mercoledì 19 aprile 2017

Show Of Bedlam | Transfiguration | Sentient Ruin Laboratories | 12"/Tape.

Affascinanti, misteriosi, magnetici ed eterei. I canadesi Show Of Bedlam sono una nuova ed eccitante band sotto l'egida Sentient Ruin Laboratories. Il gruppo ha già dato alle stampe un lp ed uno split cd con i maestosi Jucifer. Il suono dei nostri è uno strano miscuglio di doom, stoner, gothic e electro, che vi assicuro vi coinvolgerà da subito. L'ammaliante voce della gran sacerdotessa Paulina Richards vi stregherà, mentre musicalmente verrete rapiti in un vortice nero come l'abisso. Non vedo l'ora di mettere le mani sopra per perpetrare su vinile quest'orrore in tutta la sua purezza...




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When Ashes Are Rising | Of Earth And Men | Autoprodotto | Cd/Digital.

Per chi come me ha vissuto in pieno l'ondata del suono edge metal da metà anni '90 fino ai primi del 2000, ascoltare una band come i sardi When Ashes Are Rising lo riporta indietro negli anni. Metal core (ma non le pacchianate che si ascoltano oggi), tinteggiato di swedish death metal, melodico e aggressivo (in alcuni passaggi scorgo l'eco dei primissimi Heaven Shall Burn). Brani scritti ed eseguiti con cura e tanta passione e testi che (pur non avendoli letti) si lasciano ben capire: la difesa della Madre Terra (Gaia) con ogni mezzo. L'hardcore ultimamente non ha sfoggiato gruppi con messaggi forti e netti, ed una band come i When Ashes Are Rising non può che essere un toccasana in un panorama un pò asfittico...


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martedì 18 aprile 2017

Council Of Rats | Coarse | Shove Records | Lp/Tape.

Tempo di ritorno anche per i Council Of Rats. Il loro marchio di fabbrica è sempre quello: veloce e urlato hardcore, ricco di stacchi e parti melodiche. Il tutto impacchettato veramente bene, compresa una cover davvero intrigante. Non c'è che dire: ci sanno fare e le cose le fanno per bene.

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Abkher | In Asche | Sentient Ruin Laboratories | Tape/Digital.

Oscuro e occulto duo tedesco dedito ad un black metal veloce e con ampi spazi di depressione. Quattro pezzi non troppo lunghi ma suonati e prodotti in maniera oserei scrivere perfetta. Passaggi velocissimi si alternano a parti lente e monolitiche, in un crescendo di disperazione e glacialità. Sentirete un refolo di orrore ascoltandoli. La fiamma ardente del black metal non è mai stata così fredda...

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lunedì 17 aprile 2017

Evil Cosby | Ridursi Al Niente | Slaughterhouse Records | Tape/Digital.

Questo dinamico duo basso e batteria suona un sudicio e malato sludge core. Il basso è distorto a livelli disumani, creando una sensazione di malessere e e di disagio. La batteria è secca e asciutta, mai sopra le righe. Inevitabili in certi passaggi i paragoni con gli Eyehategod, ma fermarsi solo a loro sarebbe riduttivo. Echi di harsh noise mischiati a cori che fanno capolino nel pezzo "La Mujer Sin Meido", rendono questo lavoro molto vario. Molto interessanti.

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giovedì 13 aprile 2017

Dario (Porro 'Zine).


E' stata dura, ma come sempre la mia perseveranza nel fare le cose mi appaga ampiamente. Ho inseguito Dario per parecchio tempo sperando mi concedesse un'intervista e finalmente ci sono. Metallica, Sepultura, Iron Maiden, grind, death, tonnellate di hardcore, fumetti, action figure... In quest'intervista troverete questo e molto altro. Buona lettura.

Dario, recentemente hai ristampato il primo numero di Porro uscito nell'ormai preistorico 1992. Come mai? Si tratta di una piccola operazione di nostalgia, oppure ti piace far vedere come il tuo progetto si è sviluppato con il passare del tempo? Cosa ti ricordi di quel periodo in cui la creasti? Ti sentivi eccitato oppure è stata una cosa naturale?
Quando assemblai Porrozine #1 avevo fra i 14 ed i 15 anni, il primo approccio con il metal lo ebbi neanche due anni prima, quindi era una una perenne esplorazione, un bisogno viscerale di “sapere” che in brevissimo tempo si trasformò con naturalezza in “partecipazione”, questo soprattutto dopo essere entrato in contatto con la realtà occupata e autogestita del Fata Morgana di Messina, dove ricevevo quantità di input sconvolgenti e dove preferivo rifugiarmi, invece di andare a scuola. Porrozine #1 è una sborrata su carta del mio vissuto di quel periodo, una concatenazione di eventi fortuiti prima e cercati in seguito... La scoperta del metal con gli Iron Maiden che andai a vedere dal vivo a Roma qualche mese dopo averli ascoltati per la prima volta (nel 1990, a 12 anni), grazie a questa trasferta scoprii gli Anthrax che facevano da supporto e BOOM! Un nuovo sistema planetario da esplorare, il thrash. Nel 1991, inventando una serie di bugie inimmaginabili alla mia famiglia, andai al Monsters of Rock di Modena con Metallica ed AC/DC (più Queensryche e Black Crowes)... La band di apertura erano i Negazione. Sapevo vagamente cosa fosse quella roba, forse ascoltata nel CSOA della mia città... Era stra-urlata, veloce, carica di emozioni a mille... Brividi. Ennesimo universo da scoprire. Nel gennaio del 1992 altre cazzate alla mia famiglia e via, 1300 km per vedere nuovamente gli Anthrax a Milano, questa volta conoscendo tutti i pezzi a memoria. Era il Bring The Noise Tour, insieme a loro c’erano i Public Enemy e mentre alcuni urlavano “NEGRI DI MERDA”, tanti altri come me, rimasero folgorati. Nel frattempo al Fata Morgana passava qualche posse e soprattutto gente tipo Agent 86, Antenati, Jester Beast, Sinoath, Korzus, Church of Violence (fra le altre cose Gigio mi regalò una VHS del Gods Of Grind con Carcass, Entombed, Cathedral e Confessor, fu così che mi infognai pure con il death/grind) e io, a poco a poco, prendevo consapevolezza delle varie differenze e contraddizioni fra i due mondi, fra l’hc e il metal, fra il DIY underground e il mainstream. Tutto questo è finito su Porrozine #1, pensa ad un ragazzino che da Jovanotti, Il Paninaro e DJ Television in un lasso di tempo microscopico si ritrova catapultato in realtà incredibili: dire che ero molto eccitato è limitante (ci ho messo un po’ a rispondere, scusate). L’ho ristampato per “celebrare” i venticinque anni dell’uscita, per il 2017 ho pensato di buttare fuori un po’ di cose nuove e vecchie e come prima cosa “vecchia” mi è sembrata d’obbligo. Ho fatto solo cinquanta copie per gli amici più affezionati, già esaurite, niente di eclatante...

Nelle ultime pagine del primo numero c'è una photogallery del concerto che i Metallica tennero sempre nel 1992 a Milano. Cosa ti ricordi di quel giorno? Come furono dal vivo? Cosa ne pensi del duetto con Lady Gaga che li ha visti protagonisti nei giorni scorsi? Il loro album che preferisci? Li segui ancora?
Più che del concerto, è del dopo-concerto, in albergo, per chi non avesse visto la fanzine. Tutto iniziò comprando fotografie da un tizio che metteva annunci su giornali tipo H/M, Metal Shock, Flash, foto che ritraevano i gruppi metal famosi nei backstage o per le strade delle città italiane in cui erano in tour. Per non sembrare un maniaco esaltato va ricordato che nel ’92 non c’era internet e blablabla e dei gruppi vedevi sempre le solite quattro foto promozionali nelle quattro riviste di settore che uscivano una-due volte al mese, quindi “conoscerli” in altre situazioni era apocalittico per un “fan” (mi definivo un “fan” prima della scoperta dell’hardcore e del “siamo tutti uguali”, sopra e sotto al palco). Alla miliardesima fotografia acquistata - e anche rivenduta, perché poi le facevo duplicare da un fotografo e le spacciavo a mia volta, tirando su i soldi per partire - chiesi qualche informazione al tizio... Venni a sapere che lavorava saltuariamente alla Barley Arts che guarda caso stava organizzando i concerti dei Metallica a Roma e Milano, del primo avevo già il biglietto originale, del secondo feci una fotocopia a colori. Mi disse in che albergo avrebbero alloggiato ed eccomi là in quelle foto. Il concerto ovviamente fu meraviglioso, erano ancora a cinque album, quindi escludendo “Nothing Else Matters” e “The Unforgiven”, erano bombazze. Roba di tre ore e mezzo, tre ore tratte da “Kill’em All”, “Ride The Lighting”, “Master Of Puppets”, “And Justice For All” e il “Black Album”, mica bruscolini. Erano già considerati dei “venduti” dai metallari “grandi”, a me piacevano da impazzire, ma quando li vidi fuori dall’albergo, la notte... Porco il clero... Per me mega-death-thasher-quattordicenne-ultra-incazzato di provincia, finì il mito. Apparvero dei fighettini in pelliccia, montgomery, cappelli da cowboy, con una limousine a testa, Kirk Hammet e Jason Newsted fecero pure storie per le foto e gli autografi... Ci rimasi di merda. Andai al loro concerto, l’anno successivo, al Delle Alpi di Torino (suonarono con Suicidal Tendencies, Megadeth, Extrema e The Cult), anche stavolta li perseguitai e riuscii ad intrufolarmi ad una premiazione in un albergo di lusso, dove Lars Ulrich regalò una batteria ad un bambino/batterista prodigio iscritto al fan club italiano, e poi non ho mai più ascoltato un loro album, mai. Giusto qualche canzone qui e lì di sfuggita. Fino a qualche mese fa... “Hardwired” mi incuriosiva.
Il duetto con Lady Gaga... I Metallica sono delle mega star come i Rolling Stone, fanno cose da mega star da venti anni (tipo suonare in Antartide (!!) sponsorizzati dalla Coca-Cola), non ci vedo niente di anomalo in un duetto del genere... Come “show” non l’ho trovato nè esaltante né divertente, secondo me è venuta fuori ‘na mezza chiavica . Non li seguo più, resta il fatto che i loro primi quattro album erano, sono e saranno nei secoli dei secoli dei capisaldi di un intero genere musicale. Invece sai chi stava compressato, soffocato da nubi di fumo e lattine, in una Renault 4 in giro per Milano nel ’93, tutti unti, zozzi e appiccicaticci? Max e Igor Cavalera, Paulo Jr e Andreas Kisser, i Sepultura al completo. Erano queste le vere soddisfazioni nella vita di un metallaro.

Un elemento caratterizzante di Porro è sempre stato quello di uscire dai rigidi steccati che molto spesso altre fanzine si impongono. Nella tua il miscuglio di hardcore e metal è sempre stato un elemento chiave e tu non ti sei mai fatto problemi nel portarlo alla luce. Ora, nel 2017, le cose come hai potuto notare sono mutate: hardcore e metal si mescolano molto spesso, sia nei suoni che nel look... Ti senti un po' un precursore nel campo cartaceo qui in Italia nell'aver unito in maniera così stretta questi due stili?
No, per niente, c’era un sacco di gente prima di me che apprezzava entrambi i generi e che faceva fanzine con un po’ di tutto dentro, anche negli anni ’80 quando il movimento era veramente agli albori. Il modo in cui il metal e l’hardcore si sono fusi negli ultimi anni... Chugga-chugga aPPressione, machismo, un’attenzione morbosa per l’abbigliamento ed il taglio dei capelli, è stato preso il peggio di due culture ed è nato un ibrido raccapricciante. Diciamo che mi sono fermato ai primi Earth Crisis, Morning Again e a tutta la bolgia di gruppi cloni degli Slayer in versione arcorizzata... Per il resto o ascolto vero metal o vero hardcore o chi i due generi li mischia come piace a me, tipo gli S.O.D.


Una cosa mi ha molto colpito del primo numero di Porro è la sua veste grafica. Ben fatta, pulita, molto leggibile. Alla luce dei tuoi ottimi lavori in campo grafico che ho avuto il piacere di vedere, ho apprezzato molto la tua evoluzione in questo campo. Lavori ancora con il metodo “taglia ed incolla” oppure oggi utilizzi esclusivamente il computer? In futuro vedremo un numero di Porro assemblato interamente alla vecchia?
Per Porrozine uso solo ed esclusivamente il computer, non sono un “purista”. Le prime due uscite “di prova”, distribuite in una manciata di copie in città (antecedenti pure al primo numero ristampato di recente) erano taglia e incolla con i testi battuti con una macchina da scrivere antichissima, poi sono passato alla macchina da scrivere elettrica dell’ufficio di mia madre e infine mi feci comprare l’Amiga500. Penso che una fanzine debba essere chiara e leggibile, mi innervosisco quando devo contorcermi le budella per capire cosa c’è scritto in alcune ‘zine scritte a mano...

L'umorismo e l'ironia che hai sempre infuso nelle uscite della tua fanzine sono una cosa che il sottoscritto ama molto. In un ambiente come il nostro, dove molto spesso prevale la troppa serietà e i musi lunghi, considero Porro come una piccola isola felice. Sei d'accordo con me?
Eh, boh, l’ambiente me lo vivo poco. Quando Porrozine è “rinata” in versione hardcore/punk mi ispiravo a fanzine come Manowar, Poca Scena, Hopes Of Harmony, Stewey’s Star, Emphasys, dei veri capolavori DIY, scritte con ironia e dove si parlava di tutto (bisognerebbe farla circolare di nuovo quella roba!). Nella ‘zine finisce la parte più cazzona di me, evito intenzionalmente di inserire pipponi, lamenti e piagnistei perché mi lamento, sclero e bestemmio già tantissimo nella vita di tutti i giorni.

Mi ricordo che l'ultimo numero di Porro è stato un parto un po' travagliato per via di problemi sorti con chi te la doveva stampare. Nell'editoriale di apertura scrivesti che l'avevi dovuta rifare tre volte...
Si, ho dovuto rifare un paio di volte l’impaginazione... Quel cretino con cui avevo preso accordi per la stampa cambiava i prezzi ogni tot mesi, poi fatta quella definitiva mi disse che avrebbe dovuto consegnare una copia alla Digos perchè -a suo dire- ogni pubblicazione “autonoma” doveva passare per le loro mani. Chiaramente non ho stampato più da lui, anche se la Digos una copia sarà riuscita lo stesso ad averla... Mi amavano quei ragazzi, una volta che mi convocarono non ricordo più per cosa, avevano il sito di Porrozine in bella vista sui loro schermi... Thug life.

Sotto il nome di Underground Guerilla sei noto anche per i tuoi lavori grafici. Puoi spiegarmi quando e come è nato questo progetto? Come organizzi il tuo lavoro? Hai qualche gustoso aneddotto da raccontarmi sui tuoi clienti?
Essendo abbastanza schematico, avevo bisogno di dividere le varie attività grafiche in cui sono intrallazzato, così ho inventato questo nome bruttissimo con il quale “firmo” solo quelle dedicate ai gruppi metal e hardcore... Prima usavo il nome della mia attività “ufficiale”, ma nella pagina Facebook magari il lunedì pubblicavo un lavoro fatto per l’associazione Padre Pio e martedì una copertina death metal... Qualcosa non quadrava. Non considero UG un lavoro, per le grafiche pretendo un compenso solo se il progetto da svolgere è molto impegnativo (packaging completi, booklet di tante pagine), nel 90% dei casi lo faccio per amici, per passione e divertimento, e comunque quando chiedo qualcosa, la cifra è parecchio bassa rispetto a quella pretesa dai miei stimati colleghi. Poi c’è chi ricambia ugualmente (sono pochissimi) con tonnellate di dischi, cd e magliette e chi, invece, arraffa e scompare nel nulla senza inviarmi neanche una copia del materiale con la mia grafica sopra (senza sentirsi un pezzo di merda, a quanto pare). Mi organizzo cercando di scansare i compiti di mia figlia, roba di quinta elementare, cose terribili, impensabili, che non sentivo nominare da trenta anni per le quali devi sbatterti tantissimo mentalmente... Fatto questo, mi annebbio per qualche giorno (o settimana) davanti al pc, con in sottofondo perenne il gruppo per cui sto facendo la grafica, smanettando come un dannato in attesa del risultato finale, poi passo ad infinite prove di stampa finchè il tutto non soddisfa sia me che il committente di turno. Gli aneddoti li evito: quando si tratta di grafica, i grafici diventano abbastanza stronzi con chi non ne capisce...

Porro è anche un'etichetta, con la quale nel corso degli anni hai coprodotto una serie di band molto differenti tra di loro. Quando scegli di partecipare all'uscita dei dischi, che criteri adotti? Voglio dire: cerchi di conoscere personalmente la band, oppure ti basi sui tuoi gusti musicali? Ti piacciono tutte le uscite, oppure di alcune avresti fatto a meno con il senno di poi? Mi pare che molto spesso curi anche il packaging, o sbaglio?
Parto dalla fine e mi ricollego ad UG. Quando decido di prendere parte ad una coproduzione, può capitare che la grafica del gruppo sia già pronta, preparata alla meno peggio, ma dato che l’unica cosa di cui mi ha fatto dono madre natura è il gusto estetico (ristretto al campo della grafica, e solo a quello), non mi faccio problemi a dire se questa o quella impaginazione fanno schifo al cazzo. Mi accorgo subito se chi ci ha messo mano ha un minimo di infarinatura... Scritte messe ad un millimetro dal taglio, profilo di colore sbagliato, immagini sgranate. Comunque, se il gruppo accetta, la rifaccio di sana pianta e siamo tutti più contenti. Inoltre ho bisogno di sentirmi parte attiva del materiale che esce con Porrozine, capita anche di sganciare la pecunia e basta, ma se mi ci posso ficcare in qualche altro modo lo faccio senza esitazione. E’ mia abitudine collaborare con chi conosco di persona e con chi è affine al mio modo di percepire l’hardcore (o il metal), c’è da dire però che mi sposto pochissimo da Messina e ormai non conosco più nessuno, quindi può succedere di coprodurre qualche band “solo” perché spacca il culo come attitudine, musica o testi. Per praticità dico che Porrozine è anche un’etichetta, ma fondamentalmente tutta ‘sta storia di produrre e distribuire roba in un circuito underground è un piccolo atto di sadomasochismo, sgancio soldi per poi soffrire come un dannato sia se le copie restano nell’armadio, sia se vanno sold-out perché ne vorrei ancora. E’ una brutta bestia la perversione. Naturalmente mi piacciono tutte le coproduzioni a cui ho preso parte, ce n’è solo una in cui hanno ficcato il loghetto di Porrozine senza che io sapessi nulla, ma erano amici in gamba e mi diedero una valanga di cd da smazzare, nulla da ridire...

Cosa ti ha colpito ultimamente all'interno dei confini italici a livello di band e dischi? All'estero invece? Quali sono i dischi di cui non potresti fare a meno?
C’è troppa, troppa, troppa musica fantastica per citare solo qualcuno. Il “giro” c’è e si allarga sempre più, i poser al solito scompaiono dopo un cd e qualche concerto, mentre chi ci crede davvero te lo ritrovi (e te lo ritroverai finchè non muore e oltre) fisso fra siti, fanzine, libri, cd, vinili, magliette, concerti, festival e quant’altro. In giro c’è chi suona, produce, scrive, occupa, organizza benefit, porta avanti tematiche importanti in maniera attiva (non è il mio caso, sono un rincoglionito casalingo... Una volta dicevo misantropo). Chi dice che l’hardcore è morto sicuramente non è ben informato. I dischi di cui non potrei fare a meno sono quelli con cui sono cresciuto... Primi Metallica, Iron Maiden, Anthrax, Sepultura, SOD, Slayer, tutta la prima roba thrash & death uscita per Earache, Nuclear Blast, Peaceville, Century Media... Poi Gorilla Biscuits, Youth of Today, Minor Threat, Church of Violence, Negazione e... Minchia, sono tanti!


Un'altra tua grande passione sono i fumetti. Quando hai iniziato? Ti ritieni un collezionista? Pensi che abbiano influenzato il tuo modo di scrivere e creare Porro? Quali sono i tuoi preferiti? Ricordo che allegato ad un numero della fanzine c'era pure un book fumettistico...
L’amore per i fumetti nasce insieme a quello per la musica. I dischi ed il merchandise dei gruppi erano delle opere d’arte, penso ai disegni di Pushead per i Metallica, alle copertine degli Iron Maiden, a Ed Repka che lavorava con Megadeth, Atheist, Massacre, Death, alla roba assurda della Earache (gente che adesso è ammiratissima anche nel mainstream), ai loghi dei primi gruppi hardcore e metal... Venne naturale andare a cercare qualcosa su quello stile. All’edicola mi imbattei in “Splatter” e “Mostri” della Acme Edizioni, riviste fantastiche, dove a volte trovava spazio anche un angolo musicale “estremo” e poi ho cominciato a cercare nell’underground dei fumettari, dove si trova sempre il materiale migliore. Non mi ritengo un collezionista perché il collezionista medio me lo immagino in fissa con il suo “tesoro”, con il materiale imbustato, catalogato, sempre alla ricerca di chicche o novità, disposto a spendere cifre della madonna... Io me ne fotto, ho tantissimi fumetti e simili questo si, per lo più roba autoprodotta o comunque “strana”, ma di solito compro se una cosa me la trovo davanti e se ha un prezzo stra-conveniente. Non credo neanche che abbiano influenzato il mio modo di scrivere, o forse si? Nel numero sette di Porrozine ho allegato un albo dedicato ad alcune illustrazioni di Davide Mancini, ovvero DartWorks, perchè con quelle cazzo di manine fa cose che è inutile spiegare a parole e ho pensato che cinquecento persone in più (questo il numero di copie stampate) avrebbero potuto goderne. Cercatelo e ammiratelo. Tantissimi anni fa invece ho assemblato due fanzine uscite come Porro Comics in cui c’era materiale saccheggiato da fanzine insane e riviste bizzarre. Penso che se mi trasferissi in una grotta forse riuscirei a racimolare qualche euro in più da investire in cose del genere. Vita di merda.

Ti piace anche, da quello che ho capito, girare per i mercatini... Da cosa nasce questo tuo interesse? Mi sembra che collezioni anche giocattoli e materiale inerente al mondo dei fumetti...
Colleziono modellini che hanno a che fare con i cartoni (anime se preferite) anni ’70 e ’80, quindi i vari robottoni come Mazinga, Goldrake, Jeeg, Daitarn, Daltanious, Trider G7, Voltron, Getter e poi i classici Lupin, Doraemon, Yattaman, Capitan Harlock, Carletto, Bem Il Mostro Umano, Nino Il Mio Amico Ninja, Devilman, Rocky Joe, ecc... ecc... ecc... Ne avrò qualche centinaio in tutto. I mercatini, insieme a Ebay e ai forum dedicati, sono i posti perfetti per scovare certe chicche, sguazzo fra le bancarelle tutte le volte che posso e spesso ci tiro su qualche soldo. Come per i vinili, ci sono pezzi che raggiungono cifre assurde online, capita di trovare un robottino nel mercato del quartiere più malfamato della mia città a un 1 e spedirlo dopo qualche giorno in Uruguay, Arabia Saudita o Giappone per 50/100 euro... Avere questi piccoli tesori in casa è piacevole ed anche “utile”, soprattutto nei momenti di crisi isterico-economica, ogni tanto infatti combatto la fame tirando fuori qualche modellino di cui non mi frega niente e sto sicuro che dopo qualche giorno un po’ di pecunia arriva. Una ventina di anni fa lo facevo con i vinili, ma il dolore per la separazione da quei pezzi di cuore era troppo grande, non ne valeva la pena per pagare delle miserabili bollette. Abbastanza di recente, fra un Uomo Tigre ed un Hurricane Polymar, ho trovato una figure in vinile “glow in tha dark” del gorilla dei Gorilla Biscuits che uscì -mi pare- in occasione di una ristampa di Start Today... Pensavo fosse una cazzatina, l’ho tenuto per qualche giorno sulla mensola, poi ho visto che su Ebay stava a 250 euro e... Bye bye!

Cosa prevede il futuro per Porro, sia come fanzine che come etichetta?
La fanzine è in stand-by... Ho scritto tanta roba, ma - leggendola e rileggendola - niente che valesse la pena riversare su carta, diverso il discorso delle interviste, ormai un po’ vecchiotte, che sto catapultando nel blog. Mi basterebbero un paio di mesi di fila “senzapenzieri” per tirarla su e se i cataclismi che affliggono la mia mente mi daranno tregua, la butterò fuori entro l’anno. Come etichetta, a Gennaio ho fatto uscire il cd degli Humanoidz From The Deep, grandissime persone con una passione sconfinata per qualunque musica rumorosa di nicchia. Proprio in questi giorni invece è uscito “Waking Nightmare” degli Amphist, un missile in culo zozzo e selvaggio a base di crust e death metal. Per le prossime uscite non mi pronuncio, dipendesse solo da me sarebbe già tutto fuori…

Credo di averti chiesto tutto. Grazie del tuo tempo e se vuoi aggiungere qualcosa fai pure.
In questa intervista ci saranno divagazioni, ripetizioni, errori di ogni tipo, frasi sconnesse, “ma” e “però” a raffica... Ho risposto di getto e so che chi leggerà non starà lì a fare il pulciaro. Ti ringrazio per l’interessamento a Porrozine e per il fomento con cui porti avanti For The Kids, fra le poche cose online scritte con passione e positività: ora aspettiamo la versione cartacea! Chiunque voglia entrare in contatto con me può dare un’occhiata a www.porrozine.altervista.org o scrivere a billymilano@hotmail.it. ODE TO BILLY!

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mercoledì 12 aprile 2017

Kollapse | Angst | Icore Produzioni | 12".

La Danimarca ci offre un nuovo gruppo dal nome Kollapse. Ci sono voluti parecchi anni per creare questo album, frutto di ansie, frustrazioni, speranze e alimentato dal vivere in Scandinavia, spesso isolati socialmente e culturalmente. Un suono fragoroso e letale, inesorabile e freddo come il ghiaccio. Riff monumentali si alternano a fraseggi arpeggiati, mentre una voce urla il proprio dolore. Davvero interessanti.

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Above The Trees | Sunlight | Insonnia Lunare Records | Cd.

Hardcore melodico a tratti screamo, sofferto ma anche sognatore. Con queste credenziali si affacciano gli Above The Trees. Suoni ben fatti, alternanza voce melodica/urlata ben incastrata e una grande passione per ciò che si suona. Come genere non rientra nei miei ascolti, ma si lasciano apprezzare.

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Mind Mold | Sentient Ruins Records | Tape/Digital.

Etereo viaggio attraverso sonorità black e death metal, con un tocco di melodia avantgarde. Questo sono i Mind Mold, nuova scoperta della californiana Sentiet Ruin Laboratories. Un magma sonoro indomabile, che si staglia in tutto il suo fragore, come un mare in tempesta. Parti violente vengono poi smorzate da interludi melodici e soffusi. Date retta a me, fatevi trasportare da questo suono...

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Barque | Coffin Cutters | Eastrain Records | Ep.

Chissà perchè già osservando la copertina sapevo già che questi Barque mi sarebbero gustati parecchio. Blackened hardcore oscuro e possente, con quei riff pesantissimi e quella batteria martellante. Voce disperata e disagio palpabile. Il mix giusto per farmi apprezzare un disco hardcore come lo intendo io. Meravigliosi.

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Craven | Carnival Of Madness | Autoprodotto | CdEp/Digital.

I Craven sono una band di Padova che suona una sorta di alternative metal venato di tematiche horror (indovinate da dove viene il nome della band?). Personalmente non ascolto il genere ne mi è mai interessato, quindi non so bene cosa scrivere. Sì, suonano molto bene, produzione ottima e il video del singolo "Chainsaw" è magistrale nella sua realizzazione. Se siete amanti del genere, non vi deluderanno.

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Oaks | The Sun Is Too Brillant | Longrail Records | 12".

Molto raffinato ma allo stesso tempo deciso, questo esordio degli Oaks. Un terzetto che oscilla fra i sedici e i diciannove anni, che si cimenta in un'esotica fusione tra emo anni '90, jazz e pop alla moda. Il risultato è davvero interessante, visto che i nostri suonano davvero bene e soprattutto con convinzione. Li promuovo ma mi permetto di dargli un piccolo consiglio: le basi ci sono, sperimentate a più a non posso.

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Destroy All Gondolas | Laguna Di Satana | Macina Dischi | Lp.

Giungono all'esordio su vinile i venezia Destroy All Gondolas, band che ha un discreto seguito, soprattutto grazie a live set infuocati. Il loro stile mischia l'hardcore con il surf e con il garage, creando un ibrido davvero originale. Personalmente questo genere di crossover non genera grandi sussulti in me, ma i ragazzi ci sanno fare e questo è ciò che conta. Credo proprio che sarà uno dei best seller del 2017.

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Le Pietre Dei Giganti | Fanno Male! | Autoprodotto | Digital.

Psychedelic stoner rock per questi Le Pietre Dei Giganti. Interessanti questi due pezzi cantati in italiano, pesanti e rudi, come delle pietre che ti stanno per crollare addosso e tu non puoi farci nulla. Il cantato in italiano li rende ancora più affascinanti, e questo elemento per il sottoscritto non è dato per scontato, visto che nella maggioranza dei casi boccio su tutta la linea l'uso dell'italico idioma. Qui invece calza a pennello, conferendo quel tocco malato che non guasta. Vediamo cosa ci riserva il futuro...

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domenica 26 marzo 2017

Cheetah Crome Motherfuckers.


Bhè, io non credo che i CCM abbiano bisogno di grandi parole introduttive. Sono stati uno dei gruppi più selvaggi e importanti dell'hardcore degli anni '80, e quello che hanno lasciato in eredità rimarrà per sempre impresso nelle orecchie e nelle menti di molti. Di seguito trovate una chiaccherata che ho fatto con Antonio Cecchi (che mi ha risposto con un certo taglio umoristico che ho apprezzato assai), chitarrista e fondatore del gruppo pisano. Area Pirata ha ristampato di recente tutta la loro discografia in doppio vinile e cd, facendo un lavoro semplicemente superlativo. Per completare il quadro è ucito pure un libro intitolato "No More Pain" scritto da Antonio Cecchi, che parla del gruppo e di tutto ciò che gli ruotava attorno. Edito sempre da Area Pirata. Vorrei ringraziare di tutto cuore Riki "Flash" Signorini del blog Ribelli A Vita per aver gentilmente orchestrato il tutto. Buona lettura.

Comincio subito col chiederti se sei rimasto soddisfatto della ristampa fatta da Area Pirata del vostro materiale? Come ma il demo "(We Are The) Juvenile Delinquency" non è stato incluso?
Beh, il demo era appunto "un demo", registrato in presa diretta nella sala prove dei WarDogs e tutti i brani in esso contenuti – eccetto una cover – sono presenti nella ristampa finale. Non abbiamo mai avuto nessuna intenzione di registrare una cover. E comunque, neppure volendo sarebbe stato possibile includere altri audio nei due lp senza comprometterne l’ottima qualità sonora.

I CCM sono un gruppo che in un certo senso ha sempre travalicato i confini del punk hardcore in senso stretto. A mio avviso siete stati anche molto sperimentatori, inglobando nel vostro suono diverse influenze... Sei d'accordo?
Sono pienamente in accordo con ciò che dici ed anzi, col passare del tempo ne sono anche divenuto fiero. Mi preme però evidenziare che non facevamo una scelta aprioristica per la composizione dei brani, ma che in sostanza QUELLA era la nostra musica, la NOSTRA anima era così. Ecco perché, ad esempio, io non avverto alcun cambiamento fra la prima “versione” di CCM e la "seconda". Per me rimane la stessa musica. Avevamo tutti e quattro dei back up musico-culturali ben assortiti e la nostra espressione sonora lo comprovava.

I vostri primi due 7" vedono alla chitarra Dome La Muerte, che poi è stato anche uno dei fondatori della band se non sbaglio. Ad un certo punto lui se ne va e si unisce ai Not Moving. Come mai? In un'intervista ho letto che era perchè si sentiva "legato" a certi schemi e voleva evadere... Credi che dopo la sua dipartita il suono dei CCM sia cambiato e si sia evoluto?
Domenico aveva/ha una propria sensibilità musicale e gusti ben precisi, Not Moving gli diede più possibilità di esplorare il proprio versante RnR dannato. Io e Syd invece avevamo invece un carattere più spostato "sull’acceleratore". Fu la scelta giusta nel momento giusto: per tutti noi. L’amicizia che ancora oggi ci lega ne è la prova. Nel genere di band in cui militavamo noi, era impensabile essere in disaccordo su qualcosa, eheheh!

"400 Fascists" prende il nome dalla calata in un bar di 400 parà della Folgore che erano in caccia dei rossi. Tu mi pare che fossi presente, giusto? Cosa ti ricordi? Come erano visti questi soggetti in una città come Pisa? La polizia poi non fece assolutamente nulla per fermarli... Non è cambiato poi molto ai giorni nostri, concordi?
Ero presente, esatto. Eravamo io e Syd e ci riparammo dentro il Bar Garibaldi. La situazione era tutt’altro che rosea... Eravamo terrorizzati. La polizia avrebbe potuto fare qualcosa se avesse avuto dei... carri armati! 400 persone esagitate non sono uno scherzo, e quindi non fece un bel nulla. Cos’è cambiato? Fai una ricerca in Rete (come ho fatto io mentre scrivevo il mio libro) e scoprirai che per quelli di loro (dei 400, intendo) l’episodio è MOTIVO DI ORGOGLIO e ancora si elogia il Comandante della SMIPAR che riunitili il giorno successivo, dopo una blanda reprimenda dal palchetto, iniziò stringere le mani “ai suoi ragazzi”. Cos’è cambiato? Adesso sono meno… I “Rossi” sono scomparsi e danno la caccia agli Immigrati. A proposito... Ecco qua il link Buona lettura...

Il vostro unico lp, "Into The Void" è stato registrato durante il vostro tour negli Stati Uniti nel 1986. Quando siete partiti, era già stato pianificato, oppure è stata una cosa imprevista? Come ti sei trovato a lavorare con uno studio americano e che tipo di differenza hai riscontrato con quelli italiani dell'epoca?
Non fu cosa improvvisata bensì orchestrata dall'Italia, e fu un’esperienza meravigliosa. Purtroppo avevamo a disposizione poco tempo e ZERO soldi, ragion per cui nell'lp non mancano errori (che solo noi però ravvisiamo). La cosa fantastica fu che conoscevamo Paul Mahern solo tramite i suoi dischi: e se non ci fosse andato a genio? Che avremmo fatto? Invece fu superlativo ed accettò anche di fare i cori in uno dei nostri brani. Per noi tutti fu un onore.

Il vostro unico tour in America è durato svariati mesi. Avevate pianificato già tutto, oppure in alcuni casi avete "improvvisato"? Cosa ti ricordi di quei concerti? Quando siete arrivati eravate già conosciuti? A San Francisco Jello Biafra disse che di non aver assistito ad un concerto del genere dai tempi dei Germs... Un bel complimento, non ci sono dubbi…
Questa ti sembra "un'unica domanda"? Ahah, ci vorrebbero ancora più pagine di quelle che gli ho dedicato sul libro (al quale rimando per i dettagli) e sarò giocoforza telegrafico. La situazione mutava di giorno in giorno, "improvvisare" era la parola chiave (specie per raccattare il denaro necessario per arrivare al gig successivo). MRR ci dedicò la copertina di agosto e ciò ci diede visibilità, ma salvo a SF e Philly dove avevamo amici di lunga data, eravamo in sostanza sconosciuti. Se come i Raw Power fossimo tornati una seconda o magari una terza volta negli USA, allora tante cose sarebbero andate alla grande... Ma al karma non si comanda: lo si accetta e basta.


Voi siete diretta emanazione del Gran Ducato Hardcore e del Victor Charlie. Cosa ti ricordi di quelle esperienze? Come vi rapportavate con le altre realtà presenti in Italia ai tempi? Hai mai sentito un senso di rivalità e invidia, oppure era lo spirito collaborativo a prevalere? Il Victor Charlie ebbe poi parecchi problemi col vicinato, giusto? Era anche legalizzato?
L’invidia e la rivalità – senza sembrare naive – mi pare non esistessero. Il bello stava proprio nel fatto che tentavamo di aiutarci l’un altro, specie con le band emergenti. Veniva NATURALE al tempo. Poi – ovviamente – c’erano le prese di culo ma non ti dirò mai di chi perché sarebbe del tutto privo di senso. La chiamavano PMA...

Come era percepita la vostra presenza in una città come Pisa e anche in altre città italiane in cui vi trovavate a girare e a suonare? Voglio dire: era difficile camminare per strada senza essere importunati da fasci, polizia et similia? Com'era vivere in un paese come l'Italia in quegli anni? Credi che sia migliorata la situazione oppure è peggiorata?
All’inizio, più che difficile era IMPOSSIBILE: venivi fermato in continuazione. Una volta, in piena notte di ritorno da un concerto, mentre correvamo con il basso sotto la pioggia torrenziale, "Manetta" (così si chiamava lo Sceriffo pisano del momento) fermò me e Syd e ci tenne mezz’ora sotto l’acqua con domande tipo "Come mai correte? Dove state andando?". Poi ci fu il periodo dei Fogli di Via Obbligatori: a me per fortuna non capitò ma a Syd ben da due città, a Sandro da Firenze, eccetera. Erano scatenati perché capivano che eravamo "pericolosi" per il loro punto di vista... Non ci nascondevamo alla realtà iniettandoci merda nelle vene ma chiedevamo spazi e rivendicavamo diritti sacrosanti... Cos’è cambiato? Adesso c’è chi lavora e a fine lavoro ottiene un voucher anziché denaro contante. Dimmi te se è migliorata o peggiorata la cosa...

Ho letto che Syd è bilingue. Questo fattore vi ha aiutato nello scrivere testi senza incappare in errori e soprattutto nell'esprimere meglio ciò che volevate dire?
Non saprei che dirti, se non che per me e per lui la lingua inglese era/è qualcosa di speciale... Non pensammo mai a testi in italiano (a parte in un caso, ma il brano non era nostro bensì di Giancarlo Bianco e lo eseguivamo come cover: sto parlando di “Il Fighetto”).

Che tipo di reazione ti provocava vedere Syd tagliuzzarsi sul palco e colare sangue? Credi che fosse il suo modo di buttar fuori fisicamente il vostro suono?
Mi procurava sempre sgomento, perchè era imprevedibile. Accadeva quando il climax del concerto in questione “lo esigeva”. Era un tributo che quel brano chiedeva con forza. "Tagliuzzarsi" è un eufemismo...

Non sono molti i gruppi italiani ad aver pubblicato un intero lp live, registrato per giunta all'SO36 di Berlino. Come nacque la cosa? Ho sentite dire che mentre suonavate, davanti allo storico locale di Kreuzberg erano in corso degli scontri molto pesanti. Che tipo di sensazioni hai provato nel suonare mentre fuori si era scatenato l'inferno? E' vero che Syd una volta terminato in concerto si è catapultato fuori per partecipare agli scontri?
La cosa avvenne a nostra insaputa. Forse Syd ne era al corrente, ma ne dubito. Fu opera di David della Destiny Records che ci organizzò il gig. Sicuramente attaccò un registratore al mixer, e dopo lo scioglimento si ritrovò questa OTTIMA registrazione. Senza farsi tante seghe mentali, anzi andandoci parecchio nel culo, lo mise sul mercato. In un brano rompo una corda e si sente la folla rumoreggiare per 3-4 minuti, poi ci sono due brani inediti ma senza titolo e abbastanza "mosci". Secondo te avremmo mai permesso una cosa del genere? Comunque si distingue perfettamente Syd che dice all'inizio di un brano “We'll keep on playin... until THEY get in... It’s gonna be a massacre” quindi quanto hai sentito a riguardo è tutto vero.

Vi siete sciolti nel 1987, dopo lo storico concerto al Casalone di Bologna. Per molti quell'evento ha segnato la fine di un certo modo di concepire l'hardcore, aprendo le strade a contaminazioni con il metal, hip hop, reggae, eccetera. Tu che opinione ti sei fatto? Quando hai staccato il jack dall'amplificatore, hai avuto una seppur minima percezione che un'epoca si fosse chiusa?
Non ho avuto quella sensazione, ma la CERTEZZA a riguardo. Per me ERA terminata un’era... Caso volle che avessi pienamente ragione! Per come lo concepivamo noi poi, l’HC non poteva accettare contaminazioni.

Una delle perle di quel concerto è la registrazione ad opera di Stefano Ballini di Trippa Shake che racchiude l'inedito "Naymiorenggekkio"... Presente se non erro solo sulla versione cd della ristampa... Come mai avete deciso di accluderla solo in quella versione?
...Perchè per me quel brano rimane non solo uno dei migliori in assoluto della nostra band, ma riproduce esattamente il mio stato d’animo di quel momento. Inizia con un crescendo di rabbia e furore, poi sopraggiunge la calma e infine la pace interiore, con me stesso ed il mondo circostante. Impossibile includerlo sul doppio vinile: dura 14 minuti.

Sempre a proposito di "Naymiorenggekkio": se il gruppo avesse continuato, ci sarebbe stato un cambiamento del suono in quella direzione?
Non credo, sai? Non credo sarebbe stato possibile comporre altri brani in generale. CCM era oramai un malato terminale. Per fortuna "Nay-myho" è arrivato poco prima, a ricordarmi quando fossimo stati grandi ed importanti nella mia crescita personale come essere umano.

L'hardcore italiano degli anni '80 è sempre stata grande fonte di curiosità e di una sorta di venerazione. Nel corso degli anni sono fioccate ristampe, bootleg, reunion, eccetera. Cosa ne pensi? Anche la ristampa del materiale dei CCM è stata fatta anche per contrastare questo fenomeno, che porta a pagare cifre spropositate vinili realizzati frettolosamente e per razziare più soldi possibili nel minor tempo possibile...
Sono contro le reunion – come detto più volte – ma d’altronde se la gente vuole divertirsi... Che male c’è? C’è una richiesta ed un interesse ENORME per ciò che facevamo. È normale: sono passati molti anni ma troppo pochi per averci cancellato, quindi chi non c’era, adesso è curioso a riguardo. Lo eravamo anche noi verso la psichedelia o i primi Mothers (nel mio caso). Ciò che mi pare invece INELUDIBILE è: non fingiamo di essere ancora ciò che eravamo... Non lo siamo PIU’. Si scaderebbe nel pietoso! Abbiamo ristampato tutto semplicemente per fare sentire il nostro cuore a chi non aveva ancora avuto occasione di farlo (e con una qualità – per una volta – superiore all’originale).

Dei gruppi che dividevano le assi del palco con voi, chi ti è rimasto maggiormente impresso?
Cito solo i "fratelli" italiani: Negazione, Kina!, Indigesti, IRI!, WarDogs, SenzaSterzo, Lanciafiamme ecc. Ma il mio rispetto va anche a tutti quelli che ci hanno anche una sola volta, messo a disposizione un piatto, una cassa, un microfono...

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Questa è una domanda che mi frulla per la testa e che riguarda i Negazione. Dal tuo punto di vista, come li vedevi all'interno del panorama hardcore italiano? Voglio dire: forse erano l'unico gruppo in grado di stare in tour per mesi, di registrare con continuità, eccetera. In più erano molto organizzati sotto tutti i punti di vista... Ad un certo punto suonano pure al Monsters Of Rock, tentando magari di passare allo step successivo, ma poi si sciolgono... Tra parentesi erano il gruppo più conosciuto ed amato da gente che non frequentava spazi autogestiti et similia, come i metallari per esempio... Cosa ne pensi?
I Negazione erano "il lato positivo" dell'Hc. Ma bada bene: erano FENOMENALI, sopra ed ai piedi del palco. Per me, ma parlo solo PER ME, fuori dal palco davano il meglio di sé. Al contrario di noi mettevano d’accordo tutti: il Monsters? Ci suonarono DOPO il Casalone, e non a caso. Provarono "altre strade" e per loro era la cosa giusta da fare.

Che tipo di aria si respirava ai concerti hardcore anni '80? Ogni tanto capitava qualche metallaro capitato per curiosità, o c'era una rigida distinzione di ruoli? Ti è mai capito di partecipare a qualche concerto metal o hard rock in quegli anni? Se sì, che tipo di differenze riscontravi?
Per fortuna che capitavano metallari e "creature" simili! Sennò come avrei conosciuto Heinz Zaccagnini che per primo mi ha incalzato a pubblicare il mio libro, e tanti, tanti altri amici? Da noi in Toscana - forse perché provinciali? - le distinzioni di ruolo forse erano meno marcate che nel resto d’Europa. Non ho mai partecipato ad alcun concerto metal, non ne sono mai stato entusiasta, e purtroppo a NESSUN concerto hard rock! MAGARI, eheh! Quello è invece un genere che ho sempre adorato, ma che oramai volgeva alla fine quando iniziammo a suonare noi.

Sempre da un'intervista che ho letto per preparare queste domande, viene fuori che ascolti solo i dischi della tua collezione e che sei un fan di Frank Zappa. Da cosa nasce questa passione? Zappa è sempre stato un personaggio fuori dagli schemi, concordi? Non ti piace proprio nulla di ciò che esce oggigiorno?
Zappa mi catturò in "tenera età", assieme per l’appunto a Deep Purple, Bowie e Reed. Non lo ho mai “abbandonato” perché secondo me è stato il Leonardo da Vinci della Musica del 1900. Almeno 200 anni avanti nella storia, in termini di idee, sperimentazioni, look ed altro. Ma per mia fortuna non faccio "classifiche" musicali, ed adoro Lui come l'Hc, i Minutemen e tanti, tantissimi altri artisti.

Come mai secondo te i CCM sono sempre stati ammantati da un alone di mistero?
Ahahahahahah... Beh, questo lo dici te, eheheh! Io invece i CCM li conosco benone... Scherzi a parte credo sia – sostanzialmente – perché non esistevano cose tipo Internet a farti scoprire ogni singola cosa su chiunque... Ed anche perché non essendo "un gruppo di simpatici" c’era sempre qualcuno che si inventava una leggenda su di noi.

Finito. Se vuoi aggiungere qualcosa... Grazie!
Per chiudere, prima di ringraziarti per l’opportunità che mi hai offerto, vorrei dire che se dovessimo pubblicare un live di CCM, quello dell’inaugurazione del Victor Charlie, o del farewell show al CBGB, o magari di quando suonammo a Philadelphia o SF avrebbero per me la precedenza assoluta!

Area Pirata | Web Site

martedì 21 marzo 2017

OxCx/XABORTIVEX | Autoprodotto | Tape/Digital.

Due belle realtà hardcore che si incontrano su questa tape split. Da una parte gli xOhxCristox passati già su queste pagine, con il loro power violence violentissimo e molto umoristico. Da un lato gli XABORTIVEX con un fast core molto ispirato (tributano pure un gruppo assai famoso sul finale). La cospirazione do it yourself si fregia di un altro importante tassello...




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lunedì 20 marzo 2017

Valgrind | Seal Of Phobos | Everlasting Spew Records | MiniCd.

La migliore uscita di tutto il catalogo Everlasting Spew, ecco cos'è questo minicd dei Valgrind. Death Metal di scuola americana di inizio anni '90. Oscuro, pesantissimo, suonato in maniera ineccepibile. In alcuni momenti mi sembra di ascoltare i Morbid Angel del capolavoro "Covenant" (ma con anche una bella spruzzata di Incantation). Assoli che spuntano fuori all'improvviso e completamente malati, drumming maniacale ed una registrazione perfetta. Long live death metal!

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Stupid Karate | Punk Is A Free Pricing Corpse | Autoprodotto | Ep.

Secondo Ep per i francesi Stupid Karate. Il tiro non cambia: furioso hardcore suonato alla velocità supersonica della luce, il tutto con il solito taglio umoristico. Anche questa volta, davvero consigliati.

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giovedì 16 marzo 2017

Scornthroats.


"Misfortune" degli Scornthroats è entrato di diritto nella mia top list dei dischi perferiti di questa primavera 2017. Il gruppo sardo, prosegue con gli stessi membri ed attitudine il discorso aperto con i Rise After Defeat. Oscuro hardcore venato di crust e black metal, caotico e nefasto. Ho rivolto qualche domanda a Carl, cantante e fondatore. Buona lettura.

Il primo album degli Scornthroats uscirà tra qualche mese, ma ho avuto già modo di ascoltarlo e di recensirlo. Bhe, in tutta onestà ha davvero una bella pacca. Ne sei soddisfatto? Puoi parlarci del processo creativo che ne portato alla nascita? Cosa ti soddisfa di più?
"Misfortune" nasce dal processo evolutivo che ha portato i RAD a cambiare nome in Scornthroats. Era una cosa che avevamo in mente di fare già per Adrift nel 2013 ma che alla fine abbiamo continuato a rimandare. Una volta trasferito oltre mare, la band ha preso una sottospecie di pausa dall’intensa attività live (chiamiamolo anno sabbatico) e abbiamo iniziato a scrivere "Misfortune" a distanza (i ragazzi in italia ed io in UK). Una volta ultimate le pre-produzioni abbiamo deciso che la band sarebbe tornata in campo sotto un altro nome perchè come detto prima era una cosa che era nell’aria sin dal 2013. Stesse persone, Stessa band, stessa attitudine, semplicemente nuovo nome. Tornando al discorso di quel che mi soddisfa di più personalmente di questo disco è che è totalmente prodotto diy, l’abbiamo scritto, registrato, mixato, impacchettato, stampato e promosso totalmente noi quattro. L’unica cosa non curate totalmente da noi è stata la fase di mastering che è stata curate da Giuseppe Melis al Solid Music Studio che è un caro amico e supporter della band nonchè collega di Simone al DIY. Ovviamente c’è da menzionare qualche co-produzione ed aiuto consistente ricevuto da Andrè di Anchors Aweigh, Manuel di Shove e Antonie di East Rain, ma sì, è nostro al 100%.

Il suono del gruppo è ciò che io amo definire blackned hardcore, che poi è anche la mia tipologia di hardcore preferito. Sei d'accordo con questa mia definizione? Gli Scornthroats però incorporano anche un certo gusto metallico per il crust e il black... Sei d'accordo?
Le etichette le lasciamo ai critici e alla stampa ma comunque sì, in linee generali è una definizione appropriata: per semplificare quando ci viene chiesto definiamo il tutto come "Chaotic Hardcore/Crust". A noi piace pensare che siamo punk che ascoltano tanto gli Slayer e metalhead che ascoltano tanto i Black Flag ed i Wolfbridage perchè d'altronde è ciò che siamo.

La copertina del vostro debutto sulla lunga distanza mi è piaciuta molto nella sua immediatezza e semplicità. Puoi spiegarmi il concept che sta dietro ad essa ed il significo del simbolo che avete utilizzato?
L’artwork l'ho curato io stesso per questioni logistiche, tempistiche e di budget a disposizione in cassa della band. Ci tengo a specificare che NON sono un graphic designer ma comunque sono pratico nell’utilizzo dei software del pacchetto di Adobe. L'artwork in se è stato concepito per essere una cosa semplice e di impatto, qualcosa che ti ricordi e che volendo puoi metterti e rielaborare tu stesso come quel simbolo che ormai ci portiamo dietro da tempo sempre concepito da me. Credo che al giorno d’oggi sia andata perduta un po' quella semplicità diretta che stava dietro questa musica e modo di essere, gli album ed il merch hanno grafiche super elaborate che alla fine dopo qualche anno passano nel dimenticatoio appunto perchè nonostante siano bellissime sono troppo complesse per essere ricordate, quindi esattamente come hai detto tu stesso alla lunga la semplicità se creata bene ripaga ed è stato concepito esattamente per essere un immagine che ti rimanderà sempre alla band.

"Misfortune" è il titolo che avete dato al vostro album. Come mai lo avete scelto? Può in qualche modo riflettere i tempi in cui ci troviamo a vivere? Credi esplichi il tipo di testi e di suono che la band ha?
Anche qui vale lo stesso discorso che ho fatto per l’artwork, nomi lunghissimi alla lunga annoiano, abbiamo sempre preferito la parola "giusta" piuttosto che una frase elaborata. Il nome "Misfortune" nasce principalmente dal contenuto delle lyric, che come hai già avuto modo di visionare sono molto nichiliste, incentrate sui fallimenti e sfortune personali e/o sull'attuale situazione sociale del mondo in cui viviamo (siano essi di natura anti-politica, anti-religiosa etc) ed anche dal fatto che le tracce all'interno siano tredici.

Ti va di raccontarmi pezzo per pezzo tutti i brani che compongono "Misfortune"?
Lo farei molto volentieri se potessi riassumere il tutto in due parole, ma dietro ogni pezzo c’è la sua storia e potremmo dilungarci troppo.

Quali sono le principali influenze degli Scornthroats? Non solo musicali, ma anche letterarie, culturali, eccetera...
Tutti e quattro facciamo parte di altre band, ascoltiamo diversi generi musicali oltre a quello che suoniamo e abbiamo una visione pragmatica, nichilista, anti-politica del mondo che ci circonda molto simile. Le influenze che ci accomunano di più tra tutte sono senza dubbio l'hardcore di stampo americano, il crust punk, il thrash e il black metal.

A maggio vi imbarcherete in un mini tour che vi vedrà suonare anche al Venezia Hardcore Festival. Che tipo di aspettative hai? Suonerete con una band molto ben rodata come gli Implore. Ti piacciono? Del Venezia Hardcore festival e della scena veneziana che tipo di opinione ti sei fatto?
Con il Veneto abbiamo sempre avuto a che fare sin dagli albori di questa band. Conoscemmo gli Step On Memories e andammo in tour con loro nel 2011. Fu il primo tour europeo di entrambe le band e si creo tanta sintonia e da li è stata pura amicizia e collaborazione fino ad ora, che comunque ci ha portato a collaborare e stringere solidi rapporti anche con i Discomfort (con cui siamo veramente tanto amici oltre le rispettive band), tutti i ragazzi di Padova, gli Slander da Venezia, eccetera. Nutriamo grande stima per tutta la scena veneta e un pò di sana invidia se posso permettermi di dirlo, perchè cazzo diciamocelo chiaramente, SPACCA, ed è esattamente come dovrebbe essere in tutto resto dell'Italia. Per quanto riguarda gli Implore, tanta stima anche per loro, grande hardworking band, sarà un piacere dividere il palco per qualche data assieme a questo giro.

Gli Scornthroats provengono dalla Sardegna. Puoi parlarci un pò della scena locale? Che tipo di difficoltà incontrate nell'organizzare date all'interno dell'isola? Il provenire da lì rende le cose più difficili a livello di spostamenti, anche solo per suonare nel resto dell'Italia?
La scena locale è florida di nuove leve, nuove bands e band rodate da tempo e spazia in tutti i sotto generi dell'hardcore punk, da quello di stampo americano, punk rock, garage punk, crust punk, all’emo violence, al metal core, metal estremo e sludge non ci si può sicuramente lamentare che non ci sia una scena locale per tutti i gusti e di un certo livello. Per nominarne alcune, realtà che meritano sicuramente attenzione: Stigmatized, My Own Prison, Charun, Coma, Abduction, Mexoff, The Moorays, Raw, Bosozoku, Iato, Ubiquity, Abysso, Second Youth, Every Saturday Punches, i Padrini, Il Mare Di Ross, Tigershot, Drought, The Rippers, The Oops, e tantissime altre che sto sicuramente dimenticando.

Leggendo le info sul vostro profilo Facebook, ho notato che originariamente siete conosciuti come Rise After Defeat, che ho apprezzato in passato. Posso considerare gli Scornthroats come i nuovi Rise After Dead (stesso suono, stessa line up), oppure sono una band totalmente nuova? Come mai hai deciso di porre fine al progetto precedente? Rimpianti?
Nope. NO REGRETS, NO SHAME. Come detto prima gli Scornthroats, vanno semplicemente considerati come i Rise After Defeat con un nome nuovo, non rinneghiamo gli album fatti in passato e continuiamo a suonarli pure in live. Il nome "Rise After Defeat" non ci è mai piaciuto, ma, un po' per paura, un po' per pigrizia non prendevamo mai la decisione di farlo, e alla fine lo abbiamo fatto.

La filosofia Do It Yourself è da sempre parte integrante del tuo essere e del tuo modo di fare. Che tipo di significato ha assunto secondo te nel 2017? Per esempio tu ti ti muovi tramite la tua etichetta Strikedown Conspiracy. Che tipo di difficoltà incontri nel portarla avanti? Ti va di parlarcene un po'?
La label è in uno hiatus a tempo indeterminato, devo ancora decidere se posso continuare o meno a fare dischi dando la dovuta promozione e considerazione ad ogni band nel rooster e ad ogni release se no non ha senso. Nel frattempo uso il nome per la promozione e organizzazione di eventi o collaborazioni che includono la mia persona in questo ambito. E per rispondere alla prima domanda, non so che significato ha per la gente nel 2017, ma per me DIY vuol dire TUTTO, vuol dire te stesso, i tuoi sforzi, i tuoi fallimenti, le tue vittorie ed è un concetto a cui mi sento molto legato.


Leggo che la formazione degli Scornthroats si divide tra l'Italia e l'Inghilterra. Ho letto bene? Se sì, come riuscite ad organizzarvi per provare, registrazioni, concerti, eccetera?
Sì, io risulto ancora residente in UK, nonostante sia tornato per un periodo determinato in Sardegna principalmente per dedicarmi alla band. Ora che sto qui è tutto regolare, prima era un po' un casino ma nonostante la distanza abbiamo scritto e registrato "Misfortune" con me oltremare che scendevo per registrare, provare o fare concerti. Alla fine il discorso è sempre lo stesso, se le cose le vuoi fare, trovi la maniera di farle, no matter what no matter how.

Il vinile è stato prodotto (oltre che da tua Strikedown Conspiracy) anche da altre realtà, come la consolidata Shove Records. Sei soddisfatto di come sono state organizzate e portate avanti le cose? E' stato difficile mettere insieme questo manipolo di etichette?
Beh direi proprio di sì, l’aiuto di Andrè di Anchors Aweigh che è un amico di vecchia data nonchè persona rodata nel settore che ci aiuta a seguire la promozione eccetera, Manuel di Shove e Antonie di East Rain che faranno girare il tutto tramite i loro canali ha sicuramente fatto la differenza nelle tempistiche, modalità di uscita e nella promozione che avrà questo disco, lasciando comunque a noi la totale libertà di gestire il tutto a modo nostro.

La prima tiratura è prevista in duecentocinquanta copie. Come mai proprio questa cifra? Credi di ristamparlo nel caso andassero esaurite?
Nessuna cospirazione in particolare, non volevamo stamparne troppi e nemmeno troppo pochi, e sì, speriamo di esaurirli e ristamparli.

Progetti per futuro?
Tour e ancora tour, perchè d’altronde è quello che abbiam sempre e solo voluto fare, suonare il più possibile ovunque.

Finito. Grazie e se ti va aggiungi ciò che vuoi...
Grazie mille per lo spazio che mi/ci hai concesso Marco, spero di non essere stato proprio noiso. A tutti i lettori italiani; siamo in tour a maggio per qualche data in italia per presentare e promuovere “Misfortune” nello stivale (Roma, Bologna, Cesena, Venezia e Milano). Trovate i dettagli dei prossimi shows, news, la nostra musica in streaming, video, merch e tutto nelle nostre pagine web.

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mercoledì 15 marzo 2017

Common Eider, King Eider | Shrines for the Unwanted, Respite for the Cast Aside | Sentient Ruin Laboratories | Tape/Digital.

Recensire un gruppo come i Common Eider, King Eider non è affatto semplice. Cinque pezzi lunghissimi (si va dai 10 ai 32 minuti) di suoni rarefatti, melanconici, soffusi ma allo stesso tempo violenti. Voci lontane, sussurri, atmosfere dilatate. Gli spiriti chiamano, le voci rispondono. Benvenuti.

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giovedì 9 marzo 2017

Skalp | Murung Records | Tape.

Altro giro altra corsa, per la giovanissima Murong Records. Questa volta tocca agli Skapl, con il loro rutilante d-beat punk. Suono spigoloso e senza via d'uscita, un ultimo rantolo prima di veder sprofondare nell'abisso questa società fatta di subumani. Questo è il suono degli Skalp: nessuna luce, solo cieca violenza contro cieca violenza. Apocalittici.

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Sect Mark | Demo | Murung Records | Tape.

Da Roma giungono questi Sect Mark, che mi sparano dritto dritto in bocca sei pezzi di d-beat crust core. Sporcizia e disgusto la fanno da sovrani, ed io non posso che gioirne. I nostri punk capitolini suonano con una tale ferocia e violenza, che vi spappoleranno le casse dello stereo. Odio, solo ed esclusivamente odio.

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Dadar | Murung Records | Tape.

Questi Dadar (ma sarebbe meglio parlare al singolare) sono davvero carini, e vi faranno muovere il piedino per tutto il tempo della durata di questa tape. Pop garage rock and roll melodico ed energico, voce coinvolgente ed un songwriting davvero efficace nella sua semplicità. Tre pezzi uno attaccato all'altro, senza respiro. Come è giusto che sia.

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Suirami | Novilunio | Strigide Records | Lp.

I forlivesi Suirami tornano con un secondo album, dopo l'acclamato debut del 2014. La matrice sonica è sempre la stessa: emo pop core frizzante e molto ben fatto, che mi ricorda gruppi come The Promise Ring, The Get Up Kids, Jejune e Eversor. In pratica la crema di quel suono che nei nineties aveva mandato in brodo di giuggiole un bel pò di ragazze e ragazze in giro per il globo. Un impatto sonoro molto corposo e sentito, reso ancora meglio da una registrazione non troppo levigata, che rende queste pezzi vivi e pulsanti. Ascoltatevi il brano che da il titolo a questo nuovo lavoro, li sta tutta l'essenza dei Suirami...




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Bvioingola | Il Nuovo Mare | Sentient Ruin Laboratories | 12".

Non posso fare altro che inchinarmi in profonda adorazione per quello che i Bvioingola sono riusciti a creare con questo "Il Nuovo Mare". Il perfetto connubio tra doom crust, impreziosito dalla new wave e da fredde reminiscenze industrial. Un suono molto complesso, a tratti profondamente disturbante e disturbato. Per il sottoscritto, un autentico capolavoro. I Bvioingola hanno creato un portale di accesso verso un universo parallelo ostico, in cui perdersi completamente. Ora sta a voi varcarne la soglia...

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martedì 7 marzo 2017

ScornThroats | Misfortune | Shove Records | Lp.

La malignità e il dolore profondo che traspaiono dal debutto degli ScornThroats mi hanno pietrificato. Il loro blackened hardcore, ricco di parti velocissime quasi black metal, si candida a pieno titolo in cima ai miei ascolti. Un album nero come la morte, imperniato di sporcizia e di odio intrinseco. Per me, una delle migliori uscite dell'anno. Non vedo l'ora di gustarmeli da vivo...

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Mindful Of Pripyat/Stench Of Profit | New Doomsday Orchestration | Everlasting Spew Records | MiniCd/12".

Due gruppi grind core assassini, zero fronzoli tutta sostanza. Figli degeneri di Napalm Death, Carcass, Terrorizer e Cripple Bastards, Mindful Of Pripyat e Stench Of Profit polverizzeranno i vostri stereo senza tanti complimenti. Suono primitivo e bastardo, ideale per i tempi cupi che stiamo vivendo.

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Naga | Inanimate | Everlasting Spew Records | Cd/Digital.

Everlasting Spew rilascia sul mercato la versione cd di "Inanimate" dei napoletani Naga, il cui vinile è uscito in precedenza per Lay Bare Recordings. Un monolite pesante e furibondo, debitore dello sludge e del doom più sulfureo. I Naga sono un'autentica macchina da guerra che non avrà pietà alcuna nel deflagrarvi lo spirito e il corpo. Un suono lento, pachidermico, inesorabile, che vi toglierà il fiato. Cover a sorpresa. Devastanti.

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The Sade | Grave | Autoprodotto | Cd/Digital.

Con questo terzo lavoro, i The Sade centrano in pieno l'obiettivo di creare uno sporco pugno di pezzi che fondono il blues e l'hard rock, passando per Danzig e Nick Cave. Il risultato è folgorante. La voce calda e profonda di Andrew Pozzy (ex OJM) è perfetta per narrarci storie di morte e passione. Il riffing oscuro è pesante e ammantato di lerciume, mentre il piano e il synth regala un certo retrogusto classico e un pò new wave al tutto. Una sezione ritmica secca e precisa (in cui troviamo Mark Sade dei Messa al basso) completa un disco bellissimo e che vi consiglio molto caldamente.

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lunedì 6 marzo 2017

Closer Fanzine.

Già da qualche tempo seguo Closer Fanzine, un progetto fotografico che viene interamente realizzato da Margherita e Matteo. Mi sono avvicinato ad esso prima in maniera online, poi con il primo numero stampato della loro photozine. Mi piace molto l'approccio che hanno e le foto che scattano, anche se spesso ritraggono gruppi che non rientrano nei miei gusti. Di seguito troverete qualche domanda che gli ho rivolto.

Closer Fanzine è uscita finalmente con il primo numero su carta, dopo avermi deliziato sul web. Quando vi è venuta l'idea di portarla in questo formato? In base a quale criterio avete scelto le foto da pubblicare? Siete soddisfatti del risultato finale?
È stato tutto abbastanza spontaneo e poco programmato. Abbiamo iniziato caricando foto online poi abbiamo cominciato a sentire il bisogno di rendere la cosa più concreta, di creare qualcosa di materiale che richiedesse un approccio diverso alle immagini.La scelta delle foto è stata abbastanza veloce, abbiamo semplicemente scelto quelle che più ci piacevano, anche se è stato difficile doverne escludere alcune.Alla fine però siamo soddisfatti di come è venuta fuori.

Slander

La fanzine si presenta davvero molto bene: impaginata in maniera semplice ma molto curata, ottima resa grafica e carta di buona qualità. Quando avete cominciato a crearla, avevate già in mente di realizzarla in questa maniera, oppure c'è stata un'evoluzione durante il processo?
Dovendo lavorare a costi contenuti c’erano alcuni limiti per il progetto grafico che comunque non hanno ostacolato la progettazione, anzi, forse ci hanno aiutati a ridurre le opzioni. Buona parte dell’impaginazione ci era comunque abbastanza chiara sin da subito, volevamo una sequenza dinamica che rispecchiasse le situazioni fotografate, senza perdere però quella pulizia necessaria a dare attenzione alle immagini.

L'idea di pubblicare le didascalie delle foto nelle ultime pagine in uno spazio apposito la trovo geniale. In questo modo il lettore non è distratto dalle parole ma può dedicarsi esclusivamente alla visione dei vostri scatti. Siete d'accordo con questa mia analisi?
Si, volevamo creare una narrazione fluida fatta solo di immagini ma allo stesso tempo dare la possibilità al lettore di contestualizzarle.

I gruppi che ritraete nelle vostre foto sono di estrazione hardcore, ma spesso sconfinate nel punk e nei suoni affini. Riflettono i vostri gusti in fatto di musica?
Fondamentalmente si, anche se non ci dispiace spaziare in generi molto differenti. Quello che ci interessa sono anche le situazioni che si creano oltre al concerto in sé.

Sono sempre stato convinto che per scattare delle foto che risultino “vive” in campo hardcore punk (ma anche metal), chi le realizza debba avere un minimo di cognizione in materia, e soprattutto ascoltare quel genere di suoni. Siete d'accordo? Il fatto che ascoltiate i gruppi di cui scattate, vi aiuta ad ottenere risultati migliori?
Sicuramente fotografare un gruppo che ascoltiamo ci aiuta ad entrare nel “mood”. In ogni caso è importante l’energia che una band ed un luogo sono in grado di creare. C'è la volta che finisci un rullo fotografando un gruppo che nemmeno conoscevi e la volta in cui magari fatichi a fare due foto al gruppo che aspettavi di vedere da mesi.

Molto spesso ci si ritrova a realizzare foto in mezzo a gente che si muove e vola da tutte le parti. Vi è mai capitato di ritrovarvi in mezzo a situazioni pericolose per voi stessi e per le vostre macchine fotografiche?
Fortunatamente sì. Solitamente è proprio da queste situazioni che escono le foto più spontanee. Per esempio, uno di questi è stato sicuramente il live dei La Quiete al Freakout di Bologna, non si riusciva letteralmente a toccare il pavimento coi piedi. È stata una serata tutta sudore e lividi, bello così! Delle macchine fotografiche ci preoccupiamo poco, viaggiamo sempre leggeri con delle compatte 35mm.

LeTormenta

Una cosa che ho notato guardando i vostri scatti è che sono assolutamente naturali, senza l'utilizzo di una tecnica che io amo assai, che è quella del flashing. Come mai le scattate in questo modo? Continuerete così oppure in futuro adotterete altre tecniche?
Volevamo un approccio schietto che rispecchiasse il contesto. Ci piace molto l’immediatezza che riusciamo ad avere con le macchine che usiamo e al momento non riusciamo a pensare ad un modo migliore per rappresentare la visione che abbiamo delle situazioni e della musica che fotografiamo.

Da quello che ho potuto notare guardandovi operare dal vivo, utilizzate delle macchine analogiche e non digitali. Come mai avete optato per questa scelta? Io trovo il digitale molto più pratico dopo anni di utilizzo della pellicola, ma sono conscio che vi siano delle differenza di resa. Concordate? Come gestite i costi di stampa? Stampate dei provini o delle diapositive? I rullini riuscite a reperirli facilmente?
Sicuramente con il digitale si ha il vantaggio di poter verificare istantaneamente i risultati, ma il bello dell’analogico sta proprio nei limiti che ti pone. Anche il fatto di non avere infiniti scatti a disposizione può essere un modo per mettersi alla prova e concentrarsi solo su quello che realmente ci interessa. Abbiamo la fortuna di avere a disposizione una camera oscura che ci permette di contenere i costi. Una volta sviluppata la pellicola digitalizziamo gli scatti con uno scanner per negativi. Per quanto riguarda i rullini, in questi anni ne abbiamo provati vari. Al momento ne utilizziamo un tipo specifico che non è facilissimo trovare nei negozi e in questo internet sicuramente aiuta.

Un'altra cosa che ho notato è che scattate sempre in bianco e nero. Perché? A parer mio l'utilizzo dei colori “affoga un po' i dettagli” che invece con il bianco e nero vengono fuori in maniera molto più dettagliata... Siete d'accordo?
Proprio così, pensiamo che eliminando il colore tutta l’attenzione ricada sul soggetto.

Ci sono dei fotografi a cui vi ispirate e che hanno influenzato il vostro lavoro? Sul versante libri invece, avete qualcosa che avete letto e guardato di recente che vi va di consigliarci?
Non abbiamo riferimenti particolari a cui ci ispiriamo, ma dobbiamo dire che gli scatti di Bill Daniel ci hanno sempre affascinati in modo particolare per la loro naturalezza e la loro componente antropologica. Per questo non sono le classiche foto di band ma rappresentazioni della cultura punk di quel periodo. Per quanto riguarda i libri, è da poco uscito un volume che dobbiamo sicuramente inserire in libreria: "Oh So Pretty: Punk in Print 1976–1980", una collezione di artwork dalle fanzine ai flyer di concerti della scena punk britannica.

Le foto che realizzate sono quasi sempre fatti in contesti dove la distanza tra la band che suona e i ragazzi e ragazze venuti a vederli è quasi sempre azzerata. Questo vi aiuta nello scattare foto di maggior impatto visivo?
In realtà sono proprio queste situazioni che ci motivano a fotografare. Togliere ogni tipo di barriera aiuta a creare un contesto all’interno del quale è come se tutti fossero “protagonisti”, c’è molta più partecipazione. È per questo che preferiamo piccoli concerti, con poche decine di persone, in piccoli posti.

Vi interessate anche di foto paesaggistica e di vita “normale” in generale?
Sì, fotografiamo anche lontani dagli amplificatori. Probabilmente, anche se l’aspetto formale può sembrare diverso, i motivi che ci spingono a fotografare sono riconducibili comunque allo stesso senso di appartenenza e di interesse per quello che ci sta intorno.

Gli Altri

So che suonate entrambi. Volevo chiedervi se essere sulle assi di un palco vi aiuta poi nelle tue foto, avendo la possibilità di vedere le cose da due angolazioni diverse?
Non sapremmo dire se questo incida o meno sulle fotografie che facciamo. Probabilmente ci aiuta a vedere in maniera meno distaccata il palco e le sue dinamiche. Suonare in un gruppo punk sicuramente alimenta il nostro interesse verso il genere e la volontà di scoprire nuova musica. Allo stesso tempo ci ha permesso di condividere serate insieme a tante band, aiutandoci a capire quanto questo genere possa creare unione e belle situazioni.

Quali sono i futuri progetti per Closer Fanzine?
I buoni propositi per il futuro sono di portare in giro la fanzine e di farci un bel po’ di concerti. Per il resto continuiamo ad improvvisare.

Closer 'Zine | Tumblr
Closer 'Zine | Bigcartel

giovedì 23 febbraio 2017

Crotes/Definite | I Want To Believe Tapes | Tape/Digital.

Due nuovi gruppi hardcore sono i protagonisti di questa tape split, sotto l'egida di I Want To Believe Tapes. Da un lato troviamo i Crotes, con il loro hardcore veloce e con un pizzico di melodia. Dall'altro i Definite, un pò più dritti e old school. Seppur non ami particolarmente questo tipo di suono (sono per l'hc più oscuro), ho apprezzato. Supportate.





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mercoledì 22 febbraio 2017

L'Ordegno | Racconti Di Vita Quotidiana | Autoprodotto | Cd.

Old school hardcore molto melodico e davvero ben fatto. Questo è il nuovo lavoro degli L'Ordegno, da Trieste. Sono un gruppo molto concreto, che suona con spirito e dedizione, credendo molto in ciò che dice. I testi sono davvero belli e il brano "Per Il Viaggiatore" è un inno di speranza per coloro che si spostano, per ragioni economiche, di guerra nel proprio paese d'origine o più semplicemente perchè ne hanno voglia. Il mondo è un posto orripilante per certi aspetti, ma gruppi L'Ordegno ci regalano un minimo di speranza...

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mercoledì 15 febbraio 2017

xINQUISITIONx | Wasted Youth | Autoprodotto | Cd.

Da Marsiglia, gli xINQUISITIONx, mi bombardano con quindici pezzi in venti minuti. Hardcore velocissimo, ricco di parti grind, che deve molto alla scena sud californiana di band come Infest. Voce urlata, pezzi brevi ma che sanno come fare male e un ottimo senso dell'umorismo. Tre cover in chiusura, a voi scoprirle. In attesa del nuovo album in uscita il prossimo settembre. Go!

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Closer Photozine | Numero 1.

Margherita e Matteo confezionano una cosa che non vedevo dalla metà degli anni '90: una photozine. Il risultato? Meraviglioso. Limitata in 100 copie, caratterizzata da una grafica semplice e molto pulita. Il tutto stampato professionalmente e con una resa fotografica eccellente. Troverete le bellissime foto che il nostro duo scatta ai concerti, in bianco e nero. Dei gruppi presenti non vi svelo nulla, vi basti sapere che si spazia dall'hardcore, al punk in tutte le sue forme. E ora? Attendo il secondo numero, ovviamente.

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martedì 14 febbraio 2017

Haram | Lo Sgretolamento | Ep Digital | Autoprodotto.

Impressionante. L'unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere il suono degli Haram. Un coacervo di post core e screamish, fatto di parti lente ed ipnotiche, in cui si viene completamente spazzati via. Il muro di chitarre è un magma incandescente, mentre la voce è apocalittica e feroce. Un gruppo davvero interessante, che spero torni al più presto con dei pezzi nuovi di zecca, visto che questi hanno già un paio d'anni sulle spalle, ma godono di una sorta di rigenerazione sonora. Sarebbe un delitto ignorarli.

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lunedì 13 febbraio 2017

Soundeep | The Shades Of All Your Eyes | Duff Records | Ep/Digital.

Sebbene i miei trascorsi all'interno dell'hardcore melodico siano stati molto fugaci e risalenti a qualche decina di anni fa, devo ammettere che il debutto dei Soundeep mi è piaciuto. Sei tracce di potente e ben fatto hc intriso di melodia, tutto giocato su una voce ispirata e che si intreccia con cori molto azzeccati. Musicalmente, nonostante la giovane età, ci sanno davvero fare, confezionando un prodotto che farà la felicità di chi si ciba di queste sonorità. Avanti tutta!

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Confine | C.I.O.D.E. | Digital | Autoprodotto.

Il nuovo lavoro dei veneti Confine è una cannonata! Hardcore tiratissimo, pezzi che ti entrano subito in testa e testi che mi hanno fatto sganasciare dal ridere. L'evoluzione rispetto ai precedenti lavori è innegabile: ora suona tutto più coeso e massiccio, forte anche di un riffing metallizzato che si dimostra vincente già dal primo pezzo. La registrazione è perfetta, la voce di Maximilian è tra le migliori attualmente in Italia in campo hardcore. Non ho altro da scrivere, se non andate ad ascoltarli!

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Porro | Numero 1 | Fanzine.

Correva l'anno 1992. Il mondo del metal e dell'hardcore stava mutando forma. Il thrash quasi scompariva, l'hc cambiava pelle, il grunge e le posse stavano esplodendo. Mentre io muovevo i primi timidi passi in un universo che per me oggi è molto familiare, in Sicilia (a Messina per la precisione) c'era già chi agitava le acque imputridite con una fanzine. Sto parlando di Porro Zine, che per me è leggenda. Dario (il creatore) in questo primo numero spazia senza alcun timore tra hardcore e metal, proponendoci una sfilza di gruppi che vanno dagli Agent86 passando per i Catacomb (i futuri Novembre), attraversando l'hip hop dei Nuovi Briganti fino agli Extrema del contratto con Contempo Records e della release di "Tension At The Seams". Da lacrime poi le foto dei Metallica a Milano nel 1992 ed in quarta copertina l'annuncio di un concerto dei thrasher Jester Beast al Fata Morgana di Messina. Graficamente cut and paste, curata, belle interviste. E' stata di recente ristampata in una una limited edition. Un pezzo di stora della musica estrema in Italia passa pure da qui, quindi non fate l'errore di non acquistarla ora che ne avete l'occasione.

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domenica 12 febbraio 2017

Grumo - Death/OnOff | Set Yourself On Fire | 7" | Green Records/Assurd Records.

Finalmente due dei miei gruppi preferiti uniscono le forze e danno vita a questo split 7" (400 copie, 100 in vinile giallo/verde vomito). Non posso fare altro che inchinarmi. Da un lato i ferraresi Death On/Off con il loro grind core schietto e senza fronzoli. Una vera manata in faccia. Dall'altro lato i modenesi Grumo, grind core maggiormente virato al death metal, totalmente abrasivi. Il tutto confezionato in un gradevole packaging che trasuda morte, disperazione e orrore. Ripeto, non posso fare altro che inchinarmi di fronte a cotanto disprezzo e odio tradotto in chaos sonoro.




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martedì 7 febbraio 2017

Petrification | Summon Horrendous Destruction | Tape/Digital | Sentient Ruin Laboratories.

L'arpeggio iniziale del pezzo "Summon Horrendous Destruction" vi introdurrà in un inferno sonoro di proporzioni epiche. Da Portland, Usa, giungono i Petrification. La loro abnegazione è totale per l'old school death metal di matrice europea, in special modo per quella finlandese. Da esse ereditano il gusto per le atmosfere dark e nebbiose, per i rallentamenti quasi doom e per la violenza nelle accelerazioni. Per ciò che mi riguarda, il miglior demo uscito fino ad ora nel 2017.

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lunedì 6 febbraio 2017

First Brawl | Full Of Nothing | Cd/Digital | Indelirium Records.

Da Modena i First Brawl suonano un hardcore moderno e cadenzato figlio di band come Terror, No Turning Back e Death Before Dishonour. Il risultato è molto massiccio e farà la felicità di coloro che amano questo tipo di suoni. Registrazione perfetta e perfetta padronanza degli strumenti. Non propongono assolutamente nulla di nuovo e credo che il meglio lo diano dal vivo. Personalmente non seguo questo tipo di hardcore, ma se siete giovani, vi piacciono canotte, tatuaggi e violent dancing, potreste aver trovato un nuovo gruppo su cui sintonizzare le vostre orecchie...

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xVICOx | La Necessità Della Ricerca | Autoprodotto | Tape.

Classico hardcore punk cantato in italiano che più classico non si può per questo gruppo con membri di NOPROVE e Malore. Lontani echi dei Tear Me Down e dei gruppi storici della Tuscia Hardcore. Registrazione non esaltante e tecnica esecutiva che mi ha lasciato un tantino perplesso. La voce ogni tanto fa un po' fatica a seguire il tutto. Non mi hanno particolarmente esaltato, ma indubbiamente premio la dedizione che ci mettono. Date un occhio ai titoli dei pezzi e ai sampler piazzati tra un brano e l'altro... Tape limitata in 30 copie.

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venerdì 3 febbraio 2017

Tadzio (Sempre Peggio).

Sempre Peggio | Pic. by: Valentina Atzori

Terza volta che Tadzio appare su queste pagine virtuali, ma averlo qui è sempre un piacere. Ho approfittato per domandargli sul suo nuovo gruppo chiamato Sempre Peggio, per parlare della sua attività di vegan chef e per chiedergli qualcosa sul suo passato. Buona lettura.

Il nuovo progetto che ti vede protagonista è il gruppo oi! Sempre Peggio. Onestamente quando sono venuto a conoscenza del fatto che tu ne sei il batterista, la cosa non mi ha stupito troppo. D'altronde ti è sempre piaciuto cimentarti con suoni diversi, mantenendo però le radici ben salde nell'underground. Puoi parlarci di questo gruppo? Sei entrato a giochi fatti, oppure ne sei fondatore? So che a breve uscirà l'esordio vinilico su Anfibio Records, che è un'etichetta storica del giro Oi! e affini...
Ciao Paso! Innanzitutto grazie mille per avermi concesso dello spazio per la terza volta sul tuo blog che seguo dal giorno 1 con grande interesse! In effetti come tu stesso hai capito la batteria non è esattamente lo strumento a cui ho dedicato maggiori attenzioni negli anni passati... Diciamo che questo gruppo è nato letteralmente per caso. Un giorno sono andato a trovare Pietrone (SOLO libri e vinili), che coinvolgendo Martin (che allora dava una mano in negozio) quasi per scherzo, ha tirato in ballo quest'idea pazza e malata di mettere in piedi un gruppo Oi! Io non avevo mai suonato prima la batteria in modo "serio" (se non da ragazzino o nell'ultimo periodo con Lorenzo Piffer in un progetto mai decollato, gli SCHIFO, in cui ho suonato sia batteria che basso), così abbiamo tirato in mezzo Marra alla chitarra (Martin si è proposto al basso spalleggiando la mia scelta di iniziare il gruppo imbracciando uno strumento mai suonato prima...), e dopo la prima prova in 4 avevamo già un paio di pezzi (primo in assoluto: "Vincenzo", il cui testo è stato scritto da Martin in tram, sulla strada per arrivare alla prima prova). Insomma probabilmente siamo stati risucchiati in una sorta di crisi di mezz'età prematura che ci ha unito in questo folle progetto, unendo amici di vecchia data apparentemente distanti tra loro, ma vicini per affetto ed affinità. Dopo poco Pietro si è tirato indietro, questa cosa è diventata più "grossa" e "seria" di quanto chiunque di noi si aspettasse, primo di tutti lui, che con gli impegni di cuore e lavoro non aveva abbastanza tempo da dedicare alla band. E dopo poco si è aggiunto Ste, militante prima dell'ORSO ed ora del Cuore in Gola, a fare la sua sporca figura sul palco con noi. Con questa formazione (io alla batteria e cori, Marra chitarra e cori, Martin al basso e voce principale, Ste alla seconda voce e cori) abbiamo registrato una demo nel dicembre del 2015 che è uscita solo online. Durante lo scorso ottobre abbiamo registrato il nostro primo LP, che è uscito in vinile+CD (per far contenti tutti...) a gennaio 2017 con una coproduzione tra le nostre tasche e quelle di Anfibio, al 50%.

Il suonare con i Sempre Peggio ti ha di sicuro portato a misurarti con una scena come quella Oi! che presenta punti di incontro con quella hardcore ma anche delle differenze... Come ti trovi ad interagire con essa? Che tipo di differenze riscontri? Come ti trovi a raffrontarti con il motto: "birra, oi! divertimento"?
Devo dire che di differenze tra le scene ne ho viste parecchie, anche se l'attitudine che muove la scena punk, quella hardcore e quella streetpunk/Oi! è la stessa. È bello vedere persone diverse ma fondamentalmente uguali anche in ambiti che non avevo mai frequentato prima. Nella scena Oi! l'approccio politico è molto diretto e senza fronzoli, ho conosciuto tante persone che si schierano in prima linea per quello che credono, rischiando letteralmente la pelle per difendere idee, spazi e persone. Nella scena punk spesse volte si sente un gran parlare ma di fatti se ne vedono pochi, e in questo ambito di gente che non si fa problemi a "sporcarsi le mani" ne ho vista parecchia. Allo stesso tempo tante volte vedo uno sbattere la testa un po' fine a se stessi, più che semplificare vedo un complicare le cose... Ma quello si può dire di qualsiasi scena, temo. Per quanto riguarda il motto da te citato: devo ammettere che l'approccio alle sostanze ricreative nella scena Oi! è un tantino molesto per i miei standard di sopportazione. Io non sono mai stato sxe, ma allo stesso tempo non ho mai tollerato le esagerazioni, e per la prima volta in vita mia mi ritrovo ad essere quello "strano" perchè non si droga... Credo che si passi sopra questo argomento troppo spesso, in ambienti in cui si professa una controcultura contro lo sfruttamento e la capitalizzazione della sofferenza. Evitando i moralismi, collego lo spaccio e il consumo di droga anche e soprattutto a questo, oltre che nell'immediato manifestarsi del peggior lato che un essere umano possa raggiungere... Questa è chiaramente la mia opinione, e mi fa sorridere che nei miei gruppi passati quello strano ero io, perchè ogni tanto mi bevevo qualche birretta. Insomma ci vuole una buona dose di pazienza ed adattamento, quello è sicuro...

Essendo tu vegan ormai da molti anni, ti è capitato mai di discutere di queste tematiche con ragazzi che vengono a vedere i Sempre Peggio, che magari sono skinhead? Trovi che ci sia interesse per questo tipo di argomenti?
Devo dire che finora non mi è mai capitato di affrontare l'argomento in modo concreto. Anche se credo sia necessario che tutti gli ambiti della cosiddetta "contro-coltura" abbiano la mente aperta al cambiamento e alla comprensione. È ormai evidente che il mondo si sta spostando in una direzione sempre più vegetariana, e non capisco perche' non dovrebbe farlo anche il punk in tutte le sue sfaccettature, professandosi per antonomasia come ambiente incontaminato dall'indottrinamento mainstream. Come detto prima è facile parlare di sfruttamento umano e di come combatterlo, è evidente ed è attorno a noi. Ma come detto tante altre volte per quanto mi riguarda le battaglie possono andare di pari passo, l'una non preclude l'altra. Il fatto che posti come ad esempio i CPT (ora CIE) siano delle strutture di prigionia che l'uomo ha costruito per l'uomo non esclude il fatto che l'uomo abbia creato e continui a creare delle strutture di prigionia per altri esseri viventi, come qualsiasi allevamento. Sono entrambi esempi di una manifestazione umana errata, ma non per questo uno dei due merita meno attenzione dell'altro, o almeno io la penso così. Con quello che decidiamo di comprare tutti i giorni conduciamo la più grande delle battaglie. Tante volte è difficile spiegare ad un attivista per i diritti umani che cosa voglia dire per me avere a cuore i diritti degli animali, proprio perche' non ci siamo ancora scrostati di dosso il nostro antropocentrismo, che, volenti o nolenti, anche nell'antagonismo detta legge...

I Sempre Peggio hanno da poco fatto uscire un video, che funge un po' da apripista per l'imminente uscita del vostro primo album. Come è nato il concept che gli sta dietro? Ti sei divertito a girarlo? Puoi parlarci un po' della canzone che gli sta dietro?
Per l'uscita del disco fare un video ci è sembrata un'idea carina, inizialmente pensavamo di girarne uno per "Al Bar Di Gola" (idea che rimane in cantiere), ma alla fine ci è sembrato più sensato cercare di spingere un pezzo inedito, rispetto ad una canzone che chi ci conosce già ha in mente. La canzone "Miglior Nemico" nasce da una mia idea, poi sviluppata in maniera oserei dire sopraffina da Martin (che cura la stesura di tutte le liriche dei Sempre Peggio), di evidenziare gli atteggiamenti decisamente incoerenti dei movimenti di destra che noi tutti conosciamo bene, sbeffeggiando quello che per "loro" è sacro, mentre per "noi" è solo assurdità. Abbiamo deciso per l'appunto di fare un video sulla musica di questa canzone proprio per mettere in chiaro da subito la nostra posizione, nella migliori delle cornici possibili, ovvero il festival che ha celebrato la rinascita della SHARP a Milano, lo scorso ottobre. Le conseguenze alla pubblicazione del video sono state immediate, ovvero alcuni "troll" sulla nostra pagina di Facebook, animati da qualche testa rasata appartenente a movimenti della destra extraparlamentare... Ma questa è un'altra storia. Girare il video comunque è stata una figata, è stato tutto estremamente spontaneo, dall'idea al concepimento alla messa in pratica, è scattato tutto con una telefonata di qualche giorno prima delle riprese, in cui ho buttato lì la proposta agli amici che hanno ripreso e montato (Drogui, Annina e Bergoe, grazie ancora!). Dulcis in fundo la partecipazione straordinaria di Mirko from Salò che da parte sua ha pure aggiunto quel tocco di ignoranza in più.

Parliamo un po' del nuovo album di prossima uscita. Come si intitola? Quali sono le tematiche trattate? E' stato semplice comporlo?
Le teste dei Sempre Peggio sono assai diverse fra loro e fanno spesso fatica a trovare soluzioni e compromessi reciproci, andando dalla stesura di un testo, alla composizione di una canzone, ad una grafica. E così è stato anche per la scelta del "concept" del nostro primo disco. Per farla breve: visto che non riuscivamo ad andare d'accordo su un titolo o una copertina, abbiamo optato per il classico "self-titled" e "copertina nera con logo"... Insomma: W la fantasia! Scherzi a parte sono e siamo molto soddisfatti del risultato, sia graficamente, che musicalmente, che liricamente. Io sono quasi commosso dal vedere che poco più di un anno fa manco mi sarei sognato di toccare la batteria, e invece ora tra le mie mani ho un LP in cui l'ho suonata. Sono soddisfazioni. E devo dire che per la prima volta dopo tanto tempo ho assaporato i momenti spesi a comporre e produrre idee. Suonare con i miei compagni di viaggio è stato semplice fin dal primo accordo, essendo tutti focalizzati verso lo stesso obbiettivo. Sono molto soddisfatto anche della resa delle canzoni, che trovo in qualche modo (con gli inevitabili limiti del genere) anche "originali" e "personali". Mi piace il fatto che i pezzi suonino semplici, sporchi ed essenziali, per me il punk deve essere così. Ed i testi di Martin a mio avviso sono semplicemente perfetti, lui ha una capacità unica di catturare concetti nella testa di tutti, e declinarli in quattro parole non scontate, evidenziandone l'essenza e il significato senza bisogno di ulteriori spiegazioni. Questo gruppo senza i testi di Martin non sarebbe decisamente nulla. Le tematiche? Diciamo che ne abbiamo da dire una contro qualsiasi cosa, più o meno... Sarà complicato continuare a trovare cose che ci stiano sul cazzo per testi futuri! La composizione è stata molto fluida e veloce, siamo davvero andati avanti con un processo di produzione di 1 pezzo fatto e finito ogni 2-3 prove massimo. Tra di noi c'è sicuramente intesa, e trovo splendido che tutti portiamo idee e spunti, che sia un processo collettivo di composizione.

Nei Sempre Peggio stai dietro alla batteria. Nei tuoi gruppi precedenti ti ho sempre visto al basso o alla chitarra... Come mai questo cambiamento? E' un modo per sfidare i tuoi limiti e vedere fino a dove puoi arrivare?
Come ho già detto prima è stato davvero un caso che io mi sia messo dietro le pelli. Dopo lo stop con gli HOLY ho avuto un periodo di qualche mese in cui avevo delle idee in testa (che ho tutt'ora) di un nuovo progetto sulla falsariga dei Komplott, ma concretamente durante questo periodo non ho suonato affatto. Sono stato letteralmente assorbito dal lavoro per la prima volta in vita mia, e non riuscivo più come prima a vedere nella musica la mia priorità. Con la nascita di questo progetto ho sicuramente ritrovato una nuova voglia di mettermi in gioco ed attivarmi sul fronte creativo, voglia che già da prima della fine degli HOLY avevo perso. Suonare in un gruppo che succhia così tante energie come sono stati gli HOLY mi ha dato tantissime soddisfazioni, ma allo stesso tempo aveva prosciugato la mia voglia di fare, e mi aveva portato a vedere il gruppo solo come uno stress da "secondo lavoro", non come una distrazione dalla routine. Con i Sempre Peggio da subito mi sono divertito come non mi divertivo da tempo, e da subito, come già detto, c'è stata intesa e cooperazione. A livello compositivo dopo gli HOLY mi sono decisamente esaurito sul fronte della complicatezza nella struttura delle canzoni e ricerca di cose sempre nuove e diverse (nel limite del possibile). Con questo gruppo è decisamente tutto più semplice e spensierato, anche se non privo di stress e impegno, soprattutto durante le trasferte essere quello più morigerato non gioca a mio favore, diciamo...

Sempre Peggio

I Sempre Peggio sono un gruppo dichiaratamente anti fascista. Hai avuto mai dei problemi con fasci o nazi a Milano? Cosa rispondi a chi afferma che l'Oi! dovrebbe essere apolitico?
Io personalmente non ho mai avuto problemi fisici e diretti veri e propri con fasci e nazi, Ste e Martin, che sono decisamente più attivi di me, sì. Ste è stato accoltellato qualche anno fa da delle teste rasate e se l'è vista parecchio male, per fortuna la sua testaccia dura resiste anche a questo, ma non è stata l'unica volta che lui, come tanti altri, ha vissuto situazioni simili. Purtroppo a Milano come in tutta Italia le destre edulcorate a livello mediatico stanno prendendo sempre più piede, vengono ripulite per bene dall'immaginario negativo che si portano appresso, e vendute a gente di ogni età ed estrazione sociale, che si compra tutte le cazzate che dicono. Io sono una mozzarella, ed ammetto che non sono sicuramente il militante che si mette in prima linea giorno dopo giorno, ad ogni occasione. La prima cosa che mi viene in mente, è stato aver salutato calorosamente un caro vecchio amico che non vedevo da tanto tempo, ed aver ricevuto in cambio da lui distacco e minacce fisiche, essendo costui passato al "lato oscuro della forza", diciamo... Ma anche questa è un'altra storia. Per concludere l'Oi! può essere sicuramente apolitico, o addirittura di destra, come può esserlo il punk in tutte le sue sfaccettature, tutto a questo mondo può essere tutto, anche se trovo ridicolo accomunare una musica intrinsecamente politica e non conforme, ad un genere musicale come la musica da discoteca o il liscio, come gli apolitici alla fine fanno...

Passiamo ora a parlare della tua grande passione per la cucina vegan, che ti ha portato a diventare un cuoco a tutti gli effetti (correggimi se sbaglio). In questi giorni terrai anche un corso in merito. Quando hai cominciato ad interessarti a ciò, che tipo di studi hai fatto e che tipo di approccio hai dietro ai fornelli? Ti senti uno sperimentatore?
Anche qui, come nel concepimento dei Sempre Peggio, è stato tutto frutto del caso, più o meno... Hai presente la classica situazione di vita in cui va tutto a rotoli? Ecco, io ci sguazzavo alla grande, qualche anno fa. Dopo quasi cinque anni, la mia professione di meccanico e gestore del negozio di DODICI CICLI mi aveva saturato, l'azienda non mi pagava da mesi (DODICI tra l'altro è appena ufficialmente fallita, ed il carissimo ex militante nonchè ex anarchico Jacopo Volpe - XcanerecordsX e XfratellanzaX, fondatore di DODICI- mi deve ancora un bel po' di soldi tra l'altro... come credo ne debba a mezzo stivale, dagli anni '90), la mia ragazza del tempo mi aveva lasciato per mettersi con un mio ex caro amico, mi ero trasferito in un'altra casa, passando dalla confortevole convivenza con la ex, ad una burrascosa e rumorosa condivisione con varie persone ed animali... Insomma avevo bisogno di un nuovo inizio. E per caso ho iniziato a lavorare in un ristorante vegan vicino casa nuova, che dopo poco mi ha affidato la gestione e direzione della cucina del progetto di vegan bakery che avevo loro proposto. Le cose poi crescono e cambiano, ed ad oggi mi trovo a gestire la cucina di una gastronomia vegan, in cui sono cuoco a tutti gli effetti. Non mi sarei mai aspettato di vedere i frutti di questi anni di militanza dietro fornelli di centri sociali e cucine improvvisate, usando cibo di recupero, per sfamare le band del concerto organizzato. Tutti i posti visitati in giro per il mondo in tour, tutte le idee e consigli ricevuti negli anni da amici vicini e lontani, tutto questo mi ha arricchito professionalmente ed umanamente. L'approccio DIY è formativo. Se vuoi fare una cosa ci puoi riuscire senza l'ausilio di scuole, corsi e attestati. E così è stato per me, mi sono letteralmente buttato in una professione che ho imparato a svolgere strada facendo, passo passo, traendo spunto da tutto il mio bagaglio di esperienza di vita. E, riferendomi al corso che ho tenuto poco fa, è stato a dir poco commovente vedere che questo bagaglio è stato prezioso per altre persone come è stato per me accumularlo e condividerlo.

Cosa ne pensi di tutto questo hype nei confronti del veganesimo, con addirittura marche come Granarolo che hanno dato vita a linee di prodotti interamente a base di soia? Molti lo vedono come un passo avanti, altri come un controsenso...
La mia scelta ha come obbiettivo non la coerenza massima e totale (se no mi sarei già trasferito in campagna e coltiverei la terra vivendo dei prodotti del mio orto, basandomi sull'autoproduzione...), ma il raggiungimento di un numero sempre minore, tendente allo 0, di animali sfruttati ed uccisi. Credo e spero che il mercato si stia spostando sempre di più in questa direzione, e il mercato è fatto di consumatori, si basa su di essi, e tendenzialmente i consumatori sono troppo pigri per pensare, e si limitano, appunto, a consumare. Maggiore è la facilità con cui si può avere una valida alternativa e minore è la possibilità che la pigrizia porti a fare la scelta sbagliata. Questo per dire in sintesi che io non comprerei il prodotto da te citato perche' conosco valide alternative, ma credo sia funzionale che ci sia un'alternativa anche per chi non ha la voglia e la forza di trovarne. In più in un mondo utopico senza prodotti di origine animale le industrie dovrebbero pur vivere di qualcosa, no? Vediamo questo momento storico come un momento di transizione, lenta, ma costante...

Quali sono i piatti che preferisci cucinare? Ti piace creare cose elaborate o rimani sul classico? D'altronde tu una volta hai scritto una frase molto veritiera: “Potete creare i piatti vegan più ricercati, ma un bel piatto di pasta al sugo di pomodoro cucinato come si deve, resta imbattibile”... Sei ancora di questa idea?
La cucina tradizionale italiana è sicuramente quella che preferisco, anche se non disdegno la sperimentazione. Sottoscrivo e rinnovo quanto tu hai citato! La semplicità è sempre la soluzione, e la cosa molte volte più difficile da ottenere.

Gli Holy sono stati un gruppo che ha avuto un certo impatto nella scena hardcore negli anni passati. Dischi e tour vi hanno visto molto impegnati. Che ricordi hai di quei giorni? Come mai ad un certo punto vi siete sciolti? Hai qualche rimpianto in merito? br> L'esperienza con gli HOLY come ho già detto mi ha sicuramente segnato, è stato il primo gruppo in cui sono riuscito davvero a raggiungere dei traguardi che vedevo lontani da me, sin da quando ero ragazzino. In quel periodo per me suonare era davvero la priorità, e non vedevo l'ora di mettermi su un furgone per partire per il prossimo tour. Sicuramente come dici tu siamo stati molto impegnati, forse pure troppo, specialmente nell'ultimo periodo. I rapporti tra di noi si sono un po' incrinati, gli ultimi mesi prima dell'ultimo tour che abbiamo fatto (negli Stati Uniti assieme a Dangers e Graf Orlok) hanno segnato un costante clima di tensione tra di noi, dovuto all'imminente partenza di Giacomo per gli States, e stress dovuto al paletto, da noi stessi imposto, di scrivere e registrare in tempo zero un EP, per avere nero su bianco un nuovo lavoro prima che la formazione a 4 da Milano si spalmasse su 2 continenti, rallentando tutto. Per me questo trasferimento e questa fase compositiva pre- registrazioni hanno segnato la fine di questo gruppo, gli stimoli da parte mia nello scrivere pezzi nuovi e proporre nuove idee, nel pianificare nuovi tour, sono completamente scomparsi. Vedere che il progetto in cui ho creduto così tanto si stesse inevitabilmente sgretolando mi ha fatto completamente passare la voglia di continuare. Dopo la pausa (e non scioglimento) ci ho messo quasi un anno per palesarlo apertamente agli altri. Non mi è mai piaciuta l'idea che una cosa debba andare avanti all'infinito, molte folte faccio fatica a vedere i grigi delle situazioni, e nell'ultimo periodo gli HOLY mi sembravano completamente grigio, non più il tono acceso di un tempo. Dopo aver detto che la catena da parte mia era scesa, che per me non avrebbe avuto alcun senso tirare avanti un gruppo a distanza, che avevo esaurito idee ed energie per il progetto, i rapporti con gli altri si sono incrinati, ed in particolare quelli con Giacomo in maniera direi definitiva. Mi ha ferito parecchio la sua reazione alla mia decisione, del tutto inaspettata da parte di una persona che consideravo prima di quel momento uno dei miei migliori amici, al di là di qualsiasi gruppo, e, contrariamente ai due Stefano con cui ho parlato e riallacciato il rapporto come se niente fosse accaduto, con lui i ponti si sono completamente tagliati. Da quel momento devo dire che oltre il brutto colpo della rottura, mi si è anche e soprattutto tolto dallo stomaco un grosso peso, tutta l'ansia dell'ultimo periodo di questo gruppo se n'era finalmente andata. Non credo di avere rimpianti, guardando indietro ho avuto sicuramente molte soddisfazioni, e sono più che orgoglioso di quello che abbiamo raggiunto. I dischi li ascolto ancora ogni tanto e credo che abbiamo resistito più che dignitosamente al passare del tempo, anche se non ne è passato poi così tanto.

Una cosa che mi fece molto ridere è quando siete atterrati per il primo tour negli Stati Uniti... Siete andati in bagno e vi siete cambiati una volta passati i controlli per non destare sospetti...
Ahahah, si quello è uno dei ricordi più bizzarri che conservo di quest'esperienza. Eravamo letteralmente terrorizzati dall'idea che ci rimandassero indietro in Italia, trattamento che viene riservato per chi non lo sapesse a qualsiasi band che fa un tour negli States senza visto lavorativo... Per fortuna è andata bene, quello è stato forse il nostro tour più bello, sarebbe stato davvero un peccato non farlo!



Molti si ricordano di te anche perchè hai suonato nei TheEndOfSixThousand Years, un gruppo che gode di un certo rispetto nell'ambiente... Anche in questo caso, cosa ti ricordi di quel periodo? Mi ha fatto sempre sorridere il fatto che il nome non ti piacesse troppo...
Sono molto legato a quegli anni, i TEOSTY sono stati il primo gruppo con cui sono riuscito a registrare un disco, suonare e fare dei tour. Conservo un ottimo ricordo, ero ancora studente universitario quindi riuscivo a dedicare al gruppo un sacco di attenzione, forse pure troppa vista la laurea raggiunta 2 anni fuori corso... Ricordo la difficoltà organizzativa nel gestire un gruppo di 5 disperati provenienti da 5 parti diverse dello stivale. Ricordo la morbosità con cui ho analizzato in ogni minimo dettaglio le pre-produzioni in sala prove di "Isolation", e ricordo la soddisfazione dopo averlo registrato. Ricordo anche il grande sconforto nel ricevere la notizia della dipartita di Matteo (batteria) dopo le registrazioni, infrangendo il mio sogno di allora di suonare in lungo ed in largo il più possibile. Non lo posso biasimare, credo che in quel periodo ho toccato il massimo per quanto riguarda ossessione per il gruppo, devo averlo asfissiato! E credo ne sia la prova il fatto che poco dopo la mia dipartita, qualche tempo dopo, lui abbia deciso di tornare in pianta stabile in formazione... Se dovesse mai leggere queste righe, gli mando ora le mie scuse ufficiali. Dopo il cambio di batterista in formazione ho continuato un po' a suonare, ma sia per la mancanza di una line up stabile, sia per la rottura dell'entusiasmo, sia per la mia evoluzione musicale e di vita, ho deciso che quel progetto, da me creato e amato, non facesse più per me. Ho visto che hanno continuato a suonare, sono felicissimo per loro, non sono ancora riuscito a vederli dal vivo, e mi spiace un sacco non vedere più Sandro e Niculo come un tempo.

Con i The End Of Six Thousand Years sei stato anche molto legato a Still Life Records, un'etichetta che secondo me ha rappresentato l'hardcore in Italia nei 2000, insieme a Refoundation Records. Cosa ti pare sia cambiato nella scena odierna rispetto a quegli anni? Soprattutto, è anacronistico parlare di scena nel 2016/17?
Still Life e Refoundation hanno sicuramente segnato gli anni 2000. Credo che le cose siano cambiate ma non necessariamente in peggio, vedo tante persone sbattersi e fare cose, con un'attitudine che è invariata e che anzi si è evoluta. Io personalmente non sono mai riuscito a dare una faccia al nome "scena", credo sia un concetto che appartiene ad un'epoca precedente a quella in cui ho iniziato a bazzicare per concerti...

Hai militato anche negli Skruigners, forse la band più "famosa" in cui tu abbia mai suonato. Che ricordi hai? In Italia in molti sentono ancora la vostra mancanza a distanza di anni dallo scioglimento... Mi pare che tu entrasti dopo la loro formazione... Come mai poi il progetto è svanito?
Ho iniziato con gli Skruigners nel 2005 mentre parallelamente ancora suonavo nei TEOSTY. Loro si formarono nel 1996, ed ho continuato con grande entusiasmo fino alla pausa, a tempo indeterminato, che ci siamo presi nel 2011. Loro sono stati il gruppo che sicuramente mi ha portato a suonare davanti a più persone (esclusi alcuni concerti, per lo più festival, cui ho avuto la fortuna di prendere parte con gli HOLY), ma prima di tutto sono stati un gruppo fondamentale per la mia crescita musicale da adolescente. Ricordo la prima volta che ascoltai "La Cosa Che Non Ha Importanza", avevo 15 anni e fui letteralmente risucchiato da quel disco. Io per primo sento la mancanza di questo progetto. Anche se ho vissuto solo gli ultimi anni con la band già avviata ed io abbia registrato solo l'ultimo disco, "Niente Dietro Niente Davanti", ho messo anima e corpo in questo gruppo, e con il suo congelamento mi si è congelata anche una fetta di cuore. Carlo ha avuto e sempre avrà l'ultima parola, batterista ma mente assoluta del gruppo, musiche e testi sono tutta farina del suo sacco. Il 2011 ha segnato per lui, e per noi, un momento di stallo: passati 15 anni dalla formazione e con svariate date, dischi ed esperienze sulle spalle, eravamo in un clima di indecisione sul da farsi, e di saturazione dal presente di allora. Non posso dire con certezza se questo gruppo sia da considerarsi morto, posso solo dire che conservo dei bellissimi ricordi, che con Carlo ho uno splendido rapporto ad oggi (oltre al suo progetto elettronico Laforcah, ora canta anche nei Discomostro), e che se un domani lui dovesse decidere di riprendere in mano la cosa, da parte mia ci sarebbe grande entusiasmo. Sono anche dell'idea però, come ho già detto, che le cose devono avere una fine come hanno avuto un inizio... Insomma, si vedrà, di più non so manco io che dire.

Cosa ascolti prevalentemente in questo periodo? Hai qualcosa da consigliare ai miei lettori, anche in campo cinematografico, letterario, ecc. ecc.
Devo dire che sto facendo sempre più fatica a trovare roba nuova che mi prenda bene, sono rimasto un po' indietro, anche se mi piace (con riserbo su molte cose...) l'ondata Oi! francese che sta andando un po' "di moda" ultimamente, così come sono molto affezionato ai grandi classici punk che mi ascolto da sempre. Film e libri? L'ultimo di Zemeckis al cinema l'altro ieri, mi ha fatto cagare. Sto leggendo "Il Giallo Di Via Tadino" che mi ha regalato Stefano per il mio compleanno (grazie Stefy).

Quali sono i progetti che hai per il futuro, sia in campo culinario che musicale?
Ho appena cambiato posto di lavoro e mi sto finalmente concentrando al 100% sulla cucina, ho in ballo vari corsi di cucina vegan da Eataly, programmati fino all'estate, ho iniziato a collaborare con un'agenzia di eventi e catering per spingere una linea vegan, sto facendo da tempo corsi privati a domicilio... Insomma, lavorativamente sono parecchio preso! Con i Sempre Peggio abbiamo appena registrato un pezzo che uscirà su un 7" split con Automatica Aggregazione e Shot In The Dark, ad aprile, e quest'anno se sopravvivo mi piacerebbe registrare 4-5 pezzi di roba 100% composta e suonata da me... Vediamo se ci riuscirò.

Finito. Se ti va, aggiungi pure ciò che vuoi e grazie del tuo tempo.
Paso grazie ancora dello spazio! Continua così e sempre e comunque: YO!

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