lunedì 23 dicembre 2013

Blame It On The Ocean.


I Blame It On The Ocean sono passati qualche tempo fa sulle pagine virtuali di Forthekidsxxx in occasione della recensione del loro ottimo debutto "From The Depths" su Strikedown Records. Abbiamo quindi colto l'occasione per rivolgere alcune domande al gruppo, alle quali hanno risposto i gentilissimi Michael e Max, che prestano voce e chitarra al gruppo di stanza nel nord est italiano. Buona lettura!
Foto realizzate da: Full HC, The Bird And The Worm Photography.

Il vostro primo lavoro sulla lunga distanza si chiama "From The Dephts", un titolo che decisamente lascia ben poche speranze. Il vostro suono è un concentrato di metal, hardcore con un tocco di noise. Come mai avete deciso di intitolare il vostro debutto così? E soprattutto, come mai avete deciso di cimentarvi in un genere che pesca a piene mani da differenti approcci alla materia della musica estrema?
Più che lasciare poche speranze, con "From The Depths" abbiamo puntato ad un titolo che rispecchiasse allo stesso modo musica e testi, un abisso oscuro e profondo che simboleggia la cupezza del suono, ma anche gli angoli bui dell’animo umano da cui il più delle volte scaturiscono i nostri testi. Per quanto riguarda il genere non è stata una decisione presa a tavolino, è stato un percorso di crescita musicale graduale nel quale abbiamo fatto tesoro di esperienze e ascolti, portandoci sempre di più a plasmare ed affinare il nostro suono. Direi che con questo nuovo lavoro abbiamo trovato il giusto bilanciamento tra i vari generi che si mescolano nel nostro sound. L’importante è non perdere la voglia di evolversi e non fossilizzarsi su determinate strutture.

Il fatto di essere dell'area Nord-Est del nostro paese ha influito in qualche modo nella vita del gruppo? Per intenderci: il fatto di essere vicini a paesi come Austria, Germania e soprattutto Slovenia vi ha facilitato la vita per ciò che riguarda il trovare concerti e promozionare al meglio il vostro gruppo?
Certo, ha influito parecchio perchè è come se fossimo un po’ tagliati fuori dal resto della nazione, e la scarsa disponibilità di posti dove suonare in regione ha fatto si che suonassimo di più all’estero che in patria. Per farvi un esempio abbiamo Gorizia che sta sul confine e Nova Gorica in Slovenia è praticamente attaccata, e abbiamo suonato più li che dalle nostre parti. In più abbiamo anche una mancanza di cultura di determinati generi musicali che porta ad una scarsa partecipazione da parte della gente. Fa male, perchè spesso si cerca di far suonare anche gruppi da fuori molto validi, sia italiani che esteri, e poi si trovano davanti i soliti quattro gatti. Le nuove generazioni purtroppo sono affascinate dai gruppi “grossi” esteri, che il più delle volte sono anche mediocri, e non fanno lo sforzo di scoprire e supportare le realtà nostrane, che molte volte hanno proposte decisamente più valide di certi mainstream alternativi.


Come dicevamo prima siete un gruppo che pesca a piene mani sia nel metal che nell'hardcore. Di conseguenza vi sarete misurati con il pubblico metal e con il pubblico hardcore. Con chi vi siete trovati a vostro maggior agio? Credete che il fatto di suonare questo tipo di suono possa effettivamente allargare il vostro bacino di utenza rispetto magari ad un gruppo prettamente metal o hardcore?
Non penso ci sia una grande distinzione. Siamo alle porte del 2014 e ormai con la continua espansione del web la gente è abituata a cimentarsi con generi diversi, siamo usciti da quel periodo buio in cui se ascoltavi un genere, dovevi limitarti a quel genere e basta ahahaha. Penso che non ci sia mai capitato di suonare in un contesto prettamente metal, ma nei vari concerti puoi trovarti il metallaro doc che si piglia bene per i riff o per i blast beat come l’hardcore kid che si prende bene e fa casino. Nessuna distinzione, van bene entrambi, vuol dire che il nostro sound funziona ahahah.

L'artwork del vostro vinile è davvero ben curato. Come avete lavorato per giungere alla sua forma finale? A chi vi siete affidati per crearlo? Visivamente credete che abbia tradotto bene la vostra proposta musicale?
L’artwork del nostro lavoro è stato curato dal nostro amico Tarzo e dalla sua EN | broken luna (EN | broken luna). Gli abbiamo dato carta bianca in modo che potesse entrare in sintonia con la musica e il risultato direi che è stato ottimo, ha ricreato perfettamente la cupezza e la disillusione/disperazione che permea l’intero lavoro.

Il tutto è stato registrato presso gli Studio73 di Ravenna, che ormai sono diventati sinonimo di qualità per un certo tipo di produzioni. Come vi siete trovati a lavorare con loro? Siete soddisfatti della resa finale? Contate di tornarci o per il futuro cambierete?
Tutte le nostre uscite, demo a parte, sono state registrate allo Studio 73, e possiamo dire dopo tutte queste esperienze che Paso è il miglior produttore che potessimo trovare, nonchè uno dei pochi che ha capito veramente l’essenza del nostro suono. Oltre ad essere una persona squisita, capisce subito al volo quello che abbiamo in mente e spesso e volentieri ci suggerisce soluzioni sperimentali che aggiungono valore al prodotto finale. Inoltre ha un approccio alla Steve Albini che rende la sua produzione più simile all’impatto live piuttosto che “pompata” e piena di sovraincisioni come fanno molti gruppi e poi non riescono a riproporre in sede live. Un vecchio detto recita “squadra che vince non si cambia”, per questo torneremo da lui nei prossimi mesi per registrare il nostro ultimo ep.

Scorgendo le vostre foto promo uno dei componenti indossa una maglietta dei Bauhaus. Spesso molti ignorano la cosa, ma la corrente new wave di gruppi come loro, Joy Division, Sisters of Mercy ed altri hanno profondamente influenzato il genere proposto da gruppi come il vostro, soprattutto nei suoni della batteria e nelle atmosfere oscure. Siete d’accordo?
Non saprei dirti quanto questi gruppi abbiano segnato il nostro genere dal punto di vista strettamente tecnico, ma di sicuro hanno lasciato un grosso impatto su determinati gruppi, basta pensare alla cover di “Love Will Tear Us Apart” da parte degli Unbroken o “Warsaw” da parte degli Swing Kids e la conseguente scelta da parte di Justin Pearson di battezzare la sua etichetta Three One G da un verso della canzone stessa. Oppure il rip off dei New Order che i Disembodied hanno usato per l’edizione limitata della loro discografia in occasione del concerto con gli Unbroken a Londra. Se poi vogliamo restare in ambito più moderno ci sono gli esempi di Wes Eisold degli American Nightmare, che con i suoi Cold Cave paga un forte tributo ai New Order e alla new wave, e Domenic Palermo dei Horror Show che si cimenta con shoegaze (Nothing) e new wave (Death Of Lovers). Non conoscendoli di persona non saprei se queste influenze siano volontarie o inconscie. Per quanto riguarda le nostre influenze metal, mirano più al black, e penso che quei gruppi siano stati influenzati più da gente come Venom e Bathory piuttosto che da Joy Division e Bauhaus.

Avete avuto modo di girare l'Europa. Volevamo chiedervi come è andata. Che tipo di differenza notate nel modo di gestire le cose rispetto all'Italia? Come siete stati accolti? I ragazzi e ragazze degli altri paesi europei comprano effettivamente di più ai concerti rispetto agli italiani?
C’è un detto che dice “nessuno è profeta in patria”. Direi che si applica benissimo alla nostra esperienza, ma anche a quelle di molti altri gruppi che si sono cimentati in un tour in giro per l’Europa. E penso che tutti ne converranno quando dico che l’estero è il vero banco di prova. Qui in Italia rischi di trovarti come pubblico gente che si presenta per simpatia o per amicizia piuttosto che per la bontà di quanto proposto. All’estero difficilmente la gente ti conosce, specialmente se non sei un gruppo affermato, e riesci a capire se la tua proposta è valida da come si muove la gente, se si prende bene o meno. Fortunatamente hanno un approccio diverso rispetto a questo tipo di musica, la gente ti compra il merch e si ferma a parlarti dopo il concerto, una cosa estremamente gratificante che ti fa capire che quello che stai facendo ha un senso. La vita in tour, che sia per un weekend o per più di una settimana, è una cosa da provare assolutamente e per fortuna nostra ci siamo trovati spesso bene, abbiamo suonato con gruppi validi e interessanti, e la gente bene o male si è sempre interessata, quindi direi che tirando le somme il risultato è sicuramente positivo.


Sempre dalle vostre parti provengono i The Secret, gruppo che non ha certo bisogno di presentazione. Quanto questo gruppo ha fatto da apripista per un suono che fino a pochi anni fa in Italia nessuno suonava? Ovviamente i The Secret hanno un approccio un pò differente dal vostro, ma guardando bene si possono trovare alcuni punti di convergenza...
I The Secret hanno avuto il merito di trovare una formula che si combina perfettamente con la musica estrema moderna (non a caso sono finiti sotto Southern Lord), specialmente con gli ultimi due lavori. E’ sempre bello vedere che un gruppo della tua zona riesce a lasciare il proprio marchio, e loro stanno finalmente raccogliendo quanto seminato in una carriera più che decennale, dagli inizi come From The Dying Sky (sicuramente ve li ricordate) (eh certo! ndr) al debutto "Luce", passando per i costanti cambi di formazione che ne hanno sempre minato la stabilità, ma non li hanno mai fatti demordere. Sinceramente non so se ci siano gruppi che suonano come i The Secret qui in Italia, se penso alla musica estrema vedo gente che si cimenta più con il deathcore che con la loro formula.

Siete soddisfatti del lavoro svolto finora da Strikedown Records? L'etichetta è giovane ma ci pare ci dia sotto parecchio...
Carlo è un ragazzo d’oro che ci mette molta passione in quel che fa, che sia l’etichetta o il suo gruppo Rise After Defeat (tra l’altro, filate ad ascoltarvi il loro nuovo “Adrift”!). Ci ha presi che avevamo solo il demo all’attivo e ha praticamente fatto uscire il nostro primo ep “Ruins” a scatola chiusa, penso che poi gli abbiamo ripagato la fiducia ahahaha. Con gli anni poi siamo diventati una piccola famiglia, un approccio decisamente più umano piuttosto che solamente lavorativo. Si sbatte molto e le ultime uscite sono davvero valide, contando anche il fatto che ora tiene anche una distro con pezzi pregiati di Deathwish e Southern Lord, direi che ci sta dando davvero dentro.

Qui a Forthekidsxxx ci piace molto conoscere pure ciò che viene cantato nei pezzi... Potete darci un'analisi di ciò di cui parlano i vostri testi e da cosa traete ispirazione per scriverli?
Penso che il tema che lega tutti i testi sia quello della disillusione in tutte le sue forme, che sia la sfera personale, l’odio verso le istituzioni ecclesiastiche o il progresso che inesorabilmente sta distruggendo il mondo. Ho sempre visto lo scrivere testi come un modo per esorcizzare i miei demoni, specialmente per quanto riguarda il lato personale, di sicuro ho perso quel briciolo di positività che era presente in “Ruins” in favore di un approccio più cupo, dove il “lottare” è stato sostituito dal "morire" per poi risorgere. Ma non prendetemi per un depresso cronico, in fondo le canzoni sono istantanee di determinati momenti.

In questi giorni l'Italia è messa soqquadro dal movimento dei forconi, dove gente stanca e leggermente incazzata si riversa in piazze e strade bloccando tutto al grido di "Governo ladro!". Tra infiltrazioni fasciste, di ultras e soggetti vari, molti stanno prendendo le distanze da ciò. Voi che opinione avete a riguardo?
Per l’idea che mi sono fatto, mi sembra paradossale che le persone che sono in piazza e i loro portavoce vogliano spesso ribadire il fatto che le proteste sono qualcosa di "spontaneo" e senza bandiere politiche, ma poi il fatto che ci siano movimenti di estrema destra accanto a loro non gli sembra necessariamente un problema. A prescindere dalla condizione politica del paese, movimenti come Forza Nuova, che non dovrebbero neanche esistere, non vengono considerati dalla maggior parte delle persone una minaccia, e la cosa suona abbastanza grave, come se le ideologie politiche fossero un qualcosa di ormai superato e inattuale; è abbastanza evidente che questa situazione sia nata col movimento 5 Stelle, e al loro grido "né di destra, né di sinistra"...

Finito! Grazie del vostro tempo, e se volete aggiungete ciò che volete...
Grazie a te per l’intervista. Direi che è il momento di consigliare gruppi, visto che ce ne sono di molto validi in giro, non si sa mai che qualcuno si prenda la briga di ascoltarli: Ivan!, The Circle Ends Here, Rise After Defeat, My Own Prison, Music For Airports, Step On Memories, Discomfort, The Smashrooms, Danny Trejo, Slander, Attempts, Hobos, Left In Ruins, Holy, Tongues, Young Blood, Die Trying, La Prospettiva, The Seeker, Aperture, Malemute Kid, Glory Owl, Border Bastard, Stillborn e probabilmente molti altri che al momento non mi vengono in mente (non odiatemi), ma direi che sono un buon punto di partenza se si vuole conoscere la "scena" moderna nostrana.

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