martedì 3 maggio 2016

Cosa Nostra.



Cosa Nostra è una sorta di all star band che ridà lustro alle vecchie glorie del passato hardcore tricolore. Ma non considerateli una semplice cover band. Hanno un tocco oscuro e greve, anche nel loro modo di porsi. A breve uscirà il loro primo vinile, "Cani Sciolti", contenente otto cover dei leggendari Nabat. Il tutto sotto le ali protettrici di Assurd Records, Green Records e Hellnation Records. Ho scambiato quattro chiacchere con Giangiacomo (una delle due voci), per saperne un pò di più.

L'ultima apparizione pubblica dei Cosa Nostra risale all'autunno del 2012 all'Atlantide di Bologna in compagnia dei Colonna Infame e dei Nabat. Poi è calato il silenzio assoluto. Come mai avete deciso di tornare sulle scene e cosa è cambiato in tutto questo tempo?
Personalmente, già prima di quel concerto, convinto che ogni cosa va fatta in un determinato momento, avevo deciso di non suonare mai più. Poi a settembre dell'anno scorso, in modo naturale, ci siamo ritrovati e abbiamo deciso che il discorso Cosa Nostra poteva essere ripreso. Ognuno di noi ha motivazioni diverse. Le mie erano quelle di mettere in musica rabbia e delusioni personali. Dato che tutti abbiamo lavori piuttosto impegnativi, non so dirti quanto durerà ancora. Per ora funziona molto bene.

Il titolo del vostro vinile è “Cani Sciolti”. Mi ricorda una frase di un pezzo dei Sangue Misto, che a Bologna erano molto legati. C'è qualche connessione? Come mai avete deciso di chiamarlo così? Vi sentite in qualche modo dei cani sciolti, slegati da tutto e da tutti?
Il disco, aldilà dei Nabat è pieno di citazioni, non solo musicali. Le campane che aprono e chiudono "Generazione 82" fanno riferimento appunto ai Nabat, ma anche ai Minor Threat ad esempio. Il titolo "Cani sciolti" chiaramente rimanda ai Sangue Misto, gruppo che ora apprezzo molto di più di quando uscì il loro lp nel 1994, anno nel quale vedevo quel disco un pò come un tradimento rispetto a ciò che aveva significato per me Isola Posse. Inoltre, "Cani sciolti", per chi ha fatto politica e sa cosa significa scendere in piazza, o sa cos'è una manifestazione o l'appartenenza politica, ha un senso ben preciso. Per questo come dici tu giustamente, è l'idea di essere slegati da tutto e tutti, ma allo stesso tempo contigui ad un certo mondo nel quale entriamo ed usciamo quando e come vogliamo.

La copertina del vostro vinile mi è piaciuta molto. Ha un tocco violento ma allo stesso tempo decadente, sembra quasi rappresentare uno spaccato della quotidianità in cui siamo immersi ogni giorno. Come vi è venuta l'idea, chi l'ha creata e ne siete soddisfatti?
La copertina è stata disegnata da Rino Valente, noto tatuatore e tanto tempo fa scenester e mio compagno negli Ageing. Quando l'ho contattato devo confessarti che avevo chiesto un'altra cosa. Al momento di spedirci il disegno ci ha detto o vi piace o lo fate fare da un altro... C'è piaciuto.

Il disco esce grazie alla triade Assurd Records, Green Records e Hellnation Records. Questa cosa è molto intrigante, poiché unisce la vecchia scuola (Green Records e Hellnation Records) con la nuova (Assurd Records), quasi fosse un continuum spazio temporale all'interno della nostrana scena punk hardcore. Siete daccordo? Come è nata questa collaborazione? Ne siete rimasti soddisfatti?
Assurd Records è la nostra etichetta hardcore preferita. Sono persone in gamba che realizzano con passione quello che ormai nessuno vuole più fare e cioè produrre dischi e cassette. Per quel che concerne Hellnation Records e nello specifico Roberto Gagliardi, in arte Robbertò, dico solo che per me è una persona dalle qualità umane uniche. Dal punto di vista produttivo, quello che ha realizzato in più di 25 anni dalla Banda Bonnot, arrivando oggi ad Hellnation Records, parla più di qualunque altra cosa. In ultimo Green Records. Qui da sottolineare credo ci sia il legame che Giulio Repetto ha voluto mantenere con alcune persone che nel passato ha conosciuto e con la quale è rimasto in contatto: io e Andrea che suonavamo negli Ivory cage, Marco Morosini che era nei Miles apart/Eversor e che oggi Giulio supporta con la partecipazione della Green Records alla produzione dello split Mannaia/Death On Off e in ultimo nella coproduzione dei Rougue State, dove milita Diego che nel passato è stato la voce dei Burning Defeat, altro gruppo Green Records. Credo che Assurd Records, Hellnation Records e Green Records assieme siano per noi il meglio in assoluto e non solo per le capacità e per il valore di quello che fanno e distribuiscono a livello musicale.

Otto sono i pezzi di cui avete fatto la cover dei Nabat. Come mai avete scelto proprio quelli? Alcuni sono dei veri e propri inni...
Abbiamo scelto i pezzi che più ci piacevano. Tendenzialmente quelli più oscuri e tetri, evitando "Laida Bologna" o "Tempi nuovi" perché più melodici e con cori da stadio, non adatti a noi. Anche "Un altro giorno di gloria" l'abbiamo completamente stravolta nella parte dei cori. La nostra visione dei pezzi che abbiamo suonato è quella di canzoni violente e senza compromessi. Qualche anno fa parlai con un presunto musicista bolognese che mi raccontava che per lui i Nabat erano un gruppo punk rock e per punk rock lui intendeva Clash e Ramones. A mio parere sbagliava. Secondo me se si ascoltano bene certi pezzi, specialmente quelli più vecchi, ci si accorge di quanto nei Nabat sia portante la chitarra e quanto questa li avvicini più a certo rock estremo che ai Cock Sparrer. Una sera Steno ha affermato che i Nabat del tempo fossero quasi metal. Ovviamente per certi versi è un paradosso, ma a mio parere se si ascoltano le chitarre non siamo così distanti dalla realtà.

"Kill Khomeini" è un inedito del gruppo bolognese. Come siete venuti a conoscenza dell'esistenza di questa traccia? Il pezzo è un po' un manifesto della situazione politica internazionale degli anni '80. A parere tuo, possiamo considerarlo ancora attuale, anche se Khomeini è scomparso da tempo, ma l'eredità che ha lasciato nel Medio Oriente è ancora molto presente?
L'idea ce l'ha lanciata Steno durante una delle prime prove. Può sembrare un titolo ingenuo o datato. In realtà è una presa di posizione contro ogni tipo di dittatura e fondamentalismo e a mio parere funziona benissimo anche oggi. Le parole sono semplici, scarne, senza giri di parole, ma dicono tutto. Poi pur essendo un brano scartato addirittura nel 1980, musicalmente è potentissimo.

I Cosa Nostra hanno fatto cover di pezzi di altre band storiche, oltre ai Nabat. Come mai avete deciso di includere solo canzoni di questi ultimi? Che effetto ti ha fatto suonarle, visto che credo tutti componenti del gruppo siano affettivamente molto legati alla band di Steno?
Noi rispettiamo Steno perché è stato l'anima di quello che per noi è il miglior gruppo mai uscito da Bologna, ma anche perché è una persona intelligente e se devo dirla tutta molto paziente. Un paio di volte avrebbe dovuto pestarmi e ha evitato di farlo, ahahah! Per noi suonare questi pezzi è un privilegio. Non dimentichiamo che "Nichilistaggio" l'abbiamo registrata una quindicina di anni fa con la vecchia formazione, che comprendeva anche Fabrizio Cacciari e Gianni Bandini alla voce. Quella registrazione c'era piaciuta parecchio e abbiamo pensato che si potesse fare un album intero tutto dedicato all'attualizzazione dei Nabat. Sai quando si dice "Fate i Nabat!?", a mio parere bisognerebbe aggiungere "Fateli bene, cazzo!" Noi a quei brani abbiamo messo il turbo. Preciso che i Cosa Nostra non sono una cover band. Abbiamo un paio di brani nostri che probabilmente suoneremo nei prossimi concerti.

Sempre ricollegandomi alla domanda precedente, so che sarete presenti nella compilation targata Assurd Records dal titolo "Still Pounding In" con una cover dei Crash Box, se non sbaglio. Il titolo riprende quello della compilation in 7” "It's Pounding In", live all'Isola Nel Kantiere nel 1990 a Bologna. Anche in questo caso si tratta di una continuazione dello spirito di quegli anni. Cosa è effettivamente cambiato rispetto a quell'epoca, come hai affrontato questi cambiamenti nel tuo approccio con l'hardcore in questi anni? Come mai avete optato proprio per i Crash Box?
La cover dei Crash Box la suoniamo da sempre, così come un paio dei pezzi dei Nabat facevano parte dei bis dei Summer League, anche "Nato Per Essere Veloce” era tra questi insieme a brani di Dag Nasty o Turning Point. E' un pezzo che sintetizza la musica che amiamo. Mi fa piacere che la compilation faccia riferimento a “It's Pounding In!”. Non credo però ci siano similitudini. Il concerto dell'Isola Nel Kantiere segnò una rinascita, adesso penso che le cose siano vive, ma non vedo l'esplosione e l'originalità che nei primi anni '90 segnarono la scena hardcore italiana. Come auspicio e riferimento ovviamente lo condivido.


Come scritto in apertura, l'ultima volta che avete suonato dal vivo è stato nell'ottobre del 2012 con Colonna Infame e Nabat, in Atlantide a Bologna. Mi ricordo che il concerto fu grandioso e si respirava una gran bella atmosfera. Che ricordi ne hai? Ora che Atlantide non c'è più, è proprio vero che se n'è andato un tassello fondamentale come luogo di aggregazione e di creazione e sviluppo di idee... Sei daccordo?
Pensa che al tempo di quel concerto alcuni scrissero ad un nostro amico dicendo che Atlantide per Colonna Infame e Nabat era troppo piccola. Evidentemente queste persone non capivano granché di quello che sarebbe successo quella sera e cioè un grande concerto partecipato e dove non c'era separazione tra chi suonava e il pubblico. Atlantide del resto per me e per le band dove ho suonato è stato un faro. Se non ci fosse stata, cani sciolti come i Summer League, praticamente non avrebbero mai suonato a Bologna, così come era avvenuto con gli Ivory cage che pur uscendo ai tempi per Green Records, andando in tour all'estero, suonarono una sola volta a Bologna. Atlantide è stato un luogo eretico dove i gruppi nei quali ho militato erano a casa loro, così come tanti altri che non avrebbero trovato spazio in questa città. Un posto speciale che ha covato tante cose e non solo il punk, ma che ovviamente per quel che sono i miei interessi è stato il luogo che ha fatto si che la fiamma dell'hardcore più radicale continuasse a mantenersi viva in questa città.

Nel brano "Generazione 82" canta Paolo dei Colonna Infame, The '80s, Soa Records e So What? Ristorante, più mille altri progetti del passato. Come è nata questa collaborazione? Perchè è stato deciso proprio quel pezzo?
Paolo è uno di quelli che tra il 1989 e il 1990 ha contribuito a rifondare l'hc italiano. SOA Records è stata un'etichetta fondamentale per quelli della mia generazione. Nonostante qualche scazzo personale avuto quando abbiamo lavorato assieme, io e Cane Malato(l'altro cantante), lo sentiamo spesso e lo consideriamo insieme ad una manciata di altri superstiti di una generazione, come uno di noi. I Colonna Infame li vedo prima di tutto come un gruppo hardcore. Lo erano nella prima incarnazione dove ¾ dei membri erano vegan sxe e per me lo sono ancora. Spero che Damiano(chitarrista dei Colonna Infame) non si incazzi per questa affermazione. Come è nata la collaborazione? Un giorno ero a pranzo a Roma presso So What! e Paolo mi ha chiesto se ci andava di farlo cantare su di un pezzo. Avrei potuto dire di no?

La cosa che bisogna constatare è che i Cosa Nostra sono fondamentalmente un gruppo hardcore vecchia maniera che suona classici dei Nabat, rinvigorendoli e dandogli una nuova chiave in sede di esecuzione. In pratica li avete riletti ma senza stravolgerli. Sei daccordo?
E' esattamente così. L'Oi! ci piace il giusto e tranne alcune eccezioni tipo Blitz o Anti-Heroes, preferiamo gruppi skin americani che in realtà hanno suonato hardcore con influenze Oi! tipo Warzone, Slapshot o Cro-Mags. Ripeto per me anche Colonna Infame è un gruppo hardcore così come lo erano qualche anno fa i Rebelde.

Cosa ne pensano i Nabat di queste cover, se hai avuto modo di fargliele ascoltare...
Abbiamo la benedizione di Steno e questo ci basta...

Come mai nelle foto promozionali e durante i vostri set dal vivo suonate con il volto coperto?
Già dall'inizio (parlo di circa 15 anni fa) fu una scelta dettata dal fatto che non importava chi fossimo, ma era importante il "verbo" dell'hardcore storico che cercavamo di far riemergere. Non so se continueremo mascherati, ma la violenza e l'impatto della musica hc italiana anni ottanta, che noi tutti abbiamo vissuto quando era al suo tramonto, spero sia veicolata anche da questa immagine minimale e oscura.

La registrazione risulta molto potente ma allo stesso tempo sanguigna, cioè senza inutili fronzoli. In più i cori sono davvero ben fatti. Come siete arrivati a questo tipo di risultato? Mi pare che lo abbiate registrato presso i Fear Studio, che in quanto a qualità e competenza non sono secondi a nessuno... Siete rimasti soddisfatti oppure a posteriori avreste cambiato qualcosa?
Abbiamo inciso tutti i pezzi in presa diretta al Fear Studio; le voci invece le abbiamo registrate a Bologna da Andrea Recchia, uno dei chitarristi degli Ivory Cage. Per me il suono è rozzo e allo stesso tempo potente e chiaro. Siamo soddisfattissimi del risultato e se dovessi fare un paragone azzardato per rendere l'idea, suona a metà tra Blood For Blood e Poison Idea.

Quali sono le prossime mosse dei Cosa Nostra?
Per prima cosa aspettare Maggio e l'uscita dell'album. Abbiamo tantissime richieste, ma gli impegni di ognuno di noi non ci consentono di coprirle come sarebbe giusto. Per quel che è possibile vogliamo chiaramente suonare dove ci chiamano e scrivere pezzi nostri. Ne abbiamo appena ultimato uno che ci piace molto ed a metà tra Nabat e Cro-Mags, con un testo ignorantissimo. Del resto staremo a vedere. Cosa Nostra è un progetto coeso ma per certi versi fragilissimo.

Finito. Aggiungi pure ciò che volete e grazie.
Mandiamo un grande abbraccio a Gianni Bandini che ha cantato nella vecchia registrazione di "Nichilistaggio", anche questa presente in chiusura del disco. Per problemi di salute non ha preso parte alle nuove registrazioni, ma lui sa che è parte di questo progetto anche se in questo momento non può cantare.

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