lunedì 28 dicembre 2015

Erika Nardi | Signa Print Collective.


Molto spesso, quando ci capita per le mani un disco, una locandina o un disegno, ignoriamo chi lo abbia creato e quanto tempo e dedizione ci abbia messo chi lo ha creato, e soprattutto chi è stato a crearlo. Personalmente mi sono sempre interessato a chi è il creatore di ciò che sto guardando ed ecco che ho deciso di intervistare Erika, che a mio modestissimo parere è davvero da tenere d'occhio, in quanto ciò che ha prodotto è molto ma molto interessante sotto tutti i punti di vista.

Erika tu sei reduce dall'esperienza Filler in quel di Milano. Puoi raccontarci in cosa è consistita la tua partecipazione? Mi pare tu ti sia classficata seconda, sei soddisfatta? In cosa consisteva il contest? Ti sei trovata bene come atmosfera? Quali sono gli artisti che hai maggiormente apprezzato? Credi che aver partecipato a questa manifestazione potrà aprirti in futuro nuove collaborazioni e produzioni?
Ciao! Si, a dicembre ho avuto il piacere di prendere parte a Filler, una convention di illustratori legata all’aLtudine dell’ hc/diy. L’evento si svolge durante una tre giorni che consiste in un’esposizione dei propri lavori, il tutto condito da workshop, buona musica e svariate iniziative. E’ stata un’esperienza davvero particolare, dal momento che non capita spesso di avere a disposizione uno spazio in cui si riuniscano persone da varie parti dell’Italia con l’intento di fare/ proporre un po' di arte congiunta alle logiche del d.i.y., e in cui si possa conoscere gente sulla tua stessa lunghezza d’onda con cui condividere amicizia, informazioni, possibili collaborazioni e pareri. Ci sono due contest a cui ho partecipato, uno per l’illustrazione natalizia della Vans, e un altro in cui vincevi, proponendo un disegno fatto sul momento, un set di pins personalizzabili con le tue grafiche (in cui sono arrivata seconda), realizzate da GretaPins; mi ha fatto piacere “sfidarmi” con altri artisti davvero tosti. Non credo ci siano artisti in particolare che abbia maggiormente apprezzato in questa convention, dato che il "livello" era davvero alto; posso giusto esprimermi a livello di gusti personali e dire che chi mi ha più colpito sono il collettivo Thunderbeard, Gozer Visions, Madkime, Francesco Goats, Rocco Lombardi, Alberto Brunello e la sua mitica “La Morte Ti fa Belva”, Officina Infernale, Violet not The Color... E mi sto certamente scordando qualcuno. Spero davvero di partecipare di nuovo a Filler, e non posso far altro che ringraziare tutti i ragazzi che ci sono dietro all’organizzazione, e dire a chi ancora non ci ha fatto un salto di passare assolutamente alla prossima edizione!!!

Quando ci siamo sentiti per accordarci su quest'intervista mi hai scritto che stavi preparando la tesi di laurea... Su che cosa l'hai incentrata? Credi che il tuo percorso di studi ti sia stato utile per affinare il tuo modo di lavorare?
La tesi mi sta un po’ affliggendo, ma posso annunciare di averla finita finalmente! E mi riferisco allo scritto (in Accademia funziona così: tesi scritta + progetto inerente, nel mio caso grafico/incisione). Ora ho due mese per dedicarmi a tutta la parte grafica, che sarà un misto di acquaforte, fotografia, xilografia in cui inserirò anche delle componenti materiche. La mia tesi sarà incentrata su un argomento che mi sta a cuore da un paio d’anni, che emerge in quasi tutti i miei lavori legati all’ambito accademico (in quello illustrativo che porto all’esterno un po’ meno), ovvero la caverna e la Terra intese nel loro significato simbolico (quindi iniziatico, uterino, sede del passaggio alla morte e alla conseguente rinascita spirituale), collegato a due artiste contemporanee (A. Mendieta e M.B. Edelson) che praticavano nel proprio corpus di lavori performance improntate sul culto tellurico primitivo e pagano con l’intento di ricreare un contatto con la natura e le proprie origini primordiali. E qui mi fermo, non vorrei dilungarmi troppo! Per quanto riguarda il chiedersi se gli studi sono stati utili al progredire del mio lavoro, mi sento di dire che imparare una tecnica antica come l’incisione mi abbia permesso di affinare il mio personale segno e tratto grafico, sia che si tratti di usare carta e china sia che io stia facendo un’acquaforte.

Parliamo un pò dei tuoi disegni. A cosa ti ispiri quando li crei? Credi che riflettano il tuo carattere e il modo in cui ti poni nei confronti della vita di ogni giorno? Ti rifai anche alla letteratura e alla religione? Ho notato che usi molto il bianco e nero... Come mai? Credi che i dettagli, per esempio, possano risaltare maggiormente in quel modo? Dell'uso dei colori cosa ne pensi?
I miei disegni provengono probabilmente, nella maggior parte dei casi, ma non sempre, dalla mia vicinanza allo stile legato all’incisione antica; ma qui non vorrei generalizzare troppo, poiché sono certa che influisca sul mio modo di lavorare, ed è normale del resto, tutto ciò che mi ha colpito, negli anni, per quanto riguarda la storia dell’arte (e sono tutti aspetti molto diversi fra loro). E’ vero, spesso emerge la religione nei miei disegni, credo che essa sia, se "modificata", "ribaltata", "contorta", un ottimo veicolo per esprimere dei concetti ignorati, ignoti e non solo semplicemente blasfemi. Sull’adoperare il bianco e nero, purtroppo o per fortuna non posso farne a meno, ogni tanto inserisco i colori ma di solito sempre e solo uno al massimo per disegno. I colori li uso quando devo fare schizzi o disegni dal vero, ma nei miei lavori più ‘finali’ non ne sento il bisogno.


Come avviene la creazione di un tuo disegno? Parti da un'idea ben precisa oppure la prendi "alla lontana" e vai per tentativi? Di solito quanto tempo passa dal pensare il disegno alla sua effettiva realizzazione?
Le idee mi possono venire in qualsiasi momento della giornata, non ho un modo preciso di creare un pensiero che poi si trasferirà sulla carta. Diciamo che posso farmi venire un’idea anche a comando, ma di sicuro le idee che riescono meglio son sempre quelle che arrivano in modo inaspettato.

Quali sono i soggetti che 9 piace maggiormente disegnare?
La natura in generale, gli animali, le persone.

Nel tuo modo di lavorare, quanto contano le tue influenze musicali? Voglio dire: mentre disegni quasi sicuramente ascolti musica... C'è un genere che ti ispira meglio di altri nel realizzare ciò che hai in mente? Quali sono i tuoi gruppi preferiti? Quelli invece che ti hanno colpito maggiormente per l'uso che hanno fatto della componente grafica nei loro lavori?
La musica conta tantissimo, anche perché è ascoltandola che spesso mi vengono in mente parecchie cose nuove da fare. Quella che mi ispira di più sono ovviamente l’ HC, e anche qualcosa di death metal e grind. Mentre disegno però non ho un sottofondo preciso, e ascolto di tutto. Oggi per dire mentre disegnavo ho ascoltato i Nile e dopo le Destiny’s Child, ahahah. I miei gruppi preferiti è molto molto difficile per me dirlo, ne avrei troppi da nominare e non so decidere. Intanto, dico i xMorning Againx, Magrudergrind, Orchid, Point of no Return, Undying. Mentre il gruppo che ha avuto le grafiche più fighe di sempre sono stati i Crass, su questo non ci piove! Altri gruppi che ammiro per le grafiche sono i Dropdead, Wormrot (i disegni li fa tutti il loro cantante e sono una mina), Wretched, Cannibal Corpse, Nofu, Negazione, Rudimentary Peni. Ma sicuramente molti altri. Le grafiche dei gruppi xvx purtroppo sono troppo spesso incisioni di Gustave Doré, non vale!! Ahahah...

Quali sono le tecniche che utilizzi per i tuoi disegni? Oltre alla china u9lizzi anche l'incisione, per esempio?
Nei miei disegni utilizzo sempre matita e china, e più i pennini che uso sono sottili meglio è. Mentre invece in altri lavori riguardano la stampa uso l’incisione: acquaforte e altre tecniche calcografiche, xilografia e linoleografia, ogni tanto anche con sovrapposizioni di stampe fotografiche o tipografiche. E anche la serigrafia.

Che tipo di messaggio vuoi veicolare attrraverso ciò che crei? Ti piace che chi guarda ciò che hai fatto possa trarne diverse interpretazioni?
Ogni mio disegno racchiude messaggi diversi. Solitamente, un punto in comune tra tutto è una sensazione di cambiamento, a volte in positivo, a volte negativo.


Recentemente hai dato alle stampe due tipi di magliette tramite Abisso Serigrafia. Come sei entrata in contatto con Massimo? Come ti sei trovata a lavorare con lui? Puoi parlarci delle grafiche di queste due shirt? Come mai hai deciso di disegnarle e che significato attribuisci ad esse?
Io e Max (Abisso Serigrafia) ci conosciamo già da qualche annetto; la nostra collaborazione è nata quando ha visto un po’ dei miei lavori e mi ha chiesto di fare delle illustrazioni "iconograficamente ribaltate", come appunto il drago che uccide San Giorgio o San Francesco aggredito dai suoi cari animali. Max ha comunque collaborato anche con altri artisti, date un’occhiata ai lavori di Abisso!

Ho notato che oltre alle stampe hai prodotto una fanzine in un numero molto limitato di copie. Puoi parlarcene? Che tipo di risposta hai avuto? Credi che in futuro ripeterai l'esperimento?
Della fanza in questione sono state prodotte solo 30 copie: essendo state stampate su un tipo particolare di carta, e cucite successivamente da me a mano, ho optato per un numero di esemplari limitato. Dentro sono raccolti dei miei lavori, con pochissime didascalie (solo i titoli e i miei contatti). Ho ricevuto diversi complimenti per questo lavoro, lo ripeterò sicuramente in futuro, magari scegliendo diversi metodi di riproduzione che mi permettano di alzare il numero di copie, e inserendo molte più illustrazioni: forse, pensavo di fare un ciclo di disegni legati ad una storia, o ad un argomento specifico, ma esclusivamente per la fanzine in questione. Si vedrà.

Quali sono gli artisti che maggiormente ti hanno influenzata e perchè?
Dunque, per l’incisione sicuramente Gustave Dorè, il mio amato Dürer, Luca di Leida, Giovanni BaLsta Piranesi, Hans Baldung Grien: la precisione della loro tecnica è ineguagliabile e lascia senza parole. Sempre per quanto riguarda la grafica, ma in altre forme, gli artisti dell’Art Nouveau e dell’Espressionismo tedesco. Mentre invece a livello "sentimentale" e d’ispirazione, cito Hieronymus Bosch, l’ordine dei Preraffaelliti, Zdzisław Beksiński, James Ensor, Francis Bacon... Le artiste contemporanee legate alla performance, che stimo tantissimo, Gina Pane, Marina Abramović, Regina José Galindo. Ognuno di loro mi ha influenzato in un modo diverso dall’altro.

Di sicuro conoscerai Malleus e le loro creazioni... In futuro vorresti impostare il tuo lavoro sul loro stile, cioè lavorare per band più o meno "grosse" e poi vendere i tuoi poster serigrafati in quantità limitate, oppure vorresti mantenerti su un livello più do it yourself?
Per ora va bene che rimanga impostato sul do it yourself, e vorrei che rimanesse tale. Allo stesso tempo non posso nemmeno programmare cosa voglio fare in futuro con il mio lavoro, perché ad esempio non ho idea di quanto le mie cose continuino ad essere apprezzate, magari tra un paio d’anni finisce tutto. Riferendoci a Malleus, mi piacerebbe lavorare per band "grosse", perché no. Magari non proprio per tutte, ecco, ahahah. Questo è per quanto riguarda me. Allo stesso tempo spezzo una lancia in favore di chi con l’arte si riesce a mantenere totalmente (e quindi accade, probabilmente, che ci si debba appoggiare a spazi espositivi o a case editrici che di d.i.y. non hanno poi molto): in alcuni casi li comprendo, anche perché troppo spesso questo tipo di lavoro non viene riconosciuto minimamente, e non intendo tanto a livello economico, mi riferisco, per fare un esempio, a quelle persone che sostengono che per fare un’illustrazione/un disegno/una grafica non ci voglia niente, e che giudica anche l’operato di un artista in base al tempo impiegato, ecc. Si dovrebbe dare il giusto spazio anche agli aspetti artistici, così che possano essere riconosciuti ulteriormente negli ambiti più underground, dandogli di conseguenza più prospettve di sopravvivenza. Qualcosa si sta muovendo ma non basta!


Tu fai parte di un collettivo che si chiama Signa Print Collective. Ti va di parlarcene un pò? Da quanto tempo ne fai parte? E localizzato solo a Bologna, oppure in tutta Italia?
Il Signa Print Collective è nato dall’intenzione di raggruppare incisione, legatoria, grafica e una buona dose di d.i.y. all’interno di un gruppo che si potesse proporre sia nell’ambito dell’autoproduzione che anche in un contesto espositivo: infatti il collettivo ha partecipato sia a fiere, banchetti e mostre. Signa è stato fondato un annetto e mezzo fa da me e altre due ragazze: diciamo che siamo tutte di Bologna o città limitrofe. Ultimamente siamo un po’ ferme, ma i progetti che abbiamo in cantiere sono moltissimi, e speriamo di realizzarli prossimamente.

In passato tu hai suonato il basso nei Nemesis. Come giudichi quest'eperienza? Come mai vi siete sciolti?
I Nemesis li giudico un’esperienza indimenticabile: siamo stati, per un periodo, l’unico gruppo vegan edge in Italia (dopo un periodo di silenzio), e suonare con loro mi ha permesso di rimettermi in gioco con il basso. Ora qui in Italia ci sono nuovi gruppi xvx, antifa e antisessisti, e che questa realtà continui a mantenersi viva e attiva non può che riempirmi di gioia. I Nemesis diciamo che si sono sciolti perché ognuno ha preso la sua strada: ed è stato decisamente meglio così. L’unico rimpianto che ho da questo gruppo è non aver registrato gli ultimi due pezzi che avevamo composto, mi piacevano un casino (chi ha assistito ai nostri ultimi live sa di cosa parlo); purtroppo ci rimangono solo le misere registrazioni del primo demo e qualcosa sul registratore del cellulare ahahah, ma va bene così!

Mi pare che tu ora abbia un nuovo gruppo... Ti va di parlarcene?
Fino a un paio di mesi fa suonavo nelle Hyle, un gruppo hardcore con qualche influenza powerviolence, di Bologna. Anche se ho lasciato il gruppo loro sono ancora attive, a breve faranno un mini tour in Svizzera/Germania e stanno sfornando dei pezzi nuovi (all’attivo per ora c’è un demo). Ascoltatele!! In ogni caso, l’anno prossimo mi piacerebbe riprendere a suonare e non stare troppo ferma, magari fare un gruppo con influenze un po’ smetallozze. Non saprei. Ma intanto sta prendendo piede, anche se moooooltooo lentamente, un progetto segretissimo con un’amica, un duo. Non dico altro. Dico solo che, se ci riusciamo, faremo un genere che non c’entra niente con tutto ciò che ho suonato fino adesso, infatti è un esperimento! Vedremo, insomma.


Tu sei vegan e straight edge. Come mai hai deciso di fare questo tipo di scelte? Riesci a rapportarti bene con la società in cui vivi? Sei mai stata criticata?
Il veganesimo e lo sxe per me sono coerenza verso ciò in cui credo, verso la mia mente e il mio cuore. Direi che lo sxe sappiamo più o meno tutti a grandi linee cos’è (non voglio che questa domanda diventi il solito papiro che faccio sulla questione), io l’ho inserito nella mia vita sia a causa del veganesimo (le due cose sono strettamente collegate per quanto mi riguarda), sia per ragioni politiche, e per tanti altri motivi che non sto qui ad elencare. Sì, mi è capitato di essere criticata. Amen. Per quanto concerne il rapportarsi bene con il resto del mondo, non saprei, a me interessa rapportarmi con le persone che mi sono affini e condividono, almeno in parte, i miei stessi interessi e idee sullo stato delle cose, sia che i soggetti in questione siano edge o no. Di come mi rapporto con altri ancora, invece, dipende: se hanno problemi con quello che sono possono anche andarsi a fare un giretto, diciamola così.

Negli ultimi anni, all'interno della scena hardcore punk, c'è stato un notevole incremento nella presenza di ragazze, alcune anche molto attive in diversi ambiti. Come giudichi questa cosa? Non ti pare che, molto spesso, la scena punk hc tenda un pò a mettere in disparte le ragazze o nel migliori dei casi tenda a vederle in maniera "diversa" rispetto ai ragazzi, quando invece dovrebbe essere il contrario?
Penso che per esprimere pareri su questo fatto inerente all’HC, io mi possa esprimere su Bologna perché la conosco da vicino, non mi vivo in prima persona (succede raramente) le situazioni, che sono sicuramente diverse, di altre città; però esprimendomi su Bologna sicuramente può emergere come la penso sulla questone a livello globale, così da espandere la mia visione anche ad altri luoghi. Detto ciò, a Bologna credo che ci siano tante ragazze attive in tante attività, per esempio suonando in un gruppo, organizzando concerti, scrivendo fanzine, mettendo su collettivi, organizzando incontri su varie tematiche... In questo non ci dovrebbe essere nulla di strano o di sorprendente, visto che facciamo tutti parte della stessa baracca. Queste situazioni esistono proprio perché l’hardcore dovrebbe essere un ambiente antifascista, antisessista, anti omofobo, ed è così, ma purtroppo anche in questo contesto, ci sono alcuni individui, pochi per fortuna, che continuano a dire le stesse cazzate che potresti sentire anche nel mondo esterno: ad esempio i tantissimi pareri sulla propria, personale, vita sessuale di una ragazza, o il suo aspetto fisico, o anche il fatto che se una tipa suona, allora è brava per forza o al contrario farà cagare a prescindere. Questi episodi sono pochi, ma dovrebbero essere spazzati via, visto che l’hardcore è un posto in cui, secondo me, tutti e tutte dovrebbero sentirsi finalmente "al sicuro", e chi disintegra quest’idea con queste minchiate per me non fa parte di un bel niente.

Recentemente Atlantide è stata sgomberata e chiusa. Che opinione ti sei fatta di ciò che è successo? Secondo te luoghi come Atlantide o Xm24 o Iqbal possono essere veicoli per propagandare un certo tipo di idee?
Atlantide, da bolognese, era un luogo in cui ho avuto i miei primi approcci verso la dimensione punk/hardcore (e, quindi, di tutto ciò che ne consegue). Nostalgie e sentimentalismi a parte, era un posto in cui convivevano importanti aspetti che tutti noi conosciamo e che, si spera, facciano parte di noi stessi, e tutte le volte che viene strappato un luogo come questo si perdono delle zone fondamentali in cui non solo ci si aggregava per il concerto (qualcuno forse sì, purtroppo), ma nel quale potessero prendere forma una condivisione di idee, pareri e visioni sulla realtà che ci circonda e ci costringe. E’ importantissimo e fondamentale, fare in modo che spazi del genere continuino ad esistere, e quindi, naturalmente, bisognerebbe fare in modo che XM24 e Iqbal continuino ad essere frequentati e che più persone si impegnassero nelle iniziative, oltre che venire ai concerti, che vengono proposte in questi luoghi.



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