martedì 28 giugno 2016

Nulla+.


I Nulla+ sono un duo che mischia in maniera sapiente il blackened hardcore con il black metal. Il loro cd di esordio "Stornelli Distopici" è stato recensito su queste pagine virtuali ed è stato molto apprezzato dal sottoscritto. Siccome sono molto affascinato dall'universo oscuro e malato in cui il gruppo si muove, ho deciso di intervistare Paolo, mente dietro a questo progetto. Con lui ho parlato dell'aspetto musicale del duo ma anche di altre cose. Buona lettura.

I Nulla+ sono un gruppo che affonda le proprie radici tanto nel black metal quanto in un certo hardcore che io amo definire come blackened. Come mai hai dato vita a questa commistione, che pesca tra i generi più nefandi ed estremi in circolazione?
Io ho una forte predilezione per l’hardcore punk e il suo modo diretto di esprimere concetti e per il black metal e la sue atmosfere tetre e opprimenti. Entrambi i generi sono viscerali e spesso primitivi e ben si sposano tra loro. Entrambe queste forti influenze hanno le caratteristiche di poter esprimere al meglio quello che voleva essere comunicato, tanto per il linguaggio quanto per il contorno musicale. Sia io che Riccardo ascoltiamo molta musica spaziando tra vari generi anche al di fuori dell’ambito estremo ma per sintetizzare al meglio quello che avevamo da dire e come volevamo dirlo la scelta è stata praticamente obbligatoria e spontanea allo stesso tempo.

Il vostro cd è un viaggio nei meandri della psiche umana, affrontato però con estrema ironia e sarcasmo. Attraverso i pezzi che compongono il vostro primo lavoro analizzate in maniera impietosa i comportamenti spesso bizzarri del genere umano, mettendoli alla berlina. E' una cosa naturale per voi farlo, oppure fa tutto parte di una certa impostazione che avete voluto dare al vostro progetto?
Questa è una cosa che mi viene naturale, prima di tutto perché sono un essere umano e quindi come tutti inciampo nel mio ego quotidianamente poi perché non serve guardarsi tanto in giro per avere una serie di situazioni che si ripresentano come costanti nella propria esistenza e in quella degli altri che danno vita a certi comportamenti tragicomici. Tutto questo poi collima nella più semplice delle cose, confrontarsi con se stessi per capire gli altri e rendersi conto che in certe situazioni siamo proprio chi più e chi meno dei soggetti miserandi, l’ironia nel farlo vien quindi da se.

Sono rimasto particolarmente colpito dal fatto che usiate lo stornello. Potete spiegare ai miei lettori e lettrici in cosa consiste, perche' vi avvalete di questa forma metrica molto antica e particolare? In futuro cambierete o vi manterrete sempre su queste coordinate?
Gli stornelli nascono come tiritera popolare creata da autori che quasi sicuramente non avevano alle spalle studi musicali, proprio come me. Sono costituiti da un imprecisato numero di strofe molto semplici e spesso dall'assenza di ritornelli, sono brevi ed immediati e parlano in rima di situazioni grandi o piccole di tutti i giorni in maniera satirica e/o melodrammatica, nascono dall'improvvisazione e dall'estro di un momento e vengono accompagnati da una musica molto semplice. Sono componimenti che hanno qualche buon secolo alle spalle, sicuramente i più conosciuti sono gli stornelli romani e quindi capirai che fondamentalmente sono sempre attuali ed erano perfetti per come volevo impostare ogni lirica, anche se qualche volta ammetto di essere stato un pelino ermetico, cosa che va contro il concetto stesso di stornello. Per ora ho una manciata di impressioni messe su carta che potrebbero diventare nuove canzoni ma finché non si delinea il quadro generale non so cosa dirti sul futuro di nuova musica.

I vostri testi sono una feroce critica venata di caustico sarcasmo contro la nostra società e gli esseri viventi che la popolano. Da cosa prendete spunto per scriverli? C'è anche una componente biografica in essi o voi vi ritenete dei semplici narratori di ciò che vi accade intorno?
Tutte le nostre canzoni nascono dal testo, spesso scritto di getto o composto da appunti se così possiamo chiamarli scribacchiati nei momenti più disparati di una qualunque giornata in un qualsiasi luogo. Difficilmente questi vengono modificati per far fronte ad arrangiamenti migliori o a scelte stilistiche diverse al solo scopo di creare il pezzo completo, quindi ricoprono il ruolo più importante della nostra musica. Proprio per questo ho deciso di scrivere in italiano per aver più margini di manovra possibile e poter comunicare nel modo più semplice e diretto, ma ci tengo a precisare che più che una critica vera e propria sono una descrizione soggettiva di quello a cui assistiamo quotidianamente. Dopotutto i piccoli e grandi orrori di cui il mondo umano è pieno sono di fronte agli occhi di tutti e basta veramente poco per descriverli e sintetizzarli con un testo breve. I Nulla+ non fanno denunce sociali, hanno un loro pensiero e un senso critico come tutti ma finisce qui, non siamo gli U2 non dobbiamo far ‘’pensare’’ le masse. Facciamo un genere di nicchia, la nostra notorietà rasenta lo zero, il nostro al massimo è un borbottio strillato. Nel 2016 chiunque ha un pc e una connessione può dire la sua in un blog, riportare notizie di qualsiasi tipo o pubblicizzare ogni tipo di ideologia e praticamente tutti girano con una piccola telecamera addosso. Ormai siamo tutti spettatori di quello che è il quotidiano del mondo bombardati dall'iper-informazione inutile e spesso falsata, a noi piace spettegolare di questo nelle nostre canzoni.

La copertina del vostro debutto riflette appieno la vostra proposta musicale. La leggo come una sorta di portale che conduce ad un mondo distopico, in cui tutto è capovolto in senso negativo, una sorta di inferno. Di fianco ad esso ci sono due persona in giacca e cravatta. Sono forse la rappresentazione dei potenti del mondo, che anche se in pochi rispetto alla popolazione mondiale, decidono in pratica delle vite di ognuno di noi?
Puoi vederla in questo modo e non sbaglieresti. La copertina mi piace tantissimo, molto scura ma ricca di dettagli rende le chiavi di lettura molteplici. Per come la penso io non è un portale per un dimensione distopica o giù di lì, il nostro mondo è già distopia allo stato puro. Quel vortice rappresenta tutta la merda che noi esseri umani abbiamo inventato che vortica irrimediabilmente crescendo, aggiungendo nel tempo sempre più cose terribili. Ci sono tanti particolari nello sfondo, alcuni attuali come la televisione, la borsa, il cibo spazzatura e i rifiuti inquinanti o altri antichi che ci insidiano quasi dalla notte dei tempi come le armi, le religioni, i soldi e i poteri politici. Molti di questi sono rappresentati da simboli come possono essere una corona o un grafico degli indici di borsa, i due individui di fronte a questo marasma sono l’allegoria di quella che è la classe dirigente della nostra razza, con il loro dress code attuale e gli occhi privi di emozioni e indifferenti. Sono immobili e statici a dimostrarci che la nostra storia è costellata da avvenimenti e da drammi costanti che cambiano solo nei dettagli ma che rimangono pressoché identici nel tempo e nelle modalità.


Chi vi ha realizzato la parte grafica? Gli avete dato carta bianca, oppure avete collaborato attivamente? Come vi siete trovati? Per le prossime release pensate collaborare ancora?
La grafica di Stornelli Distopici come anche il nostro logo è stata realizzata da Simone Mondon aka STRX, io ho dato una idea e lui l’ha sviluppata in maniera eccelsa. Mi ricordo che gli ho mandato uno schizzo che poteva essere disegnato benissimo da un bambino di 3 anni su come volevo impostare il tutto e lui ha trasformato quell'obbrobrio in una ferale copertina degna di un discone. Gli dobbiamo molto e spero di collaborare ancora con lui. Qui sulla sua pagina facebook (Simone Strige) trovate i suoi lavori, fa di tutto dalle cover alle grafiche per le locandine e t-shirt, dare una occhiata per chi non lo conosce è d’obbligo.

Una cosa che mi ha incuriosito del vostro nome, è che è accompagnato dal simbolo "+". E' un modo per rimarcare ancora di più l'oblio assoluto nel quale piano piano stiamo cadendo, oppure è un uso ironico di un simbolo per descrivere ancora meglio il nulla più totale che caratterizza l'umanità in genere?
Il "+" con "Nulla" serve a marcare maggiormente il senso pessimistico che pervade la nostra musica, ma anche quello riassuntivo. Come ho sottolineato spesso noi cerchiamo di sintetizzare dei concetti e metterli in musica, senza girarci troppo intorno cerchiamo di andare al punto, chiudere un cerchio e... Nulla+.

Voi siete un duo. Come mai avete optato per questa formazione? Che tipo di pro e contro riscontrate in essa? In futuro vedremo un allargamento della line up?
A fine 2014 ho iniziato a scrivere le prime canzoni ma una batteria elettronica mi stava stretta così ho chiesto ad un amico di vecchia data che aveva suonato con me in vari gruppi nel corso degli anni, se gli andava di registrare a tempo perso e quando poteva qualche traccia per me. Il buon Riccardo da "qualche traccia" è passato a farsi ben undici canzoni, e quindi visto il culo che si è dovuto fare per un favore ad un amico era giusto inserirlo in line up. Grazie al suo fondamentale aiuto negli arrangiamenti sono riuscito a poter proseguire nella composizione. Naturalmente nel futuro mi piacerebbe creare una vera e propria band ma non so se questa cosa si attuerà mai.

Posso considerare i Nulla+ come una band vera e propria, oppure è un side project? Siete impegnati anche in altre band?
Io non ho altri progetti, ma mi pare che Riccardo suoni in una gruppo rock diciamo più canonico ma ammetto non so cosa facciano, sono una merda egocentrica.

Come sei entrato in contatti con Symbol Of Domination e Metal Throne, cioè le due etichette che vi hanno prodotto il cd? Come hanno preso il fatto che vi esprimiate in italiano? Credete stiano facendo un buon lavoro a livello di promozione? Quanto conta avere alle spalle due label straniere nell'economia del gruppo?
Appena finita tutta la parte di missaggio e mastering ho iniziato subito anche se con poche speranze a cercare qualcuno interessato al nostro lavoro. Scartabellando su internet ho iniziato a contattare tutte le possibili label disposte ad aiutarci tramite email, da quasi subito la Symbol of Domination si è trovata interessata a stamparci il disco, ma aveva bisogno di qualcuno che co-producesse con loro. La ricerca è durata alcuni mesi, ma nel contempo non siamo riusciti a trovare nessuna offerta veramente interessante fino a quando i russi non ci hanno mandato una mail confermandoci che avevano trovato un partner, per l’appunto la greca Metal Throne. Per la lingua non mi pare si siano fatti scrupoli, dopotutto spesso nemmeno conoscendo l’inglese si capiscono i testi quando si parla di musica estrema. Per il lavoro di promozione per quanto ne so non credo stiano facendo niente, i nostri accordi erano solo sul numero di copie da stampare e su quante ne spettavano a noi, anche solo questo per noi è stato comunque un risparmio.

Perugia come si presenta a livello di scena hardcore e metal? E' semplice suonare dalla vostre parti? Avete un qualche legame con altre band vostre concittadine?
Perugia e l’Umbria in generale sono una piccola entità (novecentomila abitanti circa), ma nonostante questo c’è sempre stato un sottobosco metal e hardcore anche se sicuramente molto meno prolifico rispetto ad altre zone d’Italia. Da una decina di anni a questa parte mi sembra però di vedere un calo di affluenze ai concerti e per la musica estrema o veramente alternativa gli spazi dove poter suonare sono calati, almeno nella zona di Perugia i locali rock o pseudo tali non investono più nei generi più di nicchia. Il C.S.O.A. Ex Mattatoio rimane uno dei punti nevralgici della scena, poi abbiamo il Free Ride in pieno centro perugino e anche nella zona di Terni alcuni circoli stanno cercando di organizzarsi. Posso dire che vedo in questi ultimi tempi una riorganizzazione totale in cui la filosofia DIY sta riprendendo il sopravvento. Questo mi rende felice perché nonostante la gente che segue la scena mi sembra calata e gli spazi diminuiti la qualità generale delle proposte e le modalità di organizzazione mi sembrano che vanno in miglioramento. Ci sono band umbre che apprezzo molto come Bloodtruth, Methylhate e Die Abete... Insomma non viviamo di solo Fleshgod Apocalypse dalle mie parti.

Vorrei avere una tua opinione sui seguenti argomenti: immigrazione, situazione politico/economica/sociale in Italia, possibilità che Trump diventi il prossimo presidente degli Stati Uniti d'America, conflitti in Medio Oriente.
Questi sono tutti argomenti complessi, che affondano le loro radici nella storia più o meno recente. Non so se ho le competenze per darti un parere dettagliato senza scendere nella solita retorica, bisognerebbe iniziare una cronistoria per ognuno di questi argomenti e affrontarne i vari punti focali. Quindi mi limiterò a dire che siamo in un epoca in cui ci sono le possibilità come non mai nel passato di poter risolvere alcune grandi problematiche (come la fame, la sete, problemi sanitari elementari e sciocchi battibecchi arretrati) che affliggono le masse e le aree geografiche più "sfortunate" e poter stare un pò meglio tutti. Ma non c’è nessuna volontà nel farlo, siamo indifferenti agli altri, se non a una ristretta cerchia. Ti sembra possibile che ci siano luoghi in cui si muore per troppo cibo e luoghi in cui si muore per l’esatto contrario? E invece è così, la cosa è banale e assurda allo stesso tempo! Nel nostro piccolo magari quando vediamo in tv dei bambini malati di una qualche parte del mondo lontana ci impietosiamo magari donando denaro all’ennesima associazione benefica governativa che in realtà è più un distributore di stipendi che un reale aiuto e andiamo avanti nella nostra vita. Questo concetto vale anche per le classi dirigenti mondiali, perché risolvere un problema quando da questo problema si possono trarre benefici? Perché aiutare qualcuno quando lo si può sfruttare o renderlo dipendente e quindi servo? La storia del mondo è sempre più o meno la stessa, il forte domina il debole e lo fa con estrema ferocia, cambiano giusto i dettagli e nel tempo gli scenari e le persone ma le cose rimangono sempre quelle. I flussi migratori continueranno nonostante le repressioni perché ci sono sempre stati, il bisogno di migliorare la propria esistenza è insito in noi. Le situazioni di un paese cambiano da buone o cattive ma ci sarà sempre qualcuno che avrà una posizione privilegiata e qualcuno che invece vive quotidianamente subissato dal sopruso senza diritto di replica. Non c’è giustizia, c’è solo la fortuna di essere nato nel posto giusto al momento giusto, se ci fosse giustizia una persona come Trump non dovrebbe sparare cagate e dire quello che gli pare istigando alla violenza e all’intolleranza milioni di persone. I conflitti continueranno imperterriti inseguendo obbiettivi che non sono mai quelli di pace, e le guerre saranno sempre combattute da chi in realtà non le ha scatenate. L’unica soluzione a tutto questo forse sarebbe di passare dal fallocentrismo e da una società patriarcale ad una matriarcale, non guidata dal testosterone, ma sto divagando.

Cosa ti spaventa e cosa vi affascina di più del futuro? Voglio dire: il mondo ogni giorno è un calderone infernale di soprusi e violenze, e forse senza ancora saperlo siamo veramente giunti al capolinea... Come affrontate tutto ciò? Quello che suonate può essere uno sfogo alle vostre ansie e paure?
Il mondo di oggi non è tanto diverso da quello di ieri, è e resta come da te detto un calderone infernale di soprusi e violenza. Dopotutto mi ritengo fortunato, potevo nascere a Mogadiscio tanto per fare un esempio e a quest’ora non starei qui a parlare di musica. Quindi si va avanti come la maggior parte delle persone, non aspettandomi niente di buono, rimanendo uno spettatore passivo di quello che è questo drammatico teatro umano.

Progetti per il futuro?
Fare altra musica nella speranza di portarla anche in sede live.

Finito. Se ti va, aggiungete pure ciò che volete, grazie.
A ringraziarti per lo spazio concessomi sono io, grazie Marco. Spero che i lettori di XforthekidsX non si siano troppo rotti le palle di leggere le mie elucubrazioni.

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