martedì 30 dicembre 2014

Chains.


I Chains (straight edge hardcore da Bologna, Imola, Rimini) hanno un nuovo pezzo online. Entro breve uscirà anche il primo full lenght intitolato "Crawling Stronger". Domenica 4 Gennaio suoneranno con Praise (Baltimora/Usa - React Records) e Upward (Milano/Voghera - Assurd Records) al Freakout di Bologna.

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lunedì 29 dicembre 2014

Coloss.


I Coloss sono un gruppo di Roma a mio modesto avviso molto valido. Suonano un'hardcore molto potente influenzato da mille altri stili musicali. L'anno scorso hanno rilasciato un nuovo vinile dal titolo "The Sound Of Engine", che ha riconfermato ancora una volta la loro classe e bravura. Mi è sembrato doveroso intervistarli. Alle mie domande risponde Mimmo, bassista e una delle voci del gruppo.

Come vedi la scena hardcore punk romana di oggi? A me è sempre piaciuta, oltre per le innumerevoli gag che ha partorito nel corso degli anni, soprattutto perchè c'è sempre stato un numero molto variegato di gruppi e situazioni. Sei d’accordo?
Sono sostanzialmente d’accordo. Devo dire però che rispetto al passato si registra molto meno coinvolgimento. Oltre agli innumerevoli concerti ed alle varie sfaccettature di situazioni e sonorità più che giustificate in una città grande come Roma, negli anni trascorsi c’era anche maggiore partecipazione attiva del pubblico, che viveva il concerto molto più "fisicamente". Questo accade in forma minore oggi; ovviamente se il gruppo che stai vedendo in quel momento non ti esalta particolarmente e te ne stai diciamo “in disparte”, non te se ne può fare un biasimo. Ma ormai capita spesso di vedere molti gruppi suonare di fronte ad un pubblico poco ricettivo e persino poco “curioso”, specie di fronte a formazioni nuove ai loro primi concerti. Scene di paura e delirio se ne vedo poche ormai; e a volte ai concerti ci sono 30 persone, anche se chi suona meriterebbe più attenzione: in primis per lo sbattimento, e poi perché altrimenti morirebbe tutto. Non voglio fare il disfattista ne il duro e puro, ma spesso ho la sensazione che si giochi a fare una passerella dell’alternativo, più che vivere una cosa con sincerità e che dovrebbe combattere certi stereotipi della società.

I Coloss sono recentemente ritornati sulle scene con un vinile ("The Sound Of Engine") uscito qualche tempo addietro. Ne sei soddisfatto? Come è uscito in una veste molto particolare come il picture disc? Sono previste altre versioni?
Personalmente mi ritengo complessivamente soddisfatto del disco, sia per come girano i pezzi, sia per la registrazione - con particolare menzione delle parti di batteria suonate e registrate con cura certosina - che per la particolare veste grafica; quest’ultima in realtà molto semplice ma che ben si lega col titolo del disco e dei pezzi in esso contenuti. Vivere freneticamente è, volenti o nolenti, un aspetto tutt’altro che secondario nelle nostre vite; ci siamo imbarcati pertanto nella stesura di questo disco dove ogni testo è metaforicamente legato al mondo dei motori, anch’essi parte integrante dei nostri arrovellanti quotidiani. Era un po' che avevamo quest’idea e la abbiamo realizzata, divertente ma abbastanza vincolante devo dire. Nella scelta del Picture Disc abbiamo anche tenuto conto che comunque avremmo messo i pezzi tutti su un unico lato, entrandoci questi agevolmente. Di conseguenza abbiamo deciso di sfruttare il lato vuoto con un’immagine che in qualche maniera fungesse da copertina stessa. In principio pensammo eventualmente di affiancare una versione cd, qualora avessimo fatto fuori i vinili in breve tempo e senza particolari spasmi economici, ma questo non è accaduto e pertanto per il momento non se ne fa nulla. Ci rendiamo conto che il cd è per larga parte maggiormente fruibile, ma ormai abbiamo deciso che, sbattimento per sbattimento, alla fine vogliamo avere tra le mani la cosa che più ci dà soddisfazione ed è in grado di restituire la misura di quello che c’è dietro un gruppo hardcore, fosse anche questo inteso come immagine romantica diciamo... Un vinile, certi gesti e certe attenzioni sono per sempre! Pertanto non ci precludiamo ad uscite in cd o quant’altro, ma ormai la priorità è solo per il vinile.

Il nuovo disco è uscito per Hell Smell Records e Passpartout Records. Come vi siete trovati a lavorare con queste due etichette? Il vostro lavoro "Play Fast" e lo split con i Die! Erano usciti sotto Valium Records, che è legata al mondo di Hellnation Shop. Come mai questa volta avete optato per il cambiamento?
Beh per quanto riguarda Hell Smell non poteva essere altrimenti, essendo Alessandro all’epoca il nostro batterista e titolare dello studio di registrazione. Per quanto invece concerne Passpartout è andata più o meno così: dopo aver contattato alcune “etichette” (termine forse abusato oggi a mio avviso…) ed aver ricevuto mezze risposte se non addirittura non averne ricevute per niente, piuttosto che fare una cordata d.i.y. a colpi di mezze piotte, eravamo ormai entrati nell’ottica di fare tutto da soli e a nostre spese. Poi una sera a un concerto incontro una coppia di cari amici, mi chiedono che stavamo combinando e i progetti futuri. Dopo una breve chiacchierata, con nostro immenso piacere, si offrono di sostenere la stampa del disco; di lì a breve avevamo un bel Passpartout 001 tra le mani. Bontà loro forse gli toccherà anche lo 002 sempre firmato Coloss. In buona sostanza se proprio andiamo a vedere, "The Sound Of Engine" esce senz’altro grazie al sostegno e all’amicizia che ci lega a Claudia e Marco, ma soprattutto grazie alla solidità economica di un ristorante del centro di Roma. Và invece dato atto a Hellnation che anche questa volta ha comunque giocato un ruolo importante, aiutandoci a smazzare non poche copie del disco.

Il suono dei Coloss è un miscuglio di hardcore, metal e rock and roll, suonato a velocità telluriche. Come mai avete deciso di dare questa impronta al vostro suono? Nel gruppo ognuno ha ascolti ben definiti, oppure un pò tutti ascoltate un mix tra i vari generi che poi confluiscono nel suono creato dal gruppo?
Non penso che “decidere” sia il termine giusto. Ci limitiamo a suonare quello che ci viene spontaneo; e se qualche volta accarezziamo l’idea di “decidere” che direzione dare a un pezzo, il tentativo naufraga miseramente poco dopo... L’importante alla fine è che quello che ne viene fuori piaccia a tutti. Ognuno di noi ascolta tante cose diverse, hardcore e non. Ma ti assicuro che non tutti gli ascolti di un singolo sono pienamente condivisi dagli altri del gruppo, anzi! Nonostante ciò però ci troviamo molto bene tra di noi; dei gusti condivisi comunque li abbiamo e dopo tanto tempo ci capiamo al volo. Riusciamo a fare una sintesi che, non lo neghiamo, ci soddisfa.

Credi che il vostro sound abbia subito un'evoluzione nel corso degli anni? Se sì, puoi spiegarci in cosa e a cosa è dovuto?
Credo di sì. Per fortuna non tutti la pensano così, ma mi è capitato di sentire tra il serio e il faceto facili ironie sul fatto che i pezzi siano tutti uguali o che i dischi addirittura siano tutti uguali: io personalmente non lo credo affatto. Sicuramente i pezzi di oggi sono nel complesso meno esasperati rispetto al passato, anche se non mancano a volte delle "sfuriate", ecco. Non siamo ancora arrivati a fare un pezzo con un ritornello che sia uno (è uno di quei tentativi di direzione naufragati di cui ti parlavo prima), ma le canzoni girano un po' di più. Capisco che un orecchio poco attento o poco allenato non se ne possa accorgere, ma io la penso così. Sicuramente il fatto di sentire tutti cose diverse gioca un suo ruolo, seppur indiretto; ma è chiaro che lo vediamo assolutamente come un bene. D’altra parte, per quanto spontanei possiamo ritenerci, c’è comunque la volontà nelle nostre teste di non fare un disco uguale ad un altro. E credo che sinora non sia mai successo. Fare dischi con sfaccettature diverse ma pur sempre riconducibili all’imprinting del gruppo: è quel che ci farebbe per così dire "piacere" se ci fosse riconosciuto.


Mi ricordo che qualche mese dopo aver acquistato il vostro ultimo lavoro, avreste dovuto suonare a Faenza al Capolinea. Purtroppo il concerto saltò sancendo anche il vostro scioglimento. Cosa successe? Mi pare che ora però il gruppo si sia riformato. Cosa è cambiato rispetto al passato? Mi sembra che ora siate in 5, mentre la vostra pagina Facebook segnala solo quattro membri... Avete uno special guest dal vivo?
E’ successo che poco prima di quella data si erano create delle fratture a mio avviso insanabili con il nostro ormai ex batterista; non scendo nei dettagli sia perché lo reputo poco elegante sia perché non vorrei tediare i tuoi affezionati lettori. D’altro canto, se per qualcuno forse è normale salire su un furgone e andare a suonare insieme, magari anche per l’ultima volta, come se nulla fosse, beh per me sicuramente non lo è affatto! Ovviamente non ero l’unico a pensarla così. Con grande rammarico, non abbiamo potuto fare altro che annullare la data con la speranza di recuperarla quanto prima. Ci tengo però a precisare che non ci siamo mai sciolti! Quando il gruppo si scioglierà sarà senz’altro per nostra decisione e non per fattori "esterni" che, per quanto demoralizzanti e difficili da affrontare, non potranno mai azzopparci definitivamente: ho sempre avuto questo punto fermo nella mia testa e alla fine ne siamo usciti vivi. Spiegare la girandola della line up a questo punto è esercizio complicato ma se chi ci legge avrà la bontà di seguirmi ci provo volentieri: dopo esserci lasciati con Alex, anche Davide pensa di mollare seppur per la delusione e non certo per l’entusiasmo profuso; ci ritroviamo di fatto in 2. A questo punto entra Mirko alla chitarra ma ci manca sempre un batterista. Ce ne stiamo zitti e buoni da una parte e, non lo nego, abbastanza sconfortati. Poi un bel giorno dal nulla salta fuori Luigi: è lui a trovare noi! E, devo dire, parlando del gruppo, è stata la cosa più bella che sia mai capitata, perlomeno per come la vedo io. A questo punto rientra anche Davide, ma di lì a poco Luca lascerà per i troppi impegni personali. Siamo stati in 5 giusto il tempo di un concerto per salutare Luca. Ora io e Davide abbiamo ripreso i nostri rispettivi posti anche alle voci e abbiamo 2 chitarre, un’idea che in fondo cullavamo da tempo. Che dire… Die hard, still here!

Voi siete nati nel 1999, che è (a mio parere) un pò uno spartiacque per l'hardcore nostrano. Quasi finita la sbornia di suoni metal all'interno dell'hardcore, tutti riscoprivano il brivido della velocità e di conseguenza nacquero tanti gruppi ascrivibili al filone thrash core. Quanto ciò ha influenzato la nascita dei Coloss? Avete condiviso un split con i vostri concittadini Die!, che ai tempi erano un pò i portabandiera del genere... Che ricordi hai di quei tempi?
Questa cosa dei suoni metal è senz’altro vera, ma ricordo che quando ci formammo eravamo fissati coi gruppi Per Koro tipo Systral, Morser, Gomorrha... Più altri gruppi delicatissimi come Monster X o Dropdead... E poi anche a Roma ci eravamo beccati per anni bei grindoni, con gli inarrivabili Comrades a fare da testa di serie. Il nostro primo mini cd è la testimonianza diretta di ciò che ascoltavamo maggiormente all’epoca. Da Play Fast in poi iniziammo a cambiare un po' rotta: bastava dire "625" per riconciliarsi con l’universo, con Spazz e Scholastic Deth a farla da padroni. Anche in quel caso non decidemmo nulla ma avvenne tutto spontaneamente; come dici tu nacquero tanti gruppi ascrivibili a quel filone. Non se a tutt’oggi possiamo ancora o no essere associati, almeno in parte, a tutto ciò; ma molti di quei gruppi non esistono più, e a posteriori penso che tutto questo ingarellarsi per il thrash fu un po' una moda del momento esasperata ed esauritasi nel giro di poco tempo. D’altronde non è la prima e non sarà l’ultima… Per quanto riguarda i Die! oltre allo split condividemmo anche varie date in Italia e un tour di 10 giorni in Europa. Non posso che avere ottimi ricordi: non per fare quello "a quei tempi era meglio e noi c’eravamo", ma ricordo che ogni concerto era veramente divertente e coinvolgente... Una vera e propria festa, specie tra le mura amiche.

Per ciò che riguarda i concerti, cosa mi sai dire? Avete suonato anche fuori dall'Italia? Come è stato il responso? Che differenze riscontri tra l'estero e il nostro paese nell'organizzazione? Hai qualche succoso aneddoto da raccontarci?
Non mettiamo piede fuori dall’Italia dalla lontana estate del 2008 quando suonammo ad un festival in Finlandia. Andò più o meno così: biglietti aerei su volo di linea con compagnia di bandiera finlandese pagati in anticipo per noi e i nostri strumenti, bungalow a nostra disposizione, free drinks e e-mail mesi prima della partenza in cui gli organizzatori ci domandavano che marche e modelli di casse testate e batteria ci occorrevano per suonare... Per 3 giorni ci siamo sentiti delle rockstar; rockstar dei crust ma pur sempre rockstar... Dei concerti all’estero precedenti ho solo buoni ricordi: anche se erano infrasettimanali e in piccoli posti, comunque erano organizzati alla grande e la gente era curiosa di sentire il gruppo anche se magari non lo conosceva. Mentre in Italia di aneddoto succoso abbastanza recente ricordo un concerto in cui ormai era notte fonda e di suonare ancora non se ne parlava... Prima di salire sul palco facemmo in tempo a ubriacarci, riprenderci dalla sbronza e riubriacarci di nuovo: colpa dell’attesa estenuante che ci attanagliava. Di gente ne sortiva ben poca, a un certo punto il gestore del locale ci fa una delle proposte più indecenti che abbia mai sentito (e ti assicuro che ne abbiamo passate tante): ci propone metà dei soldi pattuiti ma noi avremmo fatto solo metà scaletta... Peccato che per tornare a casa non avremmo dovuto fare solo metà strada. In tutto ciò inoltre l’organizzatore del concerto si era reso irreperibile. Per la cronaca alla fine abbiamo preso tutti i soldi sennò non schiodavamo. A te le debite considerazioni su Italia ed estero: non è sempre così, però...

Guardando il tuo profilo Facebook ho notato che sei appassionato di Vespe e Lambrette. Da cosa nasce questo tuo interesse? Ti interessi anche di tutto ciò che ci gira intorno, compresa la musica?
Sono solo appassionato di Vespe e di vecchi ciclomotori Piaggio a 2 tempi. Lambrette se proprio devo... E’ una fissa mia che ho da tanti anni, butto soldi e tempo ormai in modifiche varie non so più nemmeno io da quando... Perlomeno a Roma si registra da qualche anno una vera smania per i mezzi d’epoca; essendo in questa cosa da anni a volte mi capita di dilettarmi su modifiche o riparazioni anche su mezzi di amici e conoscenti. E se faccio qualche particolare lavoro ho piacere a postarlo. Per il resto sono però un cosiddetto cane sciolto, non aderisco a nessun club o altro, amo solo lavorare e andare in giro su certi mezzi. E’ pur vero che conosco tanta gente legata direttamente o meno alla cosa, e si sà i vecchi scooter sono legati ad una certa sottocultura; mi capita pertanto a volte di finire in serate non propriamente hc, dove comunque apprezzo la musica e la compagnia.

Il 10 gennaio suonerete al "Questa è Roma", nuovissima edizione 2015 di questo festival. Cosa ti aspetti da ciò? Quanto è importante continuare ad organizzare simili concerti, unendo i vari suoni riconducibili al punk e all'hardcore?
Nonostante il festival vada avanti da anni, ad ogni edizione si vedono comunque un po' di gruppi nuovi avvicendarsi sul palco, tutti con le loro peculiarità; oltre che un importante momento di aggregazione, è anche l’opportunità per molti di suonare di fronte a un pubblico sicuramente più consistente, e ciò non è affatto male. L’anno scorso la partecipazione è stata davvero oceanica e tutti si auspicano che la cosa si ripeta. Ormai è un vero e proprio evento di "successo" passatemi il termine. Segno che gli sforzi possono portare a grandi soddisfazioni.


Non posso evitare di farti questa domanda: cosa ne pensi dei recenti fatti che sono stati sintetizzati nella definizione "Mafia Capitale"? E di questo nuovo Papa che tanto vuol cambiare in seno alla Chiesa, cosa ne pensi?
L’italia è quel che è, e Roma ne è la (in)degna capitale. Onestamente pensare che si scopra tutto solo adesso e tutto insieme mi sembra una grande ipocrisia. E più in televisione ci propinano fatti e misfatti, più latentemente ci stanno prendendo ancora in giro. Ma a mio avviso nulla cambierà. Questo papa predica una chiesa povera e diritti civili; ma qualunque sia la tua visione della religione e delle religioni, trovo che alle parole non seguano i fatti: un gesto eclatante in questa direzione non arriverà mai. E lo stesso Vaticano è legato alla cupola del malaffare romano. Le "ingerenze" della chiesa in Italia….

Quali sono le prossime mosse per i Coloss? Registrerete qualcosa a breve?
Sul fronte live, abbiamo un paio di concerti a Gennaio; nel mentre stiamo lavorando ai nuovi pezzi. Il piano è far uscire un nuovo 7” verso fine Marzo inizio Aprile, e poi se una serie infinita di congiunzioni astrali ce lo consentiranno, di partire in Europa una decina di giorni a fine Aprile. Ma il condizionale a tutt’ora è d’obbligo.

Ho finito... Grazie molte del tuo tempo e se vuoi aggiungere qualcosa fai pure... Grazie.
Sono io che ringrazio te. A presto nella vita reale, Yo!

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domenica 28 dicembre 2014

Vort N Vis.


A Partire da fine anni '80, il Vort'N Vis in Belgio è stato un punto nevralgico per i concerti e le attività in campo hardcore/punk in Europa. Mandato avanti in maniera totalmente Do It Yourself, ha visto sulle sue assi gruppi come Assuck, Contropotere, Chaos U.K. e moltissimi altri. Questo blog ripercorre gli anni che vanno dal 1989 al 1999, quando ospitò anche le edizioni del famoso festival che si teneva ogni anno ad agosto (ora, essendo diventato infinitamente più grande e includendo anche molti "nomi grossi" del panorama metal, è stato spostato nelle campagne e all'aperto). Personalmente ho partecipato a 3 (1999, 2000, 2002) edizioni del Festival, ma purtroppo non svoltesi nel locale (era già stato spostato all'aperto in uno spazio molto più grande, prima di essere ancora una volta trasferito nelle campagne belghe, come ho accennato più sopra). Durante il tour invernale 2004 i Memories Of Apocalypse suonarono una data lì dentro e siccome li accompagnavo, ho potuto finalmente visitarlo. Ovviamente mi piacque moltissimo, atmosfera rilassata e gente veramente simpatica. Il modo in cui io concepisco i concerti. Di materiale e di aneddoti ce ne sono veramente tanti, il tutto condito con polemiche contro l'attitudine violenta dell'allora imperante H8000 crew (vi ricordate gruppi come Liar, Arkengel, Sektor, Facedown, ecc. ecc.?) e l'affarismo di certi personaggi che gravitavano attorno alla scena. Questo perchè il tipo responsabile del progetto, Brob (che era pure parte del collettivo Smurfpunx e autore della fanzine Tilt, presenti anch'essi con due blog interamente dedicati, anche in questi casi ricchissimi di aneddoti e info, linkati nell'apposita sezione), entrò in conflitto con una parte di quella scena e ne prese le distanze. Come se ciò non bastasse, ogni concerto menzionato contempla anche i pensieri di chi vi ha preso parte, sia come musicista che come spettatore. Bene, non vi svelo altro, e vi consiglio caldamente di andarlo a spulciare.
Questo blog mi è stato segnalato da Andrea, in arte Ics, che ringrazio veramente tanto.

Vort'N Vis In The '90s | Web Site

venerdì 26 dicembre 2014

Cavaverman | 8 Bit From Hell | Ep.

Dopo esser passati da qui con il loro full length "James Dead Again", tornano i Cavaverman, questa volta con un Ep di 5 pezzi, tutto dedicato ai mitici videogiochi degli anni '80. Potente ed ispirato horror punk di matrice Misfits, ottimamente suonato, con testi che parlano di videogame storici come Golden Axe, Final Fight, Space Invaders, eccetera. Il risultato è davvero convincente, magari registrato un pochino più lo fi rispetto al loro debutto sulla lunga distanza, ma non per questo peggiore. Un'altro centro, continuate così! P.s.: l'Ep è scaricabile gratuitamente dal loro profilo Bandcamp.

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domenica 21 dicembre 2014

100,000.

Indigesti.

Dopo due anni di esistenza, Forthekidsxxx sfonda le 100.000 visite, ed io non posso che essere molto contento di ciò. Questo blog, che è nato quasi come un giochetto per passare il tempo, mi ha dato numerose soddisfazioni. Molti lo hanno apprezzato, qualcuno lo ha criticato, ma fa parte del gioco. L'hardcore ricopre una fetta molto importante della mia vita, e il mio spirito è rimasto intatto come quando iniziai verso i 15 anni ad interessarmi a questo variopinto mondo. Sono sempre entusiasta di scoprire nuovi gruppi, di ascoltare nuovi dischi e presenziare ai concerti. Nel corso degli anni molte facce sono scomparse, altre nuove si sono affacciate, ma io non mollo di certo. Grazie a voi lettori e lettrici, a tutti coloro che hanno risposto alle mie domamde (e pure a chi non lo ha fatto. Tranquilli, io sono implacabile, quindi prima o poi mi concederete un pò del vostro "preziosissimo" tempo), a chi mi ha spedito del materiale da recensire, e pure a te, che magari sei capitato qui per la prima volta. Yo!

martedì 16 dicembre 2014

A Theory Of Justice | Memorial Records/5Fett Under Records | Cd/Digital Download.

Da Lodi giungono questi giovani Atoj. Post hardcore con un tocco di math core, per chi ama sonorità alla Converge (dei primi tempi), Botch e Dillinger Escape Plan. Il risultato non è affato male. I nostri suonano davvero bene, i pezzi sono molto granitici e coinvolgenti. Suoni moderni ma niente affato freddi, anzi molto caldi e coinvolgenti. Voce urlata che incanala rabbia, disperazione e frustrazione. Decisamente un buon debutto.

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giovedì 11 dicembre 2014

Zona D'ombra | Promo 2014 | Autoprodotto | Demo.

Gli Zona D'Ombra di Como sono un gruppo che suona un hardcore vecchia scuola diretto e senza fronzoli. Il mio preferito. Questi 3 pezzi andranno a comporre il loro disco di debutto nel 2015 dal titolo "Guerra All'Apatia". Questo antipasto mi è piaciuto parecchio. I nostri suonano potenti e precisi, i testi sono molto interessanti e si sente che sono ragazzi che ci mettono passione. Prendete i Sottopressione ed uniteli a quel tocco Strife ed otterrete un gran bel mix. Cercano coproduttori per far uscire il disco, quindi fatevi sotto!

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mercoledì 10 dicembre 2014

Because The Bean | Venus In Pain | Pest und Cholera Records | Lp/Cd.

Se non mi avessero scritto una email in italiano, giurerei che i Because The Bean sono un gruppo del sud della California. Punk hardcore sparato a mille, suonato benissimo e davvero coinvolgente. Immaginate un mix tra i Social Distortion, i Rancid e tutto quesllo che ci sta in mezzo. Voce potentissima, strumentalmente impeccabili. Tempi veloci di matrice hardcore punk ultra melodico, si fondono con passaggi in puro stile rock and roll. Non danno un attimo di tregua i Because The Bean. Davvero un ottimo modo per festeggiare i 10 anni di attività. Consigliatissimi!

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Pest Und Cholera Records | Webv Site

domenica 7 dicembre 2014

Tadzio Pederzolli (Holy, Komplott).

Holy.

E' con estremo piacere che ospito su Forthekidsxxx Tadzio, amico nonchè mente di gruppi come Holy e Komplott. Con lui ho parlato (ovviamente) dei suoi gruppi (presenti e passati), di veganesimo, di tour, del suo lavoro. Buona lettura.

Tadzio comincerei quest'intervista chidendoti se sei soddisfatto del nuovo disco degli Holy. Puoi parlarcene un pò? Esce ancora una volta per Adagio830, una piccola grande etichetta. Come mai questa scelta? Com'è lavorare con loro?
Ciao Paso, innanzitutto grazie per avermi donato spazio per la seconda volta sul tuo blog! Sono soddisfatto in egual misura di ogni cosa fatta con gli Holy, ma quest'ultima uscita è quella a mio avviso riuscita meglio e quella che ci rappresenta nel migliore dei modi, o almeno così mi sembra ascoltando le 5 tracce dell'Ep. Abbiamo voluto mantenere il suono e l'impatto il più possibile vicino all'aspetto live (registrato in sala prove come tutti i nostri dischi, e mixato/masterizzato con le sapienti mani di Icio all'Hate Studio), e a livello di songwriting ci sembra di essere riusciti ad ottenere un disco più personale rispetto al passato... Insomma sì, direi che mi ritengo molto soddisfatto, l'unica "pecca", se vogliamo proprio trovarla, è la brevità del disco: mi sarebbe piaciuto fare un Lp, ma con Giacomo in partenza per gli Usa la vedevamo come una scelta un po' più complicata in questo periodo di transizione. Robert di Adagio830 è un mio e nostro carissimo amico, e ci è sembrata la scelta più naturale possibile. Abbiamo ricevuto altre proposte prima di farlo uscire, alcune anche "invitanti", ma rimanere per così dire fedeli a lui è stata una scelta unanime. Far uscire dischi con persone con cui abbiamo un legame extra musicale condisce l'esperienza rendendola qualcosa di ancora più speciale. Robert gestisce una delle migliori etichette in Europa in questo momento, è preciso, puntuale e amorevole con tutte le sue bands, lo consiglierei a chiunque.

Quest'estate sei tornato per la seconda volta, se non erro, negli Stati Uniti con gli Holy. Come è andata? Differenze rispeto alla volta precedente? Come concepiscono l'hardcore punk i ragazzi e ragazze statunitensi? Concordi con l'affermazione che sono meno politicizzati rispetto a quelli europei? Secondo te come può conciliarsi un'etica hardcore punk in un mondo come quello americano dove c'è tutto e di più? Siete riusciti a starci dentro con le spese?
In realtà era il mio terzo tour negli Usa, ci sono stato nel 2006 coi LaPiovra (diocan 8 anni fa!), e con Holy abbiamo fatto nel giugno 2013 il tour sulla costa ovest, quest'ultimo era sulla est. Di differenze ne ho viste parecchie, a livello di venue soprattutto (sulla costa est si suona più spesso in casa rispetto alla ovest), a livello di pubblico, a livello di risposta, di distanze, di cibo... Sono 2 posti agli antipodi di un continente, quindi di differenze ce ne sono parecchie. Il punk negli States è estremamente metabolizzato, nel senso che non è un genere musicale così di nicchia come in Italia e in Europa, è più facile incontrare kids (ho sempre sognato di usare questo termine) per strada, in locali e ristoranti, rispetto alla scena qui. Diciamo che in Usa è tutto amplificato viste le dimensioni, si trova tutto in maggiore quantità. Non mi sembra che siano meno politicizzati, non me la sentirei di generalizzare... Dipende da città, da persona, dalla "scena" in cui ti trovi. Credo che il punk nell'era del consumo sia un genere che non solo possa, ma anche debba continuare a proporre una visione differente. Così negli Usa come qui in Europa come altrove, non vedo una società capitalistica come elemento antitetico ad una contro-cultura punk... Semplicemente ci si trova in mezzo, e si fa quel che si può per migliorare. Con le spese direi di sì, grazie soprattutto al tour Europeo di luglio (precedente a quello americano, ad agosto) siamo riusciti a coprire praticamente tutti i biglietti d'aereo, mentre noleggio macchina, benzina, spostamenti e spese interne li abbiamo coperti coi rimborsi e soldi del merch venduto... E siamo tornati a casa con un botto di roba da far fuori. Il bilancio direi che è stato decisamente positivo, merito anche e soprattutto della grande generosità dei gruppi con cui eravamo in tour che ci hanno prestato tutta la backline.

In tour in Europa ci andate invece molto spesso e molto volentieri. Che differenze riscontri rispetto alla natia Italia? Se dovessi fare una classifica dei posti migliori e peggiori dove hai avuto modo di suonare, cosa inseriresti?
L'Europa è bella ma dopo un po' che fai lo stesso giro hai bisogno di qualcosa di diverso, e le persone inziano a non sopportarti più... Suonare più di 2 volte in un anno nella stessa città (inclusa la nostra Milano) non ha nessun senso secondo me, io per primo non andrei a vedere il mio gruppo preferito (se esistesse) per la terza volta consecutiva... Sicuramente la Germania è lo stato in cui suoniamo più volentieri, sia a livello umano (ci sono davvero tante persone che vanno ai concerti e supportano i gruppi in tour) sia a livello organizzativo (il 99% delle volte ci siamo confrontati con posti e promoter super organizzati e precisi). In Italia è bello suonare, ma è sicuramente diverso... Salvo 3-4 posti, sparsi sulla nostra penisola, devo ammettere che il livello medio di concerti all'estero è decisamente più alto. Molte volte suonare in Italia non mi da stimoli e sensazioni positive, mi sembra di "fare un favore" a qualcuno, più che avere una reale soddisfazione in quello che sto facendo. Posti migliori? Sicuramente il Fluff Fest in Repubblica Ceca è stata una delle situazioni più belle in cui mai mi sarei aspettato di suonare 3-4 anni fa. Abbiamo suonato 2 volte ed entrambe le volte è stato incredibile. Anche gli Usa sono stati davvero una bomba, soprattutto la costa Ovest ha regalato delle super emozioni. Il concerto di quel tour che ricordo più volentieri però è in Messico, a Tijuana, dove a causa dell'eccessiva affluenza di pubblico (piu di 200 persone in un infrasettimanale) hanno spostato il concerto, trasformandolo da un house show quale doveva essere (la casa era grande come camera mia tra l'altro, ahah) in un concerto nel cortile di casa... In sintesi, 200 persone impazzite schiacciate nel cortiletto di una casa a schiera messicana, c'era talmente tanta gente che c'erano persone sedute sul cancello d'ingresso, per strada (tra l'altro ostacolando il traffico). Il mio timore è che la polizia con tutto quel casino arrivasse dopo 2 secondi a bloccare tutto... Ma il concerto è finito senza intoppi. C'era un video su Youtube ma temo l'abbiano rimosso! Posti peggiori? Credo che le peggiori date che abbiamo mai fatto siano state in Portogallo, avevamo preso accordi con un'etichetta di lì per un mini tour di qualche giorno nel febbraio 2014... Non ho mai vissuto un clima di tale disorganizzazione, disinteresse ed imprecisione. Fino al giorno prima di partire non sapevamo come ci saremmo spostati, quante date sarebbero state, come avremmo fatto con i rimborsi e se avremmo dovuto suonare con un altro gruppo o no. Non avevamo manco idea della backline, essendo in aereo avevamo bisogno pure di chitarra e basso... Insomma è stata una merda totale, salvo un paio di date organizzate da dei nostri amici. Tra l'altro in quel tour abbiamo suonato il nostro 100esimo concerto, che non è stata esattamente una festa: concerto last minute in cui ci siamo infilati a caso avendo un day off, in un bar nella provincia spagnola. Arrivati durante una bufera di neve, abbiamo suonato a "volume basso" perchè durante il nostro set è arrivata la polizia e voleva bloccare tutto, non essendo quel bar solito a concerti punk. In tutto questo noi non avevamo manco gli strumenti per poter suonare. Sicuramente un concerto che non ci dimenticheremo, diciamo così!

Tadzio con il Morone (Serimal).

Gli Holy sono un gruppo dichiaratamente vegan. Non ti sembra che da qualche anno a questa parte l'interesse per tematiche animaliste sia scemato all'interno della scena hardcore mentre sia aumentato in modo esponenziale in ambienti al di fuori di esso? Te lo chiedo per due ragioni: la prima è che stiamo assistendo alla nascita di posti interamente vegan o all'inserimento di pietanze vegan all'interno di menù di posti in cui mai te lo saresti aspettato; la seconda ragione sta nel fatto che tu mi sembra lavori in uno di questi posti a Milano. Che impressioni ti sei fatto in base alla clientela con cui sei a contatto tutti i giorni? C'è effettivamente qualcuno che dopo aver assaggiato i piatti si fa delle domande oppure come spesso accade è l'alternativa settimanale alla bistecca ai ferri?
Sinceramente non mi sembra che le tematiche animaliste siano scemate, semplicemente si sono spalmate su diversi ambiti. Soprattutto faccio fatica ad avere un'idea precisa di quella che tu definisci "scena", nel senso che non esiste più questo contenitore astratto in cui possa mettere gruppi e persone, contenitore abbastanza definito negli anni '90 e primi '00. Quello che vedo sono persone che si interessano e persone che non si interessano, punto. Che sia dentro o fuori la "scena" ha poca importanza. Non mi piace parlare di obiettivi, ma se ne avessi uno sarebbe proprio quello di portare fuori dalla cosiddetta scena certe tematiche e certi modi di pensare, trovandolo un ambiente fin troppo autoreferenziale. Mi capita troppo spesso di assistere a discorsi, fatti da bands "politicizzate", che sembrano essere fatti solo per ricevere un applauso, più che per una reale intenzione nella diffusione di qualcosa e reale volontà di cambiamento. Sicuramente fuori dal punk e dall'hardcore (per fortuna) è esploso l'interesse per l'informazione animalista, io trovo che sia estremamente positivo. Spero che tra qualche anno tutto questo sia socialmente metabolizzato, e che sia qualcosa di comunemente accettato e conosciuto, come è già da tempo negli Stati Uniti, in Inghilterra, Scandinavia e Germania. In Italia c'è ancora un retaggio bigotto e "frikkettone" in cui i "vegani" sono dei reietti della società, in cui c'è una costante ricerca dell'"io sono più vegano di te". Dico questo perchè ho visto atteggiamenti simili su qualche pagina di Facebook, ma anche di persona al lavoro (lavoro come cuoco in un ristorante vegan), mi capita di leggere e vedere non pochi casi umani all'eterna ricerca della polemica e della discussione. Milano, e in particolare il quartiere in cui vivo, è diventata una città decisamente vegan friendly, lo vedo sicuramente come aspetto positivo di crescita verso un futuro più etico, e verso un'accettazione maggiore da parte di tutti di questo tipo di scelta. Ma allo stesso tempo questo cambiamento è fatto "all'italiana" per cui c'è una costante ricerca della speculazione su una scelta etica che con la speculazione ha ben poco a che fare... Cercando lavoro mi sono reso conto che un sacco di gente (manco vegetariana, semplicemente desiderosa di investimenti e di calcare il trend del momento) vuole aprire posti vegan. Insomma noi italiani ci facciamo sempre riconoscere.

Molti dicono che chi è vegan se lo può permettere, in quanto la stragrande maggioranza di cibo cruelty free non è che sia a prezzo abbordabilissimo. Secondo me sapendo dove infilare le mani, usando qualche trucchetto et similia, si può essere vegan essere sani, senza spender un'enormità. Tu come la vedi la cosa?
Il nostro corpo è un tempio, e come tale va rispettato. Di conseguenza vivere di salumi da discount può essere economico, ma non so quanto possa giovare alla propria salute. Per quanto mi riguarda non trovo più costosa una vita senza consumo di prodotti animali, anche perchè sono diventato vegan più di 10 anni fa quando ancora non mi mantenevo e non avevo una lira. Si può condurre una vita all'insegna del risparmio da vegani e onnivori, rimane che mangiare merda non è positivo, da vegani e non. Per quanto mi riguarda cerco di mangiare il più possibile solo frutta e verdura, possibilmente crudi. Lavorando come cuoco questo ovviamente non è la prassi, ma credo che sia la cosa più sana raccomandabile. Da quando sono vegan la media della mia spesa settimanale è sempre stata sulla media dei 30 massimo 40 euro settimanali, non mi sembrano cifre astronomiche. In ogni caso ho sempre preferito, da vegano ma pure prima da onnivoro, spendere di più per avere un prodotto di maggiore qualità, il cibo è sempre stata l'unica cosa su cui non ho mai lesinato. In pù nell'arco di questi anni ho visto quanto si siano abbassati i prezzi dei prodotti basic "da vegano", ovvero latte di soia, seitan e tofu etc... Insomma, il futuro è in questa direzione, non ci sono dubbi.

Le grafiche che usate negli Holy sono molto oscure e d'impatto. E' frutto della mente di voi quattro assieme, oppure sono sviluppate da un unico membro della band che poi ve le sottopone? C'è un'artista in particolare con cui vorreste lavorare?
Le grafiche dei primi 2 dischi sono state curate da Maro Rapisarda, a partire dalle foto, fino al layout. Quest'ultimo disco è stato curato a 6 mani: Luca Santese di Cesura Lab ha fatto le foto, Marco il layout e la nostra cara amica Martina ha curato l'impaginazione. Le grafiche delle maglie sono sempre state idee nostre rielaborate assieme. In ogni caso le idee si sono discusse sempre tutti assieme. Non abbiamo mai collaborato con artisti, anche se Alexender Heir (che ha curato le grafiche dei Komplott e dei Torso, nostri sideproject) è uno degli artisti che mi piace di più ultimamente.

Nella copertina di "Age Of Collpase" c'è Gesù Cristo in croce. Che rapporto hai con la religione? Cosa ne pensi per esempio della minacca Is in Medio Oriente, della escalation di violenze in Africa a cause dei dissidi religiosi? Oppure ancora dell'eterna diatriba tra Palestinesi ed Israliani?
Personalmente trovo che nel 2014 sia assurdo continuare a seguire un culto religioso, non credo che sia sintomo di lucidità mentale ostinarsi a perseguire un credo precostituito, strutturato e gerarchizzato, quale è ogni religione su questo pianeta. La religione è sempre stata causa di cecità, di sofferenza e prevaricazione. Personalmente non mi definisco ateo, nel senso che non escludo la possibilità di un'esistenza astratta e indefinita, esistenza che qualcuno potrebbe definire "Dio", qualcun altro "Caos", altri ancora "Nulla". Semplicemente non me ne interesso, allo stesso modo in cui quest'entità astratta (sempre che esista chiaramente) si disinteressa a me, e ne abbiamo prova tutti i giorni. Trovo invece che tutti dovremmo fare un grande lavoro su noi stessi, come prima cosa. Ultimamente mi sono reso conto di quanto "dare" in maniera disinteressata mi porti a "ricevere" allo stesso modo. Credo che quello che molti definiscono "Karma" un pochino esista, insomma. Di conseguenza la mia visione di qualsiasi guerra e conflitto, a maggior ragione se a sfondo religioso, non può essere altro se non negativa. L'Uomo forse un giorno imparerà ad aprire gli occhi e a vedere in modo diverso l'odio e la prevaricazione con cui sono conditi i conflitti che hai citato. Fino a quel giorno temo non ci sia scampo. Per esempio la questione Palestinese ha un'unica soluzione razionale ed effettiva, ovvero l'abbandono del territorio palestinese da parte dello stato israeliano invasore. Ma mi sembra decisamente un pensiero utopico...

Gli Holy sono un gruppo dichiaratamente politicizzato. In cosa consiste questa politicizzazione?
Non ci siamo mai definiti politicizzati, razionalmente abbiamo sempre respinto le etichette. Troviamo semplicemente che parlare di odio, sfruttamento e abuso sia doveroso e utile per costruire un mondo migliore. Diamo il nostro piccolo contributo, sperando che, anche se la nostra opinione è una briciola rispetto alla mole dei problemi, si possa se non migliorare almeno non peggiorare la situazione.

Di recente mi è capitato di recensire un demo quattro pezzi degli Schifo, gruppo in cui suoni. Come nasce il gruppo? Il vostro suono è un violentissimo hardcore vecchia scuola contro tutti e tutto. I testi di cosa parlano? E' un progetto stabile oppure è una cosa fatta in amicizia per sfogarsi un pò al di fuori dalle vostre band principali?
Gli Schifo sono un gruppo che io e Piff (Left in ruins/Crop circles) abbiamo fatto a gag mille anni fa. In 3 prove abbiamo fatto 5-6 pezzi, l'idea non è mai stata (e non è tuttora) quella di fare un gruppo vero e proprio, semplicemente eravamo e siamo amici, e avevamo voglia di fare qualcosa assieme. Per un breve periodo abbiamo provato a renderlo un gruppo "vero", introducendo Carlo (Thrash Brigade, Cusack) alla chitarra, ma io alla batteria faccio davvero troppo schifo (appunto), e l'ennesimo gruppo a distanza era troppo sbattimento... Così abbiamo lasciato perdere. Dopo aver registrato anni fa abbiamo finalmente di mixare e buttare fuori questi 4 pezzi, ne abbiamo altri 3 che non credo usciranno mai (sono senza voce). I testi sono abbastanza idioti per cui i fatto che non si capiscano mi riempie di gioia! Ahah! É una band fatta al 100% per fare e dire cazzate al di fuori delle nostre band "serie". Magari un giorno suoneremo anche live... Chissà.

Komplott.

Tempo addietro hai suonato negli Skruigners, un gruppo che si discosta un pò a parer mio da ciò che suoni abitualmente. Come sei entrato in contatto con loro, per quanto tempo ci hai suonato, cosa hai registrato e quali sono stati i concerti più belli che hai fatto con loro? Che differenze riscontri fra il tipo di pubblico che va a vederli dal vivo ed il tipo di pubblico che segue un gruppo come gli Holy?
Ho iniziato a suonare con gli Skruigners nel 2005 abbastanza per caso. Sono amico di Carlame (batterista e mente del gruppo) da quando ho 15 anni, l'ho incontrato a caso ad un concerto, dopo tanti anni che l'avevo perso di vista, e mi ha proposto di fare una prova con il gruppo. E' stato strano iniziare a suonare con loro devo dire. Sono stati uno dei miei gruppi preferiti quando mi sono avvicinato al punk quando ero ancora alle superiori, poi i miei ascolti si sono spostati su altri lidi, e quando mi hanno fatto la proposta di suonare con loro non ero sicuro che avrei accettato. Invece da subito è stata una figata, credo che Carlo sia uno dei migliori batteristi con cui abbia mai suonato, e suonare i pezzi che mi hanno emozionato da giovane ha tirato fuori un pochino quel ragazzino che c'è in me. Dopo l'ultimo tour di 11 date che abbiamo fatto 2 anni fa abbiamo deciso di prenderci una pausa a tempo indeterminato. Carlo si è concentrato sul suo progetto techno, i Laforcah, e sta suonando con Tommi E Gli Onesti Cittadini, Mattia (basso) sta suonando negli Yokoano, e io mi sono concentrato su Holy e Komplott... Anche se devo dire che ogni tanto butto lì l'idea di tornare a suonare, mi manca parecchio l'aspetto live degli Skruigners. Con loro ho registrato in studio solo l'ultimo disco, "Niente Dietro Niente Davanti". Non c'è un concerto in particolare che mi è rimasto impresso, devo dire che ho avuto la fortuna di vivermi il periodo migliore di questa band. Le date migliori forse sono state la festa dei 10 anni al Bloom di ;ezzago, o la data coi Dropdead al Dordoni. Forse quella di cui ho conservato il ricordo migliore è quella al vecchio Boccaccio di Monza, c'erano una cosa come 600 persone stipate in quella stanza, è stato abbastanza incredibile. Differenza di pubblico tra Holy e Skruigners? Più che differenza forse direi quantità, essendo Holy un gruppo che in Italia ha un seguito decisamente minore rispetto a Skruigners. Sicuramente con i secondi era più facile vedere un maggior numero di creste e borchie, e l'età media era un po' più bassa rispetto allo "standard" di vecchiaia che si trova nella "scena" HC.

Pescando ancora dal tuo passato mi ricordo di quando suonavi nei The End Of 6000 Years. Cosa ti ricordi di quel periodo? Il disco in cui hai suonato ti piace ancora? Concerti migliori fatti? E' vero che il nome non ti è mai piaciuto?
I TEOSTY sono stati il primo gruppo con cui sono riuscito a costruire qualcosa ed a suonare in giro. Sono legatissimo a quel periodo della mia vita, ero all'università e vivevo per suonare e scrivere canzoni, capitava non di rado che stessi alzato fino a ore piccole, suonando la chitarra e registrando idee nella mia cameretta. Allo stesso tempo ho però un ricordo di stress, sbattimenti e fatiche insormontabili dovute principalmente alla distanza tra i vari componenti della band. Vivere in 5 città diverse era davvero complicato e rendeva tutto ancora più difficile del dovuto. Ricordo dei weekend a casa di Matteo (batteria) passati nella sua sala prove a comporre pezzi, la pasta ai fagioli che ci faceva sua mamma, il gelo che si provava in soffitta, senza riscaldamento, quando ci si metteva a dormire... L'unico modo per riuscire ad andare avanti era la full immersion nel progetto un paio di weekend al mese. Rircordo anche lo stress palpabile prima di registrare "Isolation", mi trovavo da solo con Matteo 2-3 volte a settimana, per fare delle preproduzioni, per provare i pezzi a metronomo, per sistemare tutti i passaggi e gli stacchi, per prepararci allo studio per evitare soprese dell'ultimo minuto o imprevisti... E' stata un'impresa decisamente faticosa, ma credo ne sia valsa la pena. Chi mi conosce bene sa quanto sono maniacale a livello compositivo, sono abbastanza ossessionato dalla precisione e in questo disco, essendomi occupato degli arrangiamenti e della registrazione di entrambe le chitarre e del basso, credo di aver messo al 100% quest'aspetto della mia personalità. Ogni tanto mi capita di beccare qualcuno che mi parla ancora di "Isolation", e questo ovviamente mi fa molto piacere, vuol dire che tutti gli sbattimenti alla fine forse a qualcosa sono serviti. Questo disco mi piace ancora, anche se non mi capita praticamente mai di ascoltarlo, trovo che sia un disco abbastanza moderno anche se è stato registrato qualche annetto fa, e mi piace proprio perchè è difficilmente categorizzabile al contrario del 99% del metal che è uscito negli ultimi anni... Sono molto orgoglioso di come sia uscito e del fatto che abbia raggiunto così tante persone diverse e distanti fra loro. Concerti migliori? La prima volta in Sardegna è stata una figata, anche per i viaggio/vacanza annessi. Io ho poi un bellissimo ricordo del mio ultimo concerto con loro, all'Anti MTV day. Il nome non l'ho mai sopportato, e non ho mai smesso di rinfacciarlo a Niculo!

Altro gruppo in cui militi sono i Komplott, con Mila Agipunk alla voce. Come nasce il gruppo? Che tipo di messaggio portate avanti? Anche in questo caso è un progetto stabile oppure vi beccate ogni tanto? Il 12" mi pare sia andato molto bene...
I Komplott sono un gruppo nato quasi per caso, da un'idea mia e di Giacomo, che ha poi coinvolto Andrea (Horror Vacui e grande amico d'infanzia di Giacomo). Dopo 3 concerti con la formazione a 3, in cui io cantavo e suonavo la chitarra, Mila si è proposto di entrare nel gruppo e così abbiamo fatto... Il giorno prima di registrare "Sei Vivo, Sei Morto, A Nessuno Importa" Mila è salito a Milano per provare. E' stato tutto super veloce e immediato, la semplicità è stato l'aspetto che più ho apprezzato di questo gruppo. Riff e testi sono passati dalla mia testa alla realtà in un batter d'occhio, senza tutte le menate che solitamente mi faccio a livello compositivo. I testi li ho scritti in un momento di disillusione nei confronti del prossimo... E credo che il messaggio che uscirà dai prossimi testi rimarrà sulla stessa linea. Il progetto non è particolarmente stabile... L'ultima data che abbiamo fatto è stata 9 mesi fa, e ora Giacomo vive negli Usa, Andrea è occupato con gli Horror Vacui, Mila è sempre in tour, quindi sinceramente non sò quando e se torneremo a suonare. Il disco è andato meglio di ogni aspettativa! Le prime 300 copie sono andate soldout in 3 mesi, e la seconda ristampa di 200 sta finendo... Mai ci saremmo aspettati che senza avere un sito o una pagina Facebook saremmo riusciti a raggiungere così tante persone. In tutto abbiamo fatto 6 concerti, il che rende ancora più incredibile la risposta del pubblico...

Tempo fa sul tuo profilo Facebook hai postato un video dei Purification durante un concerto che organizzasti anni fa, scatenando un putiferio di ricordi, polemiche, ecc. Cosa ti ricordi di quel concerto? Possiamo dire che il veganesimo in quel caso specifico ha falllito, visto che molti di quei personaggi dell'epoca oggi non lo sono più? E' invecchiato bene quel suono o nel 2014 risulta un pò ridicolo?
Il ricordo che ho di quel concerto è super positivo, non mi sembrava vero di vedere 300 persone in una stanza che facevano casino nella mia città, in cui non sono mai stato abituato a vedere più di un concerto all'anno in cui c'erano massimo 40-50 persone. In più è stato il mio primo concerto da organizzatore, quindi la carica emozionale era anche maggiore. Credo che quel tipo di propaganda sia fallita, direi per fortuna! Credo che nel 2014 certe tematiche siano all'ordine del giorno grazie a persone che stanno combattendo per la "normalità" di certe scelte. Vedere gli slogan e le pose tipiche di quel giro fine '90 inizio '00 fa capire quanto fosse autoreferenziale e effimera come scelta. E infatti si son viste le conseguenze... Continuo ad apprezzare poche band del periodo, credo che sia parecchio difficile invecchiare bene senza risultare un pochino ridicoli, come dici tu...

Sò che tu sei un finissimo buongustaio di prelibatezze vegan, ed io ti appoggio in pieno. Quali sono i tuoi piatti preferiti? Ti cimenti anche in cucina?
Da un paio d'anni ormai sto facendo il cuoco di professione, per cui ho fatto di una passione un lavoro, e mi ritengo parecchio fortunato. La mia cucina preferita rimane quella tradizionale italiana, credo che non ci sia veggie-burger o cupcake che possa reggere il confronto con uno spaghetto al pomodoro e basilico fatto coi controcazzi.

Holy.

In Italia c'è la moda di combattere la disoccupazione creando fantomatiche booking agency, che molto spesso vengono mandate avanti da persone che si improvvisano manager ma ache in realtà dimostrano molte lacune in fase organizzativa e di trattamento dei gruppi. Hai avuto esperienze spiacevoli a riguardo? Sò che ogni tanto organizzi qualche concerto. Come ti muovi a livello di contatti e di organizzazione?
L'approccio che ho nell'organizzazione di quello che faccio è al 100% DIY, è molto difficile che ci siano intermediari tra me e la band che deve suonare, e se ci sono sono persone che lo fanno per passione, non per lavoro o per guadagnare. La cosa che non capiscono molte persone è che il punk è un settore musicale in cui non c'è ritaglio dal punto di vista economico. Si parla quasi sempre di gruppi piccoli, che hanno bisogno di una mano per suonare, non di bands che diano la possibilità al promoter di farci dei soldi. E credo che la nascita e repentina morte di queste fantomatiche booking sia dovuta proprio allo scontro con la realtà.

Che idea ti sei fatto della scena della tua città, Milano? C'è collaborazione oppure ognuno tende a colivarsi il proprio orticello?
Negli ultimi tempi devo dire che si è creata una rete di collaborazione che è davvero una figata. Si respira quasi un'idea di "Unity" che da tempo non vedevo. Abbiamo un gruppo chiuso su Facebook in cui si trovano tutti gli organizzatori di concerti di Milano, fatto proprio per avere un minimo di cooperazione tra di noi, per aiutare gruppi in tour e per evitare accavallamenti di serate. Devo dire che le cose stanno migliorando sempre di più, anche grazie alla comparsa (per fortuna) di un po' di giovani ai concerti.

Com'è avere Martina come driver e factotum dei vostri tour?
Dovresti più che altro chiedere a lei com'è sopportarci ogni giorno in ogni condizione igenico/atmosferica e guidare nel frattempo! Martina tvb.

Come vedi la situazione politica, economica e sociale del nostro Bel Paese?
Prossima domanda?

Guardandoti indietro, sempre all'interno della tua esperienza nell'hardcore e nel punk, cosa rifaresti e cosa no? Ci sono situazioni che ti hanno lasciato un pò di amaro in bocca?
Guardandomi in dietro credo che avrei cercato di suonare di più nel periodo in cui non stavo ancora lavorando... A parte questo non mi pento di nulla, sono fiero dei risultati e degli errori.

Ho finito. Grazie del tuo tempo e se vuoi aggiungere qualcosa fai pure...
Grazie a te caro! Un abbraccio e YO!

Holy | Facebook
Holy | Bandcamp
Komplott | Bandcamp

Ruggine | Iceberg | V4V Records | Lp/Cd.

Hanno un piglio molto anni '90, questi Ruggine. Un suono nervoso, energico e sofferente. Mi vengono in mente i Massimo Volume, il crossover e certo post hardcore di matrice Quicksand o Orange 9mm. Cantato in italiano, testi che rappresentano la società in cui viviamo. Suoni potenti e ottimamente calibrati. Rabbia, frustrazione, ma anche voglia di riscatto. Questo è il mondo dei Ruggine.

Ruggine | Website
Ruggine | Facebook
V4V Records | Website

And So Your Life Is Ruined | V4V Records | Lp/Cd.

Rimini dista pochi chilometri dalla città in cui abito, Cesena. Tuttavia non avevo ancora messo le orecchie su questo giovane gruppo proveniente dalla città della movida romagnola. Emo pop core dal gusto anni '90, per intenderci alla Promise Ring, The Get Up Kids, Braid ed Appleseedcast. Melodia, voci soffuse, cantato in italiano, ma anche molta energia. Veramente ben fatti questi pezzi, usciti su un solo lato in vinile serigrafato. Completa questo ottimo lavoro la grafica curata dal mio amico Luca Zamagna e la sua Errata Disain, che si conferma aver un gran gusto, esplicitanto in maniera visiva quello che i nostri esprimono musicalmente.

And So Your Life Is Ruined | Facebook
And So Your Life Is Ruined | Bandcamp
V4V | Website

lunedì 1 dicembre 2014

Zeit | Zoe - Bios | CdEp | Autoprodotto.

Gli Zeit sono un gruppo proveniente dalla prolifica scena veneziana. Questo cd di due pezzi è un antipasto ad un più succulento full lenght che arriverà nel nuovo anno. Si discostano un pò dal tipico suono a cui Venezia ci ha abituati, infatti i nostri suonano un intricato post hardcore venato di math core sulla scia di gruppi come Converge, Botch, Dillinger Escape Plane e primissimi Cave In. Il risultato è eccellente. I pezzi sono ottimamente strutturati, ricchi di varie finezze e filano via che è un piacere. Voce potente e grintosa completa un quadro che fa davvero ben sperare per il futuro. Dategli un'ascolto, credo proprio non ve ne pentirete. P.s.: questi due pezzi sono in free download sul loro Bandcamp, un motivo in più per ascoltarli.


Zeit | Facebook
Zeit | Bandcamp

venerdì 28 novembre 2014

Cristiano Fini (Concrete, Bruma, Evidence, Si Non Sedes Is).


I Concrete, almeno per me, sono sempre stati un autentico culto. Musicalmente inarrivabili, graficamente ineccepibili. Conservo e riascolto molto spesso i loro dischi in maniera religiosa. Nei miei vagabondaggi su Facebook ho trovato il profilo di Cristiano, chitarrista del gruppo romano, e ho deciso di intervistarlo. Come spesso accade (il blog l'ho aperto pure per questo) sono venuto a conoscenza che è impegnato in un gruppo che si chiama Si Non Sedes Is (del quale, ironia della sorte, dovrò recensire il nuovo lavoro per Salad Days), del quale io ignoravo completamente l'esistenza, avendo perso le sue tracce dopo lo scioglimento dei Concrete. Insieme a lui in questo progetto triviamo Gregorio, che dei Concrete fu il bassista. Inoltre Cristiano scrive anche altro materiale sonoro che poi cataloga come MNTN, in attesa di dargli una collocazione definitiva. Ora mettetevi comodi e sciroppatevi il tutto.

Allora, innanzitutto grazie del tuo tempo. Comincio subito col chiederti cosa vi ha portato a ri registrare e remixare i brani del 10” e quelli del 7” che sono poi sono confluiti nel cd uscito qualche tempo fa “Gvttae Sangvinis”. Che cosa hai pensato quando ti è stata proposta la cosa, oppure è partita da te l'idea? Come mai avete deciso di rimettere le mani proprio su quelli? Nel cd sono presenti anche tre brani “Another”, “Slave” e la conclusiva “E Poi Piove” che mi pare non siano mai state pubblicate. Sono state registrate apposta per quest'uscita, oppue sono brani vecchi con nomi nuovi? Possiamo considerare quest'uscita come il testamento finale dei Concrete?
I primi dischi sono stati composti e registrati principalmente per un urgenza espressiva. Parlo ovviamente a titolo personale. Ricordo con piacere che c’era poca strategia riguardo a struttura e fruibilità del brano, era un sunto di quello che ci piaceva e come ci piaceva suonarlo. Anche per inesperienza, la qualità delle registrazioni di quel materiale era alquanto infima. Il criterio per la scelta dei brani di “Gvttae Sanguinis” si è basato appunto sulla scarsa qualità di registrazione degli stessi brani, ottenuta nei dischi precedenti. La scelta è caduta anche su un paio di pezzi inseriti nel primo demo e mai registrati. Per quello che riguarda il testamento la risposta è... Sì.

Mi vorrei soffermare sul pezzo “E Poi Piove”, in cui c'è una parte recitata da Tommaso Garavini che è davvero suggestiva. Secondo te se i Concrete avessero continuato, i pezzi successivi sarebbero stati su quella falsariga?
Come tutte le cose, la vena compositive dei Concrete si è evoluta. A dire il vero ci sono state cinque evoluzioni diverse e parallele che per un pò di tempo sono riuscite ad interagire con risultati interessanti. Sicuramente se avessimo continuato a comporre, il connotato sperimentale si sarebbe accentuato ancor di più.

Vi ho visto molte volte dal vivo, sia a metà degli anni '90 che nei primi anni '00. Correggimi se sbagliato: mentre i Concrete degli anni '90 eran più sanguigni e muscolari, a partire dal nuovo millennio mi parvero più poetici e con la componente emozionale, che pur essendo stata sempre presente, era decisamente potenziata. Sei daccordo?
Direi di sì. Questa è una diretta conseguenza di quello di cui parlavamo nella domanda precedente.

Un concerto dei Concrete è difficilmente descrivibile se non lo hai vissuto. Ai tempi ero ancora un adolescente, ma mi ricordo che ogni volta che salivate sul palco si creava una sorta di tensione nell'aria fra i ragazzi accorsi a vedervi. Tensione che poi esplodeva al primo riff di chitarra. Dal palco tu come la vedevi questa cosa? Io mi ricordo che ogni volta era infernale...
Ricordo che quando c’era da suonare eravamo sempre molto carichi. Evidentemente questo si percepiva anche sotto palco. Devo confessare che io dal palco mi accorgevo di poco o nulla. Non sò se per fortuna o per disgrazia, quando suonavo mi astraevo completamente, non interagivo ne coi miei soci ne tanto meno col pubblico.

Siete sempre stati a legati a doppio filo con Soa Records, che vi ha prodotto 10”, 7” e cd. Ti ricordi come nacque questa collaborazione? Come vi siete trovati con l'etichetta di Paolo? C'è pure la leggenda su di un misterioso 7” tirato in pochissime copie. Che pezzi conteneva? Ne sei in possesso? Per anni Paolo andò avanti a scrivere nei cataloghi che era inutile che glielo chiedessero...
Paolo era un assiduo frequentatore di tutti i concerti che si organizzavano a Roma. La nostra collaborazione è stata la naturale conseguenza delle nostre comuni frequentazioni. Poi era un uomo molto DIY e questo piaceva a tutti. Il misterioso 7 pollici esiste davvero. Il motivo per cui ce ne sono così poche copie è che era stato stampato molto male dallo stampatore di Roma e quindi si è optato per ripetere l’operazione creando involontariamente un oggetto da collezione. Io il mio l’ho regalato.

Concrete.

Nella seconda metà degli anni '90 anche la scena hadcore fuori dall'Italia si sveglia, e come per magia scopre gruppi come il tuo, By All Means, One Fine Day, ecc. e vi ritrovate a suonare per esempio al Vort N Vis in Belgio. Cosa ricordi di quell'esperienza? E' vero che, almeno agli inizi, erano prevenuti nei vostri confronti? Avete fatto anche dei tour europei mi pare...
Abbiamo suonato due volte a quel festival. La prima volta io ci suonai con due gruppi (anche con Bruma). C’era un’altissima percentuale di band italiane: Concrete, Bruma, Timebomb, By All Means, Burning Defeat e forse anche qualcun altro, non ricordo bene. Ci sono stati molti problemi “meccanici” per raggiungere Ieper, da parte di tutti gli italiani. Ricordo una valanga di auto rotte, cambi sfondati, ruote bucate e cose così. Aggiungi al resto lo stress, i duecento ottantamila gruppi, l’esiguo spazio per dormire comodamente e la follia di alcune scelte organizzative, ed ecco che avrai una miscela esplosiva. È inutile dire che alla fine l’esplosione c’è stata. La seconda volta è andata molto meglio. Campeggio e quindi spazio vitale, un palco più grande e più tempo per tutti di organizzarsi e suonare. Ti dirò, a parte gli sbattimenti della prima volta, a me nel complesso è sempre piaciuto andarci. A noi tutti è sempre piaciuto andare i tour, ci faceva l’effetto “amici miei” di Monicelli, una zingarata di un mese dove poteva succedere di tutto

Ricollegandomi alla domanda di prima: voi siete usciti in un momento in cui della scena hardcore italiana ci si ricordava di Negazione, Indigesti, Wretched e compagnia bella, alcuni dei quali avevano appeso la chitarra al chiodo solo qualche anno prima. Come la vivevi questa cosa? Credi che i Concrete abbiano contribuito a dimostrare che in Italia si poteva suonare hardcore senza necessariamente rifarsi a quei gruppi? Come per tutte le cose, la nostra è stata una generazione di mezzo. Io seguivo pochi di quei gruppi e ne comprendevo solo parzialmente la carica squisitamente eversiva soprattutto dei testi, che erano e sono di spessore ineguagliabile ancora oggi. Gente con qualcosa di vero da dire. Musicalmente però non li reputavo molto attraenti. I miei ascolti dell’epoca erano molto vari: Carcass, Napalm Death, Entombed, Burn, Gorilla Biscuits, Bad Brains, Misfits, Iceburn, Chain Of Strength e via dicendo. Direi che più che dimostrare di poter suonare un hc diverso, lo suonavamo a causa di una conseguenza evolutiva, in parte scevri da quella carica politica così prominente, in maniera del tutto inconscia.

Arriviamo alla definizione del vostro suono, ovvero “Metallo Della Morte”. Come è nata questa definizione? Ti piace? Il vostro suono era molto metallizzato ma non metal a parer mio... Cosa ne pensi?
Tutta questa storia nasce da svariate gag legate alla deriva metal che un po’ tutta la scena romana ha preso a seguire. La definizione non è altro che una becera romanissima divertentissima traduzione di “death metal” che fra l’altro quasi tutti noi ascoltavamo di gran gusto. Queste influenze, come anche tu hai notato, emergevano ma erano ben amalgamate con quello che era il nostro personale sound.

Ai tempi in cui suonavate, a Roma venne fuori la famigerata Roma Straight Edge Legion, che non è mai stata tenera nei vostri confronti. Mi ricordo di interviste in cui vi davano dei borghesi, degli artistoidi impaccati di soldi e vi riconducevano a Piazza Sonnino, con l'appellativo di Sonnini. Mi sembra che, almeno agli inizi, fosse una piazza di Roma che il frequentavate abitualmente, o sbaglio? Come ti rapportavi con i membri della Legion e le loro polemiche? Hai mai apprezzato qualcuno dei gruppi della Legion? Mi pare poi che ai tempi tu fossi vegan straight edge, ma evidentemente questo non bastava a smorzare i loro toni accesi...
Che dire. Si potrebbe scrivere all’infinito su questo argomento. A un certo punto, le cose non si facevano più insieme. C’era un “noi” e un “loro” e devo dire che un sacco di gente ci ha sguazzato. È sempre molto più facile scegliersi un'antagonista finto che un'antagonista vero. Ed è quello che è successo con i legionari ed i sonnini. Ti basti sapere che la “Legion” non mancava mai di attacchinare per i propri eventi pure a Piazza Sonnino, un pubblico folto lo vogliono tutti. Lungi da me fare di tutta l’erba un fascio, erano tutti bravi ragazzi che però avevano l’esigenza di sentirsi inquadrati in modo più specifico. Più che “borghesi”, perché ogni tanto il bue si fa degli scrupoli a dare del cornuto all’asino, ci si dava del drogato o spacciatore o mangiatore di carne o fascista o sessista e via discorrendo, alla giusta occorrenza. Perchè se eri vegetariano magari ti facevi le canne, e se non fumavi consumavi carne, o magari nessuna delle due cose ma avendo la cultura del corpo, essendo proibizionista, eri di destra, quindi era facile trovare un motivo per darti addosso. Essendo vegan straigth edge, io avevo una categoria tutta per me: io ero l’amico dei drogati o come qualcuno amava definirmi, il “democristiano dell’hard core”. Erano ragazzi, li ho fatti stare. Il gruppo più fico di quel giro erano i Dehumanize, in realtà erano fichi a prescindere dall’appartenenza.

In un'intervista dell'epoca (sulla fanzine The Legendary Blumergaster), alla domanda quali fossero i tuoi ascolti, tu rispondesti che gruppi come Unbroken, Chokehold, ecc. al secondo pezzo ti annoiavano di già. Ai tempi cosa girava sul tuo piatto e cosa ti ha influenzato nella stesura dei pezzi dei Concrete?
Ti ho fatto un breve elenco in una risposta poco sopra. C’erano un sacco di hardcore East Coast fra i miei ascolti, ma non tutto, mi piaceva la musica interessante. Se devo farti ancora nomi, posso citare Rorschach, Citizens Arrest, Assuck, Tad, Rapemen, Melvins, Into Another, Cro Mags, Engine Kid, Death, per parlare di musica che ascoltavo all’epoca. Ovviamente queste sono state influenze

Concrete.

Come avveniva la nascita di un pezzo del gruppo? Era una cosa a cui partecipava tutto il gruppo?
La composizione era corale. Si portava un riff e si sviluppava assieme. Si incollavano idee diverse di diverse persone ed il tutto assumeva un connotato collettivo. Faticoso ma bello, perché eravamo sempre tutti contenti del risultato.

La cosa forse più impressionante dei Concrete era Tommy, il vostro cantante. Me lo ricordo piccolo e magrissimo, ma con una voce ed una potenza immane. In più era quasi intimidito di stare sul palco...
Eh eh… Tommy ha sempre avuto un effetto estraniante su chi lo guardavo on stage.

Anni fa mi raccontarono che mentre eri in auto di ritorno da un concerto con alcuni ragazzi del Confino di Cesena, una pattuglia vi fermò e vi perguisii trovando una cucchiaio che era servito per mangiare. Ovviamente credettero che lo aveste usato per scaldare l'eroina... Ti ricordi?
Mi ricordo una miriade di altri eventi legati al nostro non convenzionale look , in quegli anni in cui ancora funzionava dove se avevi un orecchino al naso eri un drogato. Ah, le care forze dell’ordine. Se il criterio di fermo per controlli fosse ancora quello, bisognerebbe fermare tre quarti degli adolescenti in giro per l'Italia. Comunque i miei soci sono sempre stati un branco di drogati, quindi, le forze dell’ordine quando ci fermavano ne avevano ben donde.

Quali sono stati a tuo avviso i migliori concerti mai suonati dai Concrete? Quelli peggiori? Qualche aneddoto da raccontarci?
Per assurdo, i più bei concerti che io ricordi, sono stati quelli in posti con pochissima affluenza. Ricordo un concerto a Rostock con trenta persone, intro di liuto live e gran suono. Che ci vuoi fare?

Sempre da The Legenday Blumergaster, esponeste il vostro pensiero su chi allora era al capo del governo, ovvero il caro vecchio Silvio. Ora invece abbiamo Renzi, ma non mi pare che non sia cambiato molto, anzi la situazione sembra peggiorata. Cosa ne pensi?
Visto che il “partito” è lo stesso, non vedo come qualcosa possa cambiare

Come mai con i Concrete nel 2008 avete deciso di fermarvi? Ti sei pentito di questa scelta?
Detto popolare molto calzante che ho già sfruttato in un’altra intervista: chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurammoce o passato, simm a Napuli paesà. No non mi sono pentito, perseverare è diabolico, anche se detta così sembra una ragione in più per perseverare.

Oltre a aver militano nei Concrete, hai suonato anche nei Bruma, con un cd all'attivo sotto Green Records. Cosa ti ricordi di quest'esperienza? Mi ricordo che suonavate un genere ascrivibile all'emo core. Ti trovavi a tuo agio? Come mai avete deciso poi di sciogliervi?
È stata un’esperienza interessante, ma per una serie di motivi, a breve termine Non la definirei emo, il cantato era melodico e mai urlato, era un esperimento.

Con i Comrades invece hai suonato un bel po' e inciso svariati 7” (6 per la precisione). In questo cxaso grind senza compromessi. Come sei entrato in contatto con loro? Cosa ne pensi del loro primo 7”, in cui si definivano commie dark edge? Mi pare poi che nel corso del tempo questo lato sia venuto un po' meno... Sri daccordo? Ad un certo punto entra come seconda voce il bassista dei Concrete, Greg, che affiancava Paolo. Poi Paolo molla e rimane solo Greg mi sembra. Cosa ti ricordi di quell'esperienza? Mi pare che il gruppo non sia più attivo... Aneddoti?
Ho sempre amato il grind, e i Comrades è sempre stato uno dei progetti più divertenti a cui abbia partecipato. È partito tutto come uno scherzo. Prima formazione: alla batteria il cantante dei Timebomb Giorgio, al basso il batterista degli Evidence Matteo, alla chitarra io, alle voci il Petralia ed il Cipolla, allora cantante degli Evidence. Tutti mascherati e con attitudine minacciosa. Dopo un po’ la situazione s’è scompaginata ed è cominciata una trafila di cambi formazione che hanno sdrammatizzato l’immaginario della band. Ti porto un esempio: ricordo un tour europeo con molte date in Belgio, in cui il mood della band era prendersi a botte on stage durante il concerto. Pugni, prese al collo calci volanti, valeva tutto tranne le dita negli occhi. Il pubblico apprezzava molto.

Negli Evidence invece hai suonato e inciso pezzi per due compilation. Anche in questo se vuoi raccontarci un po' di questa esperienza...
Gran gruppo, una bellissima vena compositiva ed un interessante demo all’attivo oltre le compilation da te citate. Mi è dispiaciuto quando è andato tutto a rotoli...

Leggo con sorpresa che hai suonato nei Mudhead nel loro Lp sotto Soa Records. E' vera questa cosa? Se sì, come sei entrato in contatto cn loro e per quanto tempo ci hai suonato assieme?
Ho suonato con loro per due o tre anni ma post Lp per Soa Records. Ci siamo conosciuti ad un festival organizzato dal Laboratorio Anarchico di Milano, a Monte Marenzio, vicino Pontida. Noi eravamo li in veste Concrete ma con il Cipolla alla voce. Durante il concerto, su un palco impraticabile assemblato con pedane per il trasporto merci, Azzali, il bassista dei Mud Head, si spaccò un legamento e finì il concerto seduto per terra con la gamba in alto.

Veniamo ai giorni nostri... Spulciando su Discogs e su altri siti web ho notato che suoni ancora oggi. Un tuo progetto si chiama Solo2, e mi pare sia con tua sorella, o sbaglio? Che tipo di suono proponete e come nasce questo progetto? Siete ancora attivi? Tua sorella apprezza ciò che hai fatto in campo hardcore punk?
Solo2 era un progetto pop rock in italiano a modo suo interessante. Buona produzione ma pessima etichetta. Finiti in causa con la suddetta, il mordente è venuto meno ed il riscontro di pubblico pure. Peccato. No mia sorella ascolta black music, e non sto parlando di black metal.

Si Non Sedes Is.

Hai anche un altro progetto, chiamato MNTN. In cosa consiste? Avete registrato qualcosa? Cosa significa “Working For New Sound”?
MNTN è uno pseudonimo. Siglo in questo modo i brani composti ed ancora non collocati. Mi piace pensare che in un futuro prossimo riuscirò a decifrare un sound interessante ed allo stesso tempo fruibile ai più, ma forse è un’utopia, chi lo sà?

Consultando il tuo profilo sul sito web Sound Cloud ho notato una lunga sfilza di brani, alcuni dei quali a nome SNSI. In cosa consiste questo progetto?
Vedi sopra

Ho notato anche che ci sono dei pezzi il cui unico esecutore sei tu. Credi che cimentarsi da solo nella scrittura, composizione ed esecuzione di un brano sia una sfida alle proprie abilità?
Quello è probabile. In realtà faccio di necessità virtù, in questo modo sfrutto il tempo al massimo senza dover coordinare altre persone in fase di stesura. Una volta buttate giù le bozze cerco di realizzarle con musicisti che mi piacciono e che sento affini all’atmosfera.

Di sicuro avrò dimenticato qualche altro progetto in cui sei impegnato. Se sì, parlacene pure...
In questi ultimi anni si sono sviluppati altri progetti, alcuni già finiti, altri ancora in piedi nonostante le difficoltà legate all’aspetto geografico del mio trasferimento a Milano. Il più attivo su tutti è Si Non Sedes Is: due split ed un lp all’attivo, siamo al momento in promozione con una serie di concerti in giro per lo stivale. L’altro si chiama Laconic: un trio di cervice elettronico/acustica senza voce e senza batteria, dalle atmosfere cinematiche, molto godibile!

Leggo anche hai lavorato per Radio Rai 2. In che veste? Ci lavori ancora? Come giudichi quest'esperienza? Com'è lavorare per un'emittente radiofonica così grande e importante?
La collaborazione con Radio Rai è stata sporadica e non continuativa. È successo più perché avevo bisogno di guadagnare che per una volontà mirata. Divertente ma complicato, come sempre quando si ha a che fare con le grosse entità.

Com'è stato trasferirsi da Roma a Milano? Che differenza riscontri fra queste due città? Posso anche chiederti un parere sui recenti sgomberi avvenuti proprio lì?
Forse sarò uno dei pochi romani a cui lo sentirai dire, ma a Milano mi trovo molto bene. La città è bella, meno di Roma, ma più vivibile. Non mi è molto chiaro perché questo fatto degli sgomberi è diventato un caso solo a Milano. Gli stessi identici fatti accadono a Roma da 10 anni. Mi riferisco non all’estrema soluzione di una famiglia senza un tetto che risolve da sè un problema di competenza del comune, ma al fenomeno degli occupanti seriali che sfondano e poi prendono soldi da persone disperate in cerca di un alloggio, per cedere il diritto di occupare. Tutta la polemica gira intorno a queste figure. Il resto è demagogia, il classico serpente che si morde la coda, un circolo vizioso di case sfitte da anni non si sa perché, e di persone che occupano abusivamente per necessità, scavalcando altri disperati in lista d’attesa dagli stessi anni in cui le case erano sfitte. Condisci tutto con demagogia, allarmismi xenofobi, polizia, interessi economici e strumentalizzazioni, ed eccola la ricetta.

Nel corso degli anni ti è mai venuto voglia di ributtarti a suonare hardcore, oppure consideri quell'esperienza un capitolo chiuso e preferisci concentrarti sul dove puoi spingerti musicalmente?
Non ho mai smesso di suonare hard core. Vedi SNSI, non è un capitolo che si può chiudere.

A livello di approccio alla musica, l'esperienza maturata all'interno dell'hardcore ti ha aiutato nel muoverti meglio all'interno delle tue esperienze musicali odierne?
Direi di no. Il mondo della musica “convenzionale” è tutto diverso e molto meno schietto. Se non hai fatto già il callo ti trovi abbastanza male.

Ok, mi sembra di averti chiesto tutto. Grazie ancora e se vuoi aggiungere qualcosa sei libero di farlo...
Grazie a te.

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martedì 25 novembre 2014

The Bleeding Eyes | Gammy | Go Down Records | Lp/Cd/Digital Download.

Il nuovo disco dei Bleeding Eyes è un progetto ambizioso. Il genere proposto dai nostri è il Gammy, ovverosia la loro definizione dell'essersi stancati di dover etichettare la propria proposta musicale. Dal canto mio considero questo disco un mix di sludge, doom, sperimentazioni ed hardcore spruzzato di metal. Strumentalmente ci troviamo di fronte ad un gruppo molto affiatato e che sà ben maneggiare la materia. Il cantato è in italiano, cosa che a me non fa impazzire, infatti credo che l'uso dell'inglese avrebbe sortito effetti migliori. Patrocina il tutto Go Down Records, che dopo aver stampato quasi esclusivamente garage rock and roll sta sondando nuovi terreni. Uscita prevista 12 dicembre 2014. Promossi.


Bleeding Eyes | Web Site
Go Down Records | Web Site

The Smashrooms.


Ho avuto modo di vedere i The Smashrooms solo una volta dal vivo, a Cesena. Ho conosciuto Gab tramite Facebook e poi per via dei dischi che ho comprato dalla sua meravigliosa distro. Oggi il gruppo ha annunciato il suo scioglimento. Bene, oggi la scena hardcore punk italiana, quella vera, lontana anni luce dai tatuaggetti colorati, i selfie da duro/a nel bagno di casa, dei concerti per finti "ribelli del sabato sera" nelle discoteche dove si fa a gara a chi compra più magliette (nella quasi totalità dei casi, orripilanti), da quell'ignoranza razzista/fascista/nazi che è ben presente in una buona fetta dell'hardcore italiano di oggi (se fate finta di non vederla, o ne fate parte oppure avete le fette di seitan sugli occhi), da quella superficialità che contraddistingue moltissima gente che frequenta il "giro", ha perso un tassello fondamentale del proprio puzzle. 3 ragazzi che con umiltà, stile e dedizione hanno creato un "piccolo mondo" di note e soprattutto parole. Che rimarranno per sempre.


Qualche giorno fa ci siamo trovati a parlare un po' delle nostre vite e di questo gruppo, che di esse è sempre stato una parte molto importante. Abbiamo parlato tanto e alla fine abbiamo preso una decisione che, per quanto sofferta, crediamo sia la più giusta da prendere in questo momento.

THE SMASHROOMS SI FERMANO, A TEMPO INDEFINITO.

Non abbiamo voluto parlare di scioglimento. Non è uno scioglimento. Perchè questo di solito arriva quando le persone non vanno più d'accordo, le band non hanno più niente da dire o non possono portare avanti il proprio progetto. Invece la nostra amicizia e ciò che condividiamo come gruppo e come individui sono ancora intatti. Sentiamo che il nostro messaggio, parte importantissima della nostra musica, è ancora vivo, per noi che negli anni lo abbiamo portato in giro, così come per tutte quelle persone che da esso hanno ricevuto qualcosa. Persone che ci hanno sempre dimostrato affetto, supporto disinteressato e amicizia.

Le cose che ti permettono di continuare a fare ciò che ami e ciò in cui credi sono molteplici, ma può capitare che l'energia, gli stimoli, la motivazione, possano venir meno. Abbiamo sempre voluto dare il massimo per questo gruppo e oggi questo non ci risulta possibile.

“Il futuro non è scritto”, hanno detto. Noi crediamo che sia così. Non sappiamo cosa succederà in futuro, ma sappiamo che qualsiasi cosa faremo nelle nostre vite, cercheremo di farla al meglio delle nostre possibilità, come abbiamo sempre fatto.

Suoneremo ancora tre concerti, quelli che erano già in programma.

28.11 | Arcore (MB), Arci Blob
06.12 | Germany, Schwäbisch Gmünd, Esperanza
07.12 | Germany, Nürnberg, Projekt 31

Se vi sarà possibile esserci, ci farebbe tanto piacere vedervi.

Grazie a chiunque ci abbia accompagnato in questi anni, speriamo di essere stati in grado di avervi dato qualcosa, così come voi avete dato qualcosa a noi.

Gab / Cello / Cesko | The Smashrooms, 2014

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domenica 23 novembre 2014

Hobos | Assurd Records | 12".

Mi scuso fin da subito per l'immagine usata come cover, ma non sono stato in grado di reperire quella ufficiale (che tengo a precisare, è spettacolare per marciume e nefandezza). Gli Hobos giungono finalmente al debutto in vinile e Assurd Records non si è affatto risparmiata per loro terza uscita. 12" one sided, serigrafato in due edizioni differenti e limitate a 213 pezzi. Ciliegina sulla torta, il lavoro di stampa è stato eseguito da Serimal, sempre sinonimo di qualità eccelsa. Musicalmente i nostri suonano un roaboante hardcore sporcato di death, thrash, punk e hard rock; un calderone di velocità e testi vomitati in faccia. Assolutamente imperdibili dal vivo, dove sprigionano una potenza immane. Come nel caso degli Slander, Venezia Hardcore sforna un altro gruppo di primissimo ordine. Continuate così!

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Slander | The Rush | Tuna Records, Lobster Records + Altri | 7".

In poco più di un paio di anni gli Slander di Venezia hanno archiviato più di tante altre band che suonano da molto più tempo di loro. A parer mio dietro tutto ciò c'è una grande umiltà e voglia di mettersi in gioco, due elementi fondamentali se vuoi raggiungere qualcosa. Dopo un cd, svariati tour in giro per l'Europa e la madrepatria, con il sostegno della Venezia Hardcore e di altre realtà come Tuna Records e Lobster, tornano con questo nuovo 7", in gradevolissimo vinile verde trasparente. 5 bordate di hardcore in bilico fra vecchia e nuova scuola, suonato con passione e tanta ma tanta dedizione alla causa. Dopo svariati cambi di loine up, Samal (il vero motore del gruppo) passa alla voce e lo fa con risultati davvero efficaci, avendo un timbro di voce abrasivo che si alterna con il growl del chitarrista (credo sia lui, non mi ricordo molto bene, abbiate pietà). Musicalmente possono ricordare la pazzia dei Thrash Talk, ma in salsa tutta italiana. Bene, ora non dovete fare alro che acquistare questo 7" e correre appena suonano vicino a casa vostra, visto che i loro show sono sempre assai divertenti.

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lunedì 10 novembre 2014

Gerda | Your Sister | Shove Records + Altri | 12".

Shove Records festeggia l'uscita numero 50 con il nuovissimo 12" dei Gerda. In tutta sincerità conosco questo gruppo solo di nome, in quanto non ho mai approfondito il discorso, visto che solitamente non ascolto questo tipo di suono. Comunque che ci sappiano fare è un dato di fatto: post hardcore venato di screamo e di noise, a tratti veloce, a tratti lento, ma con una certa pesantezza di fondo sempre ben presente. Il gruppo sò che è molto seguito e conosciuto nell'ambiente. Questo 12" credo proprio che accalappierà nuovi adepti. Shove Records si riconferma sinonimo di qualità e di grande costanza.

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venerdì 7 novembre 2014

Stefano Bertelli (By All Means, Product, Ageing).

Ageing.

Conosco Stefano direttamente da qualche anno. Prima l'avevo visto in azione con i Product e come spettatore a diversi concerti. Mi fa molto piacere che abbia accettato di rispondere ad alcune mie domande, visto che ha suonato in tre gruppi che hanno segnato la scena hardcore italiana degli anni '90. In più mi sono tolto lo sfizio di saziare alcune mie curiosità. D'altronde ho aperto questo blog anche per questo, quindi mi pareva giusto. Bene, bando alle ciance e buona lettura!

Stefano tu hai militato negli anni '90 nei By All Means. Puoi raccontarci un pò di quella esperienza, cosa suonavi, cosa hai registrato con loro e se intrattieni ancora dei rapporti con gli altri ex membri del gruppo? Mi pare che la tua fuoriuscita dal gruppo fu un pò polemica. Una volta fuori, hai più seguito il gruppo? Se sì, cosa ne pensi dei loro passi successivi?
Innanzitutto, ciao Paso e a tutti i lettori e grazie per l’intervista. Sì, io al basso, il Gallo alla chitarra e il Melo alla voce abbiamo formato i BAM nel 90/91. Poi durante una delle tante domeniche dove si girava per i vari paesi della zona a skeitare o skateare, abbiamo conosciuto Adriano, un batterista eccezionale che era represso a suonare in una cover band dei Litfiba. Siamo partiti subito a mille registrando un demo, uno split con gli Equality per Green Records, un 7” per la Inaudito Records e nel '93 un 12” sempre su Green Records. E' stata una bellissima esperienza, soprattutto perché eravamo amici da anni e formare una band è stata come la coronazione della nostra amicizia. Abbiamo suonato con nomi tipo Agnostic Front, Sick Of It All, abbiamo fatto un mini tour di 4 date con gli Yuppicide a una edizione dell’Hardcore Blow Out a Roma con i gruppi più tosti del periodo. Abbiamo suonato in tutta Italia e anche ai tanti festival organizzati dai ragazzi della Green Records! Pensa che siamo pure stati invitati a Pula in Croazia ad un mega metal festival e ci trovammo a suonare con i Carcass! La mia dipartita nel '94 è stata un pò causa di “cheap talk” come si dice in inglese, cioè di pettegolezzi. Nell’ultimo periodo ero passato alla seconda chitarra e al mio posto al basso era subentrato Matteo degli Immoral Majority di Modena con i quali eravamo molto amici. Diciamo che volevo dare un pò una svolta alle sonorità della band e passare al cantato in inglese, ma queste mie richieste non furono esaudite. Così, tenendo presente che avevo già in cantiere il progetto Product con Stefano Milani, me ne andai. Per quanto ne sò si vociferava che me ne fossi andato perchè in quel periodo mi ero messo assieme a una ragazza... Poi a distanza di qualche anno scoprii una cosa che mi aiutò a far chiarezza sull’accaduto, che qua però non posso dire! Una volta fuori non seguii più cosa fecero gli altri, non mi interessava proprio, anche perchè nel frattempo i Product erano già formati. Vedendo poi che tipo di attitudine avevano preso i By All Means, non mi pentii affatto di averli mollati. Loro incisero un altro 12” e fecero un tour negli States con gli Avail. Diciamo che non ho più avuto nessun tipo di rapporto con i restanti membri. Mi capitava solo di vedere il Gallo dato che aveva aperto un tattoo shop, ma anche con lui i rapporti, almeno da parte sua erano parecchio cambiati nei miei confronti. Che dire, gli starò ancora sul cazzo perché gli ho mollati. Quello che mi ha dato più fastidio è stata la totale indifferenza nei miei confronti e nel non essere mai citato in tutte quelle e varie situazioni in cui il gruppo veniva rimesso in ballo. Alla fine diciamocela tutta, il 70% dei By All Means ero io!

Dopo qualche anno sei entrato nei Product, dove hai corretto il tiro suonando un furioso hardcore straight edge di marca Chain Of Strenght e Youth Of Today (correggimi se sbaglio). Come gruppo avete suonato numerose volte in Europa e pure nel Sud della California. Cosa ti ricordi di quell'esperienza? Hai qualche aneddotto da raccontarci?
Sì, in realtà come dicevo prima i Product nacquero nel '94 da me e il Milo, poi dopo innumerevoli cambi di formazione trovammo la stabilità nel 95/96 con Dan alla voce, io e Paolo alle chitarre, il Milo al basso e Chris alla batteria, già negli Open Close My Eyes dalla Svizzera. Ovviamente il suono era orientato verso le nostre band preferite, soprattutto del Sud della California dove abbiamo fatto 2 tour nel '98 e nel '99. Nel '98 registrammo i 4 pezzi di "Watch Your Step" a casa di un certo Rusty per 100 dollari in presa diretta con un mixer a 16 canali un rack con 3 pezzi e la strumentazione nel garage. Nel '99 mixammo "Not An Answer", poi suonammo molti concerti in Italia e un alcuni in Europa, con Mainstrike, Floorpunch, Eyeball e tanti altri. Eheheh di anedotti ce ne sono a vagonate, ma quello che non scorderò mai è quando forammo una gomma sulla 405 nel bel mezzo del traffico delle 5 di pomeriggio quando tutti là negli Stati Unitii smontano dal lavoro. Nemmeno il tempo di accorgerci dell’accaduto e subito una volante della polizia fermò tutta la highway, un fiume di lamiera a 5 corsie, ci fece accostare e aspettò che cambiassimo la gomma e poi fece ripartire tutta la massa di macchine e nessuno osò suonare neppure un clacson. Ad un concerto in Svizzera, non ricordo con chi, ad un certo punto sparisce la batteria. Praticamente dietro a Chris c’era una porta che si è aperta e lui è caduto fuori dal locale a spalle all’aria! Poi ovviamente show indimenticabili con i ragazzi dei Life's Halt a farci da roadie! Il più bello forse fu proprio il primo, nemmeno in programma, la sera successiva al nostro arrivo in California con Speak714, Justice e Collision al Public Storage di Anaheim, che poi è diventato il Chain Reaction. Poi allo Showcase Theatre di Corona con Ten Yard Fight, Fastbreak e altre band locali, e uno fantastico a Vienna con gli Ageing. Io suonavo in tutte e due le band in un locale in centro stacolmo!

I Product fanno la loro comparsa mentre in Italia quasi tutto l'hardcore di marca straightedge, veggie e vegan seguiva la scena di un suona metalloso, che poi fungerà da base per la nascita del fenomeno metal core. Mi ricordo di avervi visti parecchie volte suonare in compagnia di gruppi come Purification e Reprisal, solo per citarne alcuni. Vi trovavate a vostro agio? Avete mai avuto problemi? Ma soprattutto: apprezzavate quei gruppi ed il loro messaggio?
Guarda, ai tempi non è che si guardasse tanto che tipo di sonorità aveva un gruppo. Noi suonavamo old school, Reprisal, Sentence, Purification metal edge. Il fatto è che si era tutti amici, non c’erano distinzioni di genere, si veniva tutti messi nella stessa pentola. Poi alla fine il messaggio era un pò lo stesso, ovvio che se non fossimo stati una band sxe all 100% non sò come sarebbe finita. Però chi organizzava era al corrente del fatto che ovviamente le band che suonavano avevano tutte in comune le x sulle mani! Non dimentichiamo che nel '94 usci un 12”, sempre su Green Records di un certo gruppetto di Carpi chiamato Headsman, che di metal ne sapeva qualcosa. Un disco strepitoso e pazzeschi live!

Recentemente ho scovato una pagina Wikipedia dedicata proprio ai Product. Cito testualmente: "I testi delle canzoni portavano messaggi dichiaratamente straight edge, ma anche sociali, criticando in modo particolare le ipocrisie mascherate da ideologia politica presenti nel proprio ambiente musicale. Questo ha portato una certa polemica nei confronti della band che sembra essersi placata solo dopo lo scioglimento della stessa." Ecco, puoi spiegarci nel dettaglio in cosa consdistevano le polemiche seguite a determinate vostre prese di posizione? Ad un certo punto c'è chi diceva addirittura che il vostro seguito fosse composto essenzialmente da nazi e fasci... Cosa puoi dirci riguardo a ciò?
Ma dai una pagina di Wikipedia dedicata ai Product, ahahah! Non lo sapevo! Tutta sta storia iniziò per via del rip off che facemmo con la copertina dei Judge con la scritta “North Side Crew”. Da li venimmo catalogati come gruppo leghista e fascio. In realtà nei Product la politica influiva il 10%, i testi erano solo ed esclusivamente inerenti alla nostra visione delle cose, in più Dan si divertiva a prendere spunti e a fare qualche metafora dal mondo dei cartoni animati dei robot giapponesi, vedi lo testo di “New Type”. Per il resto, sì eravamo 5 elementi molto integralisti e sono capitati episodi, soprattutto in qualche centro sociale italiano, (in cui come ben sappiamo gira di tutto), dove magari certi tipi ci fumavano addosso o venivano a scroccarci soldi per bere e lì, soprattutto io, non ci andavo leggero. Poi a chi ci seguiva non stavamo di certo li a chiedergli di che fazione politica fossero!

Ageing

Un altro gruppo che era tacciato di simpatie di destra erano i Last Man Standing da Bolzano, gruppo al quale mi pare foste legati anche da amicizia e con il quale avete suonato parecchie volte dal vivo. Cosa puoi dirci in merito a queste voci? Sei rimasto in contatto con loro?
Sì sì, con i ragazzi dei Last Man Standing abbiamo suonato parecchie volte. Il nostro primo batterista, Davide suonava proprio con loro. Anche loro erano catalogati come gruppo di destra, sò per certo che qualcuno lo era, ma anche in questo caso ti dico che la cosa poi era fine a sè stessa, nessuno andava in giro a malmenare o a fare dimostrazioni con simboli nazi, era una visione politica e basta. Poi, ti ripeto io personalmente e anche gli altri della band, non ci siamo mai considerati un gruppo politicizzato, anzi tutt’altro, lo scopo era divertirsi e lasciare un certo tipo di messaggio. Poi come dicevo prima, girando anche per centri sociali frequentati da pseudo anarchici frikkettoni e chissà cos'altro, bastava poco per essere etichettati in un certo modo!

I Product incorporavano nel loro logo le parole "straight edge" in un momento in cui sembrava ci si dovesse vergognare di esserlo. Molto spesso chi era straight edge veniva tacciato di fascismo, intolleranza et similia. Io ho sempre pensato che questo fosse il frutto di una visione un pò punk della cosa, cioè: "Sì ok, tutti contro il sistema, però alla cannetta e alla birretta non ci rinuncio". E' una cosa che mi ha sempre dato da pensare, visto che droghe ed alcol sappiamo benissimo tutti chi le controlla... Cosa ne pensi?
Ecco, vedi Paso, hai centrato proprio il punto. Questa cosa ci gasava ancora di più. In quegli anni ci si confrontava spesso con gente che non aveva nulla a che fare con lo straight edge e noi eravamo ancora più fieri di esserlo. Come dicevo prima, si suonava in certi posti frequentati da pseudo anarchici/frikkettoni di 30/35 anni ancora a fare l’università con i soldi del papi,e questi tizi venivano a fare la morale a noi, appunto con la canna in una mano e la birra nell’altra!

I Product sono sempre stati molto legati a Green Records, forse l'unica label in Italia ai tempi che fosse giusta per voi. Puoi elencarci le uscite per l'etichetta patavina? Ne sei rimasto soddisfatto? Sei ancora in contatto con Giulio? Cosa ne pensi della nuova reincarnazione di Green Records in skate shop?
Ah beh, i ragazzi della Green Records sono sempre stati dei grandi amici in primis e una grande label in Italia, penso la migliore insieme alla SOA del Petralia. Beh, per Green Records uscì “Dedication” in collaborazione con Twilight Records e “Not An Answer”. Sì, sempre super soddisfatto, erano veramente in gamba. Con Giulio ci siamo rivisti dopo anni al concerto dei BL’AST a Bologna, dove c’eri anche tu e sono partiti subito aneddoti, ricordi e gran risate! Riguardo allo skate shop, alla fine penso sia stata una bella mossa: tutti eravamo legati al mondo dello skate e anche come negozio ha sempre portato avanti un pò di attitudine hardcore organizzando contest con gruppi, quindi un gran in bocca al lupo ai ragazzi e a Giulio in particolare!

A livello europeo siete uscite per Genet Records, ai tempi grossa label e negozio di dischi belga. Come nacque la cosa? Anche qui ne sei rimasto soddisfatto?
Ecco, qua invece stendiamo un velo pietoso. Ti spiego: inizialmente sembrava che “Watch Your Step” dovesse uscire per Crucial Response, poi si fece avanti il tipo della Genet, di cui ora mi sfugge il nome (Bruno, ndr). Dal punto di vista della produzione e distribuzione lo trovammo anche negli States, ma fu un pacco per l'organizzazione dei concerti. Pensa che ci chiamò su a Gent per suonare al record release party, quando a 30 km c’era un mega festival di tutta la H8000 crew. Puoi immaginare quanta gente ci fosse da noi! Il nostro più grosso rammarico fu che i tipi dei Carry On ci chiesero di farlo uscire per la loro etichetta, ma noi eravamo già in parola con la Genet. Siamo stati dei babbi!

Dulcis in fundo il vostro lp uscì per Xcane recordsX, label nella quale tra gli altri era impegnato Paolo Gaiarsa, che poi per un certo periodo fu anche il vostro batterista. Anche qui se vuoi darci qualche impressione...
Io in quell’anno me ne ero già andato e non sò dirti più di tanto!

Dal vivo spesso suonavate la cover degli Earth Crisis "Firestorm". Era una burla oppure ci piaceva suonarla per ciò che esprimeva? Che rapporto avevi con gruppi come loro e con i loro testi?
No no, ci piaceva proprio! Gli Earth Crisis a me piacevano molto. Quando uscì “All Out War” fu una vera e propria fucilata al petto. I loro testi mi gasavano parecchio e come dicevo più su avevamo un buon rapporto con gruppi del loro genere!

Siete apparsi anche su diverse compilation, tra cui quella "Milano Hardcore". Che rapporto avevi con la scena hardcore milanese? Mi pare che lì abbiate sempre avuto un discreto seguito...
Mah, ti dico che a Milano in quegli anni si contavano non di più di 4/5 band tra cui noi. Scena molto scarsa, solo Dario con la sua Youth Crew Records e il negozio Firestorm organizzava qualcosa di carino, ma a memoria ti posso dire che a Milano città non abbiamo mai suonato, forse solo una volta all’Acquatica ad un festival di 2 giorni dove c'erano praticamente tutti i gruppi italiani ancora in pista!

Nel 2003 tour europeo di reunion degli Youth Of Today. Come gruppo di supporto avreste dovuto suonare, ma causa la copiosa pioggia che cadde quel giorno, la vostra esibizione fu tagliata per evidenti ritardi. Cosa hai pensato in quel momento? Credo che tu abbia visto gli Youth Of Today in azione nel tour europeo del 1989, che differenze riscontrasti con la versione 2003? Le reunion hanno un senso, o sono solo per vecchi nostalgici?
Sì, io li vidi all’Isola Nel Cantiere e al Leoncavallo. Dovevamo suonare con la vecchia formazione ma fu un disastro quella sera! Mah, non sono un fan delle reunion. Penso che ogni gruppo vada visto nel suo periodo di azione. Ho visto delle reunion veramente ridicole, altre con un pò più di senso, ma in genere penso che siano solo mosse commerciali. Dimmi che senso avrebbe vedere oggi gli Youthy Of Today o band simili di quel periodo!

Ti ricordi di quando Dan, vostro cantante, si buttò dal palco e nessuno lo prese al volo? C'è chi dice che alcuni si scansarono apposta... Mi pare fosse ad uno degli ultimi festival della Green Records... Sai che non ricordo!

Product.

Guardandoti indietro, cosa rifaresti e cosa no nella tua esperienza con i Product?
Beh, sicuramente curerei di più le registrazioni e come dicevo prima dopo il primo tour in California avremmo dovuto prendere la palla al balzo e rimanere là.. Per il resto è stata una bellissima esperienza, innumerevoli km macinati e divertimento al 100%. Siamo ancora tutti in contatto e ogni tanto si parla appunto di una reunion, ahahah.

Parliamo ora degli Ageing, forse la più controversa band straightedge italiana di sempre. Purtroppo non ho fatto in tempo a vedervi dal vivo, ma il 10" me lo gusto ancora oggi. Puoi parlarci di quell'esperienza? Aneddotti sui vostri tour?
Oddio gli Ageing. Sì,eravamo una band di burloni prima di tutto. Allora, anche qua si parla del 94/95. Il tutto nasce da un'idea di Freddy e Gonzo, all'epoca in forze nei Think Twice e di Rino. Io fui reclutato e poi e feci l’ultimo anno dei Think Twice al basso. Nel frattempo formammo gli Ageing con Giangiacomo al basso!

Come intendevano gli Ageing lo straight edge? Mi sembra che vi divertiste un mondo a proporlo non nella solita maniera...
Eravamo probabilmente la band sxe più controversa, precisando che tutti eravamo straight edge benchè fossimo stanchi dei soliti clichè e dei soliti slogan fini a se stessi. Cosi affrontammo la cosa da un punto di vista differente, più sul divertimento e la provocazione!

Una cosa che mi è sempre piaciuta è la scritta, sul foglio del 10", che metteva in chiaro come gli Ageing vestissero solo con indumenti trendy... Ed in effeti non posso che darvi ragione... Che tipo di reazione vi fu nei vostri confronti? D'altronde ai tempi c'era tutta la scena straight edge del giro Ebullition che vestivano alla "scappato di casa" ed erano super seri nell'approccio alla cosa... Volevate essere una risposta a tutto ciò?
Questa cosa ci divertiva un sacco, confrontarci con quelli che noi definivamo Bbulition style o barboni, prendendo in giro chi suonava scalzo e cose del genere. Eravamo odiati al tal punto che in Italia suonammo pochissimo. Il top fu quando ad una Two Days Of Struggle esponemmo uno striscione con scritto che tutti i membri degli Ageing vestivano solo con marche tipo Calvin Klein, Stussy, ecc. Cosa ovviamente non vera. Alla fine gli Ageing erano un gruppo di amici a cui piaceva divertirsi e basta, non impatanandosi in discorsi e ideologie che oramai avevano fatto il suo tempo. Da non scordare che abbiamo suonato con nomi tipo Ignite, Undertow, Earth Crisis, Backdraft, Acme!

Rino Valente, che suonò con te negli Ageing, nell'intervista che gli ho fatto qualche mesetto fa ricordava non troppo bene i suoi trascorsi nella band. Colgo l'occasione per dare spazio alla tua versione dei fatti...
Guarda io leggendo la sua intervista sono rimasto abbastanza sorpreso da certe sue affermazioni, come fosse stata la vittima sacrificale della band. Innanzitutto lui conosceva Freddy prima di me ed erano già amici. Io li conobbi dopo, ma il fatto che lui e Giangiacomo fossero stati sempre presi di mira e umiliati personalmente non ha alcun fondamento. Io e Rino eravamo grandi amici, spesso andavo a casa sua e lui altrettanto. Il fatto è che tutti ci si prendeva in giro. Freddy era il re delle burlate e siamo passati tutti dalle sue mani, ma ci si divertiva e basta. Sapessi quanto mi ha torturato perché stavo con una ragazza che era Hare Krishna. Ha persino detto agli altri ragazzi dei Product che non ero più straight edge e che mi facevo le canne. Ovviamente cosa non vera, ma da questo a fare la vittima veramente ce ne passa. Ha persino rinfacciato il fatto che ha tatuato alcuni di noi a gratis e quando Dario voleva i master del 10”per ristamparlo nessuno lo avrebbe convocato. Il fatto che lui e Giangiacomo hanno fatto carriera e gli altri sono rimasti dei pezzenti, beh complimenti, ma lui non sà un cazzo di quello che faccio io ora. Mi sembra che si sia fatto pò troppe seghe mentali, anche perché una volta sciolti è sparito, come se non avessimo mai investito 5 anni in un progetto che da subito è partito da una idea di vecchi amici. Lui era parte integrante del gruppo come tutti e ha contribuito non poco alla composizione dei pezzi, quindi mi è sembrata veramente una esternazione esagerata e ripeto priva di fondamento. Poi che devo dire ognuno è fatto a suo modo e Giangiacomo era uno spacca palle davvero notevole, vero GG?!

Come mai ad un certo punto la corsa dei Product e degli Ageing si è fermata?
Sono subentrati problemi e impegni personali, la distanza che ci separava, le solite cose per cui una band si scioglie!

I gruppi in cui hai suonato che tipo di rapporti avevano con il mondo dei centri sociali e l'antagonismo in generle? Se con i By All Means la cosa è scontata, con gli altri due lo può essere stata molto meno...
Beh a questa domanda penso di avere gia risposto prima. Comunque sì, con i By All Means era quasi scontata, mentre con Product e Ageing era più difficile per le cose che ho elencato appunto prima! Sai vedevo tanta gente falsa, solo pronta a criticare per come eri vestito, per cosa mangiavi e cazzate del genere e una volta sciolti i due gruppi mi presi una pausa perché quell’ambiente cominciava a darmi fastidio!

Sei ancora in contatto con i membri dei Product e degli Ageing?
Con i ragazzi dei Product tutti, gli altri degli Ageing sono spariti.

Dei Product mi pare che il solo Dan abbia proseguito con altri gruppi... Li conosci? Degli altri membri sai nulla? Sì, Dan è entrato poi nei No More Fear, grande band e attualmente canta nei Set Me Free. Paolo ha cominciato a produrre una sua marca di ampli, la Breach Amp, Stevo ha appeso il basso al chiodo e il Chris si da alla bella vita, ahahah!

Dopo la fine dei Product hai militato in altri gruppi o hai appeso lo strumento al chiodo?
Sì sì, le mie chitarre hanno sempre suonato. Ho formato con amici della mia zona due gruppi, gli Heart Turns Black e gli Engraved, ora entrambi sciolti.

Ancora oggi segui la scena hardcore... Hai qualche gruppo da consigliarci? La scena italiana la segui?
Hai voglia, la fame di hardcore è insaziabile| Diciamo che sono tornato alle origini, ascolto molta roba anni '80 e tutti quei gruppi nuovi Boston style che stanno uscendo a valanghe. Beh, da consigliare ovviamente i Boston Strangler e i francesi Raw Justice, italiani i miei amici Overdrive Banzai.

Cosa ne pensi di coloro che arrivati alla soglia dei 30/35 anni mollano di colpo?
Che non sono mai stati convinti del tutto di quello che hanno fatto e vissuto!

Credi che l'hardcore possa essere ancora una minaccia o tutto è talmente sdoganato da essere ormai sullo stesso piano del pop o del metal?
Ahahah, ma quale minaccia! Oramai è tutto un calderone. Faccio solo l’esempio dei Terror, gruppo che a me fa cagare (gusti personali): hanno più merch loro che un intero negozio. Questo non è hardcore, è solo business! Forse qualcuno lo ha capito e infatti ora vedi questi nuovi gruppetti che hanno ricominciato a fare demo in cassetta!

Direi che ho concluso... Se vuoi aggiungere qualcosa sei libero di farlo e grazie!
Intanto grazie a te per l’intervista. Vorrei solo dire alle nuove leve di non volere a tutti i costi fare i cloni di altre centinaia di band, di essere più umili e tirare fuori quello che veramente sentite di essere. Ormai tutto è stereotipato, c’è bisogno di passione non solo di suoni spessi! Ciao a tutti!

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