lunedì 17 luglio 2017

NOFU | Interruzione | Assurd Records | Lp.

Dopo l'ottimo "Mito Ciclicità", i NOFU tornano con un nuovo album dal titolo "Interruzione". Il risultato cambia di poco: hardcore suonato col cuore e la mente lucida. Forse il tutto si è un po' più metallizzato, ma non temete, il risultato non cambia. Testi molto belli e poetici, da cui traspare la passione passione per ciò che fanno e registrato in maniera pulita e senza fronzoli. Non posso fare altro che fargli i complimenti. Continuate così!

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domenica 9 luglio 2017

Chains.


I Chains sono uno dei gruppi che ultimamente mi hanno più colpito in ambito hardcore. Veloci e potenti, i nostri sono formati da vecchie conoscenze dell'hc italiano. Quest'intervista l'avevo nel cassetto da un po' e ora ve la propongo con qualche taglio e aggiunta, visto che è vecchia di qualche mese. Alle mie domande risponde Simone, chitarrista e fondatore. Buona lettura.
Pictures by: marcopasinivisuals

Come siete venuti in contatto con Farewell Records? Fino ad ora come vi siete trovati? Credi che un'etichetta straniera possa dare una spinta in più ai Chains in termini di vendite e concerti?
Conobbi di persona Thomas e Gregor qualche anno fa suonando insieme in Germania Est, all’inizio ebbi la sensazione che quasi ci snobbassero invece avendo modo di parlare un po insieme ci fu subito un feeling in quanto a gusti musicali e su altre questioni legate ai concerti / tour e da quel concerto mantenemmo i contatti, in seguito scambiammo anche qualche t-shirts e pur non sentendosi e vedendosi affatto spesso credo sia rimasta una certa connessione e stima reciproca, rimasi molto impressionato quella sera vendendo i Risk It (dove Thomas e Gregor suonano) chiudere quello show con circa 350 paganti, fu un live davvero potente e inusuale per noi suonare con così tanto pubblico. Ci stiamo trovando benissimo, sono bastate poche righe, gli ho girato un link dove potevano ascoltare il master con tutte le tracce in anteprima e sono piaciute subito, mi hanno dato un ottimo feedback e da li ci siamo accordati per fare questa uscita. Non saprei dire ma sicuramente per noi è un ottima cosa, non abbiamo obbiettivi particolari, ma senza dubbio anche grazie a Farewell Records ci sarà la possibilità di fare belle cose.

Cosa dobbiamo aspettarci dai nuovi pezzi contenuti 7”? Ci sono differenze rispetto al passato, oppure avete mantenuto la formula collaudata fino ad adesso?
In linea di massima credo si percepisca un filo conduttore con "Crawling Stronger" anche se la costruzione dei pezzi è nettamente migliorata, questo perché io e Pier abbiamo avuto modo di lavorarci sopra con più tempo. Pur essendo sempre pezzi molto brevi da un minuto minuto e mezzo, ci sono stacchi e cambi di tempo che non sono per niente semplici e scontati, inoltre anche i testi di Marco sono ben scritti e cantati magistralmente con delle metriche non elementari. Questa volta sono davvero soddisfatto del lavoro finito, ringrazio ancora una volta sia Marco che Pier per aver lavorato con me a questo EP con grandi sacrifici ma grandissimo entusiasmo.

Il vostro precedente lavoro, "Crawling Stronger", è uscito per Assurd Records. Come vi siete trovati a lavorare con la label di Alessio e Paolo?
Siamo molto contenti di come "Crawling Stronger" è stato realizzato tra mille peripezie. Ad esempio Pier che si è imparato 13 tracce di batteria giusto 4/5 giorni prima di andare in studio a registrare!!! (Fenomenale). Poi anche con le grafiche abbiamo tribolato un po' ma nonostante tutto credo sia nel complesso un buon disco, e questo anche grazie alla pazienza e alla dedizione di Alessio e Paolo che fanno tutto questo per pura passione e nient’altro in cambio, ritagliandosi del tempo per portare avanti l’etichetta facendo i salti mortali tra lavoro e vita privata, quindi non possiamo che ringraziarli sentitamente.

Una cosa che mi incuriosisce molto, è la copertina di "Crawling Stronger". E' per caso un omaggio alla passione di Marco per le tematiche inerenti alle due guerre mondiali e alla tua invece per il baseball?
Inizialmente c’era tutta un altra idea per la copertina ma poi visti i tempi molto stretti io e Marco ci siamo parlati ed abbiamo lavorato insieme optando per quell'immagine che risale agli anni 50, ispirandoci al settimanale Americano "LIFE" dedicato al foto giornalismo durante la seconda guerra mondiale e la guerra fredda, poi successivamente sul finire degli anni 70 divenne un mensile per poi chiudere i battenti nel 2007. Anche la foto nel retro dell'LP è molto bella, quella spiaggia che si intravede attraverso il filo spinato è Utah Beach in Normandia dove avvenne il cruciale sbarco delle forze alleate il 6 giugno del 1944. Sia io che Marco siamo appassionati di storia e dei grandi conflitti mondiali, Marco colleziona anche cimeli di guerra per cui ci siamo trovati in totale accordo lavorando insieme a questa idea, e come dici tu forse siamo riusciti inconsciamente a racchiudere un po' parte delle nostre passioni in quella grafica.

I Chains dal vivo hanno un approccio molto studiato. In poche parole: non lasciate nulla al caso. Sei d'accordo?
Diciamo che cerchiamo di dare sempre il massimo in ogni situazione, non c’è nulla di particolarmente studiato ma allo stesso tempo neanche niente al caso! Suoniamo con grande energia e impatto cercando di divertirci ancora.

L'attuale scena hardcore è davvero piena di gruppi, label, fanzine, blog, eccetera. Questo soprattutto all'estero, in Italia un po' meno. Hai qualche notizia su come siano percepiti i Chains all'estero?
Non so risponderti con precisione, ma credo ci sia un discreto interesse intorno ai Chains pur essendo una band che non suona tutti i weekend.

Ti sei imbarcato qualche tempo fa in un mini tour europeo. Alla voce non c'era Marco, ma Sgari dei Busted Out. Come giudichi quest'esperienza? Tu hai molta esperienza in fatto di tour all'estero... La situazione a tuo avviso è migliorata ancora di più oppure è peggiorata rispetto al passato?
Si a fine Ottobre abbiamo fatto un weekend di 4 date in Germania e Svizzera insieme ai Knightzz e con noi c’erano Lorenzo (Sgari) alla voce ed anche Alessandro (Sanso) al basso che sostituivano rispettivamente Marco e Johnathan. E’ stato decisamente un ottimo week end, abbiamo suonato 4 buoni show in bei posti con band locali altrettanto valide, conosciuto un po di persone nuove, ed è stata un’occasione anche per noi per conoscersi più da vicino in una sana atmosfera positiva e divertente. Li ringrazio ancora una volta entrambi per il grande impegno con il quale hanno affrontato queste date, in sole 2/3 prove si son fatti trovare prontissimi, Lorenzo ha una gran voce poi non è facile fare il frontman specialmente quando si è così lontani da casa in una band che poi non è neanche la tua! Ma lui se l’è cavata benissimo dimostrando grande passione e fegato da vendere, Alessandro invece è un vero musicista pieno di talento e grande umiltà che nonostante la sua giovane età ha già raggiunto obbiettivi importanti con la sua band, è stato un vero piacere poter suonare insieme a lui. Poi che dire, anche insieme ai ragazzi dei Knightzz già dopo poche ore dalla partenza si era creato un bel gruppo coeso e unito, dopodiché son stati 4 giorni di puro divertimento in cui è filato tutto liscio. Tenete d’occhio i Busted Out dove sia Lorenzo che Alessandro suonano, di cui è uscito il demo per Assurd Records, ed anche i Game Over che sono la band thrash metal nella quale Alessandro fa follie alla chitarra! Io non sono molto esperto in materia, ma a mio parere sono sensazionali.
Posso dire che in Germania è sempre un piacere avere l’occasione di poter andare a suonare, non è migliorato perché non c’era nulla da migliorare penso, loro hanno sempre grande organizzazione in quel che fanno, a volte anche troppa ehehe. Ma riguardo ai concerti 8 volte su 10 ci sono bellissimi jugendzentrum dotati di spazi idonei per suonare con ottimi impianti, cucine dove si preparano cene e colazioni per le band inoltre posti letto per poter trascorrere la notte e poi ripartire. Ad esempio durante quest’ultimo week end la prima data abbiamo suonato all’AJZ di Leising (vicino a Liepzig) dove avevo già suonato, credo nel 2006 e nel 2008 e quel jugendzentrum è molto famoso, storico nella Germania Est, bellissimo, li sono passate un po tutte le band storiche negli anni '90 e '00, e fa un certo effetto osservare gli sticker e i poster di band così importanti e cruciali nel panorama hc/punk attaccate sulle pareti e pensare di solcare quello stesso identico palco, è stata ancora una volta una bella sensazione.

Ultimamente in Italia sembra che le cose stiano riprendendo il loro corso. I gruppi del Venezia Hardcore macinano dischi e date e sembra che anche in altre zone del nostro paese ci sia del fermento. Concordi con me? Come giudichi la cosa? Ci sono band italiane che vuoi segnalarmi?
Credo di si, sicuramente l’area di Venezia continua ad essere una delle più produttive ma credo ci sia anche dell’altro. Per esempio non molto tempo fa quando abbiamo suonato a Roma mi sono piaciuti parecchio i Rake Off, non li conoscevo ma sono davvero bravi dal vivo e di grande impatto, credo meriterebbero sicuramente maggiore attenzione. Ti segnalo inoltre ancora una volta i Busted Out e i nostri cugini Siege Stompers che vedo migliorare concerto dopo concerto.


I Chains sono un gruppo praticamente straight edge, a parte il vostro batterista, correggimi se sbaglio. Eppure leggendo i vostri testi mi ha colpito il fatto che siano molto ben fatti e che si distacchino dai soliti cliché alle quali le band paladine delle tre x ci hanno da tempo abituati. Questo è dovuto ad una precisa scelta stilistica e di contenuti, oppure al fatto che, come scrivevo più su, non siete completamente edge?
I Chains nascono come band sxe anche se tra i vari cambi di formazione e necessità varie non sempre la formazione live lo è interamente, come ti dicevo prima nella formazione "ufficiale" c’è Pier alla batteria che è sxe e al momento stiamo cercando un membro stabile al basso (ora il posto vacante credo sia stato riempito da Sgari dei Busted Out, ndr). Detto questo non è mai stato ne per me ne per Marco un punto centrale della band, i testi sono piuttosto vari e sebbene io sia un grande romantico riguardo allo straight edge preferisco che sia così, tante volte una sola frase per chi ha la capacità di coglierne l’essenza può significare molto di più di 10 slogan triti e ritriti. Noi senza la pretesa di inventare nulla proviamo semplicemente a fare sia musicalmente che a livello di testi qualcosa di personale e che ci soddisfi.

Molto spesso i gruppi hardcore di matrice straight edge sono tacciati di essere solo capaci di sfoggiare le ultime sneaker oppure di muoversi solo attraverso slogan triti e ritriti. Queste critiche mi fanno un po' ridere, visto che poi se andiamo a pescare in altri contesti, i modaioli ci sono dappertutto... Cosa rispondi a chi muove ciò?
Bhè hai ragione, le mode ed appunto i cliché ci sono un po in tutti i generi musicali e anche in altri contesti, per cui prima di puntare il dito e criticare sempre bisognerebbe un attimo guardare semplicemente a se stessi, ti basta pensare alle band thrash metal col jeans stretto e le Adidas bianche, le band rock con i chitarristi che portano 6/7 anelli, oppure le bands Oi! con bretelle e boots... Il discorso sarebbe lo stesso e potrei continuare per altri generi e sottogeneri, questi luoghi comuni li trovo abbastanza normali, a volte fanno un po' ridere ma ci sta, fa un po' parte del gioco, non credo abbia senso demonizzarli troppo, allo stesso tempo però capisco certe critiche ad esempio a certe bands youth crew che magari per troppo tempo non si sono mai evolute ed hanno costruito "carriere" solo sull'immagine e lo stile che ripescato dal 1988 riproponevano senza nulla di innovativo. E’ un discorso un po' controverso perché in fondo alcuni cliché, oppure certi "riti" se vogliamo chiamarli cosi, fanno anche parte di questo movimento culturale, io personalmente come ho detto prima sono molto romantico riguardo all’sxe, per cui per me è dura trovare qualcosa di più figo, le foto anni ’80, le vecchie copertine dei dischi...Ecc ecc... Ho sempre trovato tutto perfetto e ancora oggi ha una grande attrattiva su di me, poi anche avere una certa connessione di stile con ragazzi e ragazze sxe di altri paesi è una bella sensazione, è come una società segreta a tutti gli effetti e non ci vedo poi niente di male. Io ci sono cresciuto fin da ragazzino ed è parte di me in tutto e per tutto.

Hai suonato in parecchie band, anche con suoni molto distanti le une dalle altre... Questo “bagaglio culturale e tecnico” ti sta aiutando nel gestire meglio tutto ciò che ruota attorno ai Chains?
Non saprei, forse in piccola parte si ma nei Chains è tutto parecchio spontaneo, cerco di scrivere pezzi che mi soddisfino, che siano divertenti da suonare cercando di dare un filo logico e stilistico alla band, ma sicuramente in questi anni ho sperimentato anche altro con altri progetti musicali più o meno riusciti cercando di imparare sempre qualcosa di nuovo allargando il più possibile i miei orizzonti.

Che tipo di obiettivi ti sei prefissato con i Chains? Te lo chiedo perchè i gruppi in cui hai suonato mi sono sempre piaciuti moltissimo, ma in quanto a longevità erano un po' corti, eheheh!
Nessun obbiettivo particolare, come detto prima la nostra è una band che ha come priorità svago e divertimento, viviamo un po' alla giornata da questo punto di vista, quello che ci sarà possibile fare faremo! Riguardo alla lunghezza delle mie bands, bè ovviamente non sempre è facile gestirsi e gestire 4/5 persone differenti con rispettivi impegni, per cui le band nascono ma spesso muoiono in fretta per i più disparati motivi. Ad ogni modo i Chains se non sbaglio hanno iniziato a fare le prime prove attorno aprile/maggio 2013 e ad oggi abbiamo fatto uscire una demo tape, una promo tape, un LP, un EP, non è affatto male in 3 anni e mezzo di attività.

Sei anche vegan. Questa scelta di vita credi si coniughi bene con il tuo essere straight edge? Sono due cose distinte, come alcuni credono, oppure sono l'una complementare dell'altra? Personalmente ho sempre trovato naturale l'interconnessione fra di esse...
Sì, lo sono tornato dopo un periodo nel quale avevo smesso e cambiato completamente abitudini alimentari. Credo di aver vissuto quel periodo nel quale passati i 30 ci si senta per assurdo troppo adulti e senza più forti motivazioni per continuare a mantenere una scelta così anti sistema o se vuoi "radicale", che porta spesso a una graduale esclusione, che addirittura spaventa e attira antipatie in certi ambienti "convenzionali" della vita di tutti i giorni, basti pensare a quello lavorativo o sportivo per esempio. Per me è stato così, avevo perso quello spirito che da ragazzo mi contraddistingueva e da questo punto di vista mi ero omologato come la società ti vuole, ma ho gradualmente capito che non ero felice, il vero me era un altro, nel profondo era ancora quel ragazzo, e per mia fortuna sono riuscito a trovare la lucidità e una ritrovata forza d’animo nel dire: "No, non voglio essere una di quelle persone che chiude gli occhi davanti all'evidenza e si piega al cospetto di un mercato basato sullo sfruttamento dai sistemi contorti e vigliacchi, io ho la forza di poter scegliere". Del resto nessuno di noi o quasi nasce con questa consapevolezza per cui non siamo macchine perfette e in questa vita terrena ci confrontiamo ogni giorno con ogni difficoltà, dalla più banale alla tentazione più difficile alla quale scegliere se resistere o cedere. Dobbiamo lottare ogni giorno per essere le persone che vogliamo essere. Ora non voglio entrare nel merito di discorsi etici, economici o salutisti riguardo alla scelta di una dieta vegana perché non sarebbe nemmeno il "luogo" adatto per farlo ma mi limito a dire che sono fermamente convinto che avere oggi questa sensibilità e consapevolezza ci proietta nel futuro, perché in futuro non molto lontano non sarà più sostenibile mantenere uno standard di alimentazione basato sul consumo di prodotti animali, per cui da pazzi visionari diventeremo precursori della storia. A mio parere c’è senza dubbio una grande connessione tra le due cose e si completano vicendevolmente, allo stesso tempo per altre persone non è così, ognuno fa i conti con la propria coscienza e personalità.


Classica domanda per saziare la mia curiosità: cosa gira ultimamente sul tuo piatto?
Bellissima domanda questa! Tantissima roba, ogni volta che appoggio la puntina su un vinile della mia collezione è pura adrenalina. Tantissimi classici per lo più, ma recentemente hanno girato tanto: "Region of Ice" degli Uniform CHoice, "Step" degli Snapcase, "Lost My Way" dei Supertouch, "A Light In the Dark" degli Outspoken, la compilation "Hardcore 1999", "Perfection Of Desire" degli Shelter, il live in LP "The Oath That Keeps Me Free" degli Earth Crisis poi la raccolta in LP "Looking Back" dei BOLD. Di bands più recenti invece, mi piacciono molto i Fury, Abuse of Power, Discrepancy, Protester, Line of Sight, Mizery, Glory, Ecostrike, Domain, Belief, Frame of Mind e Insist.

Cosa ne pensi di tutti questi gruppi storici come Judge, Youth Of Today, Gorilla Biscuits che sono tornati in pista? E del fatto che addirittura i Turning Point suonino una sorta di tributo a Skip, il loro cantante scomparso anni fa per problemi di droga? E dei Floorpunch, che sebbene non siano più da tempo un gruppo straight edge, suonano quei pezzi senza farsi troppi problemi? Quest'ultima domanda è riferita anche ai tre gruppi menzionati sopra...
Non so... Secondo me questi reunion show vanno presi un po' così per come sono senza pensare troppo al perché al per come, certo volendo essere negativi e disfattisti si potrebbe pensare lo facciano solo per far soldi col minimo sforzo offrendo per di più spesso dei live non sempre all’altezza delle aspettative anche per ovvi motivi anagrafici; invece volendo essere super positivi da un lato credo ci sia da parte loro ancora la voglia di condividere sopratutto con le generazioni più quel sentimento all’epoca rivoluzionario da loro stessi creato e fondato suonando ancora quei pezzi che tutt'ora rimangono dei classici per il genere. Forse la risposta è un po' nel mezzo. Io nel 2003 quando vidi per la prima volta gli Youth Of Today a Padova fu magico per me, quindi presumo che per un ragazzo che oggi ha 18/20 anni aver l’occasione di poter vedere band di quel calibro sia una grande occasione, pur sapendo che non suoneranno come nei live che ti puoi guardare su youtube, ma stare a casa davanti al pc sarebbe un errore. Riguardo ai Turning Point in effetti sembra un po' una cosa sforzata il tribute show, ma il loro impatto musicale sull’intero movimento hc è innegabile, personalmente avendo la possibilità di andare a vederli non mi farei troppi problemi. Tim Mcmahon (Mouthpiece, Hands Tied, Search, ndr) alla voce più tutta la formazione originale... Forse anche Skip da lassù vorrebbe che andassi. Stesso discorso vale per i Floorpunch: credo lo facciano per lo più perché glielo chiedono e si divertono tra amici, personalmente troverei stupido giudicare chi è ancora sxe e chi no, credo siano tutti padri di famiglia per cui le loro priorità saranno ovviamente altre.

Quali sono i progetti futuri per i Chains?
Nell'immediato promuovere al meglio il nuovo EP, poi mi piacerebbe scrivere un altro full length.

Credo di averti chiesto tutto. Grazie del tuo tempo e aggiungi pure ciò che vuoi.
Grazie a te, niente da aggiungere. Ciao!

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sabato 8 luglio 2017

Straight Opposition | The Fury From The Coast | Indelirium Records | Cd

I pescaresi Straight Opposition tornano con il loro quinto lavoro sulla lunga distanza, ma la sostanza non cambia. Hardcore in bilico tra new e old school. Voce nerboruta, riffing roccioso molto groove, ed una sezione ritmica che non si risparmia di certo. Registrazione molto pulita e solito packaging curato. Non li ho mai seguiti a dirvela tutta, ma dal vivo li ho visti un paio di volte e ne ho apprezzato l'energia. Chi li segue non rimmarrà deluso neppure questa volta.

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giovedì 29 giugno 2017

A Stick And A Stone | The Long Lost Art of Getting Lost | Sentient Ruin Laboratories | Tape/Digital.

Un delicato mix di pop, percussioni e atmosfere eteree. A Stick And A Stone sono un gruppo molto interessante, da cui traspare leggiadria. La voce di Elliott Harvey è davvero soave e si sposa alla perfezione con il suono della band. Si muove a suo agio e senza alcuna incertezza, donando al tutto un'aurea di mistero. Una band davvero unica nel suo genere, che vi consiglio caldamente.

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domenica 11 giugno 2017

Duct Hearts | Feathers | Middle Man Records| Lp/Cd/Digital.

Post hardcore con influenze emo anni '90, dotati di una voce davvero sopraffina. Questo è il debutto dei Duct Hearts, giovanissima band che da alle stampe questo full length. Suoni delicati ma che sanno farsi prorompenti, in un crescendo di emozioni. Fossi in voi, non me li farei sfuggire.

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Cavaverman | Women, Monsters and Cazzottis | Autoprodotto | Digital.

Tre pezzi di ritorno dopo qualche tempo dalla precedente release per i punk and rollers Cavaverman da Monza. Primo pezzo più tirato (special guest Irene Viboras), gli altri due un po' più malinconici e lenti. Un gradito comeback per una delle band che meglio sta interpretando lo sci-fi a base di zombie e avvenenti fanciulle mezze svestite, eheh!

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sabato 6 maggio 2017

Busted Out.


Busted Out sono diventati in breve tempo uno dei miei gruppi preferiti in ambito hardcore, anche perché si rifanno a quella scena newyorkese di fine anni '80 che rimane tra le mie preferite, con gruppi come Outburst e Leeway in testa. Sgari, cantante e fondatore della band, si è gentilmente sottoposto ad alcune domande. Da qualche tempo è uscita la loro demo tape di debutto sotto Assurd Records, che ovviamente vi consiglio caldamente.
Picture by: marcopasinivisuals

Allora Sgari, il demo dei Busted Out è uscito relativamente da poco in cassetta per Assurd Records. Scelta a mio parere molto azzeccata, visto che la label di Paolo e Alessio è al momento il top per questo tipo di hardcore. Ne sei soddisfatto? Come è avvenuto l'incontro con Assurd Records? Il fatto che tu suoni anche la chitarra, ha contribuito a velocizzare il tutto?
Sì, direi che sia io che gli altri ragazzi siamo rimasti molto soddisfatti della tape. Per quanto riguarda Assurd Records, avevamo appena registrato le canzoni presso Animal House qua a Ferrara e mi contattò Alessio per sentire i pezzi, una volta ascoltati si sono proposti per produrci le tape e noi accettammo. Con la chitarra ho contribuito in parte, io non sono un vero chitarrista ho giusto un po' di basi ma non le ho messe mai a frutto. Ho iniziato a portare dei riff di chitarra grazie a Sanso e Nick (e successivamente Andrea) che mi hanno incoraggiato, prima di allora non avevo mai contribuito con ritmiche di chitarra in un gruppo, infatti sono molto grato a tutti loro per avermi motivato a esprimermi anche su uno strumento. La cosa più positiva è che questo ha poi creato un clima creativo all’interno del gruppo dove tutti contribuiamo attivamente durante la composizione.

I Busted Out si rifanno chiaramente a tutto quel suono made in New York di gruppi come Warzone, Leeway, Breakdown, Killing Time senza scordare gli Outburst. Quando hai dato vita al progetto, avevi già in mente il tipo di direzione sonora da dare al tutto, oppure hai dovuto lavorare un po' per arrivare a questi risultati?
Direi che bene o male fin da subito avevamo in mente queste coordinate sonore, io Nick e Sanso suonavamo già insieme in un’altra band thrash-core, quando ci sciogliemmo decidemmo noi tre, di iniziare un progetto che seguisse invece più quello stile di NYHC a cavallo della fine degli anni '80. Una volta impostata la direzione sonora abbiamo trovato Andrea, più che felice di aggregarsi a noi al basso.

L'hardcore che suonate non è mai troppo veloce, ma si basa su rocciosi mid tempo, cori e in generale una certa pesantezza di fondo nei riff. Credi che in futuro aumenterete la velocità, oppure vi manterrete sempre su queste coordinate?
Penso che al momento rimarremo su queste coordinate, è una formula che apprezziamo molto e ci viene abbastanza naturale, comunque nulla è scritto nella pietra per cui vedremo...

Una cosa che mi è piaciuta molto è la grafica di copertina del demo, che mi ricorda un po' la cover del mio disco preferito degli Agnostic Front, ovvero "Cause For Alarm", per ciò che riguarda il tratto con cui è stato realizzato. Il tutto è stato confezionato da Alberto, cantante dei KnightZZ. Come siete entrati in contatto con lui e perchè avete scelto proprio lui? Ne sei soddisfatto?
Sì ne sono davvero molto soddisfatto, è una grafica che apprezziamo tutti all’interno del gruppo, mi piace molto lo stile di Alberto, infatti lo consiglio a chiunque sia in cerca di una bella grafica. Io e lui ci conosciamo da un paio di anni circa, in più ad ottobre scorso ho sostituito alla voce Marco dei Chains per un mini-tour insieme ai KnightZZ, in tale occasione ci siamo conosciuti meglio e quando gli dissi dei Busted Out si offrì per la copertina, da lì lo ingaggiammo.

Il tuo mondo di cantare è molto fisico e diretto, con qualche inflessione hip hop che fa capolino ogni tanto... Sei d'accordo? Quali sono gli artisti hip hop che ti piacciono di più? Credi ci potrebbe esser in futuro maggior spazio per queste influenze?
Beh, ascolto un po' di hip hop, per cui può essere che questo possa trasparire nel mio modo di cantare, tra i miei artisti preferiti sicuramente Public Enemy e N.W.A. Tendo a creare le linee vocali molto di getto, d’istinto, per cui non so dirti se in futuro avranno più o meno spazio, il tutto penso dipenderà dall’ispirazione del momento.


L'avere Sanso alla chitarra (chitarrista anche dei thrasher e tuoi concittadini Game Over) ha dato quella spinta in più sia dal punto di vista creativo che da quello compositivo ai Busted Out? Credi che la sua presenza potrebbe spostare l'asticella su un suono maggiormente metalizzato in futuro?
Sicuramente avere lui alla chitarra ha dato quella spinta in più. Sanso suona la chitarra da anni e ha ormai una certa tecnica ed esperienza, il che si è rivelato utile nel comporre le canzoni del demo. Lui stesso è uno dei fautori del suono attuale per cui dubito possa esserci una maggiore influenza al di fuori di quella già presente nel caso.

Il tuo approccio dal vivo è molto fisico. Il fatto che tu faccia molta palestra ti aiuta a tenere meglio il palco? Anche dal punto di vista della respirazione e della voce...
Beh molta palestra mi sembra esagerato, non sono assolutamente un fissato, pratico Sanda (Boxe Cinese) perché apprezzo le arti marziali e la mentalità di disciplina, confronto e rispetto verso gli altri e se stessi che esse rappresentano. Faccio anche potenziamento muscolare in sala pesi ma come compendio alla boxe. Più che per tenere il palco, l’esercizio fisico mi aiuta a tenere insieme la mente. Cantare è una valvola di sfogo per tutte le mie frustrazioni, sul palco do il 100% di me senza filtri, senza maschere... Anche senza esercizio fisico non penso cambierebbe molto.

Di cosa parlano i testi dei Busted Out? Conoscendoti so che sei molto sanguigno e senza peli slla lingua... Ciò che scrive riflette il tuo modo di vedere le cose e le persone, oppure scrivi in maniera più astratta? E' anche questa una valvola di sfogo per smaltire un pò di pressione?
Sì, è assolutamente una valvola di sfogo, i testi generalmente parlano del mio modo di vedere il mondo, questo implica sia il mio punto di vista sulle persone che vedo o con cui ho avuto a che fare sia come vivo certi argomenti e le sensazioni e i sentimenti che provo in conseguenza.

Assieme ai Chains e ai Siege Stompers, a mio parere siete tra i migliori gruppi hardcore sfornati ultimamente qui in Italia. Credi ci possano essere dei punti di contatto tra i Busted Out e i due gruppi che ho menzionato in apertura di domanda?
Beh siamo tutti molto amici con entrambi i gruppi, abbiamo già avuto la possibilità di suonare tutti insieme a inizio marzo a un concerto a Ferrara, in più da un paio di mesi io suono il basso nei Chains per cui dei punti di contatto ci sono sicuramente.

Parlando dei Chains, sei stato il sostituto di Marco alla voce durante il loro recente mini tour europeo. Come è andata? Che tipo di differenze hai riscontrato tra lo stare dietro ad un microfono con il tuo gruppo e lo stare invece dietro a quello dei Chains? Credi che quest'esperienza ti sarà utile per gestire il modo di organizzare e fare le cose in seno ai Busted Out?
Direi che è andata molto bene, non avevo ancora fatto nessun tour all’estero per cui ho imparato molto da questa esperienza. Il fatto di cantare testi che non ho scritto io è stata una piacevole differenza, piacevole perché apprezzo molto i testi di Marco, è davvero molto bravo a scriverli. Mi ha motivato a cercare di scrivere meglio con i Busted Out e suonando con loro ho potuto provare un differente approccio alla musica per cui mi è stata sicuramente utile come esperienza.

Come giudichi alla luce della tua esperienza l'hardcore in Italia? Ci sono gruppi molto interessanti, ma spesso sono piuttosto divertito dal livello di pagliacciaggine che si raggiunge, sia sopra che sotto al palco...
Se parliamo di pubblico la mia impressione è che la stragrande maggioranza sono persone più a caccia della scusa per poter "fare serata" o ingannare il tempo e socializzare piuttosto che appassionarsi genuinamente alla musica, ai concerti e a ciò che rappresenta questo genere. Per quanto riguarda i gruppi il livello medio non è un granchè per i miei gusti, la mia impressione è che spesso il problema sia dovuto alla difficoltà di trovare persone che abbiano lo stesso obiettivo sonoro e una decente cultura musicale oltre che le capacità per comporre. Per fortuna ci sono anche altri gruppi che alzano il livello medio, cito in particolare i KnightZZ perché li apprezzo molto e perché ho avuto l’occasione di andare in tour con loro. Comunque in generale qui in Italia mi sembra che il punto di vista sia molto locale, non c’è una mentalità di identità internazionale come invece in altri paesi europei o negli Stati Uniti, che sicuramente sono più al passo e hanno un pubblico spesso più omogeneo e appassionato. Da un po' di anni comunque con il Venezia Hardcore Fest e tutti i vari collettivi che si sono creati la situazione sta realmente migliorando, spero che la cosa continui così.


Correggimi se sbaglio, ma in cantiere avete la realizzazione di uno split in 7", o sbaglio? Se sì, puoi parlarmene un po'?
Al momento non abbiamo in cantiere alcun tipo di split, siamo orientati ad una uscita solo nostra, salvo imprevisti.

Quali sono i progetti nell'immediato futuro per i Busted Out?
Abbiamo qualche canzone nuova già pronta e ne stiamo componendo altre per tentare un’altra uscita entro la fine dell’anno, incrociamo le dita.

Finito. Sei vuoi, aggiungi pur ciò che vuoi e grazie.
Grazie Paso per l’intervista, colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che ci hanno chiamato a suonare e tutte le persone che sono già venute a vederci e supportarci, grazie a Ziro dei Game Over per aver fatto i nostri loghi e ad Albe per la copertina, un saluto a tutti i ragazzi di KnightZZ e Chains. Per quanto riguarda invece tutta la feccia che borbotta alle spalle faccio presente che questo è hardcore per cui le chiacchere stanno a zero. Ci vediamo.

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mercoledì 3 maggio 2017

Zeit | Zoe Bios [Reissue] | Assurd Records/Epidemic Records/Tanato Records | 7"/Cd.

Gli Zeit ridanno alle stampe il loro debut Ep del 2014, in una nuova veste grafica curata da Solo Macello, one sided 7" serigrafato e con una bonus track. Ovviamente disponibile anche in versione compact disc e digital download. Bhè, quando si dice fare le cose per bene. I primi due pezzi sono puro chaos core, veloci ed urlatissimi, un degno antipasto di ciò che verrà dato alle stampe in seguito. Il terzo pezzo, "Ambruch" è il loro primo pezzo in italiano, molto più diretto di ciò che avete ascoltato fino ad adesso, ma sempre con la classica impronta Zeit. Da acquistare sia in caso ve lo foste perso ai tempi oppure no.




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lunedì 1 maggio 2017

Ape Unit/Horsebastard | Dead Horses Records | 7".

Gli eroi del grind-noise Ape Unit tornano in compagnia degli inglesi Horse Bastard (grind core), ed è subito delirio. Uno split 7" suonato alla velocità del tuono, con grande maestria. I due gruppi si equivalgono, sia tecnicamente che strutturalmente. Indi per cui ne escono tutti e due vincitori.

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mercoledì 19 aprile 2017

Show Of Bedlam | Transfiguration | Sentient Ruin Laboratories | 12"/Tape.

Affascinanti, misteriosi, magnetici ed eterei. I canadesi Show Of Bedlam sono una nuova ed eccitante band sotto l'egida Sentient Ruin Laboratories. Il gruppo ha già dato alle stampe un lp ed uno split cd con i maestosi Jucifer. Il suono dei nostri è uno strano miscuglio di doom, stoner, gothic e electro, che vi assicuro vi coinvolgerà da subito. L'ammaliante voce della gran sacerdotessa Paulina Richards vi stregherà, mentre musicalmente verrete rapiti in un vortice nero come l'abisso. Non vedo l'ora di mettere le mani sopra per perpetrare su vinile quest'orrore in tutta la sua purezza...




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When Ashes Are Rising | Of Earth And Men | Autoprodotto | Cd/Digital.

Per chi come me ha vissuto in pieno l'ondata del suono edge metal da metà anni '90 fino ai primi del 2000, ascoltare una band come i sardi When Ashes Are Rising lo riporta indietro negli anni. Metal core (ma non le pacchianate che si ascoltano oggi), tinteggiato di swedish death metal, melodico e aggressivo (in alcuni passaggi scorgo l'eco dei primissimi Heaven Shall Burn). Brani scritti ed eseguiti con cura e tanta passione e testi che (pur non avendoli letti) si lasciano ben capire: la difesa della Madre Terra (Gaia) con ogni mezzo. L'hardcore ultimamente non ha sfoggiato gruppi con messaggi forti e netti, ed una band come i When Ashes Are Rising non può che essere un toccasana in un panorama un pò asfittico...


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martedì 18 aprile 2017

Council Of Rats | Coarse | Shove Records | Lp/Tape.

Tempo di ritorno anche per i Council Of Rats. Il loro marchio di fabbrica è sempre quello: veloce e urlato hardcore, ricco di stacchi e parti melodiche. Il tutto impacchettato veramente bene, compresa una cover davvero intrigante. Non c'è che dire: ci sanno fare e le cose le fanno per bene.

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Abkher | In Asche | Sentient Ruin Laboratories | Tape/Digital.

Oscuro e occulto duo tedesco dedito ad un black metal veloce e con ampi spazi di depressione. Quattro pezzi non troppo lunghi ma suonati e prodotti in maniera oserei scrivere perfetta. Passaggi velocissimi si alternano a parti lente e monolitiche, in un crescendo di disperazione e glacialità. Sentirete un refolo di orrore ascoltandoli. La fiamma ardente del black metal non è mai stata così fredda...

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lunedì 17 aprile 2017

Evil Cosby | Ridursi Al Niente | Slaughterhouse Records | Tape/Digital.

Questo dinamico duo basso e batteria suona un sudicio e malato sludge core. Il basso è distorto a livelli disumani, creando una sensazione di malessere e e di disagio. La batteria è secca e asciutta, mai sopra le righe. Inevitabili in certi passaggi i paragoni con gli Eyehategod, ma fermarsi solo a loro sarebbe riduttivo. Echi di harsh noise mischiati a cori che fanno capolino nel pezzo "La Mujer Sin Meido", rendono questo lavoro molto vario. Molto interessanti.

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giovedì 13 aprile 2017

Dario (Porro 'Zine).


E' stata dura, ma come sempre la mia perseveranza nel fare le cose mi appaga ampiamente. Ho inseguito Dario per parecchio tempo sperando mi concedesse un'intervista e finalmente ci sono. Metallica, Sepultura, Iron Maiden, grind, death, tonnellate di hardcore, fumetti, action figure... In quest'intervista troverete questo e molto altro. Buona lettura.

Dario, recentemente hai ristampato il primo numero di Porro uscito nell'ormai preistorico 1992. Come mai? Si tratta di una piccola operazione di nostalgia, oppure ti piace far vedere come il tuo progetto si è sviluppato con il passare del tempo? Cosa ti ricordi di quel periodo in cui la creasti? Ti sentivi eccitato oppure è stata una cosa naturale?
Quando assemblai Porrozine #1 avevo fra i 14 ed i 15 anni, il primo approccio con il metal lo ebbi neanche due anni prima, quindi era una una perenne esplorazione, un bisogno viscerale di “sapere” che in brevissimo tempo si trasformò con naturalezza in “partecipazione”, questo soprattutto dopo essere entrato in contatto con la realtà occupata e autogestita del Fata Morgana di Messina, dove ricevevo quantità di input sconvolgenti e dove preferivo rifugiarmi, invece di andare a scuola. Porrozine #1 è una sborrata su carta del mio vissuto di quel periodo, una concatenazione di eventi fortuiti prima e cercati in seguito... La scoperta del metal con gli Iron Maiden che andai a vedere dal vivo a Roma qualche mese dopo averli ascoltati per la prima volta (nel 1990, a 12 anni), grazie a questa trasferta scoprii gli Anthrax che facevano da supporto e BOOM! Un nuovo sistema planetario da esplorare, il thrash. Nel 1991, inventando una serie di bugie inimmaginabili alla mia famiglia, andai al Monsters of Rock di Modena con Metallica ed AC/DC (più Queensryche e Black Crowes)... La band di apertura erano i Negazione. Sapevo vagamente cosa fosse quella roba, forse ascoltata nel CSOA della mia città... Era stra-urlata, veloce, carica di emozioni a mille... Brividi. Ennesimo universo da scoprire. Nel gennaio del 1992 altre cazzate alla mia famiglia e via, 1300 km per vedere nuovamente gli Anthrax a Milano, questa volta conoscendo tutti i pezzi a memoria. Era il Bring The Noise Tour, insieme a loro c’erano i Public Enemy e mentre alcuni urlavano “NEGRI DI MERDA”, tanti altri come me, rimasero folgorati. Nel frattempo al Fata Morgana passava qualche posse e soprattutto gente tipo Agent 86, Antenati, Jester Beast, Sinoath, Korzus, Church of Violence (fra le altre cose Gigio mi regalò una VHS del Gods Of Grind con Carcass, Entombed, Cathedral e Confessor, fu così che mi infognai pure con il death/grind) e io, a poco a poco, prendevo consapevolezza delle varie differenze e contraddizioni fra i due mondi, fra l’hc e il metal, fra il DIY underground e il mainstream. Tutto questo è finito su Porrozine #1, pensa ad un ragazzino che da Jovanotti, Il Paninaro e DJ Television in un lasso di tempo microscopico si ritrova catapultato in realtà incredibili: dire che ero molto eccitato è limitante (ci ho messo un po’ a rispondere, scusate). L’ho ristampato per “celebrare” i venticinque anni dell’uscita, per il 2017 ho pensato di buttare fuori un po’ di cose nuove e vecchie e come prima cosa “vecchia” mi è sembrata d’obbligo. Ho fatto solo cinquanta copie per gli amici più affezionati, già esaurite, niente di eclatante...

Nelle ultime pagine del primo numero c'è una photogallery del concerto che i Metallica tennero sempre nel 1992 a Milano. Cosa ti ricordi di quel giorno? Come furono dal vivo? Cosa ne pensi del duetto con Lady Gaga che li ha visti protagonisti nei giorni scorsi? Il loro album che preferisci? Li segui ancora?
Più che del concerto, è del dopo-concerto, in albergo, per chi non avesse visto la fanzine. Tutto iniziò comprando fotografie da un tizio che metteva annunci su giornali tipo H/M, Metal Shock, Flash, foto che ritraevano i gruppi metal famosi nei backstage o per le strade delle città italiane in cui erano in tour. Per non sembrare un maniaco esaltato va ricordato che nel ’92 non c’era internet e blablabla e dei gruppi vedevi sempre le solite quattro foto promozionali nelle quattro riviste di settore che uscivano una-due volte al mese, quindi “conoscerli” in altre situazioni era apocalittico per un “fan” (mi definivo un “fan” prima della scoperta dell’hardcore e del “siamo tutti uguali”, sopra e sotto al palco). Alla miliardesima fotografia acquistata - e anche rivenduta, perché poi le facevo duplicare da un fotografo e le spacciavo a mia volta, tirando su i soldi per partire - chiesi qualche informazione al tizio... Venni a sapere che lavorava saltuariamente alla Barley Arts che guarda caso stava organizzando i concerti dei Metallica a Roma e Milano, del primo avevo già il biglietto originale, del secondo feci una fotocopia a colori. Mi disse in che albergo avrebbero alloggiato ed eccomi là in quelle foto. Il concerto ovviamente fu meraviglioso, erano ancora a cinque album, quindi escludendo “Nothing Else Matters” e “The Unforgiven”, erano bombazze. Roba di tre ore e mezzo, tre ore tratte da “Kill’em All”, “Ride The Lighting”, “Master Of Puppets”, “And Justice For All” e il “Black Album”, mica bruscolini. Erano già considerati dei “venduti” dai metallari “grandi”, a me piacevano da impazzire, ma quando li vidi fuori dall’albergo, la notte... Porco il clero... Per me mega-death-thasher-quattordicenne-ultra-incazzato di provincia, finì il mito. Apparvero dei fighettini in pelliccia, montgomery, cappelli da cowboy, con una limousine a testa, Kirk Hammet e Jason Newsted fecero pure storie per le foto e gli autografi... Ci rimasi di merda. Andai al loro concerto, l’anno successivo, al Delle Alpi di Torino (suonarono con Suicidal Tendencies, Megadeth, Extrema e The Cult), anche stavolta li perseguitai e riuscii ad intrufolarmi ad una premiazione in un albergo di lusso, dove Lars Ulrich regalò una batteria ad un bambino/batterista prodigio iscritto al fan club italiano, e poi non ho mai più ascoltato un loro album, mai. Giusto qualche canzone qui e lì di sfuggita. Fino a qualche mese fa... “Hardwired” mi incuriosiva.
Il duetto con Lady Gaga... I Metallica sono delle mega star come i Rolling Stone, fanno cose da mega star da venti anni (tipo suonare in Antartide (!!) sponsorizzati dalla Coca-Cola), non ci vedo niente di anomalo in un duetto del genere... Come “show” non l’ho trovato nè esaltante né divertente, secondo me è venuta fuori ‘na mezza chiavica . Non li seguo più, resta il fatto che i loro primi quattro album erano, sono e saranno nei secoli dei secoli dei capisaldi di un intero genere musicale. Invece sai chi stava compressato, soffocato da nubi di fumo e lattine, in una Renault 4 in giro per Milano nel ’93, tutti unti, zozzi e appiccicaticci? Max e Igor Cavalera, Paulo Jr e Andreas Kisser, i Sepultura al completo. Erano queste le vere soddisfazioni nella vita di un metallaro.

Un elemento caratterizzante di Porro è sempre stato quello di uscire dai rigidi steccati che molto spesso altre fanzine si impongono. Nella tua il miscuglio di hardcore e metal è sempre stato un elemento chiave e tu non ti sei mai fatto problemi nel portarlo alla luce. Ora, nel 2017, le cose come hai potuto notare sono mutate: hardcore e metal si mescolano molto spesso, sia nei suoni che nel look... Ti senti un po' un precursore nel campo cartaceo qui in Italia nell'aver unito in maniera così stretta questi due stili?
No, per niente, c’era un sacco di gente prima di me che apprezzava entrambi i generi e che faceva fanzine con un po’ di tutto dentro, anche negli anni ’80 quando il movimento era veramente agli albori. Il modo in cui il metal e l’hardcore si sono fusi negli ultimi anni... Chugga-chugga aPPressione, machismo, un’attenzione morbosa per l’abbigliamento ed il taglio dei capelli, è stato preso il peggio di due culture ed è nato un ibrido raccapricciante. Diciamo che mi sono fermato ai primi Earth Crisis, Morning Again e a tutta la bolgia di gruppi cloni degli Slayer in versione arcorizzata... Per il resto o ascolto vero metal o vero hardcore o chi i due generi li mischia come piace a me, tipo gli S.O.D.


Una cosa mi ha molto colpito del primo numero di Porro è la sua veste grafica. Ben fatta, pulita, molto leggibile. Alla luce dei tuoi ottimi lavori in campo grafico che ho avuto il piacere di vedere, ho apprezzato molto la tua evoluzione in questo campo. Lavori ancora con il metodo “taglia ed incolla” oppure oggi utilizzi esclusivamente il computer? In futuro vedremo un numero di Porro assemblato interamente alla vecchia?
Per Porrozine uso solo ed esclusivamente il computer, non sono un “purista”. Le prime due uscite “di prova”, distribuite in una manciata di copie in città (antecedenti pure al primo numero ristampato di recente) erano taglia e incolla con i testi battuti con una macchina da scrivere antichissima, poi sono passato alla macchina da scrivere elettrica dell’ufficio di mia madre e infine mi feci comprare l’Amiga500. Penso che una fanzine debba essere chiara e leggibile, mi innervosisco quando devo contorcermi le budella per capire cosa c’è scritto in alcune ‘zine scritte a mano...

L'umorismo e l'ironia che hai sempre infuso nelle uscite della tua fanzine sono una cosa che il sottoscritto ama molto. In un ambiente come il nostro, dove molto spesso prevale la troppa serietà e i musi lunghi, considero Porro come una piccola isola felice. Sei d'accordo con me?
Eh, boh, l’ambiente me lo vivo poco. Quando Porrozine è “rinata” in versione hardcore/punk mi ispiravo a fanzine come Manowar, Poca Scena, Hopes Of Harmony, Stewey’s Star, Emphasys, dei veri capolavori DIY, scritte con ironia e dove si parlava di tutto (bisognerebbe farla circolare di nuovo quella roba!). Nella ‘zine finisce la parte più cazzona di me, evito intenzionalmente di inserire pipponi, lamenti e piagnistei perché mi lamento, sclero e bestemmio già tantissimo nella vita di tutti i giorni.

Mi ricordo che l'ultimo numero di Porro è stato un parto un po' travagliato per via di problemi sorti con chi te la doveva stampare. Nell'editoriale di apertura scrivesti che l'avevi dovuta rifare tre volte...
Si, ho dovuto rifare un paio di volte l’impaginazione... Quel cretino con cui avevo preso accordi per la stampa cambiava i prezzi ogni tot mesi, poi fatta quella definitiva mi disse che avrebbe dovuto consegnare una copia alla Digos perchè -a suo dire- ogni pubblicazione “autonoma” doveva passare per le loro mani. Chiaramente non ho stampato più da lui, anche se la Digos una copia sarà riuscita lo stesso ad averla... Mi amavano quei ragazzi, una volta che mi convocarono non ricordo più per cosa, avevano il sito di Porrozine in bella vista sui loro schermi... Thug life.

Sotto il nome di Underground Guerilla sei noto anche per i tuoi lavori grafici. Puoi spiegarmi quando e come è nato questo progetto? Come organizzi il tuo lavoro? Hai qualche gustoso aneddotto da raccontarmi sui tuoi clienti?
Essendo abbastanza schematico, avevo bisogno di dividere le varie attività grafiche in cui sono intrallazzato, così ho inventato questo nome bruttissimo con il quale “firmo” solo quelle dedicate ai gruppi metal e hardcore... Prima usavo il nome della mia attività “ufficiale”, ma nella pagina Facebook magari il lunedì pubblicavo un lavoro fatto per l’associazione Padre Pio e martedì una copertina death metal... Qualcosa non quadrava. Non considero UG un lavoro, per le grafiche pretendo un compenso solo se il progetto da svolgere è molto impegnativo (packaging completi, booklet di tante pagine), nel 90% dei casi lo faccio per amici, per passione e divertimento, e comunque quando chiedo qualcosa, la cifra è parecchio bassa rispetto a quella pretesa dai miei stimati colleghi. Poi c’è chi ricambia ugualmente (sono pochissimi) con tonnellate di dischi, cd e magliette e chi, invece, arraffa e scompare nel nulla senza inviarmi neanche una copia del materiale con la mia grafica sopra (senza sentirsi un pezzo di merda, a quanto pare). Mi organizzo cercando di scansare i compiti di mia figlia, roba di quinta elementare, cose terribili, impensabili, che non sentivo nominare da trenta anni per le quali devi sbatterti tantissimo mentalmente... Fatto questo, mi annebbio per qualche giorno (o settimana) davanti al pc, con in sottofondo perenne il gruppo per cui sto facendo la grafica, smanettando come un dannato in attesa del risultato finale, poi passo ad infinite prove di stampa finchè il tutto non soddisfa sia me che il committente di turno. Gli aneddoti li evito: quando si tratta di grafica, i grafici diventano abbastanza stronzi con chi non ne capisce...

Porro è anche un'etichetta, con la quale nel corso degli anni hai coprodotto una serie di band molto differenti tra di loro. Quando scegli di partecipare all'uscita dei dischi, che criteri adotti? Voglio dire: cerchi di conoscere personalmente la band, oppure ti basi sui tuoi gusti musicali? Ti piacciono tutte le uscite, oppure di alcune avresti fatto a meno con il senno di poi? Mi pare che molto spesso curi anche il packaging, o sbaglio?
Parto dalla fine e mi ricollego ad UG. Quando decido di prendere parte ad una coproduzione, può capitare che la grafica del gruppo sia già pronta, preparata alla meno peggio, ma dato che l’unica cosa di cui mi ha fatto dono madre natura è il gusto estetico (ristretto al campo della grafica, e solo a quello), non mi faccio problemi a dire se questa o quella impaginazione fanno schifo al cazzo. Mi accorgo subito se chi ci ha messo mano ha un minimo di infarinatura... Scritte messe ad un millimetro dal taglio, profilo di colore sbagliato, immagini sgranate. Comunque, se il gruppo accetta, la rifaccio di sana pianta e siamo tutti più contenti. Inoltre ho bisogno di sentirmi parte attiva del materiale che esce con Porrozine, capita anche di sganciare la pecunia e basta, ma se mi ci posso ficcare in qualche altro modo lo faccio senza esitazione. E’ mia abitudine collaborare con chi conosco di persona e con chi è affine al mio modo di percepire l’hardcore (o il metal), c’è da dire però che mi sposto pochissimo da Messina e ormai non conosco più nessuno, quindi può succedere di coprodurre qualche band “solo” perché spacca il culo come attitudine, musica o testi. Per praticità dico che Porrozine è anche un’etichetta, ma fondamentalmente tutta ‘sta storia di produrre e distribuire roba in un circuito underground è un piccolo atto di sadomasochismo, sgancio soldi per poi soffrire come un dannato sia se le copie restano nell’armadio, sia se vanno sold-out perché ne vorrei ancora. E’ una brutta bestia la perversione. Naturalmente mi piacciono tutte le coproduzioni a cui ho preso parte, ce n’è solo una in cui hanno ficcato il loghetto di Porrozine senza che io sapessi nulla, ma erano amici in gamba e mi diedero una valanga di cd da smazzare, nulla da ridire...

Cosa ti ha colpito ultimamente all'interno dei confini italici a livello di band e dischi? All'estero invece? Quali sono i dischi di cui non potresti fare a meno?
C’è troppa, troppa, troppa musica fantastica per citare solo qualcuno. Il “giro” c’è e si allarga sempre più, i poser al solito scompaiono dopo un cd e qualche concerto, mentre chi ci crede davvero te lo ritrovi (e te lo ritroverai finchè non muore e oltre) fisso fra siti, fanzine, libri, cd, vinili, magliette, concerti, festival e quant’altro. In giro c’è chi suona, produce, scrive, occupa, organizza benefit, porta avanti tematiche importanti in maniera attiva (non è il mio caso, sono un rincoglionito casalingo... Una volta dicevo misantropo). Chi dice che l’hardcore è morto sicuramente non è ben informato. I dischi di cui non potrei fare a meno sono quelli con cui sono cresciuto... Primi Metallica, Iron Maiden, Anthrax, Sepultura, SOD, Slayer, tutta la prima roba thrash & death uscita per Earache, Nuclear Blast, Peaceville, Century Media... Poi Gorilla Biscuits, Youth of Today, Minor Threat, Church of Violence, Negazione e... Minchia, sono tanti!


Un'altra tua grande passione sono i fumetti. Quando hai iniziato? Ti ritieni un collezionista? Pensi che abbiano influenzato il tuo modo di scrivere e creare Porro? Quali sono i tuoi preferiti? Ricordo che allegato ad un numero della fanzine c'era pure un book fumettistico...
L’amore per i fumetti nasce insieme a quello per la musica. I dischi ed il merchandise dei gruppi erano delle opere d’arte, penso ai disegni di Pushead per i Metallica, alle copertine degli Iron Maiden, a Ed Repka che lavorava con Megadeth, Atheist, Massacre, Death, alla roba assurda della Earache (gente che adesso è ammiratissima anche nel mainstream), ai loghi dei primi gruppi hardcore e metal... Venne naturale andare a cercare qualcosa su quello stile. All’edicola mi imbattei in “Splatter” e “Mostri” della Acme Edizioni, riviste fantastiche, dove a volte trovava spazio anche un angolo musicale “estremo” e poi ho cominciato a cercare nell’underground dei fumettari, dove si trova sempre il materiale migliore. Non mi ritengo un collezionista perché il collezionista medio me lo immagino in fissa con il suo “tesoro”, con il materiale imbustato, catalogato, sempre alla ricerca di chicche o novità, disposto a spendere cifre della madonna... Io me ne fotto, ho tantissimi fumetti e simili questo si, per lo più roba autoprodotta o comunque “strana”, ma di solito compro se una cosa me la trovo davanti e se ha un prezzo stra-conveniente. Non credo neanche che abbiano influenzato il mio modo di scrivere, o forse si? Nel numero sette di Porrozine ho allegato un albo dedicato ad alcune illustrazioni di Davide Mancini, ovvero DartWorks, perchè con quelle cazzo di manine fa cose che è inutile spiegare a parole e ho pensato che cinquecento persone in più (questo il numero di copie stampate) avrebbero potuto goderne. Cercatelo e ammiratelo. Tantissimi anni fa invece ho assemblato due fanzine uscite come Porro Comics in cui c’era materiale saccheggiato da fanzine insane e riviste bizzarre. Penso che se mi trasferissi in una grotta forse riuscirei a racimolare qualche euro in più da investire in cose del genere. Vita di merda.

Ti piace anche, da quello che ho capito, girare per i mercatini... Da cosa nasce questo tuo interesse? Mi sembra che collezioni anche giocattoli e materiale inerente al mondo dei fumetti...
Colleziono modellini che hanno a che fare con i cartoni (anime se preferite) anni ’70 e ’80, quindi i vari robottoni come Mazinga, Goldrake, Jeeg, Daitarn, Daltanious, Trider G7, Voltron, Getter e poi i classici Lupin, Doraemon, Yattaman, Capitan Harlock, Carletto, Bem Il Mostro Umano, Nino Il Mio Amico Ninja, Devilman, Rocky Joe, ecc... ecc... ecc... Ne avrò qualche centinaio in tutto. I mercatini, insieme a Ebay e ai forum dedicati, sono i posti perfetti per scovare certe chicche, sguazzo fra le bancarelle tutte le volte che posso e spesso ci tiro su qualche soldo. Come per i vinili, ci sono pezzi che raggiungono cifre assurde online, capita di trovare un robottino nel mercato del quartiere più malfamato della mia città a un 1 e spedirlo dopo qualche giorno in Uruguay, Arabia Saudita o Giappone per 50/100 euro... Avere questi piccoli tesori in casa è piacevole ed anche “utile”, soprattutto nei momenti di crisi isterico-economica, ogni tanto infatti combatto la fame tirando fuori qualche modellino di cui non mi frega niente e sto sicuro che dopo qualche giorno un po’ di pecunia arriva. Una ventina di anni fa lo facevo con i vinili, ma il dolore per la separazione da quei pezzi di cuore era troppo grande, non ne valeva la pena per pagare delle miserabili bollette. Abbastanza di recente, fra un Uomo Tigre ed un Hurricane Polymar, ho trovato una figure in vinile “glow in tha dark” del gorilla dei Gorilla Biscuits che uscì -mi pare- in occasione di una ristampa di Start Today... Pensavo fosse una cazzatina, l’ho tenuto per qualche giorno sulla mensola, poi ho visto che su Ebay stava a 250 euro e... Bye bye!

Cosa prevede il futuro per Porro, sia come fanzine che come etichetta?
La fanzine è in stand-by... Ho scritto tanta roba, ma - leggendola e rileggendola - niente che valesse la pena riversare su carta, diverso il discorso delle interviste, ormai un po’ vecchiotte, che sto catapultando nel blog. Mi basterebbero un paio di mesi di fila “senzapenzieri” per tirarla su e se i cataclismi che affliggono la mia mente mi daranno tregua, la butterò fuori entro l’anno. Come etichetta, a Gennaio ho fatto uscire il cd degli Humanoidz From The Deep, grandissime persone con una passione sconfinata per qualunque musica rumorosa di nicchia. Proprio in questi giorni invece è uscito “Waking Nightmare” degli Amphist, un missile in culo zozzo e selvaggio a base di crust e death metal. Per le prossime uscite non mi pronuncio, dipendesse solo da me sarebbe già tutto fuori…

Credo di averti chiesto tutto. Grazie del tuo tempo e se vuoi aggiungere qualcosa fai pure.
In questa intervista ci saranno divagazioni, ripetizioni, errori di ogni tipo, frasi sconnesse, “ma” e “però” a raffica... Ho risposto di getto e so che chi leggerà non starà lì a fare il pulciaro. Ti ringrazio per l’interessamento a Porrozine e per il fomento con cui porti avanti For The Kids, fra le poche cose online scritte con passione e positività: ora aspettiamo la versione cartacea! Chiunque voglia entrare in contatto con me può dare un’occhiata a www.porrozine.altervista.org o scrivere a billymilano@hotmail.it. ODE TO BILLY!

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mercoledì 12 aprile 2017

Kollapse | Angst | Icore Produzioni | 12".

La Danimarca ci offre un nuovo gruppo dal nome Kollapse. Ci sono voluti parecchi anni per creare questo album, frutto di ansie, frustrazioni, speranze e alimentato dal vivere in Scandinavia, spesso isolati socialmente e culturalmente. Un suono fragoroso e letale, inesorabile e freddo come il ghiaccio. Riff monumentali si alternano a fraseggi arpeggiati, mentre una voce urla il proprio dolore. Davvero interessanti.

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Above The Trees | Sunlight | Insonnia Lunare Records | Cd.

Hardcore melodico a tratti screamo, sofferto ma anche sognatore. Con queste credenziali si affacciano gli Above The Trees. Suoni ben fatti, alternanza voce melodica/urlata ben incastrata e una grande passione per ciò che si suona. Come genere non rientra nei miei ascolti, ma si lasciano apprezzare.

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Mind Mold | Sentient Ruins Records | Tape/Digital.

Etereo viaggio attraverso sonorità black e death metal, con un tocco di melodia avantgarde. Questo sono i Mind Mold, nuova scoperta della californiana Sentiet Ruin Laboratories. Un magma sonoro indomabile, che si staglia in tutto il suo fragore, come un mare in tempesta. Parti violente vengono poi smorzate da interludi melodici e soffusi. Date retta a me, fatevi trasportare da questo suono...

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Barque | Coffin Cutters | Eastrain Records | Ep.

Chissà perchè già osservando la copertina sapevo già che questi Barque mi sarebbero gustati parecchio. Blackened hardcore oscuro e possente, con quei riff pesantissimi e quella batteria martellante. Voce disperata e disagio palpabile. Il mix giusto per farmi apprezzare un disco hardcore come lo intendo io. Meravigliosi.

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Craven | Carnival Of Madness | Autoprodotto | CdEp/Digital.

I Craven sono una band di Padova che suona una sorta di alternative metal venato di tematiche horror (indovinate da dove viene il nome della band?). Personalmente non ascolto il genere ne mi è mai interessato, quindi non so bene cosa scrivere. Sì, suonano molto bene, produzione ottima e il video del singolo "Chainsaw" è magistrale nella sua realizzazione. Se siete amanti del genere, non vi deluderanno.

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Oaks | The Sun Is Too Brillant | Longrail Records | 12".

Molto raffinato ma allo stesso tempo deciso, questo esordio degli Oaks. Un terzetto che oscilla fra i sedici e i diciannove anni, che si cimenta in un'esotica fusione tra emo anni '90, jazz e pop alla moda. Il risultato è davvero interessante, visto che i nostri suonano davvero bene e soprattutto con convinzione. Li promuovo ma mi permetto di dargli un piccolo consiglio: le basi ci sono, sperimentate a più a non posso.

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Destroy All Gondolas | Laguna Di Satana | Macina Dischi | Lp.

Giungono all'esordio su vinile i venezia Destroy All Gondolas, band che ha un discreto seguito, soprattutto grazie a live set infuocati. Il loro stile mischia l'hardcore con il surf e con il garage, creando un ibrido davvero originale. Personalmente questo genere di crossover non genera grandi sussulti in me, ma i ragazzi ci sanno fare e questo è ciò che conta. Credo proprio che sarà uno dei best seller del 2017.

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Le Pietre Dei Giganti | Fanno Male! | Autoprodotto | Digital.

Psychedelic stoner rock per questi Le Pietre Dei Giganti. Interessanti questi due pezzi cantati in italiano, pesanti e rudi, come delle pietre che ti stanno per crollare addosso e tu non puoi farci nulla. Il cantato in italiano li rende ancora più affascinanti, e questo elemento per il sottoscritto non è dato per scontato, visto che nella maggioranza dei casi boccio su tutta la linea l'uso dell'italico idioma. Qui invece calza a pennello, conferendo quel tocco malato che non guasta. Vediamo cosa ci riserva il futuro...

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domenica 26 marzo 2017

Cheetah Crome Motherfuckers.


Bhè, io non credo che i CCM abbiano bisogno di grandi parole introduttive. Sono stati uno dei gruppi più selvaggi e importanti dell'hardcore degli anni '80, e quello che hanno lasciato in eredità rimarrà per sempre impresso nelle orecchie e nelle menti di molti. Di seguito trovate una chiaccherata che ho fatto con Antonio Cecchi (che mi ha risposto con un certo taglio umoristico che ho apprezzato assai), chitarrista e fondatore del gruppo pisano. Area Pirata ha ristampato di recente tutta la loro discografia in doppio vinile e cd, facendo un lavoro semplicemente superlativo. Per completare il quadro è ucito pure un libro intitolato "No More Pain" scritto da Antonio Cecchi, che parla del gruppo e di tutto ciò che gli ruotava attorno. Edito sempre da Area Pirata. Vorrei ringraziare di tutto cuore Riki "Flash" Signorini del blog Ribelli A Vita per aver gentilmente orchestrato il tutto. Buona lettura.

Comincio subito col chiederti se sei rimasto soddisfatto della ristampa fatta da Area Pirata del vostro materiale? Come ma il demo "(We Are The) Juvenile Delinquency" non è stato incluso?
Beh, il demo era appunto "un demo", registrato in presa diretta nella sala prove dei WarDogs e tutti i brani in esso contenuti – eccetto una cover – sono presenti nella ristampa finale. Non abbiamo mai avuto nessuna intenzione di registrare una cover. E comunque, neppure volendo sarebbe stato possibile includere altri audio nei due lp senza comprometterne l’ottima qualità sonora.

I CCM sono un gruppo che in un certo senso ha sempre travalicato i confini del punk hardcore in senso stretto. A mio avviso siete stati anche molto sperimentatori, inglobando nel vostro suono diverse influenze... Sei d'accordo?
Sono pienamente in accordo con ciò che dici ed anzi, col passare del tempo ne sono anche divenuto fiero. Mi preme però evidenziare che non facevamo una scelta aprioristica per la composizione dei brani, ma che in sostanza QUELLA era la nostra musica, la NOSTRA anima era così. Ecco perché, ad esempio, io non avverto alcun cambiamento fra la prima “versione” di CCM e la "seconda". Per me rimane la stessa musica. Avevamo tutti e quattro dei back up musico-culturali ben assortiti e la nostra espressione sonora lo comprovava.

I vostri primi due 7" vedono alla chitarra Dome La Muerte, che poi è stato anche uno dei fondatori della band se non sbaglio. Ad un certo punto lui se ne va e si unisce ai Not Moving. Come mai? In un'intervista ho letto che era perchè si sentiva "legato" a certi schemi e voleva evadere... Credi che dopo la sua dipartita il suono dei CCM sia cambiato e si sia evoluto?
Domenico aveva/ha una propria sensibilità musicale e gusti ben precisi, Not Moving gli diede più possibilità di esplorare il proprio versante RnR dannato. Io e Syd invece avevamo invece un carattere più spostato "sull’acceleratore". Fu la scelta giusta nel momento giusto: per tutti noi. L’amicizia che ancora oggi ci lega ne è la prova. Nel genere di band in cui militavamo noi, era impensabile essere in disaccordo su qualcosa, eheheh!

"400 Fascists" prende il nome dalla calata in un bar di 400 parà della Folgore che erano in caccia dei rossi. Tu mi pare che fossi presente, giusto? Cosa ti ricordi? Come erano visti questi soggetti in una città come Pisa? La polizia poi non fece assolutamente nulla per fermarli... Non è cambiato poi molto ai giorni nostri, concordi?
Ero presente, esatto. Eravamo io e Syd e ci riparammo dentro il Bar Garibaldi. La situazione era tutt’altro che rosea... Eravamo terrorizzati. La polizia avrebbe potuto fare qualcosa se avesse avuto dei... carri armati! 400 persone esagitate non sono uno scherzo, e quindi non fece un bel nulla. Cos’è cambiato? Fai una ricerca in Rete (come ho fatto io mentre scrivevo il mio libro) e scoprirai che per quelli di loro (dei 400, intendo) l’episodio è MOTIVO DI ORGOGLIO e ancora si elogia il Comandante della SMIPAR che riunitili il giorno successivo, dopo una blanda reprimenda dal palchetto, iniziò stringere le mani “ai suoi ragazzi”. Cos’è cambiato? Adesso sono meno… I “Rossi” sono scomparsi e danno la caccia agli Immigrati. A proposito... Ecco qua il link Buona lettura...

Il vostro unico lp, "Into The Void" è stato registrato durante il vostro tour negli Stati Uniti nel 1986. Quando siete partiti, era già stato pianificato, oppure è stata una cosa imprevista? Come ti sei trovato a lavorare con uno studio americano e che tipo di differenza hai riscontrato con quelli italiani dell'epoca?
Non fu cosa improvvisata bensì orchestrata dall'Italia, e fu un’esperienza meravigliosa. Purtroppo avevamo a disposizione poco tempo e ZERO soldi, ragion per cui nell'lp non mancano errori (che solo noi però ravvisiamo). La cosa fantastica fu che conoscevamo Paul Mahern solo tramite i suoi dischi: e se non ci fosse andato a genio? Che avremmo fatto? Invece fu superlativo ed accettò anche di fare i cori in uno dei nostri brani. Per noi tutti fu un onore.

Il vostro unico tour in America è durato svariati mesi. Avevate pianificato già tutto, oppure in alcuni casi avete "improvvisato"? Cosa ti ricordi di quei concerti? Quando siete arrivati eravate già conosciuti? A San Francisco Jello Biafra disse che di non aver assistito ad un concerto del genere dai tempi dei Germs... Un bel complimento, non ci sono dubbi…
Questa ti sembra "un'unica domanda"? Ahah, ci vorrebbero ancora più pagine di quelle che gli ho dedicato sul libro (al quale rimando per i dettagli) e sarò giocoforza telegrafico. La situazione mutava di giorno in giorno, "improvvisare" era la parola chiave (specie per raccattare il denaro necessario per arrivare al gig successivo). MRR ci dedicò la copertina di agosto e ciò ci diede visibilità, ma salvo a SF e Philly dove avevamo amici di lunga data, eravamo in sostanza sconosciuti. Se come i Raw Power fossimo tornati una seconda o magari una terza volta negli USA, allora tante cose sarebbero andate alla grande... Ma al karma non si comanda: lo si accetta e basta.


Voi siete diretta emanazione del Gran Ducato Hardcore e del Victor Charlie. Cosa ti ricordi di quelle esperienze? Come vi rapportavate con le altre realtà presenti in Italia ai tempi? Hai mai sentito un senso di rivalità e invidia, oppure era lo spirito collaborativo a prevalere? Il Victor Charlie ebbe poi parecchi problemi col vicinato, giusto? Era anche legalizzato?
L’invidia e la rivalità – senza sembrare naive – mi pare non esistessero. Il bello stava proprio nel fatto che tentavamo di aiutarci l’un altro, specie con le band emergenti. Veniva NATURALE al tempo. Poi – ovviamente – c’erano le prese di culo ma non ti dirò mai di chi perché sarebbe del tutto privo di senso. La chiamavano PMA...

Come era percepita la vostra presenza in una città come Pisa e anche in altre città italiane in cui vi trovavate a girare e a suonare? Voglio dire: era difficile camminare per strada senza essere importunati da fasci, polizia et similia? Com'era vivere in un paese come l'Italia in quegli anni? Credi che sia migliorata la situazione oppure è peggiorata?
All’inizio, più che difficile era IMPOSSIBILE: venivi fermato in continuazione. Una volta, in piena notte di ritorno da un concerto, mentre correvamo con il basso sotto la pioggia torrenziale, "Manetta" (così si chiamava lo Sceriffo pisano del momento) fermò me e Syd e ci tenne mezz’ora sotto l’acqua con domande tipo "Come mai correte? Dove state andando?". Poi ci fu il periodo dei Fogli di Via Obbligatori: a me per fortuna non capitò ma a Syd ben da due città, a Sandro da Firenze, eccetera. Erano scatenati perché capivano che eravamo "pericolosi" per il loro punto di vista... Non ci nascondevamo alla realtà iniettandoci merda nelle vene ma chiedevamo spazi e rivendicavamo diritti sacrosanti... Cos’è cambiato? Adesso c’è chi lavora e a fine lavoro ottiene un voucher anziché denaro contante. Dimmi te se è migliorata o peggiorata la cosa...

Ho letto che Syd è bilingue. Questo fattore vi ha aiutato nello scrivere testi senza incappare in errori e soprattutto nell'esprimere meglio ciò che volevate dire?
Non saprei che dirti, se non che per me e per lui la lingua inglese era/è qualcosa di speciale... Non pensammo mai a testi in italiano (a parte in un caso, ma il brano non era nostro bensì di Giancarlo Bianco e lo eseguivamo come cover: sto parlando di “Il Fighetto”).

Che tipo di reazione ti provocava vedere Syd tagliuzzarsi sul palco e colare sangue? Credi che fosse il suo modo di buttar fuori fisicamente il vostro suono?
Mi procurava sempre sgomento, perchè era imprevedibile. Accadeva quando il climax del concerto in questione “lo esigeva”. Era un tributo che quel brano chiedeva con forza. "Tagliuzzarsi" è un eufemismo...

Non sono molti i gruppi italiani ad aver pubblicato un intero lp live, registrato per giunta all'SO36 di Berlino. Come nacque la cosa? Ho sentite dire che mentre suonavate, davanti allo storico locale di Kreuzberg erano in corso degli scontri molto pesanti. Che tipo di sensazioni hai provato nel suonare mentre fuori si era scatenato l'inferno? E' vero che Syd una volta terminato in concerto si è catapultato fuori per partecipare agli scontri?
La cosa avvenne a nostra insaputa. Forse Syd ne era al corrente, ma ne dubito. Fu opera di David della Destiny Records che ci organizzò il gig. Sicuramente attaccò un registratore al mixer, e dopo lo scioglimento si ritrovò questa OTTIMA registrazione. Senza farsi tante seghe mentali, anzi andandoci parecchio nel culo, lo mise sul mercato. In un brano rompo una corda e si sente la folla rumoreggiare per 3-4 minuti, poi ci sono due brani inediti ma senza titolo e abbastanza "mosci". Secondo te avremmo mai permesso una cosa del genere? Comunque si distingue perfettamente Syd che dice all'inizio di un brano “We'll keep on playin... until THEY get in... It’s gonna be a massacre” quindi quanto hai sentito a riguardo è tutto vero.

Vi siete sciolti nel 1987, dopo lo storico concerto al Casalone di Bologna. Per molti quell'evento ha segnato la fine di un certo modo di concepire l'hardcore, aprendo le strade a contaminazioni con il metal, hip hop, reggae, eccetera. Tu che opinione ti sei fatto? Quando hai staccato il jack dall'amplificatore, hai avuto una seppur minima percezione che un'epoca si fosse chiusa?
Non ho avuto quella sensazione, ma la CERTEZZA a riguardo. Per me ERA terminata un’era... Caso volle che avessi pienamente ragione! Per come lo concepivamo noi poi, l’HC non poteva accettare contaminazioni.

Una delle perle di quel concerto è la registrazione ad opera di Stefano Ballini di Trippa Shake che racchiude l'inedito "Naymiorenggekkio"... Presente se non erro solo sulla versione cd della ristampa... Come mai avete deciso di accluderla solo in quella versione?
...Perchè per me quel brano rimane non solo uno dei migliori in assoluto della nostra band, ma riproduce esattamente il mio stato d’animo di quel momento. Inizia con un crescendo di rabbia e furore, poi sopraggiunge la calma e infine la pace interiore, con me stesso ed il mondo circostante. Impossibile includerlo sul doppio vinile: dura 14 minuti.

Sempre a proposito di "Naymiorenggekkio": se il gruppo avesse continuato, ci sarebbe stato un cambiamento del suono in quella direzione?
Non credo, sai? Non credo sarebbe stato possibile comporre altri brani in generale. CCM era oramai un malato terminale. Per fortuna "Nay-myho" è arrivato poco prima, a ricordarmi quando fossimo stati grandi ed importanti nella mia crescita personale come essere umano.

L'hardcore italiano degli anni '80 è sempre stata grande fonte di curiosità e di una sorta di venerazione. Nel corso degli anni sono fioccate ristampe, bootleg, reunion, eccetera. Cosa ne pensi? Anche la ristampa del materiale dei CCM è stata fatta anche per contrastare questo fenomeno, che porta a pagare cifre spropositate vinili realizzati frettolosamente e per razziare più soldi possibili nel minor tempo possibile...
Sono contro le reunion – come detto più volte – ma d’altronde se la gente vuole divertirsi... Che male c’è? C’è una richiesta ed un interesse ENORME per ciò che facevamo. È normale: sono passati molti anni ma troppo pochi per averci cancellato, quindi chi non c’era, adesso è curioso a riguardo. Lo eravamo anche noi verso la psichedelia o i primi Mothers (nel mio caso). Ciò che mi pare invece INELUDIBILE è: non fingiamo di essere ancora ciò che eravamo... Non lo siamo PIU’. Si scaderebbe nel pietoso! Abbiamo ristampato tutto semplicemente per fare sentire il nostro cuore a chi non aveva ancora avuto occasione di farlo (e con una qualità – per una volta – superiore all’originale).

Dei gruppi che dividevano le assi del palco con voi, chi ti è rimasto maggiormente impresso?
Cito solo i "fratelli" italiani: Negazione, Kina!, Indigesti, IRI!, WarDogs, SenzaSterzo, Lanciafiamme ecc. Ma il mio rispetto va anche a tutti quelli che ci hanno anche una sola volta, messo a disposizione un piatto, una cassa, un microfono...

Picture: Smurfpunx | Wordpress

Questa è una domanda che mi frulla per la testa e che riguarda i Negazione. Dal tuo punto di vista, come li vedevi all'interno del panorama hardcore italiano? Voglio dire: forse erano l'unico gruppo in grado di stare in tour per mesi, di registrare con continuità, eccetera. In più erano molto organizzati sotto tutti i punti di vista... Ad un certo punto suonano pure al Monsters Of Rock, tentando magari di passare allo step successivo, ma poi si sciolgono... Tra parentesi erano il gruppo più conosciuto ed amato da gente che non frequentava spazi autogestiti et similia, come i metallari per esempio... Cosa ne pensi?
I Negazione erano "il lato positivo" dell'Hc. Ma bada bene: erano FENOMENALI, sopra ed ai piedi del palco. Per me, ma parlo solo PER ME, fuori dal palco davano il meglio di sé. Al contrario di noi mettevano d’accordo tutti: il Monsters? Ci suonarono DOPO il Casalone, e non a caso. Provarono "altre strade" e per loro era la cosa giusta da fare.

Che tipo di aria si respirava ai concerti hardcore anni '80? Ogni tanto capitava qualche metallaro capitato per curiosità, o c'era una rigida distinzione di ruoli? Ti è mai capito di partecipare a qualche concerto metal o hard rock in quegli anni? Se sì, che tipo di differenze riscontravi?
Per fortuna che capitavano metallari e "creature" simili! Sennò come avrei conosciuto Heinz Zaccagnini che per primo mi ha incalzato a pubblicare il mio libro, e tanti, tanti altri amici? Da noi in Toscana - forse perché provinciali? - le distinzioni di ruolo forse erano meno marcate che nel resto d’Europa. Non ho mai partecipato ad alcun concerto metal, non ne sono mai stato entusiasta, e purtroppo a NESSUN concerto hard rock! MAGARI, eheh! Quello è invece un genere che ho sempre adorato, ma che oramai volgeva alla fine quando iniziammo a suonare noi.

Sempre da un'intervista che ho letto per preparare queste domande, viene fuori che ascolti solo i dischi della tua collezione e che sei un fan di Frank Zappa. Da cosa nasce questa passione? Zappa è sempre stato un personaggio fuori dagli schemi, concordi? Non ti piace proprio nulla di ciò che esce oggigiorno?
Zappa mi catturò in "tenera età", assieme per l’appunto a Deep Purple, Bowie e Reed. Non lo ho mai “abbandonato” perché secondo me è stato il Leonardo da Vinci della Musica del 1900. Almeno 200 anni avanti nella storia, in termini di idee, sperimentazioni, look ed altro. Ma per mia fortuna non faccio "classifiche" musicali, ed adoro Lui come l'Hc, i Minutemen e tanti, tantissimi altri artisti.

Come mai secondo te i CCM sono sempre stati ammantati da un alone di mistero?
Ahahahahahah... Beh, questo lo dici te, eheheh! Io invece i CCM li conosco benone... Scherzi a parte credo sia – sostanzialmente – perché non esistevano cose tipo Internet a farti scoprire ogni singola cosa su chiunque... Ed anche perché non essendo "un gruppo di simpatici" c’era sempre qualcuno che si inventava una leggenda su di noi.

Finito. Se vuoi aggiungere qualcosa... Grazie!
Per chiudere, prima di ringraziarti per l’opportunità che mi hai offerto, vorrei dire che se dovessimo pubblicare un live di CCM, quello dell’inaugurazione del Victor Charlie, o del farewell show al CBGB, o magari di quando suonammo a Philadelphia o SF avrebbero per me la precedenza assoluta!

Area Pirata | Web Site

martedì 21 marzo 2017

OxCx/XABORTIVEX | Autoprodotto | Tape/Digital.

Due belle realtà hardcore che si incontrano su questa tape split. Da una parte gli xOhxCristox passati già su queste pagine, con il loro power violence violentissimo e molto umoristico. Da un lato gli XABORTIVEX con un fast core molto ispirato (tributano pure un gruppo assai famoso sul finale). La cospirazione do it yourself si fregia di un altro importante tassello...




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lunedì 20 marzo 2017

Valgrind | Seal Of Phobos | Everlasting Spew Records | MiniCd.

La migliore uscita di tutto il catalogo Everlasting Spew, ecco cos'è questo minicd dei Valgrind. Death Metal di scuola americana di inizio anni '90. Oscuro, pesantissimo, suonato in maniera ineccepibile. In alcuni momenti mi sembra di ascoltare i Morbid Angel del capolavoro "Covenant" (ma con anche una bella spruzzata di Incantation). Assoli che spuntano fuori all'improvviso e completamente malati, drumming maniacale ed una registrazione perfetta. Long live death metal!

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Valgrind | Soundcloud
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Stupid Karate | Punk Is A Free Pricing Corpse | Autoprodotto | Ep.

Secondo Ep per i francesi Stupid Karate. Il tiro non cambia: furioso hardcore suonato alla velocità supersonica della luce, il tutto con il solito taglio umoristico. Anche questa volta, davvero consigliati.

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giovedì 16 marzo 2017

Scornthroats.


"Misfortune" degli Scornthroats è entrato di diritto nella mia top list dei dischi perferiti di questa primavera 2017. Il gruppo sardo, prosegue con gli stessi membri ed attitudine il discorso aperto con i Rise After Defeat. Oscuro hardcore venato di crust e black metal, caotico e nefasto. Ho rivolto qualche domanda a Carl, cantante e fondatore. Buona lettura.

Il primo album degli Scornthroats uscirà tra qualche mese, ma ho avuto già modo di ascoltarlo e di recensirlo. Bhe, in tutta onestà ha davvero una bella pacca. Ne sei soddisfatto? Puoi parlarci del processo creativo che ne portato alla nascita? Cosa ti soddisfa di più?
"Misfortune" nasce dal processo evolutivo che ha portato i RAD a cambiare nome in Scornthroats. Era una cosa che avevamo in mente di fare già per Adrift nel 2013 ma che alla fine abbiamo continuato a rimandare. Una volta trasferito oltre mare, la band ha preso una sottospecie di pausa dall’intensa attività live (chiamiamolo anno sabbatico) e abbiamo iniziato a scrivere "Misfortune" a distanza (i ragazzi in italia ed io in UK). Una volta ultimate le pre-produzioni abbiamo deciso che la band sarebbe tornata in campo sotto un altro nome perchè come detto prima era una cosa che era nell’aria sin dal 2013. Stesse persone, Stessa band, stessa attitudine, semplicemente nuovo nome. Tornando al discorso di quel che mi soddisfa di più personalmente di questo disco è che è totalmente prodotto diy, l’abbiamo scritto, registrato, mixato, impacchettato, stampato e promosso totalmente noi quattro. L’unica cosa non curate totalmente da noi è stata la fase di mastering che è stata curate da Giuseppe Melis al Solid Music Studio che è un caro amico e supporter della band nonchè collega di Simone al DIY. Ovviamente c’è da menzionare qualche co-produzione ed aiuto consistente ricevuto da Andrè di Anchors Aweigh, Manuel di Shove e Antonie di East Rain, ma sì, è nostro al 100%.

Il suono del gruppo è ciò che io amo definire blackned hardcore, che poi è anche la mia tipologia di hardcore preferito. Sei d'accordo con questa mia definizione? Gli Scornthroats però incorporano anche un certo gusto metallico per il crust e il black... Sei d'accordo?
Le etichette le lasciamo ai critici e alla stampa ma comunque sì, in linee generali è una definizione appropriata: per semplificare quando ci viene chiesto definiamo il tutto come "Chaotic Hardcore/Crust". A noi piace pensare che siamo punk che ascoltano tanto gli Slayer e metalhead che ascoltano tanto i Black Flag ed i Wolfbridage perchè d'altronde è ciò che siamo.

La copertina del vostro debutto sulla lunga distanza mi è piaciuta molto nella sua immediatezza e semplicità. Puoi spiegarmi il concept che sta dietro ad essa ed il significo del simbolo che avete utilizzato?
L’artwork l'ho curato io stesso per questioni logistiche, tempistiche e di budget a disposizione in cassa della band. Ci tengo a specificare che NON sono un graphic designer ma comunque sono pratico nell’utilizzo dei software del pacchetto di Adobe. L'artwork in se è stato concepito per essere una cosa semplice e di impatto, qualcosa che ti ricordi e che volendo puoi metterti e rielaborare tu stesso come quel simbolo che ormai ci portiamo dietro da tempo sempre concepito da me. Credo che al giorno d’oggi sia andata perduta un po' quella semplicità diretta che stava dietro questa musica e modo di essere, gli album ed il merch hanno grafiche super elaborate che alla fine dopo qualche anno passano nel dimenticatoio appunto perchè nonostante siano bellissime sono troppo complesse per essere ricordate, quindi esattamente come hai detto tu stesso alla lunga la semplicità se creata bene ripaga ed è stato concepito esattamente per essere un immagine che ti rimanderà sempre alla band.

"Misfortune" è il titolo che avete dato al vostro album. Come mai lo avete scelto? Può in qualche modo riflettere i tempi in cui ci troviamo a vivere? Credi esplichi il tipo di testi e di suono che la band ha?
Anche qui vale lo stesso discorso che ho fatto per l’artwork, nomi lunghissimi alla lunga annoiano, abbiamo sempre preferito la parola "giusta" piuttosto che una frase elaborata. Il nome "Misfortune" nasce principalmente dal contenuto delle lyric, che come hai già avuto modo di visionare sono molto nichiliste, incentrate sui fallimenti e sfortune personali e/o sull'attuale situazione sociale del mondo in cui viviamo (siano essi di natura anti-politica, anti-religiosa etc) ed anche dal fatto che le tracce all'interno siano tredici.

Ti va di raccontarmi pezzo per pezzo tutti i brani che compongono "Misfortune"?
Lo farei molto volentieri se potessi riassumere il tutto in due parole, ma dietro ogni pezzo c’è la sua storia e potremmo dilungarci troppo.

Quali sono le principali influenze degli Scornthroats? Non solo musicali, ma anche letterarie, culturali, eccetera...
Tutti e quattro facciamo parte di altre band, ascoltiamo diversi generi musicali oltre a quello che suoniamo e abbiamo una visione pragmatica, nichilista, anti-politica del mondo che ci circonda molto simile. Le influenze che ci accomunano di più tra tutte sono senza dubbio l'hardcore di stampo americano, il crust punk, il thrash e il black metal.

A maggio vi imbarcherete in un mini tour che vi vedrà suonare anche al Venezia Hardcore Festival. Che tipo di aspettative hai? Suonerete con una band molto ben rodata come gli Implore. Ti piacciono? Del Venezia Hardcore festival e della scena veneziana che tipo di opinione ti sei fatto?
Con il Veneto abbiamo sempre avuto a che fare sin dagli albori di questa band. Conoscemmo gli Step On Memories e andammo in tour con loro nel 2011. Fu il primo tour europeo di entrambe le band e si creo tanta sintonia e da li è stata pura amicizia e collaborazione fino ad ora, che comunque ci ha portato a collaborare e stringere solidi rapporti anche con i Discomfort (con cui siamo veramente tanto amici oltre le rispettive band), tutti i ragazzi di Padova, gli Slander da Venezia, eccetera. Nutriamo grande stima per tutta la scena veneta e un pò di sana invidia se posso permettermi di dirlo, perchè cazzo diciamocelo chiaramente, SPACCA, ed è esattamente come dovrebbe essere in tutto resto dell'Italia. Per quanto riguarda gli Implore, tanta stima anche per loro, grande hardworking band, sarà un piacere dividere il palco per qualche data assieme a questo giro.

Gli Scornthroats provengono dalla Sardegna. Puoi parlarci un pò della scena locale? Che tipo di difficoltà incontrate nell'organizzare date all'interno dell'isola? Il provenire da lì rende le cose più difficili a livello di spostamenti, anche solo per suonare nel resto dell'Italia?
La scena locale è florida di nuove leve, nuove bands e band rodate da tempo e spazia in tutti i sotto generi dell'hardcore punk, da quello di stampo americano, punk rock, garage punk, crust punk, all’emo violence, al metal core, metal estremo e sludge non ci si può sicuramente lamentare che non ci sia una scena locale per tutti i gusti e di un certo livello. Per nominarne alcune, realtà che meritano sicuramente attenzione: Stigmatized, My Own Prison, Charun, Coma, Abduction, Mexoff, The Moorays, Raw, Bosozoku, Iato, Ubiquity, Abysso, Second Youth, Every Saturday Punches, i Padrini, Il Mare Di Ross, Tigershot, Drought, The Rippers, The Oops, e tantissime altre che sto sicuramente dimenticando.

Leggendo le info sul vostro profilo Facebook, ho notato che originariamente siete conosciuti come Rise After Defeat, che ho apprezzato in passato. Posso considerare gli Scornthroats come i nuovi Rise After Dead (stesso suono, stessa line up), oppure sono una band totalmente nuova? Come mai hai deciso di porre fine al progetto precedente? Rimpianti?
Nope. NO REGRETS, NO SHAME. Come detto prima gli Scornthroats, vanno semplicemente considerati come i Rise After Defeat con un nome nuovo, non rinneghiamo gli album fatti in passato e continuiamo a suonarli pure in live. Il nome "Rise After Defeat" non ci è mai piaciuto, ma, un po' per paura, un po' per pigrizia non prendevamo mai la decisione di farlo, e alla fine lo abbiamo fatto.

La filosofia Do It Yourself è da sempre parte integrante del tuo essere e del tuo modo di fare. Che tipo di significato ha assunto secondo te nel 2017? Per esempio tu ti ti muovi tramite la tua etichetta Strikedown Conspiracy. Che tipo di difficoltà incontri nel portarla avanti? Ti va di parlarcene un po'?
La label è in uno hiatus a tempo indeterminato, devo ancora decidere se posso continuare o meno a fare dischi dando la dovuta promozione e considerazione ad ogni band nel rooster e ad ogni release se no non ha senso. Nel frattempo uso il nome per la promozione e organizzazione di eventi o collaborazioni che includono la mia persona in questo ambito. E per rispondere alla prima domanda, non so che significato ha per la gente nel 2017, ma per me DIY vuol dire TUTTO, vuol dire te stesso, i tuoi sforzi, i tuoi fallimenti, le tue vittorie ed è un concetto a cui mi sento molto legato.


Leggo che la formazione degli Scornthroats si divide tra l'Italia e l'Inghilterra. Ho letto bene? Se sì, come riuscite ad organizzarvi per provare, registrazioni, concerti, eccetera?
Sì, io risulto ancora residente in UK, nonostante sia tornato per un periodo determinato in Sardegna principalmente per dedicarmi alla band. Ora che sto qui è tutto regolare, prima era un po' un casino ma nonostante la distanza abbiamo scritto e registrato "Misfortune" con me oltremare che scendevo per registrare, provare o fare concerti. Alla fine il discorso è sempre lo stesso, se le cose le vuoi fare, trovi la maniera di farle, no matter what no matter how.

Il vinile è stato prodotto (oltre che da tua Strikedown Conspiracy) anche da altre realtà, come la consolidata Shove Records. Sei soddisfatto di come sono state organizzate e portate avanti le cose? E' stato difficile mettere insieme questo manipolo di etichette?
Beh direi proprio di sì, l’aiuto di Andrè di Anchors Aweigh che è un amico di vecchia data nonchè persona rodata nel settore che ci aiuta a seguire la promozione eccetera, Manuel di Shove e Antonie di East Rain che faranno girare il tutto tramite i loro canali ha sicuramente fatto la differenza nelle tempistiche, modalità di uscita e nella promozione che avrà questo disco, lasciando comunque a noi la totale libertà di gestire il tutto a modo nostro.

La prima tiratura è prevista in duecentocinquanta copie. Come mai proprio questa cifra? Credi di ristamparlo nel caso andassero esaurite?
Nessuna cospirazione in particolare, non volevamo stamparne troppi e nemmeno troppo pochi, e sì, speriamo di esaurirli e ristamparli.

Progetti per futuro?
Tour e ancora tour, perchè d’altronde è quello che abbiam sempre e solo voluto fare, suonare il più possibile ovunque.

Finito. Grazie e se ti va aggiungi ciò che vuoi...
Grazie mille per lo spazio che mi/ci hai concesso Marco, spero di non essere stato proprio noiso. A tutti i lettori italiani; siamo in tour a maggio per qualche data in italia per presentare e promuovere “Misfortune” nello stivale (Roma, Bologna, Cesena, Venezia e Milano). Trovate i dettagli dei prossimi shows, news, la nostra musica in streaming, video, merch e tutto nelle nostre pagine web.

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