lunedì 9 gennaio 2017

Grumo.


I Grumo sono uno dei miei gruppi preferiti in ambito death/grind. Il loro ultimo lavoro "Fallimento" è una delle uscite che mi ho apprezzato di più, e dal vivo sono ancora meglio. Detto ciò, conosco Riki (growling) da un po' (visto che spesso ci si vede in quel di Bologna, dove abita) e ho deciso di fargli qualche domanda sullo stato delle cose. Il tutto condito dalla sua finissima ironia, che mi diverte sempre molto. Buona lettura.

Sei soddisfatto dell'uscita del vostro ultimo cd "Fallimento"? In cosa, secondo te, si discosta dalle precedenti uscite della band?
Anzitutto grazie Paso dello spazio che ci hai concesso, nonostante le nostre dilatatissime tempistiche di risposta, degne delle migliori Poste italiane. “Fallimento” è il nostro secondo full e per essere nato a cavallo di un importante cambio di line-up, è tutto sommato un disco di cui sono soddisfatto. Per molti versi è ancora acerbo in certi passaggi, come la registrazione. E non sono tutt’ora pienamente convinto di alcuni aspetti come alcune differenze stilistiche che hanno alcuni brani tra di loro, ma forse sono io che tendo ad essere iper-critico in merito. Sicuramente siamo cresciuti molto dal precedente “Voglio Vederti Sprofondare”, questo grazie all’ingresso prima di Simone (alla chitarra) e successivamente di Marco (al basso, che prima “suonavo” io), che hanno apportato un notevole salto di qualità alla composizione dei brani. Se nel precedente disco la vena death metal era mezza nascosta, in questo ultimo full credo sia inevitabilmente uscita allo scoperto, rivelandoci per quello che purtroppo siamo: un gruppo metal. Hahaha! Scherzo.

Il vostro nuovo lavoro è uscito per l'etichetta Earthquake Terror Noise, che se non sbaglio fa parte di Punishment18 Records. Come siete giunti ad essa? Come vi siete trovati? Che tipo di differenze ci sono tra l'avere un'etichetta di questo tipo e il muoversi invece nel circuito do it yourself con label più piccole?
Sono sempre stato dell’idea che niente capita per caso, e infatti anche con la nostra attuale etichetta è successo perché doveva andare così. Piccolo preambolo: ci hanno gentilmente chiamato a suonare al Circolo Colony insieme ai God Dethroned a metà maggio del 2015, e noi non abbiamo mai avuto problemi a suonare nei locali, l’importante è che ci sia rispetto da entrambe le parti e che non ci siano dei rompicoglioni. Abbiamo allora accettato più che volentieri di partecipare, consapevoli che forse non ci sarebbero state duemila persone sotto il palco per la seconda band, ma non è un problema: suoniamo per passione e non lo abbiamo mai fatto per diventare ricchi o avere la gloria eterna. E purtroppo la serata non è stata delle più esaltanti, poca affluenza di pubblico, specialmente per le band in apertura. In tutto questo, abbiamo trovato un amico prima di tutto che l’etichetta. Tra i pochi che hanno partecipato alla serata c’era appunto Arthur con la sua etichetta, la Earthquake Terror Noise. Da subito ha apprezzato il nostro sound a cavallo tra grindcore e death metal metà anni 90 e compreso che eravamo molto più vicini al punk come modo di fare e pensare. Dopo qualche tempo abbiamo trovato un accordo sull’uscita del nuovo full e abbiamo firmato per la sua etichetta. Siamo molto contenti di come sono andate le cose, se non fosse stato per questa spiacevole serata al Colony a quest’ora forse noi non avremmo mai conosciuto una persona corretta e simpatica come Arthur. Niente capita per caso! E fortunatamente non abbiamo trovato particolari differenze con le etichette diy con le quali abbiamo collaborato in passato. Ci piace avere dei rapporti umani orizzontali e paritari con chi vuole credere nella nostra band. Non so cosa ci riserva il futuro, ma per il momento siamo molto soddisfatti di come stanno andando le cose.

La cover di "Fallimento" mi è piaciuta molto. L'assenza totale dell'uso del colore in favore di un bianco e nero è un modo per esprimere il fatto che il vostro suono è crudo e diretto e senza alcun tipo di concessione? Che concetto esprime il disegno?
La cover di "Fallimento" è stata una felice collaborazione tra Davide Mancini, in arte Dartworks, e il sottoscritto. Lui si è ovviamente occupato del disegno, mentre io ho sistemato la grafica per il disco inserendo il nostro logo e colorando lo sfondo di un bel rosso cupo, lasciando gli zombie in bianco e nero. È una metafora di noi Grumo che nonostante tutto (siamo morti) aggrediamo un uomo/cyborg in giacca e cravatta con la valigetta piena di soldi, simbolo di un mondo che non ci piace e che vogliamo contrastare. Andate sulla sua pagina e seguite i suoi lavori che sono una bomba, altroché noi Grumo > Dartworks | Facebook

Il titolo "Fallimento" a cosa può essere riferito? Credete che la società odierna sia fallita completamente e di conseguenza l'umanità tiri soltanto a campare aspettando il momento in cui verrà spazzata via?
Il “Fallimento” è l’insuccesso totale, la rovina, il disastro. Deriva da “Fallire”, dal latino “Fallĕre” che significa «ingannare» (e nel medio passivo «ingannarsi, sbagliare»). Questo vuol dire che all’interno della parola stessa c’è un doppio significato: il vero Fallimento è nascondere la verità delle cose non solo al mondo, ma anche verso se stessi. Significa prendersi per il culo, raccontarsi tante belle bugie per continuare a vivere serenamente in un sistema profondamente sbagliato, che non vogliamo vedere per quello che in realtà è. Abbiamo dimenticato chi siamo, la nostra vera natura e ci siamo costruiti una serie di gabbie mentali che ci facciano sentire migliori degli altri, che ci diano conforto, che non ci mostrino il vero senso delle cose. A noi questa società cannibale fa schifo. È un meccanismo inadeguato al reale che non può reggere in eterno e siamo sicuri che prima o poi cadrà su se stesso miseramente, collassato dalla sua stessa necessità di divorare e crescere.

Leggendo i vostri testi, c'è sempre un sottofondo di oscurità, ma non di rassegnazione. Prendo per esempio "Cani Sciolti", in cui il testo ad un certo punto recita "Pagherete Caro! Pagherete Tutto!". C'è un sentimento di rivalsa in questo testo, a parer mio... A cosa ti riferisci?
Nonostante riteniamo completamente fottuto il nostro sistema, non voglio lasciarmi andare alla completa rassegnazione. Questa perdita di speranza nei confronti della società moderna non deve essere interpretata come una adolescenziale negatività gratuita e fine a stessa, anzi in realtà mi considero una persona tendenzialmente positiva. Una sorta di nichilismo positivo: se nulla significa nulla non c'è niente di cui vale la pena preoccuparsi. Oppure come diceva uno spettacolare gruppo punk negli anni 80, “Nessuna speranza, Nessuna Paura!” Più che un sentimento di rivalsa direi quindi che nonostante sia tutto distrutto, noi continueremo a suonare e ridere, alla faccia vostra, stronzi.


Nell'intro del pezzo "Fallimento" un sampler dice: "Volete sembrare tutti uguali, invece siete tutti morti". Cosa vuol dire questa frase e da dove è stata tratta? Con il termine "morti" intendete una morta culturale che porta all'appiattimento dell'essere umano inglobato in un gregge che si muove lento ed inesorabile verso la sua inevitabile estinzione?
Questa frase l’abbiamo presa da un cortometraggio del ’95 che si chiama “Raptus”, ideato da uno dei più geniali (a mio avviso) attori italiani, Antonio Rezza. Credo che lui sappia cogliere in maniera grottesca il vero orrore di vivere, il disagio dei rapporti umani, la meschinità del nostro tempo. In questo corto in bianco e nero di nemmeno tre minuti ci sono due personaggi, un uomo trasandato che fuma nervosamente e una donna, di bell’aspetto. La donna con tono di rimprovero fa a l’uomo “Questi capelli, questa protesta che rinsecchisce nel tuo stile trasandato”. E conclude sentenziando “Volete sembrare tutti diversi, e invece siete tutti uguali”. Alchè l’uomo colto appunto da un “raptus” aggredisce la donna dicendole “Questi lividi, così campagnoli… Queste echimosi che sviliscono la civiltà dell’apparire”. Il corto si conclude con lui che la uccide lanciandole una falce dicendo “Volete sembrare tutti uguali e invece siete tutti morti”. Credo che sia una bellissima rappresentazione del nostro modo di vedere le cose.

Il pezzo "Solo Morte E Miseria" mi pare invece sia una critica verso la società odierna, che in favore di un pò di sicurezza, cannibalizza senza pietà le persone, riducendole solo a macchine produttive con l'illusione di una vita realizzata. Sei d'accordo con la mia interpretazione?
Assolutamente d’accordo. I testi sono fondamentali a mio avviso, e fa molto piacere vedere che c’è chi oltre che ascoltare spende due minuti per leggere cosa vuole comunicare una band come la nostra. “Solo Morte E Miseria” è stata tra le prime canzoni che abbiamo composto insieme a Simone, è un grido di rabbia verso chi si è passato il potere nei secoli e non ha fatto altro che dispensare dolore per potersi arricchire sul sangue del prossimo. Ma anche verso chi pensa di vivere una vita normale, respirando benessere di plastica, facendosi perdonare tutto andando la domenica in chiesa.

"Nothing To Declare" è un attacco a quei gruppi grind core che parlano solo di "vomito e cose senza senso". Mi viene da pensare che tu ti riferisca al filone gore/porn/grind... Sei d'accordo? Quali sono invece, a tuo avviso, i gruppi che hanno realmente qualcosa dire nella scena grind?
In realtà "Nothing To Declare" è stata piuttosto una auto-critica, ripensando a tutti gli anni che abbiamo ingenuamente speso a scrivere cazzate, credendo di essere simpatici o addirittura anticonformisti. I Grumo si sono formati nel lontano 2004, Nico (il nostro batterista) ed io eravamo molto piccoli e decisamente sfigati, con una rabbia generica rivolta un po' così a 360°, senza un’idea precisa di cosa suonare e cosa dire. In quel tempo eravamo fissati con gruppi molto forti e dal messaggio decisamente esplicito che ci hanno colpito molto, come i Cannibal Corpse, gli Slayer, Anal Cunt, Cripple Bastards… Non eravamo molto interessati al punk e di cosa parlava, e non avevamo nemmeno la capacità di capire effettivamente certi ragionamenti. Nella nostra piccola testa di metallari di provincia c’era solo la voglia di dissacrare tutto, compresa la seriosa attitudine tipica del metal (di quello che conoscevamo poi noi, il che è tutto un dire). Ergo non abbiamo scritto dei testi veri e propri per un sacco di anni. Tutt’ora canzoni come “Modena City Grinders” non hanno un testo, sono solo grugniti senza senso, e va bene così. Da qualche anno a questa parte abbiamo decisamente cambiato registro in materia e ci siamo concentrati, io specialmente, a scrivere dei testi. Che ho scoperto tra l’altro essere una piacevole valvola di sfogo. Non voglio esprimere un giudizio sommario su tutto il filone pornogrind perché ritengo sarebbe ingiusto nei confronti di molte band, assolutamente valide, che non hanno niente a che vedere con atteggiamenti discriminatori e sessisti. Ci sono purtroppo moltissime band che scrivono interi album carichi di misoginia, e su queste ovviamente ci piscio sopra, non hanno il minimo rispetto da parte nostra, ma questo non penso si possa ricondurre ad un intero sottogenere. Personalmente apprezzo moltissimo anche band goregrind come i Last Days Of Humanity che scelgono di proposito la più totale incomunicabilità, ma loro questo aspetto lo hanno portato avanti con coerenza, se lo rivendicano ampiamente. Sono senza nessun compromesso e io apprezzo moltissimo questo loro aspetto. C’è quindi una bella differenza tra gruppi demenziali che vorrebbero essere estremi, e gruppi che sono l’impersonificazione della distruzione assoluta. Gruppi che hanno realmente qualcosa da dire ce ne sono eccome, anche se forse quelli che più mi hanno colpito non suonano propriamente grind. Delle nostre parti ci sono i Cancer Spreading, oppure gli Hobos dal Veneto, Bologna Violenta, Hate & Merda, Hyle… mi piacciono molto anche i Marnero, Nico aveva talmente tanto da scrivere che ha fatto pure uscire un libro! Massimo supporto.

Su cd avete registrato una cover dei Napalm Death "Suffer The Children", che poi suonate pure dal vivo. Come mai questa scelta? Cosa ne pensi dei Napalm Death odierni, che molto spesso sembrano un vero e proprio gruppo hardcore?
I Napalm Death nonostante i mille cambi di line-up e stile continuano ad essere uno dei miei gruppi preferiti. Sono partiti come gruppo hardcore per poi diventare una pietra fondamentale della musica estrema. Abbiamo scelto questa cover perché riteniamo il loro periodo 1990-94 quello maggiormente rappresentativo per noi, anche se devo ammettere che “Scum” e “From Enslavement To Obliteration” restano i loro due da me preferiti. Purtroppo l’ultima volta che li ho visti erano insieme ai Voivod, Obituary e Carcass all’Estragon di Bologna, e non c’era metà della loro formazione classica perché Greenway era dovuto volare in Inghilterra proprio il giorno prima per cazzi suoi e non ricordo per quale motivo non c’era manco Mitch Harris. Dico purtroppo perché boh in confronto i Voivod e gli Obituary hanno spaccato tutto, loro mhhh. Però devo ammettere che me li guarderei volentieri anche una milionesima volta. I Carcass lasciamoli dove stanno, poracci.

Ho notato che dal vivo triggerate il suono di batteria. Come mai questa scelta? Non credi che il tutto possa risultare un pò "falsato" rispetto alla "pacca" più old school di una batteria "naturale"?
Una batteria microfonata avrà sempre un suono più vero e gustoso di un trigger. Detto questo, suoniamo spesso in situazioni dove il tempo è pochissimo, magari l'acustica del luogo non è il massimo o la batteria è imbarazzante. Se potessimo permetterci una microfonazione seria, e sempre, allora si potrebbe fare. Ma per il momento così non è e dobbiamo ragionare in modo logistico. Dobbiamo suonare comodi e vogliamo che la gente sotto al palco si massacri, vogliamo potenza e suoni volgari. Durante le prove ci piace sperimentare suoni diversi, e in molti live ci capita di non usare il trigger, dipende dalla situazione.

Come ti prepari a livello fisico prima di salire sul palco? Che tipo di eservizi fai per "scaldare" la voce ad esempio?
Assolutamente nessun tipo di esercizio, anzi dovrei smetterla di affidarmi così al mio fisico e decidermi una volta per tutte a prendere delle lezioni di canto. Non sto scherzando, lo dico perché sono sicuro che non potrò andare avanti di gola all’infinito. Forse non fumando, questo aiuta ad avere più fiato sul palco.


I Grumo hanno suonato in situazioni "autogestite" ma anche in situazioni mainstream. Che tipo di differenze hai riscontrato? Ti è mai capitato di doverti esibire di fronte ad un pubblico in cui spiccavano personaggi dal dubbio gusto politico? Te lo chiedo perchè nel booklet prendete una posizione netta contro fascisti, sessisti e omofobi...
Abbiamo avuto la fortuna di suonare in vari tipi di situazioni molto diverse tra di loro, ma fortunatamente ci siamo sempre trovati più o meno bene. Le differenze le abbiamo trovate eccome, ma non erano sempre dovute alla tipologia di luogo dove abbiamo suonato. A volte siamo andati a suonare nell’apparentemente peggior squat dimenticato da dio e abbiamo trovato invece il massimo della professionalità, e altre volte siamo andati nel locale patinato e ci hanno trattato come i peggio stronzi, nella completa disorganizzazione. Quando siamo andati ad esempio a Caserta, al CBC Fest, ero un po' spaventato all’idea di dodici band dentro un CS con l’orario di chiusura ben definito alla mezzanotte. E invece la prima band ha cominciato come da scaletta (anzi ben 10 minuti prima) e l’ultima band ha puntualmente concluso il suo concerto alla mezzanotte spaccata. Tutti molto professionali, gentilissimi, ci siamo sentiti a casa. Fortunatamente non ci è mai capitato di doverci esibire di fronte ad un pubblico in cui spiccavano personaggi dal dubbio gusto politico. Come ti dicevo abbiamo al momento avuto sempre la fortuna di suonare in ambienti variegati ma pur sempre conosciuti, insieme ad amici e conoscenti. La posizione l’abbiamo sempre voluta chiarire abbastanza bene, credo che per molte band faccia un po' comodo non esporsi troppo su certe tematiche, specialmente nell’ambiente del metal estremo.

Qualche tempo fa avete fatto un mini tour all'estero. Come giudichi quest'esperienza? E' complicato organizzare un tour per un gruppo come il vostro? Hai qualche aneddoto da raccontarci?
È stata una delle esperienze più belle della mia vita. Siamo stati in giro per dieci giorni tra Svizzera, Belgio, Olanda, Germania, Repubblica Ceca (lì abbiamo suonato in due città diverse, Praga e Brno, forse le date più belle e partecipate del tour nonostante fosse un infrasettimanale) Ungheria, Slovacchia, Austria e infine di nuovo Italia. È stato il nostro primo tour europeo, organizzato interamente da noi, senza pagare nessuna booking agency e senza spendere un euro delle nostre tasche. Scrivendo duemila mail ad amici e conoscenti siamo riusciti a organizzarci, sempre un po' a nostro modo, suonando anche con gruppi molto validi e stringendo amicizie ovunque siamo stati. Pensavo sarebbe stata dura sopportare quegli altri tre stronzi ma in realtà è andata molto meglio del previsto, ci ha unito molto come esperienza. Non è stato complicatissimo, diciamo che ci abbiamo messo del tempo. Con costanza e anche un po' di fortuna ce l’abbiamo fatta. Uno degli aneddoti più belli è stato quando abbiamo detto ai ristoratori dove siamo andati ad abbuffarci (non ricordo il nome della città Slovacca perché era tipo impronunciabile) che eravamo una band, allora loro tutti contenti ci hanno chiesto una foto insieme e comprato persino un disco. Le persone specialmente nell’est Europa sono molto ospitali e ci hanno accolto manco fossimo stati chissà chi. Ci hanno sempre supportato comprando magliette e disco (molto più che da noi, questo va detto) ed è stata tutte le sere una festa. Un’esperienza che contiamo di ripetere quest’anno, magari tra maggio e giugno, per promuovere l’uscita del nuovo solito 7” con gli amici ferraresi Death On/Off. Grazie mille dell’intervista Paso, see you freaks!

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