venerdì 7 novembre 2014

Stefano Bertelli (By All Means, Product, Ageing).

Ageing.

Conosco Stefano direttamente da qualche anno. Prima l'avevo visto in azione con i Product e come spettatore a diversi concerti. Mi fa molto piacere che abbia accettato di rispondere ad alcune mie domande, visto che ha suonato in tre gruppi che hanno segnato la scena hardcore italiana degli anni '90. In più mi sono tolto lo sfizio di saziare alcune mie curiosità. D'altronde ho aperto questo blog anche per questo, quindi mi pareva giusto. Bene, bando alle ciance e buona lettura!

Stefano tu hai militato negli anni '90 nei By All Means. Puoi raccontarci un pò di quella esperienza, cosa suonavi, cosa hai registrato con loro e se intrattieni ancora dei rapporti con gli altri ex membri del gruppo? Mi pare che la tua fuoriuscita dal gruppo fu un pò polemica. Una volta fuori, hai più seguito il gruppo? Se sì, cosa ne pensi dei loro passi successivi?
Innanzitutto, ciao Paso e a tutti i lettori e grazie per l’intervista. Sì, io al basso, il Gallo alla chitarra e il Melo alla voce abbiamo formato i BAM nel 90/91. Poi durante una delle tante domeniche dove si girava per i vari paesi della zona a skeitare o skateare, abbiamo conosciuto Adriano, un batterista eccezionale che era represso a suonare in una cover band dei Litfiba. Siamo partiti subito a mille registrando un demo, uno split con gli Equality per Green Records, un 7” per la Inaudito Records e nel '93 un 12” sempre su Green Records. E' stata una bellissima esperienza, soprattutto perché eravamo amici da anni e formare una band è stata come la coronazione della nostra amicizia. Abbiamo suonato con nomi tipo Agnostic Front, Sick Of It All, abbiamo fatto un mini tour di 4 date con gli Yuppicide a una edizione dell’Hardcore Blow Out a Roma con i gruppi più tosti del periodo. Abbiamo suonato in tutta Italia e anche ai tanti festival organizzati dai ragazzi della Green Records! Pensa che siamo pure stati invitati a Pula in Croazia ad un mega metal festival e ci trovammo a suonare con i Carcass! La mia dipartita nel '94 è stata un pò causa di “cheap talk” come si dice in inglese, cioè di pettegolezzi. Nell’ultimo periodo ero passato alla seconda chitarra e al mio posto al basso era subentrato Matteo degli Immoral Majority di Modena con i quali eravamo molto amici. Diciamo che volevo dare un pò una svolta alle sonorità della band e passare al cantato in inglese, ma queste mie richieste non furono esaudite. Così, tenendo presente che avevo già in cantiere il progetto Product con Stefano Milani, me ne andai. Per quanto ne sò si vociferava che me ne fossi andato perchè in quel periodo mi ero messo assieme a una ragazza... Poi a distanza di qualche anno scoprii una cosa che mi aiutò a far chiarezza sull’accaduto, che qua però non posso dire! Una volta fuori non seguii più cosa fecero gli altri, non mi interessava proprio, anche perchè nel frattempo i Product erano già formati. Vedendo poi che tipo di attitudine avevano preso i By All Means, non mi pentii affatto di averli mollati. Loro incisero un altro 12” e fecero un tour negli States con gli Avail. Diciamo che non ho più avuto nessun tipo di rapporto con i restanti membri. Mi capitava solo di vedere il Gallo dato che aveva aperto un tattoo shop, ma anche con lui i rapporti, almeno da parte sua erano parecchio cambiati nei miei confronti. Che dire, gli starò ancora sul cazzo perché gli ho mollati. Quello che mi ha dato più fastidio è stata la totale indifferenza nei miei confronti e nel non essere mai citato in tutte quelle e varie situazioni in cui il gruppo veniva rimesso in ballo. Alla fine diciamocela tutta, il 70% dei By All Means ero io!

Dopo qualche anno sei entrato nei Product, dove hai corretto il tiro suonando un furioso hardcore straight edge di marca Chain Of Strenght e Youth Of Today (correggimi se sbaglio). Come gruppo avete suonato numerose volte in Europa e pure nel Sud della California. Cosa ti ricordi di quell'esperienza? Hai qualche aneddotto da raccontarci?
Sì, in realtà come dicevo prima i Product nacquero nel '94 da me e il Milo, poi dopo innumerevoli cambi di formazione trovammo la stabilità nel 95/96 con Dan alla voce, io e Paolo alle chitarre, il Milo al basso e Chris alla batteria, già negli Open Close My Eyes dalla Svizzera. Ovviamente il suono era orientato verso le nostre band preferite, soprattutto del Sud della California dove abbiamo fatto 2 tour nel '98 e nel '99. Nel '98 registrammo i 4 pezzi di "Watch Your Step" a casa di un certo Rusty per 100 dollari in presa diretta con un mixer a 16 canali un rack con 3 pezzi e la strumentazione nel garage. Nel '99 mixammo "Not An Answer", poi suonammo molti concerti in Italia e un alcuni in Europa, con Mainstrike, Floorpunch, Eyeball e tanti altri. Eheheh di anedotti ce ne sono a vagonate, ma quello che non scorderò mai è quando forammo una gomma sulla 405 nel bel mezzo del traffico delle 5 di pomeriggio quando tutti là negli Stati Unitii smontano dal lavoro. Nemmeno il tempo di accorgerci dell’accaduto e subito una volante della polizia fermò tutta la highway, un fiume di lamiera a 5 corsie, ci fece accostare e aspettò che cambiassimo la gomma e poi fece ripartire tutta la massa di macchine e nessuno osò suonare neppure un clacson. Ad un concerto in Svizzera, non ricordo con chi, ad un certo punto sparisce la batteria. Praticamente dietro a Chris c’era una porta che si è aperta e lui è caduto fuori dal locale a spalle all’aria! Poi ovviamente show indimenticabili con i ragazzi dei Life's Halt a farci da roadie! Il più bello forse fu proprio il primo, nemmeno in programma, la sera successiva al nostro arrivo in California con Speak714, Justice e Collision al Public Storage di Anaheim, che poi è diventato il Chain Reaction. Poi allo Showcase Theatre di Corona con Ten Yard Fight, Fastbreak e altre band locali, e uno fantastico a Vienna con gli Ageing. Io suonavo in tutte e due le band in un locale in centro stacolmo!

I Product fanno la loro comparsa mentre in Italia quasi tutto l'hardcore di marca straightedge, veggie e vegan seguiva la scena di un suona metalloso, che poi fungerà da base per la nascita del fenomeno metal core. Mi ricordo di avervi visti parecchie volte suonare in compagnia di gruppi come Purification e Reprisal, solo per citarne alcuni. Vi trovavate a vostro agio? Avete mai avuto problemi? Ma soprattutto: apprezzavate quei gruppi ed il loro messaggio?
Guarda, ai tempi non è che si guardasse tanto che tipo di sonorità aveva un gruppo. Noi suonavamo old school, Reprisal, Sentence, Purification metal edge. Il fatto è che si era tutti amici, non c’erano distinzioni di genere, si veniva tutti messi nella stessa pentola. Poi alla fine il messaggio era un pò lo stesso, ovvio che se non fossimo stati una band sxe all 100% non sò come sarebbe finita. Però chi organizzava era al corrente del fatto che ovviamente le band che suonavano avevano tutte in comune le x sulle mani! Non dimentichiamo che nel '94 usci un 12”, sempre su Green Records di un certo gruppetto di Carpi chiamato Headsman, che di metal ne sapeva qualcosa. Un disco strepitoso e pazzeschi live!

Recentemente ho scovato una pagina Wikipedia dedicata proprio ai Product. Cito testualmente: "I testi delle canzoni portavano messaggi dichiaratamente straight edge, ma anche sociali, criticando in modo particolare le ipocrisie mascherate da ideologia politica presenti nel proprio ambiente musicale. Questo ha portato una certa polemica nei confronti della band che sembra essersi placata solo dopo lo scioglimento della stessa." Ecco, puoi spiegarci nel dettaglio in cosa consdistevano le polemiche seguite a determinate vostre prese di posizione? Ad un certo punto c'è chi diceva addirittura che il vostro seguito fosse composto essenzialmente da nazi e fasci... Cosa puoi dirci riguardo a ciò?
Ma dai una pagina di Wikipedia dedicata ai Product, ahahah! Non lo sapevo! Tutta sta storia iniziò per via del rip off che facemmo con la copertina dei Judge con la scritta “North Side Crew”. Da li venimmo catalogati come gruppo leghista e fascio. In realtà nei Product la politica influiva il 10%, i testi erano solo ed esclusivamente inerenti alla nostra visione delle cose, in più Dan si divertiva a prendere spunti e a fare qualche metafora dal mondo dei cartoni animati dei robot giapponesi, vedi lo testo di “New Type”. Per il resto, sì eravamo 5 elementi molto integralisti e sono capitati episodi, soprattutto in qualche centro sociale italiano, (in cui come ben sappiamo gira di tutto), dove magari certi tipi ci fumavano addosso o venivano a scroccarci soldi per bere e lì, soprattutto io, non ci andavo leggero. Poi a chi ci seguiva non stavamo di certo li a chiedergli di che fazione politica fossero!

Ageing

Un altro gruppo che era tacciato di simpatie di destra erano i Last Man Standing da Bolzano, gruppo al quale mi pare foste legati anche da amicizia e con il quale avete suonato parecchie volte dal vivo. Cosa puoi dirci in merito a queste voci? Sei rimasto in contatto con loro?
Sì sì, con i ragazzi dei Last Man Standing abbiamo suonato parecchie volte. Il nostro primo batterista, Davide suonava proprio con loro. Anche loro erano catalogati come gruppo di destra, sò per certo che qualcuno lo era, ma anche in questo caso ti dico che la cosa poi era fine a sè stessa, nessuno andava in giro a malmenare o a fare dimostrazioni con simboli nazi, era una visione politica e basta. Poi, ti ripeto io personalmente e anche gli altri della band, non ci siamo mai considerati un gruppo politicizzato, anzi tutt’altro, lo scopo era divertirsi e lasciare un certo tipo di messaggio. Poi come dicevo prima, girando anche per centri sociali frequentati da pseudo anarchici frikkettoni e chissà cos'altro, bastava poco per essere etichettati in un certo modo!

I Product incorporavano nel loro logo le parole "straight edge" in un momento in cui sembrava ci si dovesse vergognare di esserlo. Molto spesso chi era straight edge veniva tacciato di fascismo, intolleranza et similia. Io ho sempre pensato che questo fosse il frutto di una visione un pò punk della cosa, cioè: "Sì ok, tutti contro il sistema, però alla cannetta e alla birretta non ci rinuncio". E' una cosa che mi ha sempre dato da pensare, visto che droghe ed alcol sappiamo benissimo tutti chi le controlla... Cosa ne pensi?
Ecco, vedi Paso, hai centrato proprio il punto. Questa cosa ci gasava ancora di più. In quegli anni ci si confrontava spesso con gente che non aveva nulla a che fare con lo straight edge e noi eravamo ancora più fieri di esserlo. Come dicevo prima, si suonava in certi posti frequentati da pseudo anarchici/frikkettoni di 30/35 anni ancora a fare l’università con i soldi del papi,e questi tizi venivano a fare la morale a noi, appunto con la canna in una mano e la birra nell’altra!

I Product sono sempre stati molto legati a Green Records, forse l'unica label in Italia ai tempi che fosse giusta per voi. Puoi elencarci le uscite per l'etichetta patavina? Ne sei rimasto soddisfatto? Sei ancora in contatto con Giulio? Cosa ne pensi della nuova reincarnazione di Green Records in skate shop?
Ah beh, i ragazzi della Green Records sono sempre stati dei grandi amici in primis e una grande label in Italia, penso la migliore insieme alla SOA del Petralia. Beh, per Green Records uscì “Dedication” in collaborazione con Twilight Records e “Not An Answer”. Sì, sempre super soddisfatto, erano veramente in gamba. Con Giulio ci siamo rivisti dopo anni al concerto dei BL’AST a Bologna, dove c’eri anche tu e sono partiti subito aneddoti, ricordi e gran risate! Riguardo allo skate shop, alla fine penso sia stata una bella mossa: tutti eravamo legati al mondo dello skate e anche come negozio ha sempre portato avanti un pò di attitudine hardcore organizzando contest con gruppi, quindi un gran in bocca al lupo ai ragazzi e a Giulio in particolare!

A livello europeo siete uscite per Genet Records, ai tempi grossa label e negozio di dischi belga. Come nacque la cosa? Anche qui ne sei rimasto soddisfatto?
Ecco, qua invece stendiamo un velo pietoso. Ti spiego: inizialmente sembrava che “Watch Your Step” dovesse uscire per Crucial Response, poi si fece avanti il tipo della Genet, di cui ora mi sfugge il nome (Bruno, ndr). Dal punto di vista della produzione e distribuzione lo trovammo anche negli States, ma fu un pacco per l'organizzazione dei concerti. Pensa che ci chiamò su a Gent per suonare al record release party, quando a 30 km c’era un mega festival di tutta la H8000 crew. Puoi immaginare quanta gente ci fosse da noi! Il nostro più grosso rammarico fu che i tipi dei Carry On ci chiesero di farlo uscire per la loro etichetta, ma noi eravamo già in parola con la Genet. Siamo stati dei babbi!

Dulcis in fundo il vostro lp uscì per Xcane recordsX, label nella quale tra gli altri era impegnato Paolo Gaiarsa, che poi per un certo periodo fu anche il vostro batterista. Anche qui se vuoi darci qualche impressione...
Io in quell’anno me ne ero già andato e non sò dirti più di tanto!

Dal vivo spesso suonavate la cover degli Earth Crisis "Firestorm". Era una burla oppure ci piaceva suonarla per ciò che esprimeva? Che rapporto avevi con gruppi come loro e con i loro testi?
No no, ci piaceva proprio! Gli Earth Crisis a me piacevano molto. Quando uscì “All Out War” fu una vera e propria fucilata al petto. I loro testi mi gasavano parecchio e come dicevo più su avevamo un buon rapporto con gruppi del loro genere!

Siete apparsi anche su diverse compilation, tra cui quella "Milano Hardcore". Che rapporto avevi con la scena hardcore milanese? Mi pare che lì abbiate sempre avuto un discreto seguito...
Mah, ti dico che a Milano in quegli anni si contavano non di più di 4/5 band tra cui noi. Scena molto scarsa, solo Dario con la sua Youth Crew Records e il negozio Firestorm organizzava qualcosa di carino, ma a memoria ti posso dire che a Milano città non abbiamo mai suonato, forse solo una volta all’Acquatica ad un festival di 2 giorni dove c'erano praticamente tutti i gruppi italiani ancora in pista!

Nel 2003 tour europeo di reunion degli Youth Of Today. Come gruppo di supporto avreste dovuto suonare, ma causa la copiosa pioggia che cadde quel giorno, la vostra esibizione fu tagliata per evidenti ritardi. Cosa hai pensato in quel momento? Credo che tu abbia visto gli Youth Of Today in azione nel tour europeo del 1989, che differenze riscontrasti con la versione 2003? Le reunion hanno un senso, o sono solo per vecchi nostalgici?
Sì, io li vidi all’Isola Nel Cantiere e al Leoncavallo. Dovevamo suonare con la vecchia formazione ma fu un disastro quella sera! Mah, non sono un fan delle reunion. Penso che ogni gruppo vada visto nel suo periodo di azione. Ho visto delle reunion veramente ridicole, altre con un pò più di senso, ma in genere penso che siano solo mosse commerciali. Dimmi che senso avrebbe vedere oggi gli Youthy Of Today o band simili di quel periodo!

Ti ricordi di quando Dan, vostro cantante, si buttò dal palco e nessuno lo prese al volo? C'è chi dice che alcuni si scansarono apposta... Mi pare fosse ad uno degli ultimi festival della Green Records... Sai che non ricordo!

Product.

Guardandoti indietro, cosa rifaresti e cosa no nella tua esperienza con i Product?
Beh, sicuramente curerei di più le registrazioni e come dicevo prima dopo il primo tour in California avremmo dovuto prendere la palla al balzo e rimanere là.. Per il resto è stata una bellissima esperienza, innumerevoli km macinati e divertimento al 100%. Siamo ancora tutti in contatto e ogni tanto si parla appunto di una reunion, ahahah.

Parliamo ora degli Ageing, forse la più controversa band straightedge italiana di sempre. Purtroppo non ho fatto in tempo a vedervi dal vivo, ma il 10" me lo gusto ancora oggi. Puoi parlarci di quell'esperienza? Aneddotti sui vostri tour?
Oddio gli Ageing. Sì,eravamo una band di burloni prima di tutto. Allora, anche qua si parla del 94/95. Il tutto nasce da un'idea di Freddy e Gonzo, all'epoca in forze nei Think Twice e di Rino. Io fui reclutato e poi e feci l’ultimo anno dei Think Twice al basso. Nel frattempo formammo gli Ageing con Giangiacomo al basso!

Come intendevano gli Ageing lo straight edge? Mi sembra che vi divertiste un mondo a proporlo non nella solita maniera...
Eravamo probabilmente la band sxe più controversa, precisando che tutti eravamo straight edge benchè fossimo stanchi dei soliti clichè e dei soliti slogan fini a se stessi. Cosi affrontammo la cosa da un punto di vista differente, più sul divertimento e la provocazione!

Una cosa che mi è sempre piaciuta è la scritta, sul foglio del 10", che metteva in chiaro come gli Ageing vestissero solo con indumenti trendy... Ed in effeti non posso che darvi ragione... Che tipo di reazione vi fu nei vostri confronti? D'altronde ai tempi c'era tutta la scena straight edge del giro Ebullition che vestivano alla "scappato di casa" ed erano super seri nell'approccio alla cosa... Volevate essere una risposta a tutto ciò?
Questa cosa ci divertiva un sacco, confrontarci con quelli che noi definivamo Bbulition style o barboni, prendendo in giro chi suonava scalzo e cose del genere. Eravamo odiati al tal punto che in Italia suonammo pochissimo. Il top fu quando ad una Two Days Of Struggle esponemmo uno striscione con scritto che tutti i membri degli Ageing vestivano solo con marche tipo Calvin Klein, Stussy, ecc. Cosa ovviamente non vera. Alla fine gli Ageing erano un gruppo di amici a cui piaceva divertirsi e basta, non impatanandosi in discorsi e ideologie che oramai avevano fatto il suo tempo. Da non scordare che abbiamo suonato con nomi tipo Ignite, Undertow, Earth Crisis, Backdraft, Acme!

Rino Valente, che suonò con te negli Ageing, nell'intervista che gli ho fatto qualche mesetto fa ricordava non troppo bene i suoi trascorsi nella band. Colgo l'occasione per dare spazio alla tua versione dei fatti...
Guarda io leggendo la sua intervista sono rimasto abbastanza sorpreso da certe sue affermazioni, come fosse stata la vittima sacrificale della band. Innanzitutto lui conosceva Freddy prima di me ed erano già amici. Io li conobbi dopo, ma il fatto che lui e Giangiacomo fossero stati sempre presi di mira e umiliati personalmente non ha alcun fondamento. Io e Rino eravamo grandi amici, spesso andavo a casa sua e lui altrettanto. Il fatto è che tutti ci si prendeva in giro. Freddy era il re delle burlate e siamo passati tutti dalle sue mani, ma ci si divertiva e basta. Sapessi quanto mi ha torturato perché stavo con una ragazza che era Hare Krishna. Ha persino detto agli altri ragazzi dei Product che non ero più straight edge e che mi facevo le canne. Ovviamente cosa non vera, ma da questo a fare la vittima veramente ce ne passa. Ha persino rinfacciato il fatto che ha tatuato alcuni di noi a gratis e quando Dario voleva i master del 10”per ristamparlo nessuno lo avrebbe convocato. Il fatto che lui e Giangiacomo hanno fatto carriera e gli altri sono rimasti dei pezzenti, beh complimenti, ma lui non sà un cazzo di quello che faccio io ora. Mi sembra che si sia fatto pò troppe seghe mentali, anche perché una volta sciolti è sparito, come se non avessimo mai investito 5 anni in un progetto che da subito è partito da una idea di vecchi amici. Lui era parte integrante del gruppo come tutti e ha contribuito non poco alla composizione dei pezzi, quindi mi è sembrata veramente una esternazione esagerata e ripeto priva di fondamento. Poi che devo dire ognuno è fatto a suo modo e Giangiacomo era uno spacca palle davvero notevole, vero GG?!

Come mai ad un certo punto la corsa dei Product e degli Ageing si è fermata?
Sono subentrati problemi e impegni personali, la distanza che ci separava, le solite cose per cui una band si scioglie!

I gruppi in cui hai suonato che tipo di rapporti avevano con il mondo dei centri sociali e l'antagonismo in generle? Se con i By All Means la cosa è scontata, con gli altri due lo può essere stata molto meno...
Beh a questa domanda penso di avere gia risposto prima. Comunque sì, con i By All Means era quasi scontata, mentre con Product e Ageing era più difficile per le cose che ho elencato appunto prima! Sai vedevo tanta gente falsa, solo pronta a criticare per come eri vestito, per cosa mangiavi e cazzate del genere e una volta sciolti i due gruppi mi presi una pausa perché quell’ambiente cominciava a darmi fastidio!

Sei ancora in contatto con i membri dei Product e degli Ageing?
Con i ragazzi dei Product tutti, gli altri degli Ageing sono spariti.

Dei Product mi pare che il solo Dan abbia proseguito con altri gruppi... Li conosci? Degli altri membri sai nulla? Sì, Dan è entrato poi nei No More Fear, grande band e attualmente canta nei Set Me Free. Paolo ha cominciato a produrre una sua marca di ampli, la Breach Amp, Stevo ha appeso il basso al chiodo e il Chris si da alla bella vita, ahahah!

Dopo la fine dei Product hai militato in altri gruppi o hai appeso lo strumento al chiodo?
Sì sì, le mie chitarre hanno sempre suonato. Ho formato con amici della mia zona due gruppi, gli Heart Turns Black e gli Engraved, ora entrambi sciolti.

Ancora oggi segui la scena hardcore... Hai qualche gruppo da consigliarci? La scena italiana la segui?
Hai voglia, la fame di hardcore è insaziabile| Diciamo che sono tornato alle origini, ascolto molta roba anni '80 e tutti quei gruppi nuovi Boston style che stanno uscendo a valanghe. Beh, da consigliare ovviamente i Boston Strangler e i francesi Raw Justice, italiani i miei amici Overdrive Banzai.

Cosa ne pensi di coloro che arrivati alla soglia dei 30/35 anni mollano di colpo?
Che non sono mai stati convinti del tutto di quello che hanno fatto e vissuto!

Credi che l'hardcore possa essere ancora una minaccia o tutto è talmente sdoganato da essere ormai sullo stesso piano del pop o del metal?
Ahahah, ma quale minaccia! Oramai è tutto un calderone. Faccio solo l’esempio dei Terror, gruppo che a me fa cagare (gusti personali): hanno più merch loro che un intero negozio. Questo non è hardcore, è solo business! Forse qualcuno lo ha capito e infatti ora vedi questi nuovi gruppetti che hanno ricominciato a fare demo in cassetta!

Direi che ho concluso... Se vuoi aggiungere qualcosa sei libero di farlo e grazie!
Intanto grazie a te per l’intervista. Vorrei solo dire alle nuove leve di non volere a tutti i costi fare i cloni di altre centinaia di band, di essere più umili e tirare fuori quello che veramente sentite di essere. Ormai tutto è stereotipato, c’è bisogno di passione non solo di suoni spessi! Ciao a tutti!

Ageing.

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10 commenti:

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  2. Io non capisco come si possa avere certi pensieri (vedi, ideali di destra), andare a suonare nei "centri sociali" (posti dove si fa politica, se qualcuno se lo fosse dimenticato), e in più lamentarsi se si viene criticati... Probabilmente per opportunismo...
    Riguardo alla questione dei last man standing "nessuno andava a malmenare", forse loro no, ma i loro proseliti ora si danno da fare, e Bolzano per un antifascista (ovvero, uno qualsiasi di noi, spero) è diventata una città invivibile. Massì, l'importante è divertirsi, no?

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    1. Pienamente daccordo con te... Purtroppo ai tempi li ascoltavo parecchio i Last Man Standing e li vidi pure varie volte dal vivo... Seppi anni dopo che avevan simpatie di destra... Ora non mi azzardo neppure a pronunciare il loro nome in pubblico... Cheers!

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  3. Facevi meglio a tenertela per te questa "intervista" oppure pubblicare qualcosa degli ADL122 almeno non si perdono in tanti fronzoli
    questa gente non solo ha sdoganato un certo fascismo ma lo promuove con queste interviste agghiaccianti

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    1. ..e quindi doveva censurarlo ? un po ' come ai tempi dell 'inquisizione ? ...ma secondo te, uno normodotato leggendo l 'intervista diventa di destra ?

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  4. Le domande che pongo attraverso questo blog, come avrai di sicuro notato, sono spesso anche un pò "scomode", e pure le risposte lo sono... Sinceramente lo scopo che mi sono prefissato è anche quello di accendere un pò gli animi, in una scena che molto spesso è un pò addormentata... Non avendo il controllo (e non lo voglio neppure avere) su quelle che sono le risposte dei miei interlocutori, non posso prevedere cosa mi risponderanno... La censura non mi piace e quindi io riporto solo quello che mi scrivono... D'altronde l'hardcore è ancher un posto per discutere, o no? Cheers!

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  5. sarò stupido io ma i ragazzotti di destra e quelli di sinistra mi paiono più osceni dei freaks con la canna in mano e la bamba nascosta nel chiodo...ahahah

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