | Seconda Edizione.

Venerdì sera presso American Graffiti Fast Food a Forlimpopoli si terrà la seconda edizione di OFF!DAY. Quest'anno mi hanno invitato ad esporre un pò di foto che scattavo ai concerti. Quindi se siete in zona mi troverete lì, a sorseggiare una Coca Cola ghiacciata.

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Vetro | Punito perchè ho detto il vero | Cd.

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I Vetro sono una giovane formazione proveniente dall'area di Venezia/Treviso e debuttano con questo cd di 10 pezzi tra cui una cover dei Kafka ("No Mas") ed una di tale Klaus Kinsky ("Woody Strode"), che mai avevo sentito in vita mia. Musicalmente i nostri si muovono su coordinate decisamente old school, quindi suoni sparati a mille, voce non troppo urlata. Ascoltanto questi pezzi mi sono venuti in mente i Kafka (è ovvio, visto che ne propongono pure una cover), i Sottopressione e L'amico Di Martucci per le cose più melodiche. Decisamente bravi e con testi validi che si rifanno (come mi hanno ricordato nell'email che mi hanno spedito) a fatti quotidiani.

http://vetrohc.bandcamp.com

Yo Sbraito | Cd.

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Sembra proprio che lo screamo in Italia goda davvero di ottima salute. Questi marchigiani Yo Sbraito arrivano al debutto con un cd di 7 brani per suonati e registrati. Il genere proposto è un hardcore screamish figlio delle sonorità di La Quiete/Raein piu' qualcosetta del suono Ebullition Records anni '90 con una spruzzatina di old school. Testi intimisti e criptici come il genere impone. Non inventano nulla di nuovo ma ci sanno fare.

www.myspace.com/yosbraito
www.facebook.com/pages/Yo-Sbraito/150516318352826
www.yosbraito.bandcamp.com/

giovedì 12 luglio 2012

Foto.

Altro giro altra corsa. Questa volta, grazie sempre a Federico, qualche foto direttamente dagli anni '90.

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Ageing | Fanano | 1994

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Society Of Jesus | Padova | 1995

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Concrete | Padova | 1995

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Iconoclast | Padova | 1995

martedì 10 luglio 2012

Amesua | #1 - Con il mondo ai piedi del letto.

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Dalla Sardegna arrivano questi giovanissimi Amesua. Suonano uno screamo emo di scuola Raein/La Quiete molto ben fatto. Cantato in italiano con testi criptici. Non è sicuramente ciò che ascolto di solito ma ci sanno fare. Il primo lavoro è un pò piu' acerbo ma già con il secondo (Con il mondo ai piedi del letto) correggono il tiro e ci regalano anche un pezzo prettamente hardcore in chiusura. Se volete ascoltarli andate sul link qui sotto perchè purtroppo su formato fisico non c'è stampato nulla. Speriamo in futuro.

amesua.bandcamp.com
www.facebook.com/amesua

lunedì 2 luglio 2012

Vekki | Bitten By The Rest Records.

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Seguo ormai da parecchio tempo Vekki e la sua Bitten By The Rest Records, etichetta totalmente do it yourself dedita al produrre gruppi hardcore e non. L'attitudine dimostrata è ulteriormente suggellata dalle parole che seguono, a mio modesto avviso sincere e con le quali mi trovo daccordo in maniera assoluta.

Nell'ultima newsletter che ho ricevuto da Bitten By The Rest ci sono due cose molto interessanti. La prima è la notizia di una manifestazione anti fascista che si terrà a Novara il 9 giugno in risposta ad un'altra manifestazione di stampo fascista prevista per quel giorno. Sembra proprio che certa gente non impari proprio nulla dal passato. Alla luce di quello che successo al concerto di Roma dei Dropkick Murphy's, dove una cinquantina di esponenti di Casa Pound ha cominciato a menare e a spruzzare peperoncino al grido di "Duce Duce Duce" e di ciò che è accaduto durante una trasmissione televisiva in Grecia, dove dopo che un'esponente del partito neo nazista non ha gradito chi gli chiedeva conto dei suoi processi penali attualmente in corso, ha prima gettato un bicchiere d'acqua in faccia all'autrice delle domande per poi prendere a schiaffi un'altra donna intervenuta per cercare di palcarlo, volevo chiederti: ma che cazzo sta succedendo? La seconda invece è la manifestazione denominata Critical Mass, riprendiamoci le strade, il tutto in bicicletta. Ecco, in un momento di crisi economica, benzina alle stelle, inquinamento, la bicicletta può essere una valida alternativa. Purtroppo vallo a spiegare al tamarro della domenica con la Punto truccata. Come nasce Critical Mass a Novara?
In merito alla prima osservazione posso dirti che la manifestazione e il successivo concerto crust / grind hanno avuto grande successo. Tante persone ed una città che ha capito ( si spera ) che certe manifestazioni xenofobe e di mero stampo fascista come il concerto organizzato la sera del 9 giugno non debbano avere luogo. Lo scopo principale della manifestazione, comunque, era prendere possesso in maniera attiva ed antagonista di uno spazio posto a 200 metri dalla sede di Casa Pound a Novara e sensibilizzare gli abitanti del quartiere al problema sollevato, appunto, dalla presenza di una sede di un partito politico neofascista in una città simbolo della resistenza partigiana.
Ho letto del concerto dei Dropkick a Roma e purtroppo non ne sono poi così sorpreso, dato che ormai la nuova moda dell’essere fascista consiste nel diventare ancora più infame di quanto non lo si potesse essere in passato e cercare di mischiarsi cercando provocazioni tra gente che con certe idee non ha mai avuto a che fare. I concerti nei locali e in occasioni di feste, poi, sono terreno più che fertile per questi avvenimenti e penso che l’unico modo per combattere queste tendenze sia essere o diventare antifascisti non appena si varchi quotidianamente la soglia di casa, lasciando perdere la tastiera o i soliti commenti sui social network: anche strappare un adesivo appiccicato al lampione davanti a casa quando si porta a passeggio il cane, per esempio, è una dimostrazione di attitudine ed attaccamento. Si deve far capire a questi esseri che le città e i quartieri non sono mai stati e mai saranno dei loro territori.
Casa Pound , Forza Nuova e tutte le congreghe di merde neofasciste nate nell’ultimo decennio sono state sottovalutate per anni: sin dalla loro nascita i Centri Sociali ne hanno denunciato la pericolosità ma la gente comune, i cosiddetti “pacifisti” e l’opinione pubblica le hanno sempre snobbate e marchiate semplicemente come “anacronistiche”, senza opporre loro una stabile resistenza. Ora siamo arrivati a manifesti deliberatamente accettati, convegni xenofobi autorizzati e scritte ad ogni angolo delle città. E, come sempre, compagni sempre più isolati nelle azioni dirette atte al conflitto. Odio il pacifismo, e penso sia a causa del pacifismo che la situazione sia degenerata.
Critical Mass Novara è nata da pochissimo. Siamo ragazzi accomunati, più che dalla passione per le biciclette, dalla necessità di utilizzare questo mezzo di trasporto quotidianamente. Per andare a lavoro o per lavorarci direttamente, per trovarci, per andare al bar o al circolo. La Critical Mass è l’azione di sensibilizzazione più diretta che possa esistere per supportare tematiche come la tutela dell’ambiente ed il rispetto verso chi si muove a proprio agio anche senza utilizzare automobili e motocicli. Il procedimento è semplice: ci si trova e si pedala liberamente per le strade di Novara!

In una recente intervista Christine Lagarde, presidentessa del Fondo Monetario Europeo, ha detto che i greci si devono arrangiare a risolvere i loro problemi economici e che non riceveranno alcun tipo di compassione ne sconto. Ma come, non dovrebero essere proprio loro a voler per primi il bene dell'Europa? Allora è proprio vero che sono sempre i più deboli a pagare...
Certo che sono e devono essere sempre i deboli! Questa “crisi finanziaria” causata da banche, multinazionali ed eserciti ne è la prova. I primi a pagare sono i precari, i migranti, gli studenti, coloro ch non hanno tutele. Ma cosa dico i primi…gli unici! Ok, è un discorso abbastanza qualunquista: in effetti l’oppressione più diretta e insopportabile viene esercitata da coloro che, per mestiere, tutelano gli interessi dei responsabili di questa “crisi”. E penso di aver fatto capire di quale razza di persone stia parlando.

Bitten By The Rest è un'etichetta ormai consolidata. Puoi tracciarci un pò la storia con un occhio di riguardo per le uscite che hai prodotto? C'è un gruppo a cui sei più affezionato? Ti muovi solo come coproduttore oppure hai prodotto anche gruppi tutto da solo?
Bitten By The Rest è stata un’idea, per tutto ciò che ha rappresentato e sta portando avanti, un’idea mia e di Michele, compagno di scorribande sin dagli anni del Liceo. Nasce innanzitutto come fanzine, nel 2003, dalle ceneri di “Fuori Sede”, una storica fanzine hardcore punk novarese. Man mano che si andava avanti tra concerti, serate ed iniziative è diventata etichetta in modo del tutto naturale, iniziando con scambi di materiale e contatti. A dire il vero la nostra primissima idea era quella di trattare esclusivamente materiale cartaceo, ma la scelta si rivelò sostanzialmente fallimentare data la scarsa attitudine alla lettura dimostrata dai kids ai concerti. Ritornare sulla musica apparve una cosa naturale ed arrivò la coproduzione di“ The 3rd tear of blood” dei Mumba Jumba. Spinti dalla voglia di rimetterci in carreggiata dopo lo scioglimento di Bloody Tears Collective e dalla nascita dei Mastic, alla quale seguì un naturale girare a tempo pieno per l’Italia ( ed in seguito per l’Europa), decidemmo di gettarci a capofitto a produrre Contrasto e Nagasaki Nightmare, Cibo, Carlos Dunga, Cusack e ovviamente Mastic. Johnny Bellaspetto e The Morning Courier sono due uscite molto particolari, su tape, registrate con il mangiacassette in camera e prodotte indipendentemente, sena l’aiuto di co-produttori con un totale penso di 100 copie. Turn Back Time, Warpath e Diluvio, invece, dimostrano la voglia di supportare nei loro progetti amici conosciuti durante anni e anni di concerti e “attitudine punk”. Proprio per questi motivi non c’è un gruppo al quale sia più affezionato rispetto agli altri: ogni gruppo rappresenta una storia a sé!

Indubbiamente la coproduzione è un ottimo strumento. Spesso con una spesa molto contenuta si produco dischi molto curati, in quantità sufficiente e con ottimi canali di distribuzione. Non c'è però il rischio di farsi concorrenza e di bruciarsi proprio quei canali distributivi che poi sono la linfa vitale per far circolare cappillarmente i dischi?
Più che altro il rischio è di non vedere rispettate, secondo me, le aspettative che si hanno quando si inizia a pensare a produrre un gruppo, non so se mi spiego. Alla fine è il gruppo o i gruppi che si co-producono che decidono tutto, e durante l’ ”assemblaggio” materiale del progetto può capitare che alcuni particolari verso i quali chi co-produce nutre un determinato interesse vengano tralasciati. Possano essere le dimensioni del logo dell’etichetta o i contatti da inserire nel booklet o foglio informativo del disco. Concorrenza non direi, nelle co-produzioni alle quali ho preso parte si è sempre stabilita, una volta uscito il lavoro, l’area di canali distributivi nella quale agire. Almeno, per quanto ci riguarda è sempre stato così.

Se non sbaglio tempo stampavi anche una fanzine. Puoi parlarcene un pò? Ha senso parlare ancora di carta stampata in un'era in cui le notizie viaggiano in maniera velocissima e spesso incontrollata?
Scrivo ancora Bittenbytherest Fanzine. Come già accennato prima, tutto nasce da questa produzione cartacea. Il progetto è un vero e proprio collettivo che si esprime su carta stampata: c’è chi scrive racconti, chi disegna, chi si occupa delle columns, chi trova spazio per dar sfogo alle proprie idee. È sempre stato così, sin dal primo numero nel lontano 2003. La sua importanza e, penso, unicità, risiedono in questo: non è solo punk e non è solo politica. Ha senso parlare ancora di carta stampata e autoprodotta? Certo. In una quotidianità dove, come tu stesso hai giustamente specificato, le informazioni viaggiano in maniera velocissima e spesso incontrollata, soprattutto per colpa di internet, una fanzine rimane sempre un appiglio così come una newsletter stampata a ciclo bimestrale, per esempio. A Novara la cultura cartacea è sempre stata fervida e molto interessante: dopo le già citate “Fuori Sede” e “Bittenbytherest” , infatti, sono state scritte e stampate “My Blood”, una fanzine che parla di calcio e controcultura; “ La Polveriera”, fanzine gestita dai ragazzi del Laboratorio (A) Novara; “Trash”, un feuilleton vicino allo straight edge. Sta inoltre per prendere vita un nuovissimo progetto che verrà gestito da Nicolò, ex bassista nei Mastic e ora voce e chitarra nei Johnny y los Santos Calaveras. Senza contare le due raccolte di racconti pubblicate in questi anni tramite Bittenbytherest: “Ottime Radici Amare” e “Amare Radici Ottime”, illustrate da Iacopo, un mio grande amico di Arezzo ed aventi come introduzione una nota critica di Federica. Se si pensa che tutto ciò è stato e viene creato da una cerchia ristrettissima di persone, in un lasso di tempo relativamente breve e in pochi chilometri quadrati la cosa è veramente eclatante.

Sento molta gente dire che la scena hardcore è morta, seppellita da tatuaggi colorati, ragazzine finto pin up e pessimo rock and roll con la camicia da boscaiolo. Io ribatto con fermezza che non è vero, basta guardare un pò più a fondo è c'è un micro mondo attivissimo di ragazzi e ragazze che fanno fanzine, si assemblano da soli le coprtine dei dischi, macinano chilometri per andare a vedere i gruppi. Insomma, combattono l'apatia e il grigiume di puttanate tipo il metal core o ragazzine con la maglietta dei Black Dahlia Murder e paccottglia simile. Concordi con me?
Quando iniziai ad andare ai concerti, quasi quindici anni fa, l’hardcore era già dato per spacciato. E invece, come puoi benissimo vedere, siamo ancora qui. “Time will tell”. Chi parlava di morte dell’HC quindici anni fa non ha mai fatto nulla per evitare che ciò succedesse ed ora, deluso da come siano andate le cose, si ritrova in fila al Miami costretto ad ascoltare Vasco Brondi. Francamente penso stia conducendo una vita di merda e francamente penso se la meriti tutta. Una settimana fa in occasione della manifestazione antifascista alla quale ho partecipato è stato organizzato un concerto grind/ hardcore e sembrava veramente di essere tornati indietro nel tempo: gente che non si fa problemi a suonare davanti a passanti basiti dal caos e ragazzi che ancora scambiano dischi e fanzines: persone che dimostrano ancora una verace presa di coscienza, insomma.

Come è organizzata l'etichetta? Ti porta via molto tempo? Ma soprattutto: i dischi si riescono ancora vendere? Riesci a scambiare bene con le tue produzioni? Immagino tu non riesca a sopravvivere con essa...
L’etichetta è organizzata in maniera totalmente estemporanea e quotidiana. Se riesco a racimolare un po’ di fondi per poter produrre un gruppo sono io in prima persona che mi interesso alla ricerca. Altrimenti ricevo consigli e indirizzamenti dai gruppi stessi. Riesco a vendere qual cosina ancora ai concerti in zona e tramite ordini via internet he avvengono una o due volte al mese, ma nulla di che. Scambio, sì si scambia molto ma per esempio sto cercando di eliminare i CD dalla distribuzione per dare maggior spazio a vinili e tapes, ma la maggior parte delle realtà che mi chiedono di scambiare produzioni su CD e mi sento costretto a rifiutare. Ho scambiato tantissimi Cusack e il nuovissimo You Suck! e le trattative più succulenti si fanno sicuramente con le piccole etichette estere! Ovviamente non riesco a vivere con Bitten By the Rest, anche se le piccole soddisfazioni quotidiane non sono rare, ti ammetto.

Mi ricordo che anni fa organizzavi anche concerti in quel di Novara. Vuoi parlarcene un pò? Hai qualche simpatico aneddoto da snocciolarci?
Organizzavo concerti con gli amici della nostra vecchia etichetta, la Bloody Tears Collective, al CSA Cavalcavia. All’interno del collettivo ( nove persone in tutto ) avevamo tutti meno di 25 anni ed era una figata. Sì, una figata. Vedevamo i nostri coetanei andare a fare le vasche in centro al sabato pomeriggio e a ballare al sabato sera mentre noi chiamavamo e facevamo suonare gruppi dal Giappone, dall’America, dal Brasile. Frequentavamo tutti gli ultimi anni del liceo o i primi dell’università. Avevamo almeno due date al mese e riuscivamo sempre a far “confluire” in un ristretto spazio gruppi grind, oi!, crust, hardcore, straight edge, punk rock. Se non era in occasione di un festival era per un benefit, se non era per una data secca di sabato era per un aiuto dato d un gruppo che cercava una data comoda in settimana. Penso che questo significhi hardcore.
Aneddoti? Sì, uno, ma non molto simpatico: in occasione un festival benefit con gruppi da tutto il Nord Italia accadde che il “leader” di uno dei gruppi presenti si lamentò perché secondo lui le strumentazioni portate dagli altri gruppi non fossero sufficienti a supportare a livello tecnico l’intero concerto. Se la prese con noi organizzatori facendo un appello un po’ beffardo sulle nostre capacità organizzative dal palco prima di iniziare a suonare invece che chiarire la cosa di persona. Diciamo che i presenti non la presero molto bene. Dopo qualche istante di parapiglia generale per fortuna il concerto andò avanti ed il benefit raggiunse il suo scopo. Avevo vent’anni e la cosa mi lasciò molto amareggiato, essendo quello il primo benefit importante che stavamo organizzando. La cosa più interessante è che la sovracitata persona, ora, lancia proclami utilizzando canali mainstream in difesa dell’attitudine punk, del no-profit e del diy estremo. Come vedi non è necessario essere dei fan dei Black Dahlia Murder per passare dall’altra parte della barricata.

Dopo una rapida ricerca su internet ho scovato il vecchio gruppo in cui militavi, i Mastic. Avete registrato uno split cdr con i Forest In Yell (mi pare di avervi visti entrambi al Capolinea di Faenza anni fa) e poi mi pare più nulla. Siete ancora attivi? Mi sembra di capire che tu sei stato l'ultimo entrato a far parte della formazione. Che ricordi hai? Anche qui se hai qualche aneddoto da raccontarci...
Dopo lo split con i Forest Yell registrammo una rarissimissima tape, nel marzo del 2009, per supportare il nostro tour europeo della primavera di quell’anno. Non siamo più attivi a causa della oggettiva distanza geografica che ci separa da anni, ormai. Quando ci vedesti al Capolinea non eravamo ancora assiepati sull’ultima formazione, avevamo appena arruolato Nicolò al basso ( che all’epoca suonava nei Blood Eyed Lady ) e alla batteria ci stava dando una mano Filippo dei Forest Yell. Stefano arrivò, se non ricordo male, subito dopo, in primavera: suonammo al Dordoni in un festival organizzato da Trabucchi del quale ora non mi ricordo il nome…c’erano anche i La Piovra ed i Khere, però. Diciamo che pur non essendo stato uno dei fondatori dei Mastic fui il primo pezzo della loro seconda era: seppi per vie traverse che Filippo “Doner” stesse cercando un cantante per un gruppo grind, gli mostrai il mio interesse e lo raggiunsi due giorni dopo in sala prove a Milano saltando una lezione in università. È stato tutto molto facile.
A dirti la verità non c’è nessun particolare aneddoto che potrei ricordare, che abbia o meno contraddistinto la storia dei Mastic. Preferirei farlo assieme agli altri tre ex componenti, dato che ognuno di noi ha vissuto quegli anni con stati d’animo differenti.

Come vedi l'equazione hardcore=politica? Non credi che l'hardcore senza un minimo di impegno politico si riduca ad un mero intrattenimento da weekend? Secondo te perchè molti abbandonano la scena? Forse dopo un pò diventa troppo impegnativo da gestire?
Per me l’hardcore è politica. Nasce dal punk e se il punk è politica conseguentemente anche l’hc lo è, non vi è via di scampo. L’hardcore come giustamente lo definisci tu, “da weekend”, non è né hardcore né punk. È solamente “weekend” ed onestamente non vedo la differenza tra questo e l’andare a ballare in discoteca o passare le ore nei centri commerciali e spendere venti euro per un concerto organizzato da Rockit. Non penso sia stato a causa di un impegno troppo importante da gestire che troppa gente abbia per così dire “mollato”, in quanto sono convinto che non sia necessario suonare in un gruppo, avere un’etichetta o andare ai concerti ogni weekend per supportare una scena. Insomma, non è una questione di scelte bensì una questione di personalità. “O stai con noi o sei in meno tra noi”.

Sei vegetariano/vegano? Il concetto di animalismo non è ogni tanto un pò messo alla berlina da persone che per troppa ottusità attaccano indisciminatamente chiunque non la pensi come loro? Certo che però anche i carnivori non scherzano...
I carnivori non scherzano e parlando chiaramente alle volte rompono veramente il cazzo. Sono vegetariano da molto tempo, diciamo da quando ho uno stipendio più o meno regolare che possa permettermi di sfamarmi come mi pare e piace. Prima di essere vegetariano, però, sono animalista. Spesso le due cose vengono ridotte ad un’unica speculazione oppure estremizzate in modo esagerato. Invece penso che una cosa, il vegetarianesimo, sia la diretta conseguenza dell’altra, l’animalismo. E per animalismo non parlo delle petizioni della Lav o dei servizi di Striscia la Notizia, sia ben chiaro. L’esser vegetariani o ancor meglio vegani necessita innanzitutto di cultura: una cultura della compassione, del rispetto, della tolleranza, dell’uguaglianza. E sono cose che si imparano vivendo e informandosi.

Segui la filosofia straightedge? Puoi darmi una tua opinione sia che tu la segua o no?
Non la seguo, non l’ho mai seguita e a dire il vero non mi sono mai soffermato seriamente sull’avere o meno un’opinione su chi segua questa filosofia. Vedo un sacco di straight edge imbozzarsi di schifezze da McDonald’s o fare a gara a chi abbia le Nike più fighe; ma vedo anche un sacco di gente “politicamente corretta” che va alle manifestazioni ubriacandosi e sfondandosi di canne sminuendo il senso stesso dello scendere in piazza. Dove sta la via di mezzo? Penso solamente che sia meglio essere straight edge e portare avanti le proprie idee con fermezza e devozione quotidiane che passare il tempo sui forum di internet a studiare quale sia la moda del momento. Non ha senso, secondo me, adottare uno stile di vita così estremamente diretto e leale se poi tutto si riduce ad un costume da indossare quando si va ai concerti. Come la mia opinione sul vegetarianesimo espressa nella risposta precedente, anche la filosofia straight edge penso debba essere quotidianamente foraggiata da un’immensa dose di cultura. È tutta questione di interessi e cultura e ammiro coloro che portano avanti tutto ciò con volontà e rispetto.

Ci sono dei gruppi italiani che ti hanno maggiormente colpito negli ultimi anni?
Kafka. E basta. Loro sono stati il pane, per me. Non penso in Italia ci sarà mai un gruppo che come loro possa accompagnarmi e realizzarmi a livello di scelte, cultura ed attitudine musicale. I gruppi che sono emersi dopo di loro possono essere “carini”, “fighi” o possono “spaccare”… ma mai nessun gruppo potrà, per me, raggiungere il loro livello.

Capitolo concerti. Ormai ci sono più macchine digitali pronte a catturare ogni minimo movimento sul palco piuttosto che stage diving. Te ne sei accorto? Specchio dei tempi oppure effettivamente pure l'hardcore è diventato ciò contro cui si scagliava all'inizio, ovvero un prodotto plasticoso ad uso e consumo di ragazzini finti ribelli?
Sì me ne sono accorto, ovviamente. Di recente sono stato ai Trash Talk e pareva di essere a vedere i Kasabian. Penso sia un orrendo specchio dei tempi e null’altro. Non si tratta di convogliare la rabbia verso canali sbagliati o di mancanza di attitudine: semplicemente ora funziona così. Non ci si suda più i concerti, non ci si organizza più come una volta in treno, dormendo fuori, risparmiando per mesi e cercando contatti tramite lettera o telefono fisso, facendo nuove amicizie e organizzando futuri concerti…e tutto ciò si riflette prima, durante e dopo un evento. Purtroppo è lo specchio dei tempi. Ormai basta chiedere i soldi alla mamma, sentire le persone giuste su facebook, scegliere il vestito giusto, fare finta di divertirsi nelle foto e scrivere un blog. Non me ne importa molto ma se mi ci soffermo troppo a pensare arrivo alla conclusione che sia una cosa tremenda. Per quanto mi riguarda so di poter contare sempre su amici gente che non abbiano mai abbandonato la strada e gli sbattimenti.

Et voilà abbiamo finito! Grazie mille del tuo tempo e aggiungi ciò che vuoi...
Ti ringrazio per lo spazio concessomi, davvero!

Segnalo di seguito le diverse realtà novaresi legate al diy che supporto quotidianamente:
https://www.facebook.com/novarabc - Novara Bike Commando: farabutti riding fast.
http://fluffyourclay.wordpress.com/ - Handmade tuff gioielli
http://laboratorio-a.blogspot.it/ - Novara Antifa

http://bbtrrecords.wordpress.com/