sabato 23 maggio 2015

Marco Zas (Zas Autoproduzioni Records).


Chiunque, a partire dalla seconda metà degli anni '90 bazzicando gli ambienti hardcore/grind si sarà imbattutto in Zas Autoproduzioni. Un'etichetta che ha sfornato decine e decine di gruppi fra i più estremi in circolazione e che vanta un catalogo chilometrico ricolmo di gemme di brutalità e pesantezza. Siccome Marco è sempre stato piuttosto schivo nel farsi pubblicità, ho deciso di intervistarlo per rendergli il giusto tributo. Perchè, se nel nostro paesello, è ancora possibile proporre qualcosa che non sia allineato ai gusti delle "gente normale e morta dentro", lo dobbiamo a personaggi come Marco.

Marco, innanzitutto grazie del tuo tempo. Allora, comincerei subito col farti questa domanda: ho notato sul sito web Zas Records che campeggia un banner NO TAV. Tu abiti vicino a quelle zone mi pare: vorrei chiederti che aria si respira, se il movimento è ancora vivo e protesta (visto che non ne parla più nessuno; evidentemente i media hanno di meglio da fare) ma soprattutto perchè il progetto della TAV è profondamente sbagliato, anche se il governo sbandiera ai quattro venti che sarà utilissimo?
Ciao Paso, grazie a te per l’interesse per la Zaz Autoproduzioni Records. Si, io abito nella fantomatica Val Susa, l’aria che si respira non è delle più salubri specialmente nelle vicinanze del primo ed unico cantiere/fortezza che sono riusciti ad aprire al momento. Qui, nelle zone che dovrebbero essere interessate dai cantieri, la maggior parte della popolazione era ed è tutt’ora contraria a questa grande opera. Proteste grandi e piccole continuano ad esserci, forse non c’è più il coinvolgimento enorme che vi fu nel 2005 (all’epoca dello sgombero del presidio di Venaus) ma comunque vi sono ancora molte persone attive in proteste ed una parte più “silenziosa” ma sempre schierata contro la costruzione della linea Torino-Lione nonostante la repressione massiccia e l’opera deviante dei mass-media. Ricordo, pur non essendo un amante della delega, che la maggior parte dei comuni valsusini interessati dal progetto hanno giunte governate da liste dichiaratamente NO TAV e (per quel che vale), alle politiche i partiti dichiaratamente NO TAV prendono percentuali quasi bulgare. Negli anni gli attivisti NO TAV hanno subito una repressione senza senso, migliaia di persone sono state indagate, denunciate, hanno avuto limitazioni alle loro libertà fino ad essere incarcerate e persino accusate di terrorismo. Il movimento NO TAV fa paura e lo stato non esita ad usare qualsiasi mezzo per contrastarlo. Secondo me a fare tanta paura è il fatto che è un movimento trasversale e popolare: alle manifestazioni trovi dall’anarchico al cattolico praticante, dal sindaco al disoccupato, dal parrucchiere di paese all’autonomo, dallo studente delle superiori all’anziano incazzato. Altra cosa che intimorisce i pro-Tav è l’unità del movimento che non è mai caduto nell’errore di dividersi in buoni e cattivi ma si è schierato nettamente in difesa di quei ragazzi che i mass-media, giudici e sbirri definivano “terroristi”. Vi invito a supportare questa causa e se possibile organizzare benefit per le persone sotto processo ed incarcerate. Per elencare tutti motivi per cui il TAV Torino-Lione non va fatto mi ci vorrebbe troppo spazio...
Per riassumere direi di sintetizzare in 3 punti principali:
1) Motivi di ordine ecologico quale l’impatto ambientale di questa opera (polveri sottili, presenza di amianto nelle zone di scavo, pericolo per le falde acquifere, consumo del suolo, deforestazione...).
2) I costi dell’opera (esagerati e come nella maggior parte delle grandi opere in Italia destinati ad aumentare in maniera esponenziale rispetto a quelli preventivati...). Soldi pubblici che potrebbero essere utilizzati per funzioni più utili (esempio: recentemente proprio l’ospedale di Susa è stato depotenziato, con la chiusura del reparto ostetricia/maternità; ora da dove abito io una donna per partorire un bimbo deve farsi 70 km, ma i soldi per il TAV sembra che bene o male riescano sempre a trovarli... Oltre questo non esiste un dettagliato studio del rapporto Costi/ Benefici da parte dei proponenti l’opera.
3) Utilità dell’opera. Decenni e decenni fa quando si iniziò a parlare di TAV in Val Susa provarono a giustificare la necessità della linea ipotizzando importanti aumenti del traffico merci e passeggeri su questa direttrice. Negli anni il traffico sulla linea storica (ricordo a chi non lo sapesse che una linea ferroviaria che collega Torino a Lione passando dalla valle esiste già ed è sotto utilizzata) è in diminuzione. Un'altra gran balla per cercare di convincere la popolazione fu che con il TAV avrebbero spostato il traffico da gomma su rotaia. Peccato che nel frattempo stiano lavorando al raddoppio del tunnel autostradale del Frejus (la linea autostradale sulla direttrice Torino–Lione). Queste sono tra le motivazione principali che mi son venute in mente sul momento, ma se vorrete documentarvi meglio cercando su internet troverete molte informazioni oppure vi sono interessanti libri a riguardo.

Tu hai partecipato attivamente alle proteste che nei mesi scorsi si sono susseguite in quelle zone? Se una persona che vive lontano da lì volesse documentarsi un pò, con cosa gli consiglieresti di iniziare?
E’ dalla fine degli anni ’90 che seguo il movimento NO TAV e quando riesco partecipo a proteste ed iniziative. Negli anni da queste parti se ne sono già viste di tutti i colori e la lotta contro questa opera sarà ancora lunga. La gente comune si chiederà come mai questi testardi dei valsusini si oppongono a quest’opera, quando la maggior parte dei partiti, dal PD, a Forza Italia fino alla Lega Nord sono favorevoli... Se uno va un po' a vedere le aziende che si sono aggiudicate gli appalti dal 2005 ad ora, trova società legate all'ex Ministro di Forza Italia Lunardi così come le cooperative rosse tipo C.M.C., legate a doppio filo con l’apparato del Partito Democratico. Per non parlare di aziende legate alla’ndrangheta. I soldi pubblici sono un boccone molto ambito da questi squali (con tutto il rispetto per gli squali). Come dicevo sopra, per informarsi a riguardo, su internet si trova di tutto e di più per chi fosse interessato alle iniziative del movimento vi sono alcuni siti a riguardo tipo: NoTav.Eu | NoTav.Info | Spinta Dal Basso. Ma la cosa migliore sarebbe venirsi a fare un giro da queste parti, magari in occasione dei campeggi che si organizzano ogni estate.

Zas Records è attiva dal 1997. A parere mio è sempre stata una label che ha operato senza mai farsi troppa pubblicità. E' una cosa voluta o è stato un caso? Credi che in futuro la esporrai maggiormente?
Si, ho iniziato nel 1997 come tape-label di cassette registrate in casa. Guarda non mi sono mai sbattuto più di tanto in pubblicità... Ho agito sempre in un ambito un po’ di “nicchia” essendo la musica che produco/distribuisco non troppo appetibile per la media della gente. Via internet sto cercando di far girare ulteriormente l’etichetta per quel che mi è possibile, senza però doverci smenare soldi.

Puoi raccontarci un pò come è nata l'etichetta, quali sono state le difficoltà iniziali, com'era muoversi solo con carta, penna e francobolli senza internet ed email...
L’idea è nata grazie ad un amico che anni fa viveva dalle mie parti ed aveva un etichetta/distribuzione diy e mi consigliò di fare altrettanto. Io seguivo già da qualche anno il punk/hc e frequentavo i concerti nei posti occupati torinesi dell’epoca però non avevo molti contatti. Poi pian piano, grazie all’amico di cui sopra e scartabellando 'zine e flyer ho allargato le mie conoscenze nella “scena”. Senza internet le cose erano senz’altro più complicate e “lente”, solo per organizzare uno scambio ci volevano dei mesi… Però un po’ di rimpianto per quei tempi c’è. Quando si arrivava a casa da scuola prima e dal lavoro poi la prima cosa era guardare nella cassetta delle lettere, magari ci trovavi una busta proveniente dal Brasile con una lettera (scritta a mano generalmente) e un tot di flyer, il giorno dopo magari un demotape dal Giappone… Penso che chi abbia vissuto quegli anni ne abbia un buon ricordo. Senz’altro internet ha velocizzato e semplificato le cose anche se è tutto un po’ più asettico.

Come organizzi al giorno d'oggi il lavoro dietro alla tua etichetta? Gli dedichi molto tempo? Fai tutto da solo oppure ti fai aiutare da qualcuno/a?
Non è che organizzo granchè, quando ho un po’ di tempo libero sto dietro all’etichetta. Quando lavoro il tempo da dedicargli non è molto ma in periodi come questo in cui sono disoccupato ho più tempo pe starci dietro. Sono solo io a gestire la label.

Quando hai capito che Zas si stava ingrandendo? C'è stata un'uscita in particolare che ha un pò segnato il passo, nel senso che ha fatto aumentare le vendite e di conseguenza i tuoi contatti?
Direi che la label/distro è cresciuta omogeneamente durante gli anni e non vi è stato qualche momento in particolare che abbia segnato il passo. Sono passati periodi che girava meglio altri in cui girava meno ma nessun cambiamento drastico. Ora la distro direi che è ben fornita con i dischi che ho scambiato durante gli anni.


Con la tua etichetta hai prodotto decine e decine di gruppi da tutto il mondo, sia in vinile che in cd. Ci sono stati dei gruppi con i quali è stato bello collaborare ed altri invece che non raccomanderesti al tuo peggior nemico?
Mi son trovato bene con i gruppi con cui ho collaborato durante gli anni (con qualcuno sono ancora in contatto dopo tanto tempo). Solo una volta ho avuto una brutta esperienza con un gruppo hardcore italiano, ma è una storia vecchia. Alcuni gruppi sono di amici più o meno di zona che vedo spesso, altri arrivano dall’altra parte del mondo ma con cui mi sento volentieri via internet.

La tua label produce esclusivamente i suoni più estremi che si possono ascoltare al giorno d'oggi. Non ti è mai venuta in mente l'idea di produrre gruppi dai suoni diversi, magari tramite una sotto-etichetta?
Si, in media con l’etichetta sono abbastanza focalizzato su sonorità “estreme” come grind/power-violence/noisecore/sludge/crust, ma anche cose un po’ più “orecchiabili” tipo hc/punk old school. Nonostante i miei ascolti non si limitino ai generi sopra citati penso che con l’etichetta rimarrò in quei territori così desolati e cacofonici, eheheh!
Quanto è importante per te produrre gruppi con una determinata linea politica? Ti è mai capito di essere contattato da gruppi di destra o simili?
Premetto che i gruppi su Zaz non devono aver per forza testi politicizzati ma voglio collaborare con gruppi con una certa attitudine, quindi no fasci, razzisti, omofobi e merdacce varia. Un po’ di anni fa ho avuto una brutta esperienza: ero alla ricerca di un etichetta per co-produrre uno split 7” quando un tipo che in passato mi aveva ordinato dei dischi (tra cui anche di gruppi dichiaratamente Antifa) mi disse che gli sarebbe piaciuto mettere su una piccola label. Colsi la palla al balzo e gli proposi di aggiungersi come co-produttore. Dopo qualche tempo venni a scoprire che suonava in un improbabile gruppo NSBM (black-metal nazi per i neofiti). La cosa mi fece pensare su come anche la scena “diy” non sia al riparo da infiltrazioni da parte di ambigui o peggio.

Qualche anno fa tu collaboravi attivamente con Giulio dei Cripple Bastards per ciò che riguardava il merch dei Cripple Bastards... Mi ricordo che gli hai fatto anche da roadie... Cosa ti ricordi di quei tempi? Come ti sei trovato? Come mai hai smesso e che in rapporti sei rimasto con loro? Cosa ne pensi di Foad Records? Segui ancora i Cripple Bastards? A quei tempi riuscivi a seguire anche Zas Records, o l'avevi momentaneamente messa in stand by? Credi che quell'esperienza sia stata importante per come hai poi portato avanti la tua label? Ti ha permesso di allargare il tuo giro di contatti? Hai qualche aneddotto da snocciolarmi?
A inizio secolo ho aiutato per un breve periodo Giulio dei Cripple Bastards con la sua distro, non facevo propriamente il roadie ma stavo al banchetto ai concerti. Mi ricordo che andai ad aiutarlo anche all’Obscene. Dopo quell’esperienza io ho continuato per la mia strada e lui per la sua, ognuno aveva il suo modo di vedere le cose. I Cripple Bastards li ho seguiti fino a “Desperately Insensitive”, negli ultimi anni li ho persi un po’ di vista. Foad REcords ha fatto e fa dischi fighi, per la maggior parte ristampe di gruppi storici. Anche all’epoca sono sempre riuscito a stare dietro alla Zas perché si era trattato solo di qualche settimana su due estati. Mi ricordo che in quei periodo furono fighi il mini tour italico con Yacopsae e Sanity Dawn oltre che la sopra citata spedizione all'Obscene Extreme Festival.

Con Zas Records fai soprattutto co-produzioni. Ti sei mai cimentato nel produrre interamente un disco? Quando decidi chi co-produrre, ti informi sempre sul numero di etichette e ti dai un limite, oppure non ti interessa?
A parte le prime cassette home-made che erano 100% Zas Autoproduzioni, le altre uscite che richiedevano un esborso maggiore sono state tutte co-produzioni, dai due o tre co-produttori in su. Mediamente preferisco che non vi siano mille etichette , specialmente se tutte italiane. Preferisco partecipare a quattro o cinque co-produzioni che fare uscire un disco tutto prodotto da me, scambio molto e preferisco avere più titoli scambiabili.

A livello di distribuzione, scambi solamente o ogni tanto compri direttamente da altre etichette/gruppi? E' difficile scambiare, per via dei costi postali, quantità minime, capricci delle altre etichette?
Come dicevo sopra, io scambio molto, il 90% della mia distro è frutto di scambi con etichette/band da tutto il mondo. Lo scambiare e poi distribuire dischi è una delle cose che mi piace di più dell’etichetta. Forse è anche questo il “succo” del diy; io scambio i miei dischi con i tuoi, tu li farai girare nel tuo paese e io nel mio. Così troverete i dischi Zas quasi in ogni angolo del globo e nella mia distribuzione troverete dischi dal Giappone, dalla Malesia, dall’Ecuador, dall’India, dagli U.s.a, , dalla Colombia, dalla Nuova Zelanda, dal Messico, dal Sud Africa. Sono passati per la mia distro dischi da tutti i continenti. Certo, ultimamente lo scambiare è un costo con le tariffe postali da rapina che ci troviamo; difatti vorrei tenere i prezzi un po’ più bassi ma con queste spese non ci starei dentro. Forse sarebbe meno dispendioso e più redditizio prendere dischi a prezzo da distributore da etichette famose, ma non è quella la mia linea.

Al di là dell'etichetta, ti piace collezionare vinili? Quali sono stati i tuoi ultimi acquisti e quali sono i tuoi gruppi preferiti?
Ebbene si, mi piace collezionare dischi ma non sono uno di quei malati che li comprano e neanche li ascoltano per paura di rovinarli, ne spenderei centinaia di euri per un disco. Ne ho un bel numero…Ho abbastanza il pallino di ricercare dischi grind/power violence/crust/noisecore/sludge anni ’90 che non ho preso all’epoca. L’ultimo ordine l'ho fatto su Discogs e ho preso una manciata di 7” d’annata di: Patareni, Apartment 213, Man Is The Bastard, Regurgitate e Filthy Charity.


Una cosa che mi ha sempre incuriosito è che tipo di lavoro fai... Lo riesci a coniugare bene con quello che sta dietro all'etichetta?
Faccio un lavoro abbastanza particolare, sono un operaio stagionale (macchinista di seggiovia) presso gli impianti di sci di un comprensorio qua nelle mie vicinanze. In media lavoro tipo da Ottobre a fine Aprile, poi le annate che va bene mi prendono per la manutenzione anche nei mesi estivi se no mi arrabatto con assegno di disoccupazione e qualche lavoretto in giro. In inverno sono parecchio preso dal lavoro quindi il tempo per l’etichetta non è molto mentre nei periodi che sono a casa invece posso starci dietro con più costanza.

Due degli ultimi gruppi italiani che hai prodotto sono XkateXmoshX e Alterazione, a parer mio molto rappresentativi dell'hardcore diy in Italia... Ne sei soddisfatto? Ti ha emozionato far uscire il cd degli Alterazione, che nel loro piccolo, sono stati molto importanti a parer mio per l'hardcore nel nostro paese? E' prevista una versione in vinile?
Si sono due gruppi molto fighi. Dei XkateXMoshX ho co-prodotto l’ultimo split 7” con i giapponesi Sete Star Sept ed è andato a ruba. Mi sento spesso con Pompeo , il gruppo spacca e hanno l’attitudine giusta. Non potevo non partecipare alla co-produzione del cd discografia degli Alter-Azione: pensa che il mio primo ordine ad una distribuzione puramente diy fu alla Korto Circuito di Antonio, il cantante. Senz’altro sono stati un gruppo molto importante per l’hardcore italiano anni ’90 e non solo. Per ora non si è parlato di una versione su vinile, ma mai dire mai.

Muovendoti prevalentemente in territori grind core, cosa ne pensi del porno grind? Ti interessa come genere?
Non sono un fanatico del genere ma alcuni gruppi come i nostrani 2 Minuta Dreka e Ultimo Mondo Cannibale mi piacciono così come gruppi storici come Cock & Ball torture e Gut. Il genere non lo prendo troppo sul serio, ma musicalmente ci sono gruppi che hanno il loro perché.

In che tipo di rapporti sei con le altre etichette italiane? Non ce ne sono tantissime, ma non mancano... Parlo, per esempio, di Grind Promotion, Grind Block, Here And Now...
Direi buono. Con Grind Promotion e Grind Block scambio sempre volentieri. Matteo e Brandy hanno fatto uscire dischi molto validi e mettono molta passione nelle loro etichette. Con la Here And Now ho recentemente co-prodotto lo split 7” dei Double Me (gruppo di Mirco, il “gestore” della Here And Now Records) con i milanesi XhansoloX, aspettatevi una bella bordata di power-violence spaghetti style!

La tua distribuzione si muove prevalentemente sul web e via email, oppure hai occasione di mettere in piedi il classico "banchetto" ai concerti"? Ti piace?
Durante gli ultimi tempi prevalentemente via mail/internet, negli ultimi anni non ho più troppa voglia di spostarmi per concerti ed ancora meno di portarmi la distro appresso. Sto diventando un po’ un “orso”. Nel torinese la mia distro, per via delle sonorità distribuite, non ha mai avuto granchè successo e di fare trasfertoni come facevo anni addietro non ne ho più la fantasia.

Quali saranno le prossime mosse di Zas Records? Puoi anticiparci qualcosa?
Le ultime uscite in casa Zas Autoproduzioni sono state:
Black Temple Below/Guevnna Split lp (Modena/Bologna doom/sludge ultracupo con gente dei Cancer Spreading e Terror Firmer vs Giappone sludge/doom con l’ex cantante/batterista dei Coffins). Black Temple Below | Bandcamp
Haemophagus/Subjugation Split 7” (Palermo veterani horror grind vs turchia death grind, ex-Sakatat) Haemophagus | Bandcamp
Subjugation | Bandcamp
Double Me/ XhansoloX Split7” ( Veneto vs Lombardia grinding power violence)
Wooaaargh Records
In preparazione ve ne sono un tot, tra le altre ricorderei:
Mesrine/G.O.D. Split 7” (Canada grindcore vs Canada grindgore)
“ITALIA VIOLENTA aka CRASH MANDOLINO 2.0” Compilation Lp (con quasi 40 gruppi italiani grindpower-violence. Un parto, ma siamo quasi sulla retta via).
Death On Off/Mannaia Split 12” (Ferrara grindcore vs Rimini/Fano grinding death)
Ape Unit 10” (Cuneo grinding power violence)
Terror Firmer/Su19b Split 7” ( Modena/Bologna old school grindcore vs Giappone sludge/power violence)
Confusione discografia Cd (Val Susa Hardcore)
E altro ancora.

Credo di averti chiesto tutto... Ancora grazie mille del tuo tempo e se vuoi aggiungere qualcosa fai pure... Grazie per il supporto. Visto che in media mi faccio poca pubblicità questo giro ne approfitto spudoratamente, ahahaha!
Per chi fosse interessato alla mia distro con migliaia di vinili e cd da tutto il mondo grind/hc/crust/sludge/noisecore/gore/doom, butti un occhio a: Zas Autoproduzioni Records | Web Site (troverete il catalogo completo diviso per formati e a sua volta per generi).
Su Facebook mi trovate qui : Zas Autoproduzioni Records | Facebook
Per chi volesse contattarmi via mail o ricevere il catalogo in formato Word: zasrecNOSPAM@libero.it
Ciao!

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Zaz Autoproduzioni Records | Web Site

Pastel | L'Acchiappanuvole | Sciroppo Dischi | 12"/Cd.

I Pastel (di Bari) sono un duo che si inserisce nel filone emo core e post punk, ma presentano anche momenti tirati in puro stile hardcore. Musica capace di emozionare e a tratti delicata come i colori pastelli. Musicalmente suonano coinvolgenti e molto ispirati, alternando momenti davvero soft (con tanto di pianoforte) ad altri decisamenti più duri. Il concept che sta dietro quest'uscita è il salto nel vuoto all'interno di sè stessi, che simboleggia l'inafferabilità del presente. Decisamente un concetto interessante. Da segnalare che di questi pezzi esiste pure la versione strumentale. Concludendo, se vi piace il genere, teneteli d'occhio.



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Mannaia/Death On Off | Assurds Records/Green Records/Zas Autoproduzioni Records/Dischi Grezzi Records| Lp/Cd.

Questo split è una granata pronta ad esplodervi in faccia, spappolandovi il cranio. Due dei migliori gruppi in campo estremo che il nostro paese può annoverare, sono racchiuse in questo Lp/Cd. Da un lato i Mannaia, con il loro deathcrushing death metal di scuola Entombed/Grave/Asphyx vi manderanno in polvere i padiglioni auricolari. Dall'altro lato i nuovi eroi del grind core Death On/Off che vi maciulleranno il cervello con le loro bordate assassine sulla scia di gruppi come Assuck e primissimi Carcass. Uno split oserei dire fondamentale per capire che aria tira nel più nero underground italiano. E, fidatevi di me, l'aria profuma di morte e di putrefazione... P.s.: versione cd limitata in 100 copie, con cover dei Death On/Off (e un pezzo loro) presenti solo qui... Lascio a voi scoprire in quali pezzi si sono cimentati...

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Death On/Off | Soundcloud
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lunedì 18 maggio 2015

SaturninE | Mors Vocat | Terror From Hell Records | Lp/Cd.

Le SaturninE sono attualmente uno dei miei gruppi preferiti. L'unione di doom, sludge, punk, black e death ha dato vita ad una creatura mostruosa, che si ciberà dei vostri incubi peggiori. In questo disco tuttè è realizzato alla perfezione: i suoni, marci ed epici allo stesso tempo; la grafica, che è oscura e ricca di simboli come la loro musica; la loro attitudine, totalmente devota a quello che stanno suonando. L'album ruota attorno al concetto di morte, vista come grande governatrice di tutte le cose, a cui tutto è sottomesso e cui tutti e tutto ritornerà. Un disco imponente e magnetico, oserei dire monumentale.




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Elektroplasma Music/Terror From Hell Records | Web Site

Infection | Acrotomophilia Mutilator | Autoprodotto | Lp/Cd.

Direttamente dal Perù giungono questi Infection. Il duo (chitarra, voce, basso e batteria elettronica) suonano un potente e sanguinolento death metal sulla scia degli ultimi Cannibal Corpse, imnpreziosito dalla brutalità di mostri sacri come Monstrosity e Death. Il risultato è un suono che ha solide radici nel passato ma che sà guardare al futuro. Suoni perfetti ma che trasmettono il senso di marciume e sbudellamenti (messi in bella mostra nella cover), tempi serratissimi ma anche una sana iniezione di melodia fanno di questo terzo lavoro dei peruviani un ottima release. Non mi resta che sperare continuino su questa strada!

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Infection | Web Site

venerdì 15 maggio 2015

Death On/Off.


Attualmente in cima alle mie preferenze sono posizionati due gruppi: Saturnine e Death On/Off. Alle prime ho inviato qualche giorno fa un pò di domande e spero mi risponderanno. I Death On/Off li trovate invece qui sotto. Suonano un concentrato di hardcore e grind, ma a mio avviso c'è qualcosa in più. Dal vivo sono devastanti e, se non l'avete fatto, dovete assolutamente ascoltarli (anche se magari il grindcore non vi gusta, chissà che anche voi possiate imboccare la retta via, hehehe!). Alle mie domande hanno risposto quattro membri su cinque, a voi scoprire chi siano e che ruolo ricoprono nei Death On/Off. Buona lettura!

Il vostro primo Lp è uscito per la siciliana Hanged Man Records. Come siete venuti in contatto con loro, come vi siete trovati? Il disco è stato stampato in 100 copie e su Discogs c'è gente che lo vende già a 20 Euro. Siete stati d’accordo con la scelta dell'etichetta? Lo ristamperete in futuro?
Janz: se non ricordo male è stato Antonio Italiano a contattarci e a proporci di uscire per la sua etichetta e noi abbiamo accettato subito, anche perchè s’era offerto di produrlo interamente lui. Poi Antonio è un tipo in gamba, onesto e corretto e il tutto è andato avanti senza problemi. C’è sembrata solo un po’ strana la tiratura di 100 copie in tutto ma forse è meglio così, visto che l’abbiamo registrato dopo poco più di un mese che suonavamo insieme. Era tutto perfetto e non poteva andarci meglio di così. Di quel disco ne sono rimaste una manciata di copie e non è prevista nessuna ristampa!
Frenzo: come c’è poi capitato altre volte in futuro (come lo split con i Dysmorfic che non conoscevamo e abbiamo poi stimato e siamo diventati amici), questa è stata la prima volta che siamo venuti in contatto con un’etichetta (la Hanged Man Records, per l’appunto) e una persona (Antonio che la gestisce) che non conoscevamo in precedenza; avevamo all’epoca messo i pezzi su qualche piattaforma e scritto un annuncio sulla nostra pagina Facebook… Praticamente in un giorno ha risposto Antonio e ci ha proposto il tutto. A quel tempo nelle foto comparivamo con il passamontagna e con i nomi fittizi che ci hanno accompagnati per le tre registrazioni successive e che hanno segnato il nostro primo periodo, quindi Antonio ha scoperto solo in seguito chi eravamo, che nella band c’era anche Janz e che si conoscevano già grazie anche alle date suonate dagli Impact a Palermo. Abbiamo poi conosciuto la storia dell’etichetta e siamo arrivati a dichiarare in un’intervista che solo Antonio con la sua Hanged Man Records. poteva cogliere la vera essenza di quella registrazione e farla uscire. Un cerchio che si è chiuso perfettamente. Ha curato lui la stampa, proponendo il numero di copie, il formato e il fatto di avere un lato serigrafato, lasciando a noi la gestione dell’artwork, cosa che ci stava a cuore ritenendo noi la parte grafica molto importante; siamo tutt’ora molto contenti del lavoro fatto! Sappiamo che dall’etichetta il 12” è sold out (sappiamo anche che le prime dieci copie spedite da Antonio nel 2012 sono state perse dalle poste italiane... Quindi da qualche parte, nel limbo delle cose smarrite dalle poste italiane, ci sono anche 10 12” dei Death On/Off!) e da noi sono rimaste circa 5 copie o poche di più. Per il momento non pensiamo a ristampe di cose “vecchie”, che sono tra l’altro anche uscite in una raccoltona in cassetta nel 2014 in poche copie (forse 100 anche li, dato che a noi ne sono arrivate 10) per l’inglese Grindfather Productions. Però si accettano proposte!

La copertina di "Disharmonic Mass Destruction" mi è piaciuta davvero molto, perchè descrive perfettamente lo schifo che ci circonda. Da una parte personaggi di dubbio gusto come Sara Tommasi, che alla fin fine è a parer mio più una vittima e dall'altra le atroci immagini di Cucchi e Aldrovandi. Come corollario al tutto, bambini stremati da fame e malattie. Al centro due bei piedoni di un cadavere. Come è nata l'idea di unire immagini in un unico collage? Credete che esprimano graficamente il suono che proponete?
Janz: per la copertina si è sbizzarrito Alan Cunt, il cantante/chitarrista. Penso che comunque rispecchi molto bene quel nostro primo periodo, in cui ci sentivamo davvero molto produttivi. Finalmente avevamo messo in piedi qualcosa di nuovo, almeno per noi, e la cosa ci coinvolgeva molto, perciò saltavano fuori un sacco di idee. Alla fine Alan Count ne ha semplicemente riunita qualcuna assemblando quella copertina.
Frenzo: è una fotografia della società del 2012 con le sue vittime e le sue contraddizioni (tra l’altro la vicenda Aldrovandi continua a colpirci molto da vicino essendo successa nella nostra città); l’idea era di pensare ad una copertina che riguardandola in futuro saresti stato in grado di collocare temporalmente. L’aspetto grafico, l’immagine e la didascalia che la accompagna, viene curato molto da noi; molte volte se guardi solo l’immagine senza leggere il titolo del vinile puoi fraintendere il messaggio, ci è capitato più volte in questi tre anni di dover spiegare, se non giustificare, le nostre grafiche (per non parlare dei testi!).
Alan Count: il collage è un classico del genere grind e l’idea era nata mettendo insieme elementi che rappresentassero la società violenta e perversa con cui abbiamo tutti a che fare. All’inizio c’erano solo i piedi del cadavere poi un po’ alla volta ho aggiunto le altre immagini. Lo scopo era quello di realizzare qualcosa di forte e disturbante senza però inserire cose splatter o gore. Per quanto riguarda lo schifo, la società è una grande fonte d’ispirazione.

Il gruppo ha anche alle spalle due 7". Vi va di parlarcene? Uno è anche uno split Dysmorfic, altro ottimo gruppo grind core italiano. Come è nata questa collaborazione? Vi vedremo in futuro dividere lo stesso palco?
Janz: dopo l’uscita del primo disco abbiamo deciso di entrare in studio ogni volta che avessimo 7 o 8 pezzi nuovi, tanto per averli già pronti per qualche eventuale nuova uscita, e così abbiamo fatto. Per il secondo disco s’è fatta avanti la Dischi Grezzi di Franco Bacchini, un nostro amico di Ravenna. Lui e il suo socio da anni portano avanti una label che produce gruppi industrial-ambient ma visto che sono anche due patiti di grindcore hanno deciso di metterci la faccia producendo un nostro disco. La cosa alla fine è andata bene, anche se la spesa per stamparlo è andata oltre le previsioni perchè s’è deciso per 2 colori del vinile (80 rossi, numerati a mano, e 170 verdi. La copertina poi è venuta stampata in modo strano e sembra riportare solo il logo e il titolo ma in realtà c’è anche un’immagine). Per lo split coi Dysmorfic è stata una cosa un po’ casuale. Questa volta siamo istati n ballo con Marco Zas, della Zas Records. Coi suoi mille contatti è riuscito a coinvolgere altre 3 etichette, tra le quali una greca e una spagnola, per co-produrre lo split. Ha chiesto ai ai Dysmorfic se ci stavano e la cosa è stata fatta! Ne è uscita una bella storia e siamo mega felici di averlo fatto con loro, perchè dopo che ci siamo sentiti tot volte solo per email, prima e dopo l’uscita del 7”, finalmente siamo stati in grado di suonare un concerto insieme, scoprendo che sono delle persone in gambissima. Personalmente è stato un piacere enorme averli conosciuti.
Frenzo: i due 7” vanno a chiudere il primo periodo di attività in sala prove e in studio della band. Sono state tre sessioni di registrazione molto serrate nei tempi di distacco tra una e l’altra; per intenderci in poco più di un anno siamo andati a registrarle tutte e tre. Il secondo è “Reality Is Obscene” dove compare per la prima volta la Mary come ospite. Uscito per la Dischi Grezzi del nostro amico fraterno Franco. La terza sessione (senza la Mary) è stata racchiusa nello split con i Dysmorfic. Come con la Hanged Man, i Dysmorfic li abbiamo conosciuti, sia come persone che come band, dopo che lo split era già in programma con loro. Fu una proposta di Marco della Zas Rec. (una persona ingambissima che negli ultimi due anni sta credendo molto in noi e ci sta dando una grossa mano, infatti ha co-prodotto due su quattro delle uscite della band). All’inizio se non sbaglio le proposte erano gli Agathocles (che però erano in tour in America Latina e da quello che sò non hanno mai risposto alla proposta), poi i Terror Firmer (che però non avevano pezzi pronti) e poi i Dysmorfic. Anche qua il cerchio si è chiuso conoscendoli via internet e poi suonandoci insieme a Nogara lo scorso 14 marzo. C’è stima reciproca. Dopo il concerto ci siamo detti di aver fatto proprio bene a fare lo split insieme! Siamo in contatto e sicuramente suoneremo di nuovo insieme.

La cover dello split 7” con i Dysmormic vede Gasparri fare un bel ditone medio. Tralasciando ogni commento sul disgustoso personaggio in questione, volevo chiedervi come mai l'avete piazzato in copertina...
Janz: in verità avremmo potuto metterci un politico a caso, tanto destra o sinistra sarebbero tutti da internare. Quella particolare foto di Gasparri sembra dire che ce lo stanno mettendo in culo e si stanno pure divertendo un mondo nel farlo. In tutti i casi, anche se abbiamo messo quel cazzone in copertina, non significa che nei nostri testi trattiamo solamente di tematiche a sfondo politico.

Invece sul 7” “Reality Is Obscene”, campeggia il volto di Andrea Volpe, assurto alle cronache nei primi anni 2000 per via degli omicidi legate alle Bestie di Satana... Come mai avete piazzato il suo faccino?
Frenzo: se non ricordo male l’idea fu mia, poi sviluppata da Alan Cunt. Avevo incrociato Volpe una volta al carcere di Ferrara quando negli anni '00 facevo tirocinio come psicologo, mi aveva fatto impressione il fatto che fosse detenuto proprio qui sotto casa e il fatto che “il mostro” apparisse assolutamente normale, a discapito dell’immaginario popolare… A parte questo penso che sia un’immagine forte e provocatoria, associata ai fatti di cronaca che l’hanno accompagnata, però equilibrata dal titolo del 7” “Reality Is Obscene”. L’immagine di copertina è diventata poi anche l’immagine delle uniche t-shirt che abbiamo fatto finora. Se non ricordo male una delle proposte fu anche quella della faccia di Pacciani, ma poi proprio per il fatto che c’era questo contatto del “mostro” con la nostra città, vinse Volpe. La realtà è oscena!

I Death On/Off vengono spesso etichettati come gruppo grind core, ma ascoltandovi e guardandovi dal vivo, secondo me come definizione è un pò "stretta"... Cosa ne pensate?
Janz: beh, di sicuro non abbiamo accantonato le nostre radici hardcore, visto che bene o male, tutti abbiamo avuto esperienze del genere in gruppi precedenti. Diciamo che, per tutti noi, musicalmente i Death On/Off sono la cosa più estrema che abbiamo mai messo in piedi. Non sò, credo che per comodità si faccia prima a definirlo grind core piuttosto che cercare il pelo nell’uovo con altre etichette strane, poi ognuno si farà il pensiero che vuole su di noi, perchè da “dentro” è un po’ difficile e anche limitante definirsi questo o quello...
Frenzo: non sono molto bravo con le etichette, anche se devo ammettere che quella di grind core non mi dispiace; mischia bene quello che vorrei fare, cioè del grind, con quello che affettivamente viene fuori, cioè più hard core che grind. Il nostro background ci riporta spesso lì. Dal vivo stiamo sperimentando, anche qua dopo quattro concerti stiamo migliorando e prendendo sempre più confidenza con gli spazi e la gente che viene ai concerti. Ha detto bene Alessio della Assurd Records che ci manca qualche live per raggiungere la piena consapevolezza nei nostri mezzi. Fortunatamente ci sono altri live già fissati per poter darci dentro!
Alan Count: secondo il mio punto di vista siamo molto più hardcore. Ci piace fondere insieme l’hardcore più incazzato e veloce con il grind di fine anni '80 (Napalm Death, Terrorizer, Extreme Noise Terror, ...). La cosa nasce in maniera del tutto naturale e poi non ci poniamo nessun limite. L’importante è essere sè stessi e seguire solo il proprio cuore e il proprio istinto.


Il prossimo passo "discografico" è lo split 12" con i Mannaia, dove militano alcuni volti noti, come Marco Morosini, ex Eversor/Miles Apart. Come è nato questo progetto? Assurd Records produrrà il vinile... Come siete entrati in contatti con loro e come vi siete trovati? Credete che essere usciti per un'etichetta "in forte espansione" come la loro possa esservi d'aiuto nel farvi conoscere maggiormente?
Janz: in realtà Assurd Records co-produce il disco insieme a noi, ai Mannaia e ad altre 5 etichette (Zas, Dischi Grezzi, End of Silence, Dead Rasputin e Green Records). Alessio della Assurd Records ci sta dando una grossa mano grazie ai contatti che ha con le varie stamperie e tipografie, ma materialmente partecipa con una quota come tutte le altre etichette. Quelli che ci mettono più soldi alla fine siamo noi e i Mannaia. Devo dire comunque che se non ci fosse stato Alessio saremmo ancora in alto mare, mentre grazie a lui il disco è già in stampa e dovrebbe essere pronto entro fine maggio. Prima o poi mi piacerebbe fare un disco per la Assurd Records, senza altre etichette sparse per il globo, anche perchè Alessio suona negli Overdrive Banzai, gruppo di Ferrara, e riusciamo a beccarci abbastanza spesso di persona. Se poi ci aggiungiamo anche la Dischi Grezzi sarebbe un team perfetto!
Frenzo: con Marco è una storia lunga; per quanto mi riguarda conosco lui e suo fratello da quando nei primi anni '00 organizzavo concerti a Ferrara e suonavo in una band di quel genere che una volta era l’emocore. Ci siamo poi risentiti grazie alla musica e visti l’estate scorsa a Cattolica, dove tra vari discorsi musicali gli avevo anche proposto di venire a registrare al basso (dopo la pausa di un anno, avevamo una formazione incerta) la futura seduta di registrazione dei Death On/Off, quella che poi comparirà nello split con i Mannaia. Non se ne fece nulla, noi ci ricompattammo e i Mannaia presero a funzionare. Un giorno Marco ci propose lo split e per me, per quello che sono stati gli Eversor e Miles Apart nella mia storia personale (e ora i Mannaia) fu un gran giorno! (Coronato ultimamente dalla notizia che nella cordata di coproduzione dello split si è unita anche la Green Records., etichetta e negozio che ha segnato gli anni più belli della mia vita). I ragazzi della Assurd Records. si sono proposti di partecipare alla produzione e per ora ci stiamo trovando molto bene! Già essere nella stessa “famiglia” con Mannaia, Assurd Records, Green Records è significativo dal punto di vista musicale, se poi porterà anche visibilità, sarà perfetto!

Come avviene la costruzione dei pezzi dei Death On/Off?
Janz: per la maggior parte Alan Count arriva con dei giri già pronti, li proviamo e se funzionano li teniamo, altrimenti passiamo ad altro. Non stiamo a farci troppi problemi se un giro funziona o no e in questo modo non restiamo mai bloccati su di un pezzo per giorni. E’ un modo molto diverso di comporre da quello a cui ero abituato in tutti gli altri gruppi in cui ho suonato e devo ammettere che è molto più produttivo.
Frenzo: fondamentalmente siamo io e Alan Count (per la maggior parte delle volte lui) che veniamo in sala prove con idee che poi vengono sviluppate da tutti e diventano pezzi. Si fa presto a distinguere i pezzi nati da me da quelli nati da Alan Count: i miei sono quelli più veloci, grezzi e privi di tecnica, i suoi sono quelli ragionati e tecnici (e che io faccio fatica a fare!). Di solito Alan Count pensa già ad una linea vocale quando pensa a dei giri, o comunque dopo che il pezzo è finito i due cantanti pensano ad una linea di voce da metterci sopra, poi scriviamo i testi che vengono modificati in base alle esigenze.
Alan Count: di solito siamo io e Frenzo che arriviamo in sala con qualche riff o con un pezzo già pronto. Per quanto riguarda la costruzione partecipiamo tutti, ognuno di noi deve esprimere la propria opinione e dire la sua. Se un riff o un’idea non piace a qualcuno di noi si passa ad altro.

Come mai fino a poco tempo fa non volevate suonare dal vivo? Ho appreso questa cosa leggendo una vostra intervista... Mi pare poi che fino a poco tempo fa suonaste pure con un passamontagna in faccia... Mi incuriosisce il tutto...
Janz: niente di strano. Questo gruppo è partito quasi per scherzo e inizialmente doveva essere solo un nostro sfogo da sala prove. Nemmeno dopo i primi 2 dischi ci siamo fatti prendere dalla smania di suonare dal vivo perchè comunque avevamo ancora pochi pezzi. Insomma, dopo circa 3 anni decidiamo finalmente che è ora di fare qualche uscita e da febbraio di quest’anno abbiamo cominciato a suonare anche dal vivo. La prima data l’abbiamo fatta a Ferrara, anche per vedere come ce la cavavamo. E’ andato tutto benissimo, a parte il fatto che ci siamo beccati una mega multa per aver usato una foto dell’arcivescovo della città sul volantino della serata e che il locale ha rischiato di chiudere per colpa nostra. I giornali cittadini hanno scritto un sacco di merda su quel concerto ma in realtà ci hanno fatto solo una gran pubblicità e alla fine è venuta un sacco di gente. Le spese per la multa poi ce le siamo accollate noi e gli Yes, We Kill!. Col ricavato delle magliette stampate per l’occasione e grazie a un concerto benefit pro-multa organizzato ad aprile, siamo riusciti a coprire le spese quasi totalmente. Per quanto riguarda i passamontagna, beh quelli li usavamo solo per le foto da mettere sui dischi, a suonarci dal vivo saremmo morti dal caldo! Comunque, proprio per il fatto che il gruppo era nato per scherzo, avevamo messo in conto che la formazione sarebbe anche potuta cambiare, perciò usando un passamontagna e un nome fittizio per tutti era comodo per non dover spiegare chi c’era in realtà nel gruppo. Tanto non importa mai a nessuno di sapere chi c’è alla chitarra o al basso...
Frenzo: i Death On/Off sono nati come progetto musicale da studio di registrazione a scadenza. Nel senso che ci siamo trovati, prima in tre, poi in quattro e poi in cincque, con l’idea di fare tre sedute di registrazione e cercare di fare uscire tre vinili e poi bona, chiudere il progetto. Poi siamo stati fermi un anno, fino ad agosto 2014, e la cosa ha ripreso piede, ci mancava la band. I passamontagna e nomi fittizi per fare in modo che la musica e i testi parlassero a nostro nome, indipendentemente che ci sia un ex Impact o chiunque altro nella band (anche Diego degli Impact ha registrato con noi una versione di una cover degli Impact e nella foto aveva il passamontagna) e ce l’avevamo anche fatta a non far sapere chi fossimo. In verità anche le prime sedute di foto per lo split con i Mannaia, quindi la quarta uscita, erano con il passamontagna, ma poi al primo live, il 14 febbraio 2015, abbiamo deciso di salire sul palco senza passamontagna e da lì la cosa è scemata. Fondamentalmente ci andava anche bene fare solo sala prove e studio di registrazione, finchè cominciarono ad aumentare le date alle quali dovevamo dire no (come l’Obscene Exstreme Festival insieme agli Impact o una data a Napoli molto interessante) e alla fine tutti si sono convinti.

Come giudicate lo stato della "musica estrema" nel nostro paese? E' complicato per un gruppo come il vostro trovare date in giro? Che posti prediligete per suonare? Vi è mai capito di esibirvi in posti, chiamamoli così, "mainstream"?
Janz: contando che finora abbiamo fatto solo quattro concerti in tutto direi che c’è andata molto bene, nel senso che abbiamo sempre suonato in piccoli posti adatti a gruppi come il nostro. Eccezione forse per il primo concerto a Ferrara, un locale molto grande, un Arci, ma tutto sommato gestito da gente a posto e con la mentalità molto aperta (non il classico Arci con la scopa in culo, per intenderci). Personalmente non conosco molto della scena estrema italiana, anche se per ovvi motivi ora sto scoprendo un sacco di gruppi ottimi. E’ in preparazione una compilation con circa quaranta band grindcore italiane, curata dal mitico Marco Zas, dove ci siamo anche noi con un pezzo inedito e devo dire che mi sta aprendo gli occhi su una realtà che finora ho sempre seguito poco. Mi ha sorpreso il fatto che trovo quella compilation molto più piacevole all’ascolto di quello che m’aspettavo e assolutamente non scontata. Ti confesso che io ascolto davvero di tutto ma il grindcore non l’ho mai veramente affrontato di petto prima di suonare nei Death On/Off. E non so perchè, visto che ascolto tranquillamente anche gruppi e gruppacci death o black metal senza problemi. Ho anche i miei periodi dove mi perdo a scoprire cose molto lontane dal punk-hc, tipo vecchia wave anni ’80 oppure cose anni ’60 o ’70 rock, funk, ecc... Ho i miei tempi: arrivo sempre in ritardo ma poi ci arrivo...
Frenzo: da neofiti dell’ambiente posso solo dire che siamo stati accolti super bene e mi pare che la scena musicale estrema vada alla grande! (Vabbeh, due risse in quattro concerti sono solo perchè ai ragazzi piace divertirsi!). Per ora che siamo solo all’inizio, non è stato difficile trovare date; magari più avanti riscontreremo le solite difficoltà, ma per ora, forse grazie anche alle nostre scarse pretese (massimo due date al mese causa troppi figli e troppi lavori) è stato tutto molto facile. Anzi mi capita di dover dire di no anche a delle belle date. A me piace da sempre suonare in posti piccoli con zero palco e massimo contatto con il pubblico, infatti temo un po’, anzi più esattamente mi incuriosisce, la data con i Discharge del 23 maggio che sarà grossa.


Con il passare degli anni, alcuni gruppi che si muovono sul vostro stile, ampliano i loro orrizzonti, introducendo elementi più noise o industrial. Avete messo in conto pure voi di seguire questa strada? Vi piacerebbe sperimentare di più in futuro?
Janz: non ci siamo mai posti paletti di nessun genere e ora è un po’ difficile dirti cosa faremo in futuro. Per me tutto quello che verrà fuori sarà ben accetto, basta che piaccia a noi e che non sia forzato da fattori esterni.
Frenzo: di quattro sedute di registrazione, quelle che mi piacciono di più sono il secondo 7” “Reality Is Obscene” e l’ultimo split con i Mannaia. In entrambi c’è la Mary alla voce insieme a Anal Cunt (entrata in formazione stabile da quest’ultimo lavoro) e tra i due quello che ascolto ancora è l’ultimo, perchè credo che nonostante ci sia un filo conduttore tra tutti e quattro i lavori in studio, credo che questo sia quello più maturo. Abbiamo però idee che ci porteranno a variare ancora.

Janz, vostro batterista, è stato fondatore degli Impact e ha vissuto in prima persona la scena hc anni '80 in Italia e in Europa. Dite la verità, lo sfinite mai a forza di domande su quegli anni? Credete che la sua esperienza abbia giovato al gruppo?
Janz: ci conosciamo da un bel po’ e ti posso assicurare che gli altri del gruppo ne sanno quasi più di me sugli Impact, quindi non mi stressano quasi mai. Per il discorso “esperienza” invece ti posso dire che la mia conta come quella degli altri, visto che appunto ognuno di noi ne ha maturata un bel po’ negli anni. In tanti gruppi e in epoche diverse, musicalmente parlando, ma sempre molto affini tra loro.
Frenzo: le domande gliele feci a volontà negli anni in cui stavo raccogliendo il materiale per il libro sulla storia degli Impact “Realtà Mutabili”; ora vivo di aneddoti che ogni tanto tira fuori (come l'origine del nome Janz). Sicuramente la sua esperienza a 360° in questo ambito ci sta giovando tantissimo, e poi giustamente tutti lo conoscono e tutti lo rispettano. Penso seriamente che il valore aggiunto dei Death On/Off siano Janz e Mary.

C'è un vostro testo che tratta della pornografia e di chi passa ore e ore a masturbarsi davanti ad un pc. Cosa ne pensate dell'industra legata al sesso, alla luce del fatto che ormai pure quella è stata ampiamente sdoganata?
Janz: credo che per Alan Count sia autobiografico, ahahaha... No dai, quel testo credo l’abbia scritto lui, ma ti confesso che non ricordo neanche bene cosa dice. E per quanto riguarda l’industria pornografica purtroppo non sono molto ferrato sull’argomento...
Alan Count: il pezzo in questione è “All You Need Is Porn”. Il titolo è chiaramente ispirato ad una canzone dei Beatles, “All You Need Is Love”. L’ho scritto dopo aver visto un servizio in televisione che trattava il problema della dipendenza da pornografia. E’ uno dei tanti problemi della società moderna ed è abbastanza facile caderci dentro, basta avere un pc ed una connessione internet.

Solitamente i testi da chi vengono composti? Siete affezionati a qualcuno in particolare?
Frenzo: i testi nascono dalle piccole e grandi frustrazioni di ogni giorno, nonchè dal sociale e qualcuno anche da cazzate frivole, tipo l’ultimo scritto che si basa su una storia vera e si chiama “Fuck The Freak”! Di solito i testi li scriviamo io e Anal Cunt, e ultimamente anche il bassista La Bionda. Tutti i testi, come detto prima, vengono poi modificati in base alle esigenze. Molti testi sono estremi; a volte scegliamo di non pubblicarli per non dover dare giustificazioni, altre volte li pubblichiamo con note di chiarimento per non essere fraintesi, come in God Save The Queers”.
Alan Count: i testi li scriviamo io, Frenzo e Vitto. Abbiamo anche avuto un po’ di casini con alcuni dei nostri testi che sono stati mal interpretati e ne approfitto per dire che NON siamo nè omofobi nè razzisti o fascisti. I nostri testi possono essere irritanti o fastidiosi ma è solo una provocazione. L’ironia è una parte molto importante per i Death On/Off, far riflettere attraverso il sarcasmo e il cinismo, prendere per il culo la società, le mode, l’ignoranza della gente.

Anche se con il gruppo esplicate molto bene il concetto, ditemi un pò cosa ne pensate della situazione politica italiana, alla luce dei recenti scandali...
Janz: quali scandali? Ce ne regalano uno nuovo ogni giorno per coprire quello del giorno prima! La politica è tutto uno scandalo, da decenni, e l’unica cosa che spero sempre ma che purtroppo è impossibile è che almeno non peggiori ancora di più, visto che ormai sappiamo tutti che non potrà mai migliorare. Sinceramente comincio anche a non capirci più niente e fatico a seguire tutti gli intrighi che si inventano per confondere le acque. Sono così stressato di bestemmiare ogni volta che al telegiornale vedo una qualche faccia di merda di un politico indagato, per qualcosa per cui chiunque andrebbe in galera a vita, restarsene tranquillamente libero e al proprio posto come se niente fosse. A dormire sonni tranquilli mentre mandano in rovina milioni di persone. A non morire mai perchè, non si sa come, hanno una vita lunghissima! Una televisione al loro servizio per propagandare falsità a gente che continua a cascarci... Penso davvero che siamo vicini al punto di non ritorno e che siamo a un passo dall’inferno... Tra 10 anni sono sicuro che rimpiangeremo un sacco questi giorni di merda...
Frenzo: il passamontagna lo associo maggiormente alle Brigate Rosse piuttosto che all’Isis.
Alan Count: penso che sia chiaro a tutti ormai che è una grossa presa per il culo che va avanti da cinquanta anni o forse di più… Sono chiaramente dei pupazzi in mano a gruppi di potere (mafia, massoneria, industria…). Il dito medio di Gasparri è la conferma. Noi, attraverso la nostra musica e i nostri testi, continueremo ad esprimere sempre il nostro disprezzo verso di loro. Fino a quando ci supporterete!

Una delle voci del gruppo è una ragazza. Molto spesso nell'hc come nel metal, le ragazze sono state messe un pò in disparte. Ultimamente sembra che qualcosa si stia muovendo... Vi siete mai trovati nella brutta situazione in cui qualcuno che vi stava guardando l'apostrofasse pesantemente? Ve lo chiedo, perchè alcune volte accadono fatti spiacevoli in questo senso...
Janz: bah, i tamarri ci sono anche tra i punk nei centri sociali e non mi meraviglierei se prima o poi succedesse. Credo anche che un calcio nei coglioni sia capace di darglielo da sola. Ormai ho capito che il mondo che vorrei purtroppo non esiste, e non mi riferisco solo al mondo reale ma anche al più ristretto ambiente punk (o metal o grindcore, scegline tu uno a caso). Per fortuna a volte si beccano ancora certe serate che vanno da dio, quei concerti dove tutti stanno bene con tutti, ma in generale le dinamiche del mondo reale purtroppo sono tutte ben presenti anche nel nostro piccolo mondo. Le risse tra punk ubriachi sono una delle cose più stupide che esistano. Idem per i punk tamarri che rompono il cazzo alle ragazze. Poi, che sò, quelli che alla fine di un concerto in un centro sociale non se ne vanno prima di avergli distrutto o rubato qualcosa o che non si preoccupano di spaccare bottiglie in strada senza pensare che il posto avrà dei problemi col vicinato (e poi si lamentano se il posto viene sgomberato) e cose del genere. Alla fine ti fai il culo quadro per cercare di migliorare un minimo questo mondo di merda per ritrovarti poi in un’altra situazione di merda... Insomma, adesso non voglio dire che bisogna essere sempre bravi e gentili, non fraintendermi, ma se certa gente andasse a sfogarsi in un locale di fasci ci guadagneremmo tutti. Però sto anche divagando un po’ troppo, eh eh... Chiudo.
Frenzo: come ho già scritto, credo fermamente che uno dei valori aggiunti della nostra band sia Mary; d’altronde fu mia l’idea di coinvolgerla per il 7” “Reality Is Obscene” sentendola provare con il suo ex gruppo nella sala prove di fianco alla nostra. Potrei citarti almeno due gruppi a caso in cui ci sono ragazze alla voce che hanno spaccato (I Hate Sally e Iskra), quindi quando vedo una band con una ragazza alla voce penso subito che è una figata. In sala prove è presa di mira con affetto da tutti noi, ma lei lo sa che le vogliamo bene! Non è mai successo nulla di spiacevole e mi auguro non capiti mai anche perchè siamo molto protettivi! Durante l’ultimo live con i Mannaia a Gradara era presente uno con il quale Mary aveva battibeccato appunto per questioni di genere ad un concerto metal a Bologna. In quell’occasione non era stato molto elegante quindi purtroppo mi aspetto che capiteranno episodi spiacevoli con altri gentleman in futuro.
Mary: la presenza femminile nella scena metal o hc c'è e ci sarà sempre, non amo molto però i gruppi composti solamente da femmine, mi ricordano le femministe che vogliono dimostrare qualcosa. Ho già sentito discorsi fatti da metallari sottosviluppati nonchè gente repressa... La solita merda! Che poi sparano cazzate ma nei fatti sono i primi a sparire dalla scena quando si trovano “la FICA”; quindi quando capita, ci rido su ignorandoli e ognuno va per la sua strada. Non prometto di restare sempre calma e serena durante i live davanti a qualche imbecille; potrebbe anche scappare una microfonata dritto in faccia! Amen.

Mi pare di avervi chiesto tutto, se vi va, aggiungete pure ciò che volete... Grazie.
Frenzo: per la seconda metà dell’anno abbiamo in programma una nuova seduta di registrazione che vorremmo far uscire all’interno di uno split in 7” con i nostri fratelli ferraresi Yes, we Kill!, band con ¾ di membri che hanno militato durante gli anni '90 negli Impact. Pensavamo ad una totale autoproduzione come ai vecchi tempi, gestita dal collettivo ferrarese Suka Front, nato negli anni '80 dagli Impact e da chi gli stava più vicino, e che ora sta vivendo una seconda esistenza grazie al rifiorire di una scena hardcore ferrarese attiva.

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mercoledì 13 maggio 2015

Born From Pain | Dance With The Devil | Prodotto da Inti Carboni.

Hittin Random | Where's Your Rage? | Ep Tape.

Continua la calata di gruppi made in Venezia Hardcore. Gli Hittin Random del mio amico Fabio sfornano un nuovo ep su cassetta (dopo un'altrettanto ottimo demo d'esordio) e non fanno prigionieri. Moderno e potentissimo hardcore, veloce ma ricco di stacchi mosh. Quello che mi ha colpito è il suono granitico della chitarra, ottimamente suonata e registrata. Il resto non è da meno: la sezione ritmica picchia forte e con precisione, mentre la voce di Fabio è l'ideale per il genere proposto. Ascoltandoli vi viene in mente una versione più grezza e slabbrata degli Expire e dei Rotting Out. Molto ma molto consigliati!

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Hittin Random | Bandcamp

giovedì 7 maggio 2015

Thee Oops | Back To Breast | Anchors Aweigh Records | Lp.

Hanno veramente il turbo innestato a palla i sardi (ma alcuni di loro se ne stanno a Berlino) The Oops. Pensate ad un incrocio tra i Turbonegro, i The Bronx e i giovannissimi Meatball (recensiti qualche post più sotto). Suono potente e sbilenco, muro di chitarre, sezione ritmica che va a mille e una voce acuta che sulle prime credevo appartenesse ad una tipa (poi ho controllato le foto, e non mi pare proprio ve ne sia traccia). Sono veramente una gioia per le mie orecchie i The Oops, e spero che lo diverrano pure per le vostre.

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Anchors Aweigh Records | Facebook
Anchors Aweigh Records | Web Site

mercoledì 6 maggio 2015

Matteo Guerra (GrindPromotion).


Ho preso i primi contatti con Matteo di GrindPromotion un annetto fa, dopo esser capitato per pura curiosità sul sito web. Da lì in poi è diventato uno dei miei punti di riferimento per l'acquisto dei miei adorati vinili, visto che il catalogo è chilometrico e ricco di primizie hardcore, grind e death. Matteo poi è un ragazzo molto simpatico (ho avuto modo di conoscerlo la scorsa estate in occasione della data padovana dei californiani ACXDC) e preciso nel mandare avanti la sua etichetta/distro. Mi è sembrato d'obbligo rivolgergli qualche domanda sul suo operato e, nel frattempo, continuare a comprargli tanti bei vinili!

GrindPromotion è ormai una realtà consolidata all'interno del mondo hardcore/metal/grind italiano. Puoi spiegarci come è nata? Quando hai capito che il tutto si stava rapidamente espandendo?
Grindpromotion è nata nel 2007 e si dedicava principalmente a dare spazio "pubblicitario" a band grindcore italiane e non, poi nel giro di un paio d'anni si è trasformata in piccola etichetta discografica. All'inizio ho contributito a piccole produzioni con altre etichette italiane ed estere (vedi Diorrhea, Insane Assholes, Hungry Like Rakovitz, Suppurated) ed in seguito (per circa 3 anni) a causa del lavoro ho dedicato molto meno tempo a tutto questo. Grindpromotion Records è cresciuta molto e me ne sono reso conto proprio in questi due anni che sono stati fantastici! Solo ora posso dire che si sta espandendo come voglio ma la strada è ancora molto lunga.

La tua etichetta è specializzata nel produrre lavori di gruppi grind ed affini. In futuro prenderai anche in considerazione l'idea di produrre altre tipologie di suono?
No, il mio planning per i prossimi due anni non prevede cambiamenti. Magari invecchiando qualcosa può cambiare... Mai dire mai.

Chi sono stati i gruppi con cui ti è piaciuto maggiormente lavorare? Altri invece che ti hanno fatto penare?
Tutti i gruppi con cui ho lavorato sono stati fantastici sia a livello professionale che umano. I problemi li sto avendo in questi mesi con progetti già definiti e in uscita prossimamente: con i Detroit che ci impiegano 6 mesi per fare una copertina di un 7" (split con Suffering Mind) e con i Tersanjung13 che per registrare 4 canzoni ci mettono un'anno e mezzo (split con Needful Thing). Mi ritengo una persona molto precisa ed avere un ritardo di 6 mesi /1 anno non lo concepisco, anche se si parla di underground. A volte i problemi ci sono anche con le altre etichette con cui lavori che, con il passare degli anni, ti rendi conto di chi lo fa per passatempo e di chi lo fa per passione e perchè ci crede.

Solitamente, da quello che ho notato consultando il tuo sito web, ti cimenti in coproduzioni. Come mai questa scelta? Sei tu che ti metti in contatto col gruppo o sono i gruppi che vengono a cercarti? Preferisci coprodurre con massimo due o tre etichette, o non ti fai dei problemi se il numero è maggiore?
Si, ho fatto quasi tutte co-produzioni a parte in paio di casi. Grindpromotion si sta espandendo e da un paio di anni collaboro solo con un certo tipo di label ( 7/8 al mondo) con cui mi trovo bene e che lavorano in modo professionale e preciso. Per ogni progetto collaboro con massimo 3 label e il tutto viene diviso in 4, copie, costi ecc.... Sono diventato allergico alle ammucchiate in cui uno mette metà o addirittura un decimo dell'altro solo per fare numero di produzioni o per il logo in un disco; ovviamente è inutile negare che all'inizio questo "tipo" di co-produzione ci può stare, sia per una questione monetaria che di pubblicità, ma per il modo che ho di pensare e di gestire Grindpromotion ora, questo tipo di co-produzione non la concepisco più. L'ultima co-produzione con più etichette (10 se non ricordo male) l'ho avuta con i Warfuck, ma in quel caso è stato il gruppo a voler lavorare in quel modo per una questione di distribuzione: io infatti gli avevo offerto la produzione totale del disco. I gruppi ti vengono a cercare e tu cerchi loro, non c'è una regola ben precisa in questo, ma se vuoi far qualcosa in più devi proporti ed esprimere i tuoi pensieri e i tuoi progetti e da li si può partire per fare qualcosa di concreto. Prossimamente farò 2/3 produzioni solo mie vedi Final Draft / Fissure split 7" e poi con altre 4 band di cui non posso dire il nome perchè siamo ancora agli inizi dei rispettivi progetti.


Le tue produzioni son in gran parte viniliche. Come mai questa scelta? Ti piace realizzare versioni limitate in pochissime copie, giusto per alimentare un pò il meraviglioso universo del collezionismo? Il cd invece lo scegli quando magari il gruppo che vuoi produrre te lo chiede espressamente o per motivi di praticità?
Premetto che io amo tutti e due i formati (Grindpromotion ha più di 600 titoli in cd in catalogo) ma è inutile negare che il grindcore ed affini sono i generi che, soprattutto in formato 7", danno il meglio di loro. Il fascino del vinile sia a livello grafico che sonoro è insindacabile ma anche il cd ,a volte, sa dare delle soddisfazioni oltre ad avere molti estimatori. Ho molti clienti che l'unica piastra che posseggono è quella per fare i panini (Ahaha!). Non sono uno che alimenta l'universo del collezionismo in modo massiccio ma è capitato e capiterà ,anche nelle prossime uscite, che possa produrre versioni limitate anche se a molti gruppi non interessa minimente la cosa. Nel caso del cd, ultimamente ho prodotto lavori già usciti, ma in formato vinile (vedi Yattai e lo split Archagathus/ Nak'ay), ma anche per le nuove produzioni non mi tiro indietro anche perchè, per uno come me che ama i trade con le altre label, il formato cd è perfetto per la sua praticità!

Quali sono i gruppi che ti piacerebbe produrre? Ce ne sono stati alcuni che hanno declinato le tue offerte di produzione?
I guppi che mi piacerebbe produrre sono molti, ma quelli che forse farò (spero) sono già appaganti. Non ho avuto molti rifiuti, ma l'ultimo è capitato 6 mesi fa con i Cave State (gruppo power violence californiano) che avevano già accordi con Bob di Deep Six e hanno dovuto declinare, ma per il futuro saranno nella mia scuderia salvo sorprese.

GrindPromotion Records può essere considerata anche un veicolo attraverso il quale esprimi i tuoi pensieri in campo politico, producendo magari determinati gruppi con determinate idee?
No, non ho mai usato Grindpromotion Records per questo.

Un'altra fetta molto grossa del tuo lavoro è la distribuzione. Quali sono le etichette che distribuisci?
Si hai detto bene, la distribuzione è una fetta bella grossa di Grindpromotion Records. Distribuisco Relapse, Southernlord, Deathwish, Deep Six, To Live a Lie, Six Weeks Records, Patac, Tank Crimes, A389, Selfmadegod, La Familia, ecc...

In base a quali critire decidi di distribuire una band o un'etichetta? Come gestisci i quantitavi da acquistare?
Ovviamente i gusti personali incidono molto, ma ci sono anche altri fattori. Per esempio il fatto di avere acquirenti che variano dal doom al grindcore, passando per il death per finire al powerviolence, generi molto diversi ma nello stesso tempo uniti dalle suddette label. Avendo ricarichi molto frequenti dai distributori, il giro di dischi è molto veloce e ho sempre le ultime novtià in distro oltre a rimpiazzare quelli esauriti. Io tratto direttamente con le etichette perchè i gruppi hanno copie limitate e giustamente se le tengono per i live e per il loro store on line, come giusto che sia. Per quanto riguarda le quantità ci sono molte cose che valuto, di certo prendo più copie per garantirmi una buona copertura sia on line sia per quando esco con la distro ai concerti.


Che difficoltà incontri nell'importare (magari dagli Stati Uniti) i dischi? Le etichette con cui lavori hanno pretese particolari?
Quando si importano dischi dagli Usa è sempre un terno al lotto, ma anche li ci sono delle procedure che in parte ti garantiscono che vada tutto bene. Lo sai come si dice no? In Italia esistono leggi che fottono altre leggi... Basta solo esser preparati. Le etichette con cui lavoro sono impeccabili e non hanno pretese particolari anzi, con alcune il rapporto non è solo lavorativo ma anche di amicizia.

Quali sono i titoli che hanno venduto meglio negli ultimi tempi?
Per quanto riguarda le produzioni Grindpromotion Records, gli Infanticide e gli Ass To Mouth sono vicini al sold out dopo un'anno dall'uscita, mentre a livello di distribuzione l'ultimo dei Poison Idea, Full Of Hell/Merzbow, Magrudergrind, Siege "Drop Dead 30 Anniversary" e le ristampe dei Nasum hanno venduto bene; ma il vincitore è senza dubbio "The Tyranny Of Will" degli Iron Reagan.

Recentemente stai distribuendo i dischi dell'etichetta A389, che sforna prodotti sopraffini. Ti piace il modo in cui lavora? Può essere una fonte di ispirazione per gestire la tua etichetta?
Premetto che non tutto quello che produce mi piace, ma non posso che esser d'accorto con te sulla qualità dei suoi prodotti. Dom è una persona squisita e molto disponibile e sicuramente continuerò a lavorare con lui, anche se ha dei prezzi folli... Ahaha! A parte gli scherzi, il suo lavoro è la sua passione, cosa c'è di più bello ed appagante? Sicuramente è uno dei tanti che stimo e che può essere fonte di ispirazione per la gestione di Grindpromotion Records, su quello non c'è dubbio.

Riesci a scambiare le tue uscite con quelle delle etichette che distribuisci?
Per quanto riguarda i vinili con Relapse sono riuscito a scambiare anche se, con le spese di spedizione, spendo meno prendendo in wholesale. Per i cd il discorso cambia, visto che le etichette con cui lavoro sono meno grosse e più propense al trade, oltre al fatto di avere la praticità del supporto che influisce non poco sul costo delle spedizioni.

L'etichetta è presente anche su social media come Facebook. Quanto ti ha aiutato questa presenza nel far conoscere la label? Ricevi molte richieste tramite Facebook?
La presenza sui social media aiuta molto a far conoscere la propria label e quello che fai, soprattutto su Facebook dove molti mi seguono e hanno un contatto più diretto con me e con la mia eticchetta. Devo riconoscere che è un canale, assieme a Twitter e Instagram, che riesce a completare e raggiungere quella fetta di pubblico molto più giovane e più "social". Io personalmente lavoro ancora molto via mail, ma ora tutto è cambiato e i social media, se usati nel modo giusto, sanno sicuramente dare quel qualcosa in più alla tua attività.

Della presenza pure sulla piattaforma Discogs cosa mi dici, invece? Ti interessa in futuro utilizzare quello spazio anche per vendere rarità?
Su Discogs ho lo store ufficiale Grindpromotion Records e devo dire che mi trovo molto bene. E' semplice e ti permette di tener aggiornato il proprio negozio giornalmente il che, per come la intendo io, è la cosa migliore. A differenza di altre piattaforme, Discogs ha una gestione degli ordini molto meno elaborata e, cosa non da poco, paghi le commissioni solo se vendi. Per il momento non sono interessato a creare uno spazio per la rarità, perchè me le tengo!

Se dovessi fare un confronto, da più soddisfazione l'Italia o l'estero come supporto alla tua etichetta?
L'estero mi da più soddisfazione senza alcun dubbio sia come etichetta che come distributore, soprattutto in paesi dove ho più mercato come Germania, Francia, Scandinavia, Giappone e Usa. Ma ultimamente l'Italia si sta diffendendo bene nella distribuzione mentre per quanto riguarda l'etichetta le cose vanno meno bene. Da noi manca la voglia di credere in qualcosa di nuovo come succede in altri paesi, viviamo ancora di ricordi, dei famosi anni 80/90 e ahimè, anche nell'ambito underground, si vede l'invecchiamento di questo paese. Il nostro passato musicale va rispettato ma bisogna avere la voglia e il coraggio di credere in qualcosa di nuovo.


Riuscirai un giorno a trasformare GrindPromotion nel tuo lavoro full time? Se sì, credi dovrai scendere a compromessi?
Il mio obiettivo è quello di far diventare Grindpromotion Records il mio lavoro full time e ci metterò tutto l'impegno e la passione perchè ciò accada. Di sicuro è un percorso ancora lungo ma ci credo più che mai. Compromessi? Di sicuro cambiare paese, non immagino la mia etichetta come lavoro full time in un paese come l'italia, per molti motivi che non sto ad elencare. Di sicuro dovrò trovare qualcuno che mi affianchi per far sì che il tutto cresca in modo omogeneo e continuo sopprattutto perchè ho molti progetti per la testa ma lavorando tutto il giorno come dipendente non ho il tempo fisico per reallizarli e questo per me è abbastanza frustrante.

Da pochi giorni è cominciato il calvario dell'Expo, che ci accompagnerà fino ad ottobre. Per il sottoscritto è una pagliacciata di proporzioni colossali, tenuto conto che tra i main parten ci sono pure Coca Cola e Mc Donald's... Cosa ne pensi? Quei 14 miliardi di Euro potevano essere spesi un pochino meglio, a parere tuo?
Sono pienamente d'accordo con la tua affermazione e parlare di pagliacciata è fin troppo riduttivo. Citare main partner come Mc Donald's e Coca Cola e accostarli al tema dell'Expo "Nutrire il Pianeta, Energia Per La Vita" penso sia una delle più grandi stronzate e cose prive di senso mai esistite. Pensiamo in primis a non fare più figli e ad addottare quelli meno fortunati che muoiono di fame, perchè penso che nutrendo una vita sfortunata si da più energia al pianeta. Per quanto riguarda quell'esiguo gruzzoletto che dire... l'Italia è un paese che non cambierà mai, l'unica cosa da fare è andarsene.

Direi di aver finito... Grazie del tuo tempo e se vuoi aggiungere qualcosa, fai pure...
Grazie di tutto Marco e grazie a tutti per il supporto che date a Grindpromotion Records. YO!

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Ennui | Al Fin Di Mostrare Di Non Sapere Cosa Alcuna | Cd Ep.

Sanremo non è solo la patria di quella baracconata di Festival che ogni febbraio di ogni anno mi ammorba la mente, ma è casa di un ottimo gruppo post rock screamo. 4 pezzi lunghi e molto articolati, dove il muro di suono del post rock si fonde a meraviglia con la violenza dello screamo, creando un amalgama molto ben scritto ed eseguito. Voce che spazio dall'urlato fino a timbriche più dolci e una copertina graficamente accattivante compongono questo Cd Ep. Davvero consigliati.

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Non un Sasso Indietro Festival.

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Old school hardcore do it yourself da Cosenza. Un suono veloce e arrabbiato, tanta sincerità e dedizione. Sono un ottimo gruppo questi Shameless, cantano in italiano, suonano compatti e hanno pure degli ottimi testi. Registrazione cristallina e molto potente, tanta attitudine e zero menate. Credo proprio che abbiamo bisogno di gruppi come loro, semplici e diretti. P.s.: la copertina mi è piaciuta molto.

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