mercoledì 11 giugno 2014

Nico Vascellari (With Love, Bluid, Ninos Du Brasil, Codalunga, Von Archives).


E' per me un onore ospitare sulle pagine virtuali di Forthekidsxxx Nico Vascellari, poliedrico artista che partendo dal punk/hardcore ha saputo sviluppare la sua arte a tutto tondo, creando un universo di suoni ed immagini che si completano a vicenda. Con lui ho parlato dei With Love, dei Bluid, dei Ninos Du Brasil, delle sue opere e collaborazioni. Lo ringrazio veramente molto, perchè ha avuto il tempo di rispondere a questa mia intervista pur essendo molto impegnato.

Allora Nico, innanzitutto grazie del tuo tempo. L'altro giorno ero a casa di un amico e rovistando tra le sue pile di giornali musicali, mi capita tra le mani il numero di gennaio di Rumore, con in copertina "Nico Vascellari un'artista rumoroso" e un lungo articolo/intervista. Tu ti senti rumoroso?
Non mi definirei rumoroso malgrado abbia sempre prediletto un approccio istintivo, fisico e viscerale al suono. Probabilmente una mia interpretazione distorta di 'hardcore is more than music'. Mi riconosco nella definizione di Douglas Kahn “Noise is the forest of everything. The existence of noise implies a mutable world through an unruly intrusion of an other, an other that attracts difference, eterogeneity, and productive confusion; moreover it implies genesis of mutability itself”.

Sempre tratto da Rumore, c'è una frase che hanno riportato in grassetto: "Quando mi sono avvicinato alla realtà dei concerti nei garage e negli squat, delle fanzine, dei 7" a 5.000 lire, dei sacchi a pelo e degli spezzatini di soia, l'ho fatto come forma di distacco piuttosto che di appartenenza". Mi ha colpito molto questa frase, perchè nella quasi totalità dei casi si comincia ad ascoltare e a vivere l'hardcore/punk come possibilità di conoscere e frequentare persone e situazioni che in un qualche modo ci facciano sentire "a casa propria", distaccandosi da una società in cui non ci si riconosce affatto. Tu invece l'hai fatto per distaccarti, quindi secondo la mia interpretazione, è come se tu ti fossi distaccato due volte, dalla società e dalla scena hardcore/punk con la quale ti sei trovato ad "operare". Concordi con questo mio modo di vedere le cose?
Assolutamente. Io vengo da un luogo nel quale non esisteva non solo nessuna scena ma nessuno che ascoltasse hc/punk nel momento in cui io l'ho scoperto. Il primo punto di riferimento per me sono stati Green Records e la scena skate delle banche di Padova che avevo scoperto grazie a Giuseppe, un amico per l'appunto di Padova che aveva parenti a Vittorio Veneto.

Per i lettori del nostro blog tu sei colui che ha prestato la voce nei With Love, gruppo screamo hardcore con il quale hai rilasciato dischi per Green Records, GSL e altri e con i quali hai potuto girare il mondo. Volevo chiederti che ricordi hai del gruppo, che tu stesso definisci (sempre nel pezzo a te dedicato su Rumore) "fondamentale" per ciò che riguarda il tuo percorso musicale/artistico. Credi che senza di loro saresti in un qualche modo diverso rispetto a come sei ora?
Non ho dubbi in merito. Trovo meravigliosa la fatalità che mi ha portato ad incontrare Paolo (Riscica) durante una sessione in skateboard a due passi dal mare un'estate. Dopo quei mesi di skatate insieme non ci siamo sentiti per un anno. Entrambi avevamo perso i reciproci contatti. Esattamente un anno dopo ci siamo ritrovati nello stesso luogo. Di li a poco sarebbero nati Necessary Step, XHoldTheReinsX e poi i With Love. Sicuramente senza With Love e queste esperienze non sarei quello che sono.

Ai tempi dei With Love molti vi davano contro etichettandovi come semplice gruppo emo screamish sulla scia delle band targate Ebullition Records. Sinceramente io ci ho visto sempre un qualcosa di più...
La responsabilità è sicuramente anche nostra. Non appena abbiamo capito che quello era il modo in cui venivamo catalogati abbiamo fatto di tutto per incrementare leggende e dicerie. Volantini rosa con fiori disegnati o incollati, interviste in cui narravamo di dialoghi tenuti con alberi, magliette azzurre con scritte come “Militante emo” ecc... Ciò detto l'Ebullition ai tempi era sicuramente un'etichetta di riferimento per noi anche se personalmente ero molto più vicino a Gravity, Vermiform e Vinyl Communications.

Estate 1997. Due giorni al Confino di Cesena (posto in cui vi ho visto suonare svariate volte). Sul palco ci sono gli Absence che stanno parlando di anti abortismo. Ad un certo punto qualcuno lancia una bottiglia verso di loro e tu e il Melo dei By All Means cominciate a discutere con Fabio degli Absence. Ti ricordi? Secondo me (escludendo il fatto della bottiglia lanciata) è stato un momento grandioso, in cui finalmente si è visto cosa distingue l'hardcore/punk dagli altri generi musicali... Sei ancora delle medesime idee?
Credo di ricordare benissimo l'episodio che, come te, ritengo importante. In realtà la bottiglia è stata scaraventata dopo che il dialogo con Fabio era già cominciato da tempo. Mi sembra un dettaglio non da poco anche perché è stato in quel momento che io e Melo siamo scesi dal palco. Di quel momento mi hanno sempre infastidito di più le persone che si lamentavano del concerto mancato piuttosto che gli Absence che ricordo molto disponibili a dibattere pubblicamente interrompendo il proprio concerto.


Ad un certo punto con i With Love cominciate a sperimentare e tu stesso riporti che avresti voluto fare un disco solo voci e percussioni. Cosa ti ha portato a mutare il suo del gruppo in questa maniera? Gli altri membri del gruppo si trovarono d'accordo su questa nuova via oppure ci furono dei dissapori?
L'evoluzione del suono dei With Love ha portato all'allontanamento dal gruppo di Paolo. A distanza di tempo lo considero un errore. Un errore inevitabile perché la materia della quale i With Love erano composti era destinata non allo scioglimento ma alla distruzione.

Altro progetto in cui eri coinvolto erano i Bluid. Qualcuno si ricorda ancora la vostra demo tape infilata nel brick del succo di frutta... Cosa ti ricordi di quell'esperienza?
Ricordo il momento in cui Giovanni mi fece sentire per la prima volta le registrazioni che aveva fatto in cantina insieme a Lele. La trovai così bella che gli chiesi di suonare il basso. Ricordo che provavamo in cantina di casa dei genitori di Giovanni a volumi senza senso. Una volta a Giovanni sua madre chiese come mai la voce fosse così urlata e fastidiosa e lui rispose qualcosa del tipo “Mamma è Nico, sai che lui ha problemi”. Lei ci credette fino alla volta in cui entrando in cantina per dire che la cena era pronta trovò il figlio in mutande che ad occhi chiusi urlava paonazzo in ginocchio mentre noi ci eravamo fermati non appena la porta si era aperta. Poi concerti violentissimi e volantinaggio fuori dai circhi.

Negli anni '90 mi sembra che tu abbia anche organizzato diversi concerti. Mi ricordo che una data del primo mini tour dei Konfettura di Cesena (al quale partecipai) fosse proprio a Vittorio Veneto in un bel centro giovanile con tanto di ascensore e mi sembra che uno degli organizzatori fossi proprio tu... Ti ricordi? Come ti muovevi per organizzare un concerto?
Ricordo bene il concerto dei Konfettura. In effetti lo avevo organizzato io. Il primo concerto al Centro Giovani fu organizzato da me e fu il primo dei With Love. Decidemmo quella sera dopo il concerto il nome del gruppo. Sull'orribile flyer che avevo fatto per la serata eravamo solo un punto di domanda. Durante quegli anni i concerti venivano ospitati sopratutto in quella che chiamavamo La Casa Di Nausicaa, un vecchio casolare in campagna che avevamo sistemato come meglio potevamo io e alcuni amici. Poi c'erano il garage di casa dei miei genitori oppure il Milio's Pub. I concerti si organizzavano spesso tramite lettera e poi definiti con rapide telefonate. Ho cominciato ad organizzare non appena ho potuto. Non succedeva davvero nulla dalle mie parti.

Parliamo un pò dei giorni nostri. Da quello che ho capito Codalunga è uno spazio che gestisci direttamente tu e nel quale fai mostre e concerti, oltre ad essere anche studio. Puoi parlarcene un pò? E' un posto legalizzato oppure ti muovi un pò come si muovono gli spazi autogestiti? Cosa hai organizzato fin'ora e quale bilancio puoi tracciare di quest'esperienza per ora?
Codalunga è una sezione del mio studio a Vittorio Veneto che ho deciso di aprire al pubblico nel 2005. Da allora con cadenza mensile, ma non sempre è stato così in certi periodi abbiamo avuto anche tre eventi al mese, invito musicisti e artisti a presentare il proprio lavoro. Negli anni abbiamo tra ospitato Ghedalia Tazartes, Prurient, Wolf Eyes, Black Dice, Carlos Casas, Stefano Pilia, Inquisition, Mortuary Drape, Vatican Shadow, Dalek, Demdike Stare, Phil Niblock, Charlemagne Palestine per non citarne davvero che alcuni. Il bilancio così come la passione sono gli stessi che potrebbe avere un Teatro dell'Opera costruito ad Iquitos.

Le tue due nuove creature prendono il nome di Ninos Du Brasil e Bus De La Lum. Puoi parlarcene un pò nei dettagli? Chi oltre è coinvolto in questi due progetti?
Bus De La Lum è un progetto solista di sola voce e field recordings attualmente piuttosto sopito per mancanza di tempo e incapacità nel provare quando sono da solo. Ninos Du Brasil nasce come duo insieme a Nicolò Fortuni. Dopo un periodo in cui abbiamo provato ad essere in tre ora siamo nuovamente solo io e lui. L'idea nasce come uno scherzo tra noi durante un viaggio in tour dei With Love. L'idea era che di aprire i concerti dei With Love vestiti a calciatori percuotendo due tom cantando 'Nos Somos Ninos Du Brasil Somos Ninos Du Brasil' fino ad esaurimento energie. Credo l'idea mi sia venuta in Germania, stanco di suonare davanti ad un pubblico di convertiti che volevano sentire ancora i brani del primo disco.


Sempre dall'intervista su Rumore apprendo che il tuo universo si arrichisce di altre esperienze: Nico & The Vascellaris e la recente evoluzione dei suddetti nel progetto Lago Morto. Anche in questo caso se puoi parlarcene... I Lago Morto si sono esibiti nei posti più disparati, tra cui anche in pizzeria... Come è nata la cosa? Intendo dire: non capito molto spesso di vedere un gruppo esibirsi (almeno in Italia) in posti come questo... Come la giudichi come esperienza? La reazione del pubblico? Ci sarà pur stato qualcuno che entrando per gustarsi una pizza si è trovato di fronte voi che suonavate...
Lago Morto nasce da una commissione della Kunsthaus di Graz che mi chiedeva di sviluppare un'opera per la mostra 'Rock Scissor Paper' in cui si analizzava il rapporto tra arte e musica rock. La mia idea era quella di analizzare l'industria dell'intrattenimento attraverso una lavoro che enfatizzasse le finalità stravolgendone le regole. Un'industria che soggioga piuttosto che emancipare. Questo è stato il punto di partenza per concepire un gruppo al quale non era concesso di uscire dal comune in cui era nato. Lago Morto è stata definita dal curatore della mostra, Diedrich Diederichsen, una scultura punk sociale. Lo trovo assolutamente pertinente.

Parliamo invece della collaborazione con Stephen O'Malley, che milita nei Sun O))), è co-fondatore della cult label Southern Lord ed è anche apprezzato graphic designer. Come è nata questa collaborazione? Che tipo è? In quali progetti vi siete cimentati assieme?
Ho incontrato Stephen per la prima volta al No Fun Fest a New York. Credo fosse il 2005. Ci siamo scritti ed incontrati diverse volte mentre abitavo li. Nel 2006 abbiamo collaborato in occasione della mia mostra intitolata “Cuckoo” a Milano. Ero molto interessato agli aspetti legati al mantra e al culto del suo modo di suonare e comporre. Abbiamo poi suonato insieme ad un edizione del festival Dissonanze a Roma, e poi collaborato per una mia mostra a Parigi intitolata “I Hear A Shadow”. Nel 2007 l'ho invitato a suonare all'interno della mia installazione “REVENGE” alla 52a Biennale di Venezia e nel 2008 ha composto un brano per “Hymn”, l'opera con la quale partecipai a Manifesta.

Von Archives è la tua etichetta, che porti avanti con Carlos Casas. Chi è Carlos Casas e in che modo ti aiuta nell'etichetta? Come vedi il mercato discografico? Che rapporto hai con la tecnologia, per esempio internet, per diffondere ciò che produci? Pensi che mettere in vendita interi album in formato digitale possa essere il futuro? Che gruppi hai prodotti finora ed entro quali canoni stilistici ti muovi?
Carlos è un regista di Barcellona con sede a Parigi che ho incontrato per la prima a Fabrica nel 2000. Più semplicemente un amico carissimo, un maestro e confidente per me fondamentale. Con Carlos abbiamo sempre dibattuto con piacere di tutto. Il nostro interesse per il suono ha attraversato gli stessi mondi in momenti diversi fino ad arrivare finalmente ad un incontro. Von Archives nasce allora con l'intento di promuovere artisti la cui sperimentazione attraversasse ambiti visivi e sonori e, quando possibile, di rendere disponibili opere che solitamente vengono proposte esclusivamente in contesti museali. Da allora abbiamo pubblicato materiale tra gli altri di Aaron Dilloway, Ghedalia Tazartes, Burial Hex, Prurient, John Duncan oltre che miei e di Carlos. Le prossime uscite sono 2LP di Rumil Vildanov, DVD di Thomas Koner, DVD di Luigi Ontani, LP di Jacob Kirkegaard.

Hai vissuto per diversi periodi sia a Rotterdam sia a New York. Che tipo di esperienze hai avuto? Come ti sei trovato? Credi che aver vissuto in queste due città abbia cambiato il tuo approccio alla materia visiva/sonora presente nelle tue opere e di conseguenza ampliato lo spettro di mezzi a tua disposizione? Dopo queste due esperienze sei però ritornato alla base, cioè Vittorio Veneto. Cosa ti ha spinto a tornarci? Nell'intervista su Rumore scrivi di avere grossi problemi di concentrazione...
Sono tornato per questioni pratiche e rimasto per ragioni affettive. Ora che lo studio è stabile e avviato mi preparo a trasferirmi altrove. Guardare dal di fuori è stato fondamentale.

Dell'esperienza invece in Benetton cosa ci dici? Come sei entrato in contatto con loro? In cosa consisteva il tuo lavoro? Hai avuto campo libero per sviluppare le tue idee oppure dovevi muoverti all'interno di steccati?
Sono entrato a Fabrica, non propriamente Benetton, nel momento in cui ho deciso di lasciare l'università. Al tempo mi era parso l'unico modo per essere indipendente senza necessariamente andare a lavorare. Sono stato molto fortunato perché li ho incontrato diverse persone, ora tra i miei amici più cari, che mi hanno stimolato a lavorare in autonomia. Jaime Hayon e Carlos Casas ma anche Giulio Tami, Gala Fernandez, Matthew McGuinness, Giorgia Ricci e Paolo Palma. Ecco qua, praticamente una di quelle thanks list che ho sempre amato leggere nei dischi Hc.

Quali sono i progetti futuri nei quali ti vedremo impegnato?
Sto lavorando alle mostre personali che presenterò a Manchester e Roma. Una serie di nuove sculture e collage. Per quanto riguarda la musica il nuovo album dei Ninos Du Brasil è appena stato pubblicato da Hospital Productions. A breve uscirà anche un 12" piuttosto velenoso per DFA Records.

Nico Vascellari | Facebook

4 commenti:

  1. forse si, anzi sicuramente...tanto come il fatto che tu sei un rosicone del cazzo

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    1. ma quale rosicare...non lo invidio. personalmente non mi piace x molte cose,anche se i lago morto mi piacevano...e questo è quanto

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  2. I With Love me li ricorco truccatissimi e col la gonna al Vittoria, primi anni duemila.
    Aiki & co. aprirono la serata.

    Maronna...

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