mercoledì 5 febbraio 2014

Rise After Defeat.


Rise After Defeat sono un validissimo gruppo proveniente dalla Sardegna, il cui nuovo lavoro "Adrift" è uscito qualche tempo fa per l'attivissima etichetta Strikedown Records. I nostri si cimentano in unj potentissimo crust hardcore venato di black e metal, in cui il chaos regna sovrano. LI abbiamo raggiunti con qualche domanda!

Il vostro suono è un incrocio tra crust, metal e hardcore. Quando avete deciso di cominciare a suonare, quanto ci avete messo per focalizzare il modo di fonderli assieme dando vita al suono che avete oggi?
Ciò che facciamo è una evoluzione naturale di noi stessi, non è stato pianificato, abbiamo deciso di scrivere un disco, e “Adrift”, è quello che è uscito unendo le nostre 4 teste.

"Adrift" è il vostro esordio sulla lunga distanza. Come è nato? Ne siete soddisfatti?
Come detto nella risposta precedente non è stato pianificato. All'ultimo cambio di line up, abbiamo deciso che avremmo scritto un disco prima di cimentarci in tour e imprese varie, così da dicembre 2012 a maggio 2013 siamo stati in sala a scriverlo, a giugno l'abbiamo limato, e a luglio siamo entrati in studio a registrarlo.

Grande cura è stata riposta nel creare la grafica del disco. Come si è sviluppata? Credete che sia la degna rappresentazione visiva del vostro suono? Chi ha curato il disegno di copertina^ Quale significato nasconde?
Il concept dell'artwork del disco era un idea che ci balenava in testa da parecchio, così abbiamo deciso di lavorare con un nostro vecchio amico, Mirko Masala di Gastow Design. Con Mirko ci conosciamo da anni, ma non avevamo mai avuto l'occasione di lavorare assieme, quindi abbiamo preso la palla al balzo e deciso che sarebbe stato lui a sviluppare la nostra idea. Logicamente nostra è stata l'idea di base e suo il modo di svilupparla e ciò che né è derivato.

A livello di registrazione siete soddisfatti? Magnus Lindberg ha curato la masterizzazione finale del tutto. Come vi siete trovati a lavorare con lui? Ricordiamo che suona nei Cult Of Luna e quindi non è un novellino...
Siamo abbastanza soddisfatti, non solo per Magnus ma anche per Roland del Die Tomensterei Studio di Oldenburg che ha curato il mixagggio (per chi non lo conoscesse è colui che registra/va Alpinist At The Dagger Drawn, Lighthouse) mentre le prese sono state fatte al Sonus Ville studio di Willy Cuccu, grande tecnico anche lui, che ci ha seguito passo passo per fare in modo che questo disco suonasse il più naturale possibile. Tutti e tre sono dei professionisti, quindi ci siamo trovati a nostro agio nel lavorare con loro ed accettare i loro consigli.


Il vostro suono è claustrofobico, compresso e frutto dell'amalgama di alcuni dei generi musicali più estremi in circolazione. Quali sono i gruppi che vi hanno influenzato di più?
Nella band siamo in quattro, e tutti e 4 ascoltiamo di tutto, quindi onestamente non vi saprei dare una risposta che vada bene per tutti.

L'essere di Cagliari quanto può essere limitante per un gruppo come il vostro? Che tipo di difficoltà incontrate nell'organizzare un tour? Ci sono dei posti validi dalle vostre parti per suonare?
Vivere su un isola e voler andare in giro a suonare con la band in Italia o all'estero in generale è un problema certo, ma se vuoi andare un modo lo trovi sempre, nulla è impossibile, bisogna semplicemente capire quanto si è disposti a sacrificare e/o a sbattersi per farlo. Per quanto riguarda il suonare in Sardegna vi posso dire che ci sono un bel po' di valide venue sparse per l'isola, e se si organizza bene escono concerti memorabili.

Parlateci un pò della vostra esperienza di tour all'estero. Che paesi avete toccato? A livello organizzativo che differenze avete riscontrato rispetto all'Italia? Come siete stati accolti? Gli stranieri comprano di più ai concerti rispetto ai vostri compatrioti? Abbiamo visto dal vostro sito web che avete in cantiere un altro tour a breve...

Abbiamo suonato un po' ovunque in europa, Svezia, Danimarca, Germania, Belgio, Olanda, Francia, Repubblica Ceca, Polonia, Austria, Svizzera etc. A livello organizzativo dipende, è inutile fare di tutta l'erba un fascio e dire che ovunque tranne che in Italia è meglio, possiamo dirti che nella maggior parte dei casi, a livello di approccio con il pubblico, con i promoter, con le venue e tutto ciò che riguarda l'organizzazione di un concerto la vivono diversamente, sei trattato da "ospite" e non da persona a cui chi ha organizzato il concerto sta facendo un favore. Non ci sentiamo in diritto di dire che in Italia tutto fa schifo anche perché conosciamo un sacco di persone e di amici che come noi si sbattono per suonare e organizzare concerti validi, ti possiamo giusto dire che le nostre esperienze in Italia non sono minimamente paragonabili a quelle fatte all'estero. A febbraio saremo di nuovo in tour in europa per promuovere “Adrift”, e per la prima volta in assoluto suoneremo anche 4 date in Inghilterra.

I vostri testi di cosa parlano? Da cosa traete ispirazione per scriverli? Traiamo ispirazione da qualsiasi cosa ci riguardi, principalmente parliamo di nostre esperienze, della nostra vita, delle cose che ci tormentano, che possono essere esperienze personali o temi sociali e politici... Le mettiamo su carta e cerchiamo di metaforizzarle in modo da lasciarle interpretare al lettore/ascoltatore.

Dando un'occhiata alla vostra pagina Facebook mettete nero su bianco che non tollerate comportamenti fascisti e sessisti. In Italia sembra invece che siano fin troppi a permetterli. Cosa ne pensate?
Pensiamo che sia triste ma vero. Chiunque ascolti punk non può tollerare un certo tipo di idee, e se le tolleri o le condividi vuol dire che non hai capito un bel niente di quello che ascolti, o meglio, che per te è solo musica e questo non è accettabile. Il punk e l'hardcore nascono come idee e non come generi musicali, e anche se la musica muta e continuerà a mutare nel tempo, le idee rimangono le stesse.


Domanda d'obbligo: come avete vissuto la tragedia dell'inondazione di parte della Sardegna? Ne siete stati coinvolti personalmente? Lo Stato ha effettivamente lasciato solo il popolo sardo nell'affrontare questa catastrofe? Come mai secondo voi c'è sempre così poca prevenzione nei confronti di questi disastri molte volte annunciati?
Noi siamo di Cagliari (Costa Sud della Della Sardegna), di conseguenza la nostra zona non è stata particolarmente colpita a differenza del centro e nord-est Sardegna. In quelle zone ci sono migliaia di persone che hanno perso tutto quello che avevano. Per quanto riguarda l'ultima parte della domanda, potremmo aprire un dibattito socio-politico infinito, ma non mi sembra il caso.

Com'è la situazione economica dell'isola in cui vivete? Immaginiamo che voi tutti abbiate un lavoro al di fuori del gruppo...
E' esattamente come in moltissime altre parti del mondo, ovvero non ci sono mezze misure, o hai soldi, o non ne hai. Tutti e 4 abbiamo viaggiato abbastanza nella nostra vita da poter dire e valutare, al contrario di chi non è mai uscito da qui che le cose funzionano solo se le vuoi far funzionare, logicamente si incontrano difficoltà maggiori, in tutti i campi. Al momento comunque siamo tutti e 4 disoccupati e stiamo sopravvivendo arrangiandoci, chi con l'etichetta, chi con lavoretti saltuari, chi con il suo studio/salaprove.

Abbiamo concluso. Grazie del vostro tempo e se volete aggiungete pur ciò che volete...
Ciao e grazie a voi per tutto. Per chi interessato a seguirci potrà trovare tutto riguardo a news, concerti etc etc sul nostro sito o sulla nostra pagina Facebook.

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