domenica 25 maggio 2014

Tutti I Colori Del Buio.


Personalmente adoro i gruppi oscuri ed occulti, capaci di introdurmi in un mondo da incubo dove il nero, la disperazione, l'angoscia la fanno da padroni. Tutti I Colori Del Buio ci riescono benissimo. Il loro 7" demo è una delle migliori cose che abbia ascoltato ultimamente. I suoni, le grafiche, i riferimenti compongono un abisso oscuro e profondo nel quale adoro immergermi. Ho scambiato due parole con Alessio, voce del gruppo di Torino.
Foto: Matteo Bosonetto.

Il faro ispiratore del gruppo è il cult movie “Tutti I Colori Del Buio”, con la Fenech e diretto da Sergio Martino. Come è nato l'amore per questo film e di conseguenza la necessità di chiamare il gruppo così? Posso dire che il vostro suono è un'ideale estensione della colonna sonora di quel film? Leggo dalle info della vostra pagina Facebook che siete molto influenzati da tutto il filone horror italiani anni '70... Che film vi piacciono in particolare?
Il nome del gruppo è stato scelto quando ancora il gruppo era in stadio embrionale, 2 su 4 si erano appassionati a un film e avevano pensato che il nome fosse adatto a descrivere il tipo di musica che avevano in testa. Non penso che i nostri pezzi possano essere un'estensione della colonna sonora però sicuramente il senso di angoscia, la claustrofobia, il mood generale insomma, è quello stesso che puoi ritrovare in pezzi decisamente più 70's o progressive che caratterizzano il film. Sicuramente il genere horror italiano piace a tutti noi e ti dirò di più, anche la produzione successiva di Sergio Martino non ci dispiace affatto! Se devo scegliere un film direi “La Casa Dalle finestre Che Ridono”, se mi ricordo bene anche il disco degli Encore Fou iniziava con un pezzo tratto da quel film.

Sempre restando in tema di film horror italiani degli anni '70 ho sempre ritenuto che a livello di atmosfera e di coinvolgimento emotivo abbiano ben pochi rivali. Molto spesso girati veramente con due soldi e con protagonisti non da premio Oscar, riuscivano però a sviscerare le paure e le ossessioni più profonde dello spettatore. Credo che siano irripetibili e figli di un'Italia magari meno tecnologizzata e fredda, ma di sicuro più vera...
Sono d'accordissimo; penso che le atmosfere seppur create con budget limitati e gli attori, molti dei quali non propriamente premi Oscar, siano assolutamente inquietanti e riescano a smuovere quei mostri che ogni persona ha dentro e che l'Italia di allora aveva sepolto ma che stavano tornando fuori prepotentemente con l'ondata di violenze degli anni 70. Quello che ho notato è che se prima per far paura si usavano mostri, vampiri, creature della laguna ecc., quel filone ha utilizzato l'occulto, la possessione demoniaca, i sabba (forse molto più vicini alla nostra tradizione culturale) e magari son proprio questi elementi che ancora oggi ci smuovono qualcosa dentro. Credo che dopo la ripresa degli anni 50 e la dolce vita dei 60, nei 70 l'Italia si sia cagata veramente addosso, la gente si è incazzata e le paure erano mostri reali; forse è stato questo che ha permesso di fare film che ancora ora riescono a farti stringere il buco del culo.

Il vostro 7” appena uscito è in realtà un demo. Come mai avete deciso di pubblicarlo in quel formato pur essendo i pezzi già editi? Come avete contattato le due etichette che ve lo hanno prodotto?
Il demo era una cosa che Dano ha registrato e mixato in sala prove, l'intento era di avere qualcosa per noi da poter far sentire in giro per cercare concerti. Non pensavamo a stamparlo, tant'è che l'abbiamo giusto messo in streaming su Bandcamp, senza stare a cercare etichette o produzioni. Fabio e Alessandra di Escape From Today, con cui eravamo già amici da tempo, dopo averlo sentito si sono proposti per stamparlo in 7”. In quel momento Dano voleva iniziare a produrre qualche disco (Last Minute To Jaffna, altro suo gruppo e una ristampa dei Tons di futura pubblicazione) con la sua etichetta e abbiamo deciso che partecipare direttamente alla stampa e distribuzione era la cosa migliore quindi abbiamo unito le forze. Alla fine un altro amico che si occupa di grafica e poster (Steuso, che suona anche nei Tons) ci ha dato una mano per la grafica (non lo ringrazieremo mai abbastanza), ed ecco fatto il disco!


Voi provenite da Torino, una città da sempre considerata esoterica e magica. Come vivete il rapporto con essa? Da un lato l'ingombrante presenza della Fiat, dall'altra storie di messe nere e sacrifici... Possiamo dire il gruppo sia anche una rappresentazione dei due volti della città?
Io sono nato e cresciuto da tutt'altra parte ma quello che si respira ancora oggi è il netto contrasto fra le varie anime della città: fra l'eleganza austera dei palazzi barocchi del centro e le brutture delle zone popolari, fra il verde della collina (dove puoi vederti la villa di Profondo Rosso) e il grigio del cielo. L'ombra della Fiat non è più così soffocante come fino a qualche decina di anni fa, ma la città sta faticando a trovare una sua identità post-industriale. Torino è bellissima da visitare, è una città legata alla magia e all'esoterismo, ma è anche il comune più indebitato d'Italia ed è il primo per consumo di droghe e per inquinamento dell'aria. Tutto questo necessariamente si riflette anche nella musica che facciamo.

Vi definite un gruppo punk rock, ma secondo me c'è di più. Riuscite a miscelare la rabbia del punk con la ferocia dell'hardcore, aggiungendo la pesantezza del metal e un certo gusto per la sperimentazione... Siete daccordo?
La definizione si riferisce non tanto al genere musicale quanto a quello che è il nostro approccio alla musica, al tipo di "lavoro" che facciamo in sala e su come affrontiamo il live. Nei suoni ci puoi sentire l'hardcore anni 80, lo sludge, il powerviolence, il metal e un'altra manciata di generi ma sostanzialmente è musica; quello che penso sia importante per noi non è mantenere una natura ben distinta e identificabile ma il tipo di processo con cui tutto viene affrontato per questo credo che la definizione punk sia calzante. I nostri ascolti e i percorsi musicali sono diversi ma il punto d'incontro è l'hardcore punk perchè era quello di cui probabilmente avevamo bisogno.

Cosa ci si deve aspettare da un vostro concerto? Guardando le foto noto un certo approccio fisico, uno sfogo del corpo e della mente... Mi ricordate certi gruppi emo screamish anni '90...
Solitamente i concerti arrivano dopo una settimana di lavoro, di nervosismi, di vaffanculo ai semafori e di mille altre frustrazioni. Non voglio paragonare il live a una partita di calcio dove si va a sbronzarsi e fare a botte a caso come rito catartico però, il concerto è il punto massimo del rapporto che abbiamo con la musica, è una cosa ovviamente liberatoria. Personalmente con lo screamo che citavi, soprattutto stile Ebullition e col punk di San Diego (vedi Swing Kids, ecc.) mi sono fatto le ossa quindi questa roba ce la trovi dentro. Per gli altri probabilmente il riferimento è più nei live di gruppi come Converge o Cursed o il black/sludge di vari gruppi Southern Lord in cui vieni schiacciato da muri di ampli. Ecco, penso che il nostro intento sia fisico che per il dispiegamento di watt sia proprio quello di prendere fortissimo a schiaffi in faccia la gente.

Torino è una città che ha dato i natali a gruppi come Negazione, che per molti versi sono stati dei veri apripista per l'organizzazione dei concerti e la stampa dei vinili. Lo spirito continua?
Anche se il passato di questa città, in termini di hardcore punk, è uno dei più importanti del paese purtroppo non è che il presente sia così florido. Iniziano a scarseggiare gli spazi di aggregazione/espressione e quindi anche le persone coinvolte sono poche, però di solito è dopo il collasso che c'è la ricostruzione quindi siamo speranzosi e vediamo i primi segni di ripresa. Non mancano gruppi validi e sinceri e persone coinvolte; ci vuole solo un po' di pazienza!

Il vostro è un suono molto cupo e violento. In futuro dobbiamo aspettarci che proseguite su questa strada, oppure credete che si possa essere violenti e cupi anche incidendo brani più dilatati e privi di pesantezza e velocità?
Onestamente non credo che toglieremo il piede dall'acceleratore, anzi l'impressione è che si voglia spingere ancora un po' più in là. Ci son tantissimi gruppi che ci hanno insegnato che si può essere lancinanti e cupi anche con una lentezza pachidermica o con suoni dilatati, è vero, ma in questo momento non è proprio la direzione che vogliamo prendere. Francesco suona in un gruppo che si chiama Marmore e fanno un math rock/post rock stile Russian Circles mentre Dano suona con i Last Minute To Jaffna che fanno un post metal di scuola Isis quindi direi che loro sono a posto sul piano della lentezza e dilatazione, io e Simone invece siamo scapoli da altri gruppi e vogliamo fortissimamente andare ancora più veloce!

Che tipo di rapporti avete con la scena hardcore italiana? Che gruppi vi piacciono e potete consigliare?
Io e Dano siamo in giro per concerti da anni lui più nella parte post/sludge oriented io invece come ti dicevo vengo più dallo screamo quando suonavo con i Magdalene e quei giri là, ma comunque ci siamo dentro seppur in modi diversi da anni. Simone è al suo primo gruppo però anche lui ormai da qualche anno si macina km per i concerti e Francesco è da poco tornato in Italia dopo anni di vagabondaggi da Londra al Costarica, da Miami all'Australia ma ha sempre suonato e frequentato il giro hardcore sia qua sia nei paesi in cui ha abitato. I gruppi probabilmente cambiano per ogni componente del gruppo quindi andiamo in ordine "familiare" : Marmore e Last Minute To Jaffna in cui c'è un pezzetto di noi, Malemute Kid (i Lifetime del Canavese), Tons (fanno sludge, ma tutti e tre han scritto un pezzo di storia della Torino hc dei primi 2000 con Noinfo, Lama Tematica e Redrum), Disquieted By (il miglior punk rock'n'roll italiano), Cayman The Animal (chetelodicoaffà), Council Of Rats (hc milanese con nuove e vecchie conoscenze).


Sul vostro 7” campeggia in bella mostra una croce rovesciata? Che significato gli attribuite? Qual è il vostro rapporto con la religione e con tutto ciò che le ruota attorno?
Parlando seriamente non è che abbiamo interessi di tipo esoterico/satanista ma principalmente ci piace un certo tipo di estetica/etica proprio perché nessuno di noi ha simpatia per la chiesa, Gesù Cristo, la Madonna e tutto quello che gli ruota attorno, anzi. Riflettendoci lucidamente è ovvio che la chiesa mi sta sui coglioni e mi faccia incazzare; tempo fa stavamo facendo uno dei pezzi nuovi e ho pensato che fosse giusto dedicarlo alla figura di Cristo; credo ne sia una bella campagna denigratoria ecco, vorrei sputtanarlo, spero di farcela! Quando si parla di religione io tengo sempre a mente sta cosa "Your brain is clay, what's going on? You picked up a bible and now you're gone” che esprime bene quel che penso. A questo punto credo sia evidente il nostro pensiero nei confronti della chiesa ma la croce rovesciata è forse più un simbolo di soverchiamento dell'ordine costituito, un non accettare le regole e le imposizioni. Forse è come voler cagare sulla porta di qualcuno per fargli capire che non c'è la minima possibilità che si accettino le sue regole.

Altri due gruppi molto importanti sono stati Blue Vomit e Nerorgasmo. Entrambi di Torino ed entrambi molto cupi e criptici. Possiamo dire che il gruppo prende ispirazione anche da loro?
Diretta o no questa influenza c'è sicuramente, questi gruppi sono importanti in Italia oggi come ieri, la raccoltona “Passione Nera” dei Nerorgasmo è una cosa che andrebbe riascoltata periodicamente secondo me. Ti dirò di più, giusto la settimana scorsa abbiamo suonato una cover dei Nerorgasmo e probabilmente la suoneremo ancora. Credo che solo il connubio Torino + anni '80 possa aver generato gruppi con quell'anima nera e gliene siamo grati tutti!

Come avviene la composizione dei vostri pezzi? Partecipate tutti assieme in egual misura oppure uno compone e gli altri seguono a ruota?
Penso che come per molti gruppi il processo avvenga in sala prove anche se abbiamo la fortuna di avere Dano che è un ottimo tecnico del suono quindi possiamo registrare e riascoltare le cose anche a casa. Fino ad ora un riff di chitarra si incastra con un giro di batteria, il basso si ficca in mezzo per dare carne e per ultima ci mettiamo la voce. La cosa bella di questo gruppo per me è la spontaneità con cui stanno uscendo fuori i pezzi e la velocità con cui Dano, Francesco e Simone li buttino giù; se penso a com'era complesso in passato per me suonare ora sono veramente in una situazione idilliaca.

I testi di cosa parlano? Da cosa traete ispirazione per scriverli? Preferite essere diretti oppure preferite che l'ascoltatore li interpreti a modo suo?
Per i testi uso moltissimo l'ironia, cioè cerco sempre di affrontare temi seri in modo non serio. In ogni pezzo c'è una citazione o una frase tratta da un libro che ho letto o da una canzone a cui ho pensato nel momento in cui iniziavo a scrivere il pezzo. Ad esempio stavo pensando a GG Allin mentre scrivevo un pezzo sul fastidio che mi provocano le persone e mi son ricordato di alcune cose che ho letto di Sartre come "A porte chiuse" e così ho ficcato dentro pure lui. Mi piace che la merda si mescoli con i salotti buoni. A me in fondo piacciono i testi di Keith Morris e di Jello Biafra, vorrei scrivere robe del genere. La mia intenzione è quella di mescolare le carte continuamente e vorrei che chi ascolta o legge dovesse cercare l'intruso, capire da dove viene la frase o la persona che cito e perchè, in modo da scuotere l'attenzione di chi ascolta

Finito! Grazie per il vostro tempo e se volete aggiungere qualcosa fate pure!
Grazie a te Marco per averci scritto, per aver ascoltato il disco e per averci dato questo spazio, speriamo di suonare in giro perchè la nostra intenzione è quella di girare, spargere il verbo e prendere il più possibile la gente a schiaffi in faccia! This is kung fu not hardcore!



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