mercoledì 13 gennaio 2016

laCasta.


E' bastato che i laCasta mi spedissero tramite email il teaser del loro cd "Encyclia" per ammaliarmi con il loro suono e la loro immagine. Oscuri e pesanti, il gruppo ha tutte le carte in regole per fare grandi cose. Questa intervista è stata fatta con Mario, chitarrista della band.

Come mai avete deciso di autoprodurvi la vostra prima uscita intitolata "Encyclia"? è stata una cosa voluta per avere "maggior controllo" e saggiare un po’ il terreno, oppure ci sono altre motivazioni alla base di questa decisione?
Prima di tutto ti ringrazio per aver deciso di passare del tempo ben speso scambiando qualche chiacchiera. Per quanto riguarda la domanda, debuttare con un Ep di propria produzione, secondo noi, è stato un inizio abbastanza nella norma per una band underground agli esordi, ovviamente sia per sondare il terreno, come hai appena detto tu, ma anche per giostrarsi abbastanza in autonomia per quanto riguarda "etichette" di vario genere.

L’artwork che compone la vostra prima uscita mi è piaciuto molto. Semplice e molto diretto. Come mai avete optato per questa scelta? Avete collaborato tutti oppure solo alcuni di voi hanno messo mano alla cosa? Soddisfatti?
Tutta la parte grafica del gruppo viene interamente curata da me che ho un background di formazione artistica in vari settori partendo dalla fotografia per arrivare al design del gioiello, ma ovviamente, prima di dare il via ad ogni cosa, la supervisione è rigorosamente aperta a tutti gli altri membri della band, che comunque non rimangono mai delusi dai miei meticolosi lavori prettamente di stampo asettico, come piace in generale a tutti noi del gruppo. Detto questo, possiamo ritenerci pienamente soddisfatti del lavoro ottenuto!

Quando mi avete contattato, sono rimasto impressionato dalla cover del vostro Cd. Personalmente adoro quel tipo di arte e mi interessa molto il periodo storico dal quale è tratta. Potete spiegare ai nostri lettori e lettrici di cosa si tratta, il suo significato e cosa rappresenta per il gruppo?
Si tratta di un’incisione, raffigurante un papa, tratta dall’antico trattato "Liber Chronicarum" stampato a Norimberga nell’anno 1493, che per noi va a simboleggiare, in poche parole, quella che è la menzogna e l’ipocrisia a livello politico-sociale globale da parte dei poteri forti. Il colore, o se vogliamo non colore, predominante è il funereo nero, che ovviamente rappresenta quella che è la nostra essenza primaria. Tutto il resto è abbastanza asettico e freddo, come detto poco prima, studiato proprio per avere un’immediatezza ed un impatto abbastanza nichilista come la gran parte del nostro carattere predominante.

Una cosa che ho notato è che aprendo il booklet, non sono riportati i testi dei brani contenuti. A cosa è dovuta questa scelta? Su richiesta è possibile averli?
A tutti noi della band piace uno stile minimalista, ecco perché la scelta di un progetto grafico abbastanza semplice ma di grande impatto visivo. Per quanto riguarda la scelta di rendere i testi un enigma insoluto, ci è anche un po’ venuta in mente per lasciare intorno un alone di mistero... Tuttavia prossimamente verranno resi noti sicuramente. La nostra foto all’interno rappresenta il frutto di ciò che è "Encyclia"; l’essenza della rabbia che prende forma con la nostra presenza all’interno dell’opera.

Foto: MercuziO's photos

Sempre riguardo ai testi: di cosa parlano e a cosa vi ispirate per scriverli? Li scrivete tutti, oppure solo una persona all'interno dei laCasta si occupa di ciò? Si prestano ad essere interpretati in maniera univoca, oppure possono assumere significati diversi a seconda di chi li ascolta?
Le liriche vengono scritte essenzialmente da Alessandro (voce e synth), ma anche gli altri membri del gruppo a volte contribuiscono a buttare giù qualche testo. Capita, a volte, che qualche amico più caro e molto indirizzato all'ascolto del nostro genere ci scriva qualche testo, che con piacere inseriamo nel nostro oscuro scrigno. Le tematiche sono, come abbiamo sempre affermato e come si può anche dedurre dal nome della band, incentrate sulla tematica riguardante le caste di varia natura; quindi spaziamo dal tema politico-sociale alla religione, o comunque tutto quello che ha circondato e tutt'ora circonda sempre più l’intera umanità inglobata in stereotipi che osiamo definire ricchi di squallore. Ovviamente la veste dei testi in sé, in base al soggetto che ascolta il brano, può sicuramente variare. Questo è stato anche messo in conto sin dall'inizio; infatti ci piace l’idea che ogni persona possa dare libera interpretazione alle nostre parole in base allo stato d’animo che ricopre in un determinato momento della sua vita.

Il titolo del vostro debutto è "Encyclia". Che tipo di rapporto avete con la religione? Provenendo da una città del sud Italia, dove storicamente la religione ha sempre avuto un posto di rilevanza, sentite il peso di ciò nella vostra vita quotidiana e nelle scelte che fate?
Riguardo alla religione, così come pure per la politica, noi ci poniamo al di fuori e al di sopra di queste forti sovrastrutture sociali, non tanto per il loro significato intrinseco quanto per taluni aspetti deviati di entrambe, che in molte situazioni portano non già al dialogo tra le parti, come invece potrebbero e dovrebbero, bensì a scontri spesso inconciliabili e violenti. Ed è proprio contro questi aspetti di manipolazione nei confronti dell’uomo che, in definitiva, noi ci scagliamo con forza.

Il vostro tipo di hardcore è pesantemente influenzato da sludge e un certo tipo di metal (ma anche da moltissimo altro). A me piace chiamarlo "blackened hardcore", anche per via dei simbolismi che spesso si usano. Il fatto che suoniate questi tipi di genere è una conseguenza del vostro rapporto con la società in cui vivete e su quello che quotidianamente affrontate all'interno di essa?
La quotidianità sicuramente ricopre anche per noi un ruolo fondamentale, quindi ci porta a caratterizzare tutti gli aspetti del nostro progetto in maniera sempre pessimistica e negativa. Dalle tematiche dei testi alla musica stessa e, come detto prima, anche a tutta l’arte grafica, come anche la fotografia in bianco e nero molto presente nella band. Come vedi tutto assolutamente privo di colore!

Ascoltando il vostro Cd, le atmosfere che siete riusciti a creare sono di malessere, disagio e di una pesantezza quasi palpabile. Come siete riusciti a raggiungere ciò?
Elementi estremi quali, in primis, la rabbia che portiamo dentro, il dolore che abbiamo sofferto, ma anche quello che vediamo ogni giorno in varie situazioni mondiali, la violenza che ormai ci circonda sempre più e la menzogna, che come una terribile anaconda, soffoca e divora la gran parte della popolazione mondiale, si fondono con modelli musicali anch'essi sfaccettati di violenza, malvagità e depressione. Questo è un sunto del nostro sound oscuro e malsano.

Potete descriverci il processo di costruzione di un vostro brano? Solitamente parte da un’idea che poi sviluppate tutti assieme, oppure preferite lavorare assieme sin da subito?
La musica viene composta da me alla chitarra come tema portante, quindi parliamo dei vari intrecci di oscuri e violenti riff, dove successivamente in sala prove, con Marino al basso e Tommaso alla batteria, vengono arrangiati sino ad arrivare a conclusione.

Suonando questi pezzi dal vivo, credete di riuscire ad aumentare ancor di più le sensazioni di cui accennavo nella domanda precedente?
Crediamo che dal vivo si scateni un alone di oscurità ma nello stesso tempo di violenza repressa, questo anche dettato un po’ dallo scenario che andiamo a creare, suonando di spalle con un’atmosfera soffusa dettata dalle luci e dai fumi che s’innestano con la visione di film espressionisti proiettati sulla scena.

Foto: Francesco Ferri.

Quali sono le influenze principali del gruppo, sia a livello musicale, che per esempio letterario e artistico?
Possiamo affermare che siamo molto influenzati da varie branchie estreme ed oscure, quindi spaziamo da una base hardcore moderna, pesantemente influenzata da una buona dose di black metal e tutti i vari derivati anch'essi più moderni, fino ad arrivare al doom, al punk, al grind con ambientazioni dark ambient. Artisticamente parlando, il cinema muto tedesco espressionista ci è molto vicino, ma in genere tutta l’arte come la fotografia, la pittura, la scultura, la letteratura filosofica ma anche scientifica, sono sempre alla base delle nostre ispirazioni.

Senza nulla togliere al sud Italia, quanto può essere penalizzante per un gruppo come il vostro essere nati da quelle parti? Quanto è difficile organizzarsi e spostarsi per concerti fuori regione?
A dire il vero, facendo un paragone con il centro ma soprattutto con l’Italia del nord, la situazione non è delle più ottimali. Dalle nostre parti ci sono situazioni a volte anche importanti, ma il tutto non è uguagliabile alle attività che si svolgono in altre parti d’IIalia del centro e del nord: festival ma anche concerti più piccoli soprattutto del genere da noi trattato. Spostarsi quindi a volte diventa anche difficile a causa delle spese di viaggio che negli anni sono aumentate in maniera esponenziale. Ma l’attitudine, e quindi la forza di volontà nel fare ciò che si desidera, sopprime queste problematiche, per la maggior parte logistiche, per la sola voglia di poter suonare, suonare e suonare!

Siete molto presenti sui social network e in generale su internet. Quanto è importante, al giorno d'oggi, utilizzare questi strumenti? Ho notato però che non siete presenti su Bandcamp. Come mai? Cosa ne pensi di coloro che scaricano tutto gratis senza dare ai gruppi nemmeno un euro?
Sì, siamo molto presenti sui vari social, anche se contrari ad ogni forma eccessiva di mass media, perché è anche un modo di diffondere abbastanza rapidamente il proprio nome e la propria musica in maniera “libera e senza vincoli”. Bandcamp abbiamo deciso di tralasciarlo, almeno per il momento, perché presenti su altri portali dove liberamente abbiamo messo a disposizione per l’ascolto i nostri brani, o altri dove poterli acquistare liberamente, intendo il Cd fisico ovviamente! Il free download dei pezzi abbiamo semplicemente deciso di non ritenerlo opportuno, tanto i programmi per lo scaricamento pirata fanno il loro sporco lavoro! Ahahah! A parte la battutina, riteniamo che un minimo di guadagno ci debba essere come anche riscontro positivo al tantissimo lavoro e impegno che c’è dietro. Tutto qui.

Come giudicate la scena dalle vostre parti? Ci sono posti per suonare e gruppi degni di nota?
Gruppi degni di nota ce ne sono, e come! Ovviamente di varia natura e vario genere, ma ti assicuro che c’è davvero professionalità e passione in quello che fanno. Per quanto riguarda i locali un po’ meno, la situazione è abbastanza ridotta al minimo. Gli eventi, grossi o piccoli che siano, vanno a crearsi sempre negli stessi posti che anno dopo anno, comunque, si riducono sempre di più all'osso.

Prevedete un’evoluzione nel suono del gruppo, magari inserendo sampler o parti elettroniche?
Componendo nuovi brani, il sound si sta spostando un po’ di più su sonorità post-black metal, ma tutto sommato lo stampo rimane sempre quello dei laCasta! Alla fine si parla di sfumature impercettibili di sottogeneri sempre ben miscelati tra loro. Per quanto riguarda elementi elettronici abbiamo già una buona componente noise drone con vari synths analogici pilotati tra un pezzo e l’altro da Alessandro (voce e synths), ma la sperimentazione non ha mai fine!

Quali sono le prossime mosse dei laCasta?
Sicuramente una cosa importante per noi, come per tutte le band o artisti in genere, la cosa fondamentale è quella che il proprio nome e la propria arte si diffonda in tutto il mondo, avendo un seguito di gente che ti ammira per quello che fai e per come lo fai. Ritornando al nostro piccolo, una cosa che desideriamo è in primis quella di entrare sicuramente sotto qualche etichetta conosciuta a livello mondiale, possibilmente affine al genere e all'attitudine che ci lega per tutto lo stile complessivo che andiamo a proporre; avere inoltre una serie di persone che apprezzino in pieno quello che presentiamo ed infine collaborare con artisti importanti a cui noi ci ispiriamo. In tutto ciò non trascurando, ovviamente, la promozione di "Encyclia"!

Finito. Se vi va aggiungete pure qualcosa e grazie del vostro tempo.
Marco, ovviamente ti ringrazio a nome di tutta la band per lo spazio che oggi ci hai dedicato, ringrazio anche tutte le persone che hanno prestato attenzione all'intervista e infine tutti i nostri seguaci che ci supportano dal primo giorno sempre con entusiasmo. Ricordo inoltre che tutto il nostro merch ufficiale è disponibile sul nostro store accessibile da tutti i nostri social come anche da qualsiasi motore di ricerca online. Mi raccomando fatevi trascinare negli abissi più neri con la nostra "Encyclia" e diffondete il nostro grido di rabbia avvolto da una coltre oscura!


laCasta | Facebook

Nessun commento:

Posta un commento