venerdì 28 novembre 2014

Cristiano Fini (Concrete, Bruma, Evidence, Si Non Sedes Is).


I Concrete, almeno per me, sono sempre stati un autentico culto. Musicalmente inarrivabili, graficamente ineccepibili. Conservo e riascolto molto spesso i loro dischi in maniera religiosa. Nei miei vagabondaggi su Facebook ho trovato il profilo di Cristiano, chitarrista del gruppo romano, e ho deciso di intervistarlo. Come spesso accade (il blog l'ho aperto pure per questo) sono venuto a conoscenza che è impegnato in un gruppo che si chiama Si Non Sedes Is (del quale, ironia della sorte, dovrò recensire il nuovo lavoro per Salad Days), del quale io ignoravo completamente l'esistenza, avendo perso le sue tracce dopo lo scioglimento dei Concrete. Insieme a lui in questo progetto triviamo Gregorio, che dei Concrete fu il bassista. Inoltre Cristiano scrive anche altro materiale sonoro che poi cataloga come MNTN, in attesa di dargli una collocazione definitiva. Ora mettetevi comodi e sciroppatevi il tutto.

Allora, innanzitutto grazie del tuo tempo. Comincio subito col chiederti cosa vi ha portato a ri registrare e remixare i brani del 10” e quelli del 7” che sono poi sono confluiti nel cd uscito qualche tempo fa “Gvttae Sangvinis”. Che cosa hai pensato quando ti è stata proposta la cosa, oppure è partita da te l'idea? Come mai avete deciso di rimettere le mani proprio su quelli? Nel cd sono presenti anche tre brani “Another”, “Slave” e la conclusiva “E Poi Piove” che mi pare non siano mai state pubblicate. Sono state registrate apposta per quest'uscita, oppue sono brani vecchi con nomi nuovi? Possiamo considerare quest'uscita come il testamento finale dei Concrete?
I primi dischi sono stati composti e registrati principalmente per un urgenza espressiva. Parlo ovviamente a titolo personale. Ricordo con piacere che c’era poca strategia riguardo a struttura e fruibilità del brano, era un sunto di quello che ci piaceva e come ci piaceva suonarlo. Anche per inesperienza, la qualità delle registrazioni di quel materiale era alquanto infima. Il criterio per la scelta dei brani di “Gvttae Sanguinis” si è basato appunto sulla scarsa qualità di registrazione degli stessi brani, ottenuta nei dischi precedenti. La scelta è caduta anche su un paio di pezzi inseriti nel primo demo e mai registrati. Per quello che riguarda il testamento la risposta è... Sì.

Mi vorrei soffermare sul pezzo “E Poi Piove”, in cui c'è una parte recitata da Tommaso Garavini che è davvero suggestiva. Secondo te se i Concrete avessero continuato, i pezzi successivi sarebbero stati su quella falsariga?
Come tutte le cose, la vena compositive dei Concrete si è evoluta. A dire il vero ci sono state cinque evoluzioni diverse e parallele che per un pò di tempo sono riuscite ad interagire con risultati interessanti. Sicuramente se avessimo continuato a comporre, il connotato sperimentale si sarebbe accentuato ancor di più.

Vi ho visto molte volte dal vivo, sia a metà degli anni '90 che nei primi anni '00. Correggimi se sbagliato: mentre i Concrete degli anni '90 eran più sanguigni e muscolari, a partire dal nuovo millennio mi parvero più poetici e con la componente emozionale, che pur essendo stata sempre presente, era decisamente potenziata. Sei daccordo?
Direi di sì. Questa è una diretta conseguenza di quello di cui parlavamo nella domanda precedente.

Un concerto dei Concrete è difficilmente descrivibile se non lo hai vissuto. Ai tempi ero ancora un adolescente, ma mi ricordo che ogni volta che salivate sul palco si creava una sorta di tensione nell'aria fra i ragazzi accorsi a vedervi. Tensione che poi esplodeva al primo riff di chitarra. Dal palco tu come la vedevi questa cosa? Io mi ricordo che ogni volta era infernale...
Ricordo che quando c’era da suonare eravamo sempre molto carichi. Evidentemente questo si percepiva anche sotto palco. Devo confessare che io dal palco mi accorgevo di poco o nulla. Non sò se per fortuna o per disgrazia, quando suonavo mi astraevo completamente, non interagivo ne coi miei soci ne tanto meno col pubblico.

Siete sempre stati a legati a doppio filo con Soa Records, che vi ha prodotto 10”, 7” e cd. Ti ricordi come nacque questa collaborazione? Come vi siete trovati con l'etichetta di Paolo? C'è pure la leggenda su di un misterioso 7” tirato in pochissime copie. Che pezzi conteneva? Ne sei in possesso? Per anni Paolo andò avanti a scrivere nei cataloghi che era inutile che glielo chiedessero...
Paolo era un assiduo frequentatore di tutti i concerti che si organizzavano a Roma. La nostra collaborazione è stata la naturale conseguenza delle nostre comuni frequentazioni. Poi era un uomo molto DIY e questo piaceva a tutti. Il misterioso 7 pollici esiste davvero. Il motivo per cui ce ne sono così poche copie è che era stato stampato molto male dallo stampatore di Roma e quindi si è optato per ripetere l’operazione creando involontariamente un oggetto da collezione. Io il mio l’ho regalato.

Concrete.

Nella seconda metà degli anni '90 anche la scena hadcore fuori dall'Italia si sveglia, e come per magia scopre gruppi come il tuo, By All Means, One Fine Day, ecc. e vi ritrovate a suonare per esempio al Vort N Vis in Belgio. Cosa ricordi di quell'esperienza? E' vero che, almeno agli inizi, erano prevenuti nei vostri confronti? Avete fatto anche dei tour europei mi pare...
Abbiamo suonato due volte a quel festival. La prima volta io ci suonai con due gruppi (anche con Bruma). C’era un’altissima percentuale di band italiane: Concrete, Bruma, Timebomb, By All Means, Burning Defeat e forse anche qualcun altro, non ricordo bene. Ci sono stati molti problemi “meccanici” per raggiungere Ieper, da parte di tutti gli italiani. Ricordo una valanga di auto rotte, cambi sfondati, ruote bucate e cose così. Aggiungi al resto lo stress, i duecento ottantamila gruppi, l’esiguo spazio per dormire comodamente e la follia di alcune scelte organizzative, ed ecco che avrai una miscela esplosiva. È inutile dire che alla fine l’esplosione c’è stata. La seconda volta è andata molto meglio. Campeggio e quindi spazio vitale, un palco più grande e più tempo per tutti di organizzarsi e suonare. Ti dirò, a parte gli sbattimenti della prima volta, a me nel complesso è sempre piaciuto andarci. A noi tutti è sempre piaciuto andare i tour, ci faceva l’effetto “amici miei” di Monicelli, una zingarata di un mese dove poteva succedere di tutto

Ricollegandomi alla domanda di prima: voi siete usciti in un momento in cui della scena hardcore italiana ci si ricordava di Negazione, Indigesti, Wretched e compagnia bella, alcuni dei quali avevano appeso la chitarra al chiodo solo qualche anno prima. Come la vivevi questa cosa? Credi che i Concrete abbiano contribuito a dimostrare che in Italia si poteva suonare hardcore senza necessariamente rifarsi a quei gruppi? Come per tutte le cose, la nostra è stata una generazione di mezzo. Io seguivo pochi di quei gruppi e ne comprendevo solo parzialmente la carica squisitamente eversiva soprattutto dei testi, che erano e sono di spessore ineguagliabile ancora oggi. Gente con qualcosa di vero da dire. Musicalmente però non li reputavo molto attraenti. I miei ascolti dell’epoca erano molto vari: Carcass, Napalm Death, Entombed, Burn, Gorilla Biscuits, Bad Brains, Misfits, Iceburn, Chain Of Strength e via dicendo. Direi che più che dimostrare di poter suonare un hc diverso, lo suonavamo a causa di una conseguenza evolutiva, in parte scevri da quella carica politica così prominente, in maniera del tutto inconscia.

Arriviamo alla definizione del vostro suono, ovvero “Metallo Della Morte”. Come è nata questa definizione? Ti piace? Il vostro suono era molto metallizzato ma non metal a parer mio... Cosa ne pensi?
Tutta questa storia nasce da svariate gag legate alla deriva metal che un po’ tutta la scena romana ha preso a seguire. La definizione non è altro che una becera romanissima divertentissima traduzione di “death metal” che fra l’altro quasi tutti noi ascoltavamo di gran gusto. Queste influenze, come anche tu hai notato, emergevano ma erano ben amalgamate con quello che era il nostro personale sound.

Ai tempi in cui suonavate, a Roma venne fuori la famigerata Roma Straight Edge Legion, che non è mai stata tenera nei vostri confronti. Mi ricordo di interviste in cui vi davano dei borghesi, degli artistoidi impaccati di soldi e vi riconducevano a Piazza Sonnino, con l'appellativo di Sonnini. Mi sembra che, almeno agli inizi, fosse una piazza di Roma che il frequentavate abitualmente, o sbaglio? Come ti rapportavi con i membri della Legion e le loro polemiche? Hai mai apprezzato qualcuno dei gruppi della Legion? Mi pare poi che ai tempi tu fossi vegan straight edge, ma evidentemente questo non bastava a smorzare i loro toni accesi...
Che dire. Si potrebbe scrivere all’infinito su questo argomento. A un certo punto, le cose non si facevano più insieme. C’era un “noi” e un “loro” e devo dire che un sacco di gente ci ha sguazzato. È sempre molto più facile scegliersi un'antagonista finto che un'antagonista vero. Ed è quello che è successo con i legionari ed i sonnini. Ti basti sapere che la “Legion” non mancava mai di attacchinare per i propri eventi pure a Piazza Sonnino, un pubblico folto lo vogliono tutti. Lungi da me fare di tutta l’erba un fascio, erano tutti bravi ragazzi che però avevano l’esigenza di sentirsi inquadrati in modo più specifico. Più che “borghesi”, perché ogni tanto il bue si fa degli scrupoli a dare del cornuto all’asino, ci si dava del drogato o spacciatore o mangiatore di carne o fascista o sessista e via discorrendo, alla giusta occorrenza. Perchè se eri vegetariano magari ti facevi le canne, e se non fumavi consumavi carne, o magari nessuna delle due cose ma avendo la cultura del corpo, essendo proibizionista, eri di destra, quindi era facile trovare un motivo per darti addosso. Essendo vegan straigth edge, io avevo una categoria tutta per me: io ero l’amico dei drogati o come qualcuno amava definirmi, il “democristiano dell’hard core”. Erano ragazzi, li ho fatti stare. Il gruppo più fico di quel giro erano i Dehumanize, in realtà erano fichi a prescindere dall’appartenenza.

In un'intervista dell'epoca (sulla fanzine The Legendary Blumergaster), alla domanda quali fossero i tuoi ascolti, tu rispondesti che gruppi come Unbroken, Chokehold, ecc. al secondo pezzo ti annoiavano di già. Ai tempi cosa girava sul tuo piatto e cosa ti ha influenzato nella stesura dei pezzi dei Concrete?
Ti ho fatto un breve elenco in una risposta poco sopra. C’erano un sacco di hardcore East Coast fra i miei ascolti, ma non tutto, mi piaceva la musica interessante. Se devo farti ancora nomi, posso citare Rorschach, Citizens Arrest, Assuck, Tad, Rapemen, Melvins, Into Another, Cro Mags, Engine Kid, Death, per parlare di musica che ascoltavo all’epoca. Ovviamente queste sono state influenze

Concrete.

Come avveniva la nascita di un pezzo del gruppo? Era una cosa a cui partecipava tutto il gruppo?
La composizione era corale. Si portava un riff e si sviluppava assieme. Si incollavano idee diverse di diverse persone ed il tutto assumeva un connotato collettivo. Faticoso ma bello, perché eravamo sempre tutti contenti del risultato.

La cosa forse più impressionante dei Concrete era Tommy, il vostro cantante. Me lo ricordo piccolo e magrissimo, ma con una voce ed una potenza immane. In più era quasi intimidito di stare sul palco...
Eh eh… Tommy ha sempre avuto un effetto estraniante su chi lo guardavo on stage.

Anni fa mi raccontarono che mentre eri in auto di ritorno da un concerto con alcuni ragazzi del Confino di Cesena, una pattuglia vi fermò e vi perguisii trovando una cucchiaio che era servito per mangiare. Ovviamente credettero che lo aveste usato per scaldare l'eroina... Ti ricordi?
Mi ricordo una miriade di altri eventi legati al nostro non convenzionale look , in quegli anni in cui ancora funzionava dove se avevi un orecchino al naso eri un drogato. Ah, le care forze dell’ordine. Se il criterio di fermo per controlli fosse ancora quello, bisognerebbe fermare tre quarti degli adolescenti in giro per l'Italia. Comunque i miei soci sono sempre stati un branco di drogati, quindi, le forze dell’ordine quando ci fermavano ne avevano ben donde.

Quali sono stati a tuo avviso i migliori concerti mai suonati dai Concrete? Quelli peggiori? Qualche aneddoto da raccontarci?
Per assurdo, i più bei concerti che io ricordi, sono stati quelli in posti con pochissima affluenza. Ricordo un concerto a Rostock con trenta persone, intro di liuto live e gran suono. Che ci vuoi fare?

Sempre da The Legenday Blumergaster, esponeste il vostro pensiero su chi allora era al capo del governo, ovvero il caro vecchio Silvio. Ora invece abbiamo Renzi, ma non mi pare che non sia cambiato molto, anzi la situazione sembra peggiorata. Cosa ne pensi?
Visto che il “partito” è lo stesso, non vedo come qualcosa possa cambiare

Come mai con i Concrete nel 2008 avete deciso di fermarvi? Ti sei pentito di questa scelta?
Detto popolare molto calzante che ho già sfruttato in un’altra intervista: chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurammoce o passato, simm a Napuli paesà. No non mi sono pentito, perseverare è diabolico, anche se detta così sembra una ragione in più per perseverare.

Oltre a aver militano nei Concrete, hai suonato anche nei Bruma, con un cd all'attivo sotto Green Records. Cosa ti ricordi di quest'esperienza? Mi ricordo che suonavate un genere ascrivibile all'emo core. Ti trovavi a tuo agio? Come mai avete deciso poi di sciogliervi?
È stata un’esperienza interessante, ma per una serie di motivi, a breve termine Non la definirei emo, il cantato era melodico e mai urlato, era un esperimento.

Con i Comrades invece hai suonato un bel po' e inciso svariati 7” (6 per la precisione). In questo cxaso grind senza compromessi. Come sei entrato in contatto con loro? Cosa ne pensi del loro primo 7”, in cui si definivano commie dark edge? Mi pare poi che nel corso del tempo questo lato sia venuto un po' meno... Sri daccordo? Ad un certo punto entra come seconda voce il bassista dei Concrete, Greg, che affiancava Paolo. Poi Paolo molla e rimane solo Greg mi sembra. Cosa ti ricordi di quell'esperienza? Mi pare che il gruppo non sia più attivo... Aneddoti?
Ho sempre amato il grind, e i Comrades è sempre stato uno dei progetti più divertenti a cui abbia partecipato. È partito tutto come uno scherzo. Prima formazione: alla batteria il cantante dei Timebomb Giorgio, al basso il batterista degli Evidence Matteo, alla chitarra io, alle voci il Petralia ed il Cipolla, allora cantante degli Evidence. Tutti mascherati e con attitudine minacciosa. Dopo un po’ la situazione s’è scompaginata ed è cominciata una trafila di cambi formazione che hanno sdrammatizzato l’immaginario della band. Ti porto un esempio: ricordo un tour europeo con molte date in Belgio, in cui il mood della band era prendersi a botte on stage durante il concerto. Pugni, prese al collo calci volanti, valeva tutto tranne le dita negli occhi. Il pubblico apprezzava molto.

Negli Evidence invece hai suonato e inciso pezzi per due compilation. Anche in questo se vuoi raccontarci un po' di questa esperienza...
Gran gruppo, una bellissima vena compositiva ed un interessante demo all’attivo oltre le compilation da te citate. Mi è dispiaciuto quando è andato tutto a rotoli...

Leggo con sorpresa che hai suonato nei Mudhead nel loro Lp sotto Soa Records. E' vera questa cosa? Se sì, come sei entrato in contatto cn loro e per quanto tempo ci hai suonato assieme?
Ho suonato con loro per due o tre anni ma post Lp per Soa Records. Ci siamo conosciuti ad un festival organizzato dal Laboratorio Anarchico di Milano, a Monte Marenzio, vicino Pontida. Noi eravamo li in veste Concrete ma con il Cipolla alla voce. Durante il concerto, su un palco impraticabile assemblato con pedane per il trasporto merci, Azzali, il bassista dei Mud Head, si spaccò un legamento e finì il concerto seduto per terra con la gamba in alto.

Veniamo ai giorni nostri... Spulciando su Discogs e su altri siti web ho notato che suoni ancora oggi. Un tuo progetto si chiama Solo2, e mi pare sia con tua sorella, o sbaglio? Che tipo di suono proponete e come nasce questo progetto? Siete ancora attivi? Tua sorella apprezza ciò che hai fatto in campo hardcore punk?
Solo2 era un progetto pop rock in italiano a modo suo interessante. Buona produzione ma pessima etichetta. Finiti in causa con la suddetta, il mordente è venuto meno ed il riscontro di pubblico pure. Peccato. No mia sorella ascolta black music, e non sto parlando di black metal.

Si Non Sedes Is.

Hai anche un altro progetto, chiamato MNTN. In cosa consiste? Avete registrato qualcosa? Cosa significa “Working For New Sound”?
MNTN è uno pseudonimo. Siglo in questo modo i brani composti ed ancora non collocati. Mi piace pensare che in un futuro prossimo riuscirò a decifrare un sound interessante ed allo stesso tempo fruibile ai più, ma forse è un’utopia, chi lo sà?

Consultando il tuo profilo sul sito web Sound Cloud ho notato una lunga sfilza di brani, alcuni dei quali a nome SNSI. In cosa consiste questo progetto?
Vedi sopra

Ho notato anche che ci sono dei pezzi il cui unico esecutore sei tu. Credi che cimentarsi da solo nella scrittura, composizione ed esecuzione di un brano sia una sfida alle proprie abilità?
Quello è probabile. In realtà faccio di necessità virtù, in questo modo sfrutto il tempo al massimo senza dover coordinare altre persone in fase di stesura. Una volta buttate giù le bozze cerco di realizzarle con musicisti che mi piacciono e che sento affini all’atmosfera.

Di sicuro avrò dimenticato qualche altro progetto in cui sei impegnato. Se sì, parlacene pure...
In questi ultimi anni si sono sviluppati altri progetti, alcuni già finiti, altri ancora in piedi nonostante le difficoltà legate all’aspetto geografico del mio trasferimento a Milano. Il più attivo su tutti è Si Non Sedes Is: due split ed un lp all’attivo, siamo al momento in promozione con una serie di concerti in giro per lo stivale. L’altro si chiama Laconic: un trio di cervice elettronico/acustica senza voce e senza batteria, dalle atmosfere cinematiche, molto godibile!

Leggo anche hai lavorato per Radio Rai 2. In che veste? Ci lavori ancora? Come giudichi quest'esperienza? Com'è lavorare per un'emittente radiofonica così grande e importante?
La collaborazione con Radio Rai è stata sporadica e non continuativa. È successo più perché avevo bisogno di guadagnare che per una volontà mirata. Divertente ma complicato, come sempre quando si ha a che fare con le grosse entità.

Com'è stato trasferirsi da Roma a Milano? Che differenza riscontri fra queste due città? Posso anche chiederti un parere sui recenti sgomberi avvenuti proprio lì?
Forse sarò uno dei pochi romani a cui lo sentirai dire, ma a Milano mi trovo molto bene. La città è bella, meno di Roma, ma più vivibile. Non mi è molto chiaro perché questo fatto degli sgomberi è diventato un caso solo a Milano. Gli stessi identici fatti accadono a Roma da 10 anni. Mi riferisco non all’estrema soluzione di una famiglia senza un tetto che risolve da sè un problema di competenza del comune, ma al fenomeno degli occupanti seriali che sfondano e poi prendono soldi da persone disperate in cerca di un alloggio, per cedere il diritto di occupare. Tutta la polemica gira intorno a queste figure. Il resto è demagogia, il classico serpente che si morde la coda, un circolo vizioso di case sfitte da anni non si sa perché, e di persone che occupano abusivamente per necessità, scavalcando altri disperati in lista d’attesa dagli stessi anni in cui le case erano sfitte. Condisci tutto con demagogia, allarmismi xenofobi, polizia, interessi economici e strumentalizzazioni, ed eccola la ricetta.

Nel corso degli anni ti è mai venuto voglia di ributtarti a suonare hardcore, oppure consideri quell'esperienza un capitolo chiuso e preferisci concentrarti sul dove puoi spingerti musicalmente?
Non ho mai smesso di suonare hard core. Vedi SNSI, non è un capitolo che si può chiudere.

A livello di approccio alla musica, l'esperienza maturata all'interno dell'hardcore ti ha aiutato nel muoverti meglio all'interno delle tue esperienze musicali odierne?
Direi di no. Il mondo della musica “convenzionale” è tutto diverso e molto meno schietto. Se non hai fatto già il callo ti trovi abbastanza male.

Ok, mi sembra di averti chiesto tutto. Grazie ancora e se vuoi aggiungere qualcosa sei libero di farlo...
Grazie a te.

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1 commento:

  1. “E Poi Piove” è nello split con gli Antisgammo

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