lunedì 20 gennaio 2014

Borys "Crossburn" Catelani (Ripping Storm, Children Of Technology, Barbarian, Robanera).

Barbarian.

Secondo noi è il dio del metallo per eccellenza, oltre che un vero signore. Stiamo parlando di Borys Crossburn" Catelani, da anni nella scena do it yourself metal/punk/hc italiana, prima con gruppi come Disarm, poi con l'etichetta Tetanus, in seguito facendo confluire il tutto con Agipunk, e suonando in gruppi come i Giuda. Ora, nel 2014, il nostro prode è tornato con una nuovissima etichetta, Ripping Storm, e in gruppi come Barbarian, Children Of Technology e Marnero. Spegnete le luci, mettete sù "De Mysteris Dom Satanas" dei Mayhem e lasciatevi cullare dalla notte e dalle sue metistofeliche creature...

La prima domanda che vorremmo rivolgerti è perchè, dopo tanti anni, hai dato il tuo addio ad Agipunk Records. Tetanus, che era poi il nome della tua etichetta/distro prima di fondersi con Agipunk, ci pare sia rimasta in mano all'etichetta bolognese. Come mai non ti sei "portato via" tutto? Ti manca lavorare con Mila e Koppa? Che bilancio puoi tracciare di quegli anni?
Tetanus era nata nel ’94 come micro-fanzine e poi etichetta. La "relazione" con Mila è cominciata nel 2004, poi nel 2006 è diventato un triangolo con l’ingresso di Koppa. Sono stati anni fondamentali direi, per tutto quello che ho imparato, anche dal punto di vista tecnico, e per la qualità delle esperienze condivise con i "soci", non ultimi i Giuda in cui tutti quanti militavamo. Poi subentrano quelle cose tipo "ho bisogno di stare da sola per capire i miei sentimenti", le relazioni finiscono e ci si lascia. Essenzialmente avevo bisogno di trovare i classici "nuovi stimoli" e, infatti, quando ci siamo lasciati avevo già il flirt in corso con la nuova fidanzata, cioè Ripping Storm. Non si è trattato di un calo di motivazione, ma avevo voglia di qualcosa di mio portato avanti alla mia maniera, in Agipunk le strade si stavano un po’ divaricando come è normale che possa accadere dopo tanto tempo. Tutto è stato pacifico, nessuna ruggine e auguro a Mila e Koppa salute e prosperità. Quanto a "Tetanus" ormai era diventato il nome della distro di Agipunk, non è un problema, in ogni caso volevo creare qualcosa partendo da zero (o da tre, come diceva Troisi). Ricordo che quando Mila mi propose l’entrata in Agipunk mi citò il fatto che fare le cose in team è più divertente che farle da soli. E’ sicuramente un modo diverso di lavorare, ma per come sono fatto io lavoro molto volentieri anche da solo.  

Terminata l'esperienza Agipunk sei tornato in pompa magna con l'etichetta Ripping Storm, specializzata in ristampe di leggendari gruppi metal e non. Cosa ti ha spinto a ributtarti a capofitto in una nuova etichetta/distro? E' stato il frutto di una scelta ragionata o ti sei lasciato andare al sentimento? Certo che con le prime due uscite non hai certo scherzato: Slaughter "Meatcleaver demo 1984" e soprattutto quel capolavoro di brutalità che è "Crime Against Humanity" dei Nausea. Come sei entratto in contatto con quei gruppi? Come ti sei organizzato per realizzarli? Il fatto che con Agipunk tu avessi già rilasciato del materiale degli Slaughter ti ha in un certo senso agevolato? Come stanno andando a livello di vendite? Ne sei soddisfatto? La scelta di far uscire come prime release due gruppi così ben conosciuti nel panorama underground ti ha aiutato nel far conoscere meglio l'etchetta? Scommettiamo che stamperai solo in formato vinile...  
Come dicevo prima, la voglia di continuare a maneggiare dischi non mi è mai passata, era solo questione di rivederne le modalità. E nel momento in cui ho cominciato a ragionare sui dettagli di Ripping Storm ammetto che c’è stata un’impennata di entusiasmo, ogni tanto fa bene rimettersi in gioco, in generale dico. L’etichetta è pensata dal punto di vista di chi compra i dischi, cosa non troppo difficile da realizzare viste le cifre che spendo mensilmente... Quindi mi piace curare i dettagli, dalla confezione alle scatole in cui spedisco i dischi tanto per dire, tutte queste cose da fanatici, insomma, ma senza esagerare, non mi piacciono nemmeno le edizioni inutilmente lussuose se questo si traduce in prezzi da richiesta di mutuo, tipo box placcati in platino-iridio con triplo lp a 45 giri perché sia massima la qualità audio di un demo registrato in un bidé vent’anni prima. Rendere disponibile a prezzi ragionevoli materiale raro o fuori stampa è sicuramente una grande motivazione, in realtà non vorrei però che fosse un’etichetta dedicata esclusivamente alle ristampe, l’obiettivo finale è quello di raggiungere un certo "status sociale" in modo da promuovere gruppi nuovi che meritino, piano piano ci arriveremo. Con gli Slaughter ero già in contatto da anni, ancora prima di entrare in Agipunk, con Claudio di Nessuno Schema, che avete pure intervistato, facemmo uscire una tape addirittura nel 2000. I Nausea sono sempre stati un gruppo che ho avuto nel cuore, "Crimes Against Humanity" è nella mia personale top 6 del grindcore di tutti i tempi (dopo "Scum", "From Enslavement To Obliteration", "World Downfall", "Extreme Conditions Demand Extreme Responses" e "Anticapital") (Se non sapete chi sono i gruppi responsabili di questi leggendari album, bhè, colmate la lacuna quanto prima ahahaha, ndr), li ho semplicemente contattati e sono stati subito disponibili, ho fatto poi coincidere l’uscita con il loro tour europeo in modo che avessero materiale da vendere in giro. Sicuramente partire con delle ristampe di nomi conosciuti è un grande aiuto e l’ho fatto di proposito ma, come già detto, gli obiettivi sono più sommi. E comunque sono uscite che stanno andando bene, i bilanci sono in attivo, non rischio il commissariamento insomma. Ah, come hai fatto a capire che farò uscire solo vinile? Hahaha!! (Conosco molto bene i miei polli, ahahahah, ndr).


Per la prossima primavera invece è previsto il ritorno su vinile dei Children Of Technology, gruppo al quale sei legato a doppio filo, visto che presti la tua chitarra. Cosa dobbiamo aspettarci a livello di materiale? Saranno tutti pezzi nuovi? Lo stamperai solo tu o magari sarà un'uscita a due magari con Agipunk?
Il titolo è "Future decay", otto pezzi tutti nuovi. Uscirà in vinile per Ripping Storm, in cd per Hell’s Headbangers e in cassetta per Terror From Hell. Nel momento in cui sto scrivendo abbiamo appena finito il missaggio. Ovviamente lo stile risente un pò del cambio di formazione, sono sempre i Children of Technology ma i pezzi sono mediamente più tirati, meno rockeggianti e più metal forse, in ogni caso sono molto contento di quello che è venuto fuori, ci siamo trovati bene a lavorare insieme e credo che si sentirà. Un po’ di pazienza ancora...  

Sempre parlando di future uscite, dando un'occhiata alla pagina dedicata sul sito web, si può notare che sono in lavorazione anche i vinili di Excidium, Embrionic Death, House Of Husher. Puoi darci qualche succosa anticipazione?
Alcune di queste uscite sono molto in alto mare, non per demerito mio però. Ho altre cose ancora in cantiere, ma per scaramanzia non dico nulla. Scaletta a sorpresa, dai!

Ripping Storm si occuperà solo di gruppi metal/thrash/punk/doom/death oppure allargherai il giro anche al puro hardcore o ad altre sonorità? Hai intenzione in futuro di aprire altre sottoetichette dedicate a generi specifici?  
Niente sottoetichette, voglio dare un’identità ben precisa all’etichetta e il metal è il denominatore comune al momento, poi chissà... Questo non vuol dire che non abbia altri tipi di ascolti, però credo sia importante caratterizzare bene l’etichetta, soprattutto agli inizi.

Le prime tue due uscite sono state stampate in 500 copie, di cui 100 colorate. Come mai hai optato per queste tirature? Ai tempi d'oro la tiratura minima era di 1000 copie. Se ne stampassi così hai paura che una parte ne rimarrebbe invenduta? Oppure eventualmente ti giochi la carta di ristamparne altre 500 copie nel caso andasse bene la prima tiratura?
Oggi è difficile smazzare più di 500 copie, sono altri tempi. C’è meno gente che compra dischi, non voglio che suoni come la solita lamentela rispetto a chi scarica i dischi o li ascolta in streaming, la questione mi interessa relativamente, io mi rivolgo a chi i dischi li compra, però non ha senso riempirsi la casa di scatoloni, 500 è un numero giusto per non ingolfarsi. Certo, se penso che lo split 7” Disarm/Obbrobrio nel 2001 ha avuto due stampe da 1000 copie ciascuna, è vero, direi che erano proprio altri tempi. E’ anche vero che dopo 13 anni c’è ancora gente che sta cercando di sbarazzarsene, hahaha!!

Passiamo ora dalla musica stampata a quella suonata. Tu sei il fondatore e cantante dei Barbarian. Puoi parlarci un pò del gruppo? Avete realizzato alcuni vinili sotto Doomentia Records. Ne sei soddisfatto? Le coordinate del progetto si rifanno a gruppi storici come Venom, Celtic Frost, Hellhammer, Running Wild... Quindi fermi al 1984 ahahahah! Come mai questa scelta stilistica?
Questa cosa del 1984 è un pò per ridere, siamo partiti a fine 2009 ossessionati da Hellhammer e primi Celtic Frost poi, nel tempo, il nostro suono è diventato molto più personale con influenze un pò da tutto il vecchio metal, più o meno estremo (anche Irons, Judas, Manowar… Perché no? Se sono considerati classici ci sarà pure un motivo…), il tutto riletto in chiave nostra che un pò estrema lo è nei fatti. Dopo un demo ristampato in vinile nel 2011 da Doomentia (e in cd da Despise The Sun) abbiamo fatto uscire uno split coi compari messinesi Bunker 66 (vinile e cd Doomentia) e a febbraio 2014 avremo il nuovo “Faith Extinguisher”, sempre Doomentia in tutti i formati, non potevamo trovare etichetta migliore. Intanto abbiamo già materiale nuovo e si suona dal vivo ovunque si possa. Soddisfatto? Si può sempre migliorare dai…

Ultimamente presti pure servizio nei Robanera, con i quali hai registrato il nuovo album. Anche qui se vuoi farci una presentazione del gruppo...
I Robanera sono un gruppo che esiste dal 2009 fondato da Gabriele con cui avevo già suonato nei Disprezzo e nei Giuda. Hanno fatto uscire un Cd nel 2010, poi nel 2012 mi sono aggiunto alla voce ed ecco qua “Meco Discordia”, uscito a fine 2013 in lp (limitato a 300 copie!) con l’aiuto degli amici di Shove, Zas e Deathcrush. Si tratta di musica inquadrabile fino a un certo punto, aleggia lo spirito di Greg Ginn (che è morto anni fa, i nuovi Black Flag sono portati avanti da un suo sosia poco dotato a quanto pare) ma anche quello di Dave Chandler, roba pesante, non necessariamente lenta, e voce brutale. Li ho sempre apprezzati anche da prima di entrarvi in servizio quindi lo definirei un matrimonio felice.

Dulcis in fundo sei pure presente nella nuovissima line up dei Children Of Technology. L'immaginario del gruppo è legato alla fusione tra punk e metal in salsa Mad Max. Come ti trovi a suonare con loro? Ti piace essere immerso in un contesto post atomico dominato da morte e distruzione? Sinceramente siamo molto affascinati dal tuo gruppo, specialmente da Death Lord, il cantante, che è davvero un gran personaggio...  
Ehehe, Death Lord è carismatico. Non ho avuto problemi ad ambientarmi, sia umanamente che musicalmente che “concettualmente”. Non a caso il primo Lp era uscito su Agipunk. L’immaginario post-apocalittico dei Children è un filone che mi ha sempre catturato, a parte i tre Mad Max ci sono bei film come Threads, The Omega Man, Soylent Green, Escape from New York, O-bi O-ba, The Road, The Quiet Earth, Children Of Men, A Boy And His Dog… Poi libri, fumetti… Morte e distruzione in tutte le salse (recentemente ho letto Dr. Bloodmoney di Philip Dick, bellissimo). Noi cerchiamo di essere la controparte musicale.

Tu sei sempre stato in bilico tra il punk ed il metal, prendendo il meglio dai due. Cosa ti ha affascinato del lato punk e di quello metal?
Il mio primo disco metal vero e proprio (escludiamo “The Final Countdown”, anche se le chitarre distorte ci sono pure lì…) è stato “And Justice For All”, rimasi impressionato (a vita a questo punto) dall’aggressività musicale, dai testi scuri (avevo 13 anni), e proprio i Metallica sono stati l’input a prendere la chitarra in mano. Il mio primo disco punk invece è stato “Fresh Fruit For Rotting Vegetables”, da lì ho capito che i testi potevano trattare intelligentemente la realtà più vicina e con il punk italiano (Wretched su tutti) ho imparato come questo potesse essere fatto in maniera radicale, oltre ad aver imparato del senso dell’autoproduzione. Le mie radici sono qui, anche se poi negli anni ho imparato tante altre cose in altri ambiti musicali. Se cito gli Einstuerzende Neubauten divento snob? Ormai l’ho fatto…

Barbarian.

Dal punto di vista strettamente culinario ci pare tu sei vegan, correggici se sbagliamo. Volevamo chiederti come ti trovi a portare avanti questo tipo di dieta e perchè hai deciso di seguirla? Soprattutto in relazione al contesto prettamente metal in cui ti muovi, che di sicuro non è mai stato (a parte alcuni casi) molto aperto nei confronti di queste scelte...
Esatto, vegetariano da 19 anni e vegano da 15. Mai avuto problemi, ripensamenti o malori, sto proprio bene! Per farla breve, visto che si può tranquillamente vivere senza approfittare degli animali non vedo perché non farlo. Nei limiti si cerca di approfittare il meno possibile pure degli umani. E anche prescindendo un attimo da tutto questo sto molto attento a quello che mangio per un discorso di salute. E mi piace cucinare, quindi sono a posto. Il contesto non mi interessa, porto avanti la mia scelta senza pretese evangelizzatrici e con molti scatolini col pranzo da casa. L’Italia, come tanti altri posti, non è molto vegan-friendly, quindi anche la scena metal e, ti dirò, in egual misura anche quella punk attualmente. Sono molto lontani i tempi in cui le cene pre-concerto erano vegane di default. Vegani, soprattutto, ma anche vegetariani sono una minoranza ormai, uno degli aspetti della perdita di contenuti da parte di una scena che ha sempre preteso, a torto o a ragione, a seconda dei casi, di averne in abbondanza. Essere vegani è oggi un qualcosa di molto più overground, un modo per essere snob per qualcuno, una sorta di religione per qualcun’altro (anche attivisti), col risultato di trovarsi di fronte spesso il sussiego se non l’ostilità da parte degli "onnivori". Se la piazza di Facebook può essere in qualche modo rappresentativa di tutto ciò c’è veramente da mettersi le mani nei capelli.  

Sappiamo che quando le tenebre vengono spazzate via dalla luce del giorno, tu sei un insegnante. Nello specifico, di cosa? Ti piace quello che fai? Come vedi dal di dentro il sistema scolatico italiano e cosa ci sarebbe da fare nel migliorarlo? I tuoi alunni sanno di come impieghi parte del tuo tempo libero?
Certo, ogni tanto sacrifico anche qualche alunno squartandolo su un altare dedicato al Capro Malefico. Del resto sono sempre vestito uguale, sul palco o al supermercato, quindi sto tranquillamente in mezzo ai bambini con magliette dei Genital Deformities. E oltre ai bambini lo sanno anche i genitori, ma nessuno mi ha mai fatto problemi, si vede che sono folkloristico, o magari qualcuno mi considera anche un buon insegnante e ci passa sopra, chissà. Comunque, sono insegnante di Scuola dell’Infanzia da parecchi anni, quindi palleggio marmocchi dai 3 ai 5 anni. Credo che sia uno dei pochissimi lavori (intesi come prostituzione del proprio tempo libero per campare) che sono in grado di fare con una certa soddisfazione, c’è ancora abbastanza libertà d’azione, anche in paragone al grado successivo della Scuola Primaria, quindi c’è la possiblità di metterci del proprio in un ambito fondamentale quale la formazione. E con bambini di quell’età si instaura un rapporto molto diretto e spontaneo come è molto più difficile con gli adulti, quantomeno difficile per me, è terapeutico. Non mancano le difficoltà, gestire da soli 28 bestie possedute dal demonio non è cosa da poco, aver a che fare con genitori ansiosi che non hanno una straccio di idea su come crescere un figlio è ancora peggio, ma sono ancora vivo. Il sistema scolastico italiano in sé è in agonia, sopravvive grazie alla buona volontà dei singoli e alle loro eventuali capacità personali, ma il sistema offre sempre meno. Se dal versante politico una volta era visto come luogo di indottrinamento o di riproduzione di status quo sociali e come tale terreno prezioso, negli anni è diventato sempre di più una palla al piede da cui disinvestire in quanto “azienda” priva di profitto immediato. Al massimo diventa ambito di intervento lobbystico, vedi i finanziamenti alle scuole private/cattoliche quando nelle Scuole dell’Infanzia Statali non ci sono nemmeno i fogli e i pennarelli per colorarli (non è un’iperbole), oppure si studia sempre il modo più efficace per asservire la scuola all’"impresa". Oltretutto non giova la scarsa considerazione, a livello di sentire comune, di cui gode il grado di scuola in cui lavoro, siamo visti spesso come baby sitter pagati (anzi, pagatE, i colleghi maschi sono una rarità) fin troppo bene, per la cronaca quanto un operaio. Con le risorse al lumicino mi sembra già miracoloso che dal punto di vista dell’innovazione pedagogica e della formazione degli insegnanti qualche passo avanti sia stato fatto (sto parlando di Scuola dell’Infanzia in questo momento), ma siamo ancora lontani dalla situazione ottimale che mi immagino. Comunque faccio sentire un sacco di musica ai miei bambini così da grandi compreranno tanti dischi. Mi hanno detto che i Messiah sono la musica dei diavoli e che gli Infest hanno i pezzi tutti uguali, li ho sentiti cantare gli Einstuerzende Neubauten e ancora attendo responsi sugli Irons. Però non mi hai chiesto se qualche mamma mi ha mai fatto qualche avance (Questo te lo chiederemo in separata sede, non credere ahahahaha, ndr).  

Negli anni '90 hai cominciato ad affacciarti nel panoramo punk/metal/hardcore con la tua etichetta/distro Tetanus e il tuo gruppo Disarm. Cosa ti ricordi di quei giorni, dove magari tutto era più nuovo ed eccitante? Quelle esperienze ti sono servite per arrivare al punto a cui sei oggi? Guardandoti indietro cosa rimpiangi di quei giorni andati?  
Più che altro rimpiango di non aver fatto le cose in maniera un po’ più professionale ma avevo molta voglia di fare, quasi nessuno con cui condividere la mia voglia e mi sono sempre buttato sfruttando quel poco di cui madre natura mi ha dotato. Così c’erano i Disarm, ma anche i Forgotten Kadath, gli Atropos, e dopo gli Unsung e, dagli inizi 2000, pure i Groebelar. Col senno di poi quindi penso a vagonate di peccati di ingenuità (per non dire cazzate…), però in questo modo pare si cresca e ci si formi, non che adesso sia arrivato da qualche parte in particolare, ma c’è chi è messo peggio di me. Tutto più nuovo ed eccitante una volta? Sicuro, quando manca l’esperienza è sempre così, col passare degli anni le motivazioni vanno cercate un pò più dentro che fuori, sono diventato un po’ più cinico in generale ma sono sempre qua. Il rimpianto enorme è il non aver comprato allora quei dischi che oggi invece cerco e che costano un patrimonio, sono un coglione…  

Dando un'occhiata alla scena hardcore/punk/metal italiana di oggi, come ti sembra? Quali sono i gruppi che raccomanderesti ai nostri lettori?
I gruppi non ci sono mai mancati. Ammetto che in ambito punk/hc è da un po’ che non trovo qualche gruppo che riesca ad attirare la mia attenzione per più di tre minuti. I concerti non mancano, i dischi escono, c’è fin troppa abbondanza con un livello qualitativo che fa sù e giù però. Ci sono molti gruppi sopravvalutati per la cronaca, ma chi se ne frega alla fine. In ogni caso mi sentirei di raccomandare Bunker 66, Saturnine, Extirpation, Terrorsaw, Hatred, Nudist, La Cuenta, Noia, Kontatto, Horror Vacui, Undead Creep, Sickening, Morbo, Fuoco Fatuo, Restos Humanos, Mass Idolatry, Occultator e qualsiasi gruppo abbia Pulce in questo momento (garanzia di qualità, sempre ndr). Sicuramente c’è altro che mi dimentico o che non conosco proprio.

Col passare degli anni, in ambito do it yourself, si è giunti ad un grado molto alto di qualità nelle registrazioni e uscite discografiche. Non è raro poi vedere i vinili accompagnati da adesivi, toppe e booklet graficamente e dal punto di vista della stampa curati in maniera maniacale. Tutto questo effettivamente può dare un aiuto nel vendere i vinili rendendoli più appettibili per l'acquirente?
Nel nostro piccolo valgono le leggi di mercato, c’è sicuramente una fascia di persone che vengono catturate in questo modo, un disco curato sotto tutti gli aspetti è sicuramente uno sforzo molto apprezzabile. Esiste poi una soglia oltre la quale si entra nel patologico delle manie collezionistiche, del possesso che diventa più importante della fruizione dei contenuti. Dal lato di chi i dischi li produce si rischia di finire, in maniera corrispondente, nel marketing più becero. E’ una zona grigia, se qualcosa aiuta a far girare i dischi perché non approfittarne? Però quando vedo certe edizioni farcite di gadget inutili e a prezzi stellari, come dicevo prima, beh, mi faccio da parte. La musica significa ancora di più per me rispetto ai dildo col calco dei propri cazzi allegati al disco (i Rammstein l’hanno fatto…) (Dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, di essere un gruppo del cazzo, ndr).
Il fatto che negli ultimi anni il metal sia entrato in ambienti prettamente punk e hardcore ha sì portato nuovi gruppi e nuova gente ai concerti, però ha anche portato attitudini molto distanti da quello che dovrebbero essere i concetti base. Cosa ne pensi?
Sicuramente la scena metal non è mai stato questo baluardo imprenscindibile della riflessione e dell’impegno socio-politico, le eccezioni certo non mancano ma la musica è sempre stato il campo principale d’azione. D’altra parte anche nella scena punk/hc quelli che sono i concetti base, come li chiamate, spesso sono indossati come un’uniforme piuttosto che vissuti nella sostanza. Al massimo ci si è crogiolati nell’illusione di fare politica attraverso la musica, cosa riuscita storicamente forse solo ai Crass. I più illuminati si sono "accontentati" di produrre musica politicamente che è già un traguardo molto più raggiungibile. Per fare politica in senso stretto ed efficace gli strumenti sono altri a mio parere. Credo che la questione sia molto più generale, non c’entra il metal quanto una generale superficialità nell’approcciare idee e comportamenti. Siamo nell’era del'indigestione delle informazioni, tutto è aleatorio, si vive nel presente mentre un’attitudine costante o un’impegno presuppongono una sguardo verso il futuro, una progettualità insomma. Per farla breve, anche senza il metal a "infettarlo" (cosa che peraltro avviene da trent’anni), trovo il punk/hc attuale povero di contenuti, focalizzato su musica, look, divertimento… Nulla di male, constato e non accuso, basta non pretendere il contrario. Probabilmente è vero invece che è il giro metal ad essersi arricchito, come con la NWOBHM a inizi anni ’80 nei fatti l’autoproduzione è molto diffusa, tanto per dirne una.

Facebook e Bandcamp sono ottimi veicoli per farsi conoscere in maniera gratuita e davvero veloce. Con la tua etichetta ed i tuoi gruppi siete presenti su queste due piattaforme? Hanno portato un aumento dei tuoi contatti e della visibilità delle tue attività?
C’è poco da fare, la vita della maggior parte delle persona ruota intorno a internet e a Facebook in particolare, è il modo più semplice per comunicare e, attraverso l’interazione coi vari Bandcamb, Soundcloud, Reverbnation o chi per loro, il modo più efficace per far girare notizie e musica. Quindi pure io ne faccio uso ovviamente, non c’è motivo per il contrario. Poi se vogliamo affrontare un discorso più generale sull’impatto delle nuove tecnologie sulla "scena", in linea generale alla disponibilità gratuita e immediata di ogni genere di informazione e musica, ottima cosa, si associa una superficialità dell’approccio e un’aleatorietà dei contenuti come dicevo prima. Può sembrare il solito discorso da vecchio snob, ai vecchi tempi bisognava sbattersi a dismisura anche solo per avere una registrazione su cassetta, ma è un dato di fatto che le cose ottenute con fatica assumono un valore più grande, quelle ottenute senza sforzo invece vengono invece abbandonate più facilmente a favore di altre nuove. Quindi tutto il sovraccarico di informazioni si traduce in persone meno motivate che spariscono da un giorno all’altro verso nuovi lidi, è difficile vendere loro dei dischi, eh! Non è semplicemente perché li scaricano...

Che consigli daresti a chi voglia cimentarsi in un'etichetta distribuzione di questi tempi?
Fare tutto con cura, prestare massima attenzione a tutti i dettagli, crearsi una propria identità, sbattersi, sbattersi, sbattersi, e magari non basta nemmeno. Ah, e sbattersi.

Crediam sia tutto... Grazie del tuo tempo e aggiungi ciò che vuoi!  
Grazie a voi per esservi sforzati nel tirare fuori delle domande sensate!

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