lunedì 26 dicembre 2016

Nomura | Inerte Affondare | Autoprodotto | Cd.

Sono davvero una bella botta i baresi Nomura. Blackened hardcore infestato di sludge e con una punta accennata di black metal. Il tutto immerso in un'oscurità perenne e senza fine, rotta solo dalla risacca del mare sul finale del pezzo "Apnea" posto in chiusura di questo debutto. Cinque brani maledetti e disturbanti, dove ogni speranza è bandita e dove non c'è alcuna luce alla fine del tunnel. Mi vengono in mente i Nails, ma anche i Full Of Hell, oppure la scuola Holy Terror. Impressionanti.

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domenica 11 dicembre 2016

Cavernicular | Hackebeil Records/Knochentapes Records/Rodel Records | 7"/Tape/Digital.

Con questo 7"/Tape, i palermitani Cavernicular si candidano ad essere una delle uscite più interessanti di questo ultimissimo scorcio di 2016. Quattordici granate di metallico powerviolence, con un'alternanza tra voce urlata e gutturale, ritmiche tirate allo spasimo ed una generale decadenza da dopo bomba termonucleare che apprezzo molto. La registrazione è nitida e permette di gustarsi appieno queste staffilate di pura violenza sonica. Consigliatissimi.

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sabato 3 dicembre 2016

Rejekts | Triratna | Slaughterhouse Records | Minicd/Digital.

Disperato e oscuro blackened hardcore, che si abbevera dal torrente avvelenato dello sludge, del black metal e del punk più marcio e fetente che esista. Solo tre pezzi di pura follia sonora, in cui lo schifo e il marcio la fanno da dominatore. Suono melmoso e umido, con un uso della voce che vi squarcerà i timpani. Poi, in rari momenti di lucidità, fa capolino una linea melodica e soffusa, retaggio di un certo screamo anni '90. Molto interessanti.

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mercoledì 30 novembre 2016

ERMES | Worst Case Scenario | Cd/Digital | Autoprodotto.

Malato e deviato post core con una spruzzatina tenue di rock and roll sporco. Voce urlata e molto corposa, adatta al genere suonato. Musicalmente sanno il fatto loro: i pezzi sono tutti molto tirati e senza sbavature. Personalmente è uno di quei sotto-generi che non seguo affatto, ma dimostrano grande coesione, soprattutto nelle tirate dal sapore più hc.

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Lypurá | á | Blessedhands Records | Lp/Digital.

Mi è dato ascoltare solo due pezzi in anteprima di questo debutto vinilico dei tedeschi Lipurá. Comunque ciò mi basta per farmi un'idea della loro proposta musicale: emo core screamish con parti melodiche e molto pop. Il suono è fresco e ben prodotto, con cori che di sicuro si faranno apprezzare soprattutto dal vivo. Come al solito non mancano le parti caotiche che poi sfociano in mid tempo imbevuti di melodia, per poi ripartire con brucianti cavalcate in chiave hardcore. La verve e l'energia non mancano di certo a questi ragazzi, quindi aspettiamo di ascoltare anche il resto. Ma come antipasto è più che sufficiente.



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Drei Affen | Blessedhands Records | 12"/Digital.

Dissonante e sguaiato screamo emo metallico dalla Spagna, cantato in lingua madre. Caotico e urlatissimo, pesante come un macigno ma con quella melodia in sottofondo che lo rende ancora più accattivante. Voce femminile apocalittica, che alterna parti feroci ad altre parlate. Da brividi. Musicalmente il tutto risulta molto serrato, con parti veloci ed altre rallentate, davvero molto ben confezionate. Come avrete capito non sono un fan del genere, ma questi Drei Affen mi hanno davvero colpito, in virtù anche di un certo retrogusto molto nineties. Non fateveli scappare.




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BYMYSIDE | Affogare, risalire, ricadere | Blessedhands Records | 12"/Digital.

I cesenati BYMYSIDE propongono un emo screamish dal sapore molto fine anni '90/primi del 2000. Musica sofferta, in bilico tra melodia e scariche elettriche. Suonato e registrato in maniera decisamente sopra alla media, li consiglio vivamente a chi segue il genere. Io resto al di fuori, ma il giudizio positivo rimane.

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venerdì 11 novembre 2016

Short Fuse | What Will Remains | Indelirium Records | Cd/Digital.

Hardcore molto moderno e con ampi sprazzi melodici per i romani Short Fuse. Musicalmente molto accattivanti, con stacchi, cori, e una voce graffiante e potente. Personalmente non seguo questo tipo di hc, vuoi perché i miei gusti tendono ad essere più oscuri anche in questo campo, vuoi perché il tutto mi pare un po' ripetitivo. Comunque gli Short Fuse ci sanno fare, e quando accelerano fanno la loro bella figura.

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Egeria | Nitra | FSA Records | Cd/Digital.

Questa nuova release dei toscani Egeria è una raccolta dei pezzi apparsi nello split con gli Hessa, uniti a brani nuovi di zecca. Sludge core, che si unisce all'hardcore e al death, con una punta di stoner rock. Molto impattanti e coinvolgente, si sente che non sono di primo pelo. Per comprendere meglio il loro sound, basta dare un'occhiata alle due cover, a firma Entombed e Iron Monkey. Se amate questa commistione, dategli un'ascolto.

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Thee Loyal Wankers | Swamp! | Annoying Records | Digital.

Rutilante e frizzante garage rock and roll a cannone per i Three Loyal Wankers. Su tutto regna un certo gusto per il divertimento e la presa in giro, che me li rende davvero simpatici. Tra bordate elettriche e wah wah impazziti, questi sei pezzi vi faranno muovere il sederino a dovere. Stanno cercando coproduttori per far uscire il tutto in un bel 7", quindi non fate i timidi!

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martedì 1 novembre 2016

Life Of Refusal | Survival In Negative | Grindpromotion Records | 7".

Southern California Powerviolence alla massima potenza, per una nuova uscita targata Grindpromotion. Che anche questa volta centra perfettamente il bersagio. Hardcore velocissimo, con voce scartavetrata, riffing serratissimo ed una sezione ritmica che bombarda a tutto spiano. In più, aggiungo che noto un leggero tocco di metal presente, che non può che farmi molto ma molto piacere. Supportate.

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Gaerea | Everlasting Spew Records | Lp/Cd/Digital.

"“Let’s make one thing clear. We need to stress the fact that our era is lost in a huge void of numbness. We are here to bring and present you what your system could not solve by itself. We’ll cover the daylight with ashes and smash the massive skull that’s blocking your brain and will to evolve. We’re GAEREA.” Questo è ciò che scrivono i Gaerea per introdurci al loro Ep di debutto, seconda uscita per quella che si avvia a diventare nei prossimi anni una cult label, ovvero l'italiana Everlasting Spew. Un'opera di funereo e agghiacciante di black metal, magistrale e maestoso nella sua esecuzione. Un incubo dalla quale è impossibile fuggire, una volta messa la puntina sul disco. Davvero impressionanti.


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SHINEBOX | Traces | This Is Core Records | Ep.

Davvero pregevoli questi SHINEBOX, da Foligno. Il loro post hardcore emozionale ed emozionante mi ha piacevolmente impressionato, e voi tutti sapete che non è un genere che io "frequenti" molto. Questi ragazzi però suonano con passione e orgoglio e lo fanno in maniera naturale. Questi sono tutti elementi che io apprezzo molto in una band, qualsiasi cosa essa suoni. Una voce straziata e disperata, cori, ed in generale un gran gusto nel creare trame sonore accattivanti. Continuate così.

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Angler/Safe State | Assurd Records/I Want To Believe Tapes/Youth Of Today Collective | Tape.

I veneziani Angler condividono questa tape con gli svizzeri Safe State. I primi suonano un hardcore robusto e granitico, con qualche sprazzo di melodia nei riff, con alcuni passaggi metallizzati. Ricco di stacchi e con una voce urlata. I cori, naturalmente, si sprecano. I Safe State invece si muovono su lidi maggiormente youth crew, quindi meno impattanti dal punto di vista dei riff, ma sempre coinvolgenti. Due giovani gruppi che vi consiglio caldamente.

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sabato 22 ottobre 2016

Afmagt | Den Sidste Kamp Taber Du Alene | Ep | Digital | Autoprodotto.

Velocissimo, depresso e tagliente hardcore dall'asse Danimarca/Svezia per questi Afmagt. Il mio tipo preferito di hardcore è proprio questo: sporco, dritto come un treno, violentissimo. Cinque schegge abrasive, in cui una voce al vetriolo si scaglia su un tessuto sonoro bastardo e fulminante. Spero in un vinile quanto prima.

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Vermin Womb | Decline | Sentient Ruin Laboratories | Tape.

Un attacco sonico di proporzioni apocalittiche, ecco cosa sono questi dieci pezzi a firma Vermin Womb. Un concentrato di odio, disprezzo, dileggio, morte, sofferenza e malattia. Un suono oscuro, sulfureo, capace di attacchi violentissimi e di squassanti break, in una girandola infernale e fuori controllo. Un growling lugubre e profondo, chitarre down tuned e su tutto una sezione ritmica spacca teste. Inutile dirlo, un altro centro da parte di Sentient Ruin.

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Alga Kombu | In Fin Dei Corpi" | Cd-R + Fanzine | Sincope Records.

Alga Kombu è un progetto made in Bologna, e suona un lo-fi punk sporcato col garage e con il noise. Inutile dire che mi è piaciuto già dal primo accordo. Musica oltre il concetto stesso di musica: fragorosa, mutabile, fresca, un fiume in piena di emozioni, parole e sensazioni. Davvero impressionante. Cuore, il resto non conta.

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Six Feet Tall | Cd Ep | U'A Records.

sixfeettall_cover Post core con un tenue (ma molto tenue) tocco di noise alternative rock per questi Six Feet Tall. Ascoltarli mi riporta indietro a quando avevo venti anni e mi divertivo a sollazzarmi i padiglioni auricolari con parecchi gruppi che rientravano nel calderone "post", che in quegli anni era di gran moda. Un suono caldo e nervoso, una voce melodiosa ma potente, un songwriting robusto e ispirato. Fossi in voi gli darei un'ascolto.

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Shit Fucking Shit | Life Of Excess | Murder Records | Cd.

Shit Fucking Shit sono un gruppo death grind gore che mi ha piacevolmente stupito. Solitamente non seguo affatto il genere, perche' mi sembra troppo spesso una parodia di un suono serio come il death metal e il grind. Invece questa volta mi sono lasciato prendere. Un latrato infernale accompagnato da un suono marcio e funesto, ricco di blast beat, stacchi di basso e riff imputriditi vi faranno precipitare direttamente nello sterco più fetido e schifoso. Continuate così!

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martedì 18 ottobre 2016

Zeit | Monument | Assurd Records/Tanato Records/Epidemic Records | 12"/Cd/Digital.

Gli Zeit tornano dopo il bellissimo lp denominato “The World Is Nothing” con questo Ep di tre pezzi più cover. Inutile dire che ci troviamo di fronte ad un gruppo di caratura eccelsa, che dimostra ancora una volta il suo indubbio valore. Il loro post metal è suonato con perizia e precisione millimetrica. Nulla è stato lasciato a caso su questo vinile: i suoni sono dissonanti e nervosi, tortuosi ma anche meravigliosamente impattanti. La voce è un urlo disperato ma calibrato, e non prevarica mai sul resto. Il drumming è quanto di più vario e meticoloso io abbia sentito ultimamente in questo genere: vario, pieno di filler molto studiati e davvero sentito. Il problema di questo tipo di gruppi, molto spesso, è che suonano divinamente ma sono allo stesso tempo molto gelidi. Gli Zeit aggirano questa trappola con la passione e la dedizione, dipingendo un quadro cromatico complesso e completo, in cui amalgamano colori freddi e caldi, portandoli alla saturazione. Il riffing è a livelli maniacali: stratificato e multiforme, si dipana attraverso cambi di tempo, in una serpentina che difficilmente vi lascerà indifferenti. Il basso è pulsante e quadrato, sostenendo in maniera egregia siffatta impalcatura sonora. L'ultimo pezzo è uno dei capolavori degli At The Gates, quella “The Swarm” uscita nel 1994 su “Terminal Spirit Disease”, qui riproposta in maniera ineccepibile, ideale fondamenta di ciò che il suono Zeit è oggi. Il gruppo veneziano mi ha sempre colpito per l'estremo ordine e disciplina con cui crea il proprio tessuto sonoro. Non c'è nulla fuori posto, non c'è la minima sbavatura. Sono davvero curioso di sentire come il loro suono si evolverà.

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martedì 11 ottobre 2016

Serena "Doe" Mazzini.

Seguo da parecchio tempo le creazioni di Serena, sia sul suo profilo Facebook che su quello Instagram. Riesce a concepire visioni ipnoteche nella loro semplicità. Per inaugurare l'autunno, mi è sembrato giusto e opportuno rivolgerle qualche domanda sulle sue collaborazioni (come ama chiamarle) e su molto altro. Buona lettura.

Serena io comincerei col chiederti se la città in cui vivi, Torino, esercita su di una qualche forma magnetica nell'aiutarti a creare la tua arte. Te lo chiedo perché da sempre è considerata una città "magica", custodendo al suo interno un certo fascino...
Torino è sicuramente una città particolare. In realtà io vivo qui da meno di due anni, sono cresciuta in un piccolo paesino sul Lago Maggiore. Poi ho trascorso cinque anni a Bologna e qualche mese a Londra. L'impatto con questa città è stato molto suggestivo. Ci ero già venuta altre volte ma solo di sera, per dei concerti, in location neanche troppo vicine al centro. Quando ho iniziato a viverci mi sono innamorata delle sue strutture architettoniche, delle sue luci, delle sue statue. E' una città molto grigia e malinconica, forse l'opposto di Bologna. Viverci è abbastanza complesso perché il suo essere così introversa si riflette molto anche sui torinesi. In un certo senso potrei dirti di sì, sicuramente l'ambiente torinese ha tirato fuori delle parti di me che ancora non si erano del tutto plasmate. E poi stiamo parlando della città che ha ospitato diversi film di Dario Argento, compreso uno dei suoi capolavori, "Profondo Rosso". Quando passo da Piazza CNL mi metto sempre ad imitare i protagonisti!


Uno dei tuoi ultimi lavori è stato con il gruppo degli Implore, che so che ami molto. Puoi parlarmi un po' di come sei entrata in contatto con loro e cosa hai realizzato? Come è stato lavorare con Gabriel, che mi pare sia un personaggio che ha le idee molto chiare su che tipo di imprinting dare al suo gruppo?
Ho conosciuto gli Implore un annetto fa perché hanno suonato a Torino. Li ho poi raggiunti qualche mese più tardi, a Genova, per vederli con gli AcxDC che non avevo mai visto (ed ho fatto giusto in tempo!). Sono sempre stati molto gentili con me, abbiamo iniziato a sentirci su Facebook e a seguirci su Instagram e, proprio tramite i social, hanno visto alcune delle mie foto scattate nei vari cimiteri monumentali che spesso visito. Quando hanno pubblicato il teaser di Thanatos ho pensato che mi sarebbe piaciuto rendermi utile in qualche modo, avendo centinaia di fotografie che potevano essere utilizzate per diverse tipologie di grafiche. Una mattina mentre parlavo con Gabbo, gli ho mandato una cartella con alcuni dei miei scatti preferiti. Ovviamente ha preso subito la cosa con entusiasmo, dicendo che le aveva già viste e che gli piacevano molto. Una foto è stata scelta per realizzare il poster per il loro tour in Sud America. Qualche settimana fa invece Gabbo mi ha fatto una sorpresa e mi ha mandato una foto dell'edizione limitata della tape per la quale è stata utilizzata una mia fotografia. Sono stata molto contenta di aver partecipato in qualche modo al loro progetto!


Quando ti approcci ad un nuovo lavoro, come cominci ad organizzare il tutto? Ci sono stati dei casi in cui ti sei proposta tu, oppure sono le band o i singoli che vengono a cercarti?
Sai, in realtà io non li definisco "lavori" ma, piuttosto, collaborazioni. Sono cresciuta con mia sorella che ha dieci anni più di me quindi già attorno ai 12-13 anni avevo abbastanza chiaro il concetto di DIY. Mi portava con lei ai concerti, nella nostra casa giravano decine di dischi e di 'zine. Per me realizzare grafiche o video è il mio contributo alla "scena", non chiedo soldi per queste cose. Piuttosto, mi fa piacere ricevere dischi o t-shirt! Di solito sono io che contatto le band, sento un pezzo che mi piace e dico "Ho un'idea che devo assolutamente realizzare!". In questo modo sono nati diversi video e live visual che ho creato ad hoc per alcuni eventi, come il "Macigni" di Milano. Ultimamente però sono le band che mi contattano, forse perché il nome ha iniziato a girare. Tra i progetti più interessanti che sto preparando per i prossimi mesi c'è la creazione della parte visuale per il X DESTINATION MORGUE di Roma e la realizzazione dell'artwork per il vinile di "The Sacred Drones of West Kalimantan", un progetto di etnomusicologia dell'artista LDGU che s'è occupato della registrazione di suoni nella parte indonesiana dell'isola del Borneo. Nelle prossime settimane invece usciranno un paio di video: uno realizzato per gli Zeit e l'altro per i Tutti i colori del buio.

Che tipo di studi hai fatto? Credi che ti siano serviti per formarti meglio, oppure come spesso accade, la pratica è la migliore via?
In realtà il mio percorso di studi c'entra molto poco con quello che faccio. Ho una laurea triennale in Studi Internazionali ed una Magistrale in Cooperazione e Sviluppo Internazionale. Ho fatto una tesi in statistica, figurati! Ho seguito questo percorso perché ho sempre voluto realizzare documentari, già alle superiori avevo seguito dei corsi organizzati dal liceo di montaggio video. Ho realizzato un video, che ha vinto un concorso, ed ho passato più di una settimana in una scuola di cinema di Hilversum, in Olanda. Diciamo che ci sono diverse vie per arrivare agli stessi risultati. I miei studi in ambito economico-statistico mi hanno consentito di trovare un lavoro a tempo indeterminato presso un'azienda. Questo lavoro mi consente di avere delle attrezzature che non avevo mai potuto avere. Tutto ciò che riguarda la fotografia, il montaggio e la grafica, l'ho imparato da autodidatta, sicuramente i tutorial che si trovano su YouTube sono stati un grande aiuto!

Il tuo modo di creare riflette il tuo essere interiore? Mi spiego meglio: osservando le tue foto, i video che realizzi e le grafiche che assembli, c'è sempre predominanza di bianco e nero ed una certa dose di decadenza. Caratterialmente sei così, oppure è solo un lato del tuo carattere che prende il sopravvento?
In realtà chi mi conosce bene sa che sono un po' borderline. So essere molto spigliata e divertente ma il carattere dominante è quello schivo e malinconico, son sempre stata così fin da bambina. Del resto, sono cresciuta in una casa molto isolata, in un paese in cui d'inverno non accendono nemmeno i lampioni! Ho passato molto tempo della mia infanzia a casa da sola o, al massimo, con mia sorella che però era un'adolescente quindi si chiudeva in camera con la musica a tutto volume. Il lago, la montagna e il bosco sono i luoghi in cui sono cresciuta e che mi hanno resa un po' un lupo solitario. Sicuramente i miei lavori sono stati influenzati da tutto questo.


Uno degli ultimi progetti in cui ti stai cimentando è una serie di scatti in cui i fiori vengono posti in punti del corpo che ai tuoi soggetti fotografati non piacciono, correggimi se sbaglio. Un'idea molto originale e interessante. Ti va di parlarmene un po'? Credi che le persone dovrebbero mettere di più in mostra i propri difetti per stare meglio con se stessi e per acquisire maggiore sicurezza?
Il progetto è iniziato da uno scatto che ho fatto a me stessa. Ho una malformazione ossea al livello dello sterno che s'è scoperta quando avevo 12 anni, in piena età pre-puberale. La cosa mi ha sempre fatta sentire deforme e ripugnante, ho passato davvero tanti anni a tentare di nascondermi. Peraltro, non è una cosa che si vede, se non te la faccio notare io. Così ho pensato di creare Flow/ers, un gioco di parole tra “fiori” e “flusso”, inteso come qualcosa che scorre, che trascina. Ho pensato che questi scatti potessero trascinare via un po' di quel dolore che spesso chi si ritrova ad avere difetti fisici può provare. Lo scatto finora più bello che ho fatto vede protagonista Federica, che ha una cicatrice sul basso ventre, risultato di un'operazione per eliminare un tumore benigno dell'utero. Mostrarlo, condividerlo, vederlo "bello" grazie alla luce e ai fiori è servito molto a Federica per stare meglio. Sono già in contatto con altre ragazze che fotograferò a breve.


Un soggetto che ricorre spesso nei tuoi lavori è quello dei cimiteri e delle tombe/statue ivi contenute. Cosa ti attrae di questi luoghi? Possono essere un ponte di connessione fra la vita nell'aldilà e quella dei vivi? Che tipo di sensazioni provi nel vistarli? Lo fai da sola? Per esempio un gruppo come gli Abysmal Grief usa on stage usa molto materiale proveniente da essi... Cosa ne pensi?
Io sono totalmente atea quindi non penso ci possa essere alcun tipo di connessione tra la vita e la morte. Sento però una fortissima energia quando visito questi posti. Ti direi che provo una sorta di riverenza nei confronti della morte. Non so definire esattamente cosa mi attragga, ma posso dirti che mi è capitato spesso di intraprendere viaggi con lo scopo di visitare Cimiteri Monumentali, come quello di Staglieno a Genova. Ho girovagato per ore e mi sentivo in pace. Mi sono spesso messa anche in situazioni "pericolose" arrampicandomi per riuscire a racchiudere in uno scatto la sensazione che mi provocava in quel momento quella statua. Qualcuno la definisce "tanatofilia" però non sono ancora ai livelli di "Buio Omega", giuro! Sinceramente non conosco gli Abysmal Grief ma questo tipo di estetica è abbastanza utilizzata ed abusata nell'ambiente musicale, probabilmente proprio per il fascino che la Morte esercita su ognuno di noi.


I cimiteri sono un'ambientazione molto cara anche ai fu Nerorgasmo, forse il più oscuro gruppo punk hardcore toriniese e italiano. A dire il vero guardando le grafiche dei loro dischi, ritrovo certi elementi che a te sono cari. Sbaglio, o su di te hanno avuto una qualche influenza?
I Nerorgasmo sono stati una delle band più influenti della mia adolescenza. Come ti dicevo, sono cresciuta con mia sorella quindi per me un certo tipo di musica è stato più che un sottofondo fin da quando ero piccola. Mi ricordo la prima volta che mi ha portata ad un concerto. C'erano ragazzi con la cresta, ragazzi coi rasta. Qualche tempo dopo in casa mia arrivò uno strumento potentissimo: internet. Fu abbastanza scontato per me partire subito col cercare notizie sulla musica, in particolare mi ricordo che cercai subito notizie sul punk italiano. In poco tempo ero già iscritta ad un paio di forum e avevo iniziato ad usare Soulseek. Poi un giorno mi ritrovai nel pc "Passione nera". Avevo 14 anni ed abitavo in un paesino di meno di 5.000 abitanti che ancora adesso pare il set di uno spin-off di Twin Peaks. Quel pezzo è stato illuminante per me, rappresentava esattamente ciò che sentivo in quel momento. La figura magnetica di Luca Abort, i suoi testi, la sua vita, tutto aveva avuto un impatto molto forte su di me. Ti dico solo che quando mi sono trasferita qui sono andata al cimitero a cercare la sua lapide. C'è un sistema informatico che viene utilizzato per localizzare le persone, con lui non funzionava, mi diceva l'area ma non il numero. Ha iniziato a piovere, me ne sono fregata ed ho passato 3 ore a leggere tutti i nomi. Non l'ho trovato, ma c'era una lapide completamente bianca con dei fiori secchi. Ho deciso che quella doveva essere la sua lapide.

Oltre alla fotografia tu ti cimenti anche nell'ideazione e creazione di video. Quando hai cominciato ad interessarti a questa forma di comunicazione? E' venuta prima essa o la fotografia? Che tipo di artisti ti influenzano?
In realtà ho iniziato coi video ma per solo per un fattore economico: su qualsiasi pc si possono installare tool per la creazione di filmati e il materiale online da poter tagliare, montare e rielaborare è talmente ampio da non dover necessariamente registrare video ad hoc. Non ho mai avuto soldi per altra strumentazione, mi son pagata l'università facendo la lavapiatti! Gli artisti che più mi hanno influenzata sono vari ed eterogenei: sicuramente il muto è forse la più alta forma di espressione che il cinema abbia avuto. Penso ad esempio ad Epstein, Murnau. Poi c'è tutto il filone del cinema sperimentale, Gioli e Tambellini su tutti. Giravano su pellicola e modificavano tutto analogicamente, incidendo o rovinando il girato. Poi lo sanno tutti, la mia passione sono gli horror: Bava, Argento, Fulci e Carpenter su tutti.

Chi sono invece gli artisti che ti influenzano maggiormente nel campo fotografico?
In campo fotografico non ci sono artisti che mi hanno influenzata particolarmente. Per me la fotografia è quasi un gesto liberatorio. Ho sempre una macchina fotografica con me, quando vedo qualcosa di bello certo di immortalarlo esattamente come lo vedo. Come se volessi congelare un istante per renderlo eterno.

Per caso disegni anche a mano libera?
Ahahah, assolutamente no! Ti dico solo che al liceo sono stata esonerata da disegno tecnico, il professore era disperato e mentre gli altri disegnavano mi faceva fare ricerche sulle Chiese!

Dal punto di vista letterario invece, cosa ti influenza maggiormente? Hai qualche libro e fumetto che ritiene fondamentale per la tua arte?
Io sono veramente vorace di qualsiasi cosa, passo dalla saggistica alla narrativa più o meno contemporanea alle graphic novel. Odio il fantasy. Davvero. Posso dirti alcune delle opere che più mi hanno impressionato: da bambina mi ritrovai tra la mani un numero di Dylan Dog, fatto comprare con l'inganno da mia nonna al mare. Me ne innamorai. Tra i libri di mio padre trovai una versione illustrata dei racconti di Edgar Allan Poe. Ancora adesso, è uno dei miei scrittori preferiti, insieme a Lovecraft. Di narrativa contemporanea non leggo molto, sono più legata ai classici, soprattutto ad autori russi. Per quanto riguarda i fumetti, penso non ci sia un autore più geniale di Alan Moore. Poi, siccome sono anche una noiosona, mi piace molto leggere saggi di filosofia o sulla percezione. Sono tutte cose che mi aiutano a capire come relazionarmi con la realtà e come rappresentarla al meglio.

Il tuo background è decisamente vario: si va dal metal, passando per l'hardcore per finire a cose molto sperimentali. Il tuo modo di realizzare i tuoi progetti è influenzato in qualche modo da ciò che ascolti?
Ciò che ascolto è un elemento fondamentale. Spesso chiudo gli occhi e mi lascio semplicemente travolgere da quelle che io chiamo "evocazioni". Un termine che sottende anche una qualche forma di misticismo ma è un processo difficile da spiegare. Io ascolto della musica e istantaneamente mi si creano delle immagini nella testa, immagini che poi tento di concretizzare con le fotografie, i video o, spesso, scrivendo racconti. Ascolto musica anche 10-12 ore al giorno, in ufficio sto sempre con le cuffie. Ogni genere ha i se qualcosa che mi aiuta ad "attivarmi" nel fare qualcosa, che sia lavoro o progetti visuali.

Oltre a creare visivamente, scrivi pure per diverse web zine. Cosa ti ha spinto a voler saggiare pure questo lato creativo? Cosa cerchi di esprimere attraverso ciò che scrivi?
Ho iniziato a scrivere di musica sul giornalino delle superiori. L'ho sempre fatto, l'ho messo da parte qualche anno mentre facevo l'università perché non avevo davvero tempo. Ora scrivo per Salad Days e The New Noise. A volte mando i pezzi in redazione con scritto "Stavolta mi buttate fuori". Ho un modo strano di recensire la musica, mi interessano molto i messaggi nascosti, mi perdo molto a cercare di capire la copertina, a cercare i riferimenti letterali o musicali che ci sono all'interno di un lavoro. Non so quanto possa interessare ad un utente medio questo approccio però il mese scorso un mio pezzo sui Sunn O))) è stato tradotto e pubblicato su Cvlt Nation, condiviso oltre 800 volte e letto da più di 3000 persone. Devo dire che sono ancora eccitata!

Prima di iniziare un nuovo lavoro, hai un qualche rituale per trovare l'ispirazione? Magari un luogo particolare nel quale ti ritiri a meditare in solitudine...
In verità, no. Mi serve solo una stanza vuota e un po' di buio. Riascolto il materiale per ore ed ore, fino ad assorbirlo completamente. E poi cerco di concretizzare quello che ho immaginato.

Quali sono fino ad ora i gruppi con il quale ti sei trovata meglio nel collaborare? Quelli invece da dimenticare?
Uno dei gruppi che ho amato di più sono stati i The Haunting Green, Cris e Chanty sono due persone meravigliose e con loro ho realizzato un lunghissimo video che aveva come base delle immagini tratte da "Il Cavallo di Torino" di Bela Tarr (Blind Me, Night). Non farò nomi sui gruppi da dimenticare, dico solo che ce ne sono stati un paio che hanno fatto cose senza senso. Prima di finire un video mando sempre una prova a qualità ridotta per far vedere se quella tipologia di montaggio possa andar bene. Una band ha caricato su YouTube quella prova, senza nemmeno mettere il mio nome, haha!


Parliamo un po' della tua etichetta, Tanato Records. L'ultimo lavoro che pubblicherà è il nuovo Ep degli Zeit. Cosa ti ha complito maggiormente di loro? A mio parere il loro sound si sposa davvero bene con alcune delle tue creazioni... Il nome della label è il cognome del tuo ragazzo, che poi è il bassista dei Tutti I Colori Del Buio, giusto?
Hahaha, no, Simone ha un cognome finto su Facebook! Quando stavamo cercando il nome volevo qualcosa che ci rappresentasse e che, allo stesso tempo, fosse molto forte. Tanato, secondo la mitologia greca, è la personificazione della morte. Un nome azzeccato, no? Gli Zeit mi piacciono perché sono persone molto riservate che però appena salgono sul palco ti spettinano. La prima volta che li ho visti mi hanno subito trasmesso una certa "urgenza" comunicativa, oltre al fatto che sono dei musicisti validissimi e delle persone incredibili. Abbiamo subito fatto amicizia, li considero una delle migliori band in circolazione ed è stato naturale far parte della produzione del loro nuovo Ep, "Monument", in uscita il 29 ottobre.


Per ciò che riguarda il lato pratico della Tanato Records, come vi muovete? Intendo dire a livello di promozione, distribuzione, eccetera. Con che criterio scegliete i gruppi da produrre? Fin'ora mi pare siano state coproduzioni... Vi cimenterete mai in una produzione "intera"? Fino ad adesso quante uscite avete in catalogo e quali band? Progetti in cantiere per il futuro? Solo vinile?

In Tanato ci siamo io, Simone e Francesco, cantante del Mare del Ross. Diciamo che il mio ruolo nell'etichetta è quello di nazista suprema. Nel mio lavoro mi occupo di marketing quindi questo è il lato che curo maggiormente. Abbiamo infatti deciso di rimanere sempre nell'ottica di piccole produzioni, non solo in vinile ma anche in cd, come nel caso degli Zeit, offrendo però alle nostre band un supporto a 360°. Questo significa che ci occupiamo, laddove necessario, anche di grafica e, soprattutto, di ufficio stampa. Per tutte le nostre band ho realizzato un press-kit in italiano e in inglese, ho attivato un servizio di newsletter includendo webzine e riviste italiane e straniere e mando decine di mail al giorno per assicurarmi che le nostre produzioni abbiano l'attenzione che meritano. Per ora le nostre uscite sono tre: Il mare di Ross, Zeit e Drawbacks, una giovanissima band di Lille che propone un new hardcore davvero potente e coinvolgente. Il futuro riserverà un paio di chicche italiane, a breve faremo un Bigcartel e stiamo preparando una sorpresa da indossare!

Torino ha avuto una scena hardcore punk importantissima pure durante gli anni '90. Mi ricordo che i gruppi della zona eran sempre molto originali, tant'è vero che facevano scena a se rispetto al resto d'Italia... A cosa è dovuto secondo te questo essere così elitaria? Come vedi la scena della tua città al giorno d'oggi?
Come ti dicevo, Torino è una città strana e le persone tendono ad essere molto introverse, chiuse. Da quando abito qui ho iniziato davvero a capire i testi di Nerorgasmo e Negazione, a vivere il disagio che esprimevano. Non so dirti se ci siano dei fattori socio-culturali che hanno innescato questo meccanismo,. Torino ha una conformazione molto "geometrica", nel senso che la sua conformazione urbana è proprio schematica e netta. Non so se questo ha avuto delle ripercussioni sulla mentalità dei torinesi. La scena di Torino, purtroppo, non è vivissima in questo periodo. Quello che appare più evidente è che non c'è stato assolutamente un ricambio generazionale. Le persone che frequentano i concerti o che suonano hanno quasi tutte più di 34-35 anni. Qualcosa inizia a muoversi, ma riuscire ad organizzare qualcosa spesso è difficile.

Di quella metal (o comunque più pesante) invece cosa mi sai dire?
Non ci sono sinceramente band metal che mi fanno impazzire, in realtà ce ne sono davvero poche e spesso sfociano nel metalcore, che non mi piace per niente. Uscendo dalle sonorità hardcore probabilmente i progetti più interessanti sono ad esempio i Nibiru, che hanno anche suonato al Roadburn quest'anno.

Suoni in qualche band?
Al momento no, ho fatto diverse prove per cercare di mettere insieme una band black metal/hardcore ma il tempo è davvero poco ed è difficile trovare persone costanti nelle prove. Io comunque suono il basso, ho suonato e cantato in diverse band che però facevano davvero schifo, ahah!

So che è partito un nuovo progetto che debutterà con un live degli Zeit a breve. Puoi parlarmene un po'? Credi che porterò una ventata di aria fresca e contribuirà a migliorare lo stato delle cose?
Il progetto è una collaborazione tra vari collettivi torinesi. I ragazzi di Longail Records sono giovanissimi, hanno 18-20 anni e finora hanno organizzato concerti nelle proprie case. Sono davvero in gamba! Poi c'è I-denti della vecchia, un collettivo che da davvero moltissimi anni si occupa di organizzare live a Torino e di cui fa parte Francesco, batterista di Tutti i Colori del Buio/Marmore. Con Tanato Records siamo stati i promotori di questa nuova stagione di eventi, abbiamo trovato un locale in centro, a cinque minuti a piedi dalla stazione. I gestori sono padre e figlio ex panettieri, hanno voglia di sperimentare e di mettersi in gioco per far funzionare il loro locale. Ci hanno dato carta bianca, abbiamo accettato la sfida, speriamo che il Drunk or Sober possa diventare un reale spazio di ritrovo e condivisione per concerti ed eventi legati al DIY.

So che ti piace molto viaggiare. Credi che possa essere un arricchimento per il tuo lavoro, confrontarsi con paesi anche molto lontani? Quale è stato il paese che hai visitato ultimamente che ti ha colpito di più?
Quando visito una nuova città mi sveglio prestissimo e girovago tutto il giorno, soprattutto nei musei. Sicuramente alcune cose hanno avuto un impatto grandissimo su di me, ad esempio la mostra che ho visto per celebrare il lavoro di Bosch nel suo paese natale. Il paese che mi ha letteralmente rubato il cuore è la Repubblica Ceca. Praga è una città magica, me ne andavo in giro sorridendo e amando ogni cosa. Poi ho visitato anche Kutna Hora, dove c'è il famoso Ossario di Sedlec. Un posto incredibile, bisogna assolutamente vederlo!

Dell'Italia invece cosa mi sai dire? Ci sono luoghi che ti sono rimasti, in un certo senso, impressi dentro?
La città che ho amato, amo e amerò di più per sempre è Bologna. Per tutto quello che mi ha dato, per le esperienze che mi ha fatto vivere, per tutto ciò che ha rappresentato rimarrà per sempre la città più importante della mia vita e a volte mi piange ancora il cuore a pensare di non poter più entrare in Atlantide.

Cosa gira ultimamente sul tuo piatto? Cosa ti senti di consigliare, anche visivamente e da leggere ai nostri lettori?
Come ben sai, quando si scrivono recensioni, si ascolta quasi esclusivamente quello che ti passano dall'alto, anche se devo dire che ho sempre avuto molta libertà in quello che scrivo! Negli ultimi giorno ho ascoltato molto "Forever & a Day" di Syndrome, progetto solista di Mathieu, chitarrista degli Amenra. Poi mi è piaciuto molto il disco di debutto degli Unyielding Love, band grindcore irlandese. Una lettura al volo? Il numero per il trentennale di Dylan Dog e da vedere "Sei Donne Per L'Assassino” di Mario Bava. Poi da settimana prossima potrete ascoltare il nuovo Ep degli Zeit!

Credo di averti chiesto tutto. Grazie mille del tuo tempo e aggiungi ciò che vuoi...
Grazie mille Paso, dalle domande che mi hai fatto si vede che sei una persona molto attenta e sensibile, non avrei mai pensato che qualcuno mi avrebbe intervistata! Ti stimo molto per tutto quello che fai e per il tuo essere sempre presente in tante forme e modi! Daje forte tu e un saluto a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggere tutto!

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Marzolo Occupata | 31 Ottobre.



Marzolo Occupata | 31 Ottobre

domenica 9 ottobre 2016

Tutti I Colori Del Buio | Initiation Into Nothingness | Lp/Digital | Shove Records.

Con questo primo lavoro sulla lunga distanza, Tutti I Colori Del Buio centrano l'obbiettivo, messo a fuoco con il precedente 7” uscito qualche tempo fa. Volete sapere qual è? Il male, il puro e semplice male. Quella forma che si presenta con mille facce diverse, quella forma che potete osservare e subire in mille modi diversi. Il male, strisciante, abominevole, caldo, freddo, sulfureo, diabolico. Il male, sul quale un buon 70% della nostra società odierna è basato. Il male. Punto e basta. Ma i nostri sono anche qualcosa di più. Sono un quartetto in grado di fondere alla perfezione il suono sludge, con l'hardcore più sanguigno, il tutto filtrandolo con un'ottica punk. Basta sentire i suoni di batteria: secchi, precisi, senza fronzoli. Diretti a spaccarvi in due, come tradizione punk vuole. I riff sono scariche di nausea, imbastarditi da quelle accordature tipicamente hardcore, che gli conferisce quella sensazione di attacco fulmineo e inesorabile. Il tutto permeato da un'atmosfera pesante, plumbea, dove sì sono presenti i colori, ma del buio. Ecco, qui mi permetto di aprire una piccola digressione: il nome del gruppo è quello di un film, “Tutti I Colori Del Buio”, con la Fenech. E' un titolo affascinante, misterioso, ,a anche profondamente disturbante (come il film, del resto). Tutti sappiamo che al buio i colori non si distinguono. Qui sarebbe davvero fuori luogo attribuire al termine “colori” quello che abitualmente intendiamo. Qui i “colori” sono il portale di accesso verso il nostro subconscio più profondo e deviato, quello che cerchiamo di mascherare quando siamo in mezzo agli altri, ma che viene fuori quando siamo da soli, la sera, a casa. Morbosità, disagio, frustrazione, dolore. Tutto questo è rappresentato da questo vinile.

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mercoledì 5 ottobre 2016

Shameless | Fourth Floor | 7"/Digital | Rumagna Sgroza Records.

Semplici e diretti, i calabresi Shameless tornano con un bel 7". Hardcore vecchia scuola velocissimo, ricco di cori e con una voce potente. Quello che mi piace di loro è che sono davvero senza fronzoli, ovvero: prendere o lasciare. Un altro bell'esempio di come l'hardcore in Italia sia vivo e vegeto.

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domenica 2 ottobre 2016

Lurking Terror | Deafening Void | Autoprodotto | Tape/Digital.

Con i romani Lurking Terror è subito 1991! Sì perchè il death metal old school suonato da questi ragazzi si nutre dal frutto marcio e putrescente di band come i primissimi Morbid Angel, Entombed, Carcass, Unleashed, Goreaphobia, Rottrevore, eccetera eccetera. Un suono paludoso e catramoso, un riffing down tuned assassino, una sezione ritmica martellante ed una voce direttamente dall'aldilà. Sono rimasto davvero impressionato da questo debutto e spero vivamente di poterli ascoltare dal vivo quanto prima e, perchè no, di mettere sul piatto un bel vinile col loro nome. Ah, cover dei Sacrilege per chiudere il massacro...

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Palcosceniko Al Neon | Radice di Due | Autoprodotto | Digital.

Robusto ed ispirato hardcore moderno, suonato e registrato molto bene. Musicalmente mi ricordano gli Stretch Arm Strong, quindi sono molto quadrati e potenti, con cori molto coinvolgenti ed una voce graffiante. I testi analizzano la società odierna e come essa influisca sui rapporti interpersonali. Decisamente non è il tipo di hc che ascolto abitualmente, ma ci sanno fare.

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Fanculo Merda | Autoprodotto | 10"/Digital.

Con un nome così sapevo già cosa aspettarmi: hardcore griffato di metal, con vocione gutturale che si alterna con strilli e urletti vari. Personalmente sono giunto alla fine con molta fatica, visto che non mi hanno entusiasmato particolarmente. Se comunque vi piacciono i gruppi che si prendono poco sul serio, che suonano a tutta manetta e che amano parlare di donne col pisello e zombie infettati di aids, troverete pane (ammuffito) per i vostri denti.

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domenica 25 settembre 2016

iBreathYouDie | Demo | Autoprodotto | Digital.

Ci sono dei demo che non so come, ma mi entrano subito in testa. Nella quasi totalità dei casi sono solo un pugno di pezzi registrati dopo che il gruppo si sente abbastanza in grado di poterlo fare. Suonano freschi, potenti, magari con qualche ingenuità, ma colpisco subito dove devono colpire. E' il caso degli italiani iBreathYouDie. La band suona un hardcore emozionale che sa tanto di anni '90, di foto col rullino in bianco e nero, di squat minuscoli stipati di gente a contatto diretto con i ragazzi che suonano per via della mancanza del palco, di demo stampati su cassette riciclate. In una parla: hardcore. Quel suono genuino (e spesso, come ho scritto in apertura, ingenuo), fatto di rabbia e passione, di emozioni, sudore e voglia di comunicare. Lontano anni luce da quella paccottiglia pre-confenzionata che oggi cercano di spacciarmi, fatta ad uso e consumo di persone senza un minimo di attitudine ne di cultura storica in materia. Sei pezzi al fulmicotone, con una voce urlata e sofferente, con delle chitarre che feriscono nell'anima e ti lasciano sanguinare inerme. Un suono "collettivo", in cui ogni membro della band riversa il proprio stato d'animo, per poi giungere ad una catarsi collettiva. Il brano più bello (a mio modesto parere) é "Sickness" con quel coro magistrale e coinvolgente, che ti fa venire voglia di cantare a squarciagola. Davvero, mi piaciuta veramente tanto questa prima uscita, e vi consiglio caldamente di ascolarlo.

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mercoledì 21 settembre 2016

Zeit | Monument | Ep.


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Skeleton Of God | Primordial Domination | Everlasting Spew Records | Lp/Cd/digital.

L'Italiana Everlasting Spew, già attivissima con una ricca distribuzione dedicata alle mille sfacettature della musica estrema, esordisce come etichetta rispolverando il secondo lavoro del 2008 degli Skeleton Of God. Il suono del gruppo americano è riconducibile a gruppi come Cephalic Carnage e Human Remains, quindi death metal solo all'apparenza. I nostri propongono infatti un tipo di suono che deriva dall'universo death, ma sporcato con elementi di psichedelia, ritmi bislacchi, grind core e perchè no, pure space rock. L'uso della voce è modulato a seconda del tipo di contesto in cui si trova: growl per le parti più pesanti, urlata per quelle più soft, se così si posson chiamare. I tempi di esecuzione sono dilatati allo stremo, con lunghissimi assoli e tempi di batteria languidi. Praticamente un trip mentale nel quale sarà facilissimo cadere in trappola. Il gusto per la melodia e per la sperimentazione è sempre in primo piano anche nei pezzi più estremi: l'uso di fraseggi di chitarra inusuali la fa da padrone, mentre si disegnano geometrie astratte. Quello che mi è apparso subito chiaro è la totale padronanza dei propri strumenti: il tutto è eseguito senza sbavature, come le componenti di un puzzle. I nostri creano brani stratificati in maniera incredibile, sondando tutte le direzioni possibili per imprimere al proprio sound un tocco di pazzia. Una pazzia che genera un'amalgama di stili e di influenze che ha dell'incredibile, passando da parti glaciali ad altre caldissime, che si perdono nell'aria. Un gruppo assolutamente originale, un'ottima prima uscita per un'etichetta che ha già messo in chiaro come vuole muoversi.

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Everlasting Spew Records| Web Site

Cruz | Culto Abismal | Sentient Ruin Laboratories | Tape.

Per ciò che mi riguarda questa è la miglior uscita Sentient Ruin Laboratories fin'ora. Dalla caldissima Barcellona preparatevi ad essere travolti e dilaniati da questi Cruz, che mischiano in dosi massicce il suono di band sacre per il sottoscritto come Discharge, Entombed, Bolt Thrower e Grave. Death crust crushing da mozzare il fiato, ritmiche serratissime, voce arcigna e catramosa, semplicemente perfetti. Cantano in spagnolo, hanno una cover che riporta indietro agli albori del death metal del 1990... Cosa volete di più? Correte ad ascoltarli, non ve ne pentirete!





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Sentient Ruin Laboratories | Web Site

Demeb | Rebubblica | Autoprodotto | Cd/Digital.

Il duo dei Demeb suona un funanbolico jazz core. Tecnicamente sono davvero incredibili, tanto è vero che farete fatica a stargli dietro. I testi sono deliranti, ma nascondono un certo retrogusto critico nei confronti della nostra società. Ci sono citazioni cinematografiche, televisive e da colonne sonore, in un melting pot trascinante. Se cercate qualcosa di diverso da ciò che abitualmente ascoltate, cercateli.

Demeb | Web Site

Ural | Party With the Wolves | Earthquake terror noise Records | Cd/Digital.

Se siete seguaci di Municipal Waste, Insanity Alert e delle vecchie glorie Cryptic Slaughter, Nuclear Assault e di tutto il filo thrash crossover, questi Ural potrebbero interessarvi. Una voce molto aggressiva, un riffing a mitagliatrice continua ed una sezione ritmica tellurica e scoppiettante. Velocità, break, arpeggi, assoli, doppia cassa e tanta ma tanta energia. Certo, non aggiungono nulla di nuovo, ma regalano una buona mezz'oretta di sano divertimento.

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Ural | Party With the Wolves | Earthquake terror noise Records | Cd/Digital.

Se siete seguaci di Municipal Waste, Insanitu Alert e delle vecchie glorie Cryptic Slaughter, Nuclear Assault e di tutto il filo thrash crossover, questi Ural potrebbero interessarvi. Una voce molto aggressiva, un riffing a mitagliatrice continua ed una sezione ritmica tellurica e scoppiettante. Velocità, break, arpeggi, assoli, doppia cassa e tanta ma tanta energia. Certo, non aggiungono nulla di nuovo, ma regalano una buona mezz'oretta di sano divertimento.

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domenica 18 settembre 2016

Implore | Thanatos | 7"/Box Set/Tape | Grindpromotion Records/Wooaaargh Records.

Gli Implore sono tornati, e confermano il loro stato di grazia. Il gruppo del bassista e cantante Gabriel Dubko (di origini spagnole, ma residente in quel di Berlino da anni) torna con un 7” (e tape) di cinque tracce in cui affina e snellisce ulteriormente il proprio sound. Il loro hardcore venato di grind core è una cosa semplicemente sublime. Si respira un'aria da giudizio universale, un'aria tesa e impregnata di orrore e terrore, che non da semplicemente alcuno scampo. Se nelle precedenti release il nostro terzetto spingeva maggiormente l'acceleratore sul fattore metal/crust, qui il sound risulta ancora di più velocizzato e imbastardito da tutta una serie di catastrofici blast beat che riprendono la tradizione dei primissimi Napalm Death. In poche parole c'è un affondo in territori blackened hardcore, con l'innesto di tempi grind. Una gioia per le orecchie. Il cantato di Gabriel è secco e mortale, totalmente calato nella parte di condottiero attraverso terre immerse nella nebbia e nella desolazione più completa. I riff di chitarra sono annichilenti, molto più diretti che in passato. Un plauso va al nuovo drummer, che suona come un metronomo, in grado di imprimere quella violenza che è essenziale per gli Implore. Aver cambiato questi ultimi due componenti e averli soprattutto rodati costantemente in tour, ha davvero giovato a questa band. Da tenere assolutamente d'occhio e cercate di non perderveli dal vivo se suonano dalle vostre parti. In quella sede danno il meglio di se stessi.

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lunedì 12 settembre 2016

Slab | Demo | Cd | Autoprodotto.

Certo che per essere la prima registrazione, gli Slab da Imola hanno tirato su proprio un bel macello. Grind core moderno e trita budella, di quello sanguinario che piace a me. Registrato in maniera ottima, senza tanti fronzoli ma con tanta sostanza. Voce idrofoba, riffing di chitarra tanto semplice quanto assassino e una sezione ritmica che si diverte a giocare con i vostri testicoli (frantumandoli). Ci siamo. Spero di vederli dal vivo al più presto e su vinile. Grind On!

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lunedì 5 settembre 2016

Implore.


Ho avuto modo di conoscere gli Implore la prima volta che vidi gli ACxDC suonare in quel di Padova. Inutile dire che a metà del primo pezzo ero preso benissimo dal loro ibrido death, punk e crust. Nel frattempo ho potuto gustarmeli ancora un paio di volte. Matteo di Grindpromotion mi ha gentilmente chiesto se mi interessava intervistarli ed io ho prontamente colto la palla al balzo. Alle mie domande risponde Gabriel, fondatore e bassista della band.
Pictures by: marcopasinivisuals.

Vorrei cominciare chiedendoti di parlarci del nuovo lavoro degli Implore, che è un 7". Puoi descrivermi il processo creativo dietro ad esso? Devo aspettarmi un'evoluzione nel sound, oppure il tutto suona come il vecchio materiale che amo davvero molto?
Il processo dietro alla nascita di questo 7" è stato molto semplice. Siamo andati in sala prove per quattro giorni e abbiamo scritto cinque pezzi. Alcuni di essi partendo da zero. E' stato semplice crearli dopo aver così lungamente suonato assieme in tanti concerti e sapendo già cosa aspettarci gli uni dagli altri. E' la prima volta che incidiamo qualcosa con la nuova line up, essendo io l'unico membro costante. C'è stato un notevole progresso nel sound e nella tecnica esecutiva. Non vorrei sminuire il nostro vecchio materiale perché lo amo tantissimo pure io, ma siamo davvero orgogliosi di ciò che abbiamo creato questa volta.

Questo 7” sarà pubblicato per Grindpromotion, e credo che sia stata un'ottima scelta. Matteo è veramente professionale e lavora molto duro. Sei soddisfatto?
Da quando ci incontrammo alcuni anni fa durante il nostro primo tour europeo con gli ACxDc, siamo rimasti costantemente in contatto e ho trovato in lui una persona adorabile e sincera, diventando amici. Eravamo curiosi di lavorarci assieme e questo è stato il momento giusto per farlo.

Come mai hai scelto di chiamarlo "Thanatos"? C'è un qualcosa di magico dietro questo nome?
Le due song sul lato B del 7” erano originariamente sul primo ep che è stato registrato nel 2012 ma che non è stato mai stampato (e non succederà mai). E' stato prima che gli Implore diventassero una band o comunque una cosa seria. Ho creato questi due pezzi in due giorni con l'aiuto di un amico, e ho constatato che avevano il potenziale giusto per essere riscritte e registrate nuovamente. Siccome quell'ep aveva un nome greco, ho scelto di unire l'idea principale dell'artwork e del nome in greco, ma questa volta siccome tutto ciò che riguarda gli Implore è diventato più sinistro, lo abbiamo chiamato “Thanatos” che è la personificazione della morte.

Sono veramente affascinato dagli artwork che usi per le uscite della band. Le realizzi tu? Sono molto dark e qualche volta depresse... Possono rappresentare graficamente la parte visiva della musica?
Lavoriamo sempre con amici talentuosi che ci danno una mano nella realizzazione dell'atwork dei nostri dischi. Questa volta i fotografi Ruben Navarro e Toni Villen sono stati incaricati di eseguire delle foto per questo ep, che consistono in un cimitero della mia città di provenienza, Barcellona. Il concetto chiave è mio: ho impostato la direzione che volevo dare al tutto, con la supervisione di Niels degli olandesi Slowly We Rot. L'artwork è in relazione con la musica. Credo che tutto sia parte del medesimo concetto. Questo è ciò che trovo attraente alla fin fine, che il tutto sia parte di un'unica cosa.

La prima volta che vi ho visti suonare è stato durante il primo tour europeo degli ACxDC, gruppo powerviolence californiano. Sono rimasto particolarmente impressionato e ho comprato subito i vostri dischi. In particolare, ciò che mi ha colpito di più è l'ibrido tra punk e metal che siete stati in grado di creare. Posso consideravi un gruppo metal punk?
Quello è stato il nostro primissimo tour con la prima line up. Il tutto è stato un po' improvvisato, ma grazie ahahah! Non mi interessa molto di come le persone etichettino il nostro suono, suppongo grindcore death metal crust... Tutto questo in qualche modo descrive ciò che suoniamo, è una scelta delle persone decidere se gli piace oppure no. E' solo musica, se ti piace pesante e veloce, fa per te, non è troppo complicato.

Hai suonato in tour con gli ACxDC per due volte. Cosa ne pensi di loro? Gli Implore hanno anche inciso una split tape sotto un'altra etichetta italiana, Here & Now Records. Ne sei soddisfatto? Hai qualche interessante aneddoto da raccontarci su questi tour?
Gli ACxDc sono nostri amici, ne abbiamo passate tante assieme e ci conosciamo da un po'. Vorrei andare in tour con loro ancora, non ne ho mai abbastanza. Mirco di Here & Now Records ha dimostrato interesse nel nostro gruppo esattamente come ha fatto Matteo, ciò da quando ci siamo incontrati. Se ne è venuto fuori con l'idea di una split tape, e noi abbiamo accettato subito. Avevamo tenuto da parte quei pezzi proprio per utilizzarli in uno split e questa è stata l'occasione perfetta per farlo. Andare in tour con due gemelli è sempre divertente, soprattutto quando sono così differenti tra di loro e tu li conosci tutti e due. E' sempre dura lasciarli prendere l'aereo per tornarsene a casa. C'è stato uno show, di domenica sera a Montpellier. Non ci aspettavamo nulla, ma le dieci persone che sono venute a vederci suonare hanno letteralmente spaccato tutto, completamente impazzite sia per noi che per gli ACxDC. Abbiamo veramente dei gran ricordi di quel tour.

La seconda volta che vi ho visti suonare è stata sempre a Padova con gli ACxDC, ma questa volta avevate una line up totalmente differente. Cosa è successo con quella vecchia? Sei contento dei tuoi nuovi compagni di viaggio? Posso considerare gli Implore come un tuo progetto personale, nel quale tu sei il solo membro costante?
La verità è che il suonare in una band che non guadagna assolutamente nulla non permette alle persone che vi suonano di pagare i conti e queste hanno bisogno di un lavoro per vivere. Ho impostato la mia esistenza sulla band e sul vivere in maniera austera, spendendo quanto più tempo possibile in tour. Fortunatamente ho trovato Pedro, che si è unito a noi l'hanno scorso per il tour americano e che è rimasto come membro fisso quando abbiamo girato l'Inghilterra, il quale la pensa esattamente come me. Il batterista Arnau ha un lavoro flessibile ed è sempre disponibile ad andare in tour. Le cose vanno in questa maniera. Molte band cambiano i propri membri. Spero che questa formazione duri se non per sempre, almeno per un bel po'. Gli Implore non sono il mio progetto personale, scriviamo tutti insieme e ognuno ha lo stesso livello di opinione su tutto ciò che riguarda il gruppo; ma io ho spinto questa band sin dall'inizio perché questo è sempre stato il mio sogno e lo farò ancora in futuro.

L'ultima volta che ti ho visto suonare è stato all'XM24 di Bologna. Ti è piaciuto? Cosa ne pensi dei posti come quello? Ti senti più a tuo agio a suonare in posti come quello o in posti più grandi?
Mi è piaciuto tantissimo suonare lì dentro, mi piace suonare in Italia perché ho notato che li le persone ci apprezzano. Lo show all'XM24 è stato grande, con band fantastiche e molto diverse tra esse come gli Horror Vacui e con un pubblico entusiasta. Non è il posto che fa il concerto, quanto piuttosto le persone che partecipano ed il modo in cui ti trattano. Quando ti senti il benvenuto oppure i ragazzi sono li perché non hanno avuto altre alternative. Preferiamo suonare di fronte a trenta mosher scatenati piuttosto che di fronte a trecento persone disinteressate e con le braccia incrociate.


Quest'estate gli Implore hanno suonato molto, anche in diversi festival. Che impressioni ne hai ricavato? Ti senti a tuo agio nel suonare di fronte a centinaia di persone su palchi molto grandi?
All'inizio ho provato una strana sensazione, ma ci siamo abituati. Resurrection Fest è stato con ogni probabiltà il più grande e affollato festival al quale abbiamo suonato fino ad oggi, ma lo abbiamo fatto nella stessa maniera in cui abbiamo affrontato i cento concerti precedenti... Non cambia nulla... Bhé, non posso sputare addosso a Pedro perchè siamo troppo distanti. Anche il Party Sun e il Summer Breeze sono stati molto carini. Credo che al Party San abbiamo suonato per la gente giusta, mentre il Summer Breeze è stata un'ottima occasione per crearci dei nuovi seguaci. Visto che il pubblico è molto variegato e c'erano molte persone che ci avevano mai sentito nominare. Ogni concerto ha le sue note positive.

In settembre sarete in tour in Sud America. Che tipo di aspettative hai? So che i ragazzi che vengono da quelle parti sanno essere molto partecipi, specialmente quando si parla di punk e metal...
E' un sogno che diventa realtà. Sin da quando ho cominciato a suonare, ho sempre desiderato farlo a Buenos Aires per i miei vecchi amici, connettendo così le due parti della mia vita. Quando sono ripartito dopo un viaggio che ho fatto da solo, ho promesso che la prossima volta sarebbe stato con la mia band e ho mantenuto questa promessa. Le persone li sono davvero dedite e accoglienti e questo è un qualcosa che ti fa sentire bene quando qualcuno si aspetta una tua visita e non è indifferente.

Sono un po' incuriosito dai vostri testi... Dove traete ispirazione per scriverli? Chi vi ascolta può interpretarli in maniera differente?
I nostri testi raramente sono diretti, anche se alcuni di essi possono esserlo. La grande maggioranza sono scritti in modo tale che ognuno li possa leggere e farli diventare personali, oppure possa interpretarli come meglio crede. Ho le miei motivazioni nello scrivere ciò che scrivo, ma gli altri potrebbero trovarci un altro tipo di messaggio.

So che sei vegan straightedge, giusto? Perchè hai fatto questa scelta? Credi che attraverso di essi possiamo cambiare la percezione del mondo e delle persone? E' dura suonare all'interno della scena metal e essere criticato per ciò in cui si crede?
Sì infatti, vegan straight edge dal 2005. Non voglio cambiare niente di nessuno, forse approcciando con degli esempi potrebbe essere il metodo migliore. Non ho mai giudicato le azioni di nessuno, è una scelta personale. Credo che il veganesimo sia una scelta morale ed etica per rifuggire la crudeltà in una società dove abbiamo la fortuna di poter scegliere cosa consumare e di poter vivere con meno peso sulle spalle. L'umanità è già abbastanza miserabile e meschina. Sono felice di poter fare meno danni a questo pianeta. Il veganesimo ora è diventato di moda ed è più una cosa per farti sentire “in” piuttosto che sceglierlo per gli animali. Diventa sempre noioso quando qualcuno cerca di parlarmi facendomi la predica con il suo punto di vista, oppure quando improvvisamente è un dietologo di punto in bianco, è fastidioso in tutti i sensi... In ogni circostanza della vita quotidiana.

So anche sei un tatuatore. Come mai hai deciso di diventarlo? Che tipo di stili preferisci? Hai un negozio? Quali sono le tue influenze principali? Il tuo lavoro influenza ciò che crei musicalmente?
Ho cominciato a tatuare gli amici in casa all'età di ventun anni. Ho continuato e ad un certo punto ho constatato che potevo viverci e non avevo realizzato ciò. Lo facevo per divertimento e passione e sono grato di guadagnarmi da vivere facendo qualcosa che amo. Eseguo soprattutto traditional, ma mi piacciono molto anche le scritte e lo stile calligrafico. Tatuare è una cosa flessibile e lavoro in posti differenti. Mi permette anche ti organizzarmi il tempo di lavoro tra un tour e l'altro e di pianificare così la mia vita.

Tu sei spagnolo ma vivi in Germania. Come mai hai deciso di spostarti? Credi che la Germania possa offrire di più per una band come gli Implore rispetto al tuo paese di origine? Che differenze riscontri?
Gli altri ragazzi vivono attualmente a Barcellona, io sono l'unico che risiede a Berlino. Sono finito qui accidentalmente, gli Implore si sono formati, e loro si sono uniti. Niente è stato pianificato. Ci sono molti più spazi per suonare qui e molta più gente interessata a partecipare. In Spagna è un po' differente. E' molto più semplice spostarsi in Germania e le persone ti supportano maggiormente. E' un differente modo di interpretare la musica e l'arte.

Cosa ne pensi dell'immigrazione da paesi come Siria ed Iraq? Nello specifico, cosa ne pensi delle politiche messe in campo dalla Germania?
Sono un argentino naturalizzato spagnolo, da nonni russi che sono fuggiti dalla Seconda Guerra Mondiale e da nonni italiani e spagnoli. Se le persone trovano un posto migliore in Europa lasciamo che sia, è stato meglio per me e la mia famiglia quando abbiamo avuto la necessità da andarcene. Spero che potranno trovare la vita che cercano e la felicità lontano dall'inferno in cui stanno vivendo, perché credo che sia davvero l'inferno. Nessuno si sobbarca un simili viaggio con cattive intenzioni, se non quelle dell'istinto di sopravvivenza.

Quali sono i piani futuri per gli Implore? Dobbiamo aspettarci un nuovo full lenght a breve?
Vediamo cosa ci riserva il futuro. Per ora vogliamo cominciare a scrivere del nuovo materiale da rilasciare il prossimo anno. Sono sicuro che sarà sui trenta minuti di lunghezza, ma il processo di creazione non è ancora iniziato. Ci fermeremo dal fare tour dopo quello in Sud America per focalizzarci su di esso e tornare on the road il prima possibile con del nuovo materiale.

Grazie per il tuo tempo. Se ti va di aggiungere qualcosa, libero di farlo.
Grazie davvero per il tempo che ci hai dedicato e nel formulare questa interessante intervista. Grazie per averci dimostrato supporto e nell'averci aiutato a raggiungere persone che potrebbero essere interessante nella nostra musica. Significa veramente tanto per me.


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giovedì 25 agosto 2016

Istvan.



Gli Istvan sono uno dei gruppi che ho maggiormente apprezzato nell'ultimo periodo. Un suono intriso di psichedelia, in bilico fra il deserto e la montagna, un viaggio rigenerante in un universo sospeso dal forte gusto mistico. Hanno esordito con un meraviglioso vinile su Bronson Recordings e ho colto l'occasione per scambiare due parole con la band.
Pictures by: marcopasinivisuals.

La copertina che avete scelto per la cover del vostro primo vinile è inquietante ma allo stesso tempo ammaliante. Potete spiegarmi il processo che vi ha portato a crearla? So che è stata disegnata dal vostro batterista che si firma con il nome di Sabbione. Ne siete soddisfatti? Per i prossimi lavori continuerete a fare "tutto in casa" o credete che vi affiderete anche ad altri disegnatori?
Sabbione. Per disegnare la copertina ho aspettato che il disco fosse registrato per intero. In un secondo momento mi sono approcciato alla musica con orecchio da ascoltatore (nei limiti del possibile) cercando di unire le varie figure che mi si palesavano in testa. Il lavoro finito è un collage di 15 disegni, fatti "di pancia" con pennino e inchiostro di china e montati in digitale. Questa soluzione è piaciuta subito sia a Carlo Teo che a Giacomo e abbiamo deciso di renderla definitiva. Per il prossimo disco vedremo di adottare la migliore soluzione a registrazione finita, la coerenza fra immagini e suoni è cosa delicata.

Per gli Istvan e l'universo che ruota attorno ad essi, quanto è importante il fattore grafico e simbolico? Può essere una sorta di passaggio privilegiato per comprendere e capire meglio ciò che suonate?
Senza dubbio l’assimilazione e l’interpretazione di simboli è uno strumento aggiuntivo per l’ascoltatore attento. Del resto ciascuno di noi è prima di tutto, come diceva qualcuno, homo symbolicus. Siamo fortunati che il nostro principale produttore di simboli (Marco) sia anche un membro di Istvan, il processo risulta sicuramente più immediato e spontaneo.

Domanda per Sabbione: i tuoi lavori sono molto misteriosi ma allo stesso tempo catturano la mia attenzione e curiosità. Quello che mi piace è il livello di dettaglio con cui sono realizzati ed il fatto che si prestino ad essere interpretati in tantissimi modi. Quando hai capito che il disegno faceva per te? Come realizzi i tuoi progetti e da chi trai ispirazione? Il tuo modo di creare influenza pure il tuo modo di fare musica e viceversa? Spesso inserisci anche dei testi in ciò che disegni... Sono frasi scritte da te oppure prese da libri che ti hanno particolarmente colpito? Se sono tue, da cosa vieni ispirato nello scriverle?
Sabbione. Grazie Paso! Disegno con cognizione da quando è cominciato il progetto Istvan. Penso sia stato naturale il bisogno di esprimere certi richiami onirici a cui non avevo mai dato troppa importanza. La musica è una forte influenza per il disegno, così come gli scenari naturali che ci circondano e un certo tipo di letteratura fantasy/weird. Non associo quasi mai parole ai disegni così come l'utilizzo di una base a matita (sempre nei limiti del possibile) per aver sempre quel margine d'improvvisazione in tutto, che è a mio parere, la vera soddisfazione.

Il suono degli Istvan affonda le sue radici nell'heavy psych anni '70, e sembra sospeso letteralmente nel tempo e nello spazio. Mi piace definirlo un suono in lenta ed inesorabile espansione, che presenta allo stesso tempo elementi caldi ed elementi freddi. Siete daccordo?
Questo dualismo si può cogliere mettendo a confronto “Kenosis” e “Mire”, per certi versi due poli opposti. “Kenosis” rappresenta l’ascesa catartica alla cima della montagna, luogo di solitudine fredda e verticale. “Mire”, sempre usando una metafora paesaggistica, è un viaggio da un acquitrino fangoso verso una spiaggia bianca, nuova nascita. Il disco è anche una riflessione intorno al tema del cammino (circolare) e della destinazione, pensiamo che questo si sia riflettuto inevitabilmente nell’andamento della composizione.

Il fatto che, come accennavo prima, il vostro sound presenti elementi caldi e freddi, mi rimanda immediatamente a due luoghi ben precisi: il deserto e la montagna. Da un lato incorporate riff rocciosi, dall'altro invece innestate suoni languidi e lenti. Vi ritrovate in queste mie parole?
Assolutamente. Da una parte il deserto tentatore degli stilofori e degli asceti; dall’altra le vette immacolate e interdette all’uomo. Questi sono stati alcuni dei luoghi immaginari di riferimento mentre componevamo.


Il vostro 12" è uscito per Bronson Recordings, che è una diretta emanazione di Bronson Produzioni, che racchiude anche l'omonimo locale. Il fatto di esser stati prodotti da un'etichetta così giovane, ma con ramificazioni estremamente forti in vari generi musicali, può effettivamente esservi d'aiuto? Il fatto poi che abbia prodotto gruppi anche molto diversi fra loro, potrebbe aprirvi le porte verso un pubblico che magari non è abituato ad ascoltare gruppi tipo il vostro?
Secondo noi aprirsi ad un pubblico eterogeneo è un punto di forza perché crediamo che questo disco sia difficilmente rubricabile sotto un genere preciso. Essere entrambi “giovani” (noi e l’etichetta), permette una crescita reciproca e costante. Ultimamente, poi, è stato prodotto da Bronson Recordings il 7” dei Chicos de Nazca, quindi la direzione di marcia sembra essere anche quella di un interesse verso la scena psych a cui per certi versi apparteniamo.

Gli Istvan utilizzano un approccio diverso dal vivo rispetto alla sala di registrazione? Voglio dire: che tipo di differenze riscontrate rispetto al suonare dal vivo? Cambiate qualcosa nel suonare le tracce del vinile live, oppure cercate di far rimanere immutata la costruzione del pezzo?
Abbiamo registrato tutto in presa diretta, aggiungendo solo qualche livello di chitarra o rumore in un secondo momento. Essendo alcune parti composte da improvvisazioni, abbiamo deciso di mantenere questo metodo più rozzo ma anche maggiormente fedele a quello che è il nostro approccio al palco. Non suoniamo mai come da registrazione proprio perché abbiamo volutamente lasciato parti “aperte” nei nostri brani; in questo senso manteniamo un approccio da live jam.

Ultimamente in Italia sembra che il verbo del doom, dello sludge e dell'heavy psych si sia risvegliato, generando una moltitudine di gruppi quasi sempre ottimi. Che opinione vi siete fatti? C'è qualche band che ultimamente vi ha colpito?
Sì, sia in Italia che all’estero la sensazione è quella di una nuova primavera. Dalle nostre parti consigliamo senz’altro i compagni Pater Nembrot, Void of Sleep e San Leo. In generale - per fare alcuni nomi - Elder, All Them Witches ed El Paraiso Records si stanno muovendo in direzioni inedite e sicuramente notevoli per gli amanti dei generi da te citati.

Voi siete un terzetto. Non vi è mai venuta in mente l'idea di prendere una seconda chitarra?
No, siamo già troppi in tre! Abbiamo trovato un equilibrio difficilmente raggiungibile altrimenti. Nonostante questo, per il prossimo disco coinvolgeremo dei collaboratori in sede di registrazione.

Il vostro sound non è mai lineare, ma anzi si presta spesso e volentieri a cambi di rotta. Questa mia considerazione mi porta a chiedervi se in futuro sperimenterete ancora di più...
Pensiamo sia inevitabile; questo primo album è stato parte di un percorso di graduale presa di coscienza. Si tratta di definire un’identità e cambiare di conseguenza le nostre aspettative. Cerchiamo sempre di non legarci a formule o strutture chiuse durante la fase di scrittura, mantenendo per quanto possibile un processo di composizione spontaneo e non derivativo. Questo approccio sarà mantenuto anche per il prossimo lavoro, quindi sicuramente subiremo cambi di rotta inaspettati.

In futuro, durante i vostri live set, vi avvarrete del supporto visivo di film o immagini da proiettare mentre suonate? Credete possa essere un'esperienza sensoriale ed emotiva ancora maggiore sia per voi che suonate sia per chi vi viene a vedere? Se sì, che tipo di materiale visivo vi piacerebbe utilizzare?
Al momento abbiamo in mente qualche pellicola che potrebbe fare al caso nostro, in particolare Hard to be a God (Trudno byt' bogom) di German, viaggione in un medioevo nero. Ci vogliamo anche attrezzare per creare un visual. Prima di tutto però serve il proiettore!


Siete un gruppo quasi totalmente strumentale, ma ogni tanto la voce fa capolino ed io resto estasiato ogni volta che l'ascolto, visto che è come una litania. Come mai avete optato per questa scelta? In futuro ci sarà maggior spazio per essa?
Principalmente perché nessuno di noi ha una voce troppo memorabile (a parte Marco, che è bravo a far tutto). In realtà, secondo noi, è una coincidenza abbastanza fortunata perché in questo modo le poche parti di cantato assumono un aspetto quasi liturgico e sacrale, come hai notato anche tu. Non sappiamo ancora se ci saranno più parti cantate nei brani, sicuramente faremo un lavoro più tecnico sulla voce (cori, armonie). Possiamo dirti che stiamo scrivendo alcuni intermezzi acustici dove, probabilmente, canterà Marco.

La figura di Silesio troneggia nella concezione e costruzione del vostro debutto. Vi va di introdurcelo un pò, per chi non lo conosce? Cosa vi affascina di questo personaggio? Come credete abbia potuto influenzare gli Istvan?
Senza entrare nei dettagli tecnici, Angelo Silesio (Johannes Scheffler) è un poeta secentesco di lingua tedesca con una forte impronta mistica. Da una sua raccolta di epigrammi, Il Pellegrino Cherubico, abbiamo tratto il concept di “Kenosis”, che è poi quello portante dell’intero album. La chenosi è appunto il processo di svuotamento tipico dei mistici e degli anacoreti e, nonostante appartenga al vocabolario teologico della religione cristiana, è trasversale a tutte le forme meditativo-spirituali intesa nel suo senso più generale di vuoto. Indipendentemente dalla fascinazione che queste pratiche possono produrre, è interessante porsi la domanda intorno alla loro attuabilità in un tempo come il nostro. Siamo anche influenzati dalla letteratura sci-fi e weird (Lovecraft, Dick, Ligotti, ecc.), di cui siamo avidi consumatori.

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