martedì 24 dicembre 2013

Lantern | Diavoleria | V4V Records Flying Kids Records Fallo Dischi | Lp.

I Lantern dalla ridente e spiaggiaiola (anche se Cesenatico Beach è meglio ahahaha) Rimini approdano finalmente sulla lunga distanza, con questo lavoro che dal 14 gennaio 2014 sarà disponibile in vinile limitato in 300 copie e in digital download. Emo core screamish stile Raein/LaQuiete con influenze Ebullition Records degli anni '90, suonato con tanto cuore e tanta passione. Musicalmente alternano parti veloci a parti molto blande con tanto di parlato che aumenta di molto il pathos. Detto questo ve li consigliamo caldamente anche dal vivo.

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lunedì 23 dicembre 2013

Blame It On The Ocean.


I Blame It On The Ocean sono passati qualche tempo fa sulle pagine virtuali di Forthekidsxxx in occasione della recensione del loro ottimo debutto "From The Depths" su Strikedown Records. Abbiamo quindi colto l'occasione per rivolgere alcune domande al gruppo, alle quali hanno risposto i gentilissimi Michael e Max, che prestano voce e chitarra al gruppo di stanza nel nord est italiano. Buona lettura!
Foto realizzate da: Full HC, The Bird And The Worm Photography.

Il vostro primo lavoro sulla lunga distanza si chiama "From The Dephts", un titolo che decisamente lascia ben poche speranze. Il vostro suono è un concentrato di metal, hardcore con un tocco di noise. Come mai avete deciso di intitolare il vostro debutto così? E soprattutto, come mai avete deciso di cimentarvi in un genere che pesca a piene mani da differenti approcci alla materia della musica estrema?
Più che lasciare poche speranze, con "From The Depths" abbiamo puntato ad un titolo che rispecchiasse allo stesso modo musica e testi, un abisso oscuro e profondo che simboleggia la cupezza del suono, ma anche gli angoli bui dell’animo umano da cui il più delle volte scaturiscono i nostri testi. Per quanto riguarda il genere non è stata una decisione presa a tavolino, è stato un percorso di crescita musicale graduale nel quale abbiamo fatto tesoro di esperienze e ascolti, portandoci sempre di più a plasmare ed affinare il nostro suono. Direi che con questo nuovo lavoro abbiamo trovato il giusto bilanciamento tra i vari generi che si mescolano nel nostro sound. L’importante è non perdere la voglia di evolversi e non fossilizzarsi su determinate strutture.

Il fatto di essere dell'area Nord-Est del nostro paese ha influito in qualche modo nella vita del gruppo? Per intenderci: il fatto di essere vicini a paesi come Austria, Germania e soprattutto Slovenia vi ha facilitato la vita per ciò che riguarda il trovare concerti e promozionare al meglio il vostro gruppo?
Certo, ha influito parecchio perchè è come se fossimo un po’ tagliati fuori dal resto della nazione, e la scarsa disponibilità di posti dove suonare in regione ha fatto si che suonassimo di più all’estero che in patria. Per farvi un esempio abbiamo Gorizia che sta sul confine e Nova Gorica in Slovenia è praticamente attaccata, e abbiamo suonato più li che dalle nostre parti. In più abbiamo anche una mancanza di cultura di determinati generi musicali che porta ad una scarsa partecipazione da parte della gente. Fa male, perchè spesso si cerca di far suonare anche gruppi da fuori molto validi, sia italiani che esteri, e poi si trovano davanti i soliti quattro gatti. Le nuove generazioni purtroppo sono affascinate dai gruppi “grossi” esteri, che il più delle volte sono anche mediocri, e non fanno lo sforzo di scoprire e supportare le realtà nostrane, che molte volte hanno proposte decisamente più valide di certi mainstream alternativi.


Come dicevamo prima siete un gruppo che pesca a piene mani sia nel metal che nell'hardcore. Di conseguenza vi sarete misurati con il pubblico metal e con il pubblico hardcore. Con chi vi siete trovati a vostro maggior agio? Credete che il fatto di suonare questo tipo di suono possa effettivamente allargare il vostro bacino di utenza rispetto magari ad un gruppo prettamente metal o hardcore?
Non penso ci sia una grande distinzione. Siamo alle porte del 2014 e ormai con la continua espansione del web la gente è abituata a cimentarsi con generi diversi, siamo usciti da quel periodo buio in cui se ascoltavi un genere, dovevi limitarti a quel genere e basta ahahaha. Penso che non ci sia mai capitato di suonare in un contesto prettamente metal, ma nei vari concerti puoi trovarti il metallaro doc che si piglia bene per i riff o per i blast beat come l’hardcore kid che si prende bene e fa casino. Nessuna distinzione, van bene entrambi, vuol dire che il nostro sound funziona ahahah.

L'artwork del vostro vinile è davvero ben curato. Come avete lavorato per giungere alla sua forma finale? A chi vi siete affidati per crearlo? Visivamente credete che abbia tradotto bene la vostra proposta musicale?
L’artwork del nostro lavoro è stato curato dal nostro amico Tarzo e dalla sua EN | broken luna (EN | broken luna). Gli abbiamo dato carta bianca in modo che potesse entrare in sintonia con la musica e il risultato direi che è stato ottimo, ha ricreato perfettamente la cupezza e la disillusione/disperazione che permea l’intero lavoro.

Il tutto è stato registrato presso gli Studio73 di Ravenna, che ormai sono diventati sinonimo di qualità per un certo tipo di produzioni. Come vi siete trovati a lavorare con loro? Siete soddisfatti della resa finale? Contate di tornarci o per il futuro cambierete?
Tutte le nostre uscite, demo a parte, sono state registrate allo Studio 73, e possiamo dire dopo tutte queste esperienze che Paso è il miglior produttore che potessimo trovare, nonchè uno dei pochi che ha capito veramente l’essenza del nostro suono. Oltre ad essere una persona squisita, capisce subito al volo quello che abbiamo in mente e spesso e volentieri ci suggerisce soluzioni sperimentali che aggiungono valore al prodotto finale. Inoltre ha un approccio alla Steve Albini che rende la sua produzione più simile all’impatto live piuttosto che “pompata” e piena di sovraincisioni come fanno molti gruppi e poi non riescono a riproporre in sede live. Un vecchio detto recita “squadra che vince non si cambia”, per questo torneremo da lui nei prossimi mesi per registrare il nostro ultimo ep.

Scorgendo le vostre foto promo uno dei componenti indossa una maglietta dei Bauhaus. Spesso molti ignorano la cosa, ma la corrente new wave di gruppi come loro, Joy Division, Sisters of Mercy ed altri hanno profondamente influenzato il genere proposto da gruppi come il vostro, soprattutto nei suoni della batteria e nelle atmosfere oscure. Siete d’accordo?
Non saprei dirti quanto questi gruppi abbiano segnato il nostro genere dal punto di vista strettamente tecnico, ma di sicuro hanno lasciato un grosso impatto su determinati gruppi, basta pensare alla cover di “Love Will Tear Us Apart” da parte degli Unbroken o “Warsaw” da parte degli Swing Kids e la conseguente scelta da parte di Justin Pearson di battezzare la sua etichetta Three One G da un verso della canzone stessa. Oppure il rip off dei New Order che i Disembodied hanno usato per l’edizione limitata della loro discografia in occasione del concerto con gli Unbroken a Londra. Se poi vogliamo restare in ambito più moderno ci sono gli esempi di Wes Eisold degli American Nightmare, che con i suoi Cold Cave paga un forte tributo ai New Order e alla new wave, e Domenic Palermo dei Horror Show che si cimenta con shoegaze (Nothing) e new wave (Death Of Lovers). Non conoscendoli di persona non saprei se queste influenze siano volontarie o inconscie. Per quanto riguarda le nostre influenze metal, mirano più al black, e penso che quei gruppi siano stati influenzati più da gente come Venom e Bathory piuttosto che da Joy Division e Bauhaus.

Avete avuto modo di girare l'Europa. Volevamo chiedervi come è andata. Che tipo di differenza notate nel modo di gestire le cose rispetto all'Italia? Come siete stati accolti? I ragazzi e ragazze degli altri paesi europei comprano effettivamente di più ai concerti rispetto agli italiani?
C’è un detto che dice “nessuno è profeta in patria”. Direi che si applica benissimo alla nostra esperienza, ma anche a quelle di molti altri gruppi che si sono cimentati in un tour in giro per l’Europa. E penso che tutti ne converranno quando dico che l’estero è il vero banco di prova. Qui in Italia rischi di trovarti come pubblico gente che si presenta per simpatia o per amicizia piuttosto che per la bontà di quanto proposto. All’estero difficilmente la gente ti conosce, specialmente se non sei un gruppo affermato, e riesci a capire se la tua proposta è valida da come si muove la gente, se si prende bene o meno. Fortunatamente hanno un approccio diverso rispetto a questo tipo di musica, la gente ti compra il merch e si ferma a parlarti dopo il concerto, una cosa estremamente gratificante che ti fa capire che quello che stai facendo ha un senso. La vita in tour, che sia per un weekend o per più di una settimana, è una cosa da provare assolutamente e per fortuna nostra ci siamo trovati spesso bene, abbiamo suonato con gruppi validi e interessanti, e la gente bene o male si è sempre interessata, quindi direi che tirando le somme il risultato è sicuramente positivo.


Sempre dalle vostre parti provengono i The Secret, gruppo che non ha certo bisogno di presentazione. Quanto questo gruppo ha fatto da apripista per un suono che fino a pochi anni fa in Italia nessuno suonava? Ovviamente i The Secret hanno un approccio un pò differente dal vostro, ma guardando bene si possono trovare alcuni punti di convergenza...
I The Secret hanno avuto il merito di trovare una formula che si combina perfettamente con la musica estrema moderna (non a caso sono finiti sotto Southern Lord), specialmente con gli ultimi due lavori. E’ sempre bello vedere che un gruppo della tua zona riesce a lasciare il proprio marchio, e loro stanno finalmente raccogliendo quanto seminato in una carriera più che decennale, dagli inizi come From The Dying Sky (sicuramente ve li ricordate) (eh certo! ndr) al debutto "Luce", passando per i costanti cambi di formazione che ne hanno sempre minato la stabilità, ma non li hanno mai fatti demordere. Sinceramente non so se ci siano gruppi che suonano come i The Secret qui in Italia, se penso alla musica estrema vedo gente che si cimenta più con il deathcore che con la loro formula.

Siete soddisfatti del lavoro svolto finora da Strikedown Records? L'etichetta è giovane ma ci pare ci dia sotto parecchio...
Carlo è un ragazzo d’oro che ci mette molta passione in quel che fa, che sia l’etichetta o il suo gruppo Rise After Defeat (tra l’altro, filate ad ascoltarvi il loro nuovo “Adrift”!). Ci ha presi che avevamo solo il demo all’attivo e ha praticamente fatto uscire il nostro primo ep “Ruins” a scatola chiusa, penso che poi gli abbiamo ripagato la fiducia ahahaha. Con gli anni poi siamo diventati una piccola famiglia, un approccio decisamente più umano piuttosto che solamente lavorativo. Si sbatte molto e le ultime uscite sono davvero valide, contando anche il fatto che ora tiene anche una distro con pezzi pregiati di Deathwish e Southern Lord, direi che ci sta dando davvero dentro.

Qui a Forthekidsxxx ci piace molto conoscere pure ciò che viene cantato nei pezzi... Potete darci un'analisi di ciò di cui parlano i vostri testi e da cosa traete ispirazione per scriverli?
Penso che il tema che lega tutti i testi sia quello della disillusione in tutte le sue forme, che sia la sfera personale, l’odio verso le istituzioni ecclesiastiche o il progresso che inesorabilmente sta distruggendo il mondo. Ho sempre visto lo scrivere testi come un modo per esorcizzare i miei demoni, specialmente per quanto riguarda il lato personale, di sicuro ho perso quel briciolo di positività che era presente in “Ruins” in favore di un approccio più cupo, dove il “lottare” è stato sostituito dal "morire" per poi risorgere. Ma non prendetemi per un depresso cronico, in fondo le canzoni sono istantanee di determinati momenti.

In questi giorni l'Italia è messa soqquadro dal movimento dei forconi, dove gente stanca e leggermente incazzata si riversa in piazze e strade bloccando tutto al grido di "Governo ladro!". Tra infiltrazioni fasciste, di ultras e soggetti vari, molti stanno prendendo le distanze da ciò. Voi che opinione avete a riguardo?
Per l’idea che mi sono fatto, mi sembra paradossale che le persone che sono in piazza e i loro portavoce vogliano spesso ribadire il fatto che le proteste sono qualcosa di "spontaneo" e senza bandiere politiche, ma poi il fatto che ci siano movimenti di estrema destra accanto a loro non gli sembra necessariamente un problema. A prescindere dalla condizione politica del paese, movimenti come Forza Nuova, che non dovrebbero neanche esistere, non vengono considerati dalla maggior parte delle persone una minaccia, e la cosa suona abbastanza grave, come se le ideologie politiche fossero un qualcosa di ormai superato e inattuale; è abbastanza evidente che questa situazione sia nata col movimento 5 Stelle, e al loro grido "né di destra, né di sinistra"...

Finito! Grazie del vostro tempo, e se volete aggiungete ciò che volete...
Grazie a te per l’intervista. Direi che è il momento di consigliare gruppi, visto che ce ne sono di molto validi in giro, non si sa mai che qualcuno si prenda la briga di ascoltarli: Ivan!, The Circle Ends Here, Rise After Defeat, My Own Prison, Music For Airports, Step On Memories, Discomfort, The Smashrooms, Danny Trejo, Slander, Attempts, Hobos, Left In Ruins, Holy, Tongues, Young Blood, Die Trying, La Prospettiva, The Seeker, Aperture, Malemute Kid, Glory Owl, Border Bastard, Stillborn e probabilmente molti altri che al momento non mi vengono in mente (non odiatemi), ma direi che sono un buon punto di partenza se si vuole conoscere la "scena" moderna nostrana.

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Strikedown Records

sabato 21 dicembre 2013

Monuments Collapse/ Bréag Naofa | 12" Split | Shove Records.

Shove Records continua a deliziarci i padiglioni auricolari con uscite di alto livello. Questa volta tocca ai Breag Naofa e agli Monuments Collapse, i primi da Seattle i secondi da San Fancisco. Musicalmente ci troviamo per entrambi i gruppi di fronte ad un mnostruoso incrocio tra hardcore metal post metal progressive slude e doom. Un lento viaggio nelle viscere della terra, suoni contorti e finemente intrecciati. Entrambi i gruppi sono validissimi. I Breag Naofa ci sparano 3 pezzi della durata media di 15 minuti l'uno (il terzo è una bonus track rilasciata solo per il download digitale) con una netta predominanza di parti strumentali. I Monuments Collapse hanno due pezzi più brevi ma più pesanti, qui infatti la componente sludge/doom la fa da padrona. Se cercate originalità ma soprattutto suoni in grado di aprirvi nuovi mondi, acquistate questo 12" ad occhi chiusi!

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giovedì 19 dicembre 2013

Hexis/Redwood Hill | 7" Split | Shove Records.

Gli Hexis suonano un potente black metal figlio del freddo e dell'oscurità norvegese. Sembrano direttamente usciti dai primissimi anni '90, quando il metallo nero faceva parlare di sè per via di chiese bruciate e war painting. Apprezzabilissimi. I Redwood Hill invece si muovono su coordinate quasi uguali ai loro colleghi di split, ma risultano più lenti e atmosferici, preferendo un suono lento e pesante piuttosto che l'assalto all'arma bianca. Pure loro molto apprezzabili. Tutti e due i pezzi appariranno sui rispettivi album che usciranno nel 2014. Il futuro della musica estrema passa anche da qui.

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mercoledì 18 dicembre 2013

Nine Eleven | 24 Years | Nine Eleven Conspiracy | Lp/Cd.

I francesi Nine Eleven tornano con un 12" nuovo di zecca e si confermano tra i nomi da tenere d'occhio nel panoramo hardcore europeo. 6 tracce di hardcore sofferto e ben suonato, molto moderno nei suoni e nell'approccio. Concept basato sul "Faust" di Goethe, il disco risulta ben strutturato e accompagnato da un'ottima grafica. Se vi piace questo tipo di hardcore, fatelo vostro, non ve ne pentirete.

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martedì 17 dicembre 2013

Attrito | Non Dormirò.


A febbraio 2014 esce il nuovo disco "L'attimo del dubbio". Oggi viene pubblicata in anteprima "Non Dormirò", pezzo di chiusura.

Attrito | Non Dormirò
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martedì 10 dicembre 2013

Komplott | Sei Vivo, Sei Morto A Nessuno Importa | Complotto Autoproduzioni | 12"/Tape.

I Komplott nascono dalle menti di alcuni membri ex membri di Giuda, Holy e Horror Vacui. Vi chiederete voi: cosa accomuna questi personaggi e cosa mai potranno suonare? Semplice: un miscuglio di d beat, noise e hardcore italiano. Come se i Discharge facessero una jam con Lip Cream e Wretched. Il risultato? Una bomba! 6 pezzi fuoriosi e devastanti con la voce di Mila registrata un pò più bassa rispetto agli strumenti, il che rende il tutto ancora più claustrofobico ed estremo. Fateli vostri, non ve ne pentirete!

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Left In Ruins | Ghost | Ruins Records Per Koro Records Epidemic Records | 12"/Tape.

I Left In Ruins con tenacia, umiltà e costanza, sono riusciti a ritagliarsi un proprio spazio all'interno della gremita scena hardcore europea. Questo 12", registrato su un solo lato, è la massima espressione che i nostri hanno raggiunto oggi. Hardcore tirato, figlio dei Converge e dei Catharsis più brutali e diretti (qualcuno potrò storcere il naso, ma le prime produzioni dei succitati gruppi, specie dei Converge, suonavano così) che non lascia all'ascoltatore un secondo di respiro. Questi 10 pezzi sono schegge di rabbia pura che non danno scampo. Ignorare i Left In Ruins sarebbe un errore madornale, quindi fate i bravi e compratevi questo pezzo di vinile!

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venerdì 6 dicembre 2013

Robanera | Meco Discordia | 12" | Shove Records.

Immaginate di poter mescolare in un unico vinile l'hardcore virulento e irruento di gruppi come Poison Idea, Black Flag e B'last! con la pesantezza e precisione di gruppi come Saint Vitus, Buzzoven e Melvins. Ecco, i Robanera sono figli bastardi di tutto questo. Un suono pesante e cupo, ma allo stesso tempo con un appeal hardcore punk che si esplica in accelerazioni che non lasciano scampo. Su tutto troneggia la voce di Borys (già con Giuda, ora con i Barbarian), che in questo caso sembra un ibrido tra quella di Cronos dei Venom e quella di Nocturno Culto dei Darkthrone, contribuendo in maniera determinante a creare un suono melmoso e catarroso. Chiamatelo sludge, sludge-core o doom, il risultato non cambia: i Robanera sono in assoluto tra i migliori esponenti di un genere forse inflazionato, ma di sicuro genuino e assolutamente controcorrente.

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mercoledì 27 novembre 2013

Feed Me More | Ep.

I Feed Me More si dividono equamente fra Milano ed il profondo Sud Italia e suonano crust hardcore. Decisamente ci sanno fanno. 4 pezzi sparati, ricchi di break più melodici, il tutto supportato da grande tecnica esecutiva e dalla voce di Martina, davvero potente e soprattutto feroce. Il nostro giudizio non può che essere molto positivo. Certo, il panorama crust è fin troppo inflazionato, però a nostro avviso i Feed Me More possiedono le carte giuste per ritagliarsi lo spazio giusto. Da segnalare che hanno fatto un mini tour in Francia e Spagna e a breve uscirà uno split coi brasiliani Catarro. Continuate così!

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sabato 23 novembre 2013

Ivan! | Demo.

Questo demo è la cosa migliore che abbiamo sentito ultimamente, questo è fuor di dubbio. Gli Ivan! sono di Gorizia, vedono tra le loro fila membri che hanno militato e militano in band quali The Guilt Show e Blame It On The Ocean e sparano 10 schegge di puro hardcore figlio di gruppi come i leggendari American Nightmare. Hardcore diretto e senza fronzoli come andrebbe suonato. Speriamo vivamente che qualche etichetta gli produca un bel vinile. Demo dell'anno! P.s: menzione d'obbligo per la copertina firmata da Moz e dalla sua Officina Infernale, degno compendio grafico al suono prodotto dai nostri.

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venerdì 22 novembre 2013

Porro | Fanzine | n. 7.


Il 2013 ci ha regalato il grandissimo ritorno di Nessuno Schema fanzine ed ora, a poco più di un mese dal suo congedo, ci porta il nuovissimo numero di Porro 'zine. Rispetto al passato il formato è quello A4 e le pagine sono 32, visto che Dario è stato costretto a cestinare un buon 70% del materiale raccolto perchè davvero vecchio. Quello che ne rimane è sempre comunque un vero gioiello. Impaginata benissimo, scritta in maniera chiara e scorrevole, font leggibilissimi e foto davvero di alta qualità. In più per la prima volta è stato usato pure il colore. Tutta questa cornice contiene report di concerti, interviste a Caino (davvero interessante, dal vivo poi sono devastanti), a Dart Works (validissimo graphic designer, con tanto di photo fanzine stampata a colori allegata al Porro), recensioni, amarcord, news e qualche pensiero di Dario sullo stato delle cose. Quello che traspare da queste pagine è pura passione e dedizione per quella cosa chiamata hardcore, che seppur molto spesso infangata da attitudini e atteggiamenti ridicoli, continua ad esistere nella sua forma più pura. Della quale Porro 'zine rappresenta una parte importantissima. P.s.: il tutto esce con la collaborazione anche di Italian Thrash Attack, di cui troverete pure un adesivo incluso.

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mercoledì 20 novembre 2013

Marco Rapisarda (L'Amico Di Martucci | Ohuzaru | La Piovra | Smart Cops | Sgurd | Archaic | Sly Actions Records | Hell! Yes Records).


Chiunque abbia bazzicato la scena hardcore italiana negli ultimi 15 anni si sarà imbattuto almeno una volta in gruppi come L'Amico Di Marucci, Ohuzaru, La Piovra, Smart Cops... Ecco, una delle menti dietro a queste band è Marco Rapisarda, che si è cimentato pure in etichette come Sly Actions, Hell! Yes e ora fa (tra le altre cose) il tour manager e vive in quel di Berlino. Tramite quest'intervista abbiamo cercato di tracciare il suo percorso all'interno della scena hardcore (e non). Indi per cui sedetevi comodi e gustatevela!

Marco inizio col dirti che mentre sto battendo queste domande sto ascoltando un gruppo molto caro ai tuoi concittadini tedeschi... I Terror...
Ok, ora iniziamo che è meglio... Allora da un pò di tempo ti sei trasferito in Germania, precisamente a Berlino, città molto importante a livello culturale/economico e nuova mecca di giovani italiani in cerca di benessere e maggiori prospettive rispetto al Belpaese... Come ti trovi? Come è stato il primo impatto con la cultura tedesca ed i loro modelli? Cosa ti ha spinto a spostarti in terra tedesca? Il nobile popolo germanico ci considera ancora un branco di cialtroni con le pezze al culo oppure nella loro scala di giudizio abbiamo fatto qualche minimo progresso? Io ogni volta che metto piede in Germania rischio di farmi travolgere da velocissime biciclette...

I Terror son tedeschi? Pensavo fossero di Boston... O meglio ancora, Syracuse haha!
Biciclette? Sei sicuro che non stai parlando dell’Olanda? Qui tutto ok, non e’ di certo la mia citta’ preferita ma riconosco che sia uno dei posti + vivibili in Europa. Non parlo tedesco, non mi piace - architettonicamente parlando - , ma tutto costa relativamente poco, musica e arte ce ne sono a bizzeffe e praticamente scendo in pigiama e ciabatte per andare ai concerti, dal momento che tutti i locali sono distanti max 500 metri da casa.

Dal punto di vista musicale, la Germania è effettivamente un altro mondo rispetto all'Italia? Mi riferisco non solo all'ambiente hardcore ma anche ad altri tipi di musica...
Non conosco gruppi tedeschi, a parte Acme, Surf Nazis Must Die, The Brats, Highscore e Dean Dirg. Morser e Emo-violence crucco: no grazie. O forse ti riferisci ai Guano Apes? H-Blocks? Die Toten Hosen? Continuo a preferire i Litfiba.

Hell Yes! è la tua etichetta con la quale hai fatto uscire il 12" degli Holy. Come uscita è parecchio distante da ciò che usualmente dai alle stampe attraverso di essa, visto che il suono che curi è molto più sul punk/rock and roll (correggimi se sbaglio). Cosa ti ha spinto a pubblicare un gruppo dal suono molto più cupo e pesante? A livello di vendite come è andata? Ne sei soddisfatto?
Ho fatto uscire qualche disco garage punk e un sacco di cosiddetto indie, pop di varie venature. Holy mi piacciono molto, faccio uscire quello che più mi piace, non ci sono regole in tal senso. Vendite? Il disco e’ finito, i conti li sto facendo ora. Soddisfatto: si, anche se il nuovo disco spacca di più!

Marco e Vallo in tour in Usa con gli Smart Cops, luglio 2009.

Sempre parlando di Hell Yes! Quali sono le uscite che ascolti ed apprezzi maggiormente e quali quelle a tuo parere le meno riuscite? A livello di contatti con i gruppi, come ti organizzi? C'è una forma di contratto cartaceo oppure è tutto basato sulla parola? Per ciò che riguarda la distribuzione riesci ad appoggiarti a canali che permettano ai tuoi dischi di arrivare anche nei negozi e nei mega store da centro commerciale o preferisci la distro ai concerti? E' difficile recuperare i soldi investiti? Cosa bolle in pentola per il futuro?
Hell, Yes!  e’ un' esperienza che mi ha aiutato e ancora mi aiuta a capire un sacco di cose del mondo musicale e non. Per i 7” e in One Sided 7” non ci sono contratti, e’ tutto molto DIY. La band riceve un tot di copie e si divide a meta´ i profitti del digitale (se ci sono). Per gli album la cosa e´un pò più complessa: adotto il tipico indie deal, tutti i guadagni divisi a meta’ e io pago registrazione, video, uffici stampa etc. Ovviamente se il disco non guadagna niente, io c’ho perso, la band non c’ha guadagnato. Oramai si fanno i contratti con tutti. Negli stati dove effettivamente si vendono ancora dischi (Francia, Germania, Belgio, Olanda, UK) ho diversi distributori, negli altri stati vendo direttamente ai negozi, inoltre vendo via mailorder.
I dischi arrivano anche nelle grosse catene, come Fnac, Hmv, Virgin etc. Distro.  In futuro non bolle molto per ora, sono occupatissimo con altre cose, pero´ vorrei continuare con l’etichetta. Vedremo.

Da parecchio tempo svolgi anche l'attività di tour manager per diversi gruppi, sia in Europa che in America. Puoi parlarcene un pò? Come hai iniziato? Quali sono i gruppi che "curi" attualmente e in cosa consiste il tuo lavoro con essi? Hai mai avuto a che fare con gruppi o personaggi singoli che accampavano pretese assurde? Qualche curioso aneddoto da raccontarci?
Faccio il TM ma praticamente solo in Europa. Ho cominciato dopo essere tornato dagli USA e ho fatto svariati tour con Zola Jesus, Blank Dogs, The Soft Moon, Merchandise e Grimes. Pretese assurde non proprio, ma alcuni veramente credono che tu sia li pronto per pulirgli anche il culo se e´sporco. E allora devi tirare fuori "il Rapisarda" che c’e’ in te e fargli capire che sei al loro servizio ma l’educazione viene sempre prima di tutto.

Arriviamo ora al capitolo Smart Cops. E' un pò che non vi si vede ne si sente in giro...
Tutti i membri degli Smart Cops sono impegnati in altri progetti musicali e non.  Pure Vallo ora vive a Berlino, quindi risulta difficile trovarsi a scrivere canzoni e fare canzoni. Ufficialmente la band non e´morta, mai dire mai.

Degli Smart Cops abbiamo sempre apprezzato l'immagine nichilista e un pò arrogante... Quel miscuglio di violenza provinciale e spacconeria che traspariva molto bene dai vostri video... Come progetto come nasce? Come vi è venuta l'idea di adottare un'immagine così forte, vestiti tutti uguali? Quanto l'atteggiamento molto spesso violento, menefreghista e arrogante delle forze dell'ordine ha influito sull'immaginario della band?
Tutto e´ nato durante un tour degli Ohuzaru in Europa. Baloo era batterista per quel tour, stavamo facendo la sauna in Finlandia e Baloo ha detto a me e a l’altro Marco (ex La Piovra, ora nei Gonzales..): “Oh, facciamo un trio powerviolence tipo i giapponesi Nice Niew? Dai Dai! E ci chiamiamo Smart Cops”. Da lì l’idea di fare powerviolence e´morta subito, ma eravamo sempre carichi per il nome. Poi vendette l’anima all’ Hard Rock, quindi non entro’ negli Smart Cops (anche se ci fu sempre il rischio) ed io e Baloo capimmo che eravano fatti per suonare insieme. Ci piacciono le stesse cose, sia a livello musicale, sia dal punto di vista artistico dei dischi, ci gasiamo ancora quando ci arriva un 7 pollici nuovo a casa. I poliziotti hanno influenzato la band perche´alla fine c’e’ sempre stato il fascino della divisa.

Avete fatto anche diversi tour, in America e cosa non da tutti, in Israele. Volevo chiederti che tipo di impressioni ne hai ricavato da quest'ultimo tour... Che idea ti sei fatto della loro società e delle persone che hai incontrato? Che tipo di difficoltà avete incontrato? Qualche gustoso aneddoto?
Il tour e´stato una bomba e ci torneremo sicuramente. Alla fine l´idea che il mondo ha di Israele e’ quella che ci trasmettono i Mass Media... Ma alla fine non e´cosi’. La paura e`che esploda una bomba a Tel Aviv, ma pure a Times Square o in metropolitanan a Londra. Difficolta´non molte... Forse un pavimento dove abbiamo dormito era troppo merdoso, per il resto veramente è stato uno dei posti più incredibili che abbia mai visitato. Anedotti? Troppi. Dalle foto di gruppo davanti alla polizia Israelita, al bagno nel mar Morto… Alla speed legale.

In America invece come è andata? Mi sembra che per i gruppi italiani sia diventato un pochino più facile andarci a suonare rispetto a 10 anni fa...
Il primo tour Cops insomma, avevamo un driver del cazzo, un classico caso umano crust saputello che ci trattava come delle merde perche´non eravamo vestiti di nero, ma l’ultimo tour (la scorsa estate) è stato favoloso. Il nostro driver era Daniel della Sorry State (l’etichetta che ci ha fatto uscire tutti i dischi) e ci siamo divertiti, conosciuto un sacco di gente in gamba, concerti fighi, comprato dischi, mangiato merda buona. Continuo a preferire un tour “No cash” in sacco a pelo con i Cops, che un tour lusso con una band con cui non ci condivido niente.

Facciamo un passo indietro... Sly Actions è stata la tua prima etichetta hardcore... Come nacque? Cosa hai prodotto? Ne sei soddisfatto a tanti anni di distanza? Ti ha aiutato ad aprirti strade e contatti che poi ti hanno portato a dove sei arrivato oggi?
Nessuno voleva fare uscire il 7” degli Ohuzaru, quindi decisi di farlo uscire io. Poi fatalità, appena mandato in stampa, ci scrisse la Yellow Dog carichissima per farcelo uscire... Ma oramai era troppo tardi... Sly Actions era nata. Ero in fissa con le bands svedesi ,quindi feci uscire una compilation con bands italiane e svedesi, poi il 5” degli Ohuzaru e come ultima uscita, il 7” dei Desolation, crust band di SF con membri di Born/Dead, Strung Up etc... Mi ha aperto strade sicuramente, cominciando a scambiare dischi fui costretto ad imparare l’inglese...

La Piovra, Palermo febbraio 2007.

L'Amico Di Martucci, un gruppo che è rimasto nel cuore di molti. Tracciaci una breve storia e del perchè vi siete sciolti. Ci pare che anni fa avete tenuto una serie di concerti di reunion... Come sono andati e che sensazioni hai provato nel suonare quei pezzi? Possiamo parlare di una fase, la prima, più sul versante hardcore melodico di scuola Epitaph/Fat Wreck, mentre la seconda fase della vita del gruppo è caratterizzata da un suono più rock n roll?
L’amico di Martucci nacque nel 96. Avevo 15 anni, gli altri 17. Vari cambi di formazione, poi Beppe (cantante) era sempre in Spagna, Davide era preso dai Mojomatics etc... Decidemmo di sciogliersi. Poi ovvio, dopo anni ti viene voglia di risuonare i vecchi pezzi e di passare qualche giorno in compagnia dei vecchi amici. Fase 1: Nofx, Paolino Paperino Band, RKL, Fichissimi, e tutta la scena vicentina (Melt, Derozer etc..).
Seconda fase: entrò Pido (John Woo, Hormonas, ora Destroy All Gondolas) alla chitarra, e casualmente cominciammo a fare hc pieno di influenze rock’n’roll, poi Beppe era più incazzato che mai e si mise a gridare. L´hc californiano e´figo fino ai 20 anni, poi cresci e non ti piacciono più le Airwalk, le catene al portafogli, i pantaloni larghi… Poi e’ sempre bello riascoltarlo, proprio l’altro giorno ho messo su un ‘Rev’ dei Ten Foot Pole... Carichissimo. La reunion e´stata una bomba, ne vorremmo fare un'altra, questa volta facendo solamente i pezzi del periodo “melodico”. Alla fine oiù passano gli anni, più capisco che le reunion hanno un senso, almeno per te che le fai. Ovviamente noi l’abbiamo fatta a 30, non a 50 anni, ma ognuno e´ libero di fare quello che vuole. Io non sono andato all’80% delle reunion perche´da spettatore mi mettono tristezza, ma ci son reunion e reunion. Vedere i Negative Approach ora non mi dà le stesse emozioni che vedere i Gorilla Biscuits, forse perche´quest’ ultime sono state reunions di gruppi sciolti da 15-20 anni, non da 30. La differenza sembra minima, ma per me non lo e´. Poi e´una cosa personale. Sinceramente sono stato più contento di aver visto i Refused a Stoccolma l’anno scorso, che a Venezia 15 anni fa davanti a 20 persone.

Sei conosciuto anche per aver suonato negli Ohuzaru. Qui il suono è thrash core ultra veloce... Anche qui se vuoi tracciarci una breve storia del gruppo... Che ricordi hai? Come mai vi scioglieste?
Cacciammo Dudu perche’ era diventato pappa e ciccia con Paolo Gaiarsa e parlavano solamente di youth crew 88, straight edge e meat is murder, ma poi non trovammo un sostituto.
Panta dei With Love fece una prova ma non era abituato a cantare così tante parole in una sola canzone. Ricordo ancora che durante un pezzo fece a tempo solamente a cantare una frase invece che 20... Poi la prova finì con Panta che suonava il synth invece che cantare. Dopo anni parlando con Max 625, venne fuori l’idea di fare un lp e andare in tour in Usa con gli Iron Lung. Dudu doveva esserci, poi all'ultimo decise di lasciare perdere, così in 2 mesi passai da batterista a cantante, dovetti comunque registrare la batteria e un bel po´di altri strumenti nel disco perche´eravamo in ritardo con tutto; poi Buraz (Gonna Fall Hard, ora nei Danny Trejo) venne in tour in Usa come batterista. Biglee mollò dopo quel tour, quindi decidemmo di fare un tour europeo in supporto dell’album (Fede della piovra al basso, Baloo alla batteria) e poi tornati a casa ci sciogliemmo definitivamente.

Gran parte del materiale inciso da questi due gruppi lo si può reperire sulla compilation edita ad inizio anni 2000 da Agipunk e 625Thrash. Come è stato lavorare con queste due etichette? Come sei venuto in contatto con Mila Agipunk e Max di 625Thrash? Sei soddisfatto di come il tutto è stato assemblato e confezionato? Esiste solo in cd o c'è anche una versione in vinile? Come mai per ciò che riguarda L'Amico Di Martucci è stato escluso il materiale del periodo hardcore melodico? L'ultima uscita degli Ohuzaru è sempre su Agipunk/625Thrash... Ne sei rimasto soddisfatto?
Max: conosciuto via email quando gli mandai le nuove registrazioni dell’ Amico Di Martucci, Mila lo conoscevo da anni, ma mi aveva sempre snobbato ahah! Poi quando sentì L'Amico Di Martucci mise da parte l’animo crust, ricomincio’ ad ascoltare gli Indigesti, a portarmi rispetto e siamo ancora amici e facciamo pure ancora affari assieme. Max non lo vedo da una vita, credo che l’ultima volta fosse al Gilman durante il festival 625, era fuori dal locale che regalava dischi 625 a chi passava per strada. La discografia split e´uscita solo in cd... A quel tempo la gente li comprava. La prima roba Martucci non e’ inclusa perche´praticamente sembravamo un altro gruppo, ma tenemmo il nome perche´ c’eravamo molto legati.  

L'Amico Di Martucci.

Altro gruppo che per molti è stato importante sono stati i La Piovra... Anche qui un lp inciso su Agipunk/Youth Attack, un trittico di 7" più un cd che è una sorta di retrospettiva, correggimi se sbaglio... Tracciaci pure una breve storia del gruppo, come mai vi siete sciolti e se hai qualche aneddoto divertente da narrarci...
Oh, basta con ste bio delle bands! Uno di sti giorni metto tutto su Wikipedia. La Piovra è nata perche’ avevo ancora voglia di fare quello che facevo con Martucci, difatti praticamente sia il 7” che il 12” sono pezzi che avevo scritto con Martucci ma che non avevamo mai registrato. Alcuni pezzi li avevamo pure provati e avremmo dovuto registrarli per uno split Lp con i giapponesi The Futures. Mandai a Mark McCoy le registrazioni della Piovra e immediatamente volle farlo uscire ma le 1000 copie svolarono in un battibaleno, poi Mark non voleva + ristamparlo (difficilmente ristampa le sue uscite), e con Mila decidemmo di ristamparlo in un altro formato e aggiungendo una bonus track.

Come spesso accade sei partito dall'hardcore per approdare a generi molto differenti da esso, con i quali però mantieni sempre una certa attitudine do it yourself di fondo... Quando hai cominciato a capire che ti interessavo altri tipi di musica e di conseguenza hai cominciato a suonare quel determinato tipo di cose?
Credo che varie cose abbiano influito a questo “cambiamento”. Quando mi trasferii a NY, pensavo di andare in basements a vedere concerti hardcore, ma invece scendevi le scale e c’erano concerti shoegaze, post punk, synth da tutte le parti... E così incominciai ad ascoltare altro.

Sei tornato in pista con due nuovi progetti, gli Sgurd e gli Archaic. Nei primi sei tornato in compagnia di Dudu, ex Gonna Fall Hard. Abbiamo avuto modo di sentire un paio di pezzi e sono una bomba di puro hardcore! Puoi dare qualche info in più ai nostri lettori? Uscirà un 7" sotto Adagio830, etichetta di Berlino. Come siete entrati in contatto con loro? Il fatto che abbiano fatto uscire il nuovo lavoro degli Holy vi ha in un certo senso aiutato? Gli Archaic invece suonano un hardcore un pò più noise se ci concedi la definizione... Anche per loro previsto un 7" per l'etichetta La Vida Es Un Mus. Pure qui se vuoi darci qualche info sul progetto...
Entrambi i 7” di Sgurd e Archaic usciranno entro la fine dell’anno. Sgurd stiamo preparando anche un album, Archaic si va un po´ piu´a rilento ma spero un giorno di registrare un album anche con questo progetto. Adagio830 e´parte di un negozio di dischi vicino a casa mia a Berlino, Robert (proprietario) e´un amico, ha sentito le registrazioni e mi ha chiesto immediatamente di farlo uscire. Sinceramente non la maggior parte dei gruppi che ha fatto uscire non mi fanno impazzire, ma ultimamente tra Holy, Hoax e Diat, mi sento piu´in buona compagnia.
Per quanto riguarda Archaic, ci sono sempre io e Roger della Piovra/Il Buio (ha registrato la batteria per entrambe le bands). Alla voce c’e’ Guille, un vecchio amico di Barcellona che cantava negli Invasion e Destino Final. 

Scorgendo le discografie dei gruppi in cui hai suonato, un comune denominatore sono un paio di uscite più una manciata di 7"... Questo mi porta a pensare che abbiano tutti davvero una vita molto breve, massimo 4 anni... Secondo te come mai? E' la classica urgenza di esprimere qualcosa che fa bruciare tutto così in fretta?
Si, decisamente! E´ una cosa molto personale, per me se lo fai per divertimento, un bel gioco dura poco. Se lo fa per guadagnarci, allora non è più un gioco e puo´ durare di più.

Crediam di aver esaurito le domande... Aggiungi pur ciò che vuoi e grazie!
Grazie Paso per l’intervista! Gli Sgurd esordiranno i primi di Gennaio.
Per chi volesse avere info riguardo alle date o a volesse un disco , può mandarmi un email a: marcoxrapisarda@gmail.com


Smart Cops Israele, giugno 2010.

sabato 16 novembre 2013

xNemesisx.


Quando abbiamo ascoltato per la prima volta gli xNemesisx ci siamo quasi commossi. Un gruppo italiano, di Bologna per l'esattezza, interamente vegan straightedge, con idee molto forti e quel suono edge metal anni '90 alla Purification, Reprisa, Undying che ci piace molto. Dopo aver recensito i pezzi presenti sul loro Bandcamp (e che finiranno nel loro demo di prossima uscita) abbiamo colto la palla al balzo per rivolgergli quache domanda. Loro non si sono certo risparmiati nel risponderci, mettendo in luce (se ancora ce ne fosse bisogno) che l'hardcore è ben oltre che un semplice genere musicale.

Allora iniziamo subito col chiedervi che effetto fa essere l'unico gruppo interamente vegan straight edge che c'è al momento in Italia... Un tempo erano di più ma poi si son sciolti come neve al sole...
Sinceramente troviamo la cosa stimolante. Insomma, non è una cosa che ci deprime, ma anzi ci carica, visto che la “scena” vegan straight edge è da ricreare da capo e forse noi possiamo dare un importante impulso positivo in questo senso, tra l’altro con i nostri contenuti, evitando orribili derive machiste, pro life e nazionaliste che purtroppo si erano venute a creare negli anni ‘90. Il fatto che i gruppi del “passato” (neanche troppo lontano) siano scomparsi, forse è il segno che quell’ondata di fine anni 90, inizi 2000, non era molto di più che il seguire la moda del momento, però non ci azzardiamo a dare giudizi troppo affrettati visto che non abbiamo vissuto in prima persona quegli anni. Speriamo che nascano altri gruppi in futuro, che portino avanti messaggi concreti, anche a prescindere dal vegan straight edge…

Abbiamo potuto ascoltare tre pezzi sul vostro Bandcamp e subito ci sono venuti in mente gruppi come Reprisal, Purification, Undying e Unborn... Ai tempi, cioè negli anni '90, quello fu l'embrione del futuro metal core... Come mai avete deciso di suonare questo tipo di hardcore che ai tempi fu osteggiato dai puristi e considerato solo come metal di serie z?
La risposta in verità è abbastanza scontata: ci piace quel genere e ascoltiamo per lo più quei gruppi che lo facevano, dagli Arkangel, ai From The Dying Sky, i primi Caliban e Maroon, i Morning Again etc…Quindi lo suoniamo. Inoltre ognuno di noi viene da esperienze musicali diverse (death metal, punk hc e thrash) che infine ci hanno portato a confluire in questo progetto comune. E’ inutile dire che dei puristi ce ne freghiamo abbastanza e tra l’altro, ora come ora, non credo che ce ne siano più e nel caso si fottano.


Vi definite un gruppo anarchico. Potete darci una definzione di cosa è per voi essere anarchici nel 2013? Riuscite a conciliare le vostre posizioni rispetto alla società con la quale dovete confrontarvi ogni giorno? Dovete scendere a dei compromessi accettabili?
Non credo si possa dare una definizione valida per tutti e non è nemmeno nostra intenzione darla, visto che ogni individuo la pensa in un modo differente da un altro. Ovviamente l’essere anarchico, da oramai 150 anni, ha sempre significato portare avanti determinati messaggi, come l’antiautoritarismo, il non riconoscimento degli Stati nazionali e i relativi confini, l’anticapitalismo, l’azione diretta contro ogni forma di oppressione e il non riconoscimento della proprietà privata.
Non va mai dimenticato che il movimento anarchico, purtroppo ha sempre subito altalenanti ondate repressive, sotto ogni regime, sia democratico, sia totalitario (dal nazi-fascista allo stalinista), quindi l’essere anarchico, anche nel 2013, implica molto spesso ritrovarsi a scontrarsi viso a viso con la più infame repressione statale.
Ahimè non viviamo in un mondo già liberato, bensì nel pieno della società capitalista, quindi ci si trova ogni giorno costretti a scegliere quali compromessi siano accettabili o meno, senza intaccare quelli che sono gli ideali e i percorsi portati avanti da ognuno di noi. Finchè esisterà questo mondo, in cui per esempio anche l’ultimo dei prodotti del mini market sotto casa è frutto dello sfruttamento di un individuo (umano o di un'altra specie), è ovvio che il compromesso è sempre dietro l’angolo e l’unico modo per ”compensare” tutto ciò è la lotta, l’agire in prima persona contro l’enorme macchina capitalista, che sta distruggendo il nostro pianeta.

Lo straight edge dovrebbe essere molto di più che 3 o 4 regolette al quale attenersi religiosamente o meno. Il cantante dei Birthright diceva che è innanzitutto una scelta politica. Molto spesso però chi segue questo stile di vita si dichiara apolitico e sembra più interessato ai vinili colorati, alle Nike e alla Coca Cola, piuttosto che cercare di portare tutto su un piano un pò più concreto... Cosa ne pensate? Riuscite a raggiungerlo questo fantomatico "piano più concreto"?
Intanto, chi crede che lo straight edge sia un insieme di regole da seguire o uno stile di vita, non ha capito proprio niente e se è “diventato” edge per questo motivo è meglio che molli adesso, perché sicuramente “dropperà”. Come dice bene Ian Mackaye (cantante dei Minor Threat), il bere alcol nei week end, o il fumare, o il drogarsi, per seguire forme di socializzazione più o meno imposte dalla società, questi sono da considerarsi stili di vita. Lo straight edge invece è VITA, è essere SE’ STESSI, anche quando si è nella merda. E’ il volere essere sempre creativi e mettersi in gioco in tutti gli aspetti della vita, senza cercare paliativi o “stampelle” a cui appogiarsi. Per chi crede che l’edge sia un percorso apolitico e disimpegnato, non abbiamo molto da dire, se non che sono degli ignavi, non diversi dall’italiano medio che pensa solo al calcio e alle serie tv, mentre la sua vita finisce scaricata nel cesso, mentre dei luridi pescecani, che fanno parte della classe dirigente e privilegiata, si spartiscono il mondo e le sue risorse. A nostro avviso un cosiddetto militante ha la necessità pratica di essere sempre “ lucido” o per lo meno in grado di prendere decisioni razionali e sensate, nel minor tempo possibile. Inoltre l’idea di autonomia di individuo che riconosciamo calza perfettamente con il rifiuto di ogni tipo dipendenza (dalla droga fino alla televisione), accettando l’unica ebrezza possibile: il superare sempre se stessi! Il piano concreto lo si raggiunge automaticamente nel momento in cui si portano avanti determinati percorsi di lotta, che partono dall’antifascismo di strada, fino ad arrivare alle lotte di liberazione animale e della terra.

Recenti studi e sondaggi hanno dimostrato che il vegetarianesimo ed il veganesimo sono pratiche sempre più diffuse in Italia. Distinguiamo però chi adotta questi tipi di dieta come scelta politica sociale ed economica e chi invece lo fa solo per la propria salute... Sinceramente ci sembra un pò triste relegare delle prese di posizioni così forti ad un mero fattore estetico...
Intanto per noi la scelta di una dieta vegan non è una presa di posizione, bensì una decisione dettata da un’empatia, verso quegli gli individui, delle altre specie, che vengono sfruttati dall’industria della carne. Lo scegliere di lottare contro quest’ultima è una presa di posizione. L’avanzata del cosiddetto capitalismo “verde” è innegabile e lo si può notare appunto dalla nascita di catene di super mercati biologici, come i NaturaSì che hanno anche parecchi prodotti vegan, e da una pseudo sensibilizzazione delle maggiori multinazionali verso le questioni ambientali. Già tutto ciò dovrebbe farci rizzare le orecchie e farci capire che c’è qualcosa che non va e che anche lo stile di vita vegan sta venendo piano piano digerito da questo sistema, abituato ad inglobare ed uniformare a sé qualsiasi cosa di diverso, nasca al di fuori delle proprie fila. Inoltre come avete notato giustamente voi c’è anche la crescita del numero di persone che hanno adottato uno stile di vita vegano/vegetariano per motivi prettamente salutistici. E’ inutile dire che c’è un abisso tra le motivazioni che ci hanno portato a questa scelta etica e le loro.



Siete impegnati direttamente in organizzazioni animaliste et similia?
No. Già non ci ritroviamo con l’idea di organizzazione in sé, benché meno ci ispira far parte delle associazioni cosiddette “animaliste”, che portano avanti pratiche che non condividiamo. Certo ci siamo ritrovati in assemblee rispetto alla liberazione animale, come per esempio per l’organizzazione dell’ultimo incontro di LIBERAZIONE ANIMALE che poi si è tenuto in Val di Susa.

Il movimento animalista molto spesso soffre di profonde divisioni al suo interno. Da un lato gente pacata che promuove uno stile di vita diverso attraverso riunioni e e pranzi/cene aperti a tutti, mostre, ecc. Dall'altro invece persone che utilizzano atteggiamenti ostili e violenti contro chi non la pensa come loro... Molto spesso causando parecchie incomprensioni...
A nostro avviso, il vedere la lotta di liberazione animale in modo diverso e il portarla avanti con mezzi diversi non è sbagliato, anzi! Ognuno a nostro avviso dovrebbe portare avanti questo percorso in base alle proprie energie e convinzioni, però sempre in prima persona. Se uno vuole fare la raccolta di firme, per quanto non è da noi condivisibile, lo faccia. L’importante è che poi chi preferisce altri modi di agire, non venga criminalizzato da parte delle altre persone che magari fanno parte delle “associazioni”. Questo comunque vale per ogni tipo di lotta. Un buon esempio è la Val di Susa, la lotta No Tav, dove il vecchietto con la bandiera della pace si può ritrovare fianco a fianco ad un giovane incappucciato, senza distinzioni tra “manifestanti buoni” e “manifestanti cattivi”.
Il problema delle incomprensioni è dovuto alla crescente apoliticità che sta investendo il movimento di liberazione animale! Ora si può sentire nei cortei “Niente politica quando si parla di liberazione animale”,o “Siamo tutti dalla stessa parte”, e tutto questo ha creato un humus ambiguo dove si sono tuffati a capofitto politici, come la Michela Brambilla del PDL, ed infami fascisti. Qui bisogna essere chiari, il momento è molto delicato e si rischia di avere dei seri problemi in futuro se si continua con questa linea di condotta. Il movimento di liberazione animale è per definizione libertario! Non sono ammissibili loschi figuri, come quegli squadristi della 100x100 Animalisti o la FORESTA CHE AVANZA (di Casapound, nota organizzazione fascista), che sono dei servi di quel sistema che ha creato la stessa mercificazione dell’individuo e delle risorse del Terra. Inoltre non vi sembra paradossale che dei fascisti che vorrebbero di nuovo uno stato totalitario, industriale (sono a favore del nucleare, e della TAV, tra l’altro) e razzista, siano pro liberazione animale e contro la vivisezione? Questa è una mera manovra demagogica, di stile fascista, da parte di queste organizzazioni, con un semplice obiettivo che è di affossare anche questa lotta, che non è altro che il loro tradizionale ruolo dai tempi della fondazione dei fasci di combattimento nel 1919. L’hanno fatto con il manganello e l’olio di ricino durante il biennio rosso, l’hanno fatto con le stragi degli anni ’60 e ’70 ed ora si infiltrano ovunque, come dei parassiti. Quindi ripeto, il vero problema è l’apoliticità di una buona parte dell’attuale movimento di liberazione animale che sta dando agibilità ad organizzazioni fasciste o ad associazioni/partiti, che non hanno altro scopo che l’affossamento della lotta!

Dateci la vostra opnione su: crisi economica, Tav, Ilva di Taranto.
Bè la crisi economica è dovuta alle speculazioni finanziarie e da una ristrutturazione interna che sta attuando il sistema capitalista. Tutto ovviamente sulla pelle degli esclusi, dei lavoratori e delle classi non abbienti. L’unica soluzione possibile è l’abbattimento di questo sistema economico basato sullo sfruttamento e che ha infradiciato interi continenti con il sangue di individui colpevoli di non far parte della classe al potere.
La Tav è un’opera orrenda, che fa parte di questo “mondo” osceno, frutto di un sistema che continua a distruggere e a depredare il nostro pianeta. Il nostro pensiero va ai compagni sotto processo per gli scontri dovuti all’assalto al cantiere il 3 Luglio 2011, a cui bisogna dare tutta la nostra solidarietà!
La situazione dell’Ilva di Taranto è forse lo specchio di questa società infame, dove una persona è costretta a lavorare per non morire di fame, per poi condannare a morire di tumore lui stesso e tutti quelli che vivono in quella regione…..Per questo bisogna agire subito, contro questo stato di cose presenti!



Il vostro demo uscirà a breve. In che formato? Graficamente come è stato progettato? Avete incluso un libretto esplicativo di ciò che sono i Nemesis?
Ci stiamo ancora lavorando, in verità, appena uscirà lo vedrete….

Ci sono dei gruppi ai quali vi sentite vicini come tematiche e suoni in Italia? Vi influenzano?
Di nostri contemporanei, detto sinceramente, nessuno ci ha influenzato o ci influenza, ci rifacciamo più che altro a gruppi metal del passato, prevalentemente stranieri. Certo gruppi come i Tumulto, i La Prospettiva, i Contrasto, i Le Tormenta siamo affini su molti punti, dal punto di vista dell’attitudine, però non dal punto di vista musicale…

Dateci un commento sull'attuale situazione politica del nostro paese vista con i vostri occhi. I nostri occhi non vorrebbero vedere una situazione politica…

E' tutto. Se volete aggiungere qualcosa fate pure. Grazie!
Intanto vi ringraziamo per questa intervista e per la disponibilità. Volevamo concludere facendo un appello di solidarietà ai compagni anarchici Alfredo Cospito e Nicola Gai, condannati qualche giorno fa, rispettivamente a 10 anni e nove mesi e a 9 anni e quattro mesi di carcere, per la gambizzazione dell’ad di Ansaldo Nucleare R. Adinolfi, infame sfruttatore della Terra. Non bisogna lasciarli soli!
Finiamo con una citazione del militante per la liberazione animale Peter Young, autore di diverse liberazioni di animali e sabotaggi, nonché vegan straight edge: ”L’hardcore non è solo divertimento. Se ci divertissimo soltanto, facessimo “mosh”, ci sentissimo bene con noi stessi, se guardassimo solo le spalle ai nostri amici, se parlassimo solo di fratellanza e bei momenti vissuti, se l’hardcore fosse solo questo, sarebbe uno scherzo. BISOGNEREBBE PRENDERE QUELLO CHE L’HARDCORE CI DA, ANDAR FUORI E AGIRE!”.

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lunedì 11 novembre 2013

xNemesisx | Demo.

I bolognesi Nemesis suonano un tipo di hardcore che mai avremmo aspettato di sentire nel 2013, soprattutto in Italia: metal core anni '90 figlio di gruppi come Undying, Reprisal, Purification. Per intenderci quell'hardcore fortemente debitore dei riff più semplici degli Slayer, il tutto in salsa hardcore. Questi quattro ragazzi ci sanno decisamente fare, certo musicalmente non aspettatevi cose tecniche, anzi, il tutto è piuttosto basilare nel modo di comporre e suonare i pezzi. Ecco, se dovessimo paragonarli ad un gruppo in particolare ci vengono in mente gli inglesi Unborn. I nostri sono tutti vegan straightedge di stampo anarchico, quindi i testi sono ultra politicizzati e cantati in italiano. Non possiamo fare altro che applaudire allo loro scelta di vita. In un momento in cui il fattore moda imperversa nell'hardcore e molto spesso il tutto si riduce ad un mero fattore estetico, è bello vedere che ci sono ancora gruppi che ci credono fortemente... E sappiatelo, c'è n'è un gran bisogno. P.s.: i 3 pezzi presenti sul loro profilo Bandcamp andranno a comporre il loro demo di prossima uscita. Cercano pure date in cui suonare!

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sabato 9 novembre 2013

June And The Well | Waterslide Records | Cd.

I June And The Well potrebbero essere sbucati dal 1995 e noi non ce ne saremmo neppure accorti. Il progetto è stato fortemente voluto da da Luigi Selleri (che si cimenta con voce e chitarra), che ha riunito un pò di amici e li ha fatti suonare su questa prima uscita, stampata in 500 copie in cd per la giapponese Waterslide Records. Tra gli ospiti spicca Lele Morosini, dei fu Eversor, che canta nel primo brano. Diciamocelo francamente: la classe non è acqua e Lele dimostra di non aver perso nulla della sua mervagliosa voce. Ci chiediamo se tutti i pezzi fossero stati cantati da lui cosa ne sarebbe venuto fuori... Senza nulla togliere agli altri, ci mancherebbe. 10 pezzi in bilico fra i momenti più introspettivi dei mai troppo compianti Sensefield più una spruzzata di indie rock anni '90, decisamente molto meglio delle cialtronaggini che ci tocca ascoltare oggi ehehehehe! Il nostro giudizio è estramente positivo, ma da bravi esterofili quali siamo, in tutta sincerità i due pezzi cantati in italiano (di cui uno con voce femminile) li vorremmo sentire in inglese, visto che sembrano pronti per essere utilizzati per San Remo o paccottiglia varia. Per il resto confermiamo il giudizio positivo e speriamo esca pure in vinile!

June And The Well | Bandcamp

lunedì 21 ottobre 2013

Gab De La Vega (Smashrooms | Gab De La vega | Epidemic Records | Hardcore For Political Support).


Questa volta "incontriamo" Gab De La Vega, cantante degli The Smashrooms, cantante nel solo project Gab De La Vega e capo assoluto di Epidemic Records. Il ragazzo è uno che decisamente non si sbrodola addosso ed il fatto che sia impegnato a suonare e a produrre/distribuire materiale, ne è una sicura conferma. Attraverso quest'intervista abbiamo cercato di fornire una panoramica a 360° sul suo mondo. Buona lettura e compratevi il nuovo disco degli The Smashrooms e di Gab De La Vega!

Il 15 agosto avete avuto il vostro release party in quel di Brescia. Ci pare di aver capito che il concerto si è svolto dopo quello dei redivivi Pennywise. Ecco, volevo chiederti se secondo te qualche partecipante al concerto dei californiani abbia partecipato al vostro, e secondo te quali impressioni ne avrà tratto?
Anche se per molta gente il mattino seguente significava alzarsi per andare al lavoro, parecchie persone si sono fermate in Tenda Blu per il nostro concerto e quello degli amici Attrito. Credo che molti dei presenti già conoscessero le due band, magari anche solo di nome, però sono sicuro che ci fosse anche gente che non aveva mai sentito parlare nè di noi nè degli Attrito e che ha apprezzato il concerto. Penso che per chi non ha avuto mai modo di affacciarsi – per un motivo o per l'altro – sulla scena hardcore più underground, quella serata sia potuta essere l'occasione per rendersi conto che oltre alle grosse band ci sono migliaia di formazioni più piccole ma comunque dotate e che meritano una certa attenzione.

E' da pochissimo uscito il vostro nuovo lavoro, intitolato "Wildfire" che ci è piaciuto tantissimo. Puoi parlarci un pò di come è stato crearlo e che tipo di evoluzione hai riscontrato rispetto ai precedenti lavori? Essere solo in tre è più facile da gestire come situazione?
Fa piacere che "Wildfire" vi sia piaciuto! Abbiamo deciso che fosse tempo di far uscire qualcosa di nuovo, di fresco. La parola d'ordine è stata "facciamo quello che vogliamo, di punto in bianco". Così ci siamo chiusi per sei mesi in sala prove, lavorando intensamente, e abbiamo dato sfogo a questo ritrovato impeto creativo.
Come qualsiasi "upgrade", questo processo ha richiesto molto impegno, anche solo per slegarci dalla nostra stessa eredità, che non rinneghiamo, ma che non ci rappresentava più a pieno.
Ci siamo trovati con un suono più tecnico, probabilmente anche più melodico, soprattutto nella voce, ma secondo me non inferiore a livello di tiro e aggressività, anzi. Noi siamo molto contenti, è stata una sfida e sentiamo di averla vinta. Ora stiamo vedendo i primi risultati.
Essere in tre rende alcune cose decisamente più snelle, si crea un equilibrio diverso nella formazione, se c'è qualche cosa che non funziona c'è sempre chi può intervenire per distendere la situazione. Di contro, rende tutto più gravoso sulle spalle di chi si prende incarico di gestire il grosso della attività del gruppo. E anche dal vivo... non posso non ammettere che suonare la chitarra e cantare richieda uno sforzo in più. Ma siamo dei baldi giovani e non ci ferma nessuno!

I testi di "Wildfire" sono testi molto impegnati politicamente e prendono posizioni molto forti nei confronti di tematiche come il razzismo e la libertà di amare chi si vuole. I testi sono il frutto di una composizione a tre o solitamente vengono demandati ad un unico componente? Come mai la scelta dell'inglese?
Siamo sempre stati un gruppo che vuole dire qualcosa di esplicito da quel punto di vista. Però con "Wildfire" ci siamo sentiti di dare sfogo alla rabbia e alla frustrazione che nasce da ciascuna situazione quotidiana, dalle macroscopiche pecche di questo mondo, dal punto di vista politico e sociale, che inevitabilmente vanno ad influenzare l'esistenza di ciascuno.
Nonostante non ci perdiamo d'animo e siamo speranzosi verso il futuro, la situazione odierna è spaventosa: viviamo in una società sull'orlo del baratro, viviamo questa sensazione quotidianamente e dall'altra parte, anzichè vedere sincera solidarietà vediamo un cannibalismo sociale terribile, frutto degli insegnamenti di questi ultimi decenni.
Abbiamo però provato ad esprimere le nostre riflessioni su varie tematiche concrete in maniera da evitare facile retorica. Penso che si possa parlare della militarizzazione della società moderna, così come dell'omofobia, della vivisezione o del fascismo, senza per forza scadere in banali luoghi comuni, slogan liofilizzati o frasi superficiali fini a se stesse. Vogliamo che i nostri testi facciano riflettere, scuotano le coscienze... ma allo stesso tempo sono una forma artistica, così come la musica.
I testi li scrivo sempre io [Gab], poi li passiamo al vaglio a livello di gruppo, per vedere se qualcosa può essere espresso meglio.
Per quanto riguarda la scelta dell'inglese... penso che sia retaggio dei miei primi ascolti: sono cresciuto con i gruppi punk e hardcore statunitensi e inglesi. Di punk italiano ne ho ascoltato, ma l'inglese mi è sempre piaciuto di più e consente anche di superare i confini italiani con più facilità, anche se ci sono band che cantano in italiano che non hanno avuto grossi problemi a farsi un seguito all'estero.

Come gruppo avete alle spalle diversi tour in Europa. Come vi organizzate logisticamente e nel scegliere l'itinerario da compiere? Vi è mai capito di dover saltare qualche data o di esser chiamati a suonare all'improvviso?
Si cerca di non fare inutili zig-zag per tutta Europa, ma di dargli comunque un senso, sia a livello di distanze, sia a livello geografico. Magari si può partire con alcuni "capisaldi", concerti cioè che si sa già di avere confermati o molto probabili e poi si cerca semplicemente di unire i puntini sulla mappa. Può capitare che poi si facciano deviazioni, dovute a date importanti ma magari fuori rotta oppure all'impossibilità di trovare una data in una determinata area.
Date saltate ce ne sono purtroppo, fortunatamente non spesso. A volte i promoter non ne hanno colpa ma a volte è frutto di mancanza di serietà nel fare le cose. Qua si potrebbe aprire un capitolo intero ma meglio rimanere sul tracciato. Chiamati all'improvviso invece... non ricordo se sia mai capitato, ma potrebbe anche darsi... magari salta una band o che. Meglio comunque quando le cose sono organizzate, precise e certe. Un po' di professionalità nel far le cose non guasta mai, anzi, ne gioveremmo tutti, dalle band, ai promoter, ai centri sociali o locali che ospitano la serata... e la scena in generale.

Sembra che in Italia, dopo anni di torpore e di orribili gruppi metal core senza alcun costrutto al loro interno, ci sia un ritorno al caro vecchio hardcore con qualcosa da dire. Chi sono i gruppi che ti hanno colpito maggiormente e perchè?
Non so se essere d'accordo. Basti vedere l'età media ai concerti, che sta andando crescendo sempre più. I ragazzini più giovani non si appassionano più alle band che hanno qualcosa da dire, forse nemmeno più a quelle senza alcun costrutto: vanno direttamente alla fase "Dj Set". Sarebbe bello rivedere un po' di genuino interesse nei confronti dell'hardcore (e della musica live in generale), soprattutto se ha qualcosa da dire.
In Italia ci sono parecchie formazioni valide secondo me. Citerò qualche nome, rimanendo in ambito prettamente hardcore, tra quelli che più riescono a spiccare, tra le mille difficoltà che incontra il genere in questo momento. Tra le band anglofone, cito Left In Ruins, Holy, Blame It On The Ocean. Tra le band che cantano in italiano: Attrito, Congegno, Contrasto, La Crisi, Lamantide. C'è poi una miriade di gruppi che secondo me meriterebbero il loro spazio, ma che per una cosa o per l'altra ora come ora non riescono a spiccare il volo. Il momento non è molto favorevole ed è difficile rendere la scena attiva e crescente. Speriamo bene in futuro.



Oltre a suonare nei The Smashrooms, tu hai pure il progetto solito a nome Gab De La Vega. Recentemente è uscito pure il nuovo lp. Qui i suoni sono totalmente diversi rispetto al tuo gruppo madre. Un misto di folk e punk acustico. Le tematiche che affronti sono quelle animaliste e politiche in generale. Volevamo chiederti come mai ti è venuta l'idea di mettere in piedi questo progetto? Credi che attraverso un suono più accessibile, chi ti viene a vedere suonare possa per esempio cominciare ad interessarsi a tematiche come il veganesimo? Chi ti accompagna durante i tour? Sei appena stato di nuovo on the road... Come è andata questa volta?
Sinceramente non so bene neanche io come sia nato tutto! Ho iniziato a strimpellare un po' di canzoni che mi piacevano e a scrivere qualche pezzo mio e poi ho iniziato a suonare un po' dal vivo. Mi piace, mi diverte e mi fa star bene; è un'esperienza per certi versi simile a quella che si può vivere facendo hardcore, ma per molti altri aspetti è completamente diversa.
Penso che il suono più accessibile possa rendere tali anche gli argomenti che posso trattare nelle mie canzoni, che possono partire da esperienze personali a come dicevi tu, tematiche animaliste o politiche. Non mi piace definire la mia musica come "quel genere di musica". Parlo di cose che possono essere più intime o più di critica, a seconda della canzone ma questo per il fatto che in quelle canzoni ci sono io, coi miei interessi, con le mie passioni e con le mie convinzioni politiche e scelte etiche. In Germania però mi capitò che un ragazzino dopo un concerto mi tempestasse di domande per poi dirmi "ok, ci voglio provare, voglio diventare vegan!". Mi ha fatto molto piacere, non tanto per mia soddisfazione, ma per gli animali che con questa scelta vengono risparmiati dallo sfruttamento e dal macello.
Sono appena stato in tour in Europa. E' la seconda volta che intraprendo questa avventura appositamente per portare in giro questo progetto solista e salvo un paio di macchie, è andata molto bene. Ho viaggiato per 6000 kilometri attraverso Germania, Lussemburgo, Olanda, Danimarca, Svezia e Repubblica Ceca. Ho suonato 18 date senza day off, alcune bellissime, altre meno (poche fortunatamente) e la risposta è stata buona, talvolta anche sopra le aspettative. Questa volta sono partito solo con la mia ragazza, che mi ha aiutato al volante nelle tappe più lunghe, col banchetto e così via.

Dulcis in fundo tu mandi avanti Epidemic Records. Cosa ti ha spinto ad iniziare? Finora quali sono state le uscite? Ne sei soddisfatto? C'è qualche gruppo con cui vorresti collaborare? Come decidi chi produrre e come ti muovi a livello di registrazioni, grafiche e stampa finale? L'etichetta riesce a mantenersi da sola? Quanto è difficile andare avanti con questo tipo di discorso in Italia?
Ho iniziato perchè volevo fare qualcosa di concreto per "aiutare la mia scena". C'è chi suona, c'è chi va ai concerti e c'è chi deve far uscire i dischi (o che fa tutte e tre le cose!).
Finora ho fatto uscire parecchia roba. Nei primi tempi ho partecipato a coproduzioni allargate, da qualche anno invece faccio uscite da solo o con poche altre etichette. In questa seconda fase, oltre a tutti i dischi degli Smashrooms, ho fatto uscire Painted Wolves, Raindance, Plague Mass, Rise From The Agony, Sink Or Swim split con In One Piece, Nervous Breakdown. Ho da poco annunciato la collaborazione sul nuovo disco dei trentini Left In Ruins, che dovete assolutamente ascoltare. Avevo voglia di tornare a lavorare su una band di queste parti, dopo tanti gruppi stranieri.
Ci sono gruppi inarrivabili coi quali mi piacerebbe lavorare, ma evito di citarli perchè scadrei nel ridicolo. Alcune band sono troppo grosse per Epidemic Records, per cui rimarranno solo un sogno nel cassetto!
Di solito mi guardo intorno o ricevo una proposta dalla band stessa. Lascio libertà alla band sulle registrazioni e sulle grafiche (dico comunque sempre la mia), mentre io mi occupo della stampa del materiale. Per ora si sta a galla, i soldi che rientrano vanno ad alimentare l'uscita successiva e così via.
In linea di massima è un'esperienza che da molte soddisfazioni, anche se in realtà c'è sempre meno gente interessata all'acquisto di dischi.

Gab De La Vega viene dalla tua passione per Zorro?
Mi hai sgamato! Anche io sono un ricco ereditiero terriero della California del 19esimo secolo che si finge incompetente e fifone andando a spasso col suo servitore muto Bernardo, mentre di notte vado in giro con una mascherina a suonare serenate acustiche per i punks!

La situazione politico/economica in Italia è plumbea. Berlusconi condannato che non molla, recessione, italiani sempre più riconglioniti... Basta guardare gli sveglioni che inneggiavano all'asfaltato in testa a Roma tempo fa... Sinceramente c'è da piangere... Tu come vedi la situazione?
C'è talmente tanto da dire che c'è poco da dire. Io la situazione politica italiana la vivo ormai alla giornata. Sento storie di merda ogni giorno, mentre i soliti noti rubano dalle tasche di chi sta veramente con l'acqua alla gola senza nemmeno far finta di essere persone oneste. Non ci provano più nemmeno, tanto nessuno gli dirà mai nulla, anzi, spesso gli danno pieno appoggio.
Questo Paese vive un po' quello che si merita. Un popolo che ha sviluppato una disaffezione verso la politica dal basso, verso la presa di coscienza e posizione, che ora raccoglie i suoi frutti. Gli italiani sono cresciuti pensando che "tanto non cambierà mai nulla"; quindi hanno delegato tutto, anche la dignità, ad una classe politica imbarazzante.
La situazione è grigia, ma la speranza è l'ultima a morire, dicono.

Pic by: Alessio Mishima | HomeBoy Photography

Un progetto che portate avanti è quello denominato Hardcore For Political Support. Puoi parlarcene un pò? Come e quando è nato? Come viene finanziato e come si muove?
L'anno scorso (ottobre 2012) abbiamo deciso di fare qualcosa in più per supportare le cause e le lotte in cui crediamo, soprattutto per dare aiuto economico ad attivisti e prigionieri politici legati a tali lotte. Abbiamo stampato del nuovo merch per il tour europeo e abbiamo deciso di devolvere una parte delle vendite di questa nuova maglietta a questo progetto da noi creato, chiamato HFPS. Abbiamo anche organizzato presentazioni con buffet vegan e c'è anche chi ha cucinato torte e dolci vegan ai concerti, devolvendone il ricavato, oltre al classico concerto benefit. Per ora non è una cosa molto strutturata, ma piano piano proveremo a svilupparla al meglio, provando a trovare anche modi diversi per raccogliere soldi per le spese legali dei supportati. Per ora, quando riusciamo, cerchiamo di tirare fuori qualche idea per alzare dei soldi. Ora stiamo raccogliendo fondi che devolveremo al gruppo di supporto www.stopukrepression.org, che si sta occupando di aiutare gli attivisti ele attiviste del movimento antivivisezionista inglese, alla prese con un'aspra repressione. Vediamo un po' cosa riusciamo a fare. Ogni piccolo sforzo può fare la differenza e noi volevamo fare la nostra parte. Prima o poi inizieremo anche a coinvolgere altre band. Anche noi dobbiamo prendere bene confidenza con questa "creatura". Informazioni più o meno aggiornate si possono trovare qui: www.epidemicrecords.net

Mi è capitato di vedere una maglietta dei Minor Threat venduta a 28 dollari tramite uno di quei siti web in cui puoi comprare marche tipo Hollister... Per dirtela tutta la cosa ci ha davvero colpito... In senso negativo ovviamente... Negli ultimi anni l'hardcore è stato svenduto al pari di merce e il fatto che una maglietta dei Minor Threat venga venduta ad un ragazzino che si è appena comprata quella degli Slipknot è una cosa, almeno per noi, agghiacciante...
Posso capire che questa cosa faccia schifo a molti... però penso che il problema di cui preoccuparsi realmente nella scena hardcore sia in tutt'altra direzione, come espresso in una precedente domanda: la disaffezione verso il genere da parte dei più giovani. Se un tempo nell'hardcore si poteva trovare lo spazio per coltivare la propria cultura e visione critica del mondo, un ambiente stimolante e divertente, non convenzionale... beh, oggi tutto questo non attira più i giovani e l'età media in crescita ai concerti ne è un chiaro segnale.
Se un ragazzino il giorno d'oggi si comprasse una maglietta dei Minor Threat a 28 dollari, sarei contento solo per la scelta della band, ma effettivamente il prezzo è parecchio elevato e sicuramente vedere tale speculazione su una band del genere mi da fastidio. Però non c'è molto da fare, se non sperare che almeno Ian McKaye e soci, che comunque hanno il diritto di godere di ciò che hanno creato (soprattutto per il fatto di essere stati precursori e fautori di qualcosa di unico), abbiano ciò che gli spetta di quei 28 dollari. Ma non so se sarà così, tanto più che si sta parlando di un persona – Ian McKaye – che per esempio coi Fugazi se non ricordo male non ha mai nemmeno stampato del merchandise in tanti anni di attività!
Che dire... ci toccherà aspettare i saldi dopo Natale per comprarci la maglietta dei Minor Threat! Ahah!

Finito! Grazie mille e se ti va, aggiungi ciò che vuoi!
Grazie mille per l'intervista! Fa sempre piacere ricevere attenzione da chi ha voglia di ascoltare ciò che hai da dire.

Per chi fosse interessato: vogliamo suonare tanto! Scriveteci! Ecco un po' di contatti:
Smashrooms | Facebook
Smashorooms | Bandcamp (disco nuovo in streaming e download benefit per HFPS)

Qui invece il mio progetto acustico:
Gab De La Vega | Facebook
Gab De La Vega | Bandcamp

Qui Epidemic Records:
Epidemic Records
Epidemic Records | Facebook

Alla prossima! Ciao!

sabato 19 ottobre 2013

Drug Problems | Blurred Reality | Demo.

I Drug Problems sono assolutamente uno dei gruppi più fighi che ci siano oggi in circolazione. Prendete una buona dose di surf, un pò di Black Flag (primo periodo) e Circle Jerks, mischiateli con un pò di nichilismo e drogucce varie, et voilà avrete un'idea di cosa ci propongono i nostri 4 emiliani (di Parma per l'esattezza). 7 pezzi ideali per un pò di sano divertimento violento (parafrasando gli Exodus) in una stanzatta piccola e umida. Menzione particolare per la grafica di copertina, ad opera di Charlie (cantante) sotto il nome di Broken Teeth, veramente esplicativa di quello che i nostri suonano. Questi pezzi sono usciti sotto forma di demo tape limitato in 50 copie (25 colore nero e 25 colore rosso) oppure sono disponibili presso il loro bandcamp. Vedete di non farveli scappare!

The Drug Problems | Bandcamp

The Smashrooms | Tour.

martedì 8 ottobre 2013

Slander | Ep.

La scena hardcore di Venezia e zone limitrofe è più viva che mai. Gli Slander infatti provengono da quelle zone e ci sparano un hardcore intenso, che trasuda emozione e passione. Voce urlata, tempi ultra veloci che però lasciano il posto anche ad un pizzico di melodia. 5 pezzi registrati nel luglio 2013, ma questo giovanissimo quintetto ha già le idee ben chiare. Da supportare, insieme a tutte le attività che prendono forma sotto il nome di Trivel Crew!

Slander | Bandcamp
Slander | Facebook

domenica 6 ottobre 2013

Nine Eleven | Le Reve De Cassandre | Lp/Cd.

Samall della Trivel Crew di Venezia, attivissima nell'organizzare e supportare l'hardcore, ci ha scritto passandoci il link di questo gruppo francese che verrà presto a suonare dalle nostre parti. Il tutto ovviamente organizzato dalla Trivel Crew. I nostri francesi suonano un hardcore molto moderno, veloce e ricco di stacchi, con cori a profusione e una voce urlata ma non troppo. Musicalmente il primo nome che ci è venuto in mente è quello dei Comeback Kid seguito da quello degli Have Heart. Se vi piace questo tipo di hardcore con testi politicizzati, fateli vostri e andateli a vedere dal vivo!

Nine Eleven | Bandcamp

giovedì 3 ottobre 2013

Shove Records.

Shove Records, mandata avanti dal nostro ottimo amico Manuel, è un'etichetta/distribuzione attiva dal 1995. Negli ultimi anni si è espansa in maniera esponenziale, e oltre a fare uscire un bel pò di gruppi che travalicano (anche) l'hardcore propriamente detto, ha ampliato notevolmente il proprio catalogo mailorder con tante etichette molto succose.

Ultime uscite:
ALASKAN 12", CHAMBERS 12", RISE ABOVE DEAD 12", GERDA/DEAD LIKE ME 12"

Estratto dal catalogo:
GRIME – deteriorate 12”
THREE STEPS TO THE OCEAN - scents 12”
THREE STEPS TO THE OCEAN - scents cd
IL BUIO - l'oceano quieto 12”
IL BUIO - l'oceano quieto cd
PSYCHOFAGIST – songs of faint and distortion
PSYCHOFAGIST – songs of faint and distortion
ZEUS – opera 12”
ZEUS – opera cd
MONUMENTS COLLAPSE - s/t 12"
ALASKAN/CO PILOT - split 12"

Earache Records:
at the gates - purgatory cd
cathedral - carnival bizarre cd
cult of luna - beyond cd
cult of luna - somewhere along cd
cult of luna - eternal kingdom cd + dvd
godflesh - songs of love... / love and hate... / in all languages 2xcd + dvd
haunted - made me do it cd
iron monkey - s/T / our problem 2xcd
municipal waste - massive aggressive cd
napalm death - bootleged in japan cd
napalm death/coalesce cd

Ebullition Records (presenti anche alcuni titoli non dell'etichetta):
JOHN HENRY WEST - Door Bolted Shut LP
ORCHID - Chaos Is Me LP
ORCHID - Chaos Is Me/Dance Tonight! CD
ORCHID - Dance Tonight! 10"
ORCHID - Gatefold CD
ORCHID - Gatefold LP
POLICY OF 3 - Anthology 2xCD
AGENTS OF ABHORRENCE - Earth.Water.Sun CD
CREAM ABDUL BABAR/TEEN CTHULHU - split CD
DISNIHIL - Parasites CD
ENCORE FOU - Il Numero Undici CD
ENDLESS BLOCKADE - Turn Illness Into... CD
FUCK ON THE BEACH - Endless Summer… CD
GEHENNA/INTEGRITY - split 7"
HELLNATION - Thrash Wave CD
KARST - Receive the Void CD
KARST - Vision Of Insane Hope CD
ORCHID - Totality CD
OUR WAR - If You're Not Now… 10"
OUR WAR - If You're Not Now… CD
TOWERS - Full Circle CD
CARCASS - Choice Cuts/Peel Session CD
IRON MONKEY - Iron Monkey/Our Problem 2xCDbox

Deathwish Records:
loma prieta/raein 7"
touche amore/piano becomes the teeth 7"
heiress 12"
code orange kids 12"
code orange kids cd
birds in row - you.. 12"
birds in row - you... cd
loma prieta - IV cd
resurrection - disography 2xlp
resurrection - disography cd
converge - axe to fall 12"
converge - jane doe 2xlp
converge - no heroes 12"
converge - you fail me 12"
converge - all we love we leave behind 2xlp
converge - all we love we leave behind cd
converge - long road home 2xdvd
integrity - to die for cd

E moltissimo altro!!!


Shove Records | Facebook.
Email: manpia@tin.it

mercoledì 2 ottobre 2013

Strikedown Records.

Rise After Defeat | Adrift | Lp.
Assolutamente mortali. I sardi Rise After Defeat, dopo un paio di Ep, un demo e due tour europei, approdano sulla lunga distanza del full lenght. Il gruppo si muove sul terreno di una commistione fra hardcore, sludge, stoner e metal, con risultati assolutamente di tutto rispetto. L'impatto sonoro è mostruoso, il riffing è gelido ma allo stesso tempo capace di trasmettere il nero dell'oscurità che piomba addosso. Se vi piacciono i suoni alla Rise And Fall e The Secret, fateli vostri. Senza dimenticare che sul tutto aleggia lo spirito di Discharge, Entombed e Integrity.
www.riseafterdefeat.com




Curse The Ocean | Light Bringer | Lp.
Davvero interessanti questi Curse The Ocean, che si dividono tra Cagliari e Francoforte. Il genere suonato è una commistione di hardcore e black metal, su cui aleggia un senso di oppressione, pesantezza ed oscurità che conferisce spessore al tutto. Tecnicamente preparatissimi, sanno portare l'ascoltatore su terreni impervi, dove non c'è alcuna luce ne speranza alla fine del tunnel. Anzi, c'è solo il vuoto più assoluto immerso nell'oscurità senza fine. Disgusto puro. Consigliatissimi.
www.cursetheocean.com





My Own Prison | Finisterre| Ep.
Altro gruppo proveniente dalla Sardegna, ma questa volta con un tiro decisamente diverso. Hardcore sparato a mille, zero influenze metal, ma solo passione, energia e dedizione. Un Ep decisamente iaspirato quello inciso dai My Own Prison, che ci ricorda molto da vicino gruppi come gli svedesi Raised Fist. Decisamente un gruppo da tenere d'occhio.
My Own Prison | Bandcamp







Blame It On The Ocean | From The Depths | Lp.
Altro centro per Strikedown Records. Questa volta siamo ad Udine (ma il disco è stato registrato allo Studio 73 di Ravenna) con gli Blame It To The Ocean. Hardcore pesantissimo e oscuro, figlio di gruppi come Converge, Rise And Fall, Ringoworm, Integrity e tutto il filone Holy Terror (a parte i Converge). Oscurità, marciume e nessuna speranza la fanno da padrone. 9 pezzi ad altissimi livelli, assolutamente deflagranti e devastanti. Fate vostro questo disco, non ve ne pentirete.
Blame It On The Ocean | Bandcamp

www.cultofstrike.com

martedì 1 ottobre 2013

Chains | Trapped In Chains | Demo.


Cosa succede quando Marco degli Ed, Bolo dei Jungle Fever, Katto dei Reanimaniacs e Turi dei Values X Intact si trovano in sala di registrazione e si mettono a suonare? Nascono i Chains. Musicalmente ci troviamo di fronte ad un hardcore di fine anni '80, fatto di parti veloci alternate a stacchi mosh. Musicalmente si sente che non sono alle prime armi, il tutto suona ottimamente amalgamato: la voce di Marco si trova ottimamente incastrata sulle ritmiche del Bolo (che di certo non ha bisogno di presentazioni, confermandosi ispiratissimo pure qui) e sul drumming di Turi, ottimo batterista. Il basso del Katto sorregge il tutto e conferisce una bella botta finale al tutto. Se vi piace l'hardcore di mostri sacri come Warzone, Youth Of Today, Chain Of Strength ma allo stesso tempo apprezzate gruppi come Rival Mob e Beware, non esitate ad acquistare questa demo tape. Ah, ultima cosa, attitudine straight edge, ma questo credo l'abbiate capito da subito...

Chains | Bandcamp

La Prospettiva/Tumulto | 7" | Coproduzione.


Come ciliegina sulla torta in vista del loro tour assieme (che prenderà il via il 25 di ottobre), i cesenati La Prospettiva ed i forlivesi Tumulto, registrano e pubblicano su 7" in vinile trasparente pressato in 300 copie 7 nuovissimi pezzi (3 a firma La Prospettiva, 4 a firma Tumulto). Il risultato? Una bomba. I La Prospettiva suonano quel velocissimo hardcore che non concede tregua al quale ci hanno abituato. Musicalmente non si discostano troppo dai pezzi presenti sul loro precedente 12" "Inquieti Tempi", quindi ritmiche serratissime, voce urlata e il solito drumming perfetto di Matteo. I Tumulto invece, dopo averci deliziato i padiglioni auricolari con gli 8 pezzi del loro primo lavoro (disponibile per ora solo in download gratuito tramite il loro Bandcamp), tornano con 4 pezzi che anche in questo caso non si discostano molto dal passato. Hardcore più cadenzato rispetto ai La Prospettiva, più sporco. La voce ogni tanto ci ricorda i Negazione (specie nel parlato). Musicalmente svolgono bene il loro lavoro, suonando precisi e potenti. Per ciò che riguarda i testi, siamo sempre sul personale, anche se quelli dei Tumulto risultano più diretti. Il 7" è totalmente benefit per le persone coinvolte nelle denunce partite in seguito all'occupazione di uno stabile a Forlì, denominato "Maceria". Inutile dire che in questo caso i contenuti contano più della mera forma musicale, quindi cercate di supportare questo progetto.
P.s.: menzione particolare per la copertina, ad opera di Celeste Autoproduzioni.

La Prospettiva | Bandcamp
Tumulto | Bandcamp