domenica 23 marzo 2014

Simone "Bolo" Bologna (Jungle Fever, Chains, Ban X This, When Seasons Change, We'Re Right, Headed Nowhere).

Ban X This.

Simone è un mio carissimo amico, ci conosciamo da anni e gli voglio davvero un gran bene. Chitarrista e bassista prima in Ban X This, Headed Nowhere e We'Re Right, ora suona nei Jungle Fever, nei Chains e nei Last Day Before Holiday. Con lui abbiamo parlato ovviamente dei suoi gruppi, ma anche dello stato della scena straight edge e non in Italia, di politica, di caffeina e di sneaker... Yo!

Simone io comincerei col parlare un pò del mini tour che i Jungle Fever hanno fatto pochissimo tempo fa. Dove siete stati, come sono stati i concerti e in generale come ti sei trovato? Qualche aneddoto? Ok, la scorsa settimana siamo volati da Milano Bergamo a Bruxelles Charleroi per fare 3 date insieme ai nostri amici Belgi Get Wise. Abbiamo fatto 2 show in Belgio e 1 in Germania e devo dire che è stato davvero un ottimo weekend per noi: abbiamo fatto 3 ottimi shows, mangiato quintali di fries double fried, fatto nuove amicizie, belle gag e condiviso il palco con altre ottime band. Sicuramente posso dire che la data in Germania ci ha davvero sorpreso: aveva una line up strepitosa con Risk It, Eisberg, Dogchains e Get Wise, abbiamo suonato davanti a quasi 300 paganti in un locale davvero figo, quindi per noi non è stato del tutto “normale”. Ancora meglio è stato l’interesse dimostrato nella nostra band, in particolare dai Risk It e dai nostri grandi amici Eisberg che ci hanno anche supportato comprando il nostro merch. Altrettanto belle son state le date in Belgio anche se più piccole in centri della gioventù autogestiti dai ragazzi del posto. Di aneddoti ce ne sarebbero tanti, ma il più divertente è stato iniziare il weekend nel van tutti un pò seri; ma poi appena rotto il ghiaccio con i ragazzi dei Get Wise abbiamo subito iniziato a sparare battute razziste contro i francesi, che loro da veri belgi fiamminghi odiano tantissimo come noi!! Ahahahahahaha!!!

Come Jungle Fever molto recentemente avete fatto uscire, tramite Open Up Records, il vostro 7" d'esordio “Reckless Reality”. Come lo giudichi a distanza di tempo? Sei soddisfatto del suono di chitarra? Come pensi stia lavorando l'etichetta per promuoverlo?
Sì un anno fa è uscito “Reckless Reality”, time flies! Siamo soddisfatti, dopo qualche peripezia per portare a termine la registrazione a distanza di anno sono convinto delle scelte fatte e tuttora è uno dei pochi dischi da me scritto e registrato che quando lo ascolto sono davvero convinto dei suoni e dell’impatto che ha. Stef e Laura di Open Up Records sono 2 ragazzi giovani davvero in gamba, fanno tutto questo solo per passione ma danno il massimo e ce lo hanno dimostrato credendo nella nostra band, non solo producendo il disco ma anche trovandoci date come questo weekend appena fatto e distribuendo il nostro disco nelle principali distro europee. Per il futuro non sò come ci muoveremo, ma siamo decisamente grati a Stef e Laura per quello che hanno fatto per noi. Spero presto di poter organizzare un paio di date in Italia alle bands di Stef che sono Get Wise e Grim, sperando in una buona partecipazione dei kid italiani. News al volo: a breve registreremo le pre-produzioni di 5 pezzi nuovi e l’idea è quella di fare uscire un nuovo Ep entro la fine del 2014.

Un altro gruppo in cui militi sono i Chains, con i quali avete rilasciato una tape sempre per Open Up Records. Questo gruppo è interamente straightedge e improntato a sonorità hardcore vecchia scuola. Come nasce? Come mai avete deciso di optare per la cassetta come prima uscita invece di un 7"? Sei soddisfatto di come il tutto è venuto fuori? I Chains portano avanti il messaggio di matrice straight edge con testi diretti oppure preferite parlare per metafore?
I Chains sono nati da me e Marco (ED/BanxThis! ) e fondamentalmente è andata così: lavoravo a Bologna in una agenzia di distribuzione editoriale e prima dell’estate questi cercavano un'altra persona ed allora ho fatto entrare Marco a lavorare con me; quindi ci siamo ritrovati nello stesso magazzino per una intera estate e tra un bancale e l’altro, tra una sudata e la noia lavorativa non facevamo altro che ricordare vecchi concerti, vecchie band e quanto in Italia non ci sia una e vera e propria scena sxe, non ci sono band e nemmeno kid! Per cui abbiamo detto: facciamolo! Non con particolari ambizioni ma giusto per noi, per divertirci, per suonare un genere di hc che abbiamo sempre amato, per stampare delle belle t-shirt con design old school e per provare a suscitare un po di interesse magari nei più giovani, per avvicinarli ad ascoltare band fighe senza troppe cazzate e con un messaggio diretto senza tante metafore. I testi sono stati tutti scritti da Marco e personalmente mi piacciono un casino, parlano per lo più delle nostre esperienze nell’hc e del fatto che fondamentalmente in tutti questi anni non siamo mai cambiati. Essere sxe è sempre stato per noi qualcosa di naturale, qualcosa che abbiamo sempre sentito dentro e anche quando nessun’altro intorno a noi aveva lo stesso sentimento e amici o conoscenti cadevano come birilli noi ce ne siamo sempre fottuti e andati avanti per la nostra strada. Personalmente tutte le persone che nella mia vita mi hanno detto “ Eh dai, bevitela una birra” le ho sempre mandate affanculo dalla prima all’ultima, ahahahaha!!!. Abbiamo autoprodotto una 20ina di tape e un’altra 30ina sono state stampate da Stef Open Up Records. Abbiamo scelto la tape perché per un demo è il top ed anche molto più economica. Ne abbiamo rimaste una manciata, e saranno disponibili il 20 aprile all’Atlantide con Vitamin X insieme a qualche nuova t-shirt! Venite allo show, sarà divertente.

Sò che suoni il basso anche in un gruppo pop punk, ma ora come ora mi sfugge il nome. Come sei entrato in contatto con esso e come ti trovi a suonare un genere diverso da quello al quale ci hai abituato? Che differenze riscontri tra la scena hardcore e quella pop punk? Sò che recentemente ti sei imbarcato in un lungo tour europeo che ha toccato pure la Russia e stati limitrofi... Come ti è sembrata come esperienza? Che differenze culturali e di modo di porsi hai riscontrato nei ragazzi dei luoghi dove hai suonato? Hai qualche gustoso aneddoto da raccontarci? Hai pure girato un video per un vostro pezzo... Come ti sei trovato nel ruolo di attore principale?
La band si chiama Last Day Before Holiday e sono attivi dal 2007! Pier il batterista è lo stesso dei Jungle Fever e visto il grande rapporto di amicizia e stima che si è creato suonando assieme, mi ha chiesto se volevo suonare il basso con loro visto che il precedente bassista era spesso impegnato con altre band. Ho esitato un attimo per via dei tanti impegni che già ho, ma poi non ho resistito ed ho accettato. Le differenze sono molte, ma quello che conta per me è divertirmi suonando e loro lo fanno davvero bene, sono molto professionali e mi sento onorato di suonare con loro. I due chitarristi sono davvero in gamba, gente che suona da tanto e si sente. Pier come un fratello per me ed è anche il miglior batterista hardcore/punk d’Italia. A gennaio abbiamo fatto 13 date tra Lettonia, Estonia, Russia e Ucraina ed è stata una esperienza indimenticabile. Abbiamo suonato in locali davvero importanti e in situazioni che francamente non mi sarei aspettato: per esempio a Mosca c’erano 400 persone tutte per noi, e quando siamo arrivati al locale c’era già la fila fuori per entrare! Assurdo, in quel momento mi è tornato in mente quando nel 1999 all’Estragon ero io a fare la fila per andare a vedere i Sick Of It All! Ora nel 2014 c’era qualcuno che faceva la fila per vedere me e la mia band??! Tuttavia per loro era il quarto tour da quelle parti per cui avevano ed hanno un certo seguito. E’ strano perché in quell’ambiente i ragazzi tendono a vederti come un mito, come una persona irraggiungibile. Stanno tutto il tempo con il cellulare a scattare foto o fare video poi alla fine ti chiedono di fare la foto con loro, l’autografo, la maglietta o il plettro. Invece siamo gente normalissima come loro, anzi in Italia non c’è un grande seguito per questo tipo di suono, la situazione mi sembra quasi peggiore che per quanto riguarda la scena hc! Ad ogni modo una delle cose più belle del tour è stato il rapporto di amicizia che è nato con il tour manager che si è fatto tutto il tour insieme a noi, Kirill (un ragazzo di Mosca). Aparavamo cazzate di continuo e gli insegnavamo le cose più assurde in italiano e poi gli facevamo i video, ahahahaha!!! Sì, il video lo abbiamo girato ad Alessandria, la città base dei Last Day Before Holiday ed anche dei Jungle Fever. Lì abbiamo lo nostra sala prove dove registriamo anche le pre-produzioni di entrambe le band. E' stato divertente, non avevo mai suonato e recitato davanti ad una cinepresa in playback quindi per i primi 5 minuti mi sentivo perso, ma appena ho capito come fare è andato tutto liscio. Riguardo alle altre riprese non sò, tutti mi han detto che son stato bravo, ma io tutt’ora ad oggi non ne sono molto convinto, rivedersi così in un video fa un certo effetto, a me non molto positivo, ahahahah!!! Comunque ormai è andata e devo fidarmi di quello che è il responso della gente. Questo è il video girato in est Europa per il pezzo "On My Own".


Facciamo un salto indietro. L'anno scorso c'è stato un concerto di reunion in Atlantide a Bologna dei Ban X This. Puoi tracciarci un pò la storia di questo gruppo? Cosa avete inciso nella vostra esistenza? Come mai vi siete sciolti?
Cominciamo dalla reunion che è più facile, ahahahah!!! Semplice: Marco ci ha chiesto se ci andava di farlo e abbiamo subito accettato, più che altro come scusa per ritrovarsi un pò anche perché purtroppo non c’è spesso l’occasione di farlo per cui abbiamo fatto 3/4 prove ed abbiamo sparato il nostro set migliore da 20/25 minuti. Abbiamo aperto con “Wolfpack” dei DYS ed ha spaccato, ma ancora meglio è stato vedere ancora un sacco di amici e ragazzi più o meno giovani ancora carichi nel sentire quei pezzi. Dunque se ricordo bene la prima prova la facemmo nell’estate 2005, all’epoca Marco cantava negli ED, Edo suonava nei Summer League mentre io, Andrea e Giorgio suonavamo nei When Seasons Change. Avevamo tutti altre bands ma volevamo provare a fare qualcosa di nuovo e suonare il più possibile. All’epoca eravamo tutti circa sui 21/22 anni per cui problemi zero, l’unica preoccupazione era fare più cazzate possibili e comprare bei dischi e shirt ahahahah!!! Uscì un demo nel 2006 e poi “Creepy Crawl” Ep nel 2007 dove suonavo la chitarra, poi poco dopo io lasciai la band e andarono avanti in 4 con anche un cambio al basso ed uscì l’Lp “BanxThis!” nel tardo 2007. Rientrai a suonare con loro fisso al basso ad inizio 2008 se non sbaglio e credo anche che fosse la formazione più azzeccata e solida. Ad aprile 2008 registrammo l’ultimo 7” “How To Destroy A Quiet Sleep” che uscì poco dopo giusto in tempo per il tour in Europa con gli Smart Cops all’epoca appena freschi dell’uscita del primo 7”. Penso che la band abbia fatto il suo corso naturale, di sicuro ci siamo divertiti un casino e siamo cresciuti sia musicalmente che come persone grazie ai BanxThis! Abbiamo fatto le nostre prime esperienze all’estero e conosciuto gente che tutt'ora sentiamo. Io personalmente posso dire che è stata una delle band con le quali abbiamo ottenuto più consenso in particolare in Italia, non saprei dire esattamente perché ma allo stesso tempo io avevo un ruolo di “gregario” nella band visto che le vere menti son sempre state Marco ed Edo. Ecco, forse fu questo il motivo della mia dipartita dalla band dopo ‘’Creepy Crawl’’ nel 2007, ma poi capii che anche grazie al mio contributo la band poteva avere quel qualcosa in più ed era ok così. La cosa che fa ridere poi è che comunque anche quando avevo lasciato la band andavo lo stesso in giro con loro per date e tour e non abbiamo mai smesso di essere i coglioni di sempre. L’unico rammarico forse è stato sciogliersi proprio quando avevamo trovato una grande solidità come gruppo specialmente live, forse a quel punto saremmo potuti andare in tour negli USA... Non sò, questo non lo sapremo mai perché ormai quel treno è passato ed ognuno ha fatto le sue scelte musicali e di vita, ma ciò non toglie che se ci si becca in giro. Per me, Marco, Edo e Andrea c’è sempre tempo per una pizza ed una Coca ghiacciata e questo certifica il rapporto speciale che abbiamo costruito in tutti questi anni tra prove, show, chilometri e chilometri nella clio di Andrea stipati come sardine, 3 tour in Europa e non sò quante nottate insonni a sparare cazzate. Tutte queste cose creano un legame ed una fratellanza che difficilmente dimenticherai e metterai da parte per quelle persone con cui hai condiviso tutto questo.

Per un pò di tempo hai suonato negli Headed Nowhere. Anche qui se vuoi parlarci un pò di quest'esperienza... Com'era suonare in un gruppo che racchiudeva in sè Ric ex Reprisal e il Gallo ex By All Means, due facce dell'hardcore made in Italy che ai tempi erano un pò su posizioni opposte?
Ok, correva l’anno 2004 e io avevo 20anni, nel bene e nel male è stato fondamentale suonare con Ric, Gallo, Enrico e Marco. Ero giovanissimo per cui ho sempre fatto tesoro di ogni consiglio ed esperienza fatta insieme, del resto avevo solo da imparare ed era un onore poter suonare con loro che avevano così tanta esperienza da tutti i punti di vista, poi compravo già gran dischi direttamente dal Gallo e da Ric che puntualmente mi fregava! Probabilmente Ric e il Gallo per certi versi si poteva pensare che fossero due persone come dici tu diametralmente opposte ma credo per via delle band in cui hanno militato per molto tempo che sicuramente erano decisamente due facce ben diverse dell’hc Made In Italy, ma come persone non lo erano poi così tanto anzi, alle prove si scherzava sempre: si parlava di tattoo e di dischi. Nei miei confronti invece erano come fratelli maggiori: il Gallo quello buono che mi aiutava in tutto, Ric quello stronzo che mi criticava in tutto ahahahaha!!! Un pò come adesso!!! Lo conosci bene anche te, invece di migliorare negli anni temo sia peggiorato. Con loro ho fatto i miei primissimi show anche lontano da casa, in situazioni più o meno importanti e registrato in studio uno dei miei primi dischi. Allo stesso tempo ero sempre al centro delle peggiori prese per il culo e bastardate soprattutto da parte di Ric e Marco che insieme erano peggio che uno Tsunami di ignoranza ahahah!!! Ad ogni modo insieme a loro ho messo da parte il timore di salire su un palco e iniziato a scrivere qualche riff lottando con tutto me stesso per sovrastare la tirannia di Ric ahahah!!! Per cui è stato comunque fighissimo per me suonare per poco più di un anno negli Headed Nowhere, anche se già all’epoca i miei desideri musicali erano già altri. Infatti circa un anno dopo lasciai la band e facendo tesoro di tutto quello che avevo visto e imparato iniziai le mie band nelle quali poi avrei suonato da lì per i successivi 4anni ( When Seasons Change e BanxThis!).

Altro gruppo in cui hai prestato la tua chitarra sono stati i We're Right. Mi pare però che il progetto sia durato molto poco, giusto un demo cd ed una manciata di concerti. Chi si celava dietro questo gruppo? Come mai è durato così poco? We’re Right erano Pietro (Toungues) alla voce, Moreno (La Crisi) alla batteria, Sandro (Stop Talking, r.i.p) alla chitarra, Simo (Traces of You) alla chitarra ed io al basso. Questa era in teoria la formazione della band, ma di fatto non lo è mai stata perché abbiamo suonato solo 4 live se non ricordo male e 3 di questi per una serie di vicissitudini più o meno curiose con diverse formazioni! Purtroppo questo progetto è stato un po sfortunato: da parte mia c’era la volontà di fare una band bella carica con forti influenze hc classic e portare un pò alla ribalta quel genere di hc straight edge che in italia non ha tutta via mai avuto gran seguito, vuoi perchè molti kid non hanno una gran cultura hc e molto spesso un sacco di loro conoscono tante band attuali ma quasi zero quelle che hanno fatto la storia o più semplicemente non si sono mai davvero appassionati al punk. Ho sempre pensato che l’hardcore (quello classico) è come un fratello maggiore del punk, infatti chi non ha mai ascoltato punk e non è cresciuto ascoltandolo, non amerà mai davvero nemmeno l’hc classico delle annate che vanno dal ’86 al ’89. La band si è sciolta per vari motivi: senz’altro la distanza geografica che c’era tra me che ero la mente della band e tutti loro che era in effetti un grande ostacolo, ma allo stesso tempo qualcosa si era inceppato anche nei rapporti di amicizia che c’erano (in particolare tra Pietro e Simo); poi Sandro lasciò subito la band dopo la registrazione e il primo show per cui è proprio andata male fin da subito! Mi è dispiaciuto molto abbondare questo progetto, anche perché sono tutt'ora in buoni rapporti con tutti loro ed era bello poter condividere anche la band perché prima di tutto erano buoni amici con i quali avevo fatto altre esperienze ed anche gite in Europa per festival estivi. Purtroppo ora li sento poco e da esterno vedo e percepisco con dispiacere che la scena milanese è piuttosto spaccata e piena di invidie reciproche. Vorrei che in particolare mettessero da parte queste incomprensioni e cazzate, pensando più a credere nei loro progetti e ad organizzare un po di concerti DIY che ora sono quasi completamente spariti. Vedo invece solo grandi eventi di booking agency per band “grosse” ma quasi niente del giro più underground ed è un peccato.

Da molti anni hai abbracciato la filosofia di vita straightedge. Cosa ti ha portato ad avvicinarti ad essa e come credi ti abbia cambiato? Possiamo parlare di scena straight edge in Italia? Qual è il tuo rapporto con bevande tipo Coca Cola ed Energy drink? Molti credono che esserlo debba per forza di cose non consumare bevande che contengano caffeina...
Sono diventato sxe nel 2000 a cavallo dei miei 16/17 anni. Il mio incontro con il punk/hc e poi con lo sxe è stato abbastanza casuale ma allo stesso tempo naturale. Già a 14anni quando facevo le medie ricordo che avevo un compagno di classe dal quale andavo sempre al pomeriggio fingendo di fare i compiti che aveva un fratello maggiore che giocava a rugby nella squadra della mia città ed ascoltava punk californiano e puntualmente io e lui gli rubavamo le tape dalla sua stanza per ascoltarle! Quindi il mio approccio musicale al punk/hc è iniziato così. Non capivo bene cosa fosse ma cazzo già all’epoca ero troppo affascinato da quelle chitarre potenti e quella batteria che andava così veloce, era musica completamente diversa da quella che potevi trovare per radio o peggio in tv! Poi qualche anno dopo in prima superiore conobbi altri ragazzi della mia città e città limitrofe che skateavano e alcuni di loro erano sxe, così vedendo il mio grande interesse per tutto quello che era potente e veloce mi passarono alcune tape con Strife, Earth Crisis (che all’epoca erano il top). Mi passarono anche Judge, Youth Of Today, Gorilla Biscuits e Minor Threat e da li in poi misi da parte un pò il punk californiano e gruppi come Nirvana (che comunque mi aiutarono molto a muovere i primi passi con la chitarra che iniziai a suonare sempre in prima superiore). Qualche anno dopo quando iniziai a capire il significato delle band, delle canzoni e dello sxe, ne fui travolto: sentii subito che era la mia strada, quello che in fondo avevo sempre provato. Considera che vengo da una piccola città di provincia per cui puoi immaginare bene cosa si poteva fare al pomeriggio ai pratini: la mia compagnia era una classica ciurma di ragazzini annoiati senza nulla da fare e nulla da perdere.. Alcohol e fumo erano giusto l’antipasto di un lungo pomeriggio... Ma ad essere sincero dopo aver preso un paio di belle sbronze con loro non mi sentivo per niente parte del loro gruppo o eccitato a trascorrere un pomeriggio con quell’attitudine disfattista. Mi sembrava di buttare via solo tempo prezioso. Quello che davvero mi eccitava era vedere delle vhs di concerti, video di skate, lo sport e suonare la chitarra. Non saprei, la scena sxe in Italia è sempre stata molto altalenante per lo meno da quando ho iniziato a seguire i concerti, forse prima era un pò più forte e radicata da nord a sud ma io ero troppo giovane e quel periodo non l’ho vissuto, tu paso lo sai sicuro meglio di me ehehehe!!! Anche a livello di band interamente sxe non ne abbiamo mai avute tantissime, ma certamente ce ne sono state alcune importanti. Ora la situazione mi sembra ai minimi storici, neanche tanto riguardo ai non più giovani che magari hanno mollato e chiuso con l’hc quanto alla mancanza di un ricambio generazionale e questo credo confermi la poca cultura hc che c’è in Italia, il tutto favorito dal fatto che non si organizzano più concerti anche a livello locale per band straniere del giro underground. Personalmente ricordo grandi annate di ottimi concerti in zona Milano, Firenze, Venezia, ed anche e soprattutto la mia zona emiliano romagnola. Anche tu Paso ricorderai quanti concerti ci siamo fatti a cavallo del 2004 fino al 2007 (Ehhh mi ricordo sì, grandi gruppi e grosse risate ehehehe, ndr): per esempio mi ricordo Mental e Justice a Marina di Ravenna, Champion e Come Back Kid a Imola a 5min da casa mia! poi anche Blacklisted e Rise & Fall a Firenze… La lista è lunga, potrei continuare! Ora purtroppo come ho detto prima non ci sono giovani che si prendono “la briga” di organizzare show e questo sono convinto incida molto sul poco interesse che l’hc ed anche lo sxe suscita nei giovani oggi. Completamente opposta è la situazione in Germania o Belgio e nel nord Europa in generale, dove lì i ragazzi hanno l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda i concerti. Ne hanno tutti i weekend anche con ottime band USA. In questo siamo decisamente indietro e inferiori a loro da tutti i punti di vista ma c’è anche da dire che in Italia è molto forte un sentimento che decisamente non condivido di astio e non molta stima per le band che vengono dagli USA. Ad esempio nei centri sociali dove spesso si prova ad organizzare concerti spesso si va incontro al fricchettone di turno cagacazzi che non vuole questo o quell’altro. L'ho sempre trovato stupido e controproducente, anche perché si vuole organizzare solo un concerto, niente di più. In Italia poi ha sempre fatto molta presa il punk/hc cantato in italiano che personalmente non ho mai amato troppo, magari con testi politici (che penso ci possano stare); ognuno è libero di cantare come e cosa vuole, ma allo stesso tempo canti in italiano e non parli inglese, come pensi di poter organizzare concerti oppure andare in tour con la tua band? Per me uno degli aspetti più belli dell’hc ed anche della scena sxe è il confronto con altre realtà, conoscere ragazzi di altri paesi e culture che come te ascoltano ed amano gli stessi dischi, suonano in altre band, poter andare da loro a suonare e fare in modo che anche loro vengano a suonare nel tuo paese, scambiarsi dischi e shirt- Il concetto di hc per me è questo, fondamentalmente è come una società segreta dove non è necessario fare il rito di iniziazione, è fighissimo! Riguardo alla caffeina, chi pensa che assumerla non sia sxe , la trovo una cazzata gigantesca: la caffeina è un eccitante, uno stimolante e non certo una sostanza dannosa, magari se ti bevi 6/7 caffè al giorno poi stai di merda ma in quel caso sei un coglione! Ahahah!!! Io non bevo caffè ma bevo sempre Coca Cola ed anche energy drink prima o dopo l’attività sportiva, ma anche a casa davanti ad una partita di calcio o baseball in tv. Figurati se ha quasi 30 anni sto a pensare che bere Coca Cola non è sxe ahahah!!! Ho ben altri problemi, per esempio avere un lavoro più o meno sicuro e pagare l’affitto!


La scena hardcore in Italia, dopo anni di letargo, sembra aver imboccato la via di una timidissima ripresa. Prendo come esempio la zona di Venezia con Trivel Crew, dove a fianco di validi gruppi si è sviluppata una scena fatta di concerti e festival. Recentemente hai suonato lì in un festival con Expire ed altri gruppi... Come ti sei trovato? Mi sembra che i Jungle Fever siano molto amici dei ragazzi di Venezia...
Sì spero sia così! Certamente la zona di Venezia in questo momento è la più attiva sia come band che come organizzazione di concerti e questo è ottimo, sono ragazzi in gamba e non a caso in quella zona stanno nascendo nuove band interessanti. Il concerto con gli Expire a Marghera è stato bello, era una domenica ma c’erano più di 100 paganti e questo è un grande risultato per uno show a livello locale, la serata è filata liscia con buoni set da parte di tutte le band ed in particolare gli Expire hanno spaccato e c’è stato casino di partecipazione dall’inizio alla fine come sempre dovrebbe essere, anche con anche il mio contributo! Ahahah!!! Con molti ragazzi di Venezia siamo in ottimi rapporti e gli siamo grati per averci invitato a suonare a Marghera con una delle band USA che amiamo, è stato figo Poi li ci supportano, forse unica scena in Italia che segue i Jungle Fever divertendosi ai nostri show che è la cosa più importante. Di conseguenza non sprechiamo energie e soldi per suonare spesso in Italia che oggettivamente non ci porta nessun vantaggio, ma senz’altro se in futuro ci chiameranno ancora faremo il possibile per esserci perché quei ragazzi lo meritano. Ne approfitto qui per consigliare a tutti di dare un occhiata ai Wolf Hunt e Hittin’ Random, sono bravi ragazzi con tanta voglia di suonare, ascoltate i loro lavori, aggiungeteli su Facebook oltre a scaricare comprate i dischi!!!

Più in generale come vedi la scena in Italia? Pensi che con gli anni si sia evoluto oppure soffre di croniche mancanze di organizzazione e di posti in cui suonare? Personalmente preferisci suonare nei centri sociali oppure non ti fai problemi pure a salire sul palco dei club? Te lo chiedo perchè per alcuni sembra una bestemmia muoversi al di fuori dei circuiti do it yourself... Forse ho già risposto a questa domanda, comunque sì, in Italia mancano locali e spazi adatti per i concerti hc e questo ci penalizza tanto; ma anche la partecipazione è oggettivamente bassa e questo ha portato molte band in tour a optare per altre soluzioni abbandonando l’Italia oppure mettendola come ultimissima scelta. A me piace suonare quando ci sono le condizioni per suonare. Mi spiego: se il centro sociale ha un minimo di impianto e di spazio consono per farlo non ho mai avuto alcun problema, l’importante è che ci sia la voglia e l’interesse di fare una bella serata con tanti kid pronti a divertirsi, e tante volte non mi sembra così purtroppo. Per i club il discorso è analogo. Chiaro che per entrambi vale il discorso che le band non possono venire a suonare gratis, tutti voi sapete quanto costa la benzina e le autostrade, per cui un rimborso spese è necessario, in particolare per le band in tour che devono affrontare spese anche maggiori. Non si suona hc certo per soldi, ma non si può nemmeno pagare per suonare! Non ha senso a maggior ragione quando hai quasi 30 anni e una marea di spese che la vita adulta ti obbliga vuoi o non vuoi ad avere.

Sei anche un accanito collezionista di dischi... Quali sono i gruppi che ultimamente ti hanno colpito e quali consigli ai nostri lettori? Altra tua grande passione è lo sport. Quali segui in prevalenza e come ti sei avvicinato ad essi? Sò anche che giochi a baseball. In quale squadra? Come ti sei avvicinato a questo sport? Credi che in Italia sia diventato un pò più popolare rispetto agli anni passati?
Ahahah ahimè sì, compro sempre troppi dischi! Sono sempre parecchio aggiornato sulle nuove uscite ma non saprei, in America ci sarebbe troppa roba da dire quindi posso consigliare un po di bands europee con le quali abbiamo avuto il piacere di suonare con i Jungle Fever. Sicuramente i nostri amici Eisberg spaccano, sono i miei preferiti, poi i Risk It specialmente dal vivo sono impressionanti, gli scozzesi War Charge ci piacciono tantissimo e questa estate suoneremo con loro in Svizzera insieme ai Bent Life! Poi sicuramente le 2 bands di Stef Open Up Records (dove suona in entrambi la batteria) che sono Get Wise e Grim, e infine dico Survival e Not Afraid che credo siano le migliori band sxe attualmente attive. Entrambe stanno lavorando a un full length e son sicuro saranno ottimi dischi che comprerò ad occhi chiusi. Da bambino ho sempre giocato a calcio fino a 20 anni, poi la pressione era troppa e quell’ambiente non mi faceva per niente impazzire, si prendevano davano calci e insulti ogni domenica per cui il punk e la mia prima chitarra presero il sopravvento, ma tutt’ora seguo il calcio di alto livello e mi piace molto. Al baseball invece mi sono appassionato circa 4 anni fa seguendo alcune partite di MLB e poi al campo quelle della squadra della mia città che oltretutto è anche lo sport di categoria più alto della mia città a livello nazionale. I Redskins Imola giocano infatti in serie A nell’Italian Baseball League che è in pratica la seconda divisione nazionale, e 3 anni fa ho iniziato a giocare nella squadra B dei Redskins Imola. E’ uno sport molto difficile, dove è necessario abbinare una grande coordinazione con una buona potenza fisica ed ottenere buoni risultati in poco tempo è pressoché impossibile, serve tenacia e costanza. Prima di battere una valida in campo durante una partita bisogna mangiare tanta merda! Ahahah!!! Purtroppo quest’anno sono rimasto senza squadra perché alcuni ragazzi non più giovanissimi hanno smesso ed altri si sono spostati in altre squadre della zona per cui non avevamo il numero sufficiente per partecipare al campionato di terza divisone, ma sto comunque continuando ad allenarmi come posso sperando di riprendere l’attività agonistica l’hanno prossimo. In Italia il baseball è una bella realtà completamente snobbata dalla tv e dai giornali sportivi. Per esempio l’anno scorso a livello di nazionale l’Italia ha vinto il campionato d’Europa e nessuno ne ha parlato! E’ un peccato perché è un ambiente sano piene di persone con tanta passione, è uno sport per molti noioso e lento ma in realtà bisogna osservarlo e capire quanto sia un gioco ricco di dettagli che fanno la differenza, dove astuzia e furbizia possono farti vincere o perdere una partita.

Ho sempre creduto che i gruppi in cui suoni siano più apprezzati all'estero che nella nostra madre patria, vuoi perchè c'è più gente che segue quel tipo di suono, vuoi perchè i concerti sono più frequenti... Sei daccordo?
Sì, sono d’accordo. Credo sia più che altro perché ho sempre ascoltato prevalentemente hc/punk made in USA e ho sempre cercato di scrivere pezzi ed album con quelle sonorità ispirandomi a quel tipo di suono. Come detto prima in altre domande, in Italia è sempre stato più forte un legame alle bands che cantano in italiano magari con messaggi politici, che i miei gruppi non hanno mai avuto. Ecco, perché magari all’estero dove sono decisamente più rilassati, aperti mentalmente ed abituati a relazionarsi con diverse realtà hanno riscontrato più interesse.

Dal punto di vista dell'attitudine c'è chi critica fortemente l'hardcore moderno in quanto fatto solo di gente che porta Nike ai piedi ed è vestita di tutto punto all'ultima moda made in Usa. Ho sempre creduto che ognuno debba avere il diritto di vestirsi come vuole senza essere ogni volta portato davanti al tribunale dei duri e puri. Tu cosa ne pensi? Te lo chiedo perchè sò che ti piacciono molto Nike e affini ehehehehe... Io penso che il 70% dell’hc che conta sia made in USA, dai Minor Threat agli attuali The Rival Mob per cui se c’è qualcuno che odia così tanto gli USA può evitare di ascoltare hc e magari darsi alla musica elettronica che ora va un casino, oppure può fare il freak raccogliendo un pò di margheritine nei campi ahahahah!!! No, scherzi a parte come tu ben sai Paso (Ehhh sì, so fin troppo eheheheh, ndr) il tribunale dei duri e puri ci ha sempre insegnato che poi quelli li sono i primi ha mollare e darsi a tutt’altra vita per cui certamente ognuno è liberissimo di vestirsi come cazzo vuole, anche perché se volessimo fare un discorso etico dietro al vestiario e all’industria delle scarpe penso che non ci si dovrebbe proprio vestire e bisognerebbe andare in giro nudi, per cui mi sembra una gran cazzata. Vestirsi bene è bello a noi Jungle Fever piace molto, come anche le sneaker. A volte organizziamo delle lunghe prove nel weekend in modo da avere anche tempo per fare un po di shopping tutti insieme. Io personalmente acquisto solo Nike e Vans, odio profondamente Adidas e Puma, qualche modello di New Balance è discreto ma non le indosso più da anni. Ultimamente sono andato in fissa con Nike Free run 2, sono davvero comode ed hanno un linea che mi fa impazzire con la suola free che le caratterizza. Perfette per correre, per il tempo libero ed anche per suonare dal vivo. Infatti con i Jfungle Fever le utilizziamo tutti, io ne ho 3 paia in diverse colorazioni. Le Vans Authentic invece le porto solo d’estate senza calze! Per deliziare tutti i presenti ahahaha!!!

Dal punto di vista puramente politico, come ti collochi? Credi che nell'hardcore ci debba essere spazio per essa oppure credi che debba essere solo improntato a parlare di argomernti che riguardano la vita di tutti i giorni? Tu partecipi a livello di testi nei gruppi in cui suoni oppure ti dedichi solo alla parte musicale?
Non mi colloco. Quando provo a leggere un articolo di giornale o a seguire un programma in tv con dibattiti politici mi scende la catena, mi sembra davvero una gran barzelletta, un sacco di parole e parole buttate al vento, come una telenovela alla “Beautiful”, un siparietto atroce. Ritengo la politica, in particolare quella del nostro paese una merda, una cosa per cui provare vergogna, non cambia nulla, non credo a nessuno, credo solo in me stesso. Bisogna lavorare e lottare per ottenere ciò che si vuole e la politica non mi ha mai aiutato e mai lo farà in questo. Nell’hc sono dell’opinione che sia decisamente meglio parlare di argomenti legati alla vita di tutti i giorni, esperienze personali, qualcosa di vero, qualcosa con il quale ci si può rapportare. Un messaggio chiaramente politico non lo trovo interessante e non credo sia il modo migliore di proporlo, anzi, io ho sempre collocato l’hc in qualcosa che mi facesse stare bene, divertire, dove c’è posto per tutti per dare spazio alla propria creatività. Per fare propaganda politica per chi proprio ci tiene ci sono luoghi e situazioni più adatte. Sono contrario a chi dice che l’hc è politica, si sbaglia di grosso. Anni fa in vecchie band ho collaborato, ma ora nelle band in cui suono attualmente no, suono con grandi professionisti ai quali non devo suggerire nulla ahahah!!! No scherzo!!! Comunque no, Aldo nei Jungle Fever ha fatto un ottimo lavoro, i suoi testi mi piacciono un casino e sono molto catchy, idem per Marco nei Chains e Pier nei LDBH.

Credo di averti chiesto tutto... Se vuoi aggiungere qualcosa fai pure e grazie!
Grazie a te Paso e grazie al tuo blog Forthekidsxxx. Io e te siamo oggettivamente tra i pochi romantici rimasti che ancora si emozionano a definirsi straight edge nel 2014 (Yeah!!!, ndr). Speriamo anche solo di poter ispirare qualche giovane kid ad avvicinarsi a questo mondo, formando una nuova band, organizzando concerti, avendo una distro, non so. Non importa come, ma avendo un ruolo attivo ed ascoltando sè stesso che è ciò che più conta.


Jungle Fever | Bandcamp
Chains | Bandcamp
Last Day Before Holiday | Bandcamp

3 commenti:

  1. penso che dopo le jordan 1 la nike ha sfornato solo scarpe di merda !! e volevo ricordare che : 3 stripes are better than 1 swoosh!!! heheheh

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  2. cit "il tribunale dei duri e puri ci ha sempre insegnato che poi quelli li sono i primi a mollare " ..ce lo insegna bene Bolo con il veganesimo!!!! Forse proprio perchè quest'ultimo ha risvolti politici ha deciso di mollarlo.
    E vogliamo parlare di aldo (e xleox)?dei soldi che si sono intascati durante il concerto dei Gather - e chissà di quali altri? questo è hc? non tutti hanno la memoria corta e disposti ad accettare una posticcia verginità di questi personaggi. Alcuni -come chi scrive - sono ancora presenti dopo tanti anni a ricordare la MERDA che certa gente ha fatto. Personalmente penso che, se la scena italiana hc è quella che reintegra questa gente ... bhè allora è meglio non supportarla proprio.

    Certo non si può fare un discorso etico sull'industria, sarebbe un paradosso ma la Nike, così come la Coca Cola, sono simboli e come tali rimandano ad un determinato significato.
    Forse bisognerebbe leggere di più e fare meno shopping....e ricordarsi che non siamo più negli anni 80.

    Ogni scelta che facciamo nella vita di tutti i giorni è politica perchè ha ripercussioni in ciò che ci circonda. Lo sxe è politica perchè si oppone ad una cultura di avvelenamento dei corpi e delle menti attuata proprio per riprodurre il sistema attuale. Corpi docili,controllabili: molti movimenti potenzialmente ribelli sono stati ammansiti con la droga (i ghetti africani con il crack, i movimenti degli anni 70 con lsd, i punk con l'eroina, i raver con mdma e altre droghe di sintesi).

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    1. applaudo in silenzio e chino il capo - questo è uno dei tanti motivi per cui odio la definizione di "scena"

      by anonimo ma non troppo

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