sabato 16 novembre 2013

xNemesisx.


Quando abbiamo ascoltato per la prima volta gli xNemesisx ci siamo quasi commossi. Un gruppo italiano, di Bologna per l'esattezza, interamente vegan straightedge, con idee molto forti e quel suono edge metal anni '90 alla Purification, Reprisa, Undying che ci piace molto. Dopo aver recensito i pezzi presenti sul loro Bandcamp (e che finiranno nel loro demo di prossima uscita) abbiamo colto la palla al balzo per rivolgergli quache domanda. Loro non si sono certo risparmiati nel risponderci, mettendo in luce (se ancora ce ne fosse bisogno) che l'hardcore è ben oltre che un semplice genere musicale.

Allora iniziamo subito col chiedervi che effetto fa essere l'unico gruppo interamente vegan straight edge che c'è al momento in Italia... Un tempo erano di più ma poi si son sciolti come neve al sole...
Sinceramente troviamo la cosa stimolante. Insomma, non è una cosa che ci deprime, ma anzi ci carica, visto che la “scena” vegan straight edge è da ricreare da capo e forse noi possiamo dare un importante impulso positivo in questo senso, tra l’altro con i nostri contenuti, evitando orribili derive machiste, pro life e nazionaliste che purtroppo si erano venute a creare negli anni ‘90. Il fatto che i gruppi del “passato” (neanche troppo lontano) siano scomparsi, forse è il segno che quell’ondata di fine anni 90, inizi 2000, non era molto di più che il seguire la moda del momento, però non ci azzardiamo a dare giudizi troppo affrettati visto che non abbiamo vissuto in prima persona quegli anni. Speriamo che nascano altri gruppi in futuro, che portino avanti messaggi concreti, anche a prescindere dal vegan straight edge…

Abbiamo potuto ascoltare tre pezzi sul vostro Bandcamp e subito ci sono venuti in mente gruppi come Reprisal, Purification, Undying e Unborn... Ai tempi, cioè negli anni '90, quello fu l'embrione del futuro metal core... Come mai avete deciso di suonare questo tipo di hardcore che ai tempi fu osteggiato dai puristi e considerato solo come metal di serie z?
La risposta in verità è abbastanza scontata: ci piace quel genere e ascoltiamo per lo più quei gruppi che lo facevano, dagli Arkangel, ai From The Dying Sky, i primi Caliban e Maroon, i Morning Again etc…Quindi lo suoniamo. Inoltre ognuno di noi viene da esperienze musicali diverse (death metal, punk hc e thrash) che infine ci hanno portato a confluire in questo progetto comune. E’ inutile dire che dei puristi ce ne freghiamo abbastanza e tra l’altro, ora come ora, non credo che ce ne siano più e nel caso si fottano.


Vi definite un gruppo anarchico. Potete darci una definzione di cosa è per voi essere anarchici nel 2013? Riuscite a conciliare le vostre posizioni rispetto alla società con la quale dovete confrontarvi ogni giorno? Dovete scendere a dei compromessi accettabili?
Non credo si possa dare una definizione valida per tutti e non è nemmeno nostra intenzione darla, visto che ogni individuo la pensa in un modo differente da un altro. Ovviamente l’essere anarchico, da oramai 150 anni, ha sempre significato portare avanti determinati messaggi, come l’antiautoritarismo, il non riconoscimento degli Stati nazionali e i relativi confini, l’anticapitalismo, l’azione diretta contro ogni forma di oppressione e il non riconoscimento della proprietà privata.
Non va mai dimenticato che il movimento anarchico, purtroppo ha sempre subito altalenanti ondate repressive, sotto ogni regime, sia democratico, sia totalitario (dal nazi-fascista allo stalinista), quindi l’essere anarchico, anche nel 2013, implica molto spesso ritrovarsi a scontrarsi viso a viso con la più infame repressione statale.
Ahimè non viviamo in un mondo già liberato, bensì nel pieno della società capitalista, quindi ci si trova ogni giorno costretti a scegliere quali compromessi siano accettabili o meno, senza intaccare quelli che sono gli ideali e i percorsi portati avanti da ognuno di noi. Finchè esisterà questo mondo, in cui per esempio anche l’ultimo dei prodotti del mini market sotto casa è frutto dello sfruttamento di un individuo (umano o di un'altra specie), è ovvio che il compromesso è sempre dietro l’angolo e l’unico modo per ”compensare” tutto ciò è la lotta, l’agire in prima persona contro l’enorme macchina capitalista, che sta distruggendo il nostro pianeta.

Lo straight edge dovrebbe essere molto di più che 3 o 4 regolette al quale attenersi religiosamente o meno. Il cantante dei Birthright diceva che è innanzitutto una scelta politica. Molto spesso però chi segue questo stile di vita si dichiara apolitico e sembra più interessato ai vinili colorati, alle Nike e alla Coca Cola, piuttosto che cercare di portare tutto su un piano un pò più concreto... Cosa ne pensate? Riuscite a raggiungerlo questo fantomatico "piano più concreto"?
Intanto, chi crede che lo straight edge sia un insieme di regole da seguire o uno stile di vita, non ha capito proprio niente e se è “diventato” edge per questo motivo è meglio che molli adesso, perché sicuramente “dropperà”. Come dice bene Ian Mackaye (cantante dei Minor Threat), il bere alcol nei week end, o il fumare, o il drogarsi, per seguire forme di socializzazione più o meno imposte dalla società, questi sono da considerarsi stili di vita. Lo straight edge invece è VITA, è essere SE’ STESSI, anche quando si è nella merda. E’ il volere essere sempre creativi e mettersi in gioco in tutti gli aspetti della vita, senza cercare paliativi o “stampelle” a cui appogiarsi. Per chi crede che l’edge sia un percorso apolitico e disimpegnato, non abbiamo molto da dire, se non che sono degli ignavi, non diversi dall’italiano medio che pensa solo al calcio e alle serie tv, mentre la sua vita finisce scaricata nel cesso, mentre dei luridi pescecani, che fanno parte della classe dirigente e privilegiata, si spartiscono il mondo e le sue risorse. A nostro avviso un cosiddetto militante ha la necessità pratica di essere sempre “ lucido” o per lo meno in grado di prendere decisioni razionali e sensate, nel minor tempo possibile. Inoltre l’idea di autonomia di individuo che riconosciamo calza perfettamente con il rifiuto di ogni tipo dipendenza (dalla droga fino alla televisione), accettando l’unica ebrezza possibile: il superare sempre se stessi! Il piano concreto lo si raggiunge automaticamente nel momento in cui si portano avanti determinati percorsi di lotta, che partono dall’antifascismo di strada, fino ad arrivare alle lotte di liberazione animale e della terra.

Recenti studi e sondaggi hanno dimostrato che il vegetarianesimo ed il veganesimo sono pratiche sempre più diffuse in Italia. Distinguiamo però chi adotta questi tipi di dieta come scelta politica sociale ed economica e chi invece lo fa solo per la propria salute... Sinceramente ci sembra un pò triste relegare delle prese di posizioni così forti ad un mero fattore estetico...
Intanto per noi la scelta di una dieta vegan non è una presa di posizione, bensì una decisione dettata da un’empatia, verso quegli gli individui, delle altre specie, che vengono sfruttati dall’industria della carne. Lo scegliere di lottare contro quest’ultima è una presa di posizione. L’avanzata del cosiddetto capitalismo “verde” è innegabile e lo si può notare appunto dalla nascita di catene di super mercati biologici, come i NaturaSì che hanno anche parecchi prodotti vegan, e da una pseudo sensibilizzazione delle maggiori multinazionali verso le questioni ambientali. Già tutto ciò dovrebbe farci rizzare le orecchie e farci capire che c’è qualcosa che non va e che anche lo stile di vita vegan sta venendo piano piano digerito da questo sistema, abituato ad inglobare ed uniformare a sé qualsiasi cosa di diverso, nasca al di fuori delle proprie fila. Inoltre come avete notato giustamente voi c’è anche la crescita del numero di persone che hanno adottato uno stile di vita vegano/vegetariano per motivi prettamente salutistici. E’ inutile dire che c’è un abisso tra le motivazioni che ci hanno portato a questa scelta etica e le loro.



Siete impegnati direttamente in organizzazioni animaliste et similia?
No. Già non ci ritroviamo con l’idea di organizzazione in sé, benché meno ci ispira far parte delle associazioni cosiddette “animaliste”, che portano avanti pratiche che non condividiamo. Certo ci siamo ritrovati in assemblee rispetto alla liberazione animale, come per esempio per l’organizzazione dell’ultimo incontro di LIBERAZIONE ANIMALE che poi si è tenuto in Val di Susa.

Il movimento animalista molto spesso soffre di profonde divisioni al suo interno. Da un lato gente pacata che promuove uno stile di vita diverso attraverso riunioni e e pranzi/cene aperti a tutti, mostre, ecc. Dall'altro invece persone che utilizzano atteggiamenti ostili e violenti contro chi non la pensa come loro... Molto spesso causando parecchie incomprensioni...
A nostro avviso, il vedere la lotta di liberazione animale in modo diverso e il portarla avanti con mezzi diversi non è sbagliato, anzi! Ognuno a nostro avviso dovrebbe portare avanti questo percorso in base alle proprie energie e convinzioni, però sempre in prima persona. Se uno vuole fare la raccolta di firme, per quanto non è da noi condivisibile, lo faccia. L’importante è che poi chi preferisce altri modi di agire, non venga criminalizzato da parte delle altre persone che magari fanno parte delle “associazioni”. Questo comunque vale per ogni tipo di lotta. Un buon esempio è la Val di Susa, la lotta No Tav, dove il vecchietto con la bandiera della pace si può ritrovare fianco a fianco ad un giovane incappucciato, senza distinzioni tra “manifestanti buoni” e “manifestanti cattivi”.
Il problema delle incomprensioni è dovuto alla crescente apoliticità che sta investendo il movimento di liberazione animale! Ora si può sentire nei cortei “Niente politica quando si parla di liberazione animale”,o “Siamo tutti dalla stessa parte”, e tutto questo ha creato un humus ambiguo dove si sono tuffati a capofitto politici, come la Michela Brambilla del PDL, ed infami fascisti. Qui bisogna essere chiari, il momento è molto delicato e si rischia di avere dei seri problemi in futuro se si continua con questa linea di condotta. Il movimento di liberazione animale è per definizione libertario! Non sono ammissibili loschi figuri, come quegli squadristi della 100x100 Animalisti o la FORESTA CHE AVANZA (di Casapound, nota organizzazione fascista), che sono dei servi di quel sistema che ha creato la stessa mercificazione dell’individuo e delle risorse del Terra. Inoltre non vi sembra paradossale che dei fascisti che vorrebbero di nuovo uno stato totalitario, industriale (sono a favore del nucleare, e della TAV, tra l’altro) e razzista, siano pro liberazione animale e contro la vivisezione? Questa è una mera manovra demagogica, di stile fascista, da parte di queste organizzazioni, con un semplice obiettivo che è di affossare anche questa lotta, che non è altro che il loro tradizionale ruolo dai tempi della fondazione dei fasci di combattimento nel 1919. L’hanno fatto con il manganello e l’olio di ricino durante il biennio rosso, l’hanno fatto con le stragi degli anni ’60 e ’70 ed ora si infiltrano ovunque, come dei parassiti. Quindi ripeto, il vero problema è l’apoliticità di una buona parte dell’attuale movimento di liberazione animale che sta dando agibilità ad organizzazioni fasciste o ad associazioni/partiti, che non hanno altro scopo che l’affossamento della lotta!

Dateci la vostra opnione su: crisi economica, Tav, Ilva di Taranto.
Bè la crisi economica è dovuta alle speculazioni finanziarie e da una ristrutturazione interna che sta attuando il sistema capitalista. Tutto ovviamente sulla pelle degli esclusi, dei lavoratori e delle classi non abbienti. L’unica soluzione possibile è l’abbattimento di questo sistema economico basato sullo sfruttamento e che ha infradiciato interi continenti con il sangue di individui colpevoli di non far parte della classe al potere.
La Tav è un’opera orrenda, che fa parte di questo “mondo” osceno, frutto di un sistema che continua a distruggere e a depredare il nostro pianeta. Il nostro pensiero va ai compagni sotto processo per gli scontri dovuti all’assalto al cantiere il 3 Luglio 2011, a cui bisogna dare tutta la nostra solidarietà!
La situazione dell’Ilva di Taranto è forse lo specchio di questa società infame, dove una persona è costretta a lavorare per non morire di fame, per poi condannare a morire di tumore lui stesso e tutti quelli che vivono in quella regione…..Per questo bisogna agire subito, contro questo stato di cose presenti!



Il vostro demo uscirà a breve. In che formato? Graficamente come è stato progettato? Avete incluso un libretto esplicativo di ciò che sono i Nemesis?
Ci stiamo ancora lavorando, in verità, appena uscirà lo vedrete….

Ci sono dei gruppi ai quali vi sentite vicini come tematiche e suoni in Italia? Vi influenzano?
Di nostri contemporanei, detto sinceramente, nessuno ci ha influenzato o ci influenza, ci rifacciamo più che altro a gruppi metal del passato, prevalentemente stranieri. Certo gruppi come i Tumulto, i La Prospettiva, i Contrasto, i Le Tormenta siamo affini su molti punti, dal punto di vista dell’attitudine, però non dal punto di vista musicale…

Dateci un commento sull'attuale situazione politica del nostro paese vista con i vostri occhi. I nostri occhi non vorrebbero vedere una situazione politica…

E' tutto. Se volete aggiungere qualcosa fate pure. Grazie!
Intanto vi ringraziamo per questa intervista e per la disponibilità. Volevamo concludere facendo un appello di solidarietà ai compagni anarchici Alfredo Cospito e Nicola Gai, condannati qualche giorno fa, rispettivamente a 10 anni e nove mesi e a 9 anni e quattro mesi di carcere, per la gambizzazione dell’ad di Ansaldo Nucleare R. Adinolfi, infame sfruttatore della Terra. Non bisogna lasciarli soli!
Finiamo con una citazione del militante per la liberazione animale Peter Young, autore di diverse liberazioni di animali e sabotaggi, nonché vegan straight edge: ”L’hardcore non è solo divertimento. Se ci divertissimo soltanto, facessimo “mosh”, ci sentissimo bene con noi stessi, se guardassimo solo le spalle ai nostri amici, se parlassimo solo di fratellanza e bei momenti vissuti, se l’hardcore fosse solo questo, sarebbe uno scherzo. BISOGNEREBBE PRENDERE QUELLO CHE L’HARDCORE CI DA, ANDAR FUORI E AGIRE!”.

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