domenica 7 dicembre 2014

Tadzio Pederzolli (Holy, Komplott).

Holy.

E' con estremo piacere che ospito su Forthekidsxxx Tadzio, amico nonchè mente di gruppi come Holy e Komplott. Con lui ho parlato (ovviamente) dei suoi gruppi (presenti e passati), di veganesimo, di tour, del suo lavoro. Buona lettura.

Tadzio comincerei quest'intervista chidendoti se sei soddisfatto del nuovo disco degli Holy. Puoi parlarcene un pò? Esce ancora una volta per Adagio830, una piccola grande etichetta. Come mai questa scelta? Com'è lavorare con loro?
Ciao Paso, innanzitutto grazie per avermi donato spazio per la seconda volta sul tuo blog! Sono soddisfatto in egual misura di ogni cosa fatta con gli Holy, ma quest'ultima uscita è quella a mio avviso riuscita meglio e quella che ci rappresenta nel migliore dei modi, o almeno così mi sembra ascoltando le 5 tracce dell'Ep. Abbiamo voluto mantenere il suono e l'impatto il più possibile vicino all'aspetto live (registrato in sala prove come tutti i nostri dischi, e mixato/masterizzato con le sapienti mani di Icio all'Hate Studio), e a livello di songwriting ci sembra di essere riusciti ad ottenere un disco più personale rispetto al passato... Insomma sì, direi che mi ritengo molto soddisfatto, l'unica "pecca", se vogliamo proprio trovarla, è la brevità del disco: mi sarebbe piaciuto fare un Lp, ma con Giacomo in partenza per gli Usa la vedevamo come una scelta un po' più complicata in questo periodo di transizione. Robert di Adagio830 è un mio e nostro carissimo amico, e ci è sembrata la scelta più naturale possibile. Abbiamo ricevuto altre proposte prima di farlo uscire, alcune anche "invitanti", ma rimanere per così dire fedeli a lui è stata una scelta unanime. Far uscire dischi con persone con cui abbiamo un legame extra musicale condisce l'esperienza rendendola qualcosa di ancora più speciale. Robert gestisce una delle migliori etichette in Europa in questo momento, è preciso, puntuale e amorevole con tutte le sue bands, lo consiglierei a chiunque.

Quest'estate sei tornato per la seconda volta, se non erro, negli Stati Uniti con gli Holy. Come è andata? Differenze rispeto alla volta precedente? Come concepiscono l'hardcore punk i ragazzi e ragazze statunitensi? Concordi con l'affermazione che sono meno politicizzati rispetto a quelli europei? Secondo te come può conciliarsi un'etica hardcore punk in un mondo come quello americano dove c'è tutto e di più? Siete riusciti a starci dentro con le spese?
In realtà era il mio terzo tour negli Usa, ci sono stato nel 2006 coi LaPiovra (diocan 8 anni fa!), e con Holy abbiamo fatto nel giugno 2013 il tour sulla costa ovest, quest'ultimo era sulla est. Di differenze ne ho viste parecchie, a livello di venue soprattutto (sulla costa est si suona più spesso in casa rispetto alla ovest), a livello di pubblico, a livello di risposta, di distanze, di cibo... Sono 2 posti agli antipodi di un continente, quindi di differenze ce ne sono parecchie. Il punk negli States è estremamente metabolizzato, nel senso che non è un genere musicale così di nicchia come in Italia e in Europa, è più facile incontrare kids (ho sempre sognato di usare questo termine) per strada, in locali e ristoranti, rispetto alla scena qui. Diciamo che in Usa è tutto amplificato viste le dimensioni, si trova tutto in maggiore quantità. Non mi sembra che siano meno politicizzati, non me la sentirei di generalizzare... Dipende da città, da persona, dalla "scena" in cui ti trovi. Credo che il punk nell'era del consumo sia un genere che non solo possa, ma anche debba continuare a proporre una visione differente. Così negli Usa come qui in Europa come altrove, non vedo una società capitalistica come elemento antitetico ad una contro-cultura punk... Semplicemente ci si trova in mezzo, e si fa quel che si può per migliorare. Con le spese direi di sì, grazie soprattutto al tour Europeo di luglio (precedente a quello americano, ad agosto) siamo riusciti a coprire praticamente tutti i biglietti d'aereo, mentre noleggio macchina, benzina, spostamenti e spese interne li abbiamo coperti coi rimborsi e soldi del merch venduto... E siamo tornati a casa con un botto di roba da far fuori. Il bilancio direi che è stato decisamente positivo, merito anche e soprattutto della grande generosità dei gruppi con cui eravamo in tour che ci hanno prestato tutta la backline.

In tour in Europa ci andate invece molto spesso e molto volentieri. Che differenze riscontri rispetto alla natia Italia? Se dovessi fare una classifica dei posti migliori e peggiori dove hai avuto modo di suonare, cosa inseriresti?
L'Europa è bella ma dopo un po' che fai lo stesso giro hai bisogno di qualcosa di diverso, e le persone inziano a non sopportarti più... Suonare più di 2 volte in un anno nella stessa città (inclusa la nostra Milano) non ha nessun senso secondo me, io per primo non andrei a vedere il mio gruppo preferito (se esistesse) per la terza volta consecutiva... Sicuramente la Germania è lo stato in cui suoniamo più volentieri, sia a livello umano (ci sono davvero tante persone che vanno ai concerti e supportano i gruppi in tour) sia a livello organizzativo (il 99% delle volte ci siamo confrontati con posti e promoter super organizzati e precisi). In Italia è bello suonare, ma è sicuramente diverso... Salvo 3-4 posti, sparsi sulla nostra penisola, devo ammettere che il livello medio di concerti all'estero è decisamente più alto. Molte volte suonare in Italia non mi da stimoli e sensazioni positive, mi sembra di "fare un favore" a qualcuno, più che avere una reale soddisfazione in quello che sto facendo. Posti migliori? Sicuramente il Fluff Fest in Repubblica Ceca è stata una delle situazioni più belle in cui mai mi sarei aspettato di suonare 3-4 anni fa. Abbiamo suonato 2 volte ed entrambe le volte è stato incredibile. Anche gli Usa sono stati davvero una bomba, soprattutto la costa Ovest ha regalato delle super emozioni. Il concerto di quel tour che ricordo più volentieri però è in Messico, a Tijuana, dove a causa dell'eccessiva affluenza di pubblico (piu di 200 persone in un infrasettimanale) hanno spostato il concerto, trasformandolo da un house show quale doveva essere (la casa era grande come camera mia tra l'altro, ahah) in un concerto nel cortile di casa... In sintesi, 200 persone impazzite schiacciate nel cortiletto di una casa a schiera messicana, c'era talmente tanta gente che c'erano persone sedute sul cancello d'ingresso, per strada (tra l'altro ostacolando il traffico). Il mio timore è che la polizia con tutto quel casino arrivasse dopo 2 secondi a bloccare tutto... Ma il concerto è finito senza intoppi. C'era un video su Youtube ma temo l'abbiano rimosso! Posti peggiori? Credo che le peggiori date che abbiamo mai fatto siano state in Portogallo, avevamo preso accordi con un'etichetta di lì per un mini tour di qualche giorno nel febbraio 2014... Non ho mai vissuto un clima di tale disorganizzazione, disinteresse ed imprecisione. Fino al giorno prima di partire non sapevamo come ci saremmo spostati, quante date sarebbero state, come avremmo fatto con i rimborsi e se avremmo dovuto suonare con un altro gruppo o no. Non avevamo manco idea della backline, essendo in aereo avevamo bisogno pure di chitarra e basso... Insomma è stata una merda totale, salvo un paio di date organizzate da dei nostri amici. Tra l'altro in quel tour abbiamo suonato il nostro 100esimo concerto, che non è stata esattamente una festa: concerto last minute in cui ci siamo infilati a caso avendo un day off, in un bar nella provincia spagnola. Arrivati durante una bufera di neve, abbiamo suonato a "volume basso" perchè durante il nostro set è arrivata la polizia e voleva bloccare tutto, non essendo quel bar solito a concerti punk. In tutto questo noi non avevamo manco gli strumenti per poter suonare. Sicuramente un concerto che non ci dimenticheremo, diciamo così!

Tadzio con il Morone (Serimal).

Gli Holy sono un gruppo dichiaratamente vegan. Non ti sembra che da qualche anno a questa parte l'interesse per tematiche animaliste sia scemato all'interno della scena hardcore mentre sia aumentato in modo esponenziale in ambienti al di fuori di esso? Te lo chiedo per due ragioni: la prima è che stiamo assistendo alla nascita di posti interamente vegan o all'inserimento di pietanze vegan all'interno di menù di posti in cui mai te lo saresti aspettato; la seconda ragione sta nel fatto che tu mi sembra lavori in uno di questi posti a Milano. Che impressioni ti sei fatto in base alla clientela con cui sei a contatto tutti i giorni? C'è effettivamente qualcuno che dopo aver assaggiato i piatti si fa delle domande oppure come spesso accade è l'alternativa settimanale alla bistecca ai ferri?
Sinceramente non mi sembra che le tematiche animaliste siano scemate, semplicemente si sono spalmate su diversi ambiti. Soprattutto faccio fatica ad avere un'idea precisa di quella che tu definisci "scena", nel senso che non esiste più questo contenitore astratto in cui possa mettere gruppi e persone, contenitore abbastanza definito negli anni '90 e primi '00. Quello che vedo sono persone che si interessano e persone che non si interessano, punto. Che sia dentro o fuori la "scena" ha poca importanza. Non mi piace parlare di obiettivi, ma se ne avessi uno sarebbe proprio quello di portare fuori dalla cosiddetta scena certe tematiche e certi modi di pensare, trovandolo un ambiente fin troppo autoreferenziale. Mi capita troppo spesso di assistere a discorsi, fatti da bands "politicizzate", che sembrano essere fatti solo per ricevere un applauso, più che per una reale intenzione nella diffusione di qualcosa e reale volontà di cambiamento. Sicuramente fuori dal punk e dall'hardcore (per fortuna) è esploso l'interesse per l'informazione animalista, io trovo che sia estremamente positivo. Spero che tra qualche anno tutto questo sia socialmente metabolizzato, e che sia qualcosa di comunemente accettato e conosciuto, come è già da tempo negli Stati Uniti, in Inghilterra, Scandinavia e Germania. In Italia c'è ancora un retaggio bigotto e "frikkettone" in cui i "vegani" sono dei reietti della società, in cui c'è una costante ricerca dell'"io sono più vegano di te". Dico questo perchè ho visto atteggiamenti simili su qualche pagina di Facebook, ma anche di persona al lavoro (lavoro come cuoco in un ristorante vegan), mi capita di leggere e vedere non pochi casi umani all'eterna ricerca della polemica e della discussione. Milano, e in particolare il quartiere in cui vivo, è diventata una città decisamente vegan friendly, lo vedo sicuramente come aspetto positivo di crescita verso un futuro più etico, e verso un'accettazione maggiore da parte di tutti di questo tipo di scelta. Ma allo stesso tempo questo cambiamento è fatto "all'italiana" per cui c'è una costante ricerca della speculazione su una scelta etica che con la speculazione ha ben poco a che fare... Cercando lavoro mi sono reso conto che un sacco di gente (manco vegetariana, semplicemente desiderosa di investimenti e di calcare il trend del momento) vuole aprire posti vegan. Insomma noi italiani ci facciamo sempre riconoscere.

Molti dicono che chi è vegan se lo può permettere, in quanto la stragrande maggioranza di cibo cruelty free non è che sia a prezzo abbordabilissimo. Secondo me sapendo dove infilare le mani, usando qualche trucchetto et similia, si può essere vegan essere sani, senza spender un'enormità. Tu come la vedi la cosa?
Il nostro corpo è un tempio, e come tale va rispettato. Di conseguenza vivere di salumi da discount può essere economico, ma non so quanto possa giovare alla propria salute. Per quanto mi riguarda non trovo più costosa una vita senza consumo di prodotti animali, anche perchè sono diventato vegan più di 10 anni fa quando ancora non mi mantenevo e non avevo una lira. Si può condurre una vita all'insegna del risparmio da vegani e onnivori, rimane che mangiare merda non è positivo, da vegani e non. Per quanto mi riguarda cerco di mangiare il più possibile solo frutta e verdura, possibilmente crudi. Lavorando come cuoco questo ovviamente non è la prassi, ma credo che sia la cosa più sana raccomandabile. Da quando sono vegan la media della mia spesa settimanale è sempre stata sulla media dei 30 massimo 40 euro settimanali, non mi sembrano cifre astronomiche. In ogni caso ho sempre preferito, da vegano ma pure prima da onnivoro, spendere di più per avere un prodotto di maggiore qualità, il cibo è sempre stata l'unica cosa su cui non ho mai lesinato. In pù nell'arco di questi anni ho visto quanto si siano abbassati i prezzi dei prodotti basic "da vegano", ovvero latte di soia, seitan e tofu etc... Insomma, il futuro è in questa direzione, non ci sono dubbi.

Le grafiche che usate negli Holy sono molto oscure e d'impatto. E' frutto della mente di voi quattro assieme, oppure sono sviluppate da un unico membro della band che poi ve le sottopone? C'è un'artista in particolare con cui vorreste lavorare?
Le grafiche dei primi 2 dischi sono state curate da Maro Rapisarda, a partire dalle foto, fino al layout. Quest'ultimo disco è stato curato a 6 mani: Luca Santese di Cesura Lab ha fatto le foto, Marco il layout e la nostra cara amica Martina ha curato l'impaginazione. Le grafiche delle maglie sono sempre state idee nostre rielaborate assieme. In ogni caso le idee si sono discusse sempre tutti assieme. Non abbiamo mai collaborato con artisti, anche se Alexender Heir (che ha curato le grafiche dei Komplott e dei Torso, nostri sideproject) è uno degli artisti che mi piace di più ultimamente.

Nella copertina di "Age Of Collpase" c'è Gesù Cristo in croce. Che rapporto hai con la religione? Cosa ne pensi per esempio della minacca Is in Medio Oriente, della escalation di violenze in Africa a cause dei dissidi religiosi? Oppure ancora dell'eterna diatriba tra Palestinesi ed Israliani?
Personalmente trovo che nel 2014 sia assurdo continuare a seguire un culto religioso, non credo che sia sintomo di lucidità mentale ostinarsi a perseguire un credo precostituito, strutturato e gerarchizzato, quale è ogni religione su questo pianeta. La religione è sempre stata causa di cecità, di sofferenza e prevaricazione. Personalmente non mi definisco ateo, nel senso che non escludo la possibilità di un'esistenza astratta e indefinita, esistenza che qualcuno potrebbe definire "Dio", qualcun altro "Caos", altri ancora "Nulla". Semplicemente non me ne interesso, allo stesso modo in cui quest'entità astratta (sempre che esista chiaramente) si disinteressa a me, e ne abbiamo prova tutti i giorni. Trovo invece che tutti dovremmo fare un grande lavoro su noi stessi, come prima cosa. Ultimamente mi sono reso conto di quanto "dare" in maniera disinteressata mi porti a "ricevere" allo stesso modo. Credo che quello che molti definiscono "Karma" un pochino esista, insomma. Di conseguenza la mia visione di qualsiasi guerra e conflitto, a maggior ragione se a sfondo religioso, non può essere altro se non negativa. L'Uomo forse un giorno imparerà ad aprire gli occhi e a vedere in modo diverso l'odio e la prevaricazione con cui sono conditi i conflitti che hai citato. Fino a quel giorno temo non ci sia scampo. Per esempio la questione Palestinese ha un'unica soluzione razionale ed effettiva, ovvero l'abbandono del territorio palestinese da parte dello stato israeliano invasore. Ma mi sembra decisamente un pensiero utopico...

Gli Holy sono un gruppo dichiaratamente politicizzato. In cosa consiste questa politicizzazione?
Non ci siamo mai definiti politicizzati, razionalmente abbiamo sempre respinto le etichette. Troviamo semplicemente che parlare di odio, sfruttamento e abuso sia doveroso e utile per costruire un mondo migliore. Diamo il nostro piccolo contributo, sperando che, anche se la nostra opinione è una briciola rispetto alla mole dei problemi, si possa se non migliorare almeno non peggiorare la situazione.

Di recente mi è capitato di recensire un demo quattro pezzi degli Schifo, gruppo in cui suoni. Come nasce il gruppo? Il vostro suono è un violentissimo hardcore vecchia scuola contro tutti e tutto. I testi di cosa parlano? E' un progetto stabile oppure è una cosa fatta in amicizia per sfogarsi un pò al di fuori dalle vostre band principali?
Gli Schifo sono un gruppo che io e Piff (Left in ruins/Crop circles) abbiamo fatto a gag mille anni fa. In 3 prove abbiamo fatto 5-6 pezzi, l'idea non è mai stata (e non è tuttora) quella di fare un gruppo vero e proprio, semplicemente eravamo e siamo amici, e avevamo voglia di fare qualcosa assieme. Per un breve periodo abbiamo provato a renderlo un gruppo "vero", introducendo Carlo (Thrash Brigade, Cusack) alla chitarra, ma io alla batteria faccio davvero troppo schifo (appunto), e l'ennesimo gruppo a distanza era troppo sbattimento... Così abbiamo lasciato perdere. Dopo aver registrato anni fa abbiamo finalmente di mixare e buttare fuori questi 4 pezzi, ne abbiamo altri 3 che non credo usciranno mai (sono senza voce). I testi sono abbastanza idioti per cui i fatto che non si capiscano mi riempie di gioia! Ahah! É una band fatta al 100% per fare e dire cazzate al di fuori delle nostre band "serie". Magari un giorno suoneremo anche live... Chissà.

Komplott.

Tempo addietro hai suonato negli Skruigners, un gruppo che si discosta un pò a parer mio da ciò che suoni abitualmente. Come sei entrato in contatto con loro, per quanto tempo ci hai suonato, cosa hai registrato e quali sono stati i concerti più belli che hai fatto con loro? Che differenze riscontri fra il tipo di pubblico che va a vederli dal vivo ed il tipo di pubblico che segue un gruppo come gli Holy?
Ho iniziato a suonare con gli Skruigners nel 2005 abbastanza per caso. Sono amico di Carlame (batterista e mente del gruppo) da quando ho 15 anni, l'ho incontrato a caso ad un concerto, dopo tanti anni che l'avevo perso di vista, e mi ha proposto di fare una prova con il gruppo. E' stato strano iniziare a suonare con loro devo dire. Sono stati uno dei miei gruppi preferiti quando mi sono avvicinato al punk quando ero ancora alle superiori, poi i miei ascolti si sono spostati su altri lidi, e quando mi hanno fatto la proposta di suonare con loro non ero sicuro che avrei accettato. Invece da subito è stata una figata, credo che Carlo sia uno dei migliori batteristi con cui abbia mai suonato, e suonare i pezzi che mi hanno emozionato da giovane ha tirato fuori un pochino quel ragazzino che c'è in me. Dopo l'ultimo tour di 11 date che abbiamo fatto 2 anni fa abbiamo deciso di prenderci una pausa a tempo indeterminato. Carlo si è concentrato sul suo progetto techno, i Laforcah, e sta suonando con Tommi E Gli Onesti Cittadini, Mattia (basso) sta suonando negli Yokoano, e io mi sono concentrato su Holy e Komplott... Anche se devo dire che ogni tanto butto lì l'idea di tornare a suonare, mi manca parecchio l'aspetto live degli Skruigners. Con loro ho registrato in studio solo l'ultimo disco, "Niente Dietro Niente Davanti". Non c'è un concerto in particolare che mi è rimasto impresso, devo dire che ho avuto la fortuna di vivermi il periodo migliore di questa band. Le date migliori forse sono state la festa dei 10 anni al Bloom di ;ezzago, o la data coi Dropdead al Dordoni. Forse quella di cui ho conservato il ricordo migliore è quella al vecchio Boccaccio di Monza, c'erano una cosa come 600 persone stipate in quella stanza, è stato abbastanza incredibile. Differenza di pubblico tra Holy e Skruigners? Più che differenza forse direi quantità, essendo Holy un gruppo che in Italia ha un seguito decisamente minore rispetto a Skruigners. Sicuramente con i secondi era più facile vedere un maggior numero di creste e borchie, e l'età media era un po' più bassa rispetto allo "standard" di vecchiaia che si trova nella "scena" HC.

Pescando ancora dal tuo passato mi ricordo di quando suonavi nei The End Of 6000 Years. Cosa ti ricordi di quel periodo? Il disco in cui hai suonato ti piace ancora? Concerti migliori fatti? E' vero che il nome non ti è mai piaciuto?
I TEOSTY sono stati il primo gruppo con cui sono riuscito a costruire qualcosa ed a suonare in giro. Sono legatissimo a quel periodo della mia vita, ero all'università e vivevo per suonare e scrivere canzoni, capitava non di rado che stessi alzato fino a ore piccole, suonando la chitarra e registrando idee nella mia cameretta. Allo stesso tempo ho però un ricordo di stress, sbattimenti e fatiche insormontabili dovute principalmente alla distanza tra i vari componenti della band. Vivere in 5 città diverse era davvero complicato e rendeva tutto ancora più difficile del dovuto. Ricordo dei weekend a casa di Matteo (batteria) passati nella sua sala prove a comporre pezzi, la pasta ai fagioli che ci faceva sua mamma, il gelo che si provava in soffitta, senza riscaldamento, quando ci si metteva a dormire... L'unico modo per riuscire ad andare avanti era la full immersion nel progetto un paio di weekend al mese. Rircordo anche lo stress palpabile prima di registrare "Isolation", mi trovavo da solo con Matteo 2-3 volte a settimana, per fare delle preproduzioni, per provare i pezzi a metronomo, per sistemare tutti i passaggi e gli stacchi, per prepararci allo studio per evitare soprese dell'ultimo minuto o imprevisti... E' stata un'impresa decisamente faticosa, ma credo ne sia valsa la pena. Chi mi conosce bene sa quanto sono maniacale a livello compositivo, sono abbastanza ossessionato dalla precisione e in questo disco, essendomi occupato degli arrangiamenti e della registrazione di entrambe le chitarre e del basso, credo di aver messo al 100% quest'aspetto della mia personalità. Ogni tanto mi capita di beccare qualcuno che mi parla ancora di "Isolation", e questo ovviamente mi fa molto piacere, vuol dire che tutti gli sbattimenti alla fine forse a qualcosa sono serviti. Questo disco mi piace ancora, anche se non mi capita praticamente mai di ascoltarlo, trovo che sia un disco abbastanza moderno anche se è stato registrato qualche annetto fa, e mi piace proprio perchè è difficilmente categorizzabile al contrario del 99% del metal che è uscito negli ultimi anni... Sono molto orgoglioso di come sia uscito e del fatto che abbia raggiunto così tante persone diverse e distanti fra loro. Concerti migliori? La prima volta in Sardegna è stata una figata, anche per i viaggio/vacanza annessi. Io ho poi un bellissimo ricordo del mio ultimo concerto con loro, all'Anti MTV day. Il nome non l'ho mai sopportato, e non ho mai smesso di rinfacciarlo a Niculo!

Altro gruppo in cui militi sono i Komplott, con Mila Agipunk alla voce. Come nasce il gruppo? Che tipo di messaggio portate avanti? Anche in questo caso è un progetto stabile oppure vi beccate ogni tanto? Il 12" mi pare sia andato molto bene...
I Komplott sono un gruppo nato quasi per caso, da un'idea mia e di Giacomo, che ha poi coinvolto Andrea (Horror Vacui e grande amico d'infanzia di Giacomo). Dopo 3 concerti con la formazione a 3, in cui io cantavo e suonavo la chitarra, Mila si è proposto di entrare nel gruppo e così abbiamo fatto... Il giorno prima di registrare "Sei Vivo, Sei Morto, A Nessuno Importa" Mila è salito a Milano per provare. E' stato tutto super veloce e immediato, la semplicità è stato l'aspetto che più ho apprezzato di questo gruppo. Riff e testi sono passati dalla mia testa alla realtà in un batter d'occhio, senza tutte le menate che solitamente mi faccio a livello compositivo. I testi li ho scritti in un momento di disillusione nei confronti del prossimo... E credo che il messaggio che uscirà dai prossimi testi rimarrà sulla stessa linea. Il progetto non è particolarmente stabile... L'ultima data che abbiamo fatto è stata 9 mesi fa, e ora Giacomo vive negli Usa, Andrea è occupato con gli Horror Vacui, Mila è sempre in tour, quindi sinceramente non sò quando e se torneremo a suonare. Il disco è andato meglio di ogni aspettativa! Le prime 300 copie sono andate soldout in 3 mesi, e la seconda ristampa di 200 sta finendo... Mai ci saremmo aspettati che senza avere un sito o una pagina Facebook saremmo riusciti a raggiungere così tante persone. In tutto abbiamo fatto 6 concerti, il che rende ancora più incredibile la risposta del pubblico...

Tempo fa sul tuo profilo Facebook hai postato un video dei Purification durante un concerto che organizzasti anni fa, scatenando un putiferio di ricordi, polemiche, ecc. Cosa ti ricordi di quel concerto? Possiamo dire che il veganesimo in quel caso specifico ha falllito, visto che molti di quei personaggi dell'epoca oggi non lo sono più? E' invecchiato bene quel suono o nel 2014 risulta un pò ridicolo?
Il ricordo che ho di quel concerto è super positivo, non mi sembrava vero di vedere 300 persone in una stanza che facevano casino nella mia città, in cui non sono mai stato abituato a vedere più di un concerto all'anno in cui c'erano massimo 40-50 persone. In più è stato il mio primo concerto da organizzatore, quindi la carica emozionale era anche maggiore. Credo che quel tipo di propaganda sia fallita, direi per fortuna! Credo che nel 2014 certe tematiche siano all'ordine del giorno grazie a persone che stanno combattendo per la "normalità" di certe scelte. Vedere gli slogan e le pose tipiche di quel giro fine '90 inizio '00 fa capire quanto fosse autoreferenziale e effimera come scelta. E infatti si son viste le conseguenze... Continuo ad apprezzare poche band del periodo, credo che sia parecchio difficile invecchiare bene senza risultare un pochino ridicoli, come dici tu...

Sò che tu sei un finissimo buongustaio di prelibatezze vegan, ed io ti appoggio in pieno. Quali sono i tuoi piatti preferiti? Ti cimenti anche in cucina?
Da un paio d'anni ormai sto facendo il cuoco di professione, per cui ho fatto di una passione un lavoro, e mi ritengo parecchio fortunato. La mia cucina preferita rimane quella tradizionale italiana, credo che non ci sia veggie-burger o cupcake che possa reggere il confronto con uno spaghetto al pomodoro e basilico fatto coi controcazzi.

Holy.

In Italia c'è la moda di combattere la disoccupazione creando fantomatiche booking agency, che molto spesso vengono mandate avanti da persone che si improvvisano manager ma ache in realtà dimostrano molte lacune in fase organizzativa e di trattamento dei gruppi. Hai avuto esperienze spiacevoli a riguardo? Sò che ogni tanto organizzi qualche concerto. Come ti muovi a livello di contatti e di organizzazione?
L'approccio che ho nell'organizzazione di quello che faccio è al 100% DIY, è molto difficile che ci siano intermediari tra me e la band che deve suonare, e se ci sono sono persone che lo fanno per passione, non per lavoro o per guadagnare. La cosa che non capiscono molte persone è che il punk è un settore musicale in cui non c'è ritaglio dal punto di vista economico. Si parla quasi sempre di gruppi piccoli, che hanno bisogno di una mano per suonare, non di bands che diano la possibilità al promoter di farci dei soldi. E credo che la nascita e repentina morte di queste fantomatiche booking sia dovuta proprio allo scontro con la realtà.

Che idea ti sei fatto della scena della tua città, Milano? C'è collaborazione oppure ognuno tende a colivarsi il proprio orticello?
Negli ultimi tempi devo dire che si è creata una rete di collaborazione che è davvero una figata. Si respira quasi un'idea di "Unity" che da tempo non vedevo. Abbiamo un gruppo chiuso su Facebook in cui si trovano tutti gli organizzatori di concerti di Milano, fatto proprio per avere un minimo di cooperazione tra di noi, per aiutare gruppi in tour e per evitare accavallamenti di serate. Devo dire che le cose stanno migliorando sempre di più, anche grazie alla comparsa (per fortuna) di un po' di giovani ai concerti.

Com'è avere Martina come driver e factotum dei vostri tour?
Dovresti più che altro chiedere a lei com'è sopportarci ogni giorno in ogni condizione igenico/atmosferica e guidare nel frattempo! Martina tvb.

Come vedi la situazione politica, economica e sociale del nostro Bel Paese?
Prossima domanda?

Guardandoti indietro, sempre all'interno della tua esperienza nell'hardcore e nel punk, cosa rifaresti e cosa no? Ci sono situazioni che ti hanno lasciato un pò di amaro in bocca?
Guardandomi in dietro credo che avrei cercato di suonare di più nel periodo in cui non stavo ancora lavorando... A parte questo non mi pento di nulla, sono fiero dei risultati e degli errori.

Ho finito. Grazie del tuo tempo e se vuoi aggiungere qualcosa fai pure...
Grazie a te caro! Un abbraccio e YO!

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