lunedì 28 dicembre 2015

Erika Nardi | Signa Print Collective.


Molto spesso, quando ci capita per le mani un disco, una locandina o un disegno, ignoriamo chi lo abbia creato e quanto tempo e dedizione ci abbia messo chi lo ha creato, e soprattutto chi è stato a crearlo. Personalmente mi sono sempre interessato a chi è il creatore di ciò che sto guardando ed ecco che ho deciso di intervistare Erika, che a mio modestissimo parere è davvero da tenere d'occhio, in quanto ciò che ha prodotto è molto ma molto interessante sotto tutti i punti di vista.

Erika tu sei reduce dall'esperienza Filler in quel di Milano. Puoi raccontarci in cosa è consistita la tua partecipazione? Mi pare tu ti sia classficata seconda, sei soddisfatta? In cosa consisteva il contest? Ti sei trovata bene come atmosfera? Quali sono gli artisti che hai maggiormente apprezzato? Credi che aver partecipato a questa manifestazione potrà aprirti in futuro nuove collaborazioni e produzioni?
Ciao! Si, a dicembre ho avuto il piacere di prendere parte a Filler, una convention di illustratori legata all’aLtudine dell’ hc/diy. L’evento si svolge durante una tre giorni che consiste in un’esposizione dei propri lavori, il tutto condito da workshop, buona musica e svariate iniziative. E’ stata un’esperienza davvero particolare, dal momento che non capita spesso di avere a disposizione uno spazio in cui si riuniscano persone da varie parti dell’Italia con l’intento di fare/ proporre un po' di arte congiunta alle logiche del d.i.y., e in cui si possa conoscere gente sulla tua stessa lunghezza d’onda con cui condividere amicizia, informazioni, possibili collaborazioni e pareri. Ci sono due contest a cui ho partecipato, uno per l’illustrazione natalizia della Vans, e un altro in cui vincevi, proponendo un disegno fatto sul momento, un set di pins personalizzabili con le tue grafiche (in cui sono arrivata seconda), realizzate da GretaPins; mi ha fatto piacere “sfidarmi” con altri artisti davvero tosti. Non credo ci siano artisti in particolare che abbia maggiormente apprezzato in questa convention, dato che il "livello" era davvero alto; posso giusto esprimermi a livello di gusti personali e dire che chi mi ha più colpito sono il collettivo Thunderbeard, Gozer Visions, Madkime, Francesco Goats, Rocco Lombardi, Alberto Brunello e la sua mitica “La Morte Ti fa Belva”, Officina Infernale, Violet not The Color... E mi sto certamente scordando qualcuno. Spero davvero di partecipare di nuovo a Filler, e non posso far altro che ringraziare tutti i ragazzi che ci sono dietro all’organizzazione, e dire a chi ancora non ci ha fatto un salto di passare assolutamente alla prossima edizione!!!

Quando ci siamo sentiti per accordarci su quest'intervista mi hai scritto che stavi preparando la tesi di laurea... Su che cosa l'hai incentrata? Credi che il tuo percorso di studi ti sia stato utile per affinare il tuo modo di lavorare?
La tesi mi sta un po’ affliggendo, ma posso annunciare di averla finita finalmente! E mi riferisco allo scritto (in Accademia funziona così: tesi scritta + progetto inerente, nel mio caso grafico/incisione). Ora ho due mese per dedicarmi a tutta la parte grafica, che sarà un misto di acquaforte, fotografia, xilografia in cui inserirò anche delle componenti materiche. La mia tesi sarà incentrata su un argomento che mi sta a cuore da un paio d’anni, che emerge in quasi tutti i miei lavori legati all’ambito accademico (in quello illustrativo che porto all’esterno un po’ meno), ovvero la caverna e la Terra intese nel loro significato simbolico (quindi iniziatico, uterino, sede del passaggio alla morte e alla conseguente rinascita spirituale), collegato a due artiste contemporanee (A. Mendieta e M.B. Edelson) che praticavano nel proprio corpus di lavori performance improntate sul culto tellurico primitivo e pagano con l’intento di ricreare un contatto con la natura e le proprie origini primordiali. E qui mi fermo, non vorrei dilungarmi troppo! Per quanto riguarda il chiedersi se gli studi sono stati utili al progredire del mio lavoro, mi sento di dire che imparare una tecnica antica come l’incisione mi abbia permesso di affinare il mio personale segno e tratto grafico, sia che si tratti di usare carta e china sia che io stia facendo un’acquaforte.

Parliamo un pò dei tuoi disegni. A cosa ti ispiri quando li crei? Credi che riflettano il tuo carattere e il modo in cui ti poni nei confronti della vita di ogni giorno? Ti rifai anche alla letteratura e alla religione? Ho notato che usi molto il bianco e nero... Come mai? Credi che i dettagli, per esempio, possano risaltare maggiormente in quel modo? Dell'uso dei colori cosa ne pensi?
I miei disegni provengono probabilmente, nella maggior parte dei casi, ma non sempre, dalla mia vicinanza allo stile legato all’incisione antica; ma qui non vorrei generalizzare troppo, poiché sono certa che influisca sul mio modo di lavorare, ed è normale del resto, tutto ciò che mi ha colpito, negli anni, per quanto riguarda la storia dell’arte (e sono tutti aspetti molto diversi fra loro). E’ vero, spesso emerge la religione nei miei disegni, credo che essa sia, se "modificata", "ribaltata", "contorta", un ottimo veicolo per esprimere dei concetti ignorati, ignoti e non solo semplicemente blasfemi. Sull’adoperare il bianco e nero, purtroppo o per fortuna non posso farne a meno, ogni tanto inserisco i colori ma di solito sempre e solo uno al massimo per disegno. I colori li uso quando devo fare schizzi o disegni dal vero, ma nei miei lavori più ‘finali’ non ne sento il bisogno.


Come avviene la creazione di un tuo disegno? Parti da un'idea ben precisa oppure la prendi "alla lontana" e vai per tentativi? Di solito quanto tempo passa dal pensare il disegno alla sua effettiva realizzazione?
Le idee mi possono venire in qualsiasi momento della giornata, non ho un modo preciso di creare un pensiero che poi si trasferirà sulla carta. Diciamo che posso farmi venire un’idea anche a comando, ma di sicuro le idee che riescono meglio son sempre quelle che arrivano in modo inaspettato.

Quali sono i soggetti che 9 piace maggiormente disegnare?
La natura in generale, gli animali, le persone.

Nel tuo modo di lavorare, quanto contano le tue influenze musicali? Voglio dire: mentre disegni quasi sicuramente ascolti musica... C'è un genere che ti ispira meglio di altri nel realizzare ciò che hai in mente? Quali sono i tuoi gruppi preferiti? Quelli invece che ti hanno colpito maggiormente per l'uso che hanno fatto della componente grafica nei loro lavori?
La musica conta tantissimo, anche perché è ascoltandola che spesso mi vengono in mente parecchie cose nuove da fare. Quella che mi ispira di più sono ovviamente l’ HC, e anche qualcosa di death metal e grind. Mentre disegno però non ho un sottofondo preciso, e ascolto di tutto. Oggi per dire mentre disegnavo ho ascoltato i Nile e dopo le Destiny’s Child, ahahah. I miei gruppi preferiti è molto molto difficile per me dirlo, ne avrei troppi da nominare e non so decidere. Intanto, dico i xMorning Againx, Magrudergrind, Orchid, Point of no Return, Undying. Mentre il gruppo che ha avuto le grafiche più fighe di sempre sono stati i Crass, su questo non ci piove! Altri gruppi che ammiro per le grafiche sono i Dropdead, Wormrot (i disegni li fa tutti il loro cantante e sono una mina), Wretched, Cannibal Corpse, Nofu, Negazione, Rudimentary Peni. Ma sicuramente molti altri. Le grafiche dei gruppi xvx purtroppo sono troppo spesso incisioni di Gustave Doré, non vale!! Ahahah...

Quali sono le tecniche che utilizzi per i tuoi disegni? Oltre alla china u9lizzi anche l'incisione, per esempio?
Nei miei disegni utilizzo sempre matita e china, e più i pennini che uso sono sottili meglio è. Mentre invece in altri lavori riguardano la stampa uso l’incisione: acquaforte e altre tecniche calcografiche, xilografia e linoleografia, ogni tanto anche con sovrapposizioni di stampe fotografiche o tipografiche. E anche la serigrafia.

Che tipo di messaggio vuoi veicolare attrraverso ciò che crei? Ti piace che chi guarda ciò che hai fatto possa trarne diverse interpretazioni?
Ogni mio disegno racchiude messaggi diversi. Solitamente, un punto in comune tra tutto è una sensazione di cambiamento, a volte in positivo, a volte negativo.


Recentemente hai dato alle stampe due tipi di magliette tramite Abisso Serigrafia. Come sei entrata in contatto con Massimo? Come ti sei trovata a lavorare con lui? Puoi parlarci delle grafiche di queste due shirt? Come mai hai deciso di disegnarle e che significato attribuisci ad esse?
Io e Max (Abisso Serigrafia) ci conosciamo già da qualche annetto; la nostra collaborazione è nata quando ha visto un po’ dei miei lavori e mi ha chiesto di fare delle illustrazioni "iconograficamente ribaltate", come appunto il drago che uccide San Giorgio o San Francesco aggredito dai suoi cari animali. Max ha comunque collaborato anche con altri artisti, date un’occhiata ai lavori di Abisso!

Ho notato che oltre alle stampe hai prodotto una fanzine in un numero molto limitato di copie. Puoi parlarcene? Che tipo di risposta hai avuto? Credi che in futuro ripeterai l'esperimento?
Della fanza in questione sono state prodotte solo 30 copie: essendo state stampate su un tipo particolare di carta, e cucite successivamente da me a mano, ho optato per un numero di esemplari limitato. Dentro sono raccolti dei miei lavori, con pochissime didascalie (solo i titoli e i miei contatti). Ho ricevuto diversi complimenti per questo lavoro, lo ripeterò sicuramente in futuro, magari scegliendo diversi metodi di riproduzione che mi permettano di alzare il numero di copie, e inserendo molte più illustrazioni: forse, pensavo di fare un ciclo di disegni legati ad una storia, o ad un argomento specifico, ma esclusivamente per la fanzine in questione. Si vedrà.

Quali sono gli artisti che maggiormente ti hanno influenzata e perchè?
Dunque, per l’incisione sicuramente Gustave Dorè, il mio amato Dürer, Luca di Leida, Giovanni BaLsta Piranesi, Hans Baldung Grien: la precisione della loro tecnica è ineguagliabile e lascia senza parole. Sempre per quanto riguarda la grafica, ma in altre forme, gli artisti dell’Art Nouveau e dell’Espressionismo tedesco. Mentre invece a livello "sentimentale" e d’ispirazione, cito Hieronymus Bosch, l’ordine dei Preraffaelliti, Zdzisław Beksiński, James Ensor, Francis Bacon... Le artiste contemporanee legate alla performance, che stimo tantissimo, Gina Pane, Marina Abramović, Regina José Galindo. Ognuno di loro mi ha influenzato in un modo diverso dall’altro.

Di sicuro conoscerai Malleus e le loro creazioni... In futuro vorresti impostare il tuo lavoro sul loro stile, cioè lavorare per band più o meno "grosse" e poi vendere i tuoi poster serigrafati in quantità limitate, oppure vorresti mantenerti su un livello più do it yourself?
Per ora va bene che rimanga impostato sul do it yourself, e vorrei che rimanesse tale. Allo stesso tempo non posso nemmeno programmare cosa voglio fare in futuro con il mio lavoro, perché ad esempio non ho idea di quanto le mie cose continuino ad essere apprezzate, magari tra un paio d’anni finisce tutto. Riferendoci a Malleus, mi piacerebbe lavorare per band "grosse", perché no. Magari non proprio per tutte, ecco, ahahah. Questo è per quanto riguarda me. Allo stesso tempo spezzo una lancia in favore di chi con l’arte si riesce a mantenere totalmente (e quindi accade, probabilmente, che ci si debba appoggiare a spazi espositivi o a case editrici che di d.i.y. non hanno poi molto): in alcuni casi li comprendo, anche perché troppo spesso questo tipo di lavoro non viene riconosciuto minimamente, e non intendo tanto a livello economico, mi riferisco, per fare un esempio, a quelle persone che sostengono che per fare un’illustrazione/un disegno/una grafica non ci voglia niente, e che giudica anche l’operato di un artista in base al tempo impiegato, ecc. Si dovrebbe dare il giusto spazio anche agli aspetti artistici, così che possano essere riconosciuti ulteriormente negli ambiti più underground, dandogli di conseguenza più prospettve di sopravvivenza. Qualcosa si sta muovendo ma non basta!


Tu fai parte di un collettivo che si chiama Signa Print Collective. Ti va di parlarcene un pò? Da quanto tempo ne fai parte? E localizzato solo a Bologna, oppure in tutta Italia?
Il Signa Print Collective è nato dall’intenzione di raggruppare incisione, legatoria, grafica e una buona dose di d.i.y. all’interno di un gruppo che si potesse proporre sia nell’ambito dell’autoproduzione che anche in un contesto espositivo: infatti il collettivo ha partecipato sia a fiere, banchetti e mostre. Signa è stato fondato un annetto e mezzo fa da me e altre due ragazze: diciamo che siamo tutte di Bologna o città limitrofe. Ultimamente siamo un po’ ferme, ma i progetti che abbiamo in cantiere sono moltissimi, e speriamo di realizzarli prossimamente.

In passato tu hai suonato il basso nei Nemesis. Come giudichi quest'eperienza? Come mai vi siete sciolti?
I Nemesis li giudico un’esperienza indimenticabile: siamo stati, per un periodo, l’unico gruppo vegan edge in Italia (dopo un periodo di silenzio), e suonare con loro mi ha permesso di rimettermi in gioco con il basso. Ora qui in Italia ci sono nuovi gruppi xvx, antifa e antisessisti, e che questa realtà continui a mantenersi viva e attiva non può che riempirmi di gioia. I Nemesis diciamo che si sono sciolti perché ognuno ha preso la sua strada: ed è stato decisamente meglio così. L’unico rimpianto che ho da questo gruppo è non aver registrato gli ultimi due pezzi che avevamo composto, mi piacevano un casino (chi ha assistito ai nostri ultimi live sa di cosa parlo); purtroppo ci rimangono solo le misere registrazioni del primo demo e qualcosa sul registratore del cellulare ahahah, ma va bene così!

Mi pare che tu ora abbia un nuovo gruppo... Ti va di parlarcene?
Fino a un paio di mesi fa suonavo nelle Hyle, un gruppo hardcore con qualche influenza powerviolence, di Bologna. Anche se ho lasciato il gruppo loro sono ancora attive, a breve faranno un mini tour in Svizzera/Germania e stanno sfornando dei pezzi nuovi (all’attivo per ora c’è un demo). Ascoltatele!! In ogni caso, l’anno prossimo mi piacerebbe riprendere a suonare e non stare troppo ferma, magari fare un gruppo con influenze un po’ smetallozze. Non saprei. Ma intanto sta prendendo piede, anche se moooooltooo lentamente, un progetto segretissimo con un’amica, un duo. Non dico altro. Dico solo che, se ci riusciamo, faremo un genere che non c’entra niente con tutto ciò che ho suonato fino adesso, infatti è un esperimento! Vedremo, insomma.


Tu sei vegan e straight edge. Come mai hai deciso di fare questo tipo di scelte? Riesci a rapportarti bene con la società in cui vivi? Sei mai stata criticata?
Il veganesimo e lo sxe per me sono coerenza verso ciò in cui credo, verso la mia mente e il mio cuore. Direi che lo sxe sappiamo più o meno tutti a grandi linee cos’è (non voglio che questa domanda diventi il solito papiro che faccio sulla questione), io l’ho inserito nella mia vita sia a causa del veganesimo (le due cose sono strettamente collegate per quanto mi riguarda), sia per ragioni politiche, e per tanti altri motivi che non sto qui ad elencare. Sì, mi è capitato di essere criticata. Amen. Per quanto concerne il rapportarsi bene con il resto del mondo, non saprei, a me interessa rapportarmi con le persone che mi sono affini e condividono, almeno in parte, i miei stessi interessi e idee sullo stato delle cose, sia che i soggetti in questione siano edge o no. Di come mi rapporto con altri ancora, invece, dipende: se hanno problemi con quello che sono possono anche andarsi a fare un giretto, diciamola così.

Negli ultimi anni, all'interno della scena hardcore punk, c'è stato un notevole incremento nella presenza di ragazze, alcune anche molto attive in diversi ambiti. Come giudichi questa cosa? Non ti pare che, molto spesso, la scena punk hc tenda un pò a mettere in disparte le ragazze o nel migliori dei casi tenda a vederle in maniera "diversa" rispetto ai ragazzi, quando invece dovrebbe essere il contrario?
Penso che per esprimere pareri su questo fatto inerente all’HC, io mi possa esprimere su Bologna perché la conosco da vicino, non mi vivo in prima persona (succede raramente) le situazioni, che sono sicuramente diverse, di altre città; però esprimendomi su Bologna sicuramente può emergere come la penso sulla questone a livello globale, così da espandere la mia visione anche ad altri luoghi. Detto ciò, a Bologna credo che ci siano tante ragazze attive in tante attività, per esempio suonando in un gruppo, organizzando concerti, scrivendo fanzine, mettendo su collettivi, organizzando incontri su varie tematiche... In questo non ci dovrebbe essere nulla di strano o di sorprendente, visto che facciamo tutti parte della stessa baracca. Queste situazioni esistono proprio perché l’hardcore dovrebbe essere un ambiente antifascista, antisessista, anti omofobo, ed è così, ma purtroppo anche in questo contesto, ci sono alcuni individui, pochi per fortuna, che continuano a dire le stesse cazzate che potresti sentire anche nel mondo esterno: ad esempio i tantissimi pareri sulla propria, personale, vita sessuale di una ragazza, o il suo aspetto fisico, o anche il fatto che se una tipa suona, allora è brava per forza o al contrario farà cagare a prescindere. Questi episodi sono pochi, ma dovrebbero essere spazzati via, visto che l’hardcore è un posto in cui, secondo me, tutti e tutte dovrebbero sentirsi finalmente "al sicuro", e chi disintegra quest’idea con queste minchiate per me non fa parte di un bel niente.

Recentemente Atlantide è stata sgomberata e chiusa. Che opinione ti sei fatta di ciò che è successo? Secondo te luoghi come Atlantide o Xm24 o Iqbal possono essere veicoli per propagandare un certo tipo di idee?
Atlantide, da bolognese, era un luogo in cui ho avuto i miei primi approcci verso la dimensione punk/hardcore (e, quindi, di tutto ciò che ne consegue). Nostalgie e sentimentalismi a parte, era un posto in cui convivevano importanti aspetti che tutti noi conosciamo e che, si spera, facciano parte di noi stessi, e tutte le volte che viene strappato un luogo come questo si perdono delle zone fondamentali in cui non solo ci si aggregava per il concerto (qualcuno forse sì, purtroppo), ma nel quale potessero prendere forma una condivisione di idee, pareri e visioni sulla realtà che ci circonda e ci costringe. E’ importantissimo e fondamentale, fare in modo che spazi del genere continuino ad esistere, e quindi, naturalmente, bisognerebbe fare in modo che XM24 e Iqbal continuino ad essere frequentati e che più persone si impegnassero nelle iniziative, oltre che venire ai concerti, che vengono proposte in questi luoghi.



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Slander | The Rush | PowerTrip Records/Trivel Records | 12".

Gli Slander sono il perfetto prototipo di un certo tipo di hardcore: divertentissimi on stage, divertentissimi fuori dallo stage, sempre sorridenti e impegnati a fare festa. Ma sono una band che prende molto seriamente ciò che fa, non molla di un millimetro e tutto quello che si sono conquistati fino ad ora se lo meritano al 100%. Il 7" "The Rush" è stato uno dei bestseller del 2014 ed ora è stato ristampato in una lussuosa versione 12", con serigrafia ad opera di Serimal, che ha fatto il solito grandioso lavoro. Il tutto viene riproposto sotto l'egida della PowerTrip Records assieme a Trivel Records. Devo ammettere che in questa versione i brani risultano ancora migliori, a livello di masterizzazione, rispetto alla loro controparte su 7". Il tutto risulta molto cristallino, semplice e diretto. Come poi sono gli Slander dal vivo. Il loro hardcore veloce ma ricco di breakdown, risulta coinvolgente fin dal primo riff di chitarra. La voce di Samall è granitica e graffiante, ideale condottiero in un party senza fine. Le chitarre sono tiratissime e sfornano riff uno dietro l'altro, secondo la formula "mordi e fuggi". Basso e batteria sono il motore ritmico della band, e non perdono un colpo, ma anzi alzano notevolmente il tiro, con bordate estenuanti. Le canzoni contenute qui dentro vengono arricchite da una cover finale, l'immortale inno al casino, ovverosia quella "Fight For Your Right To Party" dei Beastie Boys, che nell'ormai lontano 1986 sancì uno dei primi incontri fra metal ed hip hop. Gli Slander sono un gruppo che è stato in grado di ridare linfa ad una scena (quella italiana) che troppo spesso non sa guardare più in là del proprio naso. In più hanno creato attorno a loro quella cosa chiamata Venezia Hardcore, scusate se è poco. Compratelo, anche se avete già il 7".

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Tumulto | Riflesso Incondizionato | Rumagna Sgroza/Trivel Records | Lp.

I Tumulto con questo lavoro (il secondo sulla distanza di un full length, dopo lo split con i La Prospettiva) hanno trovato la quadratura del cerchio. Già dall'ultima volta in cui li avevo visti in azione a Ferrara, mi ero subito accorto che qualcosa al loro interno era mutato. La perfetta alchimia che hanno raggiunto nello scrivere e suonare questi pezzi mi ha davvero impressionato. Se prima potevano sembrare ancora un pò acerbi e in fase di definizione, ora posso assicurarvi che il livello che hanno raggiunto è davvero alto. Il modo in cui suonano è figlio dell'urgenza dell'hardcore più primordiale, ma filtrata attraverso un alone di perizia e di "cuore" in ciò che fanno. L'aver innestato una seconda chitarra nel loro tessuto musicale, ha fatto guadagnare ai brani quella spinta che prima mancava. Ora il tutto risulta più omogeneo e se vogliamo proprio osare, anche più tecnico. Gli intrecci tra le due chitarre hanno permesso di aggiungere quel poco di più che rende questo manipolo di canzoni assolutamente devastanti. La sezione ritmica impartisce il giusto tiro, fra fulminanti cavalcate e stacchi in cui la melodia la fa da padrone. Dulcis in fundo la voce. Questo forse è l'elemento che più ha subito una evoluzione molto significativa. Nicholas è riuscito a far venire fuori il pathos necessario per cantare con convinzione, dosando sapientemente la voce, che risulta molto potente e pienamente a suo agio nel contesto. Ottimi testi (da urlare a squarciagola) e una grafica semplice ma molto evocativa, completano un disco che a me personalmente è piaciuto davvero tanto.

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giovedì 24 dicembre 2015

Skaya | Demo | CdEp/Digital.

Già con una copertina così, partiamo decisamente più che bene. Il binomio giallo sporco/teschio/logo della band appiccicato con metodo cut and paste è da sempre uno dei miei modi preferiti di concepire una cover. Semplice e diretto. Se poi aggiungiamo il fatto che questi quattro ragazzi suonano un hardcore privo di speranza, velocissimo, con i breakdown al posto giusto e una voce urlata e sofferta, io sono posto. Questi quattro pezzi degli Skaya sono quattro manganellate in piena faccia. Quattro frammenti di vetro che vi si conficcheranno nel cervello, aprendovi un mondo dove aleggia solo lo sconforto più nero. Prossimo passo? Un bel 7". P.s.: limited edition in soli 22 esemplari...


Skaya | Bandcamp

Death In Guantanamo | Demo | Cd.

I Death In Guantanamo sono una piacevole sorpresa, almeno per me. Li avevo sempre sentiti di nome, poi finalmente li ho potuto vedere dal vivo al Freakout di Bologna assieme all'Eddie Leeway Show e agli Hobos, e ho avuto la definitiva certezza della loro bontà. Hardcore straight in your face, figlio dei Cro Mags di "Age Of Quarrel", dei Sick Of It All di "Blood Sweat And No Tears" e degli Agnostic Front di "Cause For Alarm", mischiato sapientemente con una buona dose di crossover thrash. Il tutto risulta molto ben suonato, ricchissimo di cori e con la voce di Lorenzo tignosa e incattivita (mi ricorda quella del primissimo Lou Koller dei già citati S.O.I.A.). Le 10 canzoni che compongono questo demo risultano taglienti e molto energiche, non hanno alcun calo di tensione e dal vivo rendono davvero molto bene. Menzione particolare per i testi, tra il serio e l'ironia pura. Spero vivamente che approdino al vinile, visto che sono una delle cose migliori uscite in questo campo dall'Italia.

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mercoledì 23 dicembre 2015

Discomfort.


Il progetto Discomfort è un qualcosa che mi ha colpito profondamente. Il gruppo suona un blackened hardcore dalle molteplici influenze, accompagnato da grafiche che oserei dire meravigliose nel rappresentare gli abissi in cui il mondo molto spesso è proiettato. Ho rivolto alcune domande alla gola del gruppo, ovvero Netti, per cercare di addentrarmi un pochino di più nella loro oscurità.

A tuo parere, cosa è cambiato nel suono del gruppo dal vostro debutto "Scorn" al recente "Worst"? C'è stata un'effettiva progressione nel suono del gruppo?
Ciao Paso, sicuramente è cambiato moltissimo il suono della band da un disco all'altro. "Scorn" è stato fondamentalmente scritto per avere materiale per andare in tour e fare più casino possibile, mentre con "Worst" abbiamo cercato di trovare un suono più nostro e comporre un disco più solido. Ovviamente ci sono stati cambiamenti all'interno della band che hanno portato a questo, primo fra tutti credo sia la maturazione che viene naturale dopo tutto il tempo che abbiamo passato insieme sul palco, in sala prove e in furgone.

Parlando invece della grafica che accompagna "Worst", la trovo davvero bella e allo stesso tempo molto cupa. Come è avvenuto il processo di creazione? Possiamo leggere un doppio messaggio in essa? Mi spiego meglio: prendi in mano il disco e ti trovi questa ragazza con il burka da cui spuntano solo gli occhi... Poi lo giri e scorgi cosa nasconde nelle mani... Io l'ho letta come un invito alla resistenza ogni giorno... Qualcuno potrebbe vederci un'esaltazione delle donne kamikaze... Come la interpreti tu?
Il concept è frutto di un'idea di Pietro, purtroppo ex chitarrista, e doveva essere molto più complessa; ci siamo messi a tavolino e abbiamo cercato di lavorare sull'idea iniziale, aggiungendoci un'espressività e un significato che potessero essere coerenti con il nostro suono. Quello che vuole rappresentare è molto simile all'interpretazione che ne hai dato tu, consiste nel ribellarsi da parte della donna che in molti contesti, sia orientali che occidentali, è purtroppo ancora la figura più oppressa nella società moderna.

Il suono dei Discomfort è un miscuglio di diversi generi che pescano dal meglio che la musica estrema ha saputo produrre nel corso degli anni... Se dovessi descriverla, in che modo lo faresti? Quali gruppi vi hanno ispirato?
Il nostro suono è frutto di contaminazioni di ogni tipo e questa domanda mi mette ogni volta in crisi. Noi quando ci chiedono cosa suoniamo rispondiamo "Dirt" (sporco) e ti direi che le nostre maggiori influenze siano date da band come Converge, Craft, Leviathan, Nasum e The Secret, ma ti ripeto che è difficile, ascoltiamo tutti tanta roba diversa.

Ho potuto vedervi dal vivo e l'approccio che utilizzate on stage mi ha molto impressionato... Se da un lato c'è una parte della band che ha un approccio molto fisico alla vostra musica, dall'altro c'è un'altra parte oserei dire "pacata e riflessiva"... Credi che questi due modi di porsi mentre suonate possano essere considerate le due "anime" del gruppo e in qualche modo contribuiscano ad un certo "equilibrio" all'interno della band?
Non saprei risponderti sinceramente, veniamo tutti dalla scena hardcore e quindi la componente fisica credo sia un imprinting irremovibile, ma al tempo stesso ci facciamo anche tante seghe mentali... Quindi si, perchè no, potresti aver ragione "sull'equilibrio" della band.

Il vostro primo cd/10" "Scorn" ha avuto come protagonista nella parte grafica Moz di Officina Infernale, un'artista che apprezzo e che seguo molto... Come siete entrati in contatto con lui? Come vi siete trovati? Come mai con "Worst" avete deciso di non avvalervi più di lui? Ho notato che il lavoro grafico di "Worst" è molto più lineare e semplice rispetto alle elabarorazioni grafiche di "Scorn"... Questo è dato anche dal fatto che i pezzi nuovi conservano tutta la carica distruttiva di quelli vecchi ma possiam considerarli più "diretti"?
Moz di Officina Infernale è un buon amico oltre ad essere un artista super serio, non mi ricordo come ci siamo conosciuti, ma mi ricordo che nel momento di decidere a chi affidare la copertina del nostro primo disco la scelta era tra lui e Brian D'Agosta di Ghost Work (Denver), il quale ha creato il nostro logo, che ancora oggi usiamo, e alla fine il compito è stato affidato alle sapienti mani di Moz che ha piacevolmente soddisfatto tutti. Per la copertina di "Worst" ovviamente avevamo pensato a lui, ma questa volta avevamo un'idea più chiara di come sarebbe risultato il tutto e ci siamo affidati ad Alberto Colferai per scattare quello che vedete in copertina, nel cortile di casa sua a Padova. Invece della grafica che è poi stata serigrafata sul disco si è occupato Paolo Colletta di EDioLoGnomoMongoloide (PDTHC/Swamp Collective). Come potete vedere non serve diventare pazzi nella ricerca di artwork di un certo livello, per forza all'estero con nomi ultra blasonati, abbiamo tutti gli artisti che vogliamo anche qui! Credo che l'associazione grafica-musica sia chiara, non sono però d'accordo con il definire i pezzi di "Worst" più diretti di quelli di "Scorn", sicuramente sono più violenti.


I testi dei Discomfort sono molto cupi... Puoi spiegarci di cosa parlano e come vengono creati? Ti basi su tue esperienze personali e su quello che ti circonda ogni giorno? Riflettono anche il tuo carattere ed il modo in cui affronti la vita in generale?
Quando scrivo i testi di un disco, mi piace scriverli a breve distanza temporale l'uno dall'altro, in modo che il disco prenda una certa linearità, che forse percepisco solo io però. Scrivo di quello che mi circonda e influenza maggiormente nei pensieri che sviluppo durante un periodo più o meno lungo; spesso tratto temi come la politica o la letteratura, ma nell'80% dei casi tutto si riconduce all' odio

Alcuni membri dei Discomfort vivono in Inghilterra. Come riuscite ad organizzarvi per provare e andare in tour? E' difficile gestire questa cosa?
Purtroppo essere in una band che è spesso in tour, vivendo in Italia, nella maggior parte dei casi equivale a non avere uno straccio di lavoro e quindi un'entrata economica. Semplicemente ora possiamo lavorare e andare in tour senza troppe rotture di coglioni... Purtroppo però non provare 1/2/3 volte a settimana è una cosa a cui ci dobbiamo ancora abituare.

Nel corso degli anni avete suonato parecchio in Europa e negli Stati Uniti. Come vi siete trovati? Che tipo di differenze avete riscontrato? Dove vi siete trovati meglio e dove peggio? Di aneddoti ne avrai a milioni, ma ne hai almeno uno che ti è rimasto particolarmente impresso nella mente?
Questa band è stata formata per andare in tour e fin dalla nostra prima esperienza tutto è sempre andato benissimo sul versante live. Ovviamente le date del cazzo e le band di persone a caso le trovi ovunque vai, ma credo di potermi ritenere molto fortunato. Andare in tour in America o andarci in Europa è una cosa completamente differente, per esempio da noi sei abituato che un piatto caldo e un posto per dormire ce l'hai assicurato ogni sera, là questo non è per nulla scontato, noi chiedevamo ai kids che venivano a vedere i nostri show un posto dove dormire e nel 90% dei casi abbiamo sempre trovato chi aveva abbastanza coraggio per ospitare 7 disagiati che puzzavano di sacchetto dell'umido; però il supporto che abbiamo ricevuto oltre oceano qui in Europa è più difficile da trovare, la gente ci comprava il merchandise per strada, perchè ci vedeva in furgone e immaginava fossimo una band in tour e quindi completamenta squattrinata, i bar ci offrivano giri per lo stesso motivo, i kids che ci ospitavano ci compravano burritos da fare al microonde, insomma tante piccole cose che ti fanno sentire ben accetto. Un aneddoto che so per certo essere rimasto a tutti nel cuore fra i vari tour Discomfort è della serata che abbiamo fatto a Cincinnati (Ohio), dopo lo show più figo del tour, con gente che si appendeva alla gente appesa al soffitto (liane umane) di uno skatepark, ci siamo trasferiti a casa del promoter e abbiamo continuato la festa con altri 20/30 punk sul tetto del palazzo, pieni di birre e con vista su una tempesta di fulmini potentissima all'orizzonte, quel momento è stato veramente intenso. Oppure quella volta che Tom ha dimenticato il basso a Bristol e l'abbiamo recuperato, qualche data dopo, a casa del cantante dei Disorder, dove c'era lui che guardava vhs dei Disorder e ogni minimo anfratto dell'appartamento aveva una luce e delle piante di erba.

Credi che in futuro potrà esserci spazio per la sperimentazione all'interno del tessuto musicale della band? Oppure continuerete con questa formula collaudata?
Per noi sperimentare è necessario, ci rompiamo le palle velocemente di far sempre le stesse cose. Ora abbiamo in cantiere un progetto per una cosa parecchio strana, coinvolgendo un artista al di fuori della band, credo sarà un progetto fine a se stesso, non legato agli altri dischi, speriamo di realizzarlo in tempi umani e non fra dieci anni.

Tu (e da poco pure il vostro batterista, se non erro) suonate anche nei Danny Trejo. Il modo che hai di cantare in cosa differisce tra i due gruppi? Due gruppi, che per ciò che ho potuto vedere e sentire, sono molto distanti l'uno dall'altro pur conservando la stessa matrice hardcore di partenza...
E' tutto diverso, mi piace suonare con entrambe le band perchè in entrambi i casi faccio quello che mi piace senza troppi compromessi, coi Danny Trejo le atmosfere sono meno cupe, diciamo sono più attinenti all'hardcore classico o al thrash metal, bere birroni con la gang e la parte politica è forse più intuibile. Per quanto riguarda il modo di cantare, coi Danny Trejo posso sperimentare molto poco dal punto di vista del suono, siamo talmente veloci che faccio fatica a starci dietro hahaah! Coi Discomfort invece con il tempo ho cercato di migliorare quello che facevo per dare una linea più omogenea al nostro suono e creare un'atmosfera più uniforme.

Cosa riserva il futuro per i Discomfort?
Al momento stiamo progettando l'uscita del nuovo materiale e da li faremo, si spera, qualche bel tour.

Ok, mi pare di averti chiesto tutto... Se ti va di aggiungere qualcosa, fai pure. Grazie.
Grazie a te Paso, seguo spesso il tuo blog e quello che scrivi su Salad Days e spero sempre più persone nella scena italiana si prendano la briga, come te, di dare spazio a band che non sempre vengono considerate, ma non per questo sono meno valide di altre. Peace!

Foto: Umberto Colferai Photography

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martedì 15 dicembre 2015

Lamantide.


L'universo dei Lamantide è un posto in cui si mischia alchimia, filosofia, spiritualità. Il tutto teso ad esaltare l'unità tra le persone che può portare ad un miglioramento del proprio essere, superando carenze e problemi. Il loro 12" "Carnis Tempora : Abyssus" è una chiave di accesso ad un mondo affascinante e misterioso, che basa la sua essenza sulla ricerca incessante. Alle mie domande hanno risposto tutti i membri della band.

Il primo pezzo che apre il vostro 12" "Carnis Tempora Abyssus", è una citazione dall'apologeta Tertulliano, e più meno significa "La carne è il cardine della salvezza". Come mai avete deciso di intitolare il brano di apartura in questo modo? Siete affascinati dalla figura di Tertulliano e dal suo pensiero, che in parte mutò nel corso degli anni?
In realtà Tertulliano c'è servito perchè la sua citazione "Caro Salutis Est Cardo" ci sembrava molto adatta al tema che intendevamo trattare. Tutti gli elementi di questo Ep sono legati tra loro da un tema comune: ci interessava gettare uno sguardo sula tematica delle scienze alchemiche, argomento quanto mai in voga, addirittura abusato, nell'ambiente della cosiddetta musica "estrema", da un punto di vista meno banale ed esteriore, ma cercando di scendere in profondità e cogliere i nessi tra questa ed altre materie. Il percorso alchemico come viaggio alla scoperta di se stessi e del mondo che ci circonda, alla scoperta dell'indissolubile unità tra materia e spirito, a cui appunto si lega la citazione di Tertulliano; tutto, anche ciò che si pensa abbia una radice essenzialmente spirituale, come ad esempio il concetto di salvezza, passa attraverso il lato fisico, l'esperienza reale. Il collegamento più importante per l'intera economia del discorso lo abbiamo fatto analizzando i lavori dello psicanalista svizzero CG Jung su quest'argomento: egli ravvisò delle analogie tra quelli che ha chiamato archetipi, i concetti su cui si fonda il pensiero umano, e la simbologia utilizzata dagli antichi alchimisti (il dualismo tra la luce e le tenebre, tra le componenti maschile/femminile dell'essere umano...). L'idea stessa di pietra filosofale altro non è se non un simbolo, un allegoria dello stesso percorso di ricerca interiore ed esteriore.

Essendo un apologeta, Tertualliano difese i dogmi in cui credeva affermandone la credibilità della fede e la razionalità. Voi come vi ponete di fronte alla religione, che nel corso dei secoli ha pesantemente influenzato il modo di vivere degli esseri umani con conseguenze che sono note un pò a tutti?
Non dobbiamo commettere l'errore di pensare che "spirituale" sia un sinonimo di "religioso". La religione, per usare ancora una citazione è "la degradazione del sacro", l'impoverimento di quella parte non materiale di cui siamo innegabilmente composti e con la quale ci troviamo a fare continuamente i conti nella nostra vita quotidiana. Le religioni organizzate in quanto tali sono sempre state uno strumento di divisione e dunque di potere, contrariamente, per restare in tema, a quell'idea di comunione ed unitarietà espressa dalle scienze alchemiche.

La cosa che mi ha molto colpito è l'artwork che avete creato per il vostro disco, a parer mio molto raffinato e minimalista. Come è avvenuto il processo di creazione? Da chi vi siete fatti aiutare? Ne siete soddisfatti o avreste cambiato qualcosa? Credete che esprima visivamente ciò che avete costruito musicalmente?
L'illustrazione è stata disegnata sulla base di una nostra idea da Gozer Visions (che approfittiamo nuovamente per ringraziare, è stato super professionale e soprattutto disponibile e paziente; non è facile averci alle calcagna...) e che Ale, il nostro chitarrista, ha poi serigrafato in copertina. Il contenuto è anche in questo caso altamente simbolico: sono infatti raffigurati assieme un corvo, simbolo della Nigredo, primo stadio del processo alchemico, e un bambino, prima delle "Stagioni Di Carne" che compongono la vita umana. Ad eccezione dell'illustrazione abbiamo curato e realizzato tutto noi, per il piacere di poter seguire in ogni aspetto la nostra "creatura" e soprattutto per poter dare coerenza ed armonia ad ogni elemento, dalla musica, ai testi alle scelte grafiche.


I vostri testi sono cantati in italiano. Come mai avete optato per questa scelta? Non credete che l'uso dell'inglese potrebbe facilitarvi le cose?
Ci sembra la scelta più logica per poter essere più efficaci, più naturali, meno banali e più credibili, specie quando si va a grattare la superficie e si cerca di scendere in profondità toccando concetti talvolta impegnativi. Questa scelta oltretutto non ci ha fin qui condizionato per quanto riguarda il rapporto con l'estero, sia per le esibizioni live che nella ricerca di appoggi per produrre e distribuire l'Ep; infatti una delle etichette che ha partecipato alla coproduzione è canadese e una tedesca.

Usate anche il latino, una nobile ed antica lingua. Come mai? Cosa c'è che vi affascina in essa?
Il latino fa risuonare corde antiche, riporta alla mente un immaginario ancestrale. Risulta molto potente ed evocativo e questo è un aspetto che ben si combina, specie dal vivo, con le atmosfere che vogliamo andare a creare.

Nel pezzo "Di Bui E Terre" parlate di cercare un fantomatico "Uno". Chi è? E' solo una chimera oppure effettivamente esiste e va cercato? Una volta trovato, a cosa potrebbe essere utile?
Anche in questo caso si è forse condizionati dalla religione e si è portati ad attribuire all'"Uno" una radice divina. In realtà la ricerca dell'uno altro non è che la ricerca in senso alchemico dell'unità: l'unità tra le componenti opposte che fan parte dell'essere umano, l'unità degli uomini tra di loro e tra l'umanità e la natura, il mondo che la circonda. Si tratta quindi di qualcosa di forse irraggiungibile (e qui sta il senso della continua ricerca, del continuo perfezionamento) ma di quanto mai reale.

I vostri testi sono molto oscuri e criptici e leggendoli si prestano ad essere interpretati in vari modi. Chi li compone e da cosa traete ispirazione? Si basano anche su esperienze e tormenti interiori?
I testi sono scritti da Marco, il nostro cantante, sulla base di climi interiori, esperienze personali. Il tutto arricchito dalla curiosità verso le tematiche di cui abbiamo parlato fin ora. In realtà si tratta di un lavoro molto aperto che presta il fianco a numerose interpretazioni. Ne stiamo avendo riprova adesso che comincia ad arrivare qualche recensione e ci accorgiamo di come ciascuno colga aspetti diversi e dia una sua lettura personale. E ci sta benissimo così, non voleva nelle nostre intenzioni essere un lavoro conclusivo, definitivo, dai tratti monolitici. Si tratta per noi di un inizio (come rappresentato appunto dalle simbologie che permeano il disco) e non certo della fine di un percorso; non volevamo indicare risposte ma porre piuttosto, e a noi stessi in primo luogo, dei dubbi, degli interrogativi.

Non ho ancora avuto modo di vedervi dal vivo, e spero in futuro di colmare la lacuna. Rispetto ad una sala di registrazione, quando eseguite i brani in concerto, tendete a cambiare qualcosa oppure lasciate esattamente tutto come è stato concepito? Pensate che questi pezzi assumano una connotazione diversa dal vivo rispetto che su disco?
Fondamentalmente la struttura dei pezzi rimane quella. Dal vivo stiamo suonando questo nuovo materiale assieme a quello che componeva il primo disco, ovviamente rimaneggiato ad ogni innesto di un nuovo membro. Il tutto arricchito con qualche espediente scenico: una qualche cura nella scelta delle luci e nella creazione di intermezzi elettronici che ci consentono di creare l'atmosfera più adatta e di mettere in piedi uno spettacolo in cui rimane all'ascoltatore (ma anche a noi!!!) davvero poco spazio per respirare. Ovviamente quella live è la dimensione migliore per godere della musica in generale ed in particolare per una proposta come la nostra in cui l'energia di chi ha in mano gli strumenti e di chi sta giù dal palco è componente fondamentale per la riuscita dello show.


Utilizzate tutta una serie di simboli grafici per esprimere i vostri concetti. In base a cosa gli scegliete? Credete possano essere un veicolo forte per far arrivare meglio il vostro messaggio?
Il linguaggio simbolico ci consente di tratteggiare meglio e in modo più rapido lo scenario entro cui si colloca la nostra proposta. Abbiamo trovato molto affascinante in questo senso il discorso junghiano degli archetipi, proprio per l'efficacia che hanno nel trasmettere i concetti che rappresentano.

A proposito di messaggi, cosa cercate di trasmettere con i Lamantide? Qual è il fine ultimo del gruppo? Lo concepite come un qualcosa in continua evoluzione, mettendo in conto cambiamenti nel vostro sound?
Nei Lamantide c'è dentro un bel pezzo di tutte le nostre vite; sono la colonna sonora del nostro "viaggio" e in quanto tale necessariamente soggetti a continuo mutamento. Continueremo giorno per giorno a darci la forma più adatta a noi. Da un'esperienza come la nostra, quella degli altri gruppi come noi, di tutte le persone che, ciascuna a proprio modo, animano il sottobosco di cui facciamo parte pensiamo si possano cavare tanti spunti interessanti, spesso nascosti tra le pieghe di pratiche che ti portano ad essere protagonista in prima persona e non spettatore passivo di quello che ti succede intorno.

Il vostro lavoro è stato prodotto da diverse etichette. Come vi siete trovati ad interagire con loro? Quanto è importante avere delle etichette alle spalle che lavorano per voi, invece di fare tutto da soli? Credete che in futuro le vostre strade potranno incrociarsi di nuovo?
Siamo rimasti sinceramente colpiti dalla partecipazione che c'è stata dietro l'uscita di "Carnis Tempora: Abyssus"; abbiamo lavorato benissimo con tutte le etichette, vecchi amici e persone conosciute proprio tramite l'uscita dell'Ep, di cui alcune "incontrate" solo virtualmente come gli stranieri Zegema Beach, dal Canada, e Dingleberry dalla Germania. Dallo stivale invece vengono Shove, Epidemic, Frammenti di un Cuore Esploso, Cave Canem, Icore, Here And Now e BlackFire. E' stato molto importante il loro aiuto nello stampare il disco: per noi era la prima uscita di questo tipo e il confronto che abbiamo sempre mantenuto, i consigli che abbiamo ricevuto da gente molto più esperta di noi ci hanno sicuramente consentito di migliorare il risultato finale.

Il titolo del vostro 12" e' "Stagioni di Carne: L'Abisso". Che significato attribuite ad esso? Dovremmo maggiormente focalizzarci sul curare il nostro spirito, visto che la carne e' da sempre un punto debole? L'abisso in cui l'umanita' versa, potrebbe essere evitato dando maggiore importanza alla spiritualita'?
Le "Stagioni di Carne" di cui parliamo nel disco non sono nient'altro che una metafora per descrivere i passaggi dell'esistenza. Sono fatte appunto di carne ma anche di spiritualità, una componente che non va pensata solo in astratto ma come qualcosa con cui abbiamo a che fare tutti i giorni, nei rapporti con le persone che ci circondano, nell'imbarcarsi per esempio a fare un disco come questo, che non ti da certo da mangiare. L'"Abisso" è una metafora più legata alla Nigredo alchemica, stadio di partenza del processo di trasformazione a cui è legato il colore nero che domina anche l'artwork. Gli abissi in senso meno figurato sono molteplici, hanno nature diverse e non esiste dunque panacea. Le vie per risollevarsi vanno trovate ancora una volta nella capacità di unirsi agli altri, nella simbiosi tra pensiero e azione.

Credo di avervi chiesto tutto... Grazie del vostro tempo e se volete aggiungere qualcosa, fate pure...
Vogliamo ringraziarti per l'attenzione che ci hai concesso e per averci dato modo di tornare a riflettere sul nostro lavoro.... E venite a trovarci live!

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domenica 13 dicembre 2015

Noyé | Tra L'Istante E L'Assoluto | Digital.

Giovanissimo quintetto proveniente dalla mia città, Cesena, del quale non avevo mai sentito parlare. I nostri suonano il classico screamo emo con aperture indie rock, molto coinvolgente e ben fatto. Certo, non è il tipo di suono che ascolto abitualmente, ma devo dire che ci sanno fare. Chitarre spigolose e melodiche fanno da sfondo ad una voce sofferta e convincente, mentre la sezione ritmica aggiunge quel tanto di pathos da farli rendere credibili. Devo ammettere che hanno anche una spiccata vena pop, non commerciale certo, ma se sapranno giocare bene le loro carte potrebbero prendersi delle belle soddisfazioni. Guest vocal nel pezzo "Tra L'Istante E L'assoluto" Vasu, dei Tumulto/Riviera/Havah/Cause Care.


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laCasta | Encyclia | Autoprodotto | CdEp.

Ero già stato abbondantemente stuzzicato dalla preview che avevo pubblicato qualche tempo fa sull'uscita di questo "Encyclia", dei laCasta. Ora la mia sete di curiosità è stata totalmente appagata. I laCasta sono uno di quei gruppi che dopo un solo ascolto, arrivano subito in cima alle mie preferenze. Il loro blackned hardcore cupo, melmoso, malsano e disagiato è un qualcosa di assolutamente malefico. Una registrazione torbida, mostruosa e monumentale, in grado di far risaltare il marcio e lo schifo assoluto che questo suono vuole esprimere. La voce è un urlo disperato, capace di cambi di tonalità repentini, profonda ma anche lancinante. Nera come la morte. I riff sono pesanti, immersi in un'atmosfera di orrore e di terrore puro, e vi condurranno spossati verso l'annientamento totale. Una sezione ritmica marziale, nefasta e divoratrice di tutto, vi porterà alla fine: l'annichilimento totale. Sono un gruppo dall'enorme potenziale questi laCasta. D'altronde, sono lo specchio di ciò che ci circonda: l'oblio più completo.

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sabato 12 dicembre 2015

Folgore | Per Sempre Tempesta | |UpWind Productions | Cd.

Fragoroso e classico emo screamo core per questi Folgore, dall'entroterra barese. Schegge incontrollate in cui furia, chaos e melodia si uniscono in un abbraccio mortale. Voce urlatissima e sofferente, chitarre tumultuose ma anche in grado di regalare all'ascoltatore sprazzi di quiete prima di scatenarsi ancora una volta. Registrazione pulita ma non troppo leccata, vi faranno assaporare appieno la furia di cui sono capaci dal vivo. Non suonano nulla di nuovo, ma lo suonano bene.

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XmisseryX | Morte Cerebrale.

giovedì 10 dicembre 2015

The Mild.


Proseguo il mio viaggio all'interno della variegata scena di Venezia e zone limitrofe. Quewsta volta tocca ai The Mild, che hanno sfornato il loro Ep di debutto "Left To Starve", che a mio giudizio è stata tra le migliori uscite del 2015. Alle mie domande risponde Vanny, chitarra e voce.

Sono rimasto molto affascinato dalla copertina del primo Ep dei The Mild. Puoi spiegarmi il significato e perchè l'avete chiamato "Left To Starve"? Chi ha realizzato il disegno? Ne siete rimasti soddisfatti?
All'inizio quando dovevamo stabilire cosa mettere in copertina abbiamo fatto brainstorming e abbiamo deciso di voler unire vari elementi "naturali" come animali e piante in modo da non limitare solamente all'uomo tutto il concept che sta dietro a "Left To Starve". Eravamo affascinati da vari disegni e lavori precedenti fatti da Marco di Blumb Design ed infine l'abbiamo contattato per chiedergli se era disponibile ad aiutarci nel nostro progetto. Marco è stato gentilissimo da subito e siamo rimasti più che soddisfatti del lavoro finale.

Ho letto i testi e anche qui sono molto incuriosito da ciò che scrivi. Puoi parlarcene in dettaglio? Che tipo di concetti e pensieri vuoi esprimere attraverso di essi? Come credi possano essere recepiti da chi li legge? Possono essere interpretati in varie maniere?
Diciamo che Left To Starve è stato concepito come un concept Ep basato sull'esperienza dell'uomo di fronte alla morte che porta ad una conseguente meditazione sulla vita, vissuta in modo diverso in base a varie situazioni. Alla base di tutti i testi che scrivo c'è molta letteratura e penso che fino ad ora, a parte l'idea di concept che ho voluto sviluppare, non c'è stato un pensiero preciso attorno ad essi. Mi attira molto la possibilità di scrivere o raccontare una storia attraverso i testi che però può essere perlopiù ascoltata e capita attraverso la musica. Secondo me non è troppo semplice decifrare i vari significati stando dalla parte dell'ascoltatore e sicuramente chi li legge può interpretarli a proprio piacimento, anzi sarei curioso di sapere se qualcuno avesse un'idea personale a riguardo. Infine non ricordo come mi sia venuto in mente di chiamare il disco "Left To Starve", probabilmente mi sembrava il nome più adatto senza ragioni particolari.

Ho avuto modo di vedere il gruppo all'Iqbal di Bologna e ho constatato che on stage avete una presenza molto minimale e oserei dire "asciutta", cioè senza fronzoli. Giocate tutto sull'impatto dei vostri pezzi. Sei d'accordo?
Beh sicuramente vogliamo esprimere noi stessi attraverso i pezzi che suoniamo e magari creare una piccola atmosfera, poi io solitamente non sono una persona che fa discorsoni sul palco.

Il vostro sound è frutto dell'incrocio di un bel pò di generi musicali... Come lo descriveresti? Quali sono i gruppi che maggiormente vi hanno ispirato? E' verissimo che mescoliamo vari generi musicali, anche se questa cosa è involontaria. Ci piace improvvisare tutti assieme e scrivere i pezzi spontaneamente senza stare dentro dei limiti imposti dai vari generi e/o sottogeneri. Poi ognuno di noi ascolta generi diversi, dall'hardcore al grind, dal crustpunk al metal, forse è per questo che nelle nostre canzone c'è una fusione di varie correnti musicali. Secondo me quello che facciamo può essere descritto come un hardcore con influenze grindcore e metal, poi in varie recensioni hanno messo pure powerviolence e black metal come generi dai cui siamo influenzati. Ricordo che quando abbiamo formato la band nel Aprile 2014 ed iniziavamo a scrivere i primi pezzi, ero molto preso da Entombed, Fall Of Efrafa e EyeHateGod. Poi secondo me dobbiamo tutto ai Black Sabbath.


Recentemente la band è stata impegnata in un mini tour con i vostri amici degli Zeit! Come vi siete trovati a suonare con loro? Dove avete suonato e come siete stati accolti a livello organizzativo e di risposta del pubblico? Credete che ripeterete l'esperienza a breve?
Io conosco i ragazzi da un po' di anni ormai e ritornerei subito in tour con loro, è stata un'esperienza stupenda e divertentissima. Alla fine stare tra gli amici è la cosa più bella che ci possa essere. Siamo stati in tour dieci giorni suonandone nove tra Italia, Repubblica Ceca e Germania ricevendo una buona risposta dal pubblico. A Praga abbiamo avuto la possibilità di condividere il palco con i Birds In Row che si sono rivelati delle ottime persone e penso che sia stata la data migliore del tour. Un altro show particolare è stato quello a Olomouc, sempre in Repubblica Ceca, dove la gente è veramente matta (in senso positivo) e ci hanno fatto vivere una situazione incredibile. Comunque sicuramente condivideremo ancora il palco con gli Zeit, infatti Venerdì 15 Gennaio suoneremo entrambi all' Arcadia di Schio (Vi) assieme a Hierophant e Cioran.

Ep e Tape sono il frutto di collaborazione tra diverse e conosciute etichette. Come vi siete trovati a lavorare con loro e in che modo siete entrati in contatto con esse? In futuro ripeterete l'esperienza oppure cercherete un'unica label che vi produca?
Tutte le etichette che ci hanno co-prodotto sono state gentilissime, hanno aspettato le nostre tempistiche ed infine dobbiamo ringraziarle di cuore perchè se non fosse per loro il disco non sarebbe uscito in questi due formati. In particolare ringraziamo Alessio di Assurd Records, etichetta che conosciamo da tempo, che si è occupato di tutto il lavoro per mandare in stampa i 7''. Per il futuro non sappiamo ancora, sicuramente ci può essere un rapporto diverso con chi ti produce quando hai un'unica etichetta rispetto alla nostra situazione attuale. Secondo noi la cosa più importante è riuscire a trovare comunque almeno un'etichetta interessata al nostro prodotto, poi decideremo in base a ciò che avverrà.

Siete un terzetto. In futuro inserirete una seconda chitarra, come a suo tempo fecero i Grime per esempio? Può essere una spinta in più per sperimentare maggiormente in futuro?
Questa è una domanda difficile. Sinceramente non ci ho mai pensato seriamente, il gruppo è nato come trio e non abbiamo mai parlato di inserire un secondo chitarrista anche se può essere senza dubbio una fonte maggiore di creatività.. chi lo sa forse si, forse no. Sicuramente aggiungeremo amplificatori, quelli non bastano mai, MAI.

Fate parte di Trivel, che è un pò il motore pulsante della scena hardcore veneziana. Vi ha aiutato finora nel promuovere il gruppo? Come vi trovate all'interno di essa? Come credete potranno evolversi le cose?
Tra noi tre io do una mano ai ragazzi di Trivel Collective mentre Alfio ha collaborato in passato fino al 2014. Da poco più di un anno collaboriamo a San Donà di Piave con Youth of Today Collective dove abbiamo fatto la nostra prima data lo scorso Marzo 2015 al YOT Fest. Come band abbiamo sempre cercato di dare il 100% indipendentemente dal supporto dei collettivi veneziani o trevigiani, impegnandoci a promuovere l’ Ep con le nostre forze. Concludendo i collettivi veneziani come quelli padovani vivono di un bellissimo momento sia qualitativo che quantitativo quindi penso che la situazione non possa che migliorare in futuro.

La scena hardcore di Venezia e dintorni è tra le migliori attualmente in Italia, e forse in Europa. A parere tuo, cosa la rende così compatta e dedita? Molti hanno mosso critiche sul fatto che sia solo una cosa di facciata e che in realtà siate solo lì per divertirvi senza alcun intento politicizzato... Cosa rispondi a queste critiche?
Beh devo dire che mi ha fatto sorridere molto la risposta che hanno dato gli Hittin' Random alla stessa domanda nella loro intervista ed approvo totalmente la loro opinione.

Quali sono le mosse future della band? Per ciò che riguarda i live dove sarete impegnati prossimamente?
Ora stiamo componendo dei brani nuovi con l'intento di scrivere un lp senza però porci un limite di tempo. Ovviamente non ci vogliamo fermare con i live: mercoledì 23 Dicembre siamo al Clab di Lughignagno (TV) per il Groove Studio Party e come già detto sopra, venerdì 15 Gennaio siamo a Schio (VI) con Hierophant, Zeit e Cioran. Stiamo anche cercando di organizzarci per tornare all'estero durante l'estate e l'autunno prossimo, se volete restare aggiornati trovate tutto sul nostro profilo Facebook.

Ho finito, se ti va di aggiungere qualcosa fai pure.. Grazie.
Grazie a te!
Fuck Music, Make Noise.



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mercoledì 9 dicembre 2015

Nient'altro Che Macerie | Hai Perso | V4V Records | Cd.

Malinconici. Questo è l'aggettivo che mi viene subito in mente ascoltando i Nient'altro Che Macerie, terzetto di Milano, con all'attivo due Ep, di cui l'ultimo uscito sempre sotto l'egida di V4V Records. Il loro post rock venato di emo, molto melodico e ben fatto farà breccia nei vostri cuoricini di marzapane. Amori finiti, amicizie dissolte, vita vissuta e tutto cìò che riguarda le "macerie emotive", vengono filtrate attraverso un suon o caldo e coinvolgente. Musicalmente perfetti, con quel tiro un pò sbilenco, inquieto, ma molto energico. Se siete amanti del genere, fateli vostri.




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martedì 8 dicembre 2015

Vilma | Primo | Screamore Records | Lp.

I Vilma suonano emo rockish screamo con una buona dose di hardcore. Sono nervosi e irrequieti. Come spesso accade hanno addosso tutta "l'urgenza comunicativa" che molti gruppi sul loro stile possiedono, e sono molto ma molto energici. Ritmiche serrate, chitarre che disegnano geometrie variabili e con una dose massiccia di melodia ma anche di sofferenza. Sezione ritmica che accompagna la schizofrenia di questi pezzi in maniera eccellente suonando potente e "sbilenca". Una voce urlata, sforzata, declama testi che si prestano ad essere interpretati in molteplici modi. Decisamente un ottimo disco, se siete amanti del genere, non fatevelo scappare.




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domenica 6 dicembre 2015

OltreZona | Reborn | Autoprodotto | Digital.

I veneziani OltreZona sono attivi dal lontano 1999, e dopo alcuni cambi di formazioni ed altrettante release, giungono, in questo ultimo scorcio di 2015 ad un nuovo lavoro, che è per l'appunto "Reborn". I nostri suonano un hardcore made in New York City, contaminato dal metal e da un certo gusto per il groove nei riff. I 7 pezzi che compongono questo lavoro suonano impattanti e genuini, dimostrando come il gruppo sia saldamente padrone della materia e soprattutto con i piedi ben saldi a terra. I suoni sono molto potenti, curati nei minimi dettagli ma allo stesso tempo risultano non gelidi ne artefatti, ma anzi, riescono a trasmettere una grande dose di cattiveria e violenza. La voce è graffiante e affilata come un rasoio e si amalgama alla perfezione con l'aspetto musicale. Il riffing è preciso e devastante, capace di cavalcate all'ultimo respiro per poi bloccarsi deflagrando in stacchi mosh. Sezione ritmica compatta e granitica, l'ideale per questo tipo di hardcore. In definitiva un ottimo ritorno, con una serie di pezzi spaccaossa, che danno il meglio di sè in sede live.

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Viva Belgrado | Flores, Carne | Cd/Lp | Upwind Production | Lp/Cd.

Gli spagnoli Viva Belgrado da Cordoba, suonano un interessante miscuglio di post punk e emo screamish come andava in voga oltre 10 anni fa. Il senso di disperazione che emanano questi pezzi è palpabile. I nostri dimostrano di essere una band in grado di trasmettere sentimenti e sensazioni forti, quindi di coinvolgere in maniera totale l'ascoltatore. Non è da tutti. Soprattutto non è da tutti impressionare me con questi tipo di suoni, visto che non li seguo ne mi piaccion in maniera particolare. I Viva Belgrado invece, chissà perchè, non mi son dispiaciuti affatto. Mi hanno riportato in mente gruppi come Raein e LaQuiete, ma anche With Love, gruppi che ascolto sempre con piacere, soprattutto dal vivo. I pezzi sono tutti incredibilmente ben fatti e sottotraccia si può scorgere una certa epicità nel modo di suonarli, che li fa risultare ancora più maestosi. La voce urlatissima e al limite della rottura è l'ideale per tradurre in parole una musica dirompente, che fa della propria "urgenza espressiva" il suo punto di forza. Sì, decisamente un gruppo da tenere d'occhio.

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martedì 1 dicembre 2015

Hittin' Random.


VeHC ormai è una realtà consolidata nel panorama hardcore italiano (e perchè no, pure in quello europeo) e quindi ho deciso di intervistare uno dei suoi gruppi più rappresentativi, ovvero gli Hittin' Random. Alle mie domande hanno risposto Fabio (alla voce), con qualche incursione di Marco (chitarra).

L'ultimo lavoro degli Hittin' Random presenta una copertina in cui dei cavalieri medioevali se le danno di santa ragione. Siete affascinati dal medioevo oppure semplicemente avete ritenuto che esprimesse graficamente il vostro suono?
F. I cavalieri che si tirano mazzate gasano un sacco si, e tutto il medioevo ha il fascino di un’epoca misteriosa (qui metto la parola esoterico perchè mi pare ci stia bene) con la gente che vedeva il diavolo ovunque, io non ho sta gran passione per il medioevo in se, troppi preti in giro, però castelli, armature, spade e mazzafrusti son decisamente fichi; in più poter risolvere ogni divergenza di opinione a spadate è una risorsa mica da ridere! La copertina coi cavalieri è nata quasi per caso, senza uno studio particolare dietro, non siamo una band di artistoidi da concept album, mi sembrava fosse figo fare una copertina con una battaglia medievale, eravamo tutti d’accordo e ho fatto il disegno, che poi l’abbiamo usato per le tape limited del VeHC fest e per Bandcamp, per le tape “regolari” abbiamo fatti un’altra copertina con Lord Humungus hahaha! (Se non sapete chi è siete sfigati)
M. È la miglior epoca in tutti i sensi.

Il titolo, sempre del vostro ultimo lavoro, è "Where's Your Rage". Che tipo di significato date a questa frase? Credete che al giorno d'oggi le persone siano troppo apatiche e rassegnate per tirare fuori la rabbia e cercare di cambiare lo stato delle cose?
F. "Where’s your rage?" È il titolo di una nostra canzone che parla di poser, ma non poser nel senso classico del termine quindi vestiti ed atteggiamente, è più un discorso su chi va ai concerti per noia piuttosto che per stare in mezzo agli amici e di sudare fuori tutto lo stress nel pit, della serie: non ho un cazzo da fare/non c’è una serata elettronica/voglio provarci con quella tipa che ci va/non me ne frega un cazzo ma ci vanno tutti gli amici... Questa gente è utilissima quando si tratta di fargli pagare il biglietto e dare un rimborso decente ai gruppi senza andare sotto, ma purtroppo la maggior parte di loro non ha un cazzo da dare alla scena, e l’hardcore non riesce a trasmettergli nulla. Bene o male l’HC ha sempre attirato pazzoidi (tipo io) riuscendo ad essere un po’ una valvola di sfogo, se non hai nulla che ti faccia un minimo girare le palle nella vita di tutti i giorni non riesci a goderti appieno un set di 20 minuti tiratissimi. La maggior parte della gente al giorno d’oggi più che apatica e rassegnata mi sembra completamente deficente, incapace di capire cosa gli succeda intorno, figurarsi di cambiare le cose, fortunatamente qualcuno è ancora capace di ragionare, informarsi e trarre le proprie conclusioni, ma tendenzialmente il 90% degli italiani è su Facebook a scrivere “escile” alla vacca di turno...

Questa è una domanda per Fabio: tu sei conosciuto per aver decisamente pochi "peli sulla lingua" quando si tratta di esprimere dei concetti. Questa cosa ti ha mai creato dei problemi? A me personalmente ha fatto ridere la battuta che hai fatto durante il vostro set di supporto ai Foreseen in cui hai celebrato la morte di Moira Orfei per poi fare dell'ironia su chi è vegan...
F. Sapevo che mi facevi la domanda vegan, sei uno spaccaballe Paso! Hahaha! A me piace essere irriverente e fare il bastian contrario, questo te lo può confermare chiunque mi conosca, non ho tanti peli sulla lingua perchè preferisco essere onesto e dire quello che penso, caratteristica incocepibilmente apprezzata da molti nella scena italica in cui lo “sport” principale è parlare male alle spalle. Ti dico, tante cose me le tengo per me perchè so già che verrebbe su una guerra per l’opinione di uno scemo (io) il fatto che spesso le sparo senza il minimo tatto è per buttarla sul ridere e fare un po’ di cinema, per me fare gli idioti fa parte dello spirito hardcore, siamo qua per divertirci alla fine; a me non è mai venuto nessuno a dirmi nulla, anche perchè evito di offendere per niente. Se qualcuno ha problemi con quello che dico può smettere di ascoltarmi e/o ridurre le dosi di estrogeni. In particolare la battuta su Moira Orfei era come al solito per ridere, infatti era un secret show e conosco il 90% delle persone che c’erano e se hai notato nessuno l’ha presa male. A me il circo fa abbastanza cagare e ci sono andato una volta a 5 anni e dopo mezza ora mi hanno riportato a casa perchè piangevo e rompevo il cazzo a tutti, hahaha! In più non ho sta gran simpatia per Moira Orfei perchè dove lavoravo ci portavano i loro mezzi a ripare e son tutti vecchi catorci, ogni volta le bestemmie erano a livello di scomunica, hahaha! Ho conosciuto anche il domatore dei leoni perchè ero l’unico in grado di parlare inglese, hahahaha! Per il discorso vegan cosa ti devo dire? Bravi voi che siete vegan, io non ho nessuna intenzione di diventarlo, ne di salvare il mondo, e di sicuro non devo giustificare le mie scelte a nessuno; sappiate solo che tra dieta vegan e mc merda tutti i giorni c’è un oceano di possibilità in mezzo, e io continuerò ad andare in giro per il mondo, trovare situazioni dove c’è solo cibo vegan, fare le mie battute per prendervi per il culo, e poi mangiare quattro seitan-burger perchè quando il cuoco sa il fatto suo la cucina vegan spacca, e vaffanculo tutti quanti! P.s.: Se non siete venuti al concerto dei Foreseen siete degli scemi perchè son stati uno dei gruppi migliori che ho visto.


Potete parlarci dei vostri testi? Li scrive solo Fabio, oppure partecipate tutti quanti? Da cosa traete ispirazione e di cosa parlano?
F. In due anni e mezzo circa tutta la collaborazione che ho ottenuto nei testi è stata un coro “Uh!” nell’intro dell’Ep e il suggerimento per il titolo “Suck My Ass” che potrebbe diventare un bellissimo testo supersessita/omofobo, poi ci metto un “Fuck It All!” alla fine e tutto apposto, hahaha! Quindi si, i testi li scrivo solo io, e riesco lo stesso a dimenticarmeli, anche senza drogarmi. Di solito per scrivere penso a qualcosa che non mi piace, nella scena o più in generale nella società, rielaboro i concetti in testa qualche giorno finché capisco su cosa voglio scrivere poi parto con la prima stesura, che poi cambio minimo tre volte, hahaha! Ogni canzone affronta un tema diverso ma il concetto alla base è circa sempre "Io contro di te" e il non voler avere a che fare con certe logiche di pensiero e di vita, opposte alla logica di comunità d.i.y. classica dell’HC, tranne in due o tre pezzi vecchi in cui mi sono ispirato più a concetti P.M.A., ma tanto son pezzi vecchi e non li facciamo più hahaha! Io mi diverto abbastanza a scrivere i testi, e mi ci metto d’impegno, o almeno sembra a me, poi dico sempre a tutti che i miei testi fanno schifo perchè sono quattro righe buttate la, però seguo abbastanza la filosofia “Less is more” e le parole non sono messe a caso. Se qualcuno ha voglia di mettersi a leggerseli con calma capisce che non dico strettamente quello che c’è scritto, almeno spero, altrimenti ho cannato in piena! Cerco di essere coerente col nome della band e ogni testo ha una componente violenta o richiami alla furia cieca ecc... Un’altra cosa che mi piace provare a fare bene è scrivere correttamente in lingua inglese e quindi sono spesso coi libri in mano o su Urban Dictionary quando butto giù i testi, poi c’è sempre qualcosa da cambiare per le metriche o perchè intanto mi han cambiato i riff... Alla fine Marco ci butta un occhio e approva, e se non approva si fotta, che li scriva lui! Unica cosa, i testi li trovate solo nelle tape, perciò vista la tiratura solo pochi fortunati sanno quello che effetivamente dico.

Avete un approccio decisamente "fisico" quando suonate... Questo vi ha mai causato dei problemi durante i concerti? Voglio dire, qualcuno si è mai lamentato?
F. Andare ad un concerto HC costa meno di una seduta dallo psicologo, no? Cazzate a parte ci piace avere un forte impatto fisico-visivo quando siamo di fronte al pubblico, e ci viene anche molto naturale visto che io non sono esattamente un fuscello, e Alberto, il nostro bassista, non è da meno; sappiamo benissimo di non essere il gruppo più tecnico sulla faccia della terra e quindi puntiamo a tenere alto il ritmo dei live. Storicamente l’HC ha sempre avuto una componente di fisicità, molto prima delle ridicole menate tuff di qualche anno fa, i concerti sono sempre stati un’esplosione di energia (o almeno dovrebbe essere così, secondo me). Se poi i bambini metalcore-emo non sono d’accordo è un loro problema, personalmente ad andare ad un concerto e starmene fermo mi pare di dire al gruppo che sta suonando “Mi fate cagare” perciò finché il corpo regge io continuo a moshare durissimo, se resto fermo avete capito perchè. Noi dal primo concerto abbiamo dato questa impronta ai nostri live, non si è mai lamentato nessuno e non vedo perchè qualcuno dovrebbe, se non ti va bene stai a casa. Al contrario mi pare che la gente si prenda bene, specialmente chi magari ci ha già visti altre volte, e spesso siamo riusciti ad avere un bel pit movimentato davanti, e per me è quella la soddisfazione maggiore.

Il vostro tipo di hardcore è molto cadenzato e mai troppo veloce a parer mio... Cosa rispondete a coloro che non vedono di buon occhio questo tipo di suono, tacciandolo di essere solo una "colonna sonora per frustrati che credono di essere in una palestra"?
F. Quello che facciamo noi non lo definirei hardcore cadenzato, siamo lontani da Madball o T.U.I. abbiamo un sacco di rallentamenti mosh assassini, quello si, ma anche parti sparatissime; cerchiamo sempre di alternare le due cose, a paragonarci ad altri gruppi a me vengono in mente solo Internal Affairs e Blind Justice, magari ce ne sono altri, ma sono ignorante. In Italia mi pare che siamo abbastanza pieni di band HC anni 80 (o wannabe), powerviolence, grind, la velocità è più che rappresentata, tanto vale qualcosa di diverso, no? Io non sono esattamente un amante delle cose “solo velocità” tanto per dire la mia band preferita sono i Bad Seed, se a qualcuno il nostro stile non piace chissene, non obbligo nessuno ad ascoltare i nostri pezzi. Frustrati da palestra? Io di sicuro no, ma è vero che a far pesi ci vuole un sound bello tosto, scuola Hatebreed per capirsi, a me sto discorso in generale sembra una stronzata, come se ci fosse scritto da qualche parte che per essere un “vero HC kid” bisogna persare 60kg e non essere in grado di correre per 100 metri. Se a me piace tenermi un minimo in forma (intendo sferica) nessuno deve venirmi a stracciare il cazzo con le solite storie “Sei grosso, fai il tuff” . No, un cazzo! Se ci scontriamo nel pit vai per terra perchè pesi metà di me, non perchè faccio il bastardo, se facessi il bastardo ti faresti male il doppio. Se capitate ad un concerto a Vicenza con gli americani della base militare magari il discorso vi diventa più chiaro hahahaha! Infine io la sala pesi la trovo abbastanza noiosa da sola, starsene come un beota ad alzare pesi per farti i muscoli di fronte allo specchio, divertentissimo!
M. Cazzi loro, hahaha, non vogliamo mille teste di cazzo davanti a noi!

Ancora una domanda per Fabio: raffrontando la tua voce dell'ultima vostra uscita con quella del demo, ho notato che la tua potenza vocale è notevolmente aumentata e che urli leggermente di più, mentre prima usavi una qualche linea melodica... Sei d'accordo? A cosa è dovuto questo cambiamento, se è avvenuto? Volevo chiederti anche un'altra cosa: in alcune parti usi quasi la metrica hip hop... Sei d'accordo? Ciò è dovuto al fatto che ascolti il genere menzionato poco prima?
F. Il demo lo abbiamo registrato tre o quattro mesi dopo la prima prova, nella maniera più economica possibile, e questo è l’unico gruppo che io abbia mai avuto, direi che è abbastanza normale che la potenza della voce sia aumentata, ho anche iniziato ad andare a correre per avere più fiato, prima ero obbligato a tenermi un minimo, a meno di non trovarmi senza voce a metà live, ma non è che ci siano parti di voce melodica studiate, anche perchè a cantare in pulito non sono minimamente capace, al contrario registrando l’EP più di un anno dopo avevo qualche esperienza in più, ho cercato di modulare la voce in alcune parti, anche grazie a Daniel di Mal de Testa che mi ha dato quei quattro suggerimenti giusti. Più che un cambiamento direi che è un’evoluzione abbastanza naturale, ho un minimo imparato, cerco di dimostrarlo in studio. Per le metriche, devo seguire i pezzi che come dicevo prima sono abbastanza pieni di cambi: nella stessa canzone passo dal fare qualcosa quasi powerviolence al rallentamento mosh, ogni volta che facciamo un pezzo nuovo devo mettermi a provare per bene le metriche a casa e non escono mai al primo colpo, in certe parti si, vado anche su cose quasi rap ma non è che abbia questi gran ascolti; mi piacciono un sacco le cose dei primi '90 tipo Beastie Boys o House of Pain o quello che usciva per la Def Jam ai tempi d’oro, ma in termini di minuti che passo ad ascoltare certe cose sono molto pochi. Tra l’altro visto che ormai siamo in periodo natalizio cercatevi il mixtape “I’ts An Hip Hop Christmas!” così potete fare gli zarri in macchina e se vi avanza un Uzi anche sparare in corsa.


Gli Hittin' Random fanno parte della scena hardcore veneziana, che negli ultimi anni a parer mio si è imposta come predominante in Italia a livello di concerti e di partecipazione... Come giudichi questa cosa? Come si trovano gli Hittin' Random all'interno di essa? Hai qualche critica da muovere?
F. Quando facciamo le grigliate io faccio il fuoco e non mi fermo nemmeno dopo aver aperto la mia personale succursale dell’inferno in terra, hahaha! La scena qua a Venezia negli ultimi 2 anni è una figata perchè ci si conosce tutti e cerchiamo sempre di aiutarci (e qua tanto di cappello e cappella a Samall e a Trivel per lo sbattimento). Noi non ci sentiamo in competizione con nessuna delle band della zona e sono convinto che debba essere così e son contentissimo di come sta andando, del fatto che posso andare ad un concerto e che se mi metto a parlare due minuti con ognuna delle persone che conosco non vedo manco una band, è fighissimo così! Negli ultimi show siamo arrivati ad avere trecento o quattrocento persone, non è scontato in Italia nel 2015 senza grossi headliner USA. Il mio giudizio sulla scena che abbiamo a Venezia oggi non può essere altro che positivo, e per Venezia intendo anche Padova e Treviso che sono a mezza ora di macchina e la gente che gira è quella più o meno. Come band ci troviamo benissimo, abbiamo fatto un secret show a Marghera in settembre e ci sentivamo a casa, la cosa veramente bella secondo me è che siamo ormai un quindici o venti band attorno a questa cosa ma ognuno col suo stile, non ci sono band fotocopia una dell’altra, e tutti pronti a dare una mano a spingere, cioè, mancano ancora sei mesi ma posso già dirvi che il prossimo Venezia Hardcore Fest sarà una discreta figata... L’unica cosa che dobbiamo fare è continuare a fare come abbiamo fatto fino ad ora, mettere da parte le rivalità, pubblicizzare i concerti e andare ai concerti, poche cose, ma tutti assieme in pratica. Se ho delle critiche, che possano essere un minimo costruttive, preferisco farle al diretto interessato, se è come "parlare al muro" me lo tengo per me; ti dico solo che siamo una scena coesa perchè ogni volta che ci sono state tensioni sono anche state chiarite subito e senza montare casini inutili coinvolgendo mezzo mondo. Ormai sono quattro o cinque anni che portiamo avanti questasta cosa, ci conosciamo, sappiamo circa le posizioni di ognuno e risolviamo facilmente.

Alcune malelingue tacciano la scena di Venezia di esser incentrata troppo sull'esteriorità e sul fattore musicale, tralasciando "l'elemento politico" che nel bene o nel male è sempre stato parte integrante dell'hardcore... Samall degli Slander durante un concerto a cui ho assistito a Bologna ha rimarcato il suo impegno in questo senso... Voi cosa ne pensate? Gli Hittin' Random hanno in se una componente politicizzata?
F. Di nuovo?!? Già dieci anni fa ci scassavano i maroni con questasta storia! Allora, premesso che ad un concerto VeHC non entri se non hai le ultime Air Max Limited, ti dico che, per me, il detto “Hardcore is more than music” vuol dire chè c’è dell’altro oltre alla musica, ma è principalmente musica, non il contrario. Io sono sicuro che nessuno frequenta la scena HC e poi vota Berlusconi (due o tre ci saranno, ma li è ritardo mentale e vabbé..), se non ci fregasse nulla di certi temi non faremmo certo i concerti in un centro sociale, quantomeno per coerenza. Se qualcuno ha da ridire perchè curiamo la parte musicale, beh sinceramente è un cretino che poi si lamenta del fatto che le band estere suonano meglio; per quello che ho sentito io, non seguendo quella scia, quasi sempre le band politicizzate sono musicalmente inconsistenti, quando non proprio terribili, se hai bisogno di inserire mille slogan nelle tue canzoni perchè ti chiamino a suonare, forse, ma proprio forse, devi chiederti se fai cagare no? Un gruppo perchè io lo consideri figo deve spaccare in live, avere suoni, bei riff, canzoni un minimo costruite, chi preferisce buttare a caso qualche accordo e cantarci sopra slogan liberissimo di farlo, ma non avrà il mio supporto. Quel concerto a Bologna è stato preceduto da gran polemiche su Facebook, naturalmente per il cazzo, e ovviamente chi le ha tirate su non si è fatto vedere. Samall ha fatto solo bene a dire quello che ha detto, io avrei detto di mooolto peggio hahaha! Sono fermamente convinto che contino di più le scelte di ogni giorno che lo sbandierare la propria ideologia. Purtoppo ora l’offerta della politica Italiana è talmente piatta da risultare nausente, e sto parlando dell’assoluta mancanza di idee, non dei giochi di corruzione che ormai son fisiologici. A me piace tenermi informato e internet ti da a chiunque la possibilità di avere più fonti e diversi punti di vista, non seguo nessuna ideologia come fosse verità assoluta e se avete voglia di scambiare due parole su temi seri, anche volentieri, ma di sicuro non infilo ideologie nei testi, non ho messo su il gruppo per quello.
M. Il problema in Italia è proprio questo: c’è troppo fattore politico... Sicuramente se questa cosa non venisse presa con mega serietà (quasi esagerata) ci sarebbe una scena decisamente migliore...

Quali sono a vostro parere i concerti migliori che avete suonato? Quelli peggiori invece?
F. Ma dai i peggiori, che bastardata! Per gli show migliori se la giocano il nostro secondo concerto dentro ad un bar di cinesi, 6 dicembre 2013 mi pare, una settimana dopo il nostro debutto al secondo VeHC fest: l’atmosfera era delirio totale, gente che dava fuoco a Pino Biba Records che era nudo... Alla fine sono arrivati i carabinieri per mettere una multa al bar e non avevano il coraggio di entrare, come sono andati via il concerto è ricominciato, erano le cinque, mancavano uno o due gruppi e il Dj Set. Altra situazione delirio è stato lo show a Belluno in Panzacaverna: Già dal flyer con Morandi/Costanzo/i marò/cazzi volanti ecc. si capiva come sarebbe andata... Volava birra e carta igienica ovunque (genialata perchè il pavimento rimaneva asciutto) poi siamo andati a mangiare e dovevamo fare silenzio per non svegliare il matto al piano di sotto che altrimenti saliva col fucile in mano, ci siamo divertiti un sacco insomma! Situazioni negative non ne abbiamo mai avute, sarà che non abbiamo ancora millemila live alle spalle hahaha, però anche quelle volte che abbiamo avuto poco pubblico siamo sempre stati trattati bene dagli organizzatori; unica volta che son salito sul palco col nervoso è stato l’ultimo VeHC fest, ma li è stata colpa del nostro ex batterista che è arrivato in supermega ritardo, ma è andata lo stesso dai.
M. Concerto peggiore: l’ultimo suonato al VeHc Fest, ahahah! Migliore direi quello in Panzcaverna.

Le prossime mosse del gruppo cosa prevedono? Riuscirete a sbarcare finalmente su vinile?
F. Qua si parla di segreti, livello Area 51, ti conviene secretare la risposta per i prossimi trenta anni oppure ti arrivano i Men In Black pronti a metterti una sonda anale! Con l’anno nuovo torneremo da Mal de Testa a registrare i pezzi nuovi più uno vecchio, due pezzi dell’Ep che abbiamo messo fuori in Maggio, che ora è solo tape oppure su Bancamp, andranno in uno split 7” che faremo assieme a degli amici svizzeri, e non ti dico altro un pò perchè sono stronzo un pò perchè è una cosa talmente fresca che va gustata con calma (no dai ti dico anche che son previsti 3 colori diversi di vinile, così potete spendere più soldi). I pezzi nuovi andranno in un altro split, 10” questa volta, con un gruppo italiano, demo uscito da poco e già recensiti molto bene su questo blog (ormai hai capito dai) però non c’è ancora una data... In più i ragazzi di Assurd hanno un progettino in cantiere e se vuoi sapere di più chiedi a loro! Per quello che riguarda la parte live il prossimo anno puntiamo a fare più weekend possibile fuori dall’Italia o comunque di allontanarci di più da casa, visto che con gli impegni lavorativi ci viene difficile organizzare tour lunghi, ci sono già delle cose succose, tipo un’altra tre giorni assieme agli Slander in Gennaio e il resto man mano che viene fuori lo vedon tutti. Unica sfiga è che ci toccherà cambiare nuovamente il batterista perchè Michele non ce la fa con gli impegni universitari, oppure smette di studiare e fa il trve barbone, ma lasciamo decidere a lui dai.


Credete che il suono del gruppo nel prossimo futuro subirà delle evoluzioni, oppure credete che rimarrà ancorato a ciò che suonate ora?
F. Io direi che ormai il nostro stile lo abbiamo trovato, ci piace quello che facciamo e finché la gente sotto al palco si diverte continuamo, i pezzi futuri magari avranno qualcosina di più nella costruzione e ovviamente più si suona più si migliora tecnicamente, grandi stravolgimenti non ne vedo all’orizzonte, anche perchè altrimenti sarebbe meglio partire con un nuovo progetto!

Mi pare di avervi chiesto tutto... Grazie per il vostro tempo e se volete aggiungere qualcosa, fatelo pure...
F. Grazie a te Paso che dai spazio alle band per approfondire quello che hanno da dire. Date un ascolto ai Knightzz, altro progetto di Marco e Michele, col nostro ex batterista al basso, ai Malota, gruppo stoner/hard rock/di tutto di più dove il nostro bassista suona la chitarra, e ovviamente alle altre band del giro Venezia Hardcore, supportate le band locali e non prendete paura se vi chiedono più di cinque euro d’ingresso, benzina e autostrade ormai sono cose da ricchi, e va almeno dato il rimborso a chi suona.

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domenica 29 novembre 2015

O | Pietra | GrindPromotion Records | 12"/Digital.

Molto spesso rimango letteralmente senza parole quando ascolto un disco. Vuoi perchè effettivamente son molto più bravo quando sto in silenzio, vuoi perchè effettivamente è difficile trovare le parole giuste, in alcuni casi. Questo è il caso degli O e del loro 12" "Pietra". Un disco magnificente nei suoi 6 pezzi, fosco, oscuro, malevolo, privo di qualsiasi gradazione di colore che non sia il nero. Post black metal intinto nell'hardcore più cupo e feroce, un concentrato di tutto ciò che è disturbante e disturbato. C'è un livello di malessere untuoso che vi avvolgerà completamente andando a scavare nel vostro inconscio più profondo, portando in superficie le vostre paure e i vostri tormenti più reconditi. Una litania che vi si conficcherà nella mente, lasciandovi poi totalmente privi di forze, di speranza. Il vuoto più totale e completo, accompagnato da un senso di smarrimento e depressione latente. Non è un disco affatto semplice e scontato, questo: la costruzione dei pezzi è stata creata in modo da creare un continuum che non si può spezzare, in cui domina la totale assenza di calore umano. Un suono gelido ma allo stesso tempo meticoloso e in cui nulla è stato lasciato al caso. Monumentali riff ossessionanti si fondono con una voce inumana, massima espressione di morte e distruzione. Uno dei migliori dischi del 2015, amen.

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The Mild | Left To Starve | Assurd Records/Zas Autoproduzioni | 7"/Tape/Digital.

I The Mild molto probabilmente hanno sfornato il miglior 7" in campo post grind core dell'anno. Il loro suono preciso, compatto e chirurgico nei due minuti scarsi che compongono ogni brano di questo vinile è trascendentale. L'impasto dei riff è di caratura elevatissima, un miscuglio di cavalcate inframmezzate da suoni distorti e sempre sul punto di collassare. Un muro sonoro che difficilmente può essere ignorato. La batteria nel suo incedere claustrofobico è un vortice di blast beat, ma con un retrogusto industrial, che la rende davvero unica. La voce è un urlo lancinante, profondo ma allo stesso tempo epico. Quello che i veneziani The Mild hanno messo in piedi in questo loro debutto è un qualcosa che si spinge oltre: un conglomerato di tutto ciò che di meglio c'è in campo estremo al giorno d'oggi. Quello che mi ha sorpreso di più è che pur muovendosi in bilico tra vari generi e sottogeneri, che molto spesso hanno fatto della "freddezza esecutiva" il loro punto di forza, questo terzetto riesce ad infondere calore in ciò che suona. Ho avuto modo di vederli dal vivo e questi pezzi raggiungono la loro forma compiuta, laddove non sono imbrigliati in una asettica sala di registrazione, sprigionando un'energia e un'attitudine travolgente. Sono curioso di vedere cosa il futuro ci riserverà per loro.

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