lunedì 23 settembre 2013

Turi Messineo (Vales X Intact | Whales'Island | Black Hole Underground).

Whales'Island.

Forthekidsxxx prosegue il suo viaggio all'interno della scena hardcore italica ospitando Turi, che alcuni di voi ricorderanno per aver militato nei ValuesXIntact e nei Whale'sIsland. Ultimamente il nostro si sta cimentando nel progetto Black Hole Underground - uno sguardo sull'underground italiano - dove, tramite interviste e scritti sta documentando la scena underground italiana anche al di fuori dei canoni hardcore. Il tutto poi verrà pubblicato sia su video che tramite un libro. Notizia di questi ultimi giorni: il nostro prode siciliano suona negli XchainsX, nuovissimo gruppo straight edge con altri noti personaggi dell'area bolognese/imolese. Buona lettura!

Turi tu sei siciliano doc. Come è stato ambientarsi in una città come Bologna che è totalmente differente dal concetto di sole/mare/palme al quale eri abituato? Come mai te ne sei andato? Ti manca la tua terra?
Ciao Marco ed innanzitutto grazie per l’opportunità e per l’intervista rivoltami, beh si sono un “Palermitano” doc. E sono molto attaccato alla mia terra, d'altronde chi non lo è? Ognuno di noi credo abbia attraversato la fase d’adolescenza dell “odio tutto e tutti, compresa la mia città che mi fa schifissimo” per poi ricredersi subito dopo, e con questo voglio dire che ogni città ha il suo perchè ed ogni città soprattutto per chi appartiene ad essa anche se piccolissima dovrebbe essere un punto di riferimento. Per me questo è Palermo, un punto di riferimento, il luogo dove sono cresciuto, una città che non dorme mai attiva 24h su 24h fin troppo piena di rumori che a lungo andare diventano di compagnia, una città dove il cibo ti coinvolge oltre che riempirti la pancia e dove chiunque e dico chiunque, anche la persona messa peggio e piena di problemi gravi trattiene un gran sorriso, voce alta e spalle larghe! Palermo, come la Sicilia, purtroppo pecca in regresso civico a mio parere e credo sia un fattore determinante e determinato sia da trascorsi come ben sappiamo pieni di criminalità, politica di scarso livello e quindi disorganizzazione e paura di far le cose spesso sia determinata purtroppo da un atteggiamento che buona parte dei cittadini siciliani spesso ha, cioè il lamentarsi tanto senza però far più del dovuto perchè fondamentalmente “ci si accontenta”... Questo è il regresso civico di cui mi accorgo e mi sono accorto, e che si trasmette ovviamente in tutti i settori, ludici, lavorativi, creativi e quant'altro ed è anche per questo che ho scelto di andar via, per cercare luoghi più propositivi soprattutto a livello lavorativo...
La scelta di Bologna è legata prima di tutto a buone e tante amicizie che avevo e che ho tuttora qui, sai andare in una città nuova... Beh è sempre meglio non esser soli soprattutto all’inizio secondo me, ed è anche stata scelta perchè la mia ragazza dopo aver provato dei test universitari è proprio qui a Bologna che ha cominciato a studiare.

La Sicilia negli ultimi anni ha sfoggiato dei gruppi hardcore davvero validissimi. Questo dimostra che anche su un'isola, tagliata un pò fuori dal "grosso" giro hardcore si può fare e si può fare bene. Puoi darci una panoramica delle band che sono presenti nell'isola? Chi ti senti di consigliarci? Quanto è difficile organizzare situazioni di tipo antagonista nelle tue zone? I ragazzi sono ricettivi oppure bisogna adoperarsi molto per coinvolgerli?
Gran domanda! Bene la scena palermitana sin da quando sono ragazzino, tredicenne è sempre stata carica, anzi direi carichissima di band, di eventi, di spazi sociali occupati e la particolarità di essa soprattutto in passato ora molto meno il conoscersi tutti veramente tutti , frequentando gli stessi posti, scherzando chiacchierando organizzando mangiando insieme tutti insieme... Punkrocker, skinhead, straightedge, punk... Ovviamente ognuno aveva il suo posto preferito, ma non ci sono mai state divisioni, anzi sempre condivisioni!
xNo Way Outx, Once Again, Popsters, Istinto Repellente, Semprefreski, Magilla Gorilla, Sonny Corleone, Urania, Stokka & Buddy, Burst Up, Flat Denial, Titty Fuck, For The Cause, Brutality, Injustice, FUG, Keep The Faith, Values Intact... Potrei continuare all’infinito e di band valide e divertenti ne abbiamo avute tante in città. La “Palermo Hardcore” è sempre stata molto attiva, e ricordo ancora quando soprattutto da Roma parecchie erano le band di amici che scendevano giù per suonare, grandi concerti all’African Teranga, o all’ex csoa Goliardo come al csoa Ex Carcere o all’Ultragas squat. Ogni cosa era organizzata vissuta e conclusa con molta passione, come il frequentare un locale piuttosto che un altro. Da un pò abbiamo anche il nostro piccolo punk rock bar, il Rocket Bar. Vedi sono molte le cose che se pur in una città lontana dal resto dell’Italia fanno grande una scena e la mantengono viva anche nel semplice ricordo...
Attualmente come credo ovunque in Italia, le cose sono cambiate, non è più l’era dei flyer, delle 'zine cartacee, del girare per volantinare o attacchinare le locandine di notte sui muri esterni delle scuole, adesso è tutto super veloce e telematico... Le band continuano a suonare ed ovviamente a suonare altri generi, c'è meno coinvolgimento sicuramente, ma la passione non credo sia sparita neanche tra i “vecchi”. Bisogna soltanto, o meglio bisognerebbe soltanto, rimetterci le mani dentro per come lo si faceva un tempo. Da pochissimo ho organizzato la terza edizione del piccolo fest che faccio ogni anno, ed hanno suonato i Sonny Corleone come reunion show... Beh, sono stato felicissimo di vedere allo show gente che non vedevo davvero da anni forse. Il Rocket Bar era strapieno, ed è stato davvero ribaltato. Ecco credo che un pizzico di voglia in più tutto si potrebbe rifare, non sono molto pro al “punk is dead”, eheh, anche se ormai si sente troppo spesso.
Attualmente c'è una band di giovanissimi che vorrei a questo punto, dato che me ne dai l’opportunità consigliare, e sono i Four Seasons One Day , un genere molto melodico tra gli Story So Far e i Title Fight. Per quanto riguarda il punk come piace a noi due, ahah, consiglio gli ANF, parecchio diretti, spediti e molto 80s !

Hai militato nei ValesXIntact e nei Whales' Island. Che ruoli hai ricoperto? Quando hai capito che volevi salire sulle assi di un palco? Che differenze a livello di sensazioni hai provato tra i due gruppi? Con essi hai pure fatto uscire delle produzioni, ce le puoi elencare nel dettaglio? A livello di organizzazione che differenze hai riscontrato? Mi pare che tutti e due si sian sciolti... Come mai? Con i Whale's Island avete suonato qualche mese fa a Palermo... Come è andata?
Ho avuto nel tempo la possibilità di suonare, e di suonare tantissimo e per questo devo soprattutto ringraziare la mia famiglia che mi ha sicuramente aiutato economicamente e moralmente. Cominciai a 13 anni a suonare la batteria in casa di un compagno di classe di V ginnasio che aveva degli strumenti in casa, la batteria era di sua mamma, suo padre era un fortissimo bassista jazz e ci si vedeva lì spesso per far finta di suonare delle cover ovviamente in modo tremendo e con tanto di rimprovero del padre che ci invitava ad andare a studiare! Subito dopo ho avuto i Cutting Pulsation che divennero in meno di un anno i For The Cause, e con quella band ho fatto le mie prime belle esperienze alla batteria suonando hc. Mentre già ero coinvolto nella scena hardcore palermitana tra band quali No Way Out XXX o Once Again che sono stati amici cari, forse i miei migliori, visto che subito dopo i For The Cause, quando già da un paio d’anni stavano suonando i ValuesxIntact mi proposero appunto di diventarne il batterista. Non lo dimenticherò mai quando Giovi, il cantante, mi chiamò! Era giugno ed ero al Pressure Festival in Germania e ricevetti questa telefonata che mi fece balzare in aria dalla felicità visto comunque che si trattava prima di tutto dei miei migliori amici e secondo di una band che già avevo seguito per due tour europei come rodie o accompagnatore che dir si voglia. Poi ho ancora suonato con i ThexLimit, di cui faceva parte anche Giovi, ed in un primo momento anche Andrea bassista dei ValuesXIntact. Poi ho avuto i The Break, con i quali sempre alla batteria, ho avuto modo di girare e di fare addirittura un mini tour con Have Heart e To Kill in Grecia. Infine i Whales’Island, dove però mi sono messo alla voce.
Coi ValuesxIntact credo di aver trascorso gli anni più belli ed intensi della mia chiamiamola “vita musicale” e non solo, vari tour europei e fantastiche esperienze come suonare allo Ieper Fest nel 2005, o far date con band del calibro di Another Breath o Verse, spinti dalla Goodwill Records di Dario Adamic, che devo dire ha sempre creduto in noi sino alla fine, quando uscìì l’ultimo disco prima dell’ultimo vinile 7” per Indelirium Records di un'altra splendida persona, Emiliano Amicosante, un ragazzone che si spacca veramente in quattro per l’etichetta e ci mette l’anima!
Sensazioni diverse rispetto ai Whales’Island sicuramente si, proprio perché come ho già detto nei Values si stava tra i migliori amici, gente con la quale ci si conosceva da tanti anni, ed all’interno della band inoltre si condivideva qualcosa di molto importante oltre la musica, e cioè l’attitudine straightedge, il valore vegano e vegetariano, cosa che ci spingeva soprattutto sul palco ad esprimerci, anche se un secondo prima magari c'era stato un problema o uno scazzo, a buttare fuori l’anima pezzo per pezzo proprio per quello che era il nostro valore d’amicizia e il nostro valore morale stesso... Nei Whales, beh, nei Whales il primo periodo è stato davvero turbolento ma subito dopo l’assestamento della formazione si è vissuto il tutto in modo, adesso riconosco, all’indomani della sosta o meglio della scelta di fermarci, troppo forsennato. Abbiamo tentato in tutte le maniere di dare il massimo per arrivare veramente a qualcosa, ma riconoscendo che non è o non era così facile questo ci ha portato spesso a perdite economiche, o a scazzi organizzativi. Però, una volta in sala prove, o fuori per una pizza, o in tour soprattutto, abbiamo sempre accantonato tutto e siamo stati sempre molto saldi e decisi nelle scelte, nelle discussioni, nei rapporti tra di noi… Una piccola famigliola turbolenta ahah così posso descrivere il tutto! Un disco full lenght registrato e prodotto in abruzzo da Emiliano della Indelirium Records e dell’Acme Studio, che è un bellissimo studio seguito e messo in piedi da un pazzo folle criminale ahahahah! No no scherzo! Davide è una gran persona coi suoi ma e i suoi perché come ognuno di noi d'altronde, ma sa tanto di produzione, sa tanto di musica e quando si tratta di lavoro musicale sa come far uscire dei bei prodotti, anzi dei prodotti, come direbbe lui stesso “SEMI” (appena la legge questa mi chiama e m’ammazza via telefono, ahah). Poi ancora i vinili prodotti da No Reason Records e da Nopanic Records (Germania). Ecco, con No Reason abbiamo molto pensato sul come fare andare meglio le cose visto che a mio parere è un'etichetta molto importante in ambito hc melodico o punkrock, con dentro band come Antillectual o Astpai e sicuramente Jet Market sul versante italiano. Beh per noi è stato un grosso traguardo. Poi è arrivata la batosta della rapina al penultimo giorno di un tour che durava gia da circa 16-18 giorni non ricordo bene e capisci che quando perdi tutta la tua strumentazione, i soldi, i vestiti le cose cominciano seriamente ad essere riviste e ridiscusse. L’anno vissuto dopo la rapina è stato durissimo, ma con bei concerti con Flatliners, l’anno prima con No Trigger, Antillectual...

Whales'Island | Andrea Cantelli

Con tutti e due i gruppi nei quali hai militato hai potuto suonare in lungo ed in largo per l'Italia e in giro in Europa... Che differenze hai riscontrato tra i vari paesi che hai potuto visitare? Hai qualche gustoso aneddoto da raccontarci?
Le differenze ci sono e ci sono sempre state credo…
Differenze di organizzazione, meno passione più pianificazione in Italia piuttosto che all’estero dove le cose le ho sempre viste più “pure” meno costruite. Purtroppo devo dire (rispetto agli ultimi anni) meno divertimento. Non capisco perché in Italia a funzionare in modo davvero divertente e carico siano solo le date dei grossi gruppi magari esteri o soprattutto americani, con mega giochi di agenzie e quant'altro e non dei nostri stessi gruppi di medio alto o basso livello, se vogliamo parlare di livelli ecco…
Io ho suonato in certi posti in Slovenia, in Ungheria, in Grecia o in Spagna dove anche con 10 persone si creava il panico, sentivi il coinvolgimento della gente. Davvero non capisco perché qui non possa funzionare perché parliamoci chiaro non è vero che la gente ai concerti non ci va in Italia, si è solo forse troppo duri nel farsi coinvolgere. Anche qui da noi ho suonato alcune volte pure di lunedì sera e la sala magari era anche piena ma c'è sempre un ma o qualcos'altro per far sì che il coinvolgimento sia minore.
Usando una parola rispetto ai tour ti direi: Germania! (Chissà perchè lo sospettavamo ahahahah, ndr).
Ora non so spiegarti cosa esattamente vada meglio lì rispetto che qui da noi in Italia, ma ad ogni show fatto li intorno, sia coi Values che coi Whales ci si è presi delle belle soddisfazioni. Sarà per l’organizzazione vissuta più intensamente e meglio fatta, sarà per la gente che partecipa in modo più attivo anche quando dentro al posto dove suoni ci sono non più di 8 persone (ed è capitato eh), sarà anche per il modello di posti che soprattutto in passato erano davvero diversi dai nostri. Lì ha sempre funzionato di più questo mondo ed è anche per questo che personalmente quando ho organizzato dei tour, o delle date sparse ho cercato di piazzarne di più in quell’area.
Durante tutti i tour europei ho vissuto esperienze uniche, di sicuro indimenticabili. Coi Values ero quello che girava con la telecamerina poi di ritorno a casa facevo dei gran buffi montaggi e mettevo tutto in un dvd come fosse un film, invitavo tutti a casa, pizza bibite e film del tour! E' stato davvero sempre, come dire, fantastico! Mi ricordo quando si organizzavano i primi tour dei Values quando ancora non suonavo con loro: in università si leggevano ancora solo le email, non c'era Facebook ne Myspace, o addirittura si prendevano degli indirizzi sul retro dei cd, o a volte quando si trattava di date italiane si facevano delle tempestive telefonate, cosa che adesso raramente succede. Mi ricordo quando andammo in Slovenia in un mega centro sociale dove siam rimasti stupiti di trovare addirittura le saponette profumate in bagno, a parte la valanga di cibo messo a disposizione e l’intero frigorifero dove dissero (ahahha): “mettete una crocetta per ogni bibita presa qui nel foglio accanto al vostro nome” (ahahahaha). La notte dopo lo show accanto al nostro nome non c'era piu spazio e le crocette andavano in verticale e non piu in orizzontale nel foglio ahahahahaha...
Si è dormito per terra, o in stanze assurde a volte devo dire terrificanti, ma sempre in sintonia tra noi. Ricordo una volta a Laipzig, ci dettero una stanza dove forse dentro c’erano dei gran topi! In mattinata ci ritrovammo tutti dentro al furgone strettissimi pur di non stare in quella stanza! Beh, chi non lo vive un tour non può capire fino in fondo cosa si prova... Sono esperienze che ti cambiano la vita a mio parere e di cui credo, forse ora la sparo grossa, non so se ne potrei fare a meno... Almeno fino ad ora... Ho 28 anni e non ci sono riuscito!
Lo stesso è valso per i Whales..esperienze stupende, aneddoti ne avrei tanti anche qui... Una volta in tour accompagnati dal grande amico Gab (Smashrooms, Gab De La Vega) siam rimasti chiusi dentro una casa a Praga perché il ragazzo che ci ospitava andò via in ufficio la mattina presto chiudendoci dentro (ahahah) e non siam potuti piu uscire fino al rientro della sua coinquilina! Li gran follia, si era pensato pure di saltare dalla finestra ahaha! Beh forse il periodo dei Whales è quello dove di più si è notata la differenza tra l'organizzazioni italiane e quella estere. Visti i tempi più moderni e i cambiamenti avvenuti, uno si aspetta che le cose siano cambiate un po' dappertutto e invece all’estero spesso trovi tutto come era una volta, carico, ben fatto, pieno di gente, pieno di cibo... Ecco quelle sono soddisfazioni, non tanto i rimborsi, tanto si sà che quando suoni questo genere è raro arricchirsi e sfido qualsiasi band a dire il contrario... Gruppi che abbiano ovviamente fatto queste esperienze. Mi spiace vedere che negli ultimi anni spesso i gruppi nascono solo col pallino di farsi davvero dei soldi e non tanto per vivere tutte queste esperienze... Che peccato!

Veniamo ora al tuo progetto Black Hole Underground. Puoi spiegarci dettagliatamente in cosa consiste? Sarà una specie di documentario a cui seguirà un libro giusto? Come ti è venuta in mente quest'idea? Come riesci ad organizzarti? Hai ricevuto qualche risposta negativa alla tua richiesta di poter far un'intervista?
Black Hole – uno sguardo sull underground italiano – è un idea che ovviamente nasce da tutte le esperienze fatte negli anni, spinto anche dalla mia ragazza. Devo dire la verità, ho deciso di cominciare a riportare su carta parte di queste esperienze allargando il campo a una grossa parte di ciò che compone l’underground in Italia, non per farne un'enciclopedia ne un libro sussidiario, ma per cercare di dar voce a tutti questi ambiti, soprattutto perché, a mio parere, è assurdo che ad oggi tanta gente non sappia nemmeno di cosa si tratta. Una sottocultura che secondo me non è altro che una cultura stessa non capisco perché vada messa al di sotto visto che dentro ci sta tantissimo: valori, progetti, musica, libri, arte e molto altro ancora. E' per questo che non sarà un libro e quindi un documentario “di settore“, ma tenterà di coinvolgere molto dell’underground: hardcore punk, spazi sociali, graffiti ed hip hop, etichette discografiche, videomaking, photo, fanzine e webzine, tattoos...
Si, mi è capitato di ricevere delle risposte negative ma eviterò di far nomi, scusami, ma non credo sia giusto, ognuno è libero di scegliere se fare o non fare, credo (peccato, eravamo veramente curiosi di sapere chi si fosse rifiutato, ehehehe ndr). Sono comunque riuscito a girare un bel po’ di interviste, (Josh Tokill, Paolo Petralia, Francesco Stokka, Yu Guerra, I ragazzi del Laboratorio Crash di Bologna, Mastello...). Ovviamente a mie spese ed è per questo che nell’ultimo periodo mi sono dovuto fermare, per mancanza economica soprattutto. Sono rimasto colpito dallo scambio di pensieri e concetti avuto con alcuni, perché girandole, queste interviste, ho proprio conosciuto dei personaggi che fin ora avevo sempre soltanto visto o di cui ne avevo sentito solo parlare e credo sia stata una cosa super interessante sia per me, ma anche per il progetto, utile in quel senso.
Sto anche leggendo dei libri, alcuni già li avevo altri li ho presi ultimamente come “Costretti a Sanguinare” (Philopat), “I Ragazzi Del Mucchio” (Bernelli) , “Dai Beat Alla Generazione Dell’Ipod” (Spaziante) ed altri ancora... Attendo di raccogliere ulteriore materiale che ho già tra 'zine, foto, video, audio, ecc... Anzi colgo l’occasione per dire che qualsiasi materiale è utile e potete inviarlo a questo indirizzo email: xmytruelovex@hotmail.it.
Ultimamente sono stato a Berlino per la reunion dei Judge, dove ci siamo pure incontrati, ed ho avuto modo di intervistare anche gli Strength Approach, e i ragazzi di sulmona Alex ed Alessio ex One Trax Minds... Insomma, non mi fermo!
Tutti gli aggiornamenti si possono trovare qui www.blackholeunderground.it.
Per il sito e varie configurazioni voglio ringraziare in particolare Sawdust Graphics (Marcello Tortorici) per l’aiuto che mi dà sempre!


Come vedi la scena hardcore italiana alla luce anche di delle risposte che hai ottenuto alle tue interviste?
La scena italiana dovrebbe credere di più in sè stessa, visto che dovremmo e possiamo vantarci di grandissimi gruppi, dal punk al crust all’hardcore, al melodic hardcore che dagli anni ’80 hanno scalfito l’underground europeo… Ragazzi qui si parla di Indigesti, Negazione, Wretched, Sottopressione, Bloody Riot, Colonna Infame, Kina, Product, No more fear, Comrades, Purification, Reprisal, By All Means... non c'è bisogno di continuare perché sono tantissimi i nomi da fare in questo caso. Tornando a ciò che dicevo prima, bisognerebbe pensare a ciò che è stato fatto trattenendone un bel ricordo, quindi credere di più in una bella scena, in noi come scena, ed andare avanti al meglio, anche perché i contenuti ci sono e ce ne sono tantissimi, quello che manca è la trasmissione da un po’ di anni a questa parte… Non c'è stato un ricambio generazionale tale e tanto da avere un buon proseguio di ciò che è stato il nostro underground. La scena italiana è tanta ed anzi si è imbecilli a credere che tutto sia per forza morto, vecchio e stravecchio ecc. ecc… Anche perché, poi soprattutto tra noi vecchietti quando ci si vede è sempre una festa, è sempre bello rivedersi ridere scherzare condividere un nuovo show... Quindi teniamoci stretti alla scena porca miseria!

In base a quali criteri decidi chi intervistare per il tuo progetto? Mi pare che alcuni intervistati siano al di fuori della scena hardcore... Come mai questa scelta?
Beh come ti spiegavo prima parlando del progetto, ho scelto di non fare un lavoro di settore specifico, per questo sto cercando di variare le mie interviste, di inserire gente del passato sicuramente,ma anche del presente... Sia nell'ambito musicale che non.

Come ti muoverai per pubblicare il documentario e il libro una volta finito? Cercherai chi è interessato alla cosa oppure proverai a farlo uscire direttamente tu? Che tipo di reazioni credi che otterrai una volta pubblicato?
Cercherò di contattare più case editrici possibili, soprattutto in ambito “indipendente” e cercherò chiaramente di far girare molto il documentario su internet, l’arma migliore ai giorni nostri no? Reazioni… Sicuramente riceverò critiche negative, di incompletezza a livello di contenuti perché so bene che non riuscirò a inserire tutto altrimenti dovrei fare davvero un'enciclopedia, ma spero di poter creare un lavoro esplicativo e sicuramente coinvolgente.

Negli ultimi anni sono usciti un bel pò di documentari sull'hardcore, vedi RomaHC, il video sull'hardcore punk anni '80 in Italia, ecc. ecc. Quello che ci ha molto colpito è che il tuo lavoro va a toccare personaggi più "stagionati" e personaggi più "nuovi" del giro, quasi a voler creare un filo conduttore tra passato e presente. Credi che possa essere un punto di forza del documentario?
Lo spero vivamente, perché sto cercando anche nelle domande che giro agli intervistati di trovare le differenze tra il passato ed il presente.

Che tipo di taglio darai al girato finale?
Un taglio sicuramente personale, non sono ne un documentarista, ne un videomaker! Vado in giro con una go pro e un telefonino cercando di riprendere in modo molto semplice sia la gente intervistata che i luoghi dove vado. Sto inserendo spezzoni di tutte le città dove sto andando a girare per le interviste ed ovviamente di luoghi come spazi sociali, o magari anche case dove vado ad intervistare per dare un tocco di “ambiente familiare” a tutto il girato.

Finito! Grazie mille del tuo tempo e se vuoi aggiungere qualcosa fallo pure...
Grazie a te Marco davvero e risentiamoci ! :D

www.blackholeunderground.it

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