giovedì 27 marzo 2014

Cripple Bastards.


"Nero In Metastasi" è il nuovissimo album di un gruppo che credo non abbia bisogno di presentazioni, ovvero i Cripple Bastards. Con tenacia e costanza i nostri si sono ritagliati uno spazio molto importante all'interno della scena estrama mondiale. Ho sempre creduto che relegarli ad un mero gruppo grind core fosse molto riduttivo. Il mondo che dipingono nella loro musica mi ha sempre affascinato sin da quando venni a conoscenza della loro esistenza nella prima metà degli anni '90, sia dal punto di vista prettamente musicale/lirico sia da un punto di vista squisitamente visivo (non a caso la mia copertina preferita è quella del loro split con i Violent Headache del 1993). L'ultimo album è uno dei miei ascolti preferiti di questo periodo (soprattutto il pezzo "Splendore E Tenebra, secondo me l'apice della produzione dei nostri nonchè ponte di collegamento con quello che la band ha in serbo per il futuro) e quindi mi è sembrato logico intervistare il bassista Andrea. Buona lettura!

Il vostro recente tour in Giappone ed Australia si è concluso da poco. Come l'avete organizzato? Come ti sei trovato? Che tipo di accoglienza avete ricevuto? A livello organizzativo che impressioni hai avuto? Che differenze hai riscontrato tra il modo di lavorare italiano ed europeo e quello giapponese e australiano? Quali sono le date che ti sono piaciute di più? Qualche gustoso aneddoto da raccontarci?
L’idea del tour in Giappone e Australia è nata dopo la richiesta di Curby / Obscene Productions di suonare come headliner ai due festival Obscene Extreme Asia e Australia che stava organizzando a Tokyo e Melbourne. E’ sempre stato un po’ il sogno di tutti quello di suonare in Giappone quindi abbiamo preso la palla al balzo per organizzare le date restanti a Osaka, Nagoya e Yokohama con il supporto di Curby e Takaho / Unholy Grave e, visto che eravamo “in zona”, abbiamo deciso di approfittarne aggiungendo un paio di concerti a Sydney e Canberra per riempire i giorni liberi tra un festival e l’altro. L’accoglienza è stata molto buona e ci siamo trovati benissimo sotto l’aspetto organizzativo, grosse differenze con il modo di lavorare italiano ed europeo non ce ne sono, se le cose vengono fatte con passione riescono alla grande ovunque. Personalmente i concerti che ho preferito sono stati quello a Yokohama, dove abbiamo suonato al leggendario Bar El Puente stipato al massimo con pubblico preso benissimo e le date all’Obscene Extreme Asia di Tokyo davanti a una platea veramente invasata.

Il nuovo album dei Cripple Bastards “Nero In Metastasi” è uscito da pochissimo ma è entrato di prepotenza tra le “uscite calde” di questo primo scorcio di 2014. Il disco è veramente potente e ottimamente strutturato. Ne sei soddisfatto? Che tipo di approccio avete attuato per scriverlo? E' stato più o meno faticoso portarlo a termine rispetto alle uscite passate?
Mi fa piacere che il nuovo disco ti sia piaciuto, io ne sono pienamente soddisfatto perché è uscito esattamente come volevamo e fotografa alla perfezione quello che sono i Cripple Bastards oggi. L’approccio alla composizione è stato molto simile a quello adottato per il precedente “Variante alla Morte”, partendo dai riff di chitarra di Der Kommissar si lavora insieme in sala prove sulla struttura e gli arrangiamenti e infine si adattano i testi. A questo giro abbiamo lasciato da parte le influenze più death metal, l’accordatura ribassata concentrandoci sul nostro lato hardcore, sulla velocità e la precisione.

Relapse Records è la vostra nuova etichetta. Come siete entrati in contatto con essa? Sei soddisfatto del loro modo di lavorare e di promuovere il vostro disco? Addirittura hanno masterizzato il vinile in una maniera particolare per esaltarne tutto il potenziale... Non mi pare che sia una cosa che tutte le etichette fanno...
Con Relapse ci conosciamo da una vita e il vecchio co-proprietario Bill Yurkiewicz è sempre stato un supporter dei Cripple Bastards, eravamo già stati vicini a trovare un accordo con loro anni fa ma poi al nostro posto scelsero i Regurgitate. Nel tempo siamo rimasti in contatto e nel 2006 abbiamo cominciato a collaborare con l’uscita di uno split 7” per poi approdare definitivamente al loro roster dal 2012. A livello di produzione dei supporti e di promozione hanno fatto e stanno continuando a fare un lavoro eccellente, sotto questi aspetti, dopo tanti anni, è sicuramente la miglior etichetta con la quale abbiamo lavorato e speriamo che l’intesa continui anche per i prossimi album.

Nei prossimi mesi sarai impegnato in vari concerti in giro per l'Europa per poi partire per gli Stati Uniti. Ci siete già stati altre volte. Che tipo di accoglienza avete avuto e cosa ti aspetti questa volta? Il pubblico americano è più "difficile" rispetto a quello europeo? Nel vostro primo tour mi pare che incontraste alcuni problemi nella data all'ABC NoRio di New York...
In America l’accoglienza è sempre stata molto positiva, nel tempo ci siamo costruiti una buona base di pubblico che ci segue e supporta costantemente. A maggio sarà la quinta volta che ci torniamo, suonando nuovamente al Maryland Death Fest, che è un evento ormai collaudato e organizzato egregiamente, e con un disco nuovo su un’etichetta americana, prevedo che andrà benissimo. Faremo anche una data di riscaldamento a Brooklyn con gli Hooded Menace quindi sarà sicuramente un bel macello! Dall’episodio dell’ABC No Rio sono passati ormai più di 10 anni, a dir la verità non fu poi questa gran cosa, principalmente la dimostrazione che i preconcetti e la mentalità parrocchiale di chi vede e vive musica e vita in un modo diametralmente opposto al nostro, incompatibile, non conosce confini. Non avrebbero dovuto proporci di suonare, e noi non avremmo dovuto accettare, altri tempi.

La mia impressione è che i Cripple Bastards con quest'ultimo disco siano diventati una creatura meschina e subdola, i cui testi giocano molto sulle metafore... Mi spiego meglio: se con i dischi precedenti sbattevate in faccia all'ascoltatore l'odio e il disprezzo e la vostra visione delle cose, ora invece questi elementi sono filtrati in maniera molto più discreta... Ma il risultato fa ancora più male di prima...
Mah... Sinceramente non trovo niente di meschino e subdolo nei Cripple Bastards e nel nostro approccio lirico, direi anzi che ci ritroviamo proprio nell’opposto, nell’esprimerci in maniera sincera e diretta. Concordo invece con te sul fatto che negli anni la forma possa esser diventata più ricercata, ma i messaggi rimangono sempre chiari ed inequivocabili.

Il gruppo esiste da alcuni decenni, ma tu sei entrato molto dopo la sua creazione... Quando precisamente? Come è avvenuto l'incontro? Li hai sempre apprezzati?
Sono in organico dal 1998, a 10 anni dall fondazione del gruppo, poi nel ‘99 è entrato il batterista Al Mazzotti e nel 2000 Der Kommissar alla chitarra costituendo, insieme ovviamente Giulio che è l’unico membro fondatore rimasto, la line-up che si è mantenuta inalterata fino all’introduzione l’anno scorso del nuovo chitarrista Wild Vitto. Ho conosciuto i Cripple Bastards intorno alla metà degli anni ’90 quando cominciai ad avvicinarmi al giro hardcore/punk nazionale e divennero subito uno dei miei gruppi preferiti, cominciai a seguirli costantemente, a organizzargli concerti dalle mie parti e diventammo subito amici. All’epoca suonavo la batteria negli Entropia e capitava abbastanza spesso di dividere il palco, nell’estate del ‘98 organizzammo insieme un tour in Europa orientale nel quale io sostituii in emergenza il loro bassista che li aveva mollati appena prima di partire, rientrati dal tour entrai formazione in pianta stabile, sono passati 16 anni.

Al concerto di supporto agli M.O.D. avete introdotto un secondo chitarrista. Come mai questa scelta? Come vi trovate con lui e come l'avete reclutato? In termini di impatto sonoro il gruppo ne ha tratto giovamento? Per il futuro dobbiamo aspettarci un suono più complesso ed intricato rispetto al passato?
L’idea di incorporare un secondo chitarrista ha cominciato a farsi strada già all’epoca di "Variante Alla Morte" quando Der Kommissar si mise ad arrangiare in studio una seconda chitarra su alcuni pezzi che poi per forza di cose dovevano essere riproposti dal vivo in forma semplificata ed anche per la voglia di avere a bordo un altro partner costante e ispirato a livello compositivo, ma per diverse ragioni tutto rimase lettera morta, non è semplice incorporare un nuovo elemento in un’unità all’epoca molto compatta e rodata da quasi 10 anni. Tra l’uscita di "Variante Alla Morte" e l’inizio della stesura dei pezzi di "Nero In Mtastasi" abbiamo stretto una profonda amicizia personale con Wild Vitto, ottimo chitarrista che già conoscevamo essendo nostro coetaneo e concittadino, e quando si è trattato di cominciare a dar forma ai nuovi brani che erano molto più strutturati che in passato e lasciavano spazio all’inserimento di soluzioni per noi inedite, è stato quasi naturale coinvolgerlo. Il suo apporto è stato talmente entusiasmante che abbiamo deciso di registrare con lui il disco ed incorporarlo definitivamente nel gruppo. Sul palco poi il suono con due chitarre è sicuramente più aggressivo e pieno e finalmente riusciremo a riproporre dal vivo tutti i pezzi come sono stati pensati e registrati. Per quanto riguarda il futuro, come abbiamo sempre fatto, i pezzi dell’ultimo album saranno la base su cui lavorare per migliorare e proporre qualcosa di originale senza snaturare la nostra matrice, che rimane assolutamente grind.

I Cripple Bastards sono sempre stati un gruppo “scomodo” per via di certe posizioni espresse. Tu come la vedi? Ti ha mai pesato ciò? Addirittura c'è gente che ancora pensa che siate dei nazi, anche se tu in passato hai organizzato molti concerti al Csa Dordoni di Cremona... Credi che tutto questo parlare abbia prodotto alla fin fine il risultato contrario che i vostri detrattori volevano?
Sicuramente i Cripple Bastards sono sempre stati un gruppo molto originale e personale, che non si è mai uniformato al “pensiero unico” di determinate scene, correnti e circoscrizioni hardcore/metal. Dopo tanto tempo siamo ancora qui, molti accaniti detrattori sono come evaporati, lasciando a volte il posto a nuove generazioni di caproni che ne ripetono la stessa vecchia canzone imparata a memoria, senza nemmeno sapere bene da dove nascono alcune controversie. Ognuno nel gruppo ha la sua vita e la sua storia, la mia per tanti anni è stata molto legata a quella del C.S.A. Dordoni e non limitatamente all’organizzazione di concerti, chi associa il nome Cripple Bastards all’“essere nazi” non sa oggettivamente di cosa sta parlando, frasi standard, ascoltate e ripetute, senza sostanza.

Un pezzo del vostro nuovo album parla di booking agency in termini non proprio entusiasti. Avete avuto problemi in tal senso? Non credi che oggi si tenda a creare agenzie di concerti solo come passatempo, senza aver minimamente idea di come mandare avanti la cosa e collezionando figuracce una dietro l'altra? Voi avete una booking agency che vi segue?
Penso che ogni gruppo nella sua carriera abbia avuto problemi con booking agency e promoter vari, noi ovviamente non siamo da meno, anzi... Potremmo tranquillamente scrivere un intero saggio solo su questo argomento! Nel mondo musicale c’è un microcosmo di personaggi accessori che si improvvisano promoter, agenti, manager, discografici ma che all’atto pratico non fanno altro che intasare ulteriormente una realtà già congestionata senza apportare niente di utile e costruttivo. Per questo non ci siamo mai accasati presso nessuna booking agency preferendo gestire tutto quello che riguarda i Cripple Bastards direttamente, con l’esperienza e le conoscenze accumulate negli anni. Va detto che comunque ci sono parecchie agenzie e promoter validi con i quali nel tempo abbiamo sempre lavorato benissimo, quindi non è detto che in futuro questo assetto non possa cambiare.


Il fatto che Giulio (cantante e fondatore del gruppo) abbia F.O.A.D. Records può essere una spinta in più nel far circolare il nome dei Cripple Bastards?
Sicuramente il fatto che Giulio e i ragazzi della F.O.A.D. siano costantemente attivi sulla scena musicale con un’ottima etichetta molto prolifica e una grossa distribuzione aiuta a dare maggiore visibilità anche ai Cripple Bastards, che comunque vivono di vita propria. Il lavoro di Giulio è poi da considerarsi assolutamente essenziale anche a livello di distribuzione del nostro materiale ed organizzazione dei nostri concerti, in quanto dover agire nel sottobosco di cui sopra sicuramente non è certamente cosa da poco.

Negli ultimi anni vi si è visti molto di più nel giro metal più che in quello punk hardcore. Come ti trovi a suonare in quel contesto? Il pubblico metal come ti pare? E' stato un cambiamento voluto oppure è stato un passaggio naturale?
In realtà secondo me suoniamo in un contesto più neutro, il pubblico dei Cripple Bastards è sempre stato molto eterogeneo viste le molteplici influenze che caratterizzano il nostro stile e quindi ai nostri concerti c’è sempre gente di entrambe le scene. Magari negli ultimi anni abbiamo raccolto più pubblico metal che prima era più tradizionalista e intransigente verso la nostra proposta, ma la maggior parte del nostro pubblico hardcore non ci ha mai abbandonato.

Riesci a vivere con il gruppo oppure hai anche un lavoro "regolare"? Credi che in Italia sia possibile vivere di musica?
Non vivo di musica, come tutti nel gruppo ho anch’io un lavoro “regolare”, è impossibile vivere di musica suonando grind a livello underground in qualsiasi parte del mondo, non solamente in Italia.

I concerti dei Cripple sono molto fisici, soprattutto nella risposta del pubblico. Ci sono stati dei momenti in cui ti sei ritrovato in situazioni pericolose per la tua incolumità fisica?
No mai, nonostante la fisicità del nostro pubblico e tutti i concerti senza palco che abbiamo suonato con oggetti e persone che volavano a destra e a manca non ci sono mai state situazioni pericolose per la nostra incolumità fisica, siamo ancora qui, nel bene e nel male.

Quali sono i tuoi ascolti recenti? Hai qualche gruppo da consigliare ai lettori di Forthekidsxxx?
Le ultime uscite che ho macinato di più recentemente sono state quelle di Lack of Interest, Shining, Melt Banana, Propagandhi, Deathspell Omega, Gridlink, Vektor, Motorpsycho, Exhumed, Soap & Skin e The Devil’s Blood, anche alcuni “ritornati” come Swans, Carcass e Saint Vitus hanno fatto dei dischi piacevoli che ho ascoltato abbastanza, nonostante non aggiungano niente di nuovo a quanto già detto in passato.

Come vedi la situazione musicale estrema nel nostro paese? A me sembra (almeno da ciò che ho potuto vedere) che l'interesse sia vivo, anche se spesso si ferma alle magliette e alle toppe, mentre di vinili se ne comprano pochini... Tu invece di vinili ne acquisti in quantità industriali o preferisci centellinare per goderteli appieno?
In Italia ci sono parecchi gruppi notevoli, le ultime uscite di Mombu e Forgotten Tomb sono fenomenali, poi The Secret, Misantropus, Ed, Doomraiser, Carlos Dunga, Wertham… un sacco di ottime band! Ormai la mentalità da supermercato ha travolto completamente anche il mondo della musica underground, quindi è normale che in epoca di download selvaggio il merchandising soppianti quasi totalmente i dischi ai quali non si da più nessun valore. Io ho sempre comprato molti dischi, fin da quando ero ragazzino, e continuo ad acquistarne abbastanza, privilegiando sempre e comunque la qualità rispetto al volume.

Credi che il suono del gruppo si evolverà con le prossime uscite oppure continuerete su questa strada? Ci sarà spazio per la sperimentazione magari contaminando il suono con altre influenze?
Se vedi, nel corso degli anni ci siamo continuamente “evoluti” senza mai dimenticare da dove veniamo e cercando di incorporare nel nostro suono le varie influenze che nel tempo abbiamo accumulato per proporre sempre qualcosa di personale. Su “Nero in metastasi” per esempio trovi di tutto, dalle sfuriate noisecore da una manciata di secondi a “Splendore e tenebra” che dura oltre 9 minuti con diverse parti elettroniche di TWYS che contribuiscono a creare l’atmosfera spettrale che avevamo in mente per quel pezzo, e tutto comunque suona sempre Cripple Bastards al 100%. Sento che siamo in un momento particolarmente ispirato e creativo, quest’estate cominceremo a lavorare su nuovi progetti molto interessanti che spero vedano la luce entro la fine dell’anno ma sui quali preferisco non anticipare niente.

Per ciò che riguarda i vostri testi, credi che siano cambiati a livello di scrittura? Partecipate tutti alla loro stesura oppure escono solo dalla penna di Giulio? Hai mai pensato che fossero un tantino “estremi” oppure li accetti a scatola chiusa? Prima di utilizzarli discutete fra voi per migliorarli e adattarli meglio oppure lasciate carta bianca a Giulio?
I testi sono appannaggio di Giulio the Bastard, il nostro apporto si limita esclusivamente all’arrangiamento sui pezzi, che viene vagliato e rifinito collettivamente quando serve. Se la musica è una forma d’espressione, va da se che li scriva chi poi li deve cantare, specialmente in un gruppo come i Cripple Bastards dove l’aspetto lirico è molto caratterizzante, fondamentale. Negli anni il suo modo di scriverli è cambiato, il passaggio dall’inglese all’italiano è stato determinante, ma è rimasta costante la capacità di creare immagini nitide nelle quali in molti si possono ritrovare, questo è quello che ho sempre apprezzato molto. In linea generale le liriche rispecchiano le sensazioni e gli stati d’animo di tutti i membri, tranne alcune rare eccezioni nelle quali ci siamo trovati anche agli antipodi, ma questo fa parte delle dinamiche naturali di chi lavora in gruppo.

Ok, ho concluso. Grazie mille per il tuo tempo e se vuoi aggiungi pure ciò che vuoi! Grazie per l’interessamento e il supporto Paso, è sempre piacevole restare in contatto con gente alla mano, attiva e aperta mentalmente come te (Troppo buono!, ndr). Da aprile cominceremo a portare in giro il nuovo album in Italia suonando un po’ dappertutto con la scaletta completamente rinnovata e la line-up a cinque quindi venite a vederci quando saremo dalle vostre parti e continuate a seguirci perché a breve ci saranno delle novità interessanti.


www.cripple-bastards.com

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