lunedì 20 aprile 2015

Marziona (Kontatto, Horror Vacui, Ancient Cult, Doxie).

Foto: Antu Nee.

Se vi capita di bazzicare i concerti a Bologna e Agipunk Records, vi sarete imbattutti di sicuro in Marzia. Batterista, chitarrista, camminatrice e amante di luoghi occulti e sperduti. Quest'intervista è una delle mie preferite, visto che traspare una persona umile, con i piedi piantati per terra e soprattutto molto concreta. La nostra scena hardcore punk ha bisogno di persone come lei. Come bonus, è dotata di un grandissimo senso dell'umorismo. Buona lettura.

Marzia, io comincerei con il chiederti se sei soddisfatta del nuovo lavoro degli Horror Vacui. Mi sono accaparrato un test press e devo dire che è veramente un grande disco...
Bella Paso! Devo dire di si, soprattutto se penso alla demo di solo qualche anno fa e a come suonava il tutto. Hai fatto bene a prendere il test press perchè con tutti i ritardi che sta avendo l'uscita dell'edizione europea non si sa mai!

Che tipo di differenze puoi tracciarci tra il nuovo Horrror Vacui e i lavori precedenti? Credi che ci sia sta un'evoluzione? E' stato più difficile lavorarci, oppure avete fatto tesoro delle precedenti esperienze e quindi è stato più semplice? Sei soddisfatta della registrazione? Per ciò che riguarda la grafica, cosa mi puoi dire?
E' venuto tutto fuori in modo molto spontaneo. Questo secondo lp fa trasparire maggiore compattezza di suoni e composizione in generale derivanti da una naturale evoluzione delle cose. Le sonorità e le canzoni stesse sono più personali, per quel che mi riguarda. Per la registrazione, il grande Fede di Authoma Studio è un maestro nel gusto e nella praticità delle decisioni: veloce e professionale, in soli tre giorni conclude tutto. Ci troviamo benissimo con lui. Per la grafica, quando ho visto le immagini delle (povere) colombe del papa di merda attaccate dai corvacci a San Pietro le ho trovate tristemente belle da un lato e iconograficamente perfette dall'altra quindi, vai di elucubrazioni come il male sul bene, i cattivi sugli innocenti, l'ingiustizia sulla giustizia, satana su dio e via così.

Come avviene la creazione di un brano degli Horror Vacui? Partecipate tutti quanti partendo da un riff, oppure c'è qualcuno che arriva in sala prove col il pezzo quasi pronto e poi lo affinate tutti assieme?
Di solito mi appare in sogno Mariottide che mi canta una sua hit e io seguo la via, ahah! Diciamo che arriva qualcuno con un riff fischiettato spesso al cellulare per non dimenticarselo e poi si parte tutti insieme con i frankenstein musicali, chi allunga la strofa, chi attacca un bridge o un ritornello. Spesso però qualcuno ha portato qualche pezzo già fatto che di solito va bene a tutti. Andrea (chitarra) è la parte compositiva più appartenente all'emisfero destro, creativo e sentimentale, io e Koppa la parte sinistra, più grezza, semplice e anche punk nelle sonorità. Lara ed Enrico cementificano la base.

Il nuovo album esce per la sotto etichetta di Agipunk Legion Of The Dead, in collaborazione con Avant Records e distribuita da Agipunk. In America, invece, esce per Black Water Records. Leggo che la titletrak è leggermente differente rispetto alla versione europea. In cosa differisce? Come mai questa scelta? Come vi siete trovati a lavorare con Black Water Records? E invece con Avant Records? Il disco è stato fatto uscire in concomitanza con il vostro tour di ottobre/novembre in America... Questo vuol dire che è uscita prima la versione americana di quella europea, giusto? Come mai questa scelta?
Era necessario avere la stampa dell'lp in tempo per il tour in America, sia perchè c'era molta richiesta sia perchè la gente in America supporta un sacco e predilige (come un po' tutti) la produzione in lp. Abbiamo avuto dei ritardi anche nella stampa della versione Usa quindi c'era un numero limitato ma considerevole di copie che è bastato al pelo a coprire tutte le date. Black Water e Avant sono due istituzioni per il nostro genere di riferimento, siamo onorati di avere a che fare con persone del calibro di Keith (che per me oltre ad essere B.W. è anche forse il mio batterista vivente preferito a cui devo moltissimo per quel che riguarda il mio approccio alla battera) e Andrea, un boss e un signore con la "S" maiuscola. Gran gusto e gran occhio, in entrambi i casi. Soprattutto, grande modestia in tutto, dalle uscite alla gestione dell'etichetta, a vantaggio della qualità. Legion Of The Dead è invece la nostra etichetta di gruppo, con cui ci autoproduciamo molte uscite e che da il nome anche a concerti a cadenza trimestrale diy ma dark/goth/wave oriented. La stampa europea contiene alcune tracce diverse rispetto a quella americana per variare tra le due versioni.

Come ho accennato nella domanda precedente, avete suonato in America fra ottobre e novembre. Che città avete toccato? Come ti sei trovata a suonare di fronte al pubblico Usa? Che differenze hai riscontrato tra lì e l'Europa? Sò che ci sei stata pure per il tour con i Kontatto... Quali sono a parere tuo le differenze nell'averci suonato con questi ultimi e i Kontatto?
Questa è stata la mia quarta volta in America e non è mai abbastanza. La carica, il supporto, l'interesse e la professionalità musicale anche nel diy è impressionante. Con i Kontatto abbiamo suonato quasi sempre in basement o house show (i miei preferiti) mentre con gli Horror Vacui, soprattutto per esigenze di chi ha bookkato il tour, abbiamo suonato anche in qualche locale. Questa volta abbiamo tagliato la parte centrale degli Usa volando da una costa all'altra quindi nella West Coast siamo andati da Seattle a San Francisco passando per Los Angeles, San Diego e altre città spingendoci per una data anche a Tjuana, dove spero vivamente di tornare per esplorare di più. La East Coast ci ha portato nei grandi classici come Boston, Philadelphia (dove oltre alla ormai tradizionale statua e scalinata di Rocky, ho visto il ristorante/museo della pizza, che bomba), New York, ecc. con una data in Canada, a Montreal.

Negli Horror Vacui tu suoni la chitarra, mentre nei Kontatto suoni la batteria. Come mai hai scelto proprio questi due strumenti? E' venuta prima la batteria o la chitarra? A livello di impegno, quali dei due è quello che ti ha richiesto maggior tempo? Quale ti da più soddisfazione?
Dunque, in ordine cronologico/temporale per primo viene il piano, l'unico strumento per cui ho preso lezioni per anni da piccola e infatti ho prontamente abbandonato seppure fosse quello che suonavo meglio, colpa della scoperta del punk. Poi il basso, poi la batteria (che è il mio strumento principale) e poi la chitarra. La chitarra è capitata per caso così come il modo in cui la suono. Ho un approccio molto one chord wonder allo strumento, ho molto il senso del ritmo quindi me la cavo nei fill e nella ritmica, mi piace molto tenere melodie semplici e prediligo un bel riff ai virtuosismi del caso, impossibili senza studio quindi automaticamente scartati dalla sottoscritta. Se mi ci metto però imparo, è che non ne ho voglia nè tempo sinceramente. Vedo dei miglioramenti ma si può sempre fare di meglio e, considerato il tempo che ci dedico (quasi zero) e il genere abbastanza abbordabile, va benissimo così. La batteria invece è una compagna di vita. Suonare mi ha dato tantissimo in termini di crescita personale. Se avessi avuto modo di possederne una e una cantina per suonarla senza vicini cagacazzo, forse avrei saputo fare di più, in termini tecnici... Ma alla fine non me ne frega niente, mi siedo, suono, vado in tour, suono in qualche postaccio di merda pieno di merda e sono felice. In conclusione mi danno molta soddisfazione entrambe ma se dovessi rinunciare a una, sarebbe la chitarra. Nessuna delle due mi richiede tempo perchè le trascuro entrambe e non ho mai preso lezioni se non per imparare una specie di fill che uso con un altro gruppo che ho, Ancient Cult, ma più '70s, quindi altra storia.

Foto: Jana Chržová.

Passiamo ai Kontatto. Avete inciso due album e alcuni 7". L'ultimo è del 2010. A quando un nuovo full lenght? Dobbiamo aspettarci un evoluzione del vostro suono oppure procederete spediti con quello che avete sempre suonato?
Finalmente quest'anno registriamo il nuovo Lp!!! Purtroppo con altri gruppi attivi e altre cose da registrare è spesso difficile dare energie a tutti in egual misura, soprattutto quando tra le palle hai anche un lavoro fisso al piede. Con i Kontatto ci siamo quasi, i pezzi sono fatti, alcuni li suoniamo già da un po', saremo sempre uguali per fortuna o per disgrazia, e spediti come al solito con qualche tocco di midtemponi qua e la.

L'ultima volta che ho visto i Kontatto è stato all'XM24 di Bologna durante la terza giornata del Bologna Brucia. Quello che ho notato è che il vostro suono mi ricorda molto quello dei Wretched, ma con quel filo di metal che loro non avevano. La voce poi si avvicina molto... Sei d'accordo?
Mario, che è la voce dei Kontatto, ha una carica ignorante che appartiene a un mondo che forse non esiste più, ma di cui lui fa ancora parte. Dal suo "cantato" emerge il suo modo di vivere ed essere: un punk vecchio stile, senz'arte nè parte. Inizialmente consideravo la sua ignoranza (nel senso positivo del termine) come pura mancanza di tecnica ma ora mi rendo conto che il suo spesso andare fuori tempo o metrica, non badare alla resa estetica o da palco, sparare di gola a muso duro è quello che lo rende genuinamente old school, per così dire. Questo dà il tocco grezzo che mi piace nei Kontatto, soprattutto dal vivo perchè nei dischi il tutto è comunque registrato a modo. Ai Wretched noi dobbiamo tutto, ma come persone, prima che come gruppo. I testi, la rabbia che avevano, la semplicità e la genuinità. Quando ci cresci e consumi le cassette è un po' come andare a catechismo. Musicalmente fare un gruppo ne è stata forse la conseguenza anche se ovviamente quando parti e vuoi fare un gruppo punk, soprattutto all'epoca dei fatti, loro assieme agli AntiCimex erano forse gli esempi che sentivamo più vicini quindi inconsciamente porti delle schitarrate grezze come quella roba lì. Le particine metal qui e la sono un po' colpa mia perchè mi piace molto come genere ma anche perchè a volte danno quel sapore un po' trionfale a un riff che con le nostre (come prima) inesistenti doti tecniche rende il tutto più interessante. Ci hanno paragonato ai Puke svedesi, soprattutto nel primo disco perchè suonava comunque più grezzo, un complimento enorme per noi, sia per il gruppo sia per chi ha fatto il paragone. Da qualche anno abbiamo dei sostenitori anche tra le fila dei metallari che bazzicano nel nostro ambiente o a volte noi nel loro (ciao Quinto!) ed è bello mescolare influenze e scene, quando si trovano punti in comune.

Anche con i Kontatto sei stata in tour in America. Cosa ti ricordi di quell'esperienza? Come vi hanno trattato? Che città avete toccato? Se hai quale gustoso aneddotto da condividere con i miei fedeli lettori e lettrici...
Con i Kontatto le abbiamo viste praticamente tutte in due riprese, 2009 e 2010. Per me vuol dire molto poter viaggiare e vedere la scena musciale da protagonista e non da spettatrice, con il mio gruppetto modesto e senza pretese. E' la soddisfazione più grande. Ti ripaga di tutte le fatiche e la merda che quotidianamente devi mangiare per ripetere a te stesso che ci sei dentro perchè ci credi e non perchè ti ci sei trovato o perchè lecchi il culo a qualcuno. Conoscere le persone realmente e vivere le situazioni da dentro è fantastico. Dalle grandi, fighissime metropoli ai villaggi più sfigati e sperduti, da Las Vegas a New York, da New Orleans a Portland, abbiamo assaggiato ogni attimo con gioia, e sono stati tutti frangenti meravigliosi, mai uno scazzo, mai un diverbio, il nostro driver non è solo quello ma anche un amico eccellente, nonchè promoter impeccabile. Abbiamo conosciuto un esagero di gente e vissuto mille aventure. Aneddoti ce ne sono mille, molti imbarazzanti, molti divertenti. Un tornado a Dallas è stato molto tipico, diciamo. Sposarmi in tour a Las Vegas anche quella è stata una bella gag, così come conoscere "Elvis" che ti dedica una canzone (gratis, cosa non da poco). Avere un assaggio di funerale voodoo a New Orleans è stato emozionante e vedere le "X" sulle case distrutte ad indicarne i feriti o i morti è stato crudo. Così come gli scarafaggi volanti di 3 metri circa che impestano la zona e te li trovi nel letto. Ah, ho suonato con un gruppo spalla il cui cantante era vestito da Winnie the Pooh, molto carico. Ho ricevuto in regalo una bottiglia di Nightrain. Potrei andare avanti ore ed ore a dire stronzate.

I gruppi in cui suoni sono legati a doppio filo con l'etichetta Agipunk. Quanto è importante avere un'etichetta e una cerchia di amici che aiutano gli Horror Vacui e i Kontatto in maniera diretta? Credi che avresti fatto più fatica senza la loro presenza, per ciò che riguarda lo stampare i vinili, l'organizzare date e tour?
Beh la cosa è molto diversa da quello che sembra da fuori. Lo dimostra il fatto che con gli Horror Vacui abbiamo creato Legion Of The Dead proprio per autoprodurci i dischi interamente a spese nostre. Il fatto che Koppa condivida etichetta e gruppi che spesso escono per la stessa non c'entra nulla tant'è che nessuno di noi Horror Vacui aveva preso in considerazione Agipunk come etichetta per stampare il disco, anche perchè avevamo precedentemente ricevuto l'offerta da parte di Avant records che ritenevamo all'unisono più che adeguata per una produzione del genere. Per i Kontatto invece Koppa ha sempre prodotto anche in passato i suoi gruppi per la sua etichetta (all'epoca e per i primi 7" infatti è stata Disastro Sonoro, la sua vecchia etichetta poi inglobata in Agipunk) e di conseguenza è venuto spontaneo affidarsi ad Agipunk anche perchè il genere è completamente in linea con il resto delle produzioni. Non pensare quindi che abbiamo avuto trattamenti preferenziali, anzi, spesso proprio per il "conflitto d'interessi" in cui Koppa è coinvolto, le nostre uscite discografiche su Agipunk sono spesso state "sacrificate" per agevolare altre uscite in programma. Ad esempio, avrei sempre voluto fare un gatefold, ma dato che il budget a disposizione per le nostre uscite è quello che è (........), non lo abbiamo mai fatto e questo risparmio ha permesso ad altri gruppi su Agipunk di poter avere prodotti migliori. Invece per quel che riguarda i tour, i contatti e le date, la stragrande maggioranza li avevamo già a livello personale, derivanti da rapporti epistolari (in passato), telematici (in seguito) o da conoscenze strette durante concerti organizzati per gruppi che sono passati in tour in passato, nei posti che gestivamo, ecc. Quindi devo dire che unendo l'esperienza di Koppa, Mila e Borys (quando era della triade), la mia e di altri amici di vecchia data posso affermare che è il contrario, cioè è Agipunk ad aver basato il suo network di contatti su una rete già pre esistente a livello individuale ma che si è rivelata utile ai fini dei booking nella pratica, quando cioè a partire dal 2006 circa la Agipunk family ha iniziato a bookkare costantemente tour in Italia e in Europa in modo costante e sempre più capillare, ricevendo sempre più richeiste e quindi unendo nuove conoscenze a quelle già esistenti.

Siccome io sono un grandissimo curiosone e anche un pò nerd, sono andato a studiarmi la tua paginetta su Discogs. Subito mi è saltato all'occhio un demo tape a nome Pussy Face, in cui ovviamente hai suonato. Discogs riporta che è stato uno dei primissimi gruppi Riot Grrrl italiano, con base a La Spezia. Ti va di parlarci un pò di questo gruppo? Cosa ha rappresentato per te il movimento Riot Grrrl? Credi che sia una cosa passata, oppure alcune di quei concetti espressi te li porti dietro ancora oggi? Avete mai suonato dal vivo? Ho visto che avete anche uno spilt 7"con i Goofball ed un'altro 7" condiviso con altri gruppi... In un pezzo ti cimenti pure alla voce...
Ho scoperto da pochissimo che c'era una specie di mio riferimento su Discogs, non so chi l'ha fatto ma è un aiuto a non perdere i pezzi, dovrei capire come aggiornarla. Da lì ho ritrovato alcune cose ormai perse delle Pussy Face. Le Pussy Face sono un gran bel pezzo di cuore per me, temo che potrei dilungarmi. Sono state la mia palestra, la mia primissima esperienza musciale. Nate da un precedente gruppo femminile formato a cavallo tra la terza media e la prima superiore, 1995. In quell'anno vidi il mio primo concerto (i Necrobestiality!) e da lì sono impazzita perchè ho capito che potevo suonare anch'io, se volevo. L'evoluzione è stata quella di tutti quelli che suonano, credo, anche se in tempi diversi tra loro: nel mio caso, metà anni '90, gruppetto di amici con poche pretese, zero tecnica, voglia di gridare il disagio adolescenziale, prove come modo per beccarsi e scambiarsi le cassette. Nel mio caso ho avuto un gruppo di ragazze per caso seppur con cognizione di causa, perchè sentivo (allora) l'esigenza di maggior spazi in una scena che davvero era al 99% cazzocentrica. Ma NON era un problema, era una realtà, ed è stato stimolante vedere che lo status quo era tale solo perchè probabilmente alle tipe non interessava suonare e non perchè non "potevano" farlo. Infatti l'abbiamo fatto senza tragedie, rivoluzioni, rivendicazioni o altro. Vuoi suonare? Suona. Vivevamo l'ondata che arrivava da Olympia, giravano ancora i volantini delle Antigenesi con i vademecum "How To Non Rompermi Il Cazzo Per Strada", assieme ai Wretched si ascoltavano le Bikini Kill, le Voodoo Queens etc, e la fusione mi ha permesso di crescere con una corposa consapevolezza sia di genere che politica. Le Pussy Face erano volutamente provocatorie ("Bitch Is Right" era diventata un inno), puntavamo molto al messaggio "Riot" ma non abbiamo mai vissuto la femminilità del gruppo come una riserva indiana in cui piagnucolare perchè ci mancavano spazi. Ce li siamo presi, se volevamo (vedi il 1° e 2° Grrrl Pride Festival organizzato alla Villa Occupata di Coverciano) o abbiamo semplicemente suonato in tutti i posti che ci piacevano, punk, occupati, liberati, ecc. per molti anni, sciogliendoci poi quando il nostro cuore pulsante Consuelo (basso e voce) andò a vivere a Londra, dove vive ancora oggi. Era tutto molto movimentato e fresco, giravano un sacco di fanzine, io a mia volta ne facevo una (demenziale, ovviamente), ma ho sempre avuto a che fare con dinamiche miste infatti da li a poco ho iniziato a far parte anche di altri gruppi con ragazzi, non ho mai avuto i paraocchi tagliacazzi "maschi di merda" ma ho sempre giudicato basandomi sull'evidenza dei fatti. Non mi piace la caccia alle streghe, vedere mostri dappertutto, perchè in generale, di solito ne è incline chi poi brucia in fretta. C'era spesso molto estremismo, anche separatismo a volte nelle iniziative femministe o femminili. In generale stavo nel mezzo, è sempre bello vedere le motivazioni di ciascuna fazione. Il Riot Grrrl per me è stato un movimento e non un genere musicale anche se poi ti affibbiavi il termine nella didascalia del gruppo. Le Pussy Face effettivamente sono state uno dei primissimi gruppi Riot (appunto... Aha!) assieme alle Juicy Shoes, SexySuperPornoHC, Fuckin' Barbies, le mitologiche Mumble Rumble, le Bambine Cattive, le Allun e via così (se ti interessa, ti consiglio il libro "Le Ragazze Del Rock" di Jessica Dainese, enciclopedia del punk femminile italiano dalle origini ad oggi, già autrice della geniale Screaming Sheep 'zine del periodo). Abbiamo registrato una demo su cassetta (Bitch Is Right) in cantina, due 7" (che a ripensarci, sia ai mezzi che al modo in cui li abbiamo fatti, mi sembra fantascienza! Split con le francesi Goofball e con le polacche Pieklo Kobiet) e un cd-r finale (Pussy Goodbye) tipo canto del cigno che delinea quelle che sarebbero state poi anche le iniziali divergenze di gusti musicali fisiologici della post adolescenza, quindi non mi piace molto. Abbiamo sempre suonato abbastanza male, io stessa non mi sono mai evoluta prima del 2006 quindi era tutto motlo grezzo, ma fiko. Un po' di gente me li ha anche domandati ma è tutto andato e non so se ci siano copie in giro oltre a quelle personali. I concetti e la filosofia del periodo mi hanno plasmato quindi me la porto dietro nel senso che è parte di quello che sono oggi. Ultimamente c'è un po' un revival anni '90, vedi anche le varie reunion delle Babes in Toyland e L7. Per me è una cosa normale così come lo è avere, a distanza di un sacco di anni, un altro gruppo femminile, le Doxie, nate nello stesso modo del 1995 ma due anni fa, cioè tra una birretta e l'altra, con una gran voglia di suonare, non in contesti per forza femministi. Le mie istanze di genere le ho risolte in adolescenza quindi non credo di avere molto da rivendicare come donna e musicista, mi sento completa e appagata, grazie anche alla collaborazione e all'amicizia con moltissime persone interessanti, maschi o femmine. Ho molti dubbi e critiche riguardo alla moderna figura della donna, su questo potrei andare avanti giorni, ma è un'altra storia.

Foto: Covo Club.

Invece dei Death From Above cosa mi sai dire? Uno split 7" all'attivo con i Give Up All Hope... Ci avete fatto un tour assieme, da quello che riporta sempre Discogs... Che ricordi hai?
E' stato il gruppo che ho formato a Londra quando vivevo là nel 2005, per sopperire alla mancanza di dbeat dato che avevamo messo i Campus Sterminii in stand by per la nostra partenza. Eravamo io, Koppa e Gianluca (Nailbiter, Give Up All Hope e Hellbastard per un periodo), un pilastro della scena diy punk londinese. Volevamo fare raw punk/dbeat mega effettato e riverberato ma considerando che squattavamo e non avevamo un soldo siamo riusciti a fare una cosa accettabile con i pochi mezzi a disposizione. Abbiamo suonato per tutto l'anno della nostra esistenza e poi abbiamo fatto qualche concerto in seguito come quelli con i Give Up All Hope (in tour), Moderat Likvidation e Hellshock, nel 2008/2009. Il tour è stato molto carino, era il rientro dalla Finlandia all'Italia del tour Giuda/Campus Sterminii nel 2008. Abbiamo lasciato i Giuda in vacanza nel Nord Europa e abbiamo caricato i Give Up All Hope scendendo in Italia. E' stato bello, soprattutto quando la cantante dei Guah si è ammalata diciamo, e Koppa ha dovuto cantare al posto suo a caso per le ultime due date...

Quando ti sei avvicinata al punk, cosa ti ha colpito maggiormente? Che gruppi ti hanno influenzata? Come credi che il punk sia cambiato rispetto a quando hai iniziato? A parere tuo c'è stata un'evoluzione o un'involuzione? Può essere ancora una "minaccia"?
Amavo i Queen alla follia. Ho visto il Freddie Mercury Tribute e ho scoperto i Metallica e i Guns 'N' Roses. Da lì, i Misfits, i Damned e gli Uk Subs per via delle loro cover quindi il punk e il metal sono arrivati un po' insieme, seguendo il filone metallichiano da un lato e scoprendo i gruppi punk dall'altro. Mi piaceva il metal, molto, ma il punk era più immediato, mi ha colpito proprio perchè permetteva anche a un cane dotato di chitarra a una corda scordata di poter suonare. E allora fanculo, a me piace quello! I testi poi mi consolavano quando litigavo con i miei (Nerorgasmo, Wretched, Negazione e Impact a manetta sempre) mentre il punk femminile mi faceva affrontare benissimo le prese per il culo per come mi vestivo, perchè non ero "figa". Il metal era per i momenti "seri", quando dovevi fare la presa male con gesù, schifare le tue amiche conformiste ani '90 che guardavano "Non E' La Rai", ma anche divertente per far ridere la mia sorellina in cameretta con una chitarra di legno finta facendo headbanging. Il punk era già cambiato quando io l'ho scoperto, dagli anni '80 era passato un treno merci di cambiamenti, e a sentire i "vecchi" faceva tutto schifo all'epoca del mio capolino. A me è sempre piaciuto tutto, ogni fase è diversa e particolare. Sono nata nell'81 poi, non posso giudicare molto. C'è sempre a mio avviso un'evoluzione e se si vuole, sì, si sono persi un po' alcuni contenuti, soprattutto a livello politico, ma si è arricchito l'aspetto più leggero del far parte di una scena che a volte, inizio 2000 sopprattutto, a mio avviso era molto conservatrice. Si dice spesso che una volta si faceva qua e si faceva là così e cosà... Verissimo, ma Internet è un macigno nella nostra vita, certe dinamiche di condivisione, di collettività, sono state soppiantate anche dalla più facile capillarizzazione delle informazioni e dalla facile raggiungibilità della controinformazione. Se invece osserviamo quanto, grazie o a causa di Internet, sia facile per i giovani punx raggiungere conoscenze politiche o musicali ma anche sociali (Facebook) che una volta crescevano solo ed esclusivamente grazie al diretto coinvolgimento e partecipazione, posso dire che osservo molte meteore arrivare e passare oltre in fretta senza coscienza di causa, credere di aver raggiunto traguardi che erano già pronti e poi bruciare le tappe velocemente. Da un lato, so che manca la sostanza molte volte, ma dall'altro... Beati i giovani, che con un "click" possono scaricarsi la discografia di tutto e tutti o dire di conoscere il cantante di questo o quello solo per un "like" su Facebook. Avessi avuto Facebook a 14 anni forse ci sarei andata completamente sotto, ahah! Altro che farsi le toppe con la santissima trinità fotocopia logo gruppo + lenzuolo tagliato a rettangolo + trielina! Sarei stata molto più cool, invece che farmi prendere per il culo per come cazzo mi vestivo :-) Il punk per me non è più una minaccia, non è nemmeno più comunicazione e controinformazione, anche se credo nel potere di entrambe. Per me il punk è un'arma di sopravvivenza. Se esploro il mondo reale, quello dei miei colleghi, dei ragazzi della scuola dove lavoro, se vedo i commenti sotto certi post su Facebook, se leggo il giornale, se guardo la TV, ho paura e orrore. Voglio vivere nel mio piccolo ghetto di punx, emarginati, gente e situazioni borderline, ambienti a me affini, perchè il mondo vero, mi fa SCHIFO.

Le Pussy Face erano un gruppo di La Spezia, quindi ho fatto "due + due" e deduco che tu sia ligure. Cosa ti ha spinto a cambiare città e regione per venire a vivere a Bologna? Come primo impatto come la trovasti? Ti piace viverci? Secondo te è ancora una città "viva", oppure come alcuni affermano, negli ultimi anni non c'è più quella scintilla che animò posti come L'Isola Nel Kantiere?
Yes, Ligure e fiera di discendere da un popolo di barbari dediti al culto dei falli di pietra che si nascondono nei nostri boschi, a pratiche pagane o al semplice e caro "mugugno" (lamentela, ndr). Dopo Londra sono finita qui perchè era l'unica realtà che poteva farmi sopportare il distacco da una delle città più fighe del mondo. In scala, anche a Bologna puoi essere anonima come in una metropoli, la gente è molto polleggiata e sì, forse in 10 anni anch'io inizio a vedere un po' il cambiamento, ma mi va bene così perchè sarò per sempre una forestiera di adozione e non avrò mai modo di fare paragoni. Bologna è per me viva e stupenda anche se forse tra la gente "normale" serpeggia il terrore del "degrado" e degli "schiamazzi", per non parlare delle temibili scritte sotto i portici! Devo però dire che forse prima c'era più educazione e semplicemente intelligenza da parte di tutti: a me sta sulle palle vedere un bel palazzo storico o un monumento rovinato con scritte a caso, oppure le vie che puzzano di piscio, le birre rotte per terra, le merde dei cani perchè la gente non sa stare al mondo. Mi rattrista e preoccupa molto invece l'accanimento contro gli spazi sociali, vedi Atlantide, sotto attacco continuo da parte di gente condannata a morte nel suo quieto vivere.


Degli Ancient Cult cosa mi dici invece?
E' un altro gruppo che ho con alcuni amici (Davide e Claudio, Bland Vargar, Undead Creep, Gravesite, Montenegro, e Francesco, Wormhole) e in questo ci dedichiamo al culto del primissimo rock settantiano. Questo genere non è semplice se non si studia o ci si forma. Mi piace perchè oltre ad amare il genere di riferimento, posso sperimentare nuove cose e non limitarmi a quello che già "sò" fare. E poi vado più lenta, dato che l'età avanza, ahah! Tuttavia non è semplice, nemmeno andare lenti, o fare quelle robe lì che facevano quei batteristi della madonna del periodo. Quando suono avverto le bacchettate dello spirito di Bonham sulla testa per la serie "datti all'ippica". Però suono con la barba finta e la bandana, spero che nell'aldilà avranno tutti pietà di me per quello che sto facendo! :-) Abbiamo appena registrato e uscirà tra spero poco tempo.

Sò poi che suoni anche in un gruppo tutto al femminile, ma perdonami, mi sfugge il nome... Vuoi parlarcene un pò?
Doxie, come ti accennavo prima. Abbiamo una demo registrata in sala prove a caso ma andremo a registrare la creatura vera e propria a metà maggio. Suono con Silvia e Federica (al loro primo esordio) ma tra le fila ho le veterane Lara (IntoTheBaobab e Horror Vacui) ed Elvira (Jack And The Themselves, Ollie Arson, Montenegro) con cui già suonavo nell'embrione pre Doxie qualche anno fa (Hellwires, 2012, mai registrato niente nè fatto concerti però).

Se ti chiedo invece dei Campus Sterminii?
I Campus Sterminii, il mio primo gruppo crust nato nel 2001, sono in stanby da tempo perchè siamo un po' diasporizzati qua e là e perchè abbiamo tutti altri mille gruppi e alcuni anche dei figli. L'ultimo concerto formale è stato nel 2013 ma sono almeno 5 anni, cioè dell'uscita dell'ultimo disco. che siamo in un simil stato di ibernazione. Il periodo in cui abbiamo calcato la mano e suonato ovunque è stato tra il 2002 e il 2009. Poi vari cambi di line up, città, routine, eccetera. Dal 2001 ad oggi c'è una vita in mezzo, a pensarci bene. Vedremo cosa riserva il futuro. Abbiamo sempre una gran voglia e mi piacerebbe in caso di ripresa dell'attività, poter ripartire dalla formula grezza e iniziale. I Campus Sterminii sono stati nel 2001 il primo gruppo italiano definito stench core, per sonorità e approccio. Ovviamente non era semplice ricreare con mezzi come sempre di fortuna ed espedienti sonori quello che volevamo. E' stato diciamo un gruppo all'avanguardia per alcune cose (ovviamente, nulla è inventabile nel recente passsato e presente, si parla di cose già fatte a suo tempo negli anni '80, ovviamente) e si è stagliato sull'ondata successiva di gruppi crust italiani che è culminata a metà 2000 per poi declinare. Non ci precludiamo di suonare ancora a breve, ma di certo abbiamo molte altre cose in ballo per il momento.

Se ti dico Atlantide, tu cosa mi sai dire? Quanto è importante per te quel posto? Cosa ne pensi delle recenti diatribe sulla sua presenza nel quartiere e sulla proposta di trasferirlo da un'altra parte? Ctedi che la magia che circonda quel luogo possa dissolversi?
Non faccio parte formalmente del collettivo anche se da anni aiuto quando posso e supporto forever, quindi anche se non ti parlo dall'interno mi sento molto legata ad Atlantide, ma come tutti noi, indipendentemente dall'impegno diretto o indiretto. La magia la conosciamo tutti, come dici tu, e non sò cosa riserva il futuro... Vedremo...

Dalla tua esperienza, sia sopra che sotto al palco, come giudichi la scena punk hardcore italiana? A parer mio, ogni tanto la situazione è talmente disperata che vengono fuori cose eccezionali... Sei d'accordo?
La scena c'è ed è viva, con accezioni diverse da posto a posto e da città a città. Non mi piace molto suonare o vedere concerti in certe tipologie di locali perchè c'è poca vibra, ma generalmente amo tutte le situazioni in cui mi trovo e mi diverte appunto sia la disperazione di alcune serate come dici tu che l'eccellenza di altre. Noi a Bologna siamo abituati bene, passa tutto di qui, abbiamo sia squat che club o locali. Vediamo quasi solo gruppi prestigiosi e a portata di tasche vuote. C'è ampia scelta. Mi piace spesso suonare in province e in paesini sperduti, con gruppi a caso, pubblico assurdo, per non perdere il contatto con altre realtà meno dinamiche ma che mi aiutano sempre a ricordare da dove vengo.


Mi pare che tu faccia l'insegnante. Di cosa ti occupi? Lavorando "dall'interno" che tipo di opinione ti sei fatta sul sistema scolastico italiano? Io cerco sempre di tenermi informato e non mi sembra che ci sia molto da stare allegri...
La mia occupazione primaria è educatrice in un centro per minori adolescenti in grave situazione di disagio e rischio devianza, e sono a contatto da quasi un decennio con situazioni di pura disperazione. Ma quella vera, non il "disagio" inflazionato e usato dai guerrieri di una sera, dopo 3 Becker's sgasate o una serata a pippare. Vedo il no future vero, vedo una generazione morta dentro, per davvero. Vedo genitori incapaci. Vedo ragazzi lobotomizzati. Tutto questo al pomeriggio. Al mattino, sono educatrice di sostegno alle superiori, e mi occupo anche qui di disagio e ritardo nell'apprendimento. Qui invece vedo che oltre a non imparare un cazzo, non troveranno mai un lavoro. E vedo insegnanti che nella purtroppo stragrande maggioranza dei casi, sono demotivati, non incidenti, non motivanti (non tutti, per fortuna). Purtroppo anche al lavoro sono inserita in contesti molto difficili quindi la mia percezione è distorta... Lavorassi in un liceo sarebbe diversa. La maggior parte dei ragazzi che vedo crescono a "Coca Cola" e "Jersey Shore", gli insegnanti non hanno ruoli autorevoli e manca il rispetto delle basilari regole di convivenza civile. Spesso vedo talmente nero alla fine delle mie giornate che non posso tollerare nemmeno il pensiero di uscire e vedere altra gente. Quindi hai ragione, la situazione è una merda in pratica.

Invece del progetto del 2009 che vedeva protagonisti il gruppo Bollywood Rose? Ho letto l'articolo che hai postato tra le tue foto del profilo Facebook e mi è parsa una gran bella idea... In un paese come il nostro, in cui l'immigrato è visto come una persona da respingere a priori, è bello vedere iniziative di questo genere... Puoi parlarcene un pò? Il gruppo poi ha inciso il disco?
Ahah! Era un progetto nato all'interno del centro di aggregazione dove lavoro, curato da me e dal mio ex collega nonchè fratello JJ Stigliano, Klasse Kriminale, Laser Geyser etc. Avevamo un gruppo di ragazzi/e motivati e incuriositi dalla nostra vita non convenzionale, quindi per caso li abbiamo iniziati a suddividere in due gruppi e facevamo delle "prove" al Vecchio Sono aka da Steno, che ogni volta passava un po' di tempo con loro e gli raccontava le sue gag adolescenziali. A lui dobbiamo la possibilità di aver realizzato un anno di laboratorio nelle sue salette. Molte delle ragazzine erano rom quindi ti lascio immaginare il background in cui crescono, sessista e definito in base ai ruoli. Per loro è stata una ventata di aria fresca e abbiamo passato un anno interessante. Lavoro solo con immigrati, spesso ci sono barriere di cemento armato. Il progetto è durato un anno e si è concluso con un concerto ma mai una vera e propria registrazione, purtroppo, per ovvia mancanza di mezzi e tempo, ma anche perchè i ragazzi e le ragazze erano alle primissimissime armi e non ne erano molto in grado, era più che altro un divertimento. Abbiamo però ricevuto nel 2009 un abbonamento ad honorem da parte di Radio Città Del Capo per il progetto di integrazione culturale tramite la musica grazie all'interesse di Jonathan Clancy, e lo stesso abbonamento lo ha vinto Atlantide, nelle figure di Koppa ed Enrico, l'anno successivo, per la promozione di cultura a livello cittadino, assieme a Oderso Rubini... E poi vogliono sgomberare...

Da cosa nasce la tua passione per i luoghi abbandonati tipo chiese, fabbriche, ecc? Cosa ti piace visitare maggiormente? Sei mai incappata in strane situazioni?
Credo sia perchè i miei mi hanno regalato "Brivido" quando ero piccola! Mi intrippavo tantissimo a giocare con quel teschio fosforescente che rotolava giù per le scale del castello spettrale. Inoltre alle elementari mi hanno portato 100.000 volte a vedere il "Museo Delle Statue Stele" di Pontremoli, dove sono esposte strane pietre dalle fattezze antropomorfe, misteriose. C'ero sotto totalmente! In Liguria ci sono un sacco di castelli abbandonati, rievocazioni storiche e un grande passato di culti antichi (cerca la "Farfalla Dorata Del Caprione", per farti un esempio). Mi piaceva molto da piccola immaginare la vita in altre epoche, mi affascina l'abbandono come bolla temporale. Prediligo castelli e rovine storiche. Amo la natura soprattutto perchè si sposa bene con la musica di certi gruppi e perchè ha una funzione catartica nel senso che una bella camminata ti permette di dedicare tempo a te stesso così come una formula magica o un rito ti permettono (se ci credi ovviamente) di concentrarti su ciò che si vuole raggiungere. Ho a questo proposito creato la pagina Hiking Metal Punx", ispirandomi alla canzone dei Darkthrone, che è più una gang per misantropi sociali amanti della natura che una pagina. E' viva grazie ai contributi dei supporter. C'è anche una toppa e una maglietta disponibile con il logo disegnato da Christophe Szpajdel. L'intento è quello di raccogliere foto e contributi da tutto il mondo, per poter avere suggerimetni dalla viva voce dei local circa luoghi e zone che spesso non si conoscono. Ci condivido anche una specie di calendario pagano che faccio per documentarmi in modo generale sul perchè si celebrano certe festività o si hanno determinate usanze. C'è chi va dal parrucchiere e c'è chi butta via nottate a fare queste cazzate, ahaah!

Della tua esperienza londinese, cosa mi puoi raccontare, invece?
Sono andata a Londra in Erasmus soprattutto per usare la borsa di studio dell'università per noi figli della working class come base per poter schiodare il culo, altrimenti non avrei mai avuto un fondo cassa (ridicolo, comunque..) per poter iniziare. Era talmente alto che in un mese, seppur risparmiando, è finito. Koppa mi ha seguito e ci siamo lanciati. Era il 2005 e non avevamo nessun tipo di contatto là, solo un amico che però non frequentavamo da moltissimo. Anche se erano solo 10 anni fa, non usavo ancora MySpace nè c'era Facebook, avevo a malapena una mail e le connection erano reali quindi o conoscevi sul campo o non conoscevi nessuno. I primi mesi sono stati di assestamento, trovato lavoro come schiava a Camden Town, poi abbiamo identificato gli squat della zona sud e abbiamo iniziato a girare e a stringere amicizie. Abbiamo abitato in uno squat a Brixton per un anno, messo su i Death From Above e fatto tantissima balotta con i punx locali, molti italiani, che organizzavano tra le altre cose lo Scum Fest e ancora lo fanno. Clifton Mansion (rip) e il Grosvenor erano le zone di riferimento del nostro quartiere, Brixton, appunto. Abbiamo assaggiato ogni pezzetto di Londra. Mi manca terribilmente anche se sò che le cose sono molto cambiate, la scena è cambiata, molta gente è partita. E' una città stupenda, anche strutturalmente, i colori cupi, gli edifici tristi o oscuri, i negozi di dischi usati in cui passavo ore ed ore ed ore ed ore e trovavi le chicche migliori a 1 pound... mi sentivo dentro ad "Alta fedeltà" di Nick Hornby ogni volta che entravo in un buy sell trade ahah! Non parliamo dei negozi di vestiti usati o dei mercatini settimanali delle pulci: incantevoli. A me che piace anche il dark, ci andavo a nozze con Londra: andavamo a ballare allo Slimelight, Dead and Buried e Inferno, ai concerti punk negli squat o nei pub, a bere dopo lavoro, tutti noi sfruttati di Camden andavamo all'Elephants Head o al Devonshire Arms, al World's End e poi hot dog vegan da Metro prima di prendere l'88 notturno verso Brixton. Nella zona di Soho si andava all'Intrepid Fox prima che lo spostassero e perdesse un po' la magia, e al Crow bar con il jukebox punk e un bel Magner's gelido. Abbiamo vinto i mondiali quando ero a Londra e abbiamo seguito tutte le partite a Little Italy, compreso festeggiare in un fiume di casi umani immigrati o in vacanza la vittoria a Tottenham Court Road. Mi stai facendo tronare in mente molti ricordi. Mi piaceva molto esplorare ogni cosa. Lavorare e studiare era durissima, ma è andata bene. Ogni settimana facevo poi un banchetto per la chiusura di Huntingdon Life Science con gli attivisti della zona, andavamo ad Oxford Circus con cartelloni e volantini in taxi da Finsbury Park dove abitava un tizio, faceva ridere sbaraccare tutto sul taxi. Una volta uno non ci ha fatto pagare la corsa perchè supportava la causa. Ho avuto modo di girare l'Inghilterra anche per le mie fisse megalitiche, soprattutto la zona a nord, e tutta la Scozia. Paese fantastico, humor tagliente e che fondamentalmente non capisco, cibo che all'inizio ti schifa poi ami, libertà espressiva in tutto, popolo con poche seghe mentali, poche paranoie di genere, lassismo sulla pulizia e sulla genitorialità, recupero cibo scaduto senza pippe. Altro mondo. Non mi sono più riabituata a vivere come prima, dall'allargare le vedute e avere concezioni più aperte su molte cose, a cazzate come bere il the caldo con la pizza. Soprattutto mi ha fatto sentire immigrata, estranea a casa di qualcuno, e ho visto bene cosa pensano degli italiani immigrati, cosa che vorrei far capire a chi ancora sproloquia sugli immigrati che arrivano da noi.

Mi sembra di averti chiesto tutto... Grazie per il tuo tempo, e se vuoi aggiungere qualcosa fallo pure...
Paso credo di aver scritto già un casino! Ahah, sei mega preparato e dettagliato :-) Mi ha fatto piacere condividere con te questa chiacchierata autoreferenziale e spero che possa darti altri spunti per il tuo blog. Complimenti a te per il tuo lavoro e la tua dedizione. Concludo con un tributo a te: YO!!!!!!!!



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3 commenti:

  1. Finalmente, una donna!
    Non sto scherzando, dico seriamente, la situazione stava diventando leggermente imbarazzante con tipo il 99,8% di intervistati/recensiti di sesso maschile, volevo proprio ricordarmi di dirti: Paso inventati qualcosa, intervista la tua compagna di classe delle medie che ascoltava Rancid, la tua vicina di casa, la tabaccaia di Cesenatico (sottile citazione
    cinematografica che non tutti coglieranno)... a parziale scusante è anche giusto ricordarsi come, almeno "all epoca", adesso non lo so, molte ragazze si limitassero ad andare a concerti eccetera, ma senza partecipare effettivamente in prima persona alle cose, ma come ha dimostrato questa intervista a Marzia se uno cerca bene, qualcosa(qualcuna) di interessante lo(la) si trova.
    salutiAF

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  2. l 'hardcore...intendo quello cinematografico e del web é pieno di donne!! c ' é molta piu apertura (in senso lato...sia chiaro )

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