domenica 5 aprile 2015

Gianluca "Freddy" Tricarico (Think Twice, I Deny, Ageing, Snowfall, Thoughts To Share).

Think Twice.

Dopo un rapido scambio di email Italia - Brasile (dove Freddy vive) ha preso forma quest'intervista. Freddy è un veterano della scena punk hardcore italiana, ha suonato negli Think Twice e negli Ageing (fra gli altri) e quindi ho colto la palla al balzo per rivolgergli la consueta "cascata" di quesiti. Quello che ne è venuto fuori è una chiaccherata che ripercorre la sua "carriera" sopra e sotto ad un palco. Buona lettura!

Allora Freddy, togliamoci il dente, e sentiamo cosa rispondi alle dichiarazioni fatte da Rino Valente nell'intervista che gli feci tempo addietro... Con Stefano Bertelli invece, mi pare che non ci siano problemi... O no?
Con Stefano siamo grandi amici, anche se da tempo non ci si sente e vede, ma le amicizie restano anche se non ci si incontra regolarmente. Solo per aprire e chiudere una pseudo polemica con Rino, cui non porto alcun tipo di risentimento. Forse quello che in parte si è montato la testa atteggiandosi da rockstar, è stato proprio lui; nel momento che in cui ha conosciuto la fama negli ambienti dei tatuatori, ha cominciato a tirarsela ed a camminare 3 metri da terra. Che fosse nel mirino degli scherzi era in buona parte per goliardia, ma per carità niente di malefico e premeditato. Nel gruppo esiste sempre uno preso piú di mira degli altri, comunque nessuno gli hai mancato di rispetto. Il fatto abbia aspettato tanti anni per togliersi questi sassolini non lo capisco. Per carità, nessuna invidia nei suoi confronti e complimenti per i suoi successi, ma proprio non mi preoccupa di che fa e chi vede. Forse qui si sbaglia, se c´era un'amicizia ed è finita, non credo di dovermene assumere tutte le responsabilità. Tutti abbiamo colpe, ma passare per vittima, mi sembra un atteggiamento debole ed anche codardo. Se hai qualcosa da dirmi: SAY IT INTO MY FACE. SuGiangiacomo non commento poiché è stato chiamato in causa, non per colpa sua. Comunque, caro Rino, prima di prendere per il culo molti tuoi amici non presenti, fatti un bell´esame di coscienza, a buon intenditor.. Ora una pietra sul passato e parliamo di cose piú interessanti.

I Think Twice sono l'unico gruppo ad aver inciso, agli albori degli anni '90, un lp con la tedesca Crucial Response. Come siete entrati in contatto con essa e come si è comportata nei vostri confronti? Mi ricordo di aver visto un flyer in cui vi definiva "the mafia pizza sons from Italy"... Non credi che fosse un tantino stereotipata e banale come definizione? Poi di sicuro sarà stato per ridere... All´epoca Gonzo ed io facevamo una fanzine che si chiamava “My Attitude”, era una 'zine che si occupava molto della scena cresente scena straight edge. Diciamo che fummo la prima fanzine straight edge. italiana. Questo ci permetteva di entrare in contatto con gente del mondo intero, dall'Europa agli Usa. In qualche modo, la scena tedesca era una delle piú attive (ricordate i Charlies's War, i Crivits...)e cosí diventammo amici di Peter Hoeren e Andreas Gruter. Non molti lo sanno, ma erano in due amici a dirigire Crucial Response agli inizi. Coincise che nel 1991, in concomintanza con il secondo tour dei Gorilla Biscuits, Andreas e Peter decisero di venire a trovarci a Vicenza. In quei giorni in cittá a visitarci c´era anche la crew dei Gorilla Biscuits con cui eravamo in stretta amicizia sin dal primo tour '89.(a proposito, un abbraccio a Wally, Civ, Alex, John...) Quindi immagina, Vicenza capitale H.C. S.E. in quei giorni prima del mitico show all´Isola Nel Kantiere (esiste una vhs molto bella per dare l´idea di che show memorabile fu). Si stabilì quindi un forte legame con i nostri amici teutonici, inoltre non eravamo contenti del trattamento riservatoci dalla Break Even Point Records (etichetta del loro primo 7”, ndr), così Peter si offrì di realizzare il primo lp che i Think Twice avessero mai realizzato. Nel 1992 “Unrealized” vide la luce su Crucial Response Records, ma non prima di aver preso parte, con 3 pezzi, alla raccolta “Share Common Ground” nel 1991. Nell´estate del 1993 Peter ci confezionó un tour di 7 date in Germania e Belgio, che fu un´esperienza indimenticabile. Con lui ci siamo poi persi di contatto, ma sò che l´etichetta è ancora attiva. Peter, poi, è un gran tifoso del Bayern Munich. Avrei tanti aneddoti di quel tour, eh eh eh. Peccato che poi il quell'lp non sia stato ristampato su cd. Comunque quella degli stereotipi sull' italiano è una cosa che ancor oggi vale. Credo, però, che fosse visto píù da un lato umoristico. A dire il vero non ci ha dato mai fastidio all´epoca. Ti dirò che alla fine quella parte mistica della mafia dei Corleone, Good Fellas, De Niro e Pacino, ha ancora fascino per molte persone nel mondo intero. Te lo posso confermare vivendo in Brasile da 7 anni: l´Italia per lo straniero, nell'immaginario collettivo, resta ancora quello legata al Sud, quindi mafia, pizza, paparazzi, ed ora con Gomorra, ancor più. Pochi sanno che nel nostro paese esiste una differenza tra Nord e Sud, usanze, costumi, tradizioni, lingua, cultura. In tutti i paesi del mondo esistono differenze all´interno della medesima nazione: negli Usa tra nord e sud, la stessa Germania, Francia, Spagna. Anche qui in Brasile, Nord e Sud sono quasi due paesi completamenti differenti, nonostante la stessa lingua parlata.

Come mai i Think Twice si sono sciolti? Mi ricordo di aver assistito ad un vostro concerto di reunion a Ravenna anni fa... Con Paolo Head X On alla batteria... Dei membri originali, oltre a te, chi ne faceva parte? Come mai decideste di riunirvi? Come mai poi vi siete sciolti di nuovo? Ai tempi Paolo mi disse che eran stati registrati anche dei pezzi nuovi, dove sono finiti? Nessuna possibilità di ascoltarli? Saranno mai dati alle stampe?
Allora, i Think Twice cominciarono nella primavera 1989, subito dopo lo show degli Youth Of Today al Leoncavallo. Abbiamo continuato con vari cambi di formazione fino alla metá degli anni '90, poi quando cominciammo con gli Ageing, diventò con il tempo complicato gestire due band contemporaneamente, senza pregiudicare l´una o l´altra ( oltretutto stavano nascendo anche gli Snowfall). Dopo quasi 6 anni si stavano perdendo le motivazioni con i Think Twice. Il meglio era stato dato, l´energia e lo spirito non erano piú quelli iniziali, sentimmo che era il momento di chiudere un capitolo. A dire il vero non fu uno scioglimento ufficiale, solo smettemmo di suonare. Nel 1997 all´Acqua Fun facemmo una reunion, ma fu una porcheria. Poi, nel 2007, mentre stavo registrando il cd degli Snowfall, mi riavvicinai all´hardcore. Ricontattai Sergione e Gonzo e in una pizzeria decidemmo di ritornare sul palco. Fu il desiderio di comunicare emozioni e parole, di liberare l´energia dentro di noi ammanettata per molti anni, a spingerci a ridare vita al gruppo. Devo dire che di tutte le band con cui ho suonato, i Think Twice sono sempre stati la creatura piú amata, quella píu mia. Scrivevo quasi tutta la musica, buona parte dei testi, le grafiche dei dischi. C´era molto di mio, della mia anima, del mio sangue e sudore in quella band. Della formazione originale nel 2007 eravamo in tre: Sergio,Gonzo ed io. Poi Gonzo lasciò e subentrò il mitico Paolo “fart” Gaiarsa fino al concerto d´addio. La formazione ruotò sempre tra noi tre, mentre il bassista è stato rimpiazzato in varie occasioni. Questa è, più o meno, la biografia della band:

1989/1992
Sergio Of Today- vocals
Freddy – guitar
Walter – bass
Gonzo – drums

1992 Pprimavera – Estate):
Sergio Of Today – vocals
Freddy – guitar
Massimo Corona (One Step Ahead – Growing Concern) – bass
Gonzo – drums

1992 - 1994
Sergio Of Today - vocals
Freddy - guitar
Andrea Rigablood (Salad Days Magazine) - bass
Gonzo - drums

1994 - 1995
Sergio Of Today - vocals
Freddy – guitar
Stiv Bertelli - (Product) bass
Gonzo-drums

1997 (Reunion Show)
Sergio Of Today - vocals
Freddy - guitar
Andrea Spazza (Snowfall - Thoughts To Share – Derozer) - guitar
Ale Rizzi - bass
Gonzo - drums

2007
Sergio Of Today - vocals
Freddy - guitar
Fred Zotta (Inner Reason)
Luca Burro - bass
Gonzo - drums

2008
Sergio Of Today - vocals
Freddy - guitar
Fred Zotta (Inner Reason) - guitar
Luca Burro - bass
Paolo X Gaiarsa (Pkr – Fratellanza - Inner Reason) - drums

Quel concerto che tu citi fu nel giorno del mio compleanno a Ravenna e Paolo era giá con noi. Due settimane prima della mia partenza (novembre 2008) abbiamo inciso una mezza dozzina di pezzi nuovi che avevamo scritto con l´ultima formazione. Non sono mai stati pubblicati (a parte sul profilo di My Space). Sono sicuramente la miglior cosa che abbiamo registrato per qualitá di registrazione, suono e mix. Peccato che non ci sia stata data possibilità da parte di alcuna etichetta di darli alle stampe. Approfitto dello spazio per lanciare un´appello a qualsiasi persona interessata, ci contatti. Paolo, tra l´altro, ha copia dei pezzi. Sono 6 con la parte vocale ed uno a cui manca (ri -registrazione di “Rivers Of Blood”). I brani sono molto fighi, direi quell´hardcore moderno tipo Carry On, Champion, The First Step ma con l´anima dei Think Twice. Nulla da invidiare a band americane delle ultime generazioni. (A parte il fatto che noi le abbiamo passate tutte).

Think Twice - New Jersey.

Perchè non tutti i membri originali del gruppo fecero parte della reunion? Sei ancora in contatto con loro?
Diciamo che della line up originale solo noi tre (Gonzo, Sergione ed io) eravamo fissi. infatti quando ci riformammo eravamo noi, piú due nuovi membri. Gonzo in seguito se ne andò e Paolo subentrò come nuovo membro in maniera naturale, vista la grande amicizia che ci univa e ci unisce. Sono in contatto con molti degli ex e non Think Twice, ma io non amo i social network. In qualche maniera sono sempre in contatto con Paolo, Sergione, Fred, Burro e quando torno in Italia andiamo sempre a cenare assieme. Sergione e Paolo sono veramente fratelli, Burro lo sento attraverso mia moglie (ora vive a NYC, ciao Burroooooo!), con Fred ho rapporti di business, Gonzo l´ho perso di vista dalla mia partenza, Rigablood lo sento attraverso Salad Days, Massimo Corona in qualche maniera ci si sente saltuariamente (Sergione conversa spesso con lui). Mentre con il Bertelli sono molto amico, ma causa la mia pigrizia e non avendo un profilo Facebook non mi sono preso cura di lui... Eh eh, scusami fratello, approfitto ancora di queste pagine per mandarti un saluto e chiederti perdono in ginocchio... Forgive me bro! Insomma, direi che con la maggior parte dei passati membri dei Think Twice mi mantengo in contatto, questo nonostante la considerevole distanza materiale che ci separa. Vedi, Marco, la band non era solo musica e messaggi: era, direi, un vincolo di amicizia e quello rimane indissolubile per la vita intera. Le fidanzate e mogli vanno e vengono, ma gli amici veri, quelli con la “A” maiuscola, che non ti sputtanano alle spalle e che sempre ti appoggiano nei momenti di allegria, ma soprattutto nel bisogno, bene, quelli rimangono 'till death. Questa è la lezione di vita che mi ha lasciato la band, quello che mi ha insegnato il vero significato di valori come l´amicizia, la lealtà, l´onestà, che mi ha dato molta ricchezza emozionale e spirituale. Sono questi sentimenti ed attimi che niente e nessuno potrà cancellare dal mio cuore e dalla mia mente. A proposito, c´era un altro membro non ufficiale dei Think Twice, ma è sempre come se lo fosse stato, per l´amicizia che ci lega e per quello che fece per la band, ed è il mitico Marco Candioli. Un grande amico, di quelli veri. Vorrei sottolineare l´integritá morale di Marco ed i suoi grandi valori spirituali, spesso non apprezzati da molti nella scena, ma che sempre ha avuto il mio-nostro appoggio... Ciao Marco. (E' stato il primo vocalist dei Product).

Sempre negli anni '90 avete fatto un mini tour in America, suonando tra gli altri con i Mouthpiece. Come è nata la cosa? Che tipo di impatto avete riscontrato con la scena straight edge americana? Dove avete suonato, con chi e come è andata? Hai qualche aneddoto da raccontarmi?
Beh quel tour fu molto divertente, fu soprattutto una vacanza. Eravamo noi, piú Gianni Pantaloni dei Growing Concern. Fu tutto organizzato da Jeff Terranova degli Upfront/Smorgasboard Records. Jeff è una persona molta divertente, per non parlare di suo padre (sembra un boss del Padrino...), una sagoma. Stazionammo nella sua casa con piscina e poi a Boston da Tim Schmoyer, batterista degli Upfront e con Todd Rensick dei Far Cry. Mitica fu la cagata che lascíò Gonzo sul tappeto (nel vero senso del termine) del bagno di Tim dando poi la colpa al gatto, ma fu lui. Fu una delle cose piú divertenti ed ancora oggi con Sergione ci burliamo del Tim´s Carpet; eravamo come in un accampamento, dormivamo per terra: Gonzo tipo mummia e si alzava tipo Michael Mayer eh eh eh, Sergione sulla poltrona, si svegliava distrutto il mattino. Poi i viaggi con il van fino al Vermont e poi giú a Washington. D.C. Dovrei scrivere un libro sulle tante persone che abbiamo conosciuto. A parte gli show con Mouthpiece, Ashes, Kingpin, Junction, Iconoclast, ecc. Per esempio suonammo a Boston al mitico Middle East, che era un locale cult, show organizzato da Al Quint di Suburban Voice 'zine, uno di quelli tosti della scena americana. Incontrammo anche il chitarrista dei Lifetime, visitammo il negozio di Newbury Street dove lavorava il batterista dei Slapshot, la corsa sulla scalinata del campidoglio di Boston emulando la Boston Crew. Lo show alla radio On The Edge di Chris Kelly fu come uno show comico: Kelly non era tutto centrato e noi on air a sparare cazzate, Jeff danzando e Jon Field suonando con noi. Sapevo a memoria “We're Not In This Alone” degli Youth Of Today e suonavamo i pezzi una dietro l´altro. Poster di donne nude, una cosa allucinante. Peccato non abbia la registrazione di quello spettacolo. Poi a Syracuse dove il nostro show fu cancellato ma restammo ospiti di John Mackaig e DJ Rose: le cose stavano nascendo a quell´epoca a Syracuse, gli Earth Crisis erano ancora agli inizi. Poi a D.C. ospiti della Positive Force di Mark Anderson. A cena al ristorante di Dante Ferrando degli Iron Cross, Chris Bald e Jeff Nelsson. Incontrammo e facemmo amicizia con la crema della scena del tempo. Quando suonammo a Washington con i Mouthpiece (grande show, loro mitici, mi diedero una shirt in regalo) chiamammo Taylor Steel dei 4 Walls Falling che venne a vederci da Richmond. Un anno dopo avremmo suonato insieme con loro a Salzgitter nel miglior show dei Think Twice di tutti tempo. Un ultimo aneddoto per gli amanti del collezionismo: a casa di Chris Kelly c´era un armadio pieno già all´epoca di t shirt rare: Massimo Corona indossava una shirt tarocca dei Judge (credo un bootleg italiano o tedesco) e Kelly lo imploró, e fecero uno scambio. Tre per una maglietta dei Judge tarocca. Massimo si portó via una Insight ( quelli dello Utah, mai vista altra t-shirt loro in vita mia) una Turning Point inedita e la terza mi sembra fosse un'altra raritá dei 4 Walls Falling. Che affarone! Massimo puó confermare l´episodio e quali furono gli oggetti del baratto. Non posso dimenticare anche le numerose multe che prendemmo e le tre volte che fummo fermati dalla polizia, minacciandoci e scambiandoci per latino americani. Concludemmo gli ultimi giorni a NYC nell'appartamento ultra chic di Sammy Siger degli Touth Of Today/Judge/Gorilla Biscuits/Project X/Rival Schools. Fummo suoi ospiti, abitava in un loft di famiglia a Manhattan, quasi sulla Broadway, a fianco della NY University. All´epoca lavorava da Dean & De Luca. L'appartamento era dotato di ascensore privato che entrava direttamente nel loft ed aveva una stanza e esclusiva insonorizzata solo per la batteria. Un appartamento che oggi potrebbe valere 3o 4 milioni di dollari.

Gli Think Twice erano un gruppo dichiratamente straight edge. Negli anni in cui avete suonato cominciava a venire fuori tutta la scena metal edge, con conseguente impennata di stili di vita come il veganesimo. Come vi ponevate nei confronti di ciò?
Iniziammo come Youth Crew, che era quello che ci piaceva. Youth Of Today, Gorilla Biscuits, Uniform Choice, Wide Awake. Però, nel 1989, con lo scioglimento degli Youth Of Today, la scena di quel genere negli Usa era già in declino. Quando nell´estate del '90 andammo in America per la prima volta, da un lato rimanemmo in parte delusi: tutte o quasi le band erano sciolte o avevano cambiato stile e look. Gli stessi Gorilla Biscuits non erano quasi piú straight edge, i capelli crescevano e stavano muovendo i primi passi band come Quicksand e Burn. Non era già più tempo di “X” sulle mani a NYC. Noi nel corso degli anni mutammo un poco stile e ci adeguammo involontariamente ad uno stile piú moderno e ricercato, mischiando ancora ritmi veloci con cose piú pesanti ed anche con un po' di emo. I Turning Point split per darti un´idea. Avevamo pezzi fichi e Rigablood era molto bravo tecnicamente. Io ero molto migliorato, era naturale evolversi e cercare un sound meno rude. Avevamo conservato sempre l´impronta dei Think Twice, però. Di quei pezzi esistono solo i video e nessuna registrazione. Non sono mai stato attratto e inflluenzato dal veganesimo. Sono stato vegetariano per una decina d´anni, ora non lo sono piú. Per quanto riguarda lo straight edge, iniziammo proprio la band per questo motivo: all´epoca l´hardcore (come io lo intendevo) era morto. In Italia le gloriose band degli inizi o si erano sciolte o erano Metal Bangers capelloni, vedi Negazione, Impact, Upset Noise, Crash Box. Birra e droga erano il contorno, attitudine da rock star. Fu questo, a livello mondiale, l´impulso per il ritorno dello straight edge e insieme riappropriarsi dell´hardcore come era inteso alle sue origini. Fu questo il motivo che mi fece abbandonare gli I Deny nel 1987: io volevo continuare su una linea, gli altri no.

Con il gruppo apparite nella compilation "It's Pounding In", storico concerto del novembre 1990 all'Isola Nel Kantiere... Cosa ti ricordi di quella serata? Fu l'inizio di una nuova era per l'hardcore in Italia? Cosa ha rappresentato per L'Isola Nel Kantiere di Bologna?
Quella sera fu la svolta epocale della scena italiana, tra l´altro l´Isola nel Kantiere era stato il palco del tour '89 di Youth Of Today e Gorilla Biscuits. “It's Pounding In” non fu solo uno show mitico e storico, ma permise a molte persone di conoscersi, di fare amicizia. Ricordo le chiaccherate con i ragazzi dei Growing Concern, con il Depla e gli Hide Out giá ci si conosceva, poi One Step Ahead (con Massimo che poi avrebbe fatto parte dei Think Twice). Tutti erano presenti. Ho foto con il Bertelli (allora non lo conoscevo) sotto il palco, Marco Candioli, che indossava la sua fedele maglietta dei Chain Of Strength, era presente. Quante amicizie solidali sono nate quella notte. Peccato che non possieda nemmeno una copia di quel disco, solo il poster (in cattive condizioni, tra l´altro). L´atmosfera quella sera fu magica, ci sentimmo per la prima volta una scena unita, con idee ed illusioni comuni, una crew, come essere al CBGB´S per un matinee o all´Anthrax. Un ricordo ancora vivo, nonostante siano passati 25 anni.

Think Twice - Belgio.

Tu, ancora prima dei Think Twice, hai avuto una lunga militanza nel circuito hardcore punk. Quando hai cominciato ad interessarti ad esso? Qual è stato il gruppo che ha scatenato in te questo coinvolgimento?
Ti confesserò che sono nato con il punk e vi sono passato per tutte le sue fasi. Ho cominciato ad interessarmi e comprare i primi dischi a 14 anni vedendo un documentario alla Rai che parlava del fenomeno punk a Londra, i Sex Pistols, eccetera. (Penso che il programma di prima serata era su Odeon Tv, “Tutto Quanto Fa Spettacolo”). Molti dei punk di quell´epoca furono influenzati da quel programma, non esisteva Internet all´epoca. Quella fu la svolta della mia vita che poi influenzò il resto del mio cammino. Comunque, agli inizi di sicuro furono i Ramones (tutt'ora), Sex Pistols e Dead Boys. Poi ho vissuto le varie epoca del chiodo borchiato, il Virus (anzi, i vari Virus di Milano), Leoncavallo, Disco D´oro a Bologna, i Nabat, i Wretched, CCM, il Tuwatt di Carpi ed altri locali dell´epoca. Poi la prima band nel 1981 (vocalista dei Elektrovoice, stile Anti Pasti, Discharge), poi vennero I Deny, Think Twice, Ageing Snowfall, Thoughts To Share. Tutte le band che in ogni modo hanno poi marchiato buona parte della mia vita musicale e non, sotto tutti i punti di vista sono un poker, i magnifici 4: Minor Threat, Uniform Choice, 7 Seconds e Youth Of Today. Uno step cronologico-temporale e che assommano quello che piú apprezzo sia come sonoritá, messaggio, visuale. A questi quattro aggiungerei anche i Chain Of Strength (la catena). Diciamo la riserva di lusso.

Puoi descriverci, secondo il tuo punto di vista, com'era la scena hardcore punk italiana degli anni '80? Come veniva visto l'essere straight edge?
Il concetto di straight edge era confuso agli inizi, parlo dell´epoca dei Minor Threat, SSD, Faith, DYS. La gente non sapeva esattamente cosa fosse: la scena punk ed hardcore essendo antagonista e controcorrente era conseguentemente invasa da droghe ed alcool. Punk rock andava a braccetto con distruzione ed autodistruzione, protesta, quindi abusare o fare uso di stupefacenti e alcool era normale, anzi d´obbligo. Io al contrario non ero attirato da quell´attitudine, mi presi sempre cura del mio corpo, e pur non essendo straight edge, all´epoca giá simpatizzavo con questa filosofia. Vedere persone sconvolte o distrutte da alcool, colla e eroina (anche molti amici), mi faceva male ed incazzare. La rabbia e la protesta, a mio avviso, dovevano essere convogliati contro la società, le istituzioni, il potere, non farsi le pere e crollare come uno zombie in un atrio di uno squat o di una stazione dei treni braccato dalla polizia. All´epoca molti non straight edge si marcavano la “x” ed indossavano i guanti construction gloves (vedi Spasio dei I Deny - Derozer), ma era come dire: guarda io sono hardcore, non sono un semplice punk. Era un modo per distinguersi dai punk inglesi borchie e chiodo, colla, birra e droga. La “x” sulla mano era la nuova generazione di hardcorer che ascoltavano le nuove band americane ( Void, Minor Threat, Scream, Black Flag, Verbal Abuse, MDC), essere attivo nella scena, organizzare show, formare una band o produrre una fanzine. Questo ero piú o meno inteso all´epoca lo straight edge in Italia, la base ideologica che avrebbe dato impulso al ritorno della seconda ondata s.e. Del 1987: riprendersi semplicemente quello che “ci” era stato rubato da altri.

Quali sono i gruppi di quell'epoca che ti hanno maggiormente colpito, anche tra quelli esteri? Che concerti ricordi con maggior piacere? Anche qui se hai qualhe gustoso aneddoto da regalarci... Le quattro band che ho citato prima sono quelle “forever”. Poi nelle varie epoche ce ne sono state varie, di quelle italiane, musicalmente senza dubbio Raw Power, CCM, Indigesti, Declino, Negazione, ma anche Nabat, Dioxina e Upset Noise. Estere: direi del primo hardcore GBH, Discharge, One Way System, Blitz, inglesi. Poi Circle Jerks (che furono il primo gruppo hardcore vero, veloce e furioso che ascoltai), poi direi Verbal Abuse, Youth Brigade, Abused, Faith, Void, Scream, MDD, N.O.T.A., Crucifix, Jerry's kids, Poison Idea. Concerti, beh, direi parecchi (anche qui andrei per fasi). Come impatto che cambiò il mio destino direi in primis Youth Of Today al Leoncavallo, poi Youth Brigade a Milano nel 1985, “L´Offensiva Di Primavera” al Virus con la crema delle band italiane dell´epoca, Dead Kennedys a Gorizia nel 1981, Toxic Reasons, il “Superbowl” al Ritz di NYC nel 1990 in cui suonarono: Gorilla Biscuits, Sick Of It All, Killing Time, Burn, Token Entry, Quicksand (che raduno, cazzo!). Poi sicuramente gli Unbroken a Bologna, 108 sempre a Bologna, il primo tour degli Integrity. Il primo tour degli Ignite con Undertow a Rovereto, i 7 Seconds alla gabbia quando Kevin Seconds non era un barile, credo fu nel 2006-2007, meraviglioso. Per ultimo, Fugazi a Bologna nel 1990.

La prima volta che ti ho visto è stato al concerto dei Better Than A Thousand a Padova nel lontano 1999... Te ne stavi accovacciato su una cassa assieme a Ray Cappo... Cosa ti ricordi di quel concerto?
Dimenticavo quello show, uno dei migliori in assoluto, di sicuro nella top 10. Il clima era perfetto, una notte unica, mi sonodivertito tanto. Era un´epoca in cui non bazzicavo molto la scena ma non potevo mancare: ricordo molti stage diving, il caldo, il sudore, Ray che non vedevo da tempo; mi chiamò “Hardcore Feeddy” e fu un onore. Poi i tanti amici, i Product, Stiv Milani, il Bertelli, Sergione, Giulio Repetto.

Il vostro primo 7" è uscito per la romana Break Even Point. Cosa ricordi di quell'esperienza? Come vi siete trovati con essa?
L´esperienza fu contradditoria, nel senso che fummo grati di farne parte e avere questa chance, ma dall´altro lato ci fu molto disinteresse, nessun tipo di promozione, nessuno show organizzato, poche copie in cambio, curammo tutta la parte grafica, poco supporto, insomma. Direi che con Youth Crew Records ho ricevuto un trattamento incomparabile: grazie Dario Sartori, per tutto quello che hai fatto per la scena e per me.

Leggo dalla pagina a voi dedicata su sito web della Crucial Response, che durante il vostro mini tour negli States, avete suonato adurante il programma "On The Edge" di Chris Kelly alla radio. Che ricordi hai di quell'esperienza?
Chris Kelly era veramente un personaggio, ricordo che viaggiammo di notte per andare a questa College Radio dallo stato di NY al NJ, ci fermò la polizia, e vari cervi incrociarono il nostro cammino. Andammo con Jon e Jeff degli Up Front, fu molto divertente, facemmo casino e suonammo poco, fu quasi uno show comico. Ricordo che Chris fu molto gentile, fece delle t-shirt personalizzate per il nostro show, 4 modelli diversi, credo siano una raritá. La mia la regalai, ma non ricordo a chi, peccato. Fu comunque un´esperienza diversa e Chris era un kid very dedicated all' epoca, un poco nerd, ma molto simpatico.

Ageing - Napoli.

Sempre dalla pagina su Crucial Response, riportano una tua frase in cui dicevi che lo straight edge è un attitudine mentale. Puoi spiegarcela? Tu sei ancora straight edge?
Non ricordavo quella frase, ma direi che ancora calza rispetto alla mia attitudine, nel senso, che alla fine è la testa che conta, non una “x” o una scritta su una maglietta, oppure se bevi o no una birra, se sei totalmente straightedge o no. Quello che ho sempre apprezzato e che sempre applico nel mio lifestyle è l´apertura mentale, la forza interiore della propria anima e cuore, il valore dell´individuo. Credo che non siano semplici regole scritte, ma è questione di avere una propria moralità. Ognuno, a mio avviso, ha la propria interpretazione dello straight edge, taluni con la diretta militanza ed astinenza, altri con piú coinvolgimento mentale. Di sicuro l´età dell´adolescenza e della pubertà è molto pericolosa e può portare a deviazioni fatali. meglio restarne lontani e vivere una vita sana a poison free, poi crescendo con la maturità ogni individuo sa come equilibrare la propria vita. Un bicchiere di vino a tavola o una birra con la pizza non ti rendono un disgraziato o un tossico. per tornare alla domanda, no, non sono attualmente straight edge nel senso letterale della parola, ma ancora ammiro chi lo è e per un certo verso come attitudine mi sento tale. Non fumo, non uso droghe o super alcolici, ma soprattutto la mia mente è sempre lucida e allerta. Le mie sono scelte sempre personali e non influenzate da altre persone e sostanze artificiali, credo questa sia l´essenza di tutto: fare le proprie scelte di vita, di filosofia, di stile, libero da ogni tipo di catena che sia chimica o psicologica. Le droghe non sono solo quelle chimiche: le dipendenze possono essere di vario tipo e genere. Oggi le persone senza cellulare, Facebook o Twitter non riescono a vivere. Le dipendenze da gioco di azzardo, le macchinette, il porno su internet, le chat line sono a volte molto piú dannose che una birra o due bicchieri di vino. Comunque “never i drink and drive”, prima di tutto rispetto per gli altri e te stesso ! “Mentally straight, physically strong”: queste quattro parole mi hanno sempre accompagnato. Praticare sport e mantenersi in forma, è il segreto, il resto viene da sé: con la salute del corpo viene anche quella dell´anima!

Come mai il vostro unico lp si chiama "Unrealized" e ha in copertina un uomo dentro ad una gabbia?
Ci piacque il disegno, il significato intrinseco dell´immagine. Ognuno può dare la propria interpretazione: “gabbia” nel senso materiale di prigione per un detenuto, criminale, “gabbia” nel senso di società che c´ingabbia nelle loro regole e leggi, “gabbia” nel senso di dipendenza da qualsiasi tipo cosa sia chimica che fisica, “gabbia” nel senso di gabbia dove siamo collocati, sezionati, osservati, condannati, processati e giudicati. Molte sono le interpretazioni che ognuno puó scegliere. “Unrealized” era una canzone dei Think Twice e rappresentava le nostre frustrazioni di sogni e desideri incompiuti. Questo si può applicare anche alla nostra vita quotidiana attuale: quanti sogni, desideri, aspirazioni non realizzate abbiamo. Nella vita sempre si cerca di realizzare e raggiungere scopi e cose che non siamo riusciti a realizzare nel passato, un titolo che calza per la vita intera.

Dopo lo scioglimenti dei Think Twice, ti ritroviamo alla voce negli Ageing, una sorta di all star band. Come vi siete formati? Avete inciso un 10" sotto Twilight Records... Come siete venuti in contatto con loro? Come vi siete trovati? Sei soddisfatto di quel vinile? Come mai poi vi scioglieste?
A dire il vero Ageing hanno convissuto per un periodo contemporaneamente ai Think Twice. Tutti eravamo amici da tempo e tutti erano fan dei Think Twice. Rino poi in particolare ci chiamò a suonare a Firenze con gli Hide Out agli inizi della carriera, era la primavera 1990, un anno di vita e solo una manciata di show sulle spalle, pochi contatti. Si creò cosí un legame e un´amicizia che ci ha unito per parecchio tempo. Rino inoltre curò la grafica di copertina del 7” “Loyalty” dei Think Twice, il volantino dello show degli Up Front che organizzammo a Vicenza con gli Equality. Cosí il desiderio di formare un nostro progetto con Gonzo, mio amico e partner nei Think Twice, nacque spontaneo. Io avevo il desiderio di cantare, Stiv Bertelli era nostro grande amico, sapevamo del suoi scazzi con i By All Means e ne approfittammo; era tempo che si parlava di suonare insieme. Giangiacomo poi si unì a noi, non ricordo bene come, ma faceva già parte della nuova ondata di kid con gli Ivory Cage. Il progetto musicale era in sintonia con il nostro rapporto di amicizia, desideravamo avere un progetto comune e condividere l´esperienze del palco. Molte cose ci accomunavano all´epoca, anche la voglia di suonare uno stile un poco differente dai Think Twice, sebbene all´interno della medesima scena. Poi anche l´idea di unire persone provenienti da quattro realtà diverse e lontane, era una nuova sfida. Un pò come quelle band americane che univano scene di coste diverse ( basti pensare a Mark (californiano) degli Hard Stance - Inside Out che suonò per un pò (e fece pure un tour) con i Gorilla Biscuits, oppure Vic Dicara che dal NJ finì a suonare negli Inside Out in California). Il 10” ebbe una grafica da paura e molto curata, il suono non fu quello che speravamo, un peccato. Nel '97 registrammo la cover “Understand” degli Youth Of Today per una tribute compilation americana, che peró non vide mai luce. Un peccato perché quella cover spacca davvero, Stiv dovrebbe averne una copia.

Con gli Ageing non siete mai stati troppo supportati in Italia... Secondo te, perchè? Avete suonato il vostro primo concerto all'estero, e avete concluso sempre all'estero, se non ricordo male...
Credo tu abbia ragione. Il primo show, però, non ho certezza se fu all´estero. Sono sicuro che l'ultimo show fu Vienna nell'estate 1997, sul palco con i fratelli dei Product (con il Candioli ancora alla voce). Ottimo show e ci divertimmo molto, sebbene stessero giá nascendo degli attriti al´interno della band. Vero, non ricevemmo molto supporto e simpatia a quell´epoca, ma è anche vero che la scena emo Ebulltion style freak di Kent Maclard stava spopolando. In quei giorni lo straight edge era diventato una cosa tipo hippy, dreadlock, screamo rotolarsi per terra, vinili fotocopiati su carta riciclata, lo stereotipo era del kid: 1/2 intimista, sempre triste e sfigato, depresso, con lo zainetto sulle spalle, dondolando agli show. Noi invece eravamo ancora legati alla old school e ne approfittammo anche per divertirci e provocare certe persone. Inoltre ci siamo auto creati un mito, molto per la stupidaggine e chiusura degli altri. Odiati o amati? Non sta a me dirlo, certo non stavamo simpatici a tutti ma non era il nostro obbiettivo, alla fine meglio essere ricordati come contraddittori, che come bonaccioni insipidi. Molti si offendevano a livello personale, ma in realtá furono molti scenester local che costruirono un muro intorno a noi, spesso sputtanandoci, spargendo malelingue, boicottandoci ed evitando che potessimo suonare in molti show. Non mi sembra molto un´attitudine democratica per chi si vantava di essere il paladino dei deboli, di difendere le minoranze e supportare la scena, ma se non si lecca il culo e sei amichetto di quello o quell´altro, o fai l´ipocrita con il boss di turno, anche nelle scene cosiddette alternative, ci si scontra con i pregi ed i difetti della vita reale. Ti diró che anche dei Chain Of Strenght se ne dicevamo di peste e corna, che bevevano, che fossero come i New Kids On The Block dell´hardcore. Pensa che un'idiota francese quando eravamo ospitati nell´appartamento nel Queens dei Gorilla Biscuits, sfascíò in mille pezzi il nuovo 7” dei Chain Of Strength che era appena uscito, proprio per quel motivo. Lo lanciò davanti ai nostri occhi sulla parete urlando contro di loro. 'Sti cazzi! Comunque è andata così: potevamo fare molto di più, avere più chance, ma c'est la vie, acqua passata.


Hai qualche anedotto da raccontarmi sui vostri tour? Mi pare che abbiate suonato parecchie volte con gruppi stranieri...
Suonammo con Mean Season, Spawn, Feeding the Fire, Earth Crisis, Shift, Culture e molte altre band che ora non ricordo. Con piacere ricordo lo show sulle montagne del modenese ( credo fosse una due giorni che erano tanto popolari a tempi). Fu uno concerto mitico, come anche quello della “Two Days Of Struggle”, dove letteralmente facemmo esplodere, metaforicamente, la casa dei “Diritti Sociali” a Padova. Le cose piú belle e marcanti erano le trasferte, i viaggi in van, spesso avevamo con noi un seguito, come quel mini tour fino a napoli al Tien Amen, dove vennero solo punk abbestia e fuggimmo per non dormire con i topi, arrivammo a casa del Petralia all´alba per suonare a Roma. Non aveva nemmeno l´acqua calda il Paolo, alla fine rimasi senza voce e Sergione cantò molta parte del concerto al Garage. Il mini tour in Germania con i Think Twice fu molto divertente: Sergione in mezzo al van dando pugni a destra e a manca, dando il morso del ciucco a Rino, (è vero, era spesso preso di mira, ma se la cercava, e poi era una goduria prevaricare il Rino, ora molto inacidito nei nostri confronti), la puzza di ascelle, scoregge a raffica (quelle di Sergione memorabili), le discussioni con Giangiacomo che difendeva sempre i deboli ed era il “Il Cavaliere Rosso dell´H.C”; con lui si facevano lunghe discussioni politiche ed anche animosamente. Sergione. che era già notoriamente il piú intollerante, si divertiva a chiamare Giangiacomo “amico dei marocchini”. Molti erano scherzi goliardici, non ci si dava peso in modo serio. Chissà se con il senno di poi tutti la pensano alla stessa maniera sull´immigrazione… Sto lanciando un sassolino che potrebbe scatenare diatribe e dibattiti violenti, sono sincero molti miei pensieri sono cambiati negli ultimi vent´anni. Un altro viaggio che ricordo con molta nostalgia, ma anche con una certa rabbia, fu quando ci chiamarono a suonare a Stoccarda in un festival: ci misero nella scaletta come ultima band alle 2.00 del mattino, stanchi dal viaggio, il locale giá svuotato, sfiancati nell´assistere all'esibizione 20 band screamo con i loro proclami on stage. Alla fine, sentendoci presi per i fondelli ci rifiutammo di suonare, prendemmo il rimborso e rientrammo in Italia. Fu a dir poco massacrante, un intero week end trascorso in macchina. Altro capitolo importante fu il festival di Will in Svizzera, vicino a Zurich: c´era gente da tutta europa, band, svizzere, tedesche, italiane, belghe, olandesi. Alla fine, dopo l´esibizione capitammo nella casa di una persona figlia di emigranti italiani, non ricordo come ci capitammo, ma accadde. A volte i ricordi si sovrappongono. Una cosa era il denominatore comune in tutti questi show – tours: fame, freddo, sonno, sete, bagni sporchi, ascelle pesanti e aliti pesanti al mattino con lo stomaco digiuno... Eh eh eh!

Colgo l'occasione per chiederti una cosa: chi è il tipo in giacca cravatta è fotografato con voi in un parcheggio? Sono anni che mi perseguita questo dubbio...
Quel tipo lo incontrammo tornando dallo show a Napoli, fu su una piazzola di sosta dell´auto strada, un Autogrill. Era un personaggio che richiamò la nostra attenzione, una specie di burino, tipo Bombolo o Jimmy Il Fenomeno. Ci fu immediatamente simpatico, e noi da gran casinari ce lo facemmo amico, scattammo delle foto che diventarono cult. Nemmeno mi ricordo il nome. Fu uno che casualmente incrociò il nostro cammino.

Sbirciando su Discogs mi sono imbattutto in un 7" degli I Deny, dove tu figuri come cantante in alcuni pezzi. Ammetto candidamente la mia ignoranza e ti chiedo di parlarmi un pò di questo gruppo...
Questa band inizió nel 1983, prima della mia partenza per la naia. Fu la prima hardcore band vicentina. Suonammo in quegli anni con tutto il meglio della scena italianam tutti dico tutti, da Negazione, Declino, Kina, Upset Noise, Raw Power, Crash Box, scena modenese, Granducato Hardcore. Realizzammo un 7’ e un pezzo su una compilation americana. Io volevo cantare in inglese, e stavamo spostandoci su uno stile 7 Seconds, ma gli altri volevano evolversi sulla scia del post hardcore degli Husker Du. Quindi lasciai la band. La scena di quell´epoca era veramente molto piú grande, ai concerti venivano molte piú persone letteralmente da tutta Italia e viaggiando spesso in condizioni precarie non esistevano blocchi contrapposti o fazioni, eccetto tra anarchici e nazi.

Prima di I Deny e degli Think Twice, hai suonato in altre band?
Nel 1981 suonai per circa un anno in una band punk locale che si chiamava Elektrovoice. Il cantante originale aveva abbandonato, andavo sempre in sala prove, quindi mi proposero di subentrare alla voce. era il periodo dei boots, creepers, bondage trousers e borchie. Facevamo un punk inglese inizi ´80, covers dei Discharge, Uk Subs, Anti Pasti. Feci un solo show, poi ci sciogliemmo. Di quella band faceva parte Massimo Bellini dei Peggior Amico, ma era ancora un Punk... E no politica !


Degli Snowfall cosa mi sai dire? Come mai ti sei messo a suonare un genere così distante da quello dei tuoi precedenti gruppi? Come mai vi siete sciolti? Qualche aneddoto?
Gli Snowfall sono nati con il desiderio di sperimentare un nuovo cammino, suoni diversi e un approccio più rock. Era l'epoca dei Quicksand, Texas Is The Reason, Fugazi, Jawbox. L'hardcore era in una fase di stagnazione, dopo tanti anni sentivo il desiderio con Gonzo di testare un sound più maturo ed anche un pubblico più vasto. Ci siamo sciolti perché tutti i percorsi hanno un finale, spesso dovuto a mancanza di stimoli da raggiungere e motivazioni, inoltre gonzo si era sposato e diventava tutto più difficile. Comunque nel 2007 abbia registrato molto materiale inedito e nuovo ed il CD su Youth Crew Records ne è la testimonianza! Aneddoti... Non molti: molti concerti in spazi piccoli ed in culo al mondo... Avevamo un bel seguito femminile, siamo arrivati ad un passo dal firmare un contratto con la Watermark Records e fare un un tour negli Usa. Poi all' ultimo saltò tutto. Ricordo che suonammo anche con i Baby Gopal che erano la band della moglie di Ray Cappo !!!!

La tua ultima esperienza furono gli Thought To Share... Uscì un cd sotto Youth Crew e Green Records se non sbaglio... Parlamene un pò... Come mai vi siete sciolti? Aneddoti?
I Thoughts To Share furono una breve ed intensa parentesi, credo che durammo nemmeno l'arco di un paio di anni! Mi chiamarono non molto dopo lo scioglimento degli Ageing: i fratelli Rigano avevano questo progetto di harcore oldschool tipo Ignote, Civ, Shelter, ed io avevo desiderio di cimentarmi alla voce. Siamo riusciti a produrre un cd, poi per colpa mia la band si è fermata. Avevamo anche parecchi pezzi nuovi. Ti dirò, io non sono per progetti a lunga durata, a parte il capitolo Think Twice, il resto non è mai durato più di 3 o 4 anni. Quando si perdono gli stimoli, è giunto il tempo di abbandonare...

Sono ormai 7 anni che vivi in Brasile. Come mai hai deciso di vivere proprio lì? In quale parte stai? Come ti trovi? Che tipo di differenze riscontri tra l'Italia e il Brasile? Ti manca il nostro paesello?
Abito a Porto Alegre, nel Sud del Brasile da 7 anni. E' una regione di frontiera con Argentina e Uruguay, potremmo paragonarlo a quello che è il Texas negli Usa. Esiste una fortissima emigrazione italiana, tedesca e polacca, che credo componga quasi la metà dei residenti dello stato dove risiedo, specialmente veneta; infatti il fratello di mia madre è emigrato qui 60 anni fa quando era un ragazzino. Alcuni anni orsono visitando mio zio ed i miei cugini ho conosciuto Ana, amica di mia cugina ed è scoccata la scintilla, ho preso armi e bagagli e via! Certo, a mente fredda una mezza pazzia, ma ci vuole anche un briciolo d´incoscienza per prendere certe decisioni tanto nette. Sentivo la necessità di un cambiamento drastico, un´esperienza di vita all´estero, rimettermi in gioco. Cosí, detto fatto: amore e vita nuova. Ti diró, certo non è stato facile abbandonare famiglia, amici e legami, un lavoro proprio, tutto, veramente tutto, ed in parte un salto nel vuoto, ma d´altro canto direi che ora avrei difficoltà a riambientarmi allo stile Italiano. Torno quando posso una o due volte l´anno e vedo con apprensione gli amici piú cari. Mi manca suonare, ma credo che oramai la mia stagione sia passata definitivamente. Con il cibo me la cavo in cucina, quando poi si abita lontani da casa, s´impara ad apprezzare il valore del proprio paese, le cose semplici ed essenziali, cambiano le prioritá. Ci si rende conto che alla fine, per quanto se ne parli male, l´Italia è un paese meraviglioso come pochi altri ed offre tutto. Certo bisogna trattarlo bene e deve quanto prima trovare la forza per ritornare agli antichi fulgori, fuori da questa situazione di stallo e depressione economica e motivazionale, che sta bloccando lo sviluppo. Le carte in regola ci sono tutte.

Credo di aver concluso... Grazie mille e se vuoi aggiungere qualcosa fallo pure...
Le mie sfide non sono ancora finite, oggi sono a Porto Alegre, ma domani ? Non so rispondere. Quando s´intraprende una marcia, non ci si vuole arrestare ! Grazie Marco per avermi dato a disposizione questa opportunità e spazio, ho ancora molti amici in giro per tutto il mondo che vorrei ringraziare ed abbracciare insieme calorosamente, siete troppi per citarvi tutti ma alcuni nomi non possono mancare sulla mia lista: Sergione e Renato, GONZO, Paolo Gaiarsa, Marco Candioli, Stiv Milani , Dario Sartori, Fred Zotta, Luca Burro, Rigablood, Massimo Corona, Stiv Bertelli, Jeff Terranova, Walter Scheifels, Peter Hoeren, Tim Schmoyer, Spasio, Sebi, Spazza, Anthony Civorelli, Ray Cappo, Giulio Repetto, Jenny Catucci, Terranova Family, Giacomo.

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3 commenti:

  1. grande Freddy e fatti sentire minkia!

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  2. gran bella intervista..snowfall think twice e thoughts to share che spettacolo!!! :)

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  3. "Two days of struggle" a Padova fu memorabile. Probabilmente uno dei migliori festival HC-SE mai organizzati in Italia.
    Gli Ageing per me sono stati tra le migliori band in circolazione.

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