domenica 22 marzo 2015

Discomfort | Worst | Assurd Records | 12".

C'è un qualcosa di profondamente terrificante e malato in questo 12”. E' come se tutto lo schifo, l'orrore, la paura, la violenza che ogni giorno respiriamo in un mondo ormai condannato all'oblio totale, sia compresso e schiacciato in questi solchi. Il suono dei Discomfort (da Venezia, in cui militano il cantante dei Danny Trejo e il chitarrista degli Hobos) è infernale, brutale e assassino. Immaginate di trovarvi in mezzo ad una radura, siete fermi immobili e tutto attorno a voi regna il chaos più totale: ecco, questi sono i Discomfort. Puro chaos anarchico. I pezzi sono un calderone ribollente di furia omicida, in cui la voce domina con il suo latrato idrofobo, mentre i riff vi maciullano e la sezione ritmica rade al suolo le vostre ultime resistenze. Il suono è un incrocio nefasto di hardcore, black metal, crust, death, grind e sludge. La pesantezza che traspare da questi brani è ossessionante e vi farà mancare il respiro da tanto è opprimente. Non esistono i colori, solo nero e bianco, a sottolineare ancora una volta il baratro verso cui l'umanità sta velocemente scivolando. I blast beat che si susseguono sono annichilenti, vi condurranno in un girone infernale dove non esiste più nulla, se non la morte. L'atmosfera che si viene a creare è plumbea, grigia, e anticipa ciò a cui inevitabilmente siamo destinati: la fine, l'annullamento totale della nostra esistenza. Dal punto di vista prettamente tecnico, il tutto è suonato in maniera perfetta. I brani sono costruiti in maniera eccelsa, alternando la pesantezza tipica del metal con l'aggressività dell'hardcore. Dal punto di vista grafico, la copertina è dedicata alla ribellione delle donne contro le violenze perpetrate su esse stesse. Il tocco di classe sta nel fatto che l'immagine a fronte si spiega solo se girate il vinile e guardate la foto dietro. E' un disco che fa male questo, è un disco che convoglia ciò che il mondo ha da offrirci oggi: dolore e miseria umana.

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