venerdì 15 maggio 2015

Death On/Off.


Attualmente in cima alle mie preferenze sono posizionati due gruppi: Saturnine e Death On/Off. Alle prime ho inviato qualche giorno fa un pò di domande e spero mi risponderanno. I Death On/Off li trovate invece qui sotto. Suonano un concentrato di hardcore e grind, ma a mio avviso c'è qualcosa in più. Dal vivo sono devastanti e, se non l'avete fatto, dovete assolutamente ascoltarli (anche se magari il grindcore non vi gusta, chissà che anche voi possiate imboccare la retta via, hehehe!). Alle mie domande hanno risposto quattro membri su cinque, a voi scoprire chi siano e che ruolo ricoprono nei Death On/Off. Buona lettura!

Il vostro primo Lp è uscito per la siciliana Hanged Man Records. Come siete venuti in contatto con loro, come vi siete trovati? Il disco è stato stampato in 100 copie e su Discogs c'è gente che lo vende già a 20 Euro. Siete stati d’accordo con la scelta dell'etichetta? Lo ristamperete in futuro?
Janz: se non ricordo male è stato Antonio Italiano a contattarci e a proporci di uscire per la sua etichetta e noi abbiamo accettato subito, anche perchè s’era offerto di produrlo interamente lui. Poi Antonio è un tipo in gamba, onesto e corretto e il tutto è andato avanti senza problemi. C’è sembrata solo un po’ strana la tiratura di 100 copie in tutto ma forse è meglio così, visto che l’abbiamo registrato dopo poco più di un mese che suonavamo insieme. Era tutto perfetto e non poteva andarci meglio di così. Di quel disco ne sono rimaste una manciata di copie e non è prevista nessuna ristampa!
Frenzo: come c’è poi capitato altre volte in futuro (come lo split con i Dysmorfic che non conoscevamo e abbiamo poi stimato e siamo diventati amici), questa è stata la prima volta che siamo venuti in contatto con un’etichetta (la Hanged Man Records, per l’appunto) e una persona (Antonio che la gestisce) che non conoscevamo in precedenza; avevamo all’epoca messo i pezzi su qualche piattaforma e scritto un annuncio sulla nostra pagina Facebook… Praticamente in un giorno ha risposto Antonio e ci ha proposto il tutto. A quel tempo nelle foto comparivamo con il passamontagna e con i nomi fittizi che ci hanno accompagnati per le tre registrazioni successive e che hanno segnato il nostro primo periodo, quindi Antonio ha scoperto solo in seguito chi eravamo, che nella band c’era anche Janz e che si conoscevano già grazie anche alle date suonate dagli Impact a Palermo. Abbiamo poi conosciuto la storia dell’etichetta e siamo arrivati a dichiarare in un’intervista che solo Antonio con la sua Hanged Man Records. poteva cogliere la vera essenza di quella registrazione e farla uscire. Un cerchio che si è chiuso perfettamente. Ha curato lui la stampa, proponendo il numero di copie, il formato e il fatto di avere un lato serigrafato, lasciando a noi la gestione dell’artwork, cosa che ci stava a cuore ritenendo noi la parte grafica molto importante; siamo tutt’ora molto contenti del lavoro fatto! Sappiamo che dall’etichetta il 12” è sold out (sappiamo anche che le prime dieci copie spedite da Antonio nel 2012 sono state perse dalle poste italiane... Quindi da qualche parte, nel limbo delle cose smarrite dalle poste italiane, ci sono anche 10 12” dei Death On/Off!) e da noi sono rimaste circa 5 copie o poche di più. Per il momento non pensiamo a ristampe di cose “vecchie”, che sono tra l’altro anche uscite in una raccoltona in cassetta nel 2014 in poche copie (forse 100 anche li, dato che a noi ne sono arrivate 10) per l’inglese Grindfather Productions. Però si accettano proposte!

La copertina di "Disharmonic Mass Destruction" mi è piaciuta davvero molto, perchè descrive perfettamente lo schifo che ci circonda. Da una parte personaggi di dubbio gusto come Sara Tommasi, che alla fin fine è a parer mio più una vittima e dall'altra le atroci immagini di Cucchi e Aldrovandi. Come corollario al tutto, bambini stremati da fame e malattie. Al centro due bei piedoni di un cadavere. Come è nata l'idea di unire immagini in un unico collage? Credete che esprimano graficamente il suono che proponete?
Janz: per la copertina si è sbizzarrito Alan Cunt, il cantante/chitarrista. Penso che comunque rispecchi molto bene quel nostro primo periodo, in cui ci sentivamo davvero molto produttivi. Finalmente avevamo messo in piedi qualcosa di nuovo, almeno per noi, e la cosa ci coinvolgeva molto, perciò saltavano fuori un sacco di idee. Alla fine Alan Count ne ha semplicemente riunita qualcuna assemblando quella copertina.
Frenzo: è una fotografia della società del 2012 con le sue vittime e le sue contraddizioni (tra l’altro la vicenda Aldrovandi continua a colpirci molto da vicino essendo successa nella nostra città); l’idea era di pensare ad una copertina che riguardandola in futuro saresti stato in grado di collocare temporalmente. L’aspetto grafico, l’immagine e la didascalia che la accompagna, viene curato molto da noi; molte volte se guardi solo l’immagine senza leggere il titolo del vinile puoi fraintendere il messaggio, ci è capitato più volte in questi tre anni di dover spiegare, se non giustificare, le nostre grafiche (per non parlare dei testi!).
Alan Count: il collage è un classico del genere grind e l’idea era nata mettendo insieme elementi che rappresentassero la società violenta e perversa con cui abbiamo tutti a che fare. All’inizio c’erano solo i piedi del cadavere poi un po’ alla volta ho aggiunto le altre immagini. Lo scopo era quello di realizzare qualcosa di forte e disturbante senza però inserire cose splatter o gore. Per quanto riguarda lo schifo, la società è una grande fonte d’ispirazione.

Il gruppo ha anche alle spalle due 7". Vi va di parlarcene? Uno è anche uno split Dysmorfic, altro ottimo gruppo grind core italiano. Come è nata questa collaborazione? Vi vedremo in futuro dividere lo stesso palco?
Janz: dopo l’uscita del primo disco abbiamo deciso di entrare in studio ogni volta che avessimo 7 o 8 pezzi nuovi, tanto per averli già pronti per qualche eventuale nuova uscita, e così abbiamo fatto. Per il secondo disco s’è fatta avanti la Dischi Grezzi di Franco Bacchini, un nostro amico di Ravenna. Lui e il suo socio da anni portano avanti una label che produce gruppi industrial-ambient ma visto che sono anche due patiti di grindcore hanno deciso di metterci la faccia producendo un nostro disco. La cosa alla fine è andata bene, anche se la spesa per stamparlo è andata oltre le previsioni perchè s’è deciso per 2 colori del vinile (80 rossi, numerati a mano, e 170 verdi. La copertina poi è venuta stampata in modo strano e sembra riportare solo il logo e il titolo ma in realtà c’è anche un’immagine). Per lo split coi Dysmorfic è stata una cosa un po’ casuale. Questa volta siamo istati n ballo con Marco Zas, della Zas Records. Coi suoi mille contatti è riuscito a coinvolgere altre 3 etichette, tra le quali una greca e una spagnola, per co-produrre lo split. Ha chiesto ai ai Dysmorfic se ci stavano e la cosa è stata fatta! Ne è uscita una bella storia e siamo mega felici di averlo fatto con loro, perchè dopo che ci siamo sentiti tot volte solo per email, prima e dopo l’uscita del 7”, finalmente siamo stati in grado di suonare un concerto insieme, scoprendo che sono delle persone in gambissima. Personalmente è stato un piacere enorme averli conosciuti.
Frenzo: i due 7” vanno a chiudere il primo periodo di attività in sala prove e in studio della band. Sono state tre sessioni di registrazione molto serrate nei tempi di distacco tra una e l’altra; per intenderci in poco più di un anno siamo andati a registrarle tutte e tre. Il secondo è “Reality Is Obscene” dove compare per la prima volta la Mary come ospite. Uscito per la Dischi Grezzi del nostro amico fraterno Franco. La terza sessione (senza la Mary) è stata racchiusa nello split con i Dysmorfic. Come con la Hanged Man, i Dysmorfic li abbiamo conosciuti, sia come persone che come band, dopo che lo split era già in programma con loro. Fu una proposta di Marco della Zas Rec. (una persona ingambissima che negli ultimi due anni sta credendo molto in noi e ci sta dando una grossa mano, infatti ha co-prodotto due su quattro delle uscite della band). All’inizio se non sbaglio le proposte erano gli Agathocles (che però erano in tour in America Latina e da quello che sò non hanno mai risposto alla proposta), poi i Terror Firmer (che però non avevano pezzi pronti) e poi i Dysmorfic. Anche qua il cerchio si è chiuso conoscendoli via internet e poi suonandoci insieme a Nogara lo scorso 14 marzo. C’è stima reciproca. Dopo il concerto ci siamo detti di aver fatto proprio bene a fare lo split insieme! Siamo in contatto e sicuramente suoneremo di nuovo insieme.

La cover dello split 7” con i Dysmormic vede Gasparri fare un bel ditone medio. Tralasciando ogni commento sul disgustoso personaggio in questione, volevo chiedervi come mai l'avete piazzato in copertina...
Janz: in verità avremmo potuto metterci un politico a caso, tanto destra o sinistra sarebbero tutti da internare. Quella particolare foto di Gasparri sembra dire che ce lo stanno mettendo in culo e si stanno pure divertendo un mondo nel farlo. In tutti i casi, anche se abbiamo messo quel cazzone in copertina, non significa che nei nostri testi trattiamo solamente di tematiche a sfondo politico.

Invece sul 7” “Reality Is Obscene”, campeggia il volto di Andrea Volpe, assurto alle cronache nei primi anni 2000 per via degli omicidi legate alle Bestie di Satana... Come mai avete piazzato il suo faccino?
Frenzo: se non ricordo male l’idea fu mia, poi sviluppata da Alan Cunt. Avevo incrociato Volpe una volta al carcere di Ferrara quando negli anni '00 facevo tirocinio come psicologo, mi aveva fatto impressione il fatto che fosse detenuto proprio qui sotto casa e il fatto che “il mostro” apparisse assolutamente normale, a discapito dell’immaginario popolare… A parte questo penso che sia un’immagine forte e provocatoria, associata ai fatti di cronaca che l’hanno accompagnata, però equilibrata dal titolo del 7” “Reality Is Obscene”. L’immagine di copertina è diventata poi anche l’immagine delle uniche t-shirt che abbiamo fatto finora. Se non ricordo male una delle proposte fu anche quella della faccia di Pacciani, ma poi proprio per il fatto che c’era questo contatto del “mostro” con la nostra città, vinse Volpe. La realtà è oscena!

I Death On/Off vengono spesso etichettati come gruppo grind core, ma ascoltandovi e guardandovi dal vivo, secondo me come definizione è un pò "stretta"... Cosa ne pensate?
Janz: beh, di sicuro non abbiamo accantonato le nostre radici hardcore, visto che bene o male, tutti abbiamo avuto esperienze del genere in gruppi precedenti. Diciamo che, per tutti noi, musicalmente i Death On/Off sono la cosa più estrema che abbiamo mai messo in piedi. Non sò, credo che per comodità si faccia prima a definirlo grind core piuttosto che cercare il pelo nell’uovo con altre etichette strane, poi ognuno si farà il pensiero che vuole su di noi, perchè da “dentro” è un po’ difficile e anche limitante definirsi questo o quello...
Frenzo: non sono molto bravo con le etichette, anche se devo ammettere che quella di grind core non mi dispiace; mischia bene quello che vorrei fare, cioè del grind, con quello che affettivamente viene fuori, cioè più hard core che grind. Il nostro background ci riporta spesso lì. Dal vivo stiamo sperimentando, anche qua dopo quattro concerti stiamo migliorando e prendendo sempre più confidenza con gli spazi e la gente che viene ai concerti. Ha detto bene Alessio della Assurd Records che ci manca qualche live per raggiungere la piena consapevolezza nei nostri mezzi. Fortunatamente ci sono altri live già fissati per poter darci dentro!
Alan Count: secondo il mio punto di vista siamo molto più hardcore. Ci piace fondere insieme l’hardcore più incazzato e veloce con il grind di fine anni '80 (Napalm Death, Terrorizer, Extreme Noise Terror, ...). La cosa nasce in maniera del tutto naturale e poi non ci poniamo nessun limite. L’importante è essere sè stessi e seguire solo il proprio cuore e il proprio istinto.


Il prossimo passo "discografico" è lo split 12" con i Mannaia, dove militano alcuni volti noti, come Marco Morosini, ex Eversor/Miles Apart. Come è nato questo progetto? Assurd Records produrrà il vinile... Come siete entrati in contatti con loro e come vi siete trovati? Credete che essere usciti per un'etichetta "in forte espansione" come la loro possa esservi d'aiuto nel farvi conoscere maggiormente?
Janz: in realtà Assurd Records co-produce il disco insieme a noi, ai Mannaia e ad altre 5 etichette (Zas, Dischi Grezzi, End of Silence, Dead Rasputin e Green Records). Alessio della Assurd Records ci sta dando una grossa mano grazie ai contatti che ha con le varie stamperie e tipografie, ma materialmente partecipa con una quota come tutte le altre etichette. Quelli che ci mettono più soldi alla fine siamo noi e i Mannaia. Devo dire comunque che se non ci fosse stato Alessio saremmo ancora in alto mare, mentre grazie a lui il disco è già in stampa e dovrebbe essere pronto entro fine maggio. Prima o poi mi piacerebbe fare un disco per la Assurd Records, senza altre etichette sparse per il globo, anche perchè Alessio suona negli Overdrive Banzai, gruppo di Ferrara, e riusciamo a beccarci abbastanza spesso di persona. Se poi ci aggiungiamo anche la Dischi Grezzi sarebbe un team perfetto!
Frenzo: con Marco è una storia lunga; per quanto mi riguarda conosco lui e suo fratello da quando nei primi anni '00 organizzavo concerti a Ferrara e suonavo in una band di quel genere che una volta era l’emocore. Ci siamo poi risentiti grazie alla musica e visti l’estate scorsa a Cattolica, dove tra vari discorsi musicali gli avevo anche proposto di venire a registrare al basso (dopo la pausa di un anno, avevamo una formazione incerta) la futura seduta di registrazione dei Death On/Off, quella che poi comparirà nello split con i Mannaia. Non se ne fece nulla, noi ci ricompattammo e i Mannaia presero a funzionare. Un giorno Marco ci propose lo split e per me, per quello che sono stati gli Eversor e Miles Apart nella mia storia personale (e ora i Mannaia) fu un gran giorno! (Coronato ultimamente dalla notizia che nella cordata di coproduzione dello split si è unita anche la Green Records., etichetta e negozio che ha segnato gli anni più belli della mia vita). I ragazzi della Assurd Records. si sono proposti di partecipare alla produzione e per ora ci stiamo trovando molto bene! Già essere nella stessa “famiglia” con Mannaia, Assurd Records, Green Records è significativo dal punto di vista musicale, se poi porterà anche visibilità, sarà perfetto!

Come avviene la costruzione dei pezzi dei Death On/Off?
Janz: per la maggior parte Alan Count arriva con dei giri già pronti, li proviamo e se funzionano li teniamo, altrimenti passiamo ad altro. Non stiamo a farci troppi problemi se un giro funziona o no e in questo modo non restiamo mai bloccati su di un pezzo per giorni. E’ un modo molto diverso di comporre da quello a cui ero abituato in tutti gli altri gruppi in cui ho suonato e devo ammettere che è molto più produttivo.
Frenzo: fondamentalmente siamo io e Alan Count (per la maggior parte delle volte lui) che veniamo in sala prove con idee che poi vengono sviluppate da tutti e diventano pezzi. Si fa presto a distinguere i pezzi nati da me da quelli nati da Alan Count: i miei sono quelli più veloci, grezzi e privi di tecnica, i suoi sono quelli ragionati e tecnici (e che io faccio fatica a fare!). Di solito Alan Count pensa già ad una linea vocale quando pensa a dei giri, o comunque dopo che il pezzo è finito i due cantanti pensano ad una linea di voce da metterci sopra, poi scriviamo i testi che vengono modificati in base alle esigenze.
Alan Count: di solito siamo io e Frenzo che arriviamo in sala con qualche riff o con un pezzo già pronto. Per quanto riguarda la costruzione partecipiamo tutti, ognuno di noi deve esprimere la propria opinione e dire la sua. Se un riff o un’idea non piace a qualcuno di noi si passa ad altro.

Come mai fino a poco tempo fa non volevate suonare dal vivo? Ho appreso questa cosa leggendo una vostra intervista... Mi pare poi che fino a poco tempo fa suonaste pure con un passamontagna in faccia... Mi incuriosisce il tutto...
Janz: niente di strano. Questo gruppo è partito quasi per scherzo e inizialmente doveva essere solo un nostro sfogo da sala prove. Nemmeno dopo i primi 2 dischi ci siamo fatti prendere dalla smania di suonare dal vivo perchè comunque avevamo ancora pochi pezzi. Insomma, dopo circa 3 anni decidiamo finalmente che è ora di fare qualche uscita e da febbraio di quest’anno abbiamo cominciato a suonare anche dal vivo. La prima data l’abbiamo fatta a Ferrara, anche per vedere come ce la cavavamo. E’ andato tutto benissimo, a parte il fatto che ci siamo beccati una mega multa per aver usato una foto dell’arcivescovo della città sul volantino della serata e che il locale ha rischiato di chiudere per colpa nostra. I giornali cittadini hanno scritto un sacco di merda su quel concerto ma in realtà ci hanno fatto solo una gran pubblicità e alla fine è venuta un sacco di gente. Le spese per la multa poi ce le siamo accollate noi e gli Yes, We Kill!. Col ricavato delle magliette stampate per l’occasione e grazie a un concerto benefit pro-multa organizzato ad aprile, siamo riusciti a coprire le spese quasi totalmente. Per quanto riguarda i passamontagna, beh quelli li usavamo solo per le foto da mettere sui dischi, a suonarci dal vivo saremmo morti dal caldo! Comunque, proprio per il fatto che il gruppo era nato per scherzo, avevamo messo in conto che la formazione sarebbe anche potuta cambiare, perciò usando un passamontagna e un nome fittizio per tutti era comodo per non dover spiegare chi c’era in realtà nel gruppo. Tanto non importa mai a nessuno di sapere chi c’è alla chitarra o al basso...
Frenzo: i Death On/Off sono nati come progetto musicale da studio di registrazione a scadenza. Nel senso che ci siamo trovati, prima in tre, poi in quattro e poi in cincque, con l’idea di fare tre sedute di registrazione e cercare di fare uscire tre vinili e poi bona, chiudere il progetto. Poi siamo stati fermi un anno, fino ad agosto 2014, e la cosa ha ripreso piede, ci mancava la band. I passamontagna e nomi fittizi per fare in modo che la musica e i testi parlassero a nostro nome, indipendentemente che ci sia un ex Impact o chiunque altro nella band (anche Diego degli Impact ha registrato con noi una versione di una cover degli Impact e nella foto aveva il passamontagna) e ce l’avevamo anche fatta a non far sapere chi fossimo. In verità anche le prime sedute di foto per lo split con i Mannaia, quindi la quarta uscita, erano con il passamontagna, ma poi al primo live, il 14 febbraio 2015, abbiamo deciso di salire sul palco senza passamontagna e da lì la cosa è scemata. Fondamentalmente ci andava anche bene fare solo sala prove e studio di registrazione, finchè cominciarono ad aumentare le date alle quali dovevamo dire no (come l’Obscene Exstreme Festival insieme agli Impact o una data a Napoli molto interessante) e alla fine tutti si sono convinti.

Come giudicate lo stato della "musica estrema" nel nostro paese? E' complicato per un gruppo come il vostro trovare date in giro? Che posti prediligete per suonare? Vi è mai capito di esibirvi in posti, chiamamoli così, "mainstream"?
Janz: contando che finora abbiamo fatto solo quattro concerti in tutto direi che c’è andata molto bene, nel senso che abbiamo sempre suonato in piccoli posti adatti a gruppi come il nostro. Eccezione forse per il primo concerto a Ferrara, un locale molto grande, un Arci, ma tutto sommato gestito da gente a posto e con la mentalità molto aperta (non il classico Arci con la scopa in culo, per intenderci). Personalmente non conosco molto della scena estrema italiana, anche se per ovvi motivi ora sto scoprendo un sacco di gruppi ottimi. E’ in preparazione una compilation con circa quaranta band grindcore italiane, curata dal mitico Marco Zas, dove ci siamo anche noi con un pezzo inedito e devo dire che mi sta aprendo gli occhi su una realtà che finora ho sempre seguito poco. Mi ha sorpreso il fatto che trovo quella compilation molto più piacevole all’ascolto di quello che m’aspettavo e assolutamente non scontata. Ti confesso che io ascolto davvero di tutto ma il grindcore non l’ho mai veramente affrontato di petto prima di suonare nei Death On/Off. E non so perchè, visto che ascolto tranquillamente anche gruppi e gruppacci death o black metal senza problemi. Ho anche i miei periodi dove mi perdo a scoprire cose molto lontane dal punk-hc, tipo vecchia wave anni ’80 oppure cose anni ’60 o ’70 rock, funk, ecc... Ho i miei tempi: arrivo sempre in ritardo ma poi ci arrivo...
Frenzo: da neofiti dell’ambiente posso solo dire che siamo stati accolti super bene e mi pare che la scena musicale estrema vada alla grande! (Vabbeh, due risse in quattro concerti sono solo perchè ai ragazzi piace divertirsi!). Per ora che siamo solo all’inizio, non è stato difficile trovare date; magari più avanti riscontreremo le solite difficoltà, ma per ora, forse grazie anche alle nostre scarse pretese (massimo due date al mese causa troppi figli e troppi lavori) è stato tutto molto facile. Anzi mi capita di dover dire di no anche a delle belle date. A me piace da sempre suonare in posti piccoli con zero palco e massimo contatto con il pubblico, infatti temo un po’, anzi più esattamente mi incuriosisce, la data con i Discharge del 23 maggio che sarà grossa.


Con il passare degli anni, alcuni gruppi che si muovono sul vostro stile, ampliano i loro orrizzonti, introducendo elementi più noise o industrial. Avete messo in conto pure voi di seguire questa strada? Vi piacerebbe sperimentare di più in futuro?
Janz: non ci siamo mai posti paletti di nessun genere e ora è un po’ difficile dirti cosa faremo in futuro. Per me tutto quello che verrà fuori sarà ben accetto, basta che piaccia a noi e che non sia forzato da fattori esterni.
Frenzo: di quattro sedute di registrazione, quelle che mi piacciono di più sono il secondo 7” “Reality Is Obscene” e l’ultimo split con i Mannaia. In entrambi c’è la Mary alla voce insieme a Anal Cunt (entrata in formazione stabile da quest’ultimo lavoro) e tra i due quello che ascolto ancora è l’ultimo, perchè credo che nonostante ci sia un filo conduttore tra tutti e quattro i lavori in studio, credo che questo sia quello più maturo. Abbiamo però idee che ci porteranno a variare ancora.

Janz, vostro batterista, è stato fondatore degli Impact e ha vissuto in prima persona la scena hc anni '80 in Italia e in Europa. Dite la verità, lo sfinite mai a forza di domande su quegli anni? Credete che la sua esperienza abbia giovato al gruppo?
Janz: ci conosciamo da un bel po’ e ti posso assicurare che gli altri del gruppo ne sanno quasi più di me sugli Impact, quindi non mi stressano quasi mai. Per il discorso “esperienza” invece ti posso dire che la mia conta come quella degli altri, visto che appunto ognuno di noi ne ha maturata un bel po’ negli anni. In tanti gruppi e in epoche diverse, musicalmente parlando, ma sempre molto affini tra loro.
Frenzo: le domande gliele feci a volontà negli anni in cui stavo raccogliendo il materiale per il libro sulla storia degli Impact “Realtà Mutabili”; ora vivo di aneddoti che ogni tanto tira fuori (come l'origine del nome Janz). Sicuramente la sua esperienza a 360° in questo ambito ci sta giovando tantissimo, e poi giustamente tutti lo conoscono e tutti lo rispettano. Penso seriamente che il valore aggiunto dei Death On/Off siano Janz e Mary.

C'è un vostro testo che tratta della pornografia e di chi passa ore e ore a masturbarsi davanti ad un pc. Cosa ne pensate dell'industra legata al sesso, alla luce del fatto che ormai pure quella è stata ampiamente sdoganata?
Janz: credo che per Alan Count sia autobiografico, ahahaha... No dai, quel testo credo l’abbia scritto lui, ma ti confesso che non ricordo neanche bene cosa dice. E per quanto riguarda l’industria pornografica purtroppo non sono molto ferrato sull’argomento...
Alan Count: il pezzo in questione è “All You Need Is Porn”. Il titolo è chiaramente ispirato ad una canzone dei Beatles, “All You Need Is Love”. L’ho scritto dopo aver visto un servizio in televisione che trattava il problema della dipendenza da pornografia. E’ uno dei tanti problemi della società moderna ed è abbastanza facile caderci dentro, basta avere un pc ed una connessione internet.

Solitamente i testi da chi vengono composti? Siete affezionati a qualcuno in particolare?
Frenzo: i testi nascono dalle piccole e grandi frustrazioni di ogni giorno, nonchè dal sociale e qualcuno anche da cazzate frivole, tipo l’ultimo scritto che si basa su una storia vera e si chiama “Fuck The Freak”! Di solito i testi li scriviamo io e Anal Cunt, e ultimamente anche il bassista La Bionda. Tutti i testi, come detto prima, vengono poi modificati in base alle esigenze. Molti testi sono estremi; a volte scegliamo di non pubblicarli per non dover dare giustificazioni, altre volte li pubblichiamo con note di chiarimento per non essere fraintesi, come in God Save The Queers”.
Alan Count: i testi li scriviamo io, Frenzo e Vitto. Abbiamo anche avuto un po’ di casini con alcuni dei nostri testi che sono stati mal interpretati e ne approfitto per dire che NON siamo nè omofobi nè razzisti o fascisti. I nostri testi possono essere irritanti o fastidiosi ma è solo una provocazione. L’ironia è una parte molto importante per i Death On/Off, far riflettere attraverso il sarcasmo e il cinismo, prendere per il culo la società, le mode, l’ignoranza della gente.

Anche se con il gruppo esplicate molto bene il concetto, ditemi un pò cosa ne pensate della situazione politica italiana, alla luce dei recenti scandali...
Janz: quali scandali? Ce ne regalano uno nuovo ogni giorno per coprire quello del giorno prima! La politica è tutto uno scandalo, da decenni, e l’unica cosa che spero sempre ma che purtroppo è impossibile è che almeno non peggiori ancora di più, visto che ormai sappiamo tutti che non potrà mai migliorare. Sinceramente comincio anche a non capirci più niente e fatico a seguire tutti gli intrighi che si inventano per confondere le acque. Sono così stressato di bestemmiare ogni volta che al telegiornale vedo una qualche faccia di merda di un politico indagato, per qualcosa per cui chiunque andrebbe in galera a vita, restarsene tranquillamente libero e al proprio posto come se niente fosse. A dormire sonni tranquilli mentre mandano in rovina milioni di persone. A non morire mai perchè, non si sa come, hanno una vita lunghissima! Una televisione al loro servizio per propagandare falsità a gente che continua a cascarci... Penso davvero che siamo vicini al punto di non ritorno e che siamo a un passo dall’inferno... Tra 10 anni sono sicuro che rimpiangeremo un sacco questi giorni di merda...
Frenzo: il passamontagna lo associo maggiormente alle Brigate Rosse piuttosto che all’Isis.
Alan Count: penso che sia chiaro a tutti ormai che è una grossa presa per il culo che va avanti da cinquanta anni o forse di più… Sono chiaramente dei pupazzi in mano a gruppi di potere (mafia, massoneria, industria…). Il dito medio di Gasparri è la conferma. Noi, attraverso la nostra musica e i nostri testi, continueremo ad esprimere sempre il nostro disprezzo verso di loro. Fino a quando ci supporterete!

Una delle voci del gruppo è una ragazza. Molto spesso nell'hc come nel metal, le ragazze sono state messe un pò in disparte. Ultimamente sembra che qualcosa si stia muovendo... Vi siete mai trovati nella brutta situazione in cui qualcuno che vi stava guardando l'apostrofasse pesantemente? Ve lo chiedo, perchè alcune volte accadono fatti spiacevoli in questo senso...
Janz: bah, i tamarri ci sono anche tra i punk nei centri sociali e non mi meraviglierei se prima o poi succedesse. Credo anche che un calcio nei coglioni sia capace di darglielo da sola. Ormai ho capito che il mondo che vorrei purtroppo non esiste, e non mi riferisco solo al mondo reale ma anche al più ristretto ambiente punk (o metal o grindcore, scegline tu uno a caso). Per fortuna a volte si beccano ancora certe serate che vanno da dio, quei concerti dove tutti stanno bene con tutti, ma in generale le dinamiche del mondo reale purtroppo sono tutte ben presenti anche nel nostro piccolo mondo. Le risse tra punk ubriachi sono una delle cose più stupide che esistano. Idem per i punk tamarri che rompono il cazzo alle ragazze. Poi, che sò, quelli che alla fine di un concerto in un centro sociale non se ne vanno prima di avergli distrutto o rubato qualcosa o che non si preoccupano di spaccare bottiglie in strada senza pensare che il posto avrà dei problemi col vicinato (e poi si lamentano se il posto viene sgomberato) e cose del genere. Alla fine ti fai il culo quadro per cercare di migliorare un minimo questo mondo di merda per ritrovarti poi in un’altra situazione di merda... Insomma, adesso non voglio dire che bisogna essere sempre bravi e gentili, non fraintendermi, ma se certa gente andasse a sfogarsi in un locale di fasci ci guadagneremmo tutti. Però sto anche divagando un po’ troppo, eh eh... Chiudo.
Frenzo: come ho già scritto, credo fermamente che uno dei valori aggiunti della nostra band sia Mary; d’altronde fu mia l’idea di coinvolgerla per il 7” “Reality Is Obscene” sentendola provare con il suo ex gruppo nella sala prove di fianco alla nostra. Potrei citarti almeno due gruppi a caso in cui ci sono ragazze alla voce che hanno spaccato (I Hate Sally e Iskra), quindi quando vedo una band con una ragazza alla voce penso subito che è una figata. In sala prove è presa di mira con affetto da tutti noi, ma lei lo sa che le vogliamo bene! Non è mai successo nulla di spiacevole e mi auguro non capiti mai anche perchè siamo molto protettivi! Durante l’ultimo live con i Mannaia a Gradara era presente uno con il quale Mary aveva battibeccato appunto per questioni di genere ad un concerto metal a Bologna. In quell’occasione non era stato molto elegante quindi purtroppo mi aspetto che capiteranno episodi spiacevoli con altri gentleman in futuro.
Mary: la presenza femminile nella scena metal o hc c'è e ci sarà sempre, non amo molto però i gruppi composti solamente da femmine, mi ricordano le femministe che vogliono dimostrare qualcosa. Ho già sentito discorsi fatti da metallari sottosviluppati nonchè gente repressa... La solita merda! Che poi sparano cazzate ma nei fatti sono i primi a sparire dalla scena quando si trovano “la FICA”; quindi quando capita, ci rido su ignorandoli e ognuno va per la sua strada. Non prometto di restare sempre calma e serena durante i live davanti a qualche imbecille; potrebbe anche scappare una microfonata dritto in faccia! Amen.

Mi pare di avervi chiesto tutto, se vi va, aggiungete pure ciò che volete... Grazie.
Frenzo: per la seconda metà dell’anno abbiamo in programma una nuova seduta di registrazione che vorremmo far uscire all’interno di uno split in 7” con i nostri fratelli ferraresi Yes, we Kill!, band con ¾ di membri che hanno militato durante gli anni '90 negli Impact. Pensavamo ad una totale autoproduzione come ai vecchi tempi, gestita dal collettivo ferrarese Suka Front, nato negli anni '80 dagli Impact e da chi gli stava più vicino, e che ora sta vivendo una seconda esistenza grazie al rifiorire di una scena hardcore ferrarese attiva.

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