lunedì 28 marzo 2016

Gufonero.


I Gufonero sono il nuovo gruppo in cui suonano Marcella e Andrea, che hanno militato e militano in band come The End Of A Season, Attrito, Igioia e tantissime altre. Il loro sound mischia l'hardcore, con il noise e lo sludge. Il tutto è supportato da un'etica totalmente do it yourself e da un'attitudine inattaccabile. Alle mie domande rispondono Marcella e Andrea.

Gufonero è un nome molto interessante e allo stesso tempo misterioso. Sembra quasi una sorta di chiave di lettura per aprire un mondo difficilmente classificabile con i canoni che siamo abituati ad usare. Come mai lo avete scelto e cosa significa?
Gufonero. Potrebbe sembrare una semplice metamorfosi, un unione di due animali, ma è come fosse una presenza bivalente, un qualcosa che ti tiene sveglio la notte e ti assopisce di giorno, ti entra dentro, nel profondo. Abbiamo pensato agli animali perché pensiamo siano più istintivi, spontanei, e che abbiano la capacità di esprimere meglio le pulsioni in modo estemporaneo senza bloccarle in blocchi di pensieri che le rendano meno veritiere e meno immediate. Gufonero è rabbia, paura, tristezza, angoscia ma anche affetto, serenità, armonia.

Ho avuto modo di vedervi dal vivo all'XM24 di Bologna e il vostro approccio dal vivo mi ha provocato due considerazioni: da un lato c'è l'impatto violento e concreto del vostro sound, dall'altro c'è una sottotraccia emozionale che difficilmente si può ignorare. Sembra quasi una catarsi tra l'urgenza di comunicazione ma allo stesso tempo addolcita da uno strato di sensazioni che provano a mitigarne l'irruenza. Siete daccordo?
Gufonero. Sicuramente i riff sono melodici, il suono cupo, impreciso, nefasto e distorto e forse entra nell'ottica di "contrasto emotivo" di cui ti parlavamo prima. L'urgenza comunicativa viene sempre prima di tutto, è una cassa di risonanza per le nostre emozioni più nascoste. Il tentativo è quello di esternare le sensazioni nel modo più immediato possibile senza rielaborarle troppo, speriamo che possano essere percepite come "più vere possibili".

Parliamo un pò dei vostri testi. Da cosa nascono? Prendete ispirazione da ciò che vi accade quotidianamente e quindi dalle vostre esperienze? Li scrivete a quattro mani oppure da soli? A parere vostro, chi scrive quelli più cupi?
Andrea. Noi siamo un riflesso di ciò che ci circonda, quello che pensiamo è una proiezione di noi stessi, lasciamo da parte cliché del genere e pippe auliche senza direzioni. Sono pensieri ricorrenti, avvenimenti sconvolgenti o sguardi latenti... Tutto si può tradurre in parole.

La scelta di suonare come duo da cosa è scaturita? Che tipo di limitazioni e di vantaggi comporta questo tipo di formazione?
Marcella. L'idea è partita da un progetto che avevo quando abitavo in Emilia qualche tempo fa: due bassi e batteria. Essendomi trasferita in Trentino volevo concretizzare le idee che avevo in testa, mi dispiaceva abbandonare quello che era stato creato e mettere nel dimenticatoio nove pezzi sui quali avevo lavorato. Per la prima volta, dopo i Killerkoala (1999-2000) esprimevo le mie emozioni e passioni attraverso uno strumento che non fosse la voce e quindi volevo dare valore a questo processo creativo, anche se semplice e forse banale. Con Andrea condivido ideologie, modi relazionali, passioni, attitudine... Tutto e soprattutto ho sempre stimato come vive, visceralmente parlando, la musica. Sfoga attraverso la batteria quello che a mio parere la quotidianità gli fa immagazzinare, è un grande batterista con voglia di sperimentarsi in cose nuove e credo che, per lui, la spinta motivazionale sia stata proprio questa, i pezzi gli sono piaciuti ed era entusiasta di partecipare a questo progetto. La scelta di rimanere in due è stata proprio fatta per questi motivi, per mantenere l'armonia e la sintonia umana e musicale che c'è fra noi e anche perché risulta più semplice confrontarsi, organizzarsi, prendere, andare, fare e pensare.

Un'altra cosa che mi è piaciuta molto, a livello grafico, è il modo in cui avete concepito la rappresentazione del gufo. Un tratto semplice ma deciso. Come siete arrivati a ciò, chi lo ha realizzato? In futuro manterrete questa impostazione grafica, oppure credete che ci sarà un mutamento col passare del tempo?
Gufonero. Negli ultimi 20 anni ne abbiamo viste anche troppe di incursioni artistoidi dalle sfumature fighette. Abbiamo ancora l'odore della xerox nelle narici (siamo vecchi), il punk hc è impatto, e nulla rende come il bianco e il nero. Da li veniamo, dai volantini scritti a pennarello, dai collage, dalle lettere con il francobollo reciclato, dalle fanzine taglia e incolla fotocopiate a scuola. Un ritorno alle radici dalle quali non ci siamo mai staccati, che vogliamo trasmettere con semplicità ed immediatezza. Francesco, chitarrista dell'altro nostro gruppo powerviolence igioia, nonchè tatuatore ed ottimo amico, condivide con noi una visione cupa e sarcastica dell'esistenza ed è stata la nostra terza mano. Ha infatti realizzato graficamente una metamorfosi fra un gufo e un gatto, per noi simbolo e sintesi del concetto definito nella prima domanda. In futuro continueremo con questa modalità coinvolgendo altri amici, come ad esempio Officina Infernale (prendetevi i suoi fumetti!!!) che ci ha realizzato due visioni del gufonero da paura.


Il vostro concept grafico riflette visivamente il vostro modo di suonare? Voglio dire: possiamo tracciare una linea di continuità tra il vostro suono e il vostro modo di rappresentarvi graficamente?
Gufonero. Il concetto emergente è proprio il contrasto, che, come un filo di Arianna tiene uniti modi, sensi, significati, suoni ed estetica. Le strutture musicali, infatti, sono melodiche e semplici, vengono spezzate da suoni ultradistorti e cadenzati; come la grafica: composta da neri e bianchi che lottano in assenza di sfumature e si compensano.

Tra qualche tempo uscirà il vostro primo 7". Potete anticiparmi qualcosa? Sarà una coproduzione oppure vi affiderete solo ad un'etichetta o al massimo due o tre?
Marcella. Sono cresciuta con il suono ruvido e caldo del vinile, quando ero piccola mia madre mi ha trasmesso la bellezza e la socialità del condividere un vinile insieme. Leggere i testi, sentire il profumo della copertina, percepire i sentimenti di chi aveva creato quell'oggetto eliminando così il distacco fra musica ed ascoltatore.

Andrea. Il vinile ci piace, lo comperiamo, lo ascoltiamo, lo viviamo. Uscire su 7" è una scelta che non abbiamo neanche dovuto prendere, non lo consideriamo un semplice feticcio, ma il formato perfetto per l'ascolto.

Gufonero. Crediamo fortemente nelle coproduzioni, come gesto che valorizza il fare insieme, il condividere, l'amicizia e il far circolare la musica il più possibile e in più luoghi. Per rispondere meglio alla tua domanda, si, sarà una coproduzione: in primis delle nostre due etichette, Annoying Records e The Fucking Clinica, con l'aiuto di altre che si stanno aggiungendo.

Sono da sempre un lettore del magazine Vice, e mi sono imbattuto in un interessante articolo sulla città di Trento, dalla quale provenite. In questo articolo si parlava di come i cittadini di questa città si sentano costantemente minacciati da immigrati e altri "indesiderati" e di come sia difficile cercare di impostare un discorso a livello di occupazioni di stabili e comunque di attività antagonista. Voi come vivete Trento e cosa ne pensate di ciò?
Andrea. L'articolo è tutto sommato veritiero, seppur infarcito da retorica da studente universitario fuori sede. È vero, Trento è chiusa, Trento è bigotta, a Trento non succede mai nulla, per questo bastano due schiamazzi a fare notizia sui quotidiani locali, i giornalisti ingigantiscono e la gente si spaventa. Le lamentele degli studenti che non trovano vita la sera quando escono per farsi l'aperitivo universitario mi importano poco, io con questo disagio ci vivo e ci combatto da quando sono nato, vengo da un paesino di montagna in cui la sera o vai al baretto del paese ad ammazzarti di alcol o finisci per buttarti da un ponte. Secondo me questo è il terreno più florido per lo sviluppo di incazzatura sociale, solidarietà verso il prossimo e necessità di costruire un presente diverso, mi vengono in mente gli ultimi venti anni del giro anarchico tra Trento e Rovereto che ha fatto moltissimo, iniziative, presidi, occupazioni, senza mai abbassare la testa o darsi per vinti nonostante anni di carcere, diffide, fogli di via e multe pesantissime. Le occupazioni anarchiche non durano molto proprio per l'assenza di compromessi, non si vuole mediare, l'occupazione deve essere un atto forte e vicino alla gente, deve coinvolgere. Che senso avrebbe scendere a patti con il comune che porta avanti la politica degli sfratti? Ovvio, in grosse città come Bologna, Milano o Roma è più facile che nascano situazioni antagoniste che durino nel tempo, ma nel disagio della provincia fioriscono realtà forse più oneste e determinate, proprio per l'ostilità del territorio.

Ultimamente avete suonato in posti come la Villa Vegan a Milano. Vi trovate sempre a vostro agio a suonare in quel determinato tipo di situazioni? In futuro, potreste accettare di suonare anche in pub e simili?
Gufonero. Noi veniamo da posti quali Scintilla, Confino, Telos, Assillo, Villa, Atlantide, Torre Maura... Sono i nostri posti, nei quali ci sentiamo noi stessi, che sentiamo di far parte della nostra identità e formazione come individui. Cercheremo di suonare il più possibile in posti come questi, non escludiamo però di esprimerci anche in altri luoghi che però mantengano una certa attitudine.

Questa è una domanda per Marcella: il tuo modo di cantare nei Gufonero mi sembra un pò diverso rispetto alla timbrica che utilizzi negli End Of A Season. Sei daccordo? Fai più o meno fatica rispetto al tuo altro gruppo?
Marcella. Sulla registrazione non sento grande differenza, ma sicuramente dal vivo qualche discrepanza c'è, questo perché canto mentre suono e non riesco a concentrarmi completamente sulla voce, ma per pura e mera fisiologica posizione; credo sia una questione di abitudine.

Che progetti hanno i Gufonero per il futuro? Oltre al già citato 7" in uscita...
Gufonero. Suonare in giro, magari fare dei tour e sicuramente altre uscite/collaborazioni ma soprattutto girare conoscere gente e supportare le realtà che più ci sono care.


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