sabato 29 agosto 2015

Void Of Sleep.


I Void Of Sleep sono attualmente in cima alle mie preferenze, sia su disco che dal vivo. Alcuni di loro sono miei ottimi amici da anni, e mi è sembrato giusto dedicargli un pò di spazio. Suonano un miscuglio di stoner, doom, psichedelia e un pizzico di alternative music anni '90. Il loro primo cd, "Tales Between Reality And Madness" l'ho ascoltato a ripetizione e cerco sempre di non perdermeli dal vivo, dove a mio avviso danno il meglio. Alle mie domande risponde Gale, chitarrista del combo ravennate.

I Void Of Sleep a mio modesto avviso sono un gruppo molto particolare. Se da un lato unite la scuola doom, dall'altro è innegabile che ci siano anche delle influenze molto '90s nel vostro suono. Non sò perchè, ma ogni volta che vi ascolto mi vengono in mente anche band come Life Of Agony e Type O Negative... Siete daccordo?
Innanzitutto ciao Paso e grazie per questa intervista. Posso dirti che di sicuro siamo figli degli anni 90 perché siamo stati teenager in quegli anni, e molta di quella musica ce l’abbiamo nel sangue, io personalmente adoro i primi due album dei LOA e anche i primi due dei TON, ma ad esempio so che a Burdo fanno abbastanza schifo, quindi se ci senti qualcosa nel nostro sound di certo è colpa mia!

Allora, il vostro primo cd ha un packaging molto bello con l'utilizzo di grafiche prese da testi medioevali... I vostri testi però non mi pare rispecchino quel preciso momento storico... Come è nata questa connessione?
L'artwork e tutto l'immaginario sono nati dal titolo dell'album. Una volta ultimata la scrittura del disco Burdo, che ha scritto i testi, si rese conto che tutto quanto poteva essere legato insieme dal titolo "Tales Between Reality and Madness" dato che i testi andavano ad esplorare storie personali e vari sentimenti e sensazioni, quindi il titolo ha ispirato una copertina in cui qualcuno scrivesse materialmente queste storie. Sym è stato molto bravo, suggestionato da Burdo a mettere insieme alcune immagini e creare la cover in cui un monaco amanuense scrive un libro, ispirato da un demone. A quel punto io ho avuto l' idea del retro copertina dove ci sono sette libri con i titoli che sono le sette canzoni, appunto i racconti tra realtà e follia. L'interno del booking è stato fatto mantenendo quello stile, quindi con miniature, caratteri e immagini a tema. Anche le foto presenti sono state fatte all'interno di una biblioteca storica tra mappamondi e libri vecchi di secoli.

Aural Music è l'etichetta che ha dato alle stampe il vostro debutto. Come è nata questa collaborazione e come vi siete trovati? Avete avuto delle pressioni per spingere l'album in una certa direzione? Come etichetta mi sembra piccola ma molto ben organizzata, anche se conta diverse sottoetichette tra cui la famosa Code666... Pensate che possa essere un bene ai fini promozionali e di cura della vostra "immagine"?
La collaborazione è nata per caso, noi tutti conosciamo almeno di vista Emi, il boss, da anni in quanto cantante dei seminali Miskatonic University. Emi ci contattò ai tempi del promo “Giants & Killers” dicendosi molto interessato al nostro lavoro, così siamo rimasti in contatto e il giorno in cui abbiamo avuto il master glielo abbiamo mandato, dopo poche ore ci ha offerto un contratto, ci siamo incontrati poco dopo ed abbiamo firmato. Io stimo molto il lavoro che ha fatto a partire dal '99, partendo dalla Code666 si è costruito un’ottima fama nell’underground, Aural Music è sì una piccola etichetta ma ha lanciato in alcuni casi o comunque lavorato in altri con realtà importanti tipo Negura Bunget, Aborym, Void of Silence, Ne Obliviscaris, Fen, Diabolicum, Aghora, Konkhra, Handful of Hate e tante altre band che possono godere dello stato di “culto”nell’ underground mondiale. Rispondendo alla domanda sulle pressioni la risposta è decisamente no! Gli abbiamo mandato l’album finito e lui l’ha stampato, non ha mai messo bocca su nessun aspetto della band, sia a livello musicale, che di testi, di artwork o di immagine, niente di niente. Siamo molto contenti del lavoro del team di Aural Music e quando ci hanno proposto il rinnovo di contratto non abbiamo esitato a firmare di nuovo.

Come mai non vi è stata proposta una versione in vinile? Avete provato con il crowdfunding ma mi pare che non siate riusciti a raggiungere lo scopo che vi eravate prefissati. Può essere dato dal fatto che in Italia non si ha ancora molta dimestichezza con questo strumento, cosa che invece in altri parti del mondo ha dato alle stampe molti dischi interessanti?
Il contratto non prevedeva la stampa del vinile ma solo del cd, che è uscito comunque con una edizione molto curata in digipack. a noi piaceva l’ idea del vinile così Aural Music ha provato la via del crowdfunding che però non ha dato i risultati sperati quindi non se ne è fatto niente. Sul perché sinceramente non so darti una risposta.

Foto: Sara Pasini.

L'ultima uscita a nome Void Of Sleep è lo split con i Nero Di Marte. Come è nata questa collaborazione (Mi pare a seguito di un furto subito, correggetemi se sbaglio)? Siete stati contenti del risultato finale? Con loro avete diviso molte volte il palco... Come vi siete trovati a livello umano? Credete che in futuro ci saranno altre collaborazioni?
Lo split con i Nero Di Marte è stato fatto dopo che abbiamo subito il furto di tutta la nostra strumentazione mentre eravamo assieme a Roma. L’idea è nata per tirar su un po’ di soldi per ricomprare la nostra roba. Abbiamo dovuto scrivere un pezzo al volo da inserire nello split, che è stato stampato in vinile 7”. Personalmente sono contento del risultato finale, sia del packaging sia del nostro pezzo che nonostante sia stato scritto in pochissimo tempo, a me piace molto. Con i Nero di Marte ci siamo trovati molto bene sia a livello umano sia a livello musicale: loro sono una band fantastica, suonano benissimo e sono dei ragazzi molto simpatici e disponibili; soprattutto non se la tirano per niente nonostante siano un band di livello internazionale. A dir il vero Andrea (il bassista) è di Ravenna e lo conosciamo da molto tempo: è venuto anche qualche volta in sala prove a sentire i Conspiracy (la vecchia band mia e di Allo, il batterista) che era poco più di un ragazzino.

Come nasce la stesura di un testo dei Void Of Sleep? Lo scrivete tutti assieme o c'è solo la mente di uno solo di voi dietro ad esso? Da cosa traete ispirazione? Vi piace parlare maggiormente di temi astratti oppure preferite temi concreti?
I testi sono un’esclusiva di Burdo, è lui che li scrive ed è lui che decide i temi da toccare; ce li fa leggere quando li fa ma noi non abbiamo mai messo veti o paletti. Mi piace il modo che ha di scrivere ma sinceramente penso che pur essendo i testi importanti, sono più interessato alla musica, al suono, al mood. In tutta onestà i testi dei Led Zeppelin non è che fossero fenomenali, ma sono stati una band immensa!

L'avere in formazione il Paso, ovvero colui che gestisce lo Studio73 a Ravenna, molto noto per le sue produzioni, vi ha aiutato nel trovare ed affinare il vostro suono? Preferite registrare in analogico o in digitale, oppure cercate di mixare le due tecnologie per ottenere il giusto sound? Preferite i suoni caldi oppure apprezzate maggiormente una certa spigolosità e freddezza?
Avere Paso in formazione è un privilegio perchè è una persona che sa fare il proprio lavoro e molto bene. Per quanto riguarda il nostro suono generale non credo che sia stato solo lui a plasmarlo perché i nostri suoni “personali” sono frutto del lavoro individuale di anni, ma sicuramente Paso è stato fondamentale in studio ed anche a livello compositivo, perché ha delle idee molto interessanti. Preferiamo i suoni caldi delle valvole degli amplificatori vintage e la batteria acustica, ma la registrazione degli album ormai al giorno d’ oggi è digitale, le riprese finiscono dentro ad un computer. E' quasi obbligatorio anche perché, per band come noi con un budget limitatissimo, il computer ti permette di editare le parti, quindi ottenere la perfezione è molto più semplice e veloce rispetto ad una registrazione analogica.

Il vostro secondo lavoro uscirà in autunno. Potete darci qualche anticipazione? Ci sarà un evoluzione nel suono oppure avete semplicemente affinato il vostro modo di suonare muovendovi sempre sulle stesse coordinate del vostro debutto? Per chi uscirà? Dal punto di vista grafica cosa dobbiamo aspettarci? E' prevista una versione in vinile?
L’album uscirà il 19 ottobre, come ti dicevo prima abbiamo rinnovato il contratto con Aural Music che stamperà il cd e questa volta anche il vinile. Si chiamerà “New World Order” ed è un concept sulla massoneria e l’occultismo. Musicalmente credo ci siano tutti gli ingredienti del nostro debutto ma “estremizzati”, nel senso che abbiamo spostato i nostri orizzonti. Ci sono parti doom molto cupe ed oppressive, ci sono parti più groove, ci sono momenti metal e molta melodia, un po’ di psichedelia e molto progressive. E' un album decisamente vario, ogni pezzo è totalmente diverso dall’altro e dentro allo stesso brano ci sono molte sfaccettature. Siamo estremamente soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto ma siamo consapevoli che non è un “Tales between Reality and Madness” Volume 2, quindi ci sta che qualcuno possa storcere il naso: potremmo perdere qualche “fan”, potremmo guadagnarne di nuovi!

Foto: Sara Pasini.

In un'epoca dominata dalla musica in forma "liquida", quindi mp3 e streaming, quanto è importante essere presenti sui social network? Non pensate che sia anche un'arma a doppio taglio? Voglio dire: in giro si ascoltano gruppi pazzeschi e poi quando li vai a vedere dal vivo ti cascan letteralmente le braccia da quanto sono scarsi...
Purtroppo l’epoca in cui viviamo attualmente è questa e non ci possiamo fare niente. Io stesso sono volente o nolente vittima di questo “consumismo”: quando avevo 15 anni mettevo via i soldi e spendevo 30000 lire per un cd e lo ascoltavo all’ infinito. Quasi quasi se compravi una cagata te la facevi piacere perché ormai lo avevi acquistato. Ora ascolto una roba su Internet e non gli do neanche il tempo di capirla, magari ci sono dischi che al primo ascolto ho cestinato ed invece dandogli il giusto tempo avrei potuto apprezzare. Prendo ad esempio i Tool, che sono una delle mie band preferite di sempre: comprai “Aenima” quasi a scatola chiusa senza un vero motivo e dopo due o tre ascolti non ero molto convinto; ora lo considero uno dei dieci dischi più belli che possiedo. Scusa l’off topic ma era per dire che purtroppo il modo di fruire la musica oggi è sbagliato, ma ne facciamo parte. Capitolo social network: non credo sia un’ arma a doppio taglio. Credo sia un’ ottimo strumento di propaganda che aiuta a farsi conoscere ed a creare contatti per suonare live. Le band che suonano di merda ci sono sempre state, almeno questo non lo imputerei a Internet ne ai nostri tempi.

Tre di voi hanno avuto a che fare con il circuito hardcore, mentre il Paso ha prodotto alcune band appartenenti a quella scena. Che ricordi ne avete? Potete elencarci i gruppi di cui avete fatto parte? Che tipo di differenze riscontrate tra quella scena e quella in cui siete soliti muovervi ora? L'hardcore lo seguite ancora?
Beh, diciamo che Burdo è stato il chitarrista dei Big House Burning, band nata a Ravenna nel '94: erano grandi, avevano un pttimo tiro e groove ed erano perfettamente al passo con i tempi. Fecero una mitica cassetta e un album che a Ravenna erano un’istituzione. Io e Allo invece abbiamo formato i Conspiracy nel '99, ma dopo una partenza più hardcore con il min icd di debutto sotto Vacation House, ci siamo spostati su lidi più death metal per il secondo album uscito per l’americana Crash Music Inc. (ex Pavement Records). Ah, in quegli anni cambiammo il nome in Conspiracy A.D. Paso ha registrato un sacco di gruppi hardcore compresi Reprisal e Sentence che come ben sai fecero ottime cose in quegli anni. La scena a mio modesto parere era, ieri come oggi, una cosa di facciata che esiste o non esiste: ci sono band che si prendono bene a vicenda e magari si danno una mano, altre con cui non si è sintonia e quindi si ignorano o peggio si sputtanano. Utopisticamente l’esistenza di una scena musicale sarebbe una bella cosa, ma fondamentalmente ognuno tira acqua al proprio mulino. Non compro un disco hc da anni ormai, devo ammetterlo, e ammetto pure anche di non averne ascoltato mai più di tanto. Ho sempre ascoltato molto più metal anche negli anni '90, però ci sono dischi hc di quel periodo che porto ancora nel cuore.

Foto: Sara Pasini.

Nel vostro modo di approcciarvi a quello che suonate, quanto conta l'essere dei visionari? Intendo dire: è importante osare nel cercare di creare qualcosa di sempre nuovo e spiazzante per l'ascoltatore? Quanto conta invece l'uso della simbologia per cercare cdi tradurre in immagini la vostra musica? C'è qualche artista e gruppo che vi ha influenzato maggiormente?
Mah, io personalmente non ho mai pensato di dover scrivere qualcosa per spiazzare l'ascoltatore, e credo anche non si inventi niente nella musica d'oggi, almeno nei generi in cui ci muoviamo. Credo però che si debba cercare di avere un' identità propria, di non essere dei meri cloni e di costruirsi un suono riconoscibile Per quanto riguarda le influenze sono troppe da elencare, abbiamo bagagli musicali diversi ed eterogenei. Se proprio dovessi farti qualche nome che in qualche modo è importante per lo sviluppo del nostro suono non potrei non citare mostri sacri come Black Sabbath o King Crimson ma anche band più recenti come Tool o Mastodon.

Finito... Grazie mille per il vostro tempo e se volete aggiungere qualcosa fate pure...
Grazie a te Paso, sempre molto competente e mai banale. Ora dirò le stesse frasi del cazzo che dicono tutti a fine intervista, che però hanno senso di essere ripetute: supportate la musica underground, spargete la voce, parlatene, se potete alzate i culi dai divani, andate ai concerti, comprate i dischi.

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