domenica 24 febbraio 2013

Enrico Guardigli (Le Tormenta | Rebelde | Il Male | Sole Zenith | Equal Rights | Roid).


Con immenso piacere che Forthekidsxxx ospita un carissimo amico, verso cui nutriamo profana stima e rispetto: Enrico. Molti lo conoscono per essere il chitarrista dei Rebelde, dei LeTormenta, del Male, oppure perchè fa parte di Equal Rights e Il Vascello Vegano o per lo studio di tatuaggi e piercing La Perla Nera. Bene, mettetevi comodi e leggete quest'interessante intervista ad un gustoso personaggio del punk hardcore romagnolo.

Allora Enrico io partirei subito col chiederti del ritorno dei Rebelde. Che impressioni hai avuto dai primi due concerti a Forlì e Bologna?
Impressione più che positiva! Davvero non mi aspettavo un riscontro del genere! Non credevo davvero che un gruppo come il nostro potesse essere così atteso e potesse avere un seguito così numeroso! Ne sono davvero lusingato.

Ti sei divertito?
Moltissimo! Anche perchè è il motivo fondamentale per cui insieme agli altri abbiamo deciso di roformarci! Non mi aspettavo altro e ho avuto indietro molto più di quel che mi aspettavo!

Come è stato ritornare a suonare quei pezzi insieme agli altri?
Ritrovarci a provare canzoni che da almeno 5 anni non si suonavano più, con un'accordatura diversa e con un piglio sul manico prettamente vecchia scuola mi ha ridato vigore! Suonare punk è come andare in bicicletta: saprai sempre fare! Ci siamo ritrovati ancora soddisfatti a suonare quelle combinazioni di note e quei cori sguaiati, quei tempi veloci e quel tupa tupa!

Avete avuto problemi all'inizio oppure è stato come se il corso del gruppo non si fosse mai interrotto?
Abbiamo impiegato relativamente poco a tornare in onda, con veri e propri colpi di scena con Momello (bassisita) che dopo 5 anni senza aver preso in mano il basso una sola volta si è ricordato tutto e anche di più!

Come mai vi siete sciolti?
Semplicemente perchè non c'erano più le condizioni per continuare piacevolmente la questione Rebelde.

Tu spesso mi hai detto che anche negli anni scorsi hai sempre risposto di no ad una possibile reunion. Come mai? Cosa ti ha fatto cambiare idea nel 2012?
Bella domanda questa! Il 2012 è stato per me un anno di grandi cambiamenti e sconvolgimenti, di grande tristezza, soprattutto nella prima parte... I Rebelde sono stati una delle cose che mi hanno permesso di accumulare momenti piacevoli, con amici, di riequilibrare le mie emozioni. Credo che se fossi rimasto come ero non avrei mai acconsentito a suonare nuovamente, ma in queste condizioni, con questa nuova pelle, è stata un'evoluzione naturale tornare a suonare e rivivere momenti con loro!

Ti riconosci ancora nei testi dei Rebelde? Hanno molto spesso forti connotazioni politiche e prese di posizione molto forti. Hai mai subito delle critiche per i contenuti?
Non mi sono mai sentito estraneo alle canzoni dei Rebelde, nonostante il "buco" di 5 anni. Credo che l'appartenenza più forte ed evidente del gruppo sia l'antifascismo, inteso in modo unilaterale. Non reputo l'essere antifascista una presa di posizione forte, anche perchè per noi, in quanto romagnoli, essere contro il fascismo è una questione di sangue: finché il cuore batte sempre contro. Poi ognuno all'interno del gruppo ha le sue sfaccettature e le sue convinzioni (come è giusto che sia!) e questo non fa che rendere la tela Rebelde ancora più variopinta! Critiche per i contenuti no, o per lo meno, non me ne ricordo di particolarmente eclatanti, però capitò in passato che mi si fece "notare" (vedi anche urlare contro) che avevo i capelli lunghi e che suonavo scalzo... Ma si sa, certe persone sono piccole e sole...

Con i Rebelde avete realizzato uno split coi Veleno Sociale anni addietro per Oi! Strike. Cosa hai pensato quando si è saputo che erano diventati un gruppo nazi? Sei soddisfatto di quello split?
Purtroppo non puoi mai sapere chi o cosa diventeranno le persone. La vera storia di quello split è nata da Paolo (il boss di Oi!Strike, SOA, Colonna Infame, e mille altre cose) che si è ritrovato per le mani contemporaneamente i nostri due promo e ci ha chiesto se avevamo voglia di condividere uno split. Noi eravamo dei ragazzetti e l'idea di uscire per Oi!Strike non ci sembrava vera, così non abbiamo pensato al dove/come/quando e ci siamo ritrovati a condividere il disco con tali Veleno Sociale... Pensa che li abbiamo addirittura conosciuti e abbiamo fatto anche un paio di concerti insieme! Il tale che divenne fascio dichiarato era il batterista, del quale non ricordo nemmeno la faccia... Poi nel tempo si sono perse le tracce di ognuno di loro. Tanto meglio. Son convinto che anche Paolo la pensi allo stesso modo. Adoro ancora i nostri pezzi di quel disco, mi tornano in mente momenti e ricordi che mai potrei dimenticare! E' un tassello fondamentale della mia vita!

In seguito avete registrato uno split con i Gradinata Nord. Ti è piaciuto?
Amo quel disco! Anche perchè la nostra evoluzione è iniziata proprio con quei pezzi! La sua venuta al mondo è stata possibile grazie al sempiterno Robertò di Hellnation, che praticamente a scatola chiusa a preso su i Gradinata Nord e ci ha prodotto il disco.

I Gradinata Nord sono noti per la loro passione calcistica... Segui il mondo del calcio? Spesso l'oi! È associato a questo sport...
Il disco si chiama appunto "Il Calcio E' Una Cosa Seria"! Ma il bello è che nessuno nei Rebelde è tifoso! Per lo meno non come vorrebbe la tradizione che vuole l'oi! legato alle tifoserie. Però nello spirito goliardico del momento il titolo è stato quanto mai azzeccato! E poi mettere quel calcio volante in copertita è stata una genialata! No, non seguo nessuna squadra e non sono tifoso, nemmeno le finali interplanetarie riescono a scalfire le mie convinzioni.

Arriviamo poi al vostro ultimo cd, "Fratelli Di Sangue". Uscito come lo split con i Gradinata Nord per Hellnation Records. Come vi siete trovati a lavorare con loro? Mi piace leggere il titolo come una metafora del vostro essere piu' che amici all'interno gruppo... Sei daccordo con me? Come uscita ti soddisfa?
Questa è stata l'evoluzione finale dei Rebelde, dovuta anche all'entrata di Fabrizio e Paolo rispettivamente alla seconda chitarra e alla batteria. É la forma che più mi rispecchia, anche perchè è quella più personale, più matura e dinamica. Ci siamo divertiti un mondo a fare quelle canzoni, a registrarle e a suonarle in giro. Avere a che fare con Robertò per la seconda volta è come tornare a mangiare nel tuo ristorante preferito: le portate non deludono mai! Semplicemente un fratello! E son convinto che anche ora, dopo diversi anni che non ci si vede più, le cose non siano cambiate affatto! Il titolo era ed è effettivamente riferito a noi, al fatto di essere prima di tutto dei fratelli e degli amici, che oltre ad altre cose condividono anche il suonare. Regolarmente ascolto quel disco e regolarmente mi stupisco di certe trovate: pur restando ben ancorati alle radici punk e hardcore sento dentro spunti e intuizioni diversi dal solito... Sarà forse dovuto alla grande quantità di “cuore” che vi ho impiegato!

La reunion dei Rebelde è solo una cosa estermporanea oppure porterà ad un nuovo lavoro?
Adesso è solo per divertirsi, nessuno di noi ha intenzione di rimettersi a fare le cose seriamente (si fa per dire!)... Però nella vita non si può mai sapere! Per ora prendiamo su quel che viene!

Passiamo ora a parlare dell'altro tuo gruppo, ovvero LeTormenta. Dove ti vorresti spingere con esso? In futuro ci sarà spazio per la sperimentazione?
Con LeTormenta mi piace pensare di essere perrenemente in evoluzione, anche perchè non ci prefissiamo mai un obiettivo definito. Il fatto stesso di avere due anime a livello musicale (una distorta e graffiante, l'altra acustica e leggera) è di per se una bella scommessa, considerando soprattutto che proveniamo dall'universo punk. Appunto la scissione di queste due anime è l'evoluzione su cui vorrei ridiscutermi in futuro... Ma i nostri tempi purtroppo sono biblici, vedremo!

Con LeTormenta hai dato alle stampe un lp e svariati 7" split, tutti frutto di coproduzioni. Cosa vi spinge a cercare dei coproduttori invece che lasciare che sia un'unica etichetta a stamparlo?
In realtà una o più etichette non cambia, l’importante è che la questione sia mantenuta a livello (passami la terminologia!) punk fai da te. Nel senso: prezzi equi, possibilità di scambio, e mutuo aiuto nel caso ce ne fosse bisogno. Più etichette sono comode per una questione di distribuzione: una volta che le varie realtà hanno i dischi in mano la distribuzione è già capillare, ma dall’altra parte la scomodità (e parlo per esperienza personale) è la gestione di tutti i particolari in relazione a molte distribuzioni: raccolta di tutti i dati, dischi da spedire con relativi costi, ecc. Con un’unica realtà è molto più facile, ma c’è un maggiore sbattimento a carico di una singola distribuzione. Quindi aspetti positivi e negativi per entrambe le possibilità.


Quali sono gli split ai quali sei piu' emotivamente legato?
Non ne ho uno preferito, anche perché i ricordi e i momenti che hanno caratterizzato la loro nascita sono unici e di enorme valore emotivo: Resèst, il primo 7” è un lavoro solo nostro, con disegni e grafica creati apposta per quelle canzoni, Lo split con i Gargantha è legato all’amicizia che si è creata con quei quattro veneti dispersi nell’est, ahah! Lo split con i Contrasto è come bersi un buon bicchiere di sangiovese in famiglia… siamo fratelli!

Con LeTormenta suonate veramente dappertutto, basta che siano posti slegati da logiche di mercato et similia. Qual è il posto piu' strano in cui ti è capitato di suonare?
Credo sia stato suonare dentro una serra/ripostiglio per attrezzi! Ma non mi sono divertito tanto, ti dico la verità!

I concerti piu' belli a tuo parere?
Ho un sacco di bellissimi ricordi legati ai concerti ed uno a cui sono particolarmente legato è stato quello della 2 giorni contro il nucleare a Spartaco di Ravenna. Ogni concerto però è un evento a se e racchiude situazioni e relazioni uniche. Ogni volta che si suona si costruiscono ricordi da custodire gelosamente.

La voce di Ezio è molto particolare... Non canta ma declama i testi... Ho sentito qualcuno criticare il suo modo di cantare... Io lo trovo molto particolare e credo che sia uno dei vostri stratti distintivi... Sei daccordo?
Si, ha una voce particolare, tipica direi. Ovviamente può non piacere, non per forza si deve piacere a tutti! Quando abbiamo iniziato a provare Ezio semplicemente ha detto che non era capace di “ragliare”, per cui quella particolare capacità l’abbiamo condivisa noi strumentisti! Di recente però, nelle cose nuove, ci stiamo divertendo provando a cantare… Davvero! Vedremo se il risultato finale sarà piacevole!

A quando un nuovo lavoro, magari un intero lp?
Appunto, ci stiamo lavorando! Ormai da 6 anni a questa parte (con in mezzo due cambi di formazione!). Ora però siamo quasi pronti, e posso affermare senza dubbio che è una delle cose più impegnative a cui ho preso parte. Un quantitativo incalcolabile di ore passate su questo progetto, e quelle che verranno! Però le soddisfazione che già mi sta dando sono grandissime! Non vedo l’ora che sia ultimato!

Avete di recente partecipato alla compilation "Inerzia Della Catastrofe". Il vostro brano è molto particolare... Vuoi parlarcene un pò?
Quella canzone è stata una prova, un’ulteriore esplorazione di quel mondo che già avevamo intrapreso su "L’Unico Elemento". Questa volta utilizzando combinazioni di strumenti che non avevamo mai usato (due chitarre acustiche, banjo, tromba, fisarmonica e batteria spazzolata) e provando, come dicevo prima, a cantare. Inoltre, è stato un punto di partenza per questa nuova formazione, la prima canzone registrata con Davide e Matteo. Tratta un argomento, quello della Resistenza Partigiana, a noi molto caro, e lo fa prendendo in considerazione due innamorati, nel momento in cui si lasceranno per sempre e mai più si rivedranno.

LeTormenta portano avanti un discorso a 360° che abbraccia animalismo, ambientalismo, diritti umani e molto altro... Il tutto attraverso testi alle volte criptici e che si prestano a mille interpretazioni... Ecco volevo chiederti come avviene il processo creativo di un vostro pezzo... Chi scrive i testi? Chi la musica?
Il processo di creazione della musica è estremamente libero: partiamo da un’idea, che può portare chiunque e la facciamo assaggiare a tutti. La maggior parte delle volte l’idea di partenza viene rimaneggiata e il risultato finale è un qualcosa che sa di tutti allo stesso modo. Incredibile poi è riascoltare le nostre canzoni una volta finite: sento le particolari sfumature date da ognuno di noi, associabili alle proprie personalità! Gli ultimi testi li ho scritto io, compreso tutto ciò che sarà il disco nuovo. Generalmente parto dalla voglia di parlare di un determinato argomento, da quel momento lascio che la cosa mi rimbalzi in testa, la lascio riposare... Fino a quando non trovo il modo giusto per raccontarlo. In quel momento inizio a scrivere e la maggior parte delle volte il grosso viene di getto, tutto insieme. Successivamente sistemo le cose e correggo la sintassi. La possibilità delle diverse chiavi di lettura è lasciata di proposito: non amo parlare di un argomento in termini assoluti, preferisco che chi riceve uno stimolo da parte di una canzone abbia la possibilità prima, e la voglia poi, di intraprendere un percorso personale per giungere alla maturazione di un pensiero. Tutto è fatto per favorire e incentivare la varietà.

Credi che LeTormenta abbiano una componente emozionale maggiore rispetto agli altri gruppi in cui hai suonato? Intendo dire: li senti come una creatura tua nella quale riesci ad esprimere in maniera chiara i tuoi pensieri?
Credo proprio di sì. E’ il gruppo in cui sono emotivamente più coinvolto. Devo ammettere in effetti che la mia “esposizione” è talmente grande e visibile che un po’ ne sono spaventato: è come se fossi un libro aperto. Ma credo anche che se non ci fosse un coinvolgimento del genere non ne trarrei le emozioni che provo ogni volta che una delle mie idee o dei miei pensieri prende forma. Con gli altri gruppi non poteva essere così, non avendo mai curato la parte letterale. Ne LeTormenta ci sono dentro totalmente e incondizionatamente.

Il Male è un altro tuo progetto, culminato nella stampa di un lp uscito da non troppo in 100 copie. Ne sei soddisfatto?
Tantissimo! Mai avrei creduto potesse venir fuori un lavoro del genere! Sia le canzoni che le grafiche di quel disco sono perfette!

Qui il suono è molto piu' cupo, freddo e tagliente, frutto della tua passione per il black metal e affini... Concordi?
Si, esatto. Questo gruppo nacque proprio con quelle mire: suonare black metal ma con testi e tematiche cari al punk/hardcore. Avendo la questione musicale totalmente sulle spalle ho spinto nella direzione a me preferita. Inizialmente a piccole dosi, per saggiare cosa potevamo combinare (primo album), successivamente in modo massiccio, infatti il secondo disco, "Ritorno", suona esattamente come volevo che suonasse: tagliente.

Mi pare che vi siate sciolti... Come mai?
Sì e la colpa è stata totalmente mia. Non riuscivo (e non riesco tutt’ora) a tollerare alcuni aspetti e alcune meccaniche del mondo punk… Complice un momento nella mia vita di grande rivoluzione/cambiamento. In quel momento suonare con Il Male non era più un piacere, per cui è stato giusto smettere. Siamo rimasti grandi amici, anche se ci vediamo pochissimo... Abitiamo tutti molto lontano, purtroppo...

Nel Il Male le tematiche affrontate nei testi sono molto intimiste... Vuoi parlarcene?
Non scrivevo io le parole per Il Male, i testi erano di Sabbo e Stella. Le tematiche sono decisamente intimiste, infatti a questo mi riferivo quando parlavo di affinità con il punk. Certo ci sono anche canzoni con messaggi diretti, soprattutto nel primo album, ma in genere tutti gli aspetti dei testi sono legati alle emozioni. Questa è una nuova direzione che il black metal ha intrapreso da quando le persone legate al punk/hc hanno iniziato a suonare questo genere, portandolo a diretto contatto con tematiche nuove. Per osmosi i due mondi, totalmente distanti, si sono sporcati l’uno dell’altro ed è nata una nuova corrente: Wolves In The Throne Room, Iskra, Black September, Martyrdod, ecc. tutti gruppi che hanno a che fare con il black metal, ma anche con l’hardcore, in un modo o nell’altro.

A livello di suoni, come dicevo prima, si sfocia spesso nel black metal... Un genere molto spesso venato di mistero e molto ostico... Cosa apprezzi in esso? Sei interessato anche al culto nordico che da esso emana, come per esempio il culto del dio Thor o di Odino?
Quel che apprezzo del black metal e che mi ha affascinato fin dalle prime volte in cui mi sono avvicinato al genere è l’associazione della musica con tematiche spirituali legate alla natura. Non tutto il black metal è di origine satanica o fatto da imbecilli filo-nazisti. Soprattutto negli ultimi anni si è sviluppata una corrente black metal di stampo naturalistico/spirituale con personaggi e gruppi dalle idee ben chiare nelle quali mi rispecchio appieno. Poi in realtà ascolto anche cose dei primi anni venute fuori dai paesi del black metal (Scandinavia/Grecia) ma sono appunto ascolti e nulla di più... Io credo solo alla natura, divinità create dall’uomo non mi interessano.

Nel tuo passato troviamo pure la tua militanza nei Contrasto, gruppo che non ha certo bisogno di presentazioni... Come ti sei trovato a suonare con loro? Hai registrato qualcosa? Come mai te ne sei andato?
In realtà con i Contrasto ho fatto due prove e nulla di più. Sarei dovuto entrare con loro prima di un tour come chitarra di supporto poi in realtà si sono resi conto che in quel periodo andavano bene con la formazione a quattro e non si è fatto più nulla. Non ho registrato nulla e non ho avuto il tempo di capire se era una cosa bella o brutta! Sono grande fan e supporto qualsiasi cosa tirino fuori dal cilindro!

I Contrasto sono tra i gruppi piu' politicizzati ed impegnati del nostro stivale... Hanno prese di posizioni forti e ben focalizzate nei confronti della società dove quotidianamente viviamo... Ti ritrovi nei loro testi e nei loro ideali? Cosa ne pensi per esempio del loro ultimo lavoro?
Adoro qualsiasi cosa abbiano fatto i Contrasto, da "Dentro Le Mura" primo 7” a "Tornare Ai Resti" ultimo LP. Come ideali di base siamo accomunati, anche se possiedo le mie sfumature, che ultimante si sono allargate ad altre bande di colori e magari non mi ritrovo più cosi radicale e diretto come i loro testi. L’ultimo disco mi è piaciuto molto, per certi versi è un ritorno alle origini, più orientato sulla vecchia scuola punk/hc... Merito forse delle due nuove leve entrate in formazione che hanno abbassato drasticamente l’età media del gruppo! Prima pericolosamente pendente verso le quadruple decine!

Passiamo ora a parlare un pò della tua vita al di fuori dell'universo musicale... Giusto per spezzare un pò... Non temere che dopo ci torniamo ehehehe... Allora, sò che sei un apicoltore... Puoi spiegarci in cosa consiste?
Il termine apicoltore non mi piace, preferisco usare custode. Proverò ad essere sintetico: per me significa essere in rapporto di equilibrio con degli esseri viventi, con cui condivido esperienze e vita. Cerco di farlo nel miglior modo possibile, con la consapevolezza che sono esseri viventi, rispettando le loro condizioni e le loro necessità.


Sò che al sabato mattina ti si può trovare al mercatino biologico a Forlì... Ti piace come attività?
Si mi piace molto, anche se devo ammettere che è un bell’impegno! Oltretutto che non ci so troppo fare con le persone... Con la zappa in mano me la cavo egregiamente, nei rapporti sociali un po’ meno... Come i veri contadini! Ahah! In realtà quel mercatino non è biologico, anche se sono presenti banchetti biologici. Io non sono biologico certificato, troppa burocrazia inutile, coltivo però secondo idee e impulsi di varia provenienza: dalla biodinamica alla permacultura, all’agricoltura naturale, impastate con le mie idee e convinzioni, ovviamente adattate al piccolo fazzoletto di terra su cui vivo!

Se qualcuno ti dicesse: "Ah però, sei vegan ma produci e commerci miele"... Tu cosa risponderesti?
Rispondo che ho ereditato tutto da mio babbo. Alla sua morte dovevo scegliere se abbandonare tutto, campo, api e mercatino. Dopo un’iniziale smarrimento in cui mi sono trovato troppe responsabilità da gestire tutte insieme, in cui non mi riuscivo a proiettare nel futuro, a vedermi fare da solo tutto ciò che facevo insieme a mio babbo. (Complice probabilmente l’enorme dolore che provavo), Ho deciso di continuare. Ho fatto la scelta giusta. Ogni volta che faccio qualcosa nel campo, che apro una cassettina di api, che mi sveglio la mattina presto per andare a montare il banchetto sono con mio babbo e lui è con me. Nessuno può avere valide argomentazioni che possano dimostrare che ciò che faccio è sbagliato. Inoltre non mi considero più vegano.

L'altra tua attività è quella di piercer presso il tattoo shop "La Perla Nera"... Quando e come hai cominciato ad interessarti al mondo dei piercing?
Penso come tutti! Da molto giovane! Con i primi buchi alle orecchie e gli amici più grandi che si andavano a tatuare. L’aggravante è stato che in quegli anni ero un punk, ergo, non avevo paura di niente! Un po’ alla volta mi sono interessato e ho provato, forando me e gli amici. In parallelo i miei attuali colleghi muovevano i primi passi nel mondo del tatuaggio. Il primo studio era in casa mia! Che ridere! Poi, appena ci siamo sentiti pronti, è arrivata la Perla Nera!

All'interno del negozio ti occupi solo di quello oppure hai altre mansioni?
Sono anche quello che in termini tecnici è definito “shop manager”! Ovvero gestisco agenda appuntamenti, ordini materiale, accoglienza clienti, ecc. Grosse responsabilità insomma! Che a volte si presentano tutte insieme a reclamare la mia gestione (e soprattutto pazienza!), e mi fanno scoppiare la testa!

Credi che la cultura del piercing e del tatuaggio sia un pò sputtanata al giorno d'oggi?
Sinceramente no. Come in ogni cosa non è la cultura in sè che è sputtanata, o poco seria, sono le persone che usufruiscono di quella cultura a snaturarla. Quindi, essendo una cosa diventata accessibile a tutti, la qualità si è abbassata notevolmente. Dal canto mio posso dire che, in ormai diversi anni di esperienza, mi rendo conto subito se un tatuaggio è fatto per moda o per reale convinzione: un tatuaggio va portato, e bisogna essere in grado di portarlo. Ogni tatuaggio ha in sè un potenziale comunicativo con un valore ben definito. Solo conoscendo fino in fondo quel potenziale si è in grado di valorizzare al massimo l’opera che si porta addosso, e di conseguenza, sè stessi.

Torniamo alla musica... Sole Zenith è la tua etichetta e distribuzione... Che ideali ci sono dietro ad essa? Cosa ha prodotto fin'ora? Esiste ancora?
…Che non esiste più! O per lo meno, non ha più un’identità sua! In realtà è entrata a far parte della grande famiglia Equal Rights Forlì, distribuzione di materiale informativo alternativo, musica, idee in evoluzione, e quant’altro non è di massa. Quel che facevo prima lo faccio ora con Ezio, amico con cui condivido idee e voglia di sbattere in giro (quando riesco!) le casse della distribuzione. La volontà è sempre quella di creare cultura, nel nostro piccolo, aiutando nella distribuzione e co-producendo dischi, libri, opuscoli, e quant’altro per noi è uno stimolo concreto ad un confronto di idee. Fin’ora abbiamo co-prodotto diversi dischi punk e diversi libri, dei quali siamo enormemente orgogliosi! Tutto disponibile e richiedibile! Ah, abbiamo anche un catalogo... Cartaceo! Come una volta!

Altra attività in cui sei coinvolto è Equal Rights, che distribuisce materiale informativo e il Vascello Vegano, cucina vegan mobile che ha sfamato un bel di gente (tra cui me in maniera deliziosa aggiungo, ndr) in giro per concerti e manifestazioni. Come sei venuto a contatto con queste due realtà? Equal Rights come viene organizzata? E' anche un'etichetta o sbaglio? E' difficile per ciò che riguarda il Vascello Vegano far quadrare il tutto a livello di organizzazione/decisione del menù/spostamenti?
In parte ho risposto prima a ciò che è l’ ERF, posso aggiungere che l’organizzazione è… Non c’è! Non c’è nessuna organizzazione, ed è proprio lì il bello! Totalmente liberi da ogni organizzazione (a volte pure troppo!) e totalmente prede della voglia di fare ciò che ci piace! Quando ho conosciuto l’ERF? Ero cinnino (traduzione: piccino), e ad un concerto si sono presentati Ezio e i ragazzi che avevano creato con lui la distribuzione con casse di dischi, opuscoli e magliette usate… fu una festa ed una sorpresa! Negli anni poi gli altri ragazzi si sono allontanati e io mi sono avvicinato. Il Vascello Vegano invece è stata l’evoluzione del gruppo romagnolo Food Not Bombs, organizzazione che aveva lo scopo di portare cibo di scarto e recuperato, debitamente preparato e pulito, alle persone bisognose. Abbiamo fatto nostra quell’esperienza e l’abbiamo evoluta nel Vascello Vegano: con la politica del riutilizzo e del riciclo del cibo non commerciabile, scopo il raccogliere soldi benefit da devolvere di volta in volta alle realtà con reale necessità: campagne animaliste, casse di solidarietà per detenuti politici, oasi per animali, ecc. La questione organizzativa all’interno del Vascello è delle più orizzontali e goliardiche immaginabili! Si crea buon cibo, si raccolgono fondi benefit e ci si diverte un sacco! Le questioni logistiche e tutte questioni inerenti la maggior parte della volte sono a caso... E funzionano sempre!

Non tutti si ricordano, ma tu hai fondato i Roid tanti anni fa... Cosa ti ricordi di quell'esperienza?
Ma guarda cosa tiri fuori! Esatto, i Roid sono stati, insieme ai Rebelde, i due gruppi con cui mi sono avviato al punk/hc. E’ stata un’esperienza indimenticabile, con i suoi lati positivi e negativi. Ora posso dire che è stata un’esperienza bellissima, ma fino a qualche anno fa l’amaro per la loro fine mi ha fatto portare tanto rancore nei confronti di alcuni amici. Penso però che sia stata un’esperienza che dovevo fare, dovevo provare quelle cose, dovevo rasentare l’odio, per capire effettivamente il valore dell’amore. Non puoi dire di conoscere una cosa se non la provi, fino in fondo. Tutto ciò che mi ha lasciato quel gruppo sono state le basi su cui ho costruito il mio pensiero “maturo”, poi confluito nell’esperienza LeTormenta, tutt’ora in corso. Per questo non ringrazierò mai abbastanza gli amici con cui ho condiviso quell’esperienza, sono quel che sono ora, e sono contento di esserlo, anche grazie a loro.
Come mai si è conclusa?
È finita perché semplicemente doveva finire. Ha dato tutto quello che poteva dare ad ognuno di noi e ci ha preparati per le strade che ci si sono aperte davanti. Non poteva andare meglio.

Ultimamente è scoppiata questa nuova moda salutista, che spesso porta persone che fino a 5 minuti fa si cibavano di bistecche a diventare vegetariane o direttamente vegan... Come vedi questa cosa?
In realtà non così male: se queste persone, per il tempo in cui dicono di esserlo, effettivamente non mangiano carne tanto meglio. All’animale non interessa se è una moda o meno, in quel preciso momento non è stato mangiato, questo conta. Se poi questa persona tornerà a mangiare carne dovrà fare i conti con la sua ideologia e la sua coerenza. Se non lo fa sono affari suoi, di sicuro io non mi sobbarcherò colpe.


Non credi che prima si dovrebbe ponderare bene il tutto e fare un passetto alla volta?
Boh, non saprei, è sempre difficile per questo tipo di cose sapere qual è il modo giusto. Ti posso dire che io ho impiegato un anno per passare da vegetariano a vegano. Però è stato il mio percorso. Penso sia altrettanto interessante passare da carnivori a vegani in un colpo solo... Mondo nuovo ed esperienze nuove tutte insieme! Certo ci vuole una grande forza di volontà e tanta passione! In più molta gente non ha ancora capito che non lo si fa solo per sè stessi, ma anche per l'ambiente che ci circonda... E’ tutto collegato. Ma facciamogli fare un passo alla volta!

Suonando in giro, soprattutto nei Centri Sociali, che idea ti sei fatto dell'attuale stato dell'hardcore punk in Italia?
Ora come ora non giro poi tanto per cui non sono così aggiornato... Però di gruppi validi in Italia ce ne sono tanti, o per lo meno, che mi piacciono! Così come quelli che non mi piacciono. Queste alcune considerazioni a caldo su ciò che penso: le ‘zine cartacee sono morte, pochi gruppi giovani, tanti gruppi vecchi, di conseguenza poco circolo di idee nuove, i dischi girano sempre meno, mhh... Mi pare sia un universo in introflessione, nonostante la mia perenne visone ottimistica della cosa. Ma forse sono solo sterili considerazioni di un personaggio oltre i trenta, che gira sempre meno, che ha sempre meno voglia di sbattersi, prendere freddo, mangiare a caso, dormire poco... In realtà probabilmente le cose sono messe molto meglio, sono solo io che mi sto estraniando dal questo mondo...

Non credi che qualche volta chi va ai concerti si concentri solo sugli aspetti più goderecci della serata tralasciando ciò che invece si cerca di esprimere e portare avanti in quella determinata serata?
Guarda, in tutta sincerità, dopo una vita a fare lo “spesso”, a dire/fare cose per comunicare ed esprimere cose ogni volta che me ne uscivo o con i gruppi con cui suono/ho suonato o in qualsiasi altra iniziativa cui abbia partecipato, ora mi sono un po’ stancato... Adesso cerco e voglio in prevalenza gli aspetti goderecci! Non me ne vogliano gli “spessi” se ho cambiato sponda, ma devo provare ogni aspetto!

Cosa gira ultimamente sul tuo giradischi?
Ora sto letteralmente consumando Frostmoon Eclipse ultimo album, Arcade Fire "The Suburbs", AFI "Black Sails" e "Crash Love", Deep Purple "Fireball".

Quali sono i gruppi irrinunciabili?
Sono tanti, mi affeziono ai dischi. Certi dischi di certi gruppi ormai fanno parte del mio corpo, come un qualsiasi organo o come il sangue... E non posso farne a meno, regolarmente devo ascoltarli. I Negazione sono in assoluto il mio gruppo preferito nella storia della musica: nessuno come loro ha sconvolto la mia esistenza. Il gruppo giusto al momento giusto. Punto.

Come vedi la situazione politico/economica del nostro paese?
Paso, io sono un contadino. Alla vecchia maniera. Non mi interessa niente di situazioni politico/economiche e affini... Ma non perché sia svogliato o pressapochista, perché posso benissimo farne a meno. Sono loro che non possono fare a meno di me, e vengono a succhiarmi il sangue. Se loro non ci fossero più, io sopravvivrei lo stesso. Se io non ci fossi più, loro morirebbero tutti.

Cosa potremmo fare in concreto noi cittadini per cercare di migliorare un pò le cose?
Io continuo a fare la cosa che so fare meglio: zappare la terra. Per me, la mia famiglia, i miei amici. Il resto, oltre a essere superfluo, è al di fuori della mia sfera di interessi.

Andrai a votare?
Penso tu possa immaginare la mia risposta. Farò la cosa che so fare meglio.

Sò che hai pure un orto... Cosa coltivi? Sei soddisfatto quando mangi ciò che hai coltivato?
Qualche tempo fa il mio scopo era, con l’orto e i vari frutteti intorno a casa, l’autonomia alimentare, la totale autosufficienza. Purtroppo ho dovuto accantonare questo progetto per la mancanza di tempo (lo Studio ne porta via tanto) e per il fatto di essere da solo... Una volta le famiglie contadine erano molto numerose e tutti partecipavano alla vita rurale che consisteva principalmente nella creazione di cibo per se stessi, e successivamente, se c’erano eccedenze, nello scambio delle stesse con altri prodotti agricoli che non si riusciva o non si aveva la possibilità di produrre. Principalmente coltivo quello che mi piace e quello che piace alla mia famiglia, ma la coltivazione non è solo piantare un seme per avere un frutto, e di conseguenza cibo. È una cosa molto più profonda: io sviluppo percorsi di vita con le piante che semino, anche perché con alcune di esse è un incontro regolare che va avanti da tanti anni, alcune piante le semino da decenni, le considero figlie e figli.

Credi che acquistare frutta e verdura a chilometro zero possa apportare dei benefici in termini di abbassamento dei costi/inquinamento?
Credo che di per se possa fare poco, ma sommata a tante altre cose può essere un buon mezzo per migliorare prima di tutto la qualità del cibo, e come conseguenza anche il mondo che ci sta intorno. Tutti dovrebbero avere la possibilità di avere un orticello, o in alternativa affiancarsi a qualcuno che già lo fa (con cognizione di causa e non in modalità commerciante/imprenditoriale!), si capirebbero tante cose e tanti aspetti della vita che non si conoscono, si acquisirebbe un’ottica nuova, diversa... Secondo il mio modesto parere migliore, rispetto a quella moderna contemporanea.

Ok... L'intervista è finita... Aggiungi pure ciò che vuoi e grazie!
Paso, è stata l’intervista più completa cui abbia mai risposto! Mi sembra di aver stilato l’autobiografia! Grazie caro! Ti offrirò una birretta! (ahah!)

LeTormenta
Rebelde
La Perla Nera

domenica 3 febbraio 2013

Hardcore | Foto di Stefano "Bocha" Barbieri.

Il nostro grandissimo amico Stefano Barbieri, ai più conosciuto con il soprannome di Bocha, inossidabile frequentatore di concerti hardcore e metal e rappresentante della Bologna Hc che conta, ci ha dato l'ok per pubblicare un pò di foto che ha scattate nel 1998, a parer nostro ottima annata per gustarsi tanti bei concerti hardcore nel nostro Belpaese.

Bocha inoltre conduce un programma radio su Radio Fujico (ascoltabile anche in streaming) dal nome Noise Attack! Tutti i lunedì sera dalle 23.00, un'ora e mezza di hardcore e metal estremo. Ogni tanto ospita pure gruppi per succulente interviste.

www.radiocittafujico.it/rcfdiretta

25talife | Ravenna - Pale De Andrè - 1998.

Madball | Pinarella Di Cervia - Rock Planet - 1998.

Earth Crisis | Pinarella Di Cervia - Rock Planet - 1998.

All Out War | Faenza - 1998.